Piano casa Liguria

LR approvata il 27.10.09 - rass.stampa

 vedi aggiornamento del 15.11.09

Liguria, ora costruire è più facile. Per ampliare l'alloggio sufficiente una dichiarazione. Interventi entro 24 mesi - IL CONSIGLIO REGIONALE LIGURE VARA SENZA MODIFICHE LA LEGGE PER GLI AMPLIAMENTI DEGLI EDIFICI - Piano casa, sì fra le proteste. Ecco il testo approvato. Astenuti Verdi e sinistra, l'Udc non vota

GENOVA. La Regione Liguria approva la legge sul Piano casa e il testo, come anticipato ieri, cancella ogni possibilità di ampliamento per i capannoni agricoli, industriali e artigianali e per le case condonate. Per le abitazioni fino a 200 metri cubi, l'incremento massimo consentito è di 60 metri cubi. Per quelle tra i 200 e i 500 metri cubi, è possibile edificare un 20% in più. Dieci per cento per quelle tra 500 e 1.000 metri cubi.
Il parto non è stato indolore per la maggioranza di centrosinistra. Il rischio, ora, si chiama Udc, insoddisfatto e critico (non ha votato) «per una legge frettolosa, prigioniera della campagna pre-elettorale». Attacca anche il Pdl.

Nel Nord Italia solo Liguria e Friuli Venezia Giulia non avevano ancora approvato il Piano casa. La Liguria, in particolare, si era impantanata in lunghissime audizioni con tutte le categorie interessate alle novità previste dal testo che la giunta aveva varato lo scorso luglio. Audizioni che, salvo rare eccezioni, sollecitavano una legge a "maglie più larghe" per un vero rilancio dell'edilizia. Ma la maggioranza non è riuscita a seguire questa strada per la ferma opposizione di Verdi, Prc, gruppi ambientalisti, movimenti d'opinione. Nelle ultime settimane, poi, la giunta-Burlando si è trovato accerchiata dal partito del "no al cemento" ed ha preferito non forzare la mano. A conti fatti, dunque, poco o nulla è cambiato nella legge approvata ieri, rispetto al testo licenziato tre mesi fa.

Ma scendiamo nel dettaglio. La legge che rilancia l'edilizia resterà operativa 24 mesi dall'entrata in vigore; questo è dunque il tempo massimo a disposizione dei residenti in Liguria per presentare domande di ampliamento, o di demolizione e ricostruzione. Il Piano casa non riguarda tutti gli immobili, ma solo gli edifici mono o plurifamiliari e quelli destinati ad uso socio-assistenziale e socio-educativo esistenti al 30 giugno 2009. Immobili che non possono inoltre avere una volumetria superiore ai 1.000 metri cubi. Il Pd, su sollecitazione di categorie e ordini professionali, ha provato ad estendere la legge agli edifici industriali, artigianali ed agricoli, ma alla fine l'emendamento è stato ritirato.

E veniamo agli ampliamenti che sono poi il cardine del Piano casa. C'è una scala di interventi. Per le abitazioni più piccole, quelle fino a 200 metri cubi, l'incremento massimo consentito è di 60 metri cubi. Se l'abitazione è invece di dimensione compresa tra i 200 e i 500 metri cubi, è possibile edificare un 20% in più. Infine le case tra 500 e 1.000 metri cubi: in questo caso l'incremento massimo è del 10%. E bene precisare che gli ampliamenti sono consentiti anche in deroga alla disciplina dei piani urbanistici e sono cumulabili.

Facciamo l'esempio di un villa di 500 metri cubi. Se l'intervento di ampliamento viene effettuato nel rispetto delle norme antisismiche, prevede la realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e l'utilizzo di materiali locali tradizionali (l'ardesia, ad esempio), l'incremento volumetrico può arrivare al 35%. Questo perché si sommano al 20% anche i "bonus" previsti per gli interventi fatti nel rispetto delle norme di sicurezza e secondo criteri di abbattimento dei consumi.

Capitolo frazionamenti. L'alloggio ampliato secondo le nuove norme può essere diviso in più unità abitative, purché ciascuna di essa abbia una superficie di almeno 60 metri quadrati.

Il Piano casa esclude dagli ampliamenti sia gli edifici abusivi sia quelli condonati. E nei confronti di questa norma l'Uppi (Unione piccoli proprietari) ha annunciato un ricorso al Tar ritenendo ingiusto penalizzare proprietari che grazie al condono si sono messi in regola con la legge e che quindi avrebbero il diritto di beneficiare degli effetti del Piano. Anche in questo caso il Pd aveva tentato un'apertura, salvo poi ritirare l'emendamento per non spaccare la maggioranza.

Tra gli edifici esclusi dagli ampliamenti ci sono poi quelli che ricadono in aree soggetto a regime di inedificabilità assoluta; quelli che occupano aree demaniali marittime concesse per finalità turistico-ricreative. Un discorso a parte meritano le case nei centri storici. La legge le esclude dai "benefit", ma lascia facoltà ai Comuni di decidere eventuali deroghe motivate. Non si toccano, infine, gli edifici vincolati come beni culturali o che ricadono nei Parchi delle Cinque Terre, di Portofino e di Portovenere. All'ultimo momento è stato posto "sotto tutela" anche il Parco Montemarcello-Magra.

Oltre agli ampliamenti la legge consente anche la possibilità di demolire e ricostruire gli edifici residenziali esistenti sempre alla data del 30 giugno 2009. Purché l'intervento apporti migliorie sotto il profilo architettonico, della sicurezza e del risparmio energetico. L'incremento di volume non potrà superare il 35%. Lo stabile dovrà essere ricostruito nelle stessa area in cui si trovava prima della demolizione; tuttavia, se non fosse possibile, il Comune potrà scegliere un'altra area idonea.

Per tutti gli interventi di cui si è detto il proprietario non dovrà chiedere alcuna autorizzazione ma presentare al Comune una semplice dichiarazione inizio attività (Dia).

Infine, una novità interessante introdotta in extremis nel testo approvato ieri. Entro 45 giorni dall'entrata in vigore della legge i Comuni possono individuare parti del proprio territorio nelle quali gli ampliamenti non sono consentiti per ragioni di ordine urbanistico, edilizio, paesaggistico, ambientale e culturale.

LE NORME NEL DETTAGLIO

DURATA: 24 mesi

GLI EDIFICI INTERESSATI: i mono o plurifamiliari e quelli destinati ad uso socio-assistenziale e socio-educativo esistenti al 30 giugno 2009, con un volume massimo di 1000 metri cubi.

GLI AMPLIAMENTI CONSENTITI anche in deroga alla disciplina dei piani urbanistici

  • Abitazioni fino a 200 metri cubi > massimo 60 metri cubi
  • Abitazioni tra 200 e 500 metri cubi > massimo 20% per la parte eccedente la soglia di 200 metri cubi
  • Abitazioni tra 500 e 1.000 metri cubi > massimo 10% per la parte eccedente la soglia di 500 metri cubi
  • Sono consentiti frazionamenti dell'unità immobiliare ampliata, purchè gli alloggi così ricavati abbiano una superficie di almeno 60 metri quadrati.

DEMOLIZIONI E RICOSTRUZIONI per gli edifici esistenti alla data del 30 giugno 2009. Incremento volumetrico fino a 35% sullo stesso sito o, ove non fosse possibile, su altre aree idonee individuate dal Comune.

ULTERIORI AMPLIAMENTI. Le percentuali di ampliamento possono essere incrementate: del 10% nel caso di adeguamento a norme antisismiche o di realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili; di un ulteriore 5% nel caso di utilizzo di materiali locali tradizionali; di un ulteriore 5% se per la copertura di interi edifici residenziali si usano lastra di ardesia.

SONO ESCLUSI

  • edifici abusivi;
  • edifici condonati:
  • edifici che ricadono in aree soggette a regime di inedificabilità assoluta;
  • edifici che ricadono in aree demaniali marittime concesse per finalità turistico-ricreative;
  • edifici ricadenti nei centri storici (ma i Comuni possono derogare a questa norma);
  • edifici vincolati come beni culturali;
  • edifici che ricadono nei Parchi delle Cinque Terre, di Portofino, Portovenere e Montemarcello-Magra.

DESCREZIONALITA' DEI COMUNI. Entro 45 giorni dall'entrata in vigore della legge i Comuni possono individuare parti del proprio territorio per le quali gli ampliamenti non trovano applicazione per ragioni di ordine urbanistico, edilizio, paesaggistico, ambientale e culturale.

 

di Bruno Lugaro
da Il Secolo XIX del 29.10.09


COSI' NEL RESTO D'ITALIA. Sei le regioni più veloci, la Toscana è stata la prima. In ritardo Calabria, Campania, Molise e Sicilia. In Lombardia molti Comuni hanno reso più rigida la normativa

SONO SEI le regioni in cui è già possibile presentare domanda per usufruire dei "benefit" del Piano casa. La Toscana è stata la prima a dotarsi della legge regionale (il 28 maggio scorso) che resterà in vigore 18 mesi, 6 in meno rispetto alla Liguria.

In Lombardia la legge è entrata in vigore il 17 luglio scorso. E molti Comuni hanno operato modifiche in senso restrittivo. Il 16 ottobre scorso è iniziato inoltre il periodo di 18 mesi messo ai disposizione dei residenti per la consegna della Dia (dichiarazione di inizio attività) o la richiesta dei permessi di costruire.

Il Piemonte ha approvato la legge tre giorni prima della Lombardia e dal 30 settembre scorso è iniziato il periodo per le presentazioni delle istanze di ampliamento che dovranno pervenire alle amministrazioni locali entro e non oltre il 31 dicembre 2011.

Sempre a luglio (il 21) è entrato in vigore il Piano casa dell'Emilia Romagna che resterà in vigore fino al 31 dicembre del prossimo anno. Hanno fatto in fretta anche Trentino Alto Adige e Umbria.

Ancora qualche giorno d'attesa, invece, per altre 8 regioni, dove il Piano Casa risulta già approvato, ma sono ancora aperti i termini per la presentazione di eventuali delibere comunali. In Veneto la legge è entrata in vigore l'11 luglio e sarà valida per 24 mesi, fino all'11 luglio 2011. I Comuni deliberano entro il 30 ottobre se e con quali limiti applicare la legge sul proprio territorio. Le istanze potranno quindi essere presentate a partire dal 31 ottobre. In Abruzzo il Piano casa è operativo dal 29 agosto. I Comuni hanno tempo fino al 29 dicembre per escludere dall'applicazione della norma determinati immobili o territori. In Basilicata la legge è entrata in vigore l'8 agosto, nelle Marche pochi giorni fa (il 16 ottobre).

Nel Lazio legge operativa dal 5 settembre. I Comuni hanno tempo fino al prossimo 5 dicembre per introdurre modifiche. In Puglia una nuova interpretazione della legge del 30 luglio scorso che ha escluso il non residenziale dagli interventi di ampliamento volumetrico, ha spostato al 24 novembre il termine per le delibere comunali e al 25 novembre il via alle domande di riqualificazione edilizia. La norma ha una durata di 18 mesi.

In Valle d'Aosta, Regione che non ha limitato la durata del Piano Casa, la legge prevede per i Comuni la facoltà di imporre modalità costruttive diverse da quelle della norma regionale entro 30 giorni dal ricevimento della Dia. Questa possibilità è riconosciuta solo per gli interventi su immobili non vincolati.

Le Regioni in cui l'iter non è ancora terminato sono Calabria, Campania, Molise e Sicilia. In questi casi i termini per le domande slitteranno molto probabilmente al prossimo anno.

 

pag. 2
da Il Secolo XIX del 29.10.09

 

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Commenti

02/11/2009 19:36: Bravi!!!!!!!!!!
Bastava poco per fare un buon lavoro, invece degli ancronistici partiti hanno bloccato la possibilità concreta per la qualificazioene del territorio Ligure ............
arch. Marco Cuomo

09/11/2009 14:59: titolo
SI POTEVA FARE MEGLIO! SPECIALMENTE PER LA RIQUALIFICAZIONE STATICA E LA SICUREZZA ANTISISMICA. NELLE AREE MARGINALI IL 35% NON COPRE I COSTI DI DEMOLIZIONE RICOSTRUZIONE PER CUI I PEGGIORI EDIFICI RESTERANNO UN PERICOLO PER LE PERSONE ED UN DANNO ENORME PER LO STATO
Flaviano Comandi

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data pubblicazione: venerdì 30 ottobre 2009
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