Nuovo tentativo per il Regolamento
Codice Appalti - agg. rassegna stampa
APPALTI - Le Infrastrutture provano la volata per chiudere il regolamento
Il ministero delle Infrastrutture si impegna ad accelerare sul regolamento appalti, anche dopo la scelta di riaprire il testo approvato già due anni fa e bloccato dalla Corte dei conti (si veda «il Sole 24 Ore» di ieri [in calce, ndr]). A promettere tempi brevi è stato, in particolare, il capo dell'ufficio legislativo delle Infrastrutture, Gerardo Mastrandea, intervenuto ieri al convegno dell'Igi (Istituto grandi infrastrutture) sulle novità legislative dell'estate in tema di appalti. «C'è ancora la speranza - ha detto - di approvare in via definitiva entro l'anno il regolamento».
Con il regolamento (un maxi testo di oltre 300 articoli) si andrebbe a completare il lavoro di riforma della normativa sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. Ma i continui ritocchi alla disciplina di settore sono comunque fonte di instabilità per gli operatori. Lo ha segnalato ieri il presidente dell'Igi, Giuseppe Zamberletti: «Il quadro normativo instabile - ha spiegato - crea scompensi all'attività delle stazioni appaltanti, una incertezza operativa di fondo e un esteso contenzioso».
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di Valeria Uva
da Il Sole 24ore del 24.09.09
Codice degli appalti: aggiornamenti annuali. Regolamento in dirittura. Annuncio al convegno Igi: lo schema sta per essere inviato al Consiglio di Stato.
Nessuno stop al regolamento del Codice dei contratti che a breve sarà trasmesso al Consiglio di Stato; dare stabilità al Codice dei contratti per evitare incertezza operativa e contenzioso; supportare le stazioni appaltanti negli interventi di finanza di progetto. É quanto emerso ieri durante il convegno organizzato dall'Igi sulle novità legislative intervenute durante l'estate.
Il presidente Igi Giuseppe Zamberletti si è soffermato sugli effetti delle ripetute modifiche del Codice dei contratti pubblici. In particolare Zamberletti ha affermato che «il quadro normativo continua ad essere instabile, creando scompensi all'attività delle stazioni appaltanti, una incertezza operativa di fondo e un esteso contenzioso». Per il presidente dell'Istituto «non può non rilevarsi che questo continuo incidere sul testo del decreto 163 è sentore di un non efficace funzionamento della disciplina previgente e ciò impone una riflessione comune al fine di pervenire a soluzioni efficaci e soddisfacenti». Come soluzione Zamberletti non vede «una riscrittura del Codice», ma evidenzia che «il tentativo di risolvere i problemi applicativi determinati dal Codice non è pienamente riuscito alla luce degli interventi legislativi intervenuti in questi tre anni».
Fra i relatori intervenuti il senatore Angelo Maria Cicolani, componente dell'ottava Commissione lavori pubblici che ha sottolineato come l'approvazione del Codice, prima, e dei decreti correttivi, poi, sia stata sempre caratterizzata da tempi ristretti che non hanno consentito una riflessione approfondita delle norme. Per quel che riguarda le modifiche al Codice, Cicolani ha avanzato la proposta di individuare un unico momento, durante l'anno, per discutere e approvare eventuali ulteriori modifiche, come se fosse una «legge comunitaria». «Mi è capitato più di una volta di avere dovuto bloccare iniziative parlamentari di modifica del Codice scoordinati e non corretti». Il senatore ha sottolineato che occorre intervenire sulla qualificazione delle stazioni appaltanti che realizzano opere in project financing, anche attraverso il supporto esterno: «occorre dare certezza agli operatori privati». Infine, sul tema dei Commissari straordinari (nove per le grandi infrastrutture, nominati in agosto n.d.r.), Cicolani, pur augurandosi che riescano a dare nuovo slancio alla realizzazione delle opere per le quali sono stati nominati, ritiene che i poteri ad essi attribuiti potrebbero risultare non efficaci.
Successivamente Bernadette Veca, direttore generale per la regolazione del ministero delle infrastrutture, ha illustrato lo stato dell'arte dello schema di regolamento del Codice dei contratti pubblici, destinato a sostituire il dpr 554. In particolare Veca ha voluto precisare che l'iter del provvedimento va avanti e non deve ripartire dall'inizio: «Ho appreso con viva meraviglia istituzionale quanto pubblicato su un importante quotidiano nazionale, ma ribadisco che non c'è alcuno stop al regolamento e ne è prova la mia presenza qui». Il direttore generale del ministero delle infrastrutture ha dato conto dell'intensa attività di concertazione sul testo avviata dal ministro Matteoli, che sta per concludersi in sede tecnica, a margine del tavolo permanente istituto un anno fa dallo stesso ministro, e che porterà quindi all'invio del provvedimento al Consiglio di Stato prima della delibera definitiva del consiglio dei ministri e il parere finale della Corte dei conti. L'avvocato Antonio Caputo ha trattato il tema della impugnabilità immediata del bando di gara nel caso di mancata specificazione nello stesso dei sub-criteri. Successivamente Manfredi de Vita, avvocato, ha illustrato una relazione tema sulla velocizzazione dei pagamenti della pubblica amministrazione, il cui d.m. del maggio 2009 ha stabilito le modalità per l'attuazione della norma introdotta dal d.l. 185/2008 e convertito in legge 2/2009. Infine, il consigliere De Nictolis, si è soffermata sulle novità normative relative alle offerte anomale. Il convegno è stato chiuso dalla relazione di sintesi del professore Angelo Clarizia.
di Andrea Mascolini
da Italia Oggi del 24.09.09
Lavori pubblici. Un altro stop per il regolamento sugli appalti. Nuova procedura.
Tutto da rifare per il regolamento del Codice degli appalti. Il testo, già approvato in via definitiva ormai due anni fa dal Consiglio dei ministri e poi bloccato dalle osservazioni della Corte dei conti, è tornato alla fase di bozza, aperta alle osservazioni.
Questo significa che il viaggio del maxiprovvedimento da più di 300 articoli dovrà ripartire dalla prima casella, ovvero l'esame preliminare in uno dei prossimi consigli dei ministri dell'autunno.
L'evoluzione del regolamento con la tempistica e le tappe necessarie per l'approvazione sarà illustrata oggi dal dirigente del ministero Infrastrutture, Bernadette Veca, in un convegno organizzato a Roma dall'Istituto grandi infrastrutture sugli appalti e le ultime novità normative che analizzerà anche le nuove procedure di verifica delle offerte anomale (relatore il consigliere di stato, Rosanna De Nictolis).
Secondo il ministero è presto per anticipare .le modifiche che il testo del 2007 subirà perchè le consultazioni con le associazioni di categoria e gli operatori, volute dal ministro Altero Matteoli, sono ancora in corso. L'ultima riunione del tavolo tecnico si è svolta il 4 agosto ma le categorie hanno ancora qualche giorno per inviare le proprie richieste di modifica. È già emerso che uno dei punti più controversi è l'introduzione del performance bond, ovvero la garanzia di subentro di una nuova impresa che l'appaltatore dovrà ottenere per partecipare ai grandi lavori. Ma anche le sanzioni che per la prima volta colpiranno le imprese e le società private di attestazione per violazioni legate alla qualificazione sono apparse, da subito, uno dei fronti più caldi del nuovo testo.
Ora Matteoli riapre del tutto la partita con l'intenzione di fare proprio un testo ereditato già «confezionato» dal suo precedessore, Antonio Di Pietro. Del resto uno dei problemi che hanno costellato la (lunga) vita del regolamento è proprio quello di essere rimasto impigliato nelle osservazioni della Corte dei conti in una fase di transizione tra il governo di centrosinistra e quello Berlusconi di centrodestra.
La riscrittura, naturalmente, allungherà i tempi: in pratica quello che sarà portato per la terza volta al Consiglio dei ministri (e i tecnici promettono «tempi brevi» appena concluse le consultazioni) dovrà ricominciare daccapo l'iter descritto nel Codice degli appalti che prevede, l'acquisizione del «concerto» dei molti ministeri interessati, il parere del Consiglio di Stato e del consiglio superiore dei lavori pubblici e, infine, un nuovo e definitivo esame da parte del Consiglio dei ministri.
Fino all'entrata in vigore del regolamento restano sospesi alcuni nuovi strumenti del Codice dei contratti di lavori, servizi e forniture quali l'appalto integrato e il dialogo competitivo.
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IL PERCORSO - Il provvedimento dovrà ripartire dall'esame del Consiglio dei ministri. In sospeso bandi «integrati» e «dialogo competitivo»
di Valeria Uva
da Il Sole 24ore del 23.09.09
- Argomenti di Architettura - Codice appalti
Articoli e rassegna stampa a partire da febbraio 2005
Commenti
28/09/2009 09.25: domanda
In fase di confezionamento del nuovo regolamento appalti di lavori e servizi i nostri governi passati e presenti hanno sentito in merito, sicuramente, le imprese che realizzano i lavori: tant'e' vero che sono riusciti a bloccare alcuni articoli che erano loro sgraditi. Ma hanno sentito cosa avevano da dire in merito i prestatori di servizi tecnici? E se si chi? I consigli nazionali? Qualcuno sa se e' stata prodotta una documentazione in merito?
christianrocchi
vedi anche:
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