Il ruolo del progettista/DL nella MS
Ddl Brunetta - Lettera Ordine Architetti Roma
Prof. Renato Brunetta
Ministero per la pubblica amministrazione e l'innovazione
Palazzo Vidoni
Corso V. Emanuele II
00186 Roma
r.brunetta@governo.it
Gentile Ministro,
abbiamo letto con grande attenzione il Suo Disegno di Legge - collegato alla finanziaria - su “Disposizioni in materia di semplificazione dei rapporti della Pubblica Amministrazione con cittadini e imprese e delega al Governo per l'emanazione della carta dei doveri delle amministrazioni pubbliche” approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 12 novembre.
Abbiamo apprezzato la volontà di inserire forme di semplificazione delle procedure edilizie ed in particolare abbiamo valutato positivamente i contenuti dell'articolo 14 del DDL che prevede la delega al Governo per adottare norme che obblighino le amministrazioni pubbliche ad accettare domande, dichiarazioni, comunicazione, elaborati tecnici in modalità telematica.
L'Ordine degli Architetti di Roma si batte da anni per questi obiettivi, ha anticipato i tempi con il progetto della scrivania virtuale, ha siglato accordi con singole amministrazioni pubbliche per rendere operativi i sistemi di firma digitale, di posta certificata, di inoltro telematico delle pratiche edilizie e di controllo telematico degli iter burocratico-autorizzativi.
Siamo invece estremamente preoccupati per alcune modifiche introdotte al Testo Unico per l'Edilizia ed in particolare ci preoccupa la scelta di inserire le opere di manutenzione straordinaria tra quelle per le quali non è più richiesto alcun titolo abilitativo, a patto che “non riguardino le parti strutturali dell'edificio, non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino incrementi degli standard urbanistici”.
Quale sarà il soggetto in grado di verificare e certificare che una manutenzione straordinaria non incide su parti strutturali dell'edificio? A chi è affidato il controllo del rispetto – considerato comunque obbligatorio dall'articolo 7 del DDL - di normative antisismiche, di sicurezza, igienico-sanitarie, di efficienza energetica, delle prescrizioni del Codice dei Beni Culturali?
La mancanza di qualsiasi asseverazione da parte di un tecnico non rende obbligatorio - e quindi più oneroso - per la Pubblica Amministrazione, il controllo successivo sugli interventi?
Perché rendere obbligatoria la comunicazione del nome dell'impresa esecutrice e non quella del progettista e del direttore dei lavori?
Non siamo affezionati alle “carte”, alla burocrazia. Può anche essere rivista la procedura della DIA per questo tipo di opere.
Siamo i primi a sostenere la necessità di inserire forme di forte semplificazione e accelerazione delle procedure edilizie che, nel nostro paese, sono imprigionate nelle sabbie mobili di un sistema normativo farraginoso, inutilmente complicato, contraddittorio, che trasforma spesso l'iter autorizzativo in una odissea senza fine.
Ma siamo sicuri che l'eliminazione della figura del progettista sia la più efficace forma di semplificazione? Siamo sicuri che le conoscenze tecniche del professionista siano delegabili al binomio committenza-impresa?
Nel nostro Paese, in passato, abbiamo purtroppo assistito a numerosi disastri dovuti alla “disinvoltura” con cui si procede alle opere di ristrutturazione del patrimonio edilizio.
Vorrei che fosse chiaro che la nostra non è una rivendicazione corporativa. Vorremmo però che fossero garantite forme di verifica efficaci sulla qualità degli interventi di trasformazione edilizia a tutela della sicurezza dei cittadini.
Per queste ragioni le chiediamo di poterci incontrare per esporle le nostre ragioni e le nostre proposte e valutare insieme le possibili modifiche al testo del Suo Disegno di Legge.
Certo della Sua sensibilità per i problemi esposti, La ringrazio per l'attenzione e resto in attesa di un riscontro.
Cordiali saluti
di Arch. Amedeo Schiattarella, presidente Ordine Architetti PPC Roma e provincia
del 23.11.09
- DOCUMENTO / Il testo del ddl Brunetta
[PDF - 6MB - fonte: sole24ore.com]
- argomenti di architettura - piano casa
rassegna stampa ed interventi a partire da gennaio 2008
- argomenti di architettura - piani casa regionali
rassegna stampa ed interventi a partire dal 1° aprile 2009
Commenti
23/11/2009 15.05: Siamo matti?
Viene regolamentata la possibilità di effettuare opere di manutenzione straordinaria senza un tecnico? Vogliamo invece dire che l'impresa si sotituisce al tecnico per operare con "disinvoltura" mettendo Essa stessa a disposizione un tecnico sul suo libro paga i cui costi, in modo subdolo saranno sempre a carico del committente (spalmati nei diversi prezzi) ma il tecnico "lavorerà" a favore dell'impresa ed il committente si sentirà molto "furbo" per non aver pagato l'architetto.
Questa è mancanza di cultura, è la classica furbizia di bassa lega, allora facciamo meno danno a lasciare le case come stanno!!!
Spero che i colleghi si associno a me.
arch. Maria Elisabetta Persico
23/11/2009 15.27: potere contrattuale
La speranza è sempre l'ultima a morire, anche se dagli esponenti di questo governo non mi aspetto niente di buono.
La speranza è che anche noialtri architetti contiamo qualcosa nella scala sociale di questo paese alla deriva.
Arch. Angela Vicino
23/11/2009 17.25: INCONTRO ALL'ORDINE
L'Ordine degli Architetti di Roma fa bene a richiedere un incontro al Ministro. Il Presidente fa bene a voler parlare PRIMA DELLA APPROVAZIONE DELLA LEGGE PER POTER INCIDERE SU DI ESSA. Prepariamo questo incontro con una giornata di analisi e scrittura di una proposta di modifica dell'articolato. Da far conoscere ai colleghi, agli altri professionisti, alla stampa, a parlamentari che volessero ascoltare le nostre ragioni. Coinvolgiamo gli altri soggetti, usciamo allo scoperto con forza a difesa della nostra dignità, del nostro lavoro, delle nostre città. Non accettiamo il messaggio sotteso al DDL «fate come vi pare, purchè senza progettista».
stefano michelato
23/11/2009 17.29: alziamo un po' la voce
Caro Arch. Schiattarella, grazie per la sua manifestazione di interesse ma credo siamo giunti ad una situazione insostenibile per la nostra professione. Esagererò, probabilmente, ma in nome di una professione antichissima e insostituibile come quella a cui apparteniamo e che lei rappresenta, la prego di porre in atto una sistematica azione di manifestata "incazzatura" per ridare lustro al nostro lavoro. Ad iniziare dal dare VERAMENTE opportunità di LAVORO a noi giovani architetti,
all'AFFRONTARE UNA VOLTA PER TUTTE la vergognosa situazione di competenze tra noi i geometri e gli ingegneri,
al porre delle regole degne di tale nome per la qualità architettonica del nostro paese e per il riconoscimento del contributo professionale che portiamo.
Presidente Schiattarella la prego quindi di farsi portavoce sensibile e presente dei veri problemi che affliggono la nostra arte ed indirettamente il nostro paese tutto.
E' l'ora di alzare la voce,
o tacere per sempre.
Grazie.
arch. francesco buongarzoni
23/11/2009 18.17: titolo
Credo che si debbano coinvolgere tutti gli Ordini degli Architetti italiani.
Tutti gli Architetti del nostro paese si dovrebbero unire alla lettera del nostro Presidente, perchè la questione è "grossa"!! E dovrebbe essere reso pubblico il nostro disaccordo, perchè i cittadini, anche se ben contenti di queste nuove proposte, sono incoscenti e inconsapevoli, devono sapere a cosa vanno incontro! I palazzi possono crollare!!
La cosa deve essere resa pubblica anche per difendere la nostra professione: il cittadino deve sapere a cosa serve il nostro lavoro, il nostro contributo professionale, perchè non siamo stati a giocare fino ad oggi!!! non abbiamo truffato nessuno!! dobbiamo batterci per il lavoro che abbiamo svolto, difenderlo!! Batterci per continuare a farlo!!
Arch. Brenda M.M.
24/11/2009 11.04: follia
Gentile presidente, questa proposta di legge mi sembra una follia. Una lucida follia perchè ha intenti ben precisi, persegue interessi specifici e si somma a quanto già legiferato. La dia, il cui iter burocratico è tra i più veloci (trenta gg con silenzio assenso), è il debole anzi già debolissimo baluardo che attraverso la presenza di un tecnico garantisce quel minimo di correttezza e di qualità che si richiede agli interventi sul patrimonio esistente. Lo sa chi costantemente lotta e si dibatte tra le imprese per cui "tutto si può fare" e una committenza che spesso "tutto vuole fare" senza limiti, senza intralci. Penso che questo provvedimento vada contrastato con forza e molta molta determinazione.
grazie
arch. antonella bonavita
25/11/2009 11.02: e le competenze?
concordo, ma credo che ci sia la necessità di inserire perentoneamente la questione delle competenze professionali; in particolare i geometri e i periti devono, ripeto devono essere "contenuti" con una precisa legge.
Alessandro Romolini Architetto
25/11/2009 16.00: Bravo, allora fai tutto tu!!!
sarebbe l'ennesimo duro colpo ad una professione già abbondantemente svalutata.
Quando dico svalutata, faccio chiaramente riferimento all'abolizione di un minimo tariffario che "obbligava" il cliente a cercare qualità nel progetto, non solo economicità.
In questo modo sopravviveranno solo pochi, economicamente protetti o in grado di lavorare in modalità "copia&incolla" fregandosene della qualità o della sperimentazione
(e chi me lo fa fare, tanto il progetto lo fa il cliente!!!!)
Bravo, allora fai tutto tu!!!
arch. nicola battistini
25/11/2009 16.22: titolo
Caro AMEDEO
sono d'accordo con te ! E' ora che chi governa rispetti Noi PROGETTISTI professionisti e rispetti un ruolo non delegabile ad Imprese e cittadini!
La lotta alle Burocrazie ci vede impegnati oramai quotidianamente ma fin che le Leggi sia Nazionali che Regionali continueranno ad esprimersi con sistemi antiquati e non tecnicamente condivisi mi vien da dire da qualsiasi parte politica vengano (Centro destra o Centro Sinistra) NON CE LA POSSIAMO FA' !!!!
Ma noi non Molleremo !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ciao
Vittorio Foschi
26/11/2009 09.04: titolo
Egregio Presidente,
come mai tralasciamo di dire a Brunetta che, al di là degli aspetti strutturali, sui regolamenti edilizi e d'igiene ci sono anche norme su superfici minime, coefficienti aeroilluminanti, posizioni per cucine e bagni...? Chi provvederà a verificare tali minimi aspetti, un'impresa di costruzione o un ligio e dotto committente?
Purtroppo credo che in questo paese, con questo governo, siamo arrivati al totale imbarbarimento in nome di un liberismo che non è fatto per il nostro grado di coscienza civile.
arch. Luca Antonio Magi
26/11/2009 09.26: punti di vista
...quando le cose vengono viste dal basso...difficilmente porteranno ad alti risultati...si tratta di incopetenza e saccenza e tutto rientra nel gran teatro dell'apparire incurante degli effetti devastanti sull'essere....!!!...A CASA....A CASA...!!!
arch. Raffaello Mancini
26/11/2009 09.46: prendiamo esempio dagli altri
Caro Amedeo, condivido a pieno la lettera (forse sarei stato più perentorio nei toni) e suggerisco, come ho già fatto in altre pagine del nostro sito, una soluzione di semplificazione copiata dai nostri vicini tedeschi.
Loro la verifica dei calcoli del c.a. per un permesso di costruire o casi anologhi, la fanno fare ad tecnico esterno alla pubblica amministrazione ossia il cliente consegna il calcolo effettuato da un tecnico e la sua verifica effettuata da un altro tecnico, due copie del calcolo, con lo scopo di ottenere cosi: PIU' LAVORO PER I TECNICI, PIU' SICUREZZA (I CALCOLO SONO COSI VERIFICATI DI SICURO) E ALLEGGERIMENTO DEI CARICHI PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE che a quel punto deve solo dare l'autorizzazione a procedere. E' vero cha al cliente costa il doppio.....ma almeno non deve attendere mesi se non anni per l'ottenimento dei permessi e......il tempo è denaro. Suggerite altre idee se ne avete.....PROGETTIAMO NOI LA SEMPLIFICAZIONE.
Arch. Giobbi Alberto
26/11/2009 09.52: E i minimi?
Quanto avrei voluto una lettera simile anche a Bersani!
Mario Porreca
26/11/2009 10.08: il ruolo del progettista
Apprezzo molto la lettera del ns Presidente al ministro Brunetta! Riagganciandomi al punto in cui si parla della "disinvoltura con cui si procede alla ristrutturazione del ns patrimonio edilizio", mi piacerebbe che venisse anche sottolineata la diversa professionalità delle figure nel settore edile: ingegnere, architetto e geometra e perito industriale. Oggi i geometri e periti industriali possono fare anche il lavoro degli architetti e degli ingegneri (anche se per edifici di non grandi dimensioni). E' tempo che in Italia come in altri paesi della CE vengano ben definiti i ruoli solo in questo modo si potrà tutelare sia il territorio, sia i beni architettonici che la sicurezza dei cittadini! Non si possono affidare i calcoli stutturali a geometri (con tutto il rispetto per la categoria) e poi piangere i morti nei terremoti!!! Una seria suddivisione dei ruoli penso possa giovare a tutto il settore edile.
stefania loi
26/11/2009 10.59: snellimento procedure ddl brunetta
pur apprezzando gli sforzi di fare dell'italia un paese "normale", svincolando i cittadini da lungaggini burocratiche, il testo del DDLBrunetta è etremamnete preoccupante in quanto introduce l'arbitrio del cittadino rispetto alle norme ed anche alla logica. In un paese in cui esiste un "fai da te diffuso" riguardo l'attività edilizia, questo provevdimento comporerà un incremento del rischio edilizio in genere, inteso come contenzioso legale, sicurezza, etc.
Arch.G.Ceccarelli
26/11/2009 12.53: titolo
Brunetta vattene a casa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Arch.Carlo Ceci
26/11/2009 13.10: Risposta a Porreca
In merito al DL Bersani di luglio 2006, sul sito sono ancora consultabili molti interventi, ne citiamo alcuni:
- Intervento del 04.07.06
- Intervento del 06.07.06
- Intervento del 11.07.06
- Altro intervento del 11.07.06
- Intervento del 18.07.06
- Intervento del 24.07.06
- Altro intervento del 24.07.06
- Intervento del 27.07.06
- Intervento del 03.08.06
- Intervento del 10.10.06
- Intervento del 16.06.07
- Intervento del 06.08.07
redazione ArchWeb
26/11/2009 14.22: titolo
Credo che l'incontro chiarificatore richiesto dall'ordine sia fondamentale per risolvere al meglio questa questione.
Arch. Sonia Buccini
26/11/2009 15.07: D.I.A. (manutenzione straordinaria) e Dir. Lav.
Penso sia giunto il momento (e finalmete) di prendere posizione da parte dell'Ordine e di partecipare in prima persona alla riscrittura di tutte le norme, procedure, (incombenze) che regolano la nostra professione, soprattutto per incarichi e lavori di modesta entità .
Punto 1 - D.I.A.
Penso sia logico che per demolizioni di tramezzature, apertura di porte, fusioni senza opere, cambi d'uso la figura del tecnico debba solo certificare che non si intaccano parti strutturali dell'edificio.
Si formi un gruppo di esperti, ma con un curriculum fatto di fatture per lavori privati e condomini.
Si scrivano insomma regole precise e vengano fatte rispettare.
2. Rapporti con le imprese.
DURC. Annuale
3. Sportello dell'Ordine.
Che sia di supporto per tutte le procedure amministrative, dove vigenti.
Comunque di cose da dire ce ne sono molte.
Organizziamo un incontro tra professionisti.
Eliminiamo una volta per tutte un corporativismo inutile. Non siete anche Voi un po' stanchi di sentirvi ARCHITETTI per redigere una domanda per un Passo Carrabile, una cappottina di un negozio, un imbocco in fogna, una pergola in legno. Diamoci da fare.
Ascenzio Salvati
26/11/2009 18.13: titolo
Sono d'accordo e sarebbe il caso che tutti gli Ordini degli Architetti d'Italia, ovvero i loro Presidenti, spiegassero all'Esimio Ministro qual'è la professione di un Architetto e l'importanza che tale attività riveste nella qualità di un'opera architettonica con relativo rispetto dell'ambiente, urbanizzato e non, e del paesaggio ove essa è collocata, non ultimo un accenno all'armonia dello spazio, argomento da pochi compreso.
Arch. Teresa Leuzzi
26/11/2009 18.52: titolo
...a Roma per "semplificare" le procedure alcuni municipi stanno chiedendo il "cambio" di destinazione d'uso per i locali commerciali C1 che non sarebbero più idonei per aprire attività del tipo: bar, ristorante, parrucchiere, centro estetico, pizzerie... ecc. procedura da eseguire in Dipartimento allo scopo di verificare il carico urbanistico dell'attività.
ALLA FACCIA DELLA SEMPLIFICAZIONE!!!!
Arch. Mauro Orlandi
26/11/2009 18.55: ma non solo!!!!
concordo con il nostro Presidente, anche xchè per le piccole opere già ora non è necessaria la DIA, ma una cosa che Brunetta dovrebbe controllare, invece, è la professionalità e la competenza dei tecnici dei Municipi, che spesso, anzi molto spesso, non sanno rispondere a quesiti che gli vengono posti, o cosa peggiore, a seconda del municipio che ti capita, vengono richieste cose diverse!!! non dovrebbe esserci uniformità?
Loredana
26/11/2009 19.22: la modifica peggiorativa
in effetti è una modifica inutile. non semplifica nulla, perchè sono davvero pochi i committenti in grado di capire cosa venga esattamente richiesto dalla DIA. finirà che i clienti si rivolgeranno comunque ad un professionista, magari un geometra, non meno caro, o intaseranno gli uffici tecnici, con ulteriore aggravio di lavoro della pubblica amministrazione e di chi dovrà sostenere file più lunghe. tra tutte le cose che si potevano modificare, della dia, questa è davvero la più stupida.
valeria naldini
26/11/2009 20.21: Decreto Brunetta
Come in altre occasioni, delegando incompetenti alla risoluzione di problemi, si sbagliano obiettivi e si fallisce, aggiungendo spesso ulteriori complicazioni, anzichè semplificazioni, agli iter procedurali.
In realtà stiamo assistendo da alcuni anni ad una progressiva burocratizzazione e complicazione dell'iter procedurale delle DIA, anche di quelle più banali; alcuni comuni hanno predisposto modulistiche demenziali, i tecnici hanno atteggiamenti sempre più cavillosi e formali; dov'è finito l'obiettivo di semplificare affidando tutte le responsabilità al progettista, quando poi ti viene contestata una dia a distanza di mesi, o anni, dalla presentazione?
E perchè non semplificare restringendo il campo di applicazione delle norme assurde che regolano la sicurezza e le autorizzazioni paesaggistiche nei piccoli lavori ?
E' logico fare il PSC se in casa ti entra anche l'elettricista oltre al muratore? E' logico essere costretti a chiedere il N.O. paesistico per mettere una tenda sul terrazzo ad Ostia o per modificare una finestra? Sono queste le semplificazioni da fare! La verità è che il nostro è il paese di Pulcinella e Brunetta ne è un degno rappresentante.
Arch. Fabio Limiti
27/11/2009 09.52: titolo
Architetto lo si è, sia che si disegni una cappottina, si apra un passo carrabile, si presenti il progetto di un imbocco in fogna o che si progetti un albergo; ......... non dobbiamo sentirci come il soggetto al quale vengono sottratte "le uova dal paniere", ma come la "figura" esautorata oltremodo della professionalità acquisita durante gli studi e le esperienze lavorative.
arch. Mario De Lisi
27/11/2009 10.31: Sarebbe 'Culpa in eligendo'
Un metodo per semplificare potrebbe essere una check list da presentare in comune. Una lista di controllo in forma di modulo potrebbe passare in rassegna i "punti chiave" identificativi di un corretto intervento edilizio (strutture, indici di aero-illuminazione, certificazioni impianti, aumento di consistenza catastale, etc). Alla lista si associerebbe, sempre in forma di modulo, la piantina ante e post (così è già pronta per il docfa).
In più se il committente vuole può farsi i documenti da solo senza commissionarli ad un tecnico. L'unica differenza in caso di errore su quanto dichiarato (lasciateci almeno questo) è che allo Stato competerebbe anche la "Culpa in eligendo" avendo creduto che il compito edilizio potesse essere assolto dal cittadino comune. In fondo quest'ultimo che colpa avrebbe? tutti gli hanno detto che può fare a meno di un architetto.
Arch. M. Bertoldi
27/11/2009 11.10: titolo
finalmente qualcuno si mobilita contro i soprusi degli incompetenti!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
desina
30/11/2009 17.45: titolo
Ben fatto !
Speriamo che la presunzione non vinca sul buon senso
Gaetano Ingaglio
01/12/2009 10.22: SEMPLIFICARE LA NORMATIVA
Penso che un passaggio della lettera colga il nodo principale del problema: la normativa "farraginosa". Se proprio vogliono aiutare il comparto edilizio (e i professionisti) mettano mano alle normative. Ci bastano tre o quattro testi unici fatti bene. Davvero bene! (E poi che evitassero di fare le "successive modifiche" ogni mese.) Dovremmo ricordare a queste persone che presentare una dia non ha mai ucciso nessuno. Non presentarla, si.
Sergio Astolfi architetto
01/12/2009 16.24: Brunetta dei miei incubi da terza età
Brunetta dei miei incubi da terza eta'. Ogni notte mi appare Brunetta che, dopo aver dimezzato le mie competenze professionali, detta il seguente: Art. unico "Negli ambulatori ospedalieri non e' piu' richiesta la prestazione di un infermiere diplomato per le iniezioni endovena, l'applicazione di flebo, la medicazione di ferite derivanti da interventi chirurgici, l'utilizzazione di apparecchiature per lastre, TAC, RM, i primi interventi di pronto soccorso in ambulanza, la respirazione assistita, la manipolazione del catetere ecc. L'ambulatorio e' tuttavia tenuto a comunicare, anche per via telematica, il nome della ditta che ha fornito i medicinali o le apparecchiature nonche' le generalita' dell'autista."
Arch. Massimo Bilo'
01/12/2009 17.15: lettera a brunetta
la mia opinione è che il presidente dell'ordine non dovrebbe formulare queste domande retoriche sull'architettura e sulla utilità o meno del progettista in materia , come puo chiederselo?
deve AFFERMARE tale utilità altrimenti qualcuno dovrà spiegarmi l'utilità della laurea e soprattutto dell'ordine degli architetti, sono veramente in forte imbarazzo nel leggere questa notizia e soprattutto nel vedere come la cosa passi quasi inosservata ,
spero che presto si possa reagire in maniera più energica a tale aberrazione
un saluto
arch. fausto Gargaglia
03/12/2009 16.13: titolo
Direi che l'iniziativa è a dir poco sconvolgente, non solo a livello di sicurezza e di salvaguardia dei cittadini e del patrimonio edilizio esistente, ma mette in evidenza una carenza di rispetto di tipo culturale nei confronti di chi ha fatto e fa tutti i giorni del proprio lavoro una "mission" a favore della comunità, offrendo le proprie conoscenze tecniche e professionali al servizio dell'architettura e di chi ne dovrà fruire.
Anzichè migliorare il rapporto di fiducia tra committenza e professionisti, lo azzera, mettendo a repentaglio non solo la sicurezza dei cittadini, ma anche la possibilità di monitorare tutte le attività edilizie che si verificheranno in maniera "selvaggia" sul territorio.
In un mondo che sta muovendosi globalmente verso la ricerca di sistemi edilizi sostenibili, verso la definizione di tecnologie che consentano l'impiego di energie rinnovabili per ridurre i nostri costi energetici e migliorare il benessere abitativo, noi cosa facciamo?
Decidiamo che il professionista non è più necessario al processo produttivo legato ad una ristrutturazione edilizia.
Riflettere bene su questi temi mi sembra doveroso e molto urgente.
architetto Tiziana Cioccarelli
04/12/2009 20.32: bene Presidente Schiattarella
leggo con piacere che il ministero risponde, almeno per formulare attenzione al problema posto dagli architetti. NON è ancora una risposta soddisfacente. Andiamo avanti con la determinazione dimostrata e portiamo a casa un DDL che sia rispondente alla esigenza sentita da tutti di semplificare le procedure e il nostro lavoro. Senza svilire la professione e deturpare il territorio.
stefano michelato
06/12/2009 14.28: titolo
Caro presidente come al solito si impegna nel dare il suo/nostro contributo ad un sistema legislativo fatto da burocrati e non da tecnici.
Anzichè incentivare il ns. già labile lavoro, si dà in mano ai proprietari-datori di lavoro, il cui scopo è risparmiare su tutto soprattutto sui tecnici e sulla sicurezza, potere di fare e disfare senza che nessuno li assista... Aiutateci
Tiziana Testi
13/12/2009 18.38: Apriamoci una pizzeria...
Penso che che si stia colpendo i tecnici come garanti dela tutela della disciplina edilizia e della sicurezza, perchè non dimentichiamoci che il committente non può avere competenze nel campo della legislazione sulla sicurezza, divenuta ancora più faragginosa a causa delle ultime modifiche. Chi valuterà la necessità di un piano di sicurezza o l'applicazione di un Piano operativo si sicurezza o la necessità di un responsabile lavori. Un frullino è meno pericoloso all'interno di un'abitazione? Questa è una vera regressione nel campo della sicurezza. Per quanto riguarda gli interessi della categoria mi comincerei a preoccupare seriamente, visto che il nostro paese non ha molto riguardo per l'architettura e il nostro ruolo è sempre più relegato al settore delle autorizzazioni. Già Bersani ha pensato bene di semplificare le procedure per aprire gli esercizi commerciali, eliminando le Autorizzazioni sanitarie e i nulla Osta sanitari, che garantivano il rispetto della normativa igienico sanitaria con un passo indietro micidiale, perchè a un italiano dici di fare 100, già solo se glielo imponi, lui farà comunque il minimo indispensabile, figuriamoci se lo lasci libero!! Mettici l'assenza di controlli per la mancanza di ispettori... torneremo alle topaie!! Dopo di chè si assitito alla liberalizzazione delle parcelle, poi si è limitato il campo di intervento dei coordinatori della sicurezza in fase di progettazione, prevedento il coordinatore in fase di esecuzione od un intervento a posteriori, giusto per essere più amati dalla committenza e semplificarci il lavoro!! Insomma stiamo assistendo allo svilimento della figura dell'architetto... tutti ci dicono cosa non dobbiamo più fare ma nessuno ci dice cosa possiamo fare in alternativa... che stessimo assistendo alla morte scientifica della nostra figura professionale? Penso che la crisi non si superi con la regressione culturale e neanche con il daneggiamento di una data categoria.
Arch. Marizia Di Sipio
15/12/2009 09.10: 'volevo solo vendere la pizza'
Altre strade non sono poi così agevoli come sembra. A proposito di aprire una pizzeria, in risposta all'Arch. Di Sipio segnalo, e a chi non lo conosce già, il testo "Volevo solo vendere la pizza" di Luigi Furini- Garzanti.
Arch. M. Bertoldi
16/12/2009 12.12: Sono 15 anni che l'Architetto è scomparso
Ho letto l'art. 7 di tale Dll e non mi appare nei contenuti così pernicioso per l'attività di Architetto come il varo della L 109 la quale decretò la fine di tale figura professionale a vantaggio dell'imprenditoria e delle associazioni professionali. Leggendo tale articolo il legislatore demanda, a titolo sovranazionale, il rispetto delle normative in sede locale come regione, provincia e Comune, quindi solo per casistiche minimali è consentito l'utilizzo di tale semplificazione. Oggi sentire che si permette al committente ed all'Impresa di sostituirsi al ruolo istituzionale dell'Architetto non solo non mi fa sorridere ma mi inquieta ancora di più. Provassero i colleghi a presentare un piano particolareggiato per il recupero edilizio ad amministrazioni le quali non hanno già provveduto a creare finti contenitori di clientele professionali e sentirsi, non respingere in quanto illecito, dilazionare con scuse più o meno plausibili finalizzate a lasciare tale incarico a soggetti ben indicati. Oppure, sempre i miei colleghi, dovrebbero domandarsi perchè nel settore della Progettazione le figure professionali laureate come Architetti ed Ingegneri debbano sostenere concorrenza con diplomati come geometri e periti, in tale caso si che esiste squilibrio non nell'articolo citato. Io credo che la vera battaglia per riavere il legittimo diritto a svolgere l'attività di Architetto non può combattersi fuori dall'uscio di casa per un minimo articolo ma va combattuta ferocemente nel campo aperto per far cessare definitivamente tale illeggitimità, è ora che chi rappresenta gli Architetti a tutti i livelli, nazionale e provinciale debba combattere questa aspra battaglia. Forse, vincendola, si potranno avere energie per poter commemorare tutti i colleghi Architetti "scomparsi" dopo la Legge 109 o Merloni.
Arch. Luciano bracciani
12/02/2010 18.24: titolo
"a patto che non riguardino le parti strutturali dell'edificio, non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino incrementi degli standard urbanistici." A quanto ne so se c'è aumento delle unità immobiliari si tratta di Ristrutturazione edilizia e non Manutenzione straordinaria. Ci sono o ci fanno?
Alessandra Abbruzzese
24/02/2010 17.57: TUTORI DEGLI INTERESSI DELLA COLLETTIVITA'
L'argomento in questione, i più recenti fatti riguardanti gli Appalti Pubblici nonchè il dibattito che ne è conseguito mi spingono ad alcune considerazioni di fondo considerando però l'insieme delle questioni in gioco ed a formulare una proposta di carattere operativo al Consiglio dell'Ordine. Vedo infatti in questa congiuntura un momento politico particolarmente opportuno per entrare nel dibattito pubblico ed entrarci da protagonisti (domani per es.ci sarà sull'argomento un convegno promosso dall'ACER). Ora ritengo che sia importante che gli architetti riaffermino la loro autonomia rispetto alle imprese e alle PP.AA. Questo ci mette nelle condizioni di farci carico di un rinnovato ruolo di tutela e garanzia dell'interesse pubblico. Rilanciarci in questo ruolo di tutori dell'interesse pubblico -peraltro già previsto nell'ordinamento- da un lato potrà accrescere la nostra responsabilità ma potrebbe anche essere il modo per rivalutare tutta la fase del progetto. Sostenere l'autonomia della progettazione anche e sopratutto come strumento di garanzia pubblica sotto tutti gli aspetti. Per esempio i cittadini chiedono sempre più di partecipare alle scelte progettuali. Ci viene richiesto proprio dalla collettività un modo diverso di affrontare la progettazione, che, se da un lato è sempre lo stesso dall'altro si modifica accogliendo le istanze della partecipazione e della condivisione delle scelte. Per vedere in questo delle opportunità decisive e non degli ostacoli occorre saperci riprogettare (come dice il nostro Presidente) per coglierle. Sono infatti convinto che non ci potrà esser rilancio della professione senza disponibilità ad accettare le nuove sfide, ad assumerci nuove responsabilità, a rivalutare quelle stesse che già abbiamo mettendo al centro il supremo interesse pubblico. Scusate ma ho finito i caratteri continua....nella prossima
arch.Claudio Mecozzi
24/02/2010 18.26: TUTORI DEGLI INTERESSI DELLA COLLETTIVITA' 2
continua dalla prima.....
La battaglia per rivendicare le nostre prerogative professionali, la centralità del progetto, etc. è battaglia innanzitutto a difesa dell'interesse pubblico, solo ponendoci in questo modo di fronte all'opinione pubblica riusciremo a ritrovare il nostro ruolo.(Reinventarci il nostro ruolo significa anche fare i conti con la storia accollandoci le responsabilità che sono state "nostre" e non solo degli altri. Questo non potrà che giovarci in termini di credibilità). Una proposta di riforma dei procedimenti dunque che mentre mette al centro il progetto assegna al progettista un ruolo fondamentale di tutela e garanzia dell'interesse pubblico equiparandolo al funzionario della PP.AA. Potrebbe configurarsi una sorta di livello doppio o parellelo di tutela e questo a maggiore garanzia per la collettività. Di fatto le cose sono già così perchè non esplicitarle sino in fondo se questo serve a rivalutare il nostro ruolo nella società? Propongo pertanto la istituzione nel nostro Ordine di una CONSULTA DEI LAVORI PUBBLICI E DEGLI APPALTI come luogo dove elaborare le iniziative necessarie, cogliendo le opportunità politiche che via via si presenteranno. Tale questione, è argomento centrale nel più vasto tema della riforma degli ordini. Sono convinto che proprio la nostra capacità di saper cogliere e dare le risposte alle istanze che provengono dalla collettività sia la chiave di tutto.
Un cordiale saluto
arch.Claudio Mecozzi
24/03/2010 13.36: Ruolo del progettista
Sono assolutamente d'accordo con quanto espresso dal presidente dell'Ordine Architetti PPC Roma e Provincia
arch.Rossella Tonon
25/03/2010 13.27: dove "ABBIAMO ARRIVATO"....
...diceva sempre mio nonno.
queste decisioni fanno riflettere!!!
INCOMPETENTI.
----PRESIDENTE SONO E SIAMO CON LEI---
Arch. Massimo Di Giulio
01/04/2010 19.23: complimenti
Ci battiamo tutti i giorni per cercare di far capire agli operatori del settore ed ai committenti che progettare non significa fare l'artista (xkè così intendono l'architetto sminuendo anche la figura dei veri artisti) ma significa dare un senso alle conoscenze acquisite, alle esperienze maturate e agli studi fatti. Ma ciò che sta succedendo in questo "Belpaese", dove tutto ed il contrario di tutto, ci riporta ad un destino di mediocrità continua. La situazione è chiara: non vi è alcun bisogno di competenza, conoscenza e cultura xkè mentre ci è stato insegnato che la nostra libertà finisce allorchè limitiamo le libertà altrui in questo modo la nostra (noi cittadini) illimitata libertà si configura soltanto con la morte intellettuale e culturale di una Professione che con decreti e leggi (non caso ho usato le minuscole e la maiuscola) viene calpestata ed irrisa da un gruppo di politicanti senza distinzione di colori che non hanno capito che la politica dovrebbe essere a servizio non dei cittadini ma di tutta la Società Civile. Così facendo la nostra Italia è messa in mano a coloro che aspettano con ansia il prossimo condono in barba a tutti i dettami della progettazione della sicurezza e della convivenza civile. Mi piacerebbe vivere in una società che agisce secondo regola e non secondo arbitrio ma non xkè voglio una società bloccata da pastoie ma xkè credo fermamente che il rispetto delle regole abbia insito il messaggio del ripetto del prossimo.
arch. Morganella Nicolangelo Consigliere Ordine APPC di Foggia
arch. Morganella Nicolangelo, cons. OAPPC Foggia
04/05/2010 11.06: titolo
Grande presidente Schiattarella!!
silvia trebbi
06/05/2010 12.56: Il ruolo del progettista/DL nella MS
caro presidente la ringrazio per la possibilità di esprimere la mia opinione o meglio proposta.
Anch'io apprezzo la volontà del governo alla semplificazione, ma ritengo che il soggetto in grado di verificare e certificare che una manutenzione sia straordinaria o esiga un coordinatore della sicurezza debba essere insito (anche come consulente) alle imprese (piccole o grandi) od artigiani che si reputino in grado di preventivare un lavoro.
Siamo sicuri che il motore di un condizionatore si possa mettere dove dice l'idraulico, lo stesso vale per un pannello solare su di un tetto o come applicare un impermeabilizzazione. E questo vale su tanti piccoli lavori considerati manutenzione ordinaria.
Forse è il caso per non pesare sempre sul committente di costringere chi opera a formarsi o a collaborare con un professionista anche nel preventivare un lavoro quando questo non è suffragato da un computo. Mi scontro troppo spesso con impresette o piccoli subappaltatori alla riscossa che "non sanno quello che fanno" e non hanno colpa fino a quando un professionista li controlla.
Grazie
architetto A. Contini
18/06/2010 17.36: Sono daccordo con l'Architetto Carlo Ceci
Carlo sei un grande.
Arch. Giorgio Tamburrelli
vedi anche:
Primo riscontro alle richieste dell'Ordine
Ddl Brunetta-Calderoli
Senza architetto è tutto più semplice (?)
Ddl Brunetta-Calderoli - di F. Orofino
Più edilizia libera... di crollare!
Ddl Brunetta-Calderoli - rassegna stampa
Ascoltare di più le professioni
Amedeo Schiattarella - Intervista Corriere sera
Decreto casa, no dalla Conferenza Unificata
Piano casa & Dl semplificazioni - agg. rassegna stampa
Decreto casa, ancora uno slittamento
Piano casa & Dl semplificazioni - agg.rassegna stampa
Piano casa, «stretta» anti-sismica (?)
Dl semplificazione & sicurezza - agg. rassegna stampa
Casa... libera tutti
Piano casa & Dl semplificazioni - di A.Schiattarella
L'indipendenza della figura di controllo
Norme sismiche & progettisti/DL - di F.Orofino
Il mito del mattone e i progettisti fai da te
di Francesco Orofino