Legge Finanziaria per il 2010

di Enrico Milone

LEGGE FINANZIARIA PER IL 2010 - Ancora una legge difficilmente leggibile da parte di coloro che devono applicarla.

La legge n.191 del 23.12.2009, Finanziaria 2010, è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 30.12.2009 supplemento ordinario n.243. Consta di due articoli. L'art.2 è composto di un numero incredibile di commi, ben 253. I commi hanno ciascuno un oggetto diverso, ma sono privi di titolo. Perciò per capire la materia di cui tratta ciascun comma è necessario leggerlo per intero, e ciò non basta qualora il comma sia composto esclusivamente di citazioni di altre leggi ed articoli di legge.  Vengono trattati i temi più disparati, dal finanziamento per i defibrillatori a quello per il ponte di Messina, dall'uso dei distintivi delle forze armate alla messa in sicurezza delle scuole. Ho già detto negli anni passati come la difficoltà di lettura delle norme costituisca un grave handicap  per coloro che applicano le leggi, come gli architetti e gli ingegneri sia funzionari pubblici che liberi professionisti, e li espone a gravi responsabilità e conseguenti sanzioni nel caso di applicazioni sbagliate. 

Di seguito indico alcune norme della legge che maggiormente interessano l'edilizia, che sono contenute nell'art. 2:

  • Incentivi alla ristrutturazione di immobili - Art. 2, commi 10 e 11: stabiliscono la ennesima proroga, questa volta al 31.12.2012 della detrazione Irpef del 36% delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio. La detrazione Irpef è applicabile anche per gli acquirenti di immobili facenti parte di fabbricati interamente ristrutturati da imprese o cooperative edilizie. Sempre che i lavori siano stati eseguiti entro il 31.12.2012 e che l'alienazione avvenga entro il 30.6.2013. Diventa definitiva la riduzione dell'IVA al 10% per i lavori di recupero realizzati su fabbricati destinati prevalentemente ad abitazioni private.
  • Alloggi per le Forze armate - Art. 2, commi 189-193: prevedono un programma di reperimento delle risorse necessarie ad esigenze infrastrutturali ed alloggiative delle Forze armate. Creazione di fondi comuni di investimento immobiliare nei quali far confluire immobili del Ministero della Difesa da valorizzare o alienare. Gli immobili potranno essere concessi o locati a privati, a titolo oneroso, fino a 50 anni. Accordi di programma di valorizzazione andranno stipulati con i comuni dove si trovano gli edifici militari e costituiranno varianti allo strumento urbanistico generale, anche in deroga alla pianificazione provinciale e regionale, sempre che la volumetria incrementi non oltre il 30 per cento.
  • Roma capitale - Art. 2, commi 195 e 196: stabiliscono finanziamenti e concessione di immobili di proprietà statale al Comune di Roma.
  • Ponte di Messina - Art. 2, commi 203-205: viene precisato che alla realizzazione dell'opera “si provvede mediante affidamento dello studio, della progettazione e della costruzione… ad una società per azioni al cui capitale sociale partecipano, in misura non inferiore al 51%” l'ANAS, le regioni Sicilia e Calabria nonché altre società controllate, anche indirettamente, dallo Stato. Allo stesso fine viene stanziata la somma di 470 milioni di euro all'ANAS per il 2012. In merito sarebbe utile un chiarimento da parte del Ministero delle infrastrutture, visto che spesso ho sentito dire da fonti ufficiali che per il Ponte non sarebbero stati impegnati capitali pubblici.
  • Edilizia carceraria - Art. 2, comma 219: stanziati 500 milioni per la costruzione di nuovi edifici e ampliamento di quelli esistenti.
  • Corridoi europei - Art. 2, commi 232-234: individuazione di progetti prioritari ricompresi nei corridoi europei e inseriti nel programma delle infrastrutture strategiche.
  • Scuole, adeguamento antisismico e sicurezza - Art. 2, comma 239: stanziati 300 milioni da ripartire tra le scuole che saranno individuate dalle commissioni parlamentari competenti. La somma stanziata è chiaramente insufficiente. Inoltre appare criticabile che la scelta delle scuole venga fatta da parlamentari sulla base di loro esperienze personali e non piuttosto dal Ministero sulla base di precisi criteri di priorità.
  • Rischio idrogeologico - Art. 2, comma 240: la delibera CIPE 6.11.2009 che stanzia 1000 milioni per risanamento ambientale deve essere destinata a piani straordinari diretti a rimuovere le situazioni a più elevato rischio idrogeologico individuate dal ministero dell'Ambiente.

 

di Enrico Milone, architetto
del 06.01.10

 

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data pubblicazione: mercoledì 6 gennaio 2010
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