Paesaggio, autorizzazioni veloci

Dpr Codice Beni Culturali e Paesaggio - rass.stampa

Consiglio dei ministri. Autorizzazioni veloci agli interventi edilizi. I provvedimenti varati ieri.

Primo sì del governo alle norme che semplificano il rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche anche per l'aumento di cubatura di immobili non soggetti a tutela. Oltre alla riforma sulla produttività nel pubblico impiego (...), il Consiglio dei ministri ha varato in via preliminare il regolamento (Dpr) che definisce modalità e ambito di applicazione delle procedure sprint previste per gli interventi di lieve entità dal codice dei beni culturali (Dlgs 42/2004 articolo 146, comma 9).

Il decreto - che sarà sottoposto al vaglio di conferenza unificata, Consiglio di stato e Camere prima di tornare a Palazzo Chigi per il via libera finale - apre la strada all'accelerazione di un insieme eterogeneo di permessi di tipo edilizio. Dal 1° gennaio 2010, grazie alle nuove norme applicabili anche nelle regioni, dovrebbero infatti essere snellite 42 tipologie di intervento. Tra i lavori della manovra di semplificazione c'è l'incremento di volume delle costruzioni entro un limite massimo del 10% della cubatura originaria (e comunque non oltre il tetto dei 100 metri cubi). I tempi per il rilascio dei permessi saranno ridotti da 105 a 60 giorni dalla presentazione della domanda, che dovrà essere unicamente corredata da una relazione paesaggistica redatta dal professionista sulla base di una scheda tipo di certificazione del progetto. Le nuove misure saranno estese all'installazione di gazebo, cartelli pubblicitari fissi e pannelli solari e fotovoltaici di superficie non superiore a 25 metri cubi, oltre che all'adeguamento antisismico degli edifici. (...)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

di Marco Gasparini
da Il Sole 24ore del 10.10.09


CONSIGLIO DEI MINISTRI/ Paesaggio, autorizzazioni snelle. Disco verde a uno schema di decreto che attua il Codice. Per interventi di lieve entità il via libera entro 60 giorni

Semplificate le autorizzazioni paesaggistiche per interventi di lieve entità; l'autorizzazione sarà rilasciata al massimo entro 60 giorni invece che in 105 giorni; necessaria la relazione di un professionista; interessati anche gli incrementi di volume fino a un massimo del 10% della costruzione originaria e comunque non oltre i 100 metri cubi. È quanto prevede, fra le altre cose lo schema di regolamento varato ieri dal consiglio dei ministri che attua l'articolo 146, comma 9, del codice dei beni culturali e del paesaggio, il codice Urbani (dlgs n.42/2004), norma che entrerà in vigore il 1° gennaio 2010 ai sensi dell'articolo 159 del codice, definendo le procedure semplificate per il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica per gli interventi di minimo impatto paesaggistico. Scopo principale dell'intervento regolamentare, che comunque non prevede il silenzio assenso, è quello di snellire e concentrare i procedimenti concernenti interventi definiti di «lieve entità» per i quali , stando a quanto dichiarato dal ministero, vengono presentate ogni anno centinaia di autorizzazioni paesaggistiche, con un effetto di rilevante congestione degli uffici comunali.

Il testo, composto da sette articoli e da un allegato, prevede tredici semplificazioni su quarantadue tipologie di interventi (indicati in un allegato al regolamento che potrà essere successivamente variato e/o integrato), tutti di limitata entità, «da realizzarsi su aree o immobili dichiarati di interesse paesaggistico» che «comportino un'alterazione dei luoghi o dell'aspetto esteriore degli edifici». Fra gli interventi che ricadono nel regolamento ci sono gli incrementi di volume fino a un massimo del 10% della costruzione originaria e comunque non oltre i 100 metri cubi; gli interventi di demolizione e ricostruzione con il rispetto di volumetrie e sagome preesistenti; gli interventi sulle coperture degli edifici (rifacimenti tetti, lastricati solari, inserimenti di canne fumarie), interventi su porte e finestre dei prospetti degli edifici esistenti; la realizzazione o le modifiche di autorimesse pertinenziali; la realizzazione di tettoie, porticati e gazebo; l'eliminazione di barriere architettoniche. Saranno soggetti al regolamento anche gli interventi su parabole televisive condominiali, pannelli solari e fotovoltaici, ma anche quelli di adeguamento alle normative antisismiche. Secondo quanto afferma il ministero si dovrebbe trattare di quasi il 75% degli interventi che incidono sul paesaggio.

Il regolamento stabilisce che la domanda per ottenere il rilascio dell'autorizzazione semplificata sia corredata soltanto da una «relazione paesaggistica semplificata» da redigere sulla base di una scheda tipo allegata al codice Urbani; con ciò si rende inapplicabile la procedura ordinaria prevista dal dpcm del 12 dicembre 2005. La relazione dovrà essere predisposta da un professionista abilitato all'esercizio della professione che dovrà attestare la conformità dell'intervento alla disciplina del paesaggio ed alla vigente disciplina urbanistica. La presentazione dell'istanza, ove possibile, dovrà avvenire, per via telematica e, qualora essa riguardi attività industriali o artigianali, tramite lo sportello unico, se istituito. Non viene in alcun modo previsto il silenzio-assenso. Il provvedimento stabilisce l'obbligo di concludere il procedimento autorizzatorio nel termine di 60 giorni dal ricevimento dell'istanza, con una riduzione del 40% dei termini ordinariamente previsti dall'articolo 146 per la conclusione del procedimento. Si passa, in sostanza, da 105 giorni (di cui 40 presso il comune, 45 per il parere vincolante del soprintendente e 20 per il provvedimento definitivo) ai 60 giorni totali di cui all'articolo 3, comma 1 del regolamento. Se poi l'amministrazione conclude anticipatamente e negativamente l'istruttoria, il termine si riduce a 30 giorni.

Il regolamento delinea con precisione gli adempimenti amministrativi. I funzionari dovranno effettuare una verifica immediata delle richieste di autorizzazione pervenute, in modo da comunicare al richiedente se l'intervento è soggetto ad autorizzazione ordinaria o, invece, semplificata in quanto rientrante tra quelli di «lieve entità», oppure se è esonerato ai sensi dell'art. 149 del codice dall'autorizzazione. Si prevede che sia effettuata anche una verifica preliminare della conformità dell'intervento progettato rispetto alla disciplina urbanistica ed edilizia, dal momento che potrebbe essere inutile avviare l'istruttoria a fini paesaggistici se comunque l'intervento non è conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia. Il parere del soprintendente non è vincolante, ma solo obbligatorio, alla sola condizione che l'area interessata sia assoggettata ad un vincolo o ad un piano paesaggistico che contengano specifiche prescrizioni d'uso del paesaggio; non è obbligatorio, vista la lievità degli interventi, il parere delle Commissioni locali per il paesaggio. Una volta rilasciata, l'autorizzazione paesaggistica sarà immediatamente efficace, non applicandosi la moratoria di trenta giorni prevista per gli interventi «maggiori».

Dal punto di vista organizzativo il regolamento stabilisce che presso ciascuna soprintendenza siano individuati uno o più funzionari responsabili dei procedimenti di autorizzazione paesaggistica semplificata; sarà invece compito delle regioni promuovere la costituzione, presso le amministrazioni locali competenti al rilascio dell'autorizzazione, di unità operative o uffici, anche sovracomunali, specificamente dedicati alla predetta tipologia di procedimenti.

 

di Andrea Mascolini
da Italia Oggi del 10.10.09


Verso il Cdm. Iter rapido per i beni vincolati. Il Consiglio di venerdì, oltre alla riforma Brunetta, rivede le regole sulle costruzioni. Autorizzazione entro 60 giorni per il 75% delle richieste.

ROMA - Respinto definitivamente l'assalto portato alle autorizzazioni paesaggistiche con le bozze del decreto legge sul piano casa, mai approvato, i Beni culturali propongono ora un regolamento che semplifica le procedure di rilascio dell'autorizzazione per «interventi di lieve entità».

Non è certamente il piano casa, ma qualche importante concessione alla semplificazione viene fatta, nell'ambito dell'attuazione dell'articolo 146 del codice Urbani che entra in vigore il 1° gennaio prossimo.

Niente silenzio-assenso, però, né esplicito né mascherato, come ha tenuto a precisare l'ufficio legislativo di Palazzo Chigi nel corso del preconsiglio dei ministri di ieri.

Il provvedimento è stato comunque licenziato e sarà il pezzo forte del Consiglio dei ministri di venerdì prossimo insieme alla riforma della Pa proposta dal ministro Renato Brunetta (...).

Le semplificazioni dell'iter di rilascio dell'autorizzazione previste dal testo sono tredici e riguarderanno 42 tipologie di intervento leggero su beni vincolati. Nella stima del ministero e delle sovrintendenze, questi interventi rappresentano comunque il 75% delle domande presentate.

La semplificazione più rilevante è quella che riduce il termine per il rilascio dell'autorizzazione dagli attuali 105 giorni (40 giorni per l'ente locale, 45 per il parere vincolante del sovrintendente, 20 per il provvedimento definitivo) a 60 giorni (30 per l'ente locale, 25 giorni per il sovrintendente, 5 per il provvedimento definitivo).

Il termine si riduce poi a 30 in caso di esito negativo della verifica dell'ente locale. Alleggerita anche la documentazione da presentare, mentre la presentazione delle domande dovrà avvenire per via telematica (o allo sportello unico in caso di imprese industriali o artigianali).

Tra gli interventi ammessi alla semplificazione ci sono anche le parabole televisive condominiali, i pannelli solari e fotovoltaici, l'adeguamento alle normative antisimiche. Lo spirito del piano casa, reinserito all'interno del codice Urbani, non si è perso del tutto.

Altri interventi semplificati sono: l'incremento di volume fino a un massimo del 10% della costruzione originaria e comunque non oltre i 100 metri cubi; gli interventi di demolizione e ricostruzione con il rispetto di volumetrie e sagome preesitenti; gli interventi su porte e finestre e sulle coperture; la realizzazione o le modifiche di autorimesse pertinenziali; la realizzaizone di tettoie, porticati e gazebo; l'eliminazione di barriere architettoniche.

Nell'elenco sono compresi, infine, anche alcuni lavori pubblici di piccola dimensione come gli arredi urbani, gli interventi puntuali di adeguamento della viabilità (rotatorie, incroci, banchine, marciapiedi), gli allacci locali delle infrastrutture a rete, le linee elettriche e telefoniche su palo di altezza non superiore a sei metri.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

  • CORSIA PREFERENZIALE - Tra gli interventi ammessi le antenne paraboliche condominiali, i pannelli solari e gli adeguamenti antisismici

 

di Giorgio Santilli
da Il Sole 24ore del 07.10.09

 

invia la tua opinione!

 

Commenti

23/11/2009 12:14: sanatoria semplificata
la procedura semplificata prevista è molto utile, viste le leggi catenaccio previste dal codice urbani. Ritengo però che il regolamento, debba prevedere anche la sanatoria per gli interventi già realizzati rientranti nella tipologia iteressata dal decreto. se così non fosse bisognerebbe prima ripristinare e poi ricostruire e non sembra giusto fare la penelope dell'edilizia.
giovanni sorrentino

15/12/2010 14:53: titolo
La nuova procedura di autorizzazione paesaggistica semplificata che si applica anche a quegli interventi in aree sottoposte ad un vincolo soltanto "tipologico" (si tratta di quelli previsti dalla legge Galasso del 1985, poi riconfermati dall'articolo 142 del codice dei beni culturali e del paesaggio: entro i 300 mt dalla battigia, presso sponde dei mari, dei laghi e dei fiumi, boschi e foreste, parchi regionali e statali, monti sopra una determinata altezza, ecc), dovrebbe nello spirito del legislatore costituire un'accelerazione del procedimento amministrativoma. I tempi predefiniti del procedimento sono corredati da specifiche sanzioni a carico dei funzionari e dei dirigenti, con responsabilità disciplinari e dirigenziali, che incidono sulle retribuzioni di risultato. Inoltre, il cittadino può adire immediatamente il giudice amministrativo ed ottenere, con procedura accelerata una pronuncia che accerti il proprio diritto e gli eventuali danni derivanti dall'inerzia. In effetti ritengo, però, che i ritardi continueranno come sempre in quanto sono stati fissati dei tempi tecnici di conclusione che difficilmente potranno essere osservati in considerazione della inadeguatezza delle strutture pubbliche.
Luigi

vedi anche:

Il piano casa posa i primi mattoni

Piani casa regionali - agg. rassegna stampa

A Ferragosto spunta una nuova circolare...

nuove NTC & deroghe - breve rassegna stampa

Legge Milleproroghe 2009

di Enrico Milone

Ulteriori rinvii per sicurezza e paesaggio

di Enrico Milone - DL Milleproroghe 2009

Paesaggio: la tutela esclusiva spetta allo Stato

Codice Beni culturali e Paesaggio - agg. rass-stampa

Un nuovo codice in difesa del paesaggio

In Gazzetta i due Dlgs di riforma - agg.rass.stampa

Mai più ecomostri, il paesaggio ritorna allo Stato

Codice Beni Culturali e Paesaggio - agg.rass.stampa

Basta con «l'Italia dei geometri»

Villette, abusi, capannoni...


data pubblicazione: domenica 11 ottobre 2009
architettiroma è su twitter architettiroma è su facebook le istruzioni per iscriversi al feed RSS Iscriviti alla newsletter di architettiroma.it
Architettura sul web Paesaggio, autorizzazioni veloci