Due milioni di immobili fantasma

aggiornamento rassegna stampa

Territorio. Sette mesi per accatastare il fabbricato fantasma. Il termine parte dalla pubblicazione dei comuni.

Per i fabbricati "fantasma" si allunga la lista degli accertamenti dopo la pubblicazione, da parte dell'agenzia del Territorio, di un altro elenco di Comuni nei quali sono stati identificati in tre anni due milioni di immobili non dichiarati e quindi sconosciuti al Fisco (si veda «Il Sole 24 Ore» di ieri [in calce, ndr]).

I contribuenti interessati possono attivarsi per regolarizzare la loro posizione o per far rilevare eventuali errori commessi nell'individuazione delle particelle riportate negli elenchi. Per evitare ulteriori conseguenze negative, i fabbricati o gli ampliamenti di costruzioni esistenti devono essere dichiarati al Catasto edilizio urbano da parte degli interessati entro 7 mesi dalla data del comunicato, pubblicato il 16 dicembre.

Dopo l'attività di censimento, dunque, ai titolari dei diritti reali sugli immobili è imposto di presentare gli atti di aggiornamento catastale. Se questi non ottemperano nel termine di sette mesi dalla pubblicazione dell'elenco, gli uffici provinciali provvederanno all'iscrizione in Catasto a spese dell'interessato. Se l'adempimento sarà spontaneo, potrà essere evitato il pagamento di maggiori oneri e della sanzione amministrativa massima (2.066 euro), ehe verrà irrogata in caso di mancato adempimento entro il termine di legge. La regolarizzazione entro sette mesi, invece, comporta l'applicazione della sanzione minima di 258 euro.

Il contribuente ha comunque la facoltà di contestare il provvedimento attributivo o modificativo della rendita catastale, entro 60 giorni dalla notifica, innanzi alla Commissione tributaria provinciale.

Possibili, anche errori. Può accadere, per esempio, che nell'elenco siano stati indicati immobili già censiti in Catasto oppure che l'accatastamento dell'immobile sia avvenuto dopo la pubblicazione del comunicato. L'interessato può far rilevare l'errore inviando una segnalazione all'ufficio provinciale, utilizzando il modello scaricabile dal sito del Territorio. Con la presentazione dell'istanza di autotutela, al contribuente è consentito di far rilevare l'errore fornendo chiarimenti sugli adempimenti posti in essere per l'immobile accertato, per prevenire il contenzioso.

In occasione delle precedenti scadenze, l'Agenzia aveva chiarito che è sempre conveniente per i contribuenti accatastare spontaneamente i fabbricati accertati, per evitare l'applicazione delle sanzioni. Quindi, anche dopo la scadenza dei sette mesi. In questi casi, chi si attiva per mettersi in regola deve informare l'ufficio locale inviando una comunicazione formale, specificando di aver incaricato un tecnico abilitato all'iscrizione in Catasto.
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  • La segnalazione. Nel 2009 emerse 517mila case fantasma. Le case non censite, scoperte dall'agenzia del Territorio, sono in tutto 2 milioni.

 

di Sergio Trovato
da Il Sole 24ore del 18.12.09


L'Italia vista dall'aereo rivela milioni di case fantasma - L'INDAGINE DELL'AGENZIA DEL TERRITORIO SULL'ABUSIVISMO- Territorio. L'Agenzia ha completato le verifiche iniziate nel 2007 per scoprire i fabbricati non accatastati. Due milioni di immobili fantasma. Quest'anno sono state individuate 571mila particelle non dichiarate.

Questa è davvero una buona notizia. L'oscuro e paziente lavoro dell'agenzia del Territorio sta facendo emergere la fungaia dell'abusivismo edilizio e dell'evasione fiscale immobiliare. Dai due milioni di "particelle" catastali, passate al setaccio in due anni, stanno tornando in vita i fabbricati fantasma, mai dichiarati, mai tassati e in gran parte abusivi. Li hanno scoperti scattando migliaia di foto aeree: saranno almeno 1 milione e 400mila villette e appartamenti, con un potenziale fiscale di oltre un miliardo. Ma non c'è solo questo. Per la prima volta i Comuni sono messi di fronte alla loro inerzia: stanno ricevendo la segnalazione delle case accatastate, con nomi e cognomi, e dovranno verificare se all'origine c'era almeno una parvenza di licenza edilizia. E dopo? Potrebbe essere l'occasione di riordinare non solo le carte ma anche il panorama.

Non ci avrebbe scommesso nessuno. Invece la fungaia delle case nascoste è stata scoperta. Oltre un milione di fabbricati che per decenni (o secoli) sono sfuggiti al Catasto, alle tasse, e soprattutto ai Comuni, dopo un lavoro certosino svolto dall'agenzia del Territorio stanno lentamente tornando alla legalità. I dati definitivi sono stati annunciati ieri dal direttore dell'Agenzia, Gabriella Alemanno: nel 2009 sono stati altri 571.250 fantasmi a materializzarsi. La verifica è stata condotta su 24 province distribuite in tutta Italia e pari al 25% della penisola. Le "particelle" con edifici fuori mappa emerse, aggiunte a quelli scoperti nel 2007 e nel 2008 (rispettivamente 1,26 milioni e 244mila), salgono così a oltre due milioni, dei quali però solo la metà è effettivamente di interesse catastale. E dato che su ogni "particella" insistono mediamente 1,4 unità immobiliari, quelle potenzialmente interessate dalla regolarizzazione potrebbero essere circa 1,4 milioni.

Va ricordato che la lunga apnea normativa ha un grosso effetto collaterale: molti di quegli immobili sono abusivi e con l'emersione rischiano, almeno in teoria, la demolizione. L'incredibile situazione era stata segnalata proprio dal Sole-24 Ore nel 2003, dopo che erano stati resi noti i risultati di dettaglio del censimento 2001: era emersa una differenza enorme tra le case realmente abitate e/o possedute dagli italiani e quelle che risultavano iscritte al Catasto.

Tre anni dopo si procede per legge: nascosto in un decreto legge omnibus (il 226/2006) c'era il grimaldello giuridico che consentiva di procedere rapidamente: con l'aiuto dell'Agea (l'agenzia per le erogazioni all'agricoltura) e delle foto aeree, sovrapposte alle mappe, venivano fatti emergere le costruzioni non risultanti al Catasto. Poi sono state individuate le "particelle" sulle quali risultavano anomalie di mappa e il relativo elenco veniva inviato a ogni singolo Comune. A tutti i proprietari, poi, dopo una verifica, veniva inviata una comunicazione con l'invito ad accatastare l'immobile, ormai ex fantasma.

Queste fasi sono durate due anni ma gli accertamenti ne dureranno almeno altrettanti. Intanto, però, il quadro, almeno dal punto di vista quantitativo, è completo: dei due milioni di particelle con fabbricati "fuori mappa", uno contiene edifici di fatto non accatastabili: sono tettoie, rovine, edifici in costruzione e simili, che non hanno rilevanza, o fabbricati già censiti ma non ancora in mappa. Ma per quasi un milione il discorso è diverso e non sfuggiranno all'accatastamento.

L'attività di accertamento, svolta su 185.386 particelle (il 44% di quelle con "esame concluso") ha portato finora all'accatastamento di 262.091 unità immobiliari urbane, cui corrisponde un incremento di rendita catastale di 145 milioni di euro. Non finisce qui. Gli adempimenti spontanei hanno portato a rendere note al catasto altre 147.455 unità immobiliari per 47 milioni di rendita. Nel complesso, si arriva così a 409.546 unità accatastate per un recupero di 192 milioni di euro di rendita. L'operazione, secondo il direttore dell'agenzia, Gabriella Alemanno, ha consentito di incamerare «risorse nuove che possono creare un ulteriore recupero del gettito», anche se sull'imponibile vanno applicati solo in parte i prelievi previsti perché molti fabbricati sono prime case e quindi non soggette a Ici e a Irpef. È già partita una campagna stampa, affidata a Saatchi&Saatchi, per sensibilizzare i proprietari degli ultimi immobili identificati nel 2009 e spingerli all'adempimento spontaneo (per gli altri i termini sono ormai scaduti).

La parte del leone tra gli immobili accatastati spetta alle abitazioni, che rappresentano il 33% del totale. A seguire ci sono magazzini e garage (28% e 23%). Da notare come la rendita per unità immobiliare sia più alta per i fabbricati accatastati in seguito ad accertamento rispetto a quelli "dichiarati" con adempimenti spontanei: 553 euro a fronte di 318.

I problemi veri arrivano ora: tra quegli immobili accertati e che non sono stati accatastati spontaneamente, è facile individuare la disperata resistenza di proprietari che non si rifiutano tanto di pagare le tasse quanto di rischiare le sanzioni per abusivismo edilizio. La comunicazione al Comune dell'avvenuto accatastamento - spiegano al Territorio - è infatti immediata. E in municipio dovrebbero verificare immediatamente la regolarità urbanistica dell'edificio, cosa che peraltro avrebbe dovuto fare anche prima. Le conseguenze potrebbero essere gravi: in caso di mancanza di licenza o permesso di costruire scattano pesanti sanzioni, e in violazione del Prg la casa andrebbe demolita.
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  • I CONTROLLI - Tra i beni «fuori mappa» risultano prima di tutto le abitazioni (33%). Quindi i magazzini (28%) e i garage (28%)
  • SANATE - Già regolarizzate più di 262mila delle unità «scoperte» anche grazie a foto aree sovrapposte alle informazioni su carta

SPECIALE ONLINE SU INTERNET - Scopri se la tua casa è in regola con le registrazioni. La rilevazione dell'agenzia del Territorio ha evidenziato più di due milioni di fabbricati non dichiarati al Catasto in 1.892 comuni italiani. Dal sito internet del Sole 24 Ore è possibile scorrere, grazie a una cartina interattiva dell'Italia, l'elenco dei comuni interessati. Non solo. Dallo stesso sito internet, grazie a un link che collega direttamente con il Territorio, è anche possibile verificare se il proprio immobile è fra quelli non in regola con le disposizioni catastali da poco scoperti dalla stessa Agenzia. In questo caso è tuttavia necessario inserire la provincia, il comune catastale, la sezione, il foglio e il numero catastale della particella in cui si trova l'immobile che si intende visionare.

 

di Saverio Fossati - Giovanni Parente
da Il Sole 24ore del 17.12.09


Case fantasma, un tesoro da 1 mld. È caccia ai furbetti del mattoncino. Scoperti in Italia 2 milioni di immobili non dichiarati al catasto

I furbetti del mattoncino ne hanno combinate di tutti i colori. E hanno scritto una storia in cui a spiccare non sono soltanto le abitazioni che hanno fatto dell'abusivismo la loro ragion d'essere. Compaiono anche magazzini, garage e fabbricati in costruzione. C'è un po' di tutto all'interno di quelli che ormai in gergo vengono definiti gli «immobili fantasma», ovvero non dichiarati al catasto. Quanti sono? Tanti, circa 2 milioni, e in prospettiva possono permettere alle casse dello stato di recuperare la bellezza di 1 miliardo di euro.

L'Agenzia del territorio, guidata da Gabriella Alemanno, ieri ha presentato i risultati dello screening svolto a partire dal 2007 su tutto il territorio nazionale. I dati che emergono, soprattutto in prospettiva, sembrano davvero interessanti per l'erario. Sempre ieri, nel frattempo, ha definitivamente preso corpo l'ipotesi di concedere una riapertura fino ad aprile dei termini di adesione allo scudo fiscale, con un rientro ulteriore di capitali per 20-30 miliardi di euro.

L'Agenzia del territorio. L'indagine completata dai tecnici della Alemanno ha permesso nel solo 2009 di scoprire 571.250 immobili non dichiarati al catasto. Per essere più precisi si tratta di particelle di catasto-terreni su cui sono stati identificati fabbricati fantasma. Queste si vanno ad aggiungere a 1.505.343 particelle che erano già stata scovate nel biennio 2007-2008. Ed è proprio su questa fetta più consistente che l'Agenzia ha iniziato la complessa attività di accertamento.

Ebbene, ne viene fuori che al momento è stato preso in esame il 69% delle particelle, con un esame che può dirsi concluso per il 28% di esse. Il risultato, come si vede del tutto parziale, ha consentito di accatastare 409.546 unità immobiliari (di cui 147.455 a seguito di adempimenti spontanei) e di far recuperare 192 milioni di euro in termini di rendita catastale. Ora, se si azzarda un calcolo sulla base delle percentuali finora analizzate e dei risultati ottenuti, ci si può rendere conto che dalla «regolarizzazione» di 1,5 milioni di particelle del 2007-2008 si può arrivare intorno a un recupero complessivo di circa 600 milioni. Senza contare che bisogna ancora iniziare le procedure di accertamento sulle 571 mila ultime particelle. Insomma, se non sarà 1 miliardo di euro poco ci mancherà.

L'Agenzia del territorio, naturalmente, non ha fornito proiezioni di recupero complessivo. Ma la cifra di 1 miliardo, sottoposta da ItaliaOggi, è stata grosso modo giudicata plausibile.

 

di Stefano Sansonetti
da Italia Oggi del 17.12.09


Un paese di ciechi che non vedono nemmeno i palazzi

Una bomba atomica economico-sociale, un lavacro di imbarazzante verità. È la notizia diffusa ieri dall'Agenzia del Territorio. In Italia ci sono oltre 2 milioni di immobili non censiti dal catasto. Immobili fantasma: case (33%), magazzini (28%), garage (23%). Ebbene: uno Stato dove possono esserci, ignoti al catasto dei comuni e quindi al fisco, ed evidentemente indisturbati dalle autorità, due milioni di immobili »fantasma» non è uno Stato. È un apparato burocratico che gestisce un insieme di cose e persone diverso da quello reale. Per spiegarsi meglio, dividiamo due milioni di «immobili ignoti» per gli 8 mila comuni italiani. Viene fuori, appunto col metodo trilussiano della «media del pollo», l'enormità di 250 immobili per comune, o se preferiamo un immobile abusivo ogni 28 abitanti. Se fosse possibile confrontare questa statistica con quelle del Rwanda o del Camerun, la distanza a nostro vantaggio non sarebbe così forte. Per questo la notizia è infinitamente più grave delle tante, analoghe, che misurano l'inciviltà diffusa nel Paese: l'evasione fiscale, l'evasione contributiva, l'evasione scolastica, le mille italiche evasioni. Perché in questo caso, i beni sottratti alla rilevazione dello stato si vedono. Non possono essere nascosti né esportati. E se si vedono, ma nessuno li vede, significa che gli apparati dello stato presenti sul territorio non funzionano. Non funzionano le polizie municipali, gli uffici dell'anagrafe, le aziende sanitarie locali.

Come si fa a «non vedere» interi quartieri immobiliari abusivi? E per converso, come si farebbe a nascondere un cantiere edile che nel giro di settimane e mesi o anni costruisce una palazzina, se non si potesse contare sulla sostanziale indifferenza degli addetti alla prevenzione dei reati e degli illeciti in genere?

La verità è che in tutto il Paese, anche se più al Sud che altrove, intere aree di territorio sono di fatto escluse da qualunque controllo. Sono le aree dove tutto è sommerso: il lavoro, l'edilizia, l'anagrafe. Sono aree in balia non dell'anti-stato ma del non-stato. E questo fenomeno non è di data recente ma di antichissima e impunita tradizione. Un'impunita tradizione dove trovano spazio anche casi di paradosso puro, come quella villa di 250 metri quadrati sorta nel cuore della tenuta presidenziale di Castelporziano! Il «che fare» è d'obbligo, e il rimedio principale indicato dalla volenterosa neodirettrice dell'Agenzia del Territorio, Gabriella Alemanno, è sensato: autodichiarazioni, ravvedimenti operosi, «riemersione» volontaria, sollecitata con una grande campagna di informazione. Giusto. Anche perché, a tutta evidenza, o gli abusivi si allineano spontaneamente o quale sarà mai l'autorità pubblica che saprà costringerli, dopo averli lasciati prosperare per decenni?

 

di Giulio Genoino
da Italia Oggi del 17.12.09


Scoperti altri 570 mila «immobili-fantasma»

ROMA - Nell’ultimo anno sono stati scoperti altri 571 mila immobili «fantasma», portando il numero complessivo in Italia oltre i due milioni. Lo comunica l’Agenzia del Territorio, il cui direttore, Gabriella Alemanno, si è detta «molto felice» per i risultati dell’operazione che, ha sottolineato, «consentiranno un recupero del gettito fiscale». Secondo dati parziali, diffusi sempre dall’Agenzia, infatti, finora l’iniziativa ha permesso di portare alla luce 192 milioni di rendite catastali, 145 dei quali derivati da accatastamenti di 262 mila immobili urbani e altri 47 da adempimenti spontanei di oltre 147 mila fabbricati.
Sovrapponendo foto aree ad alta definizione con la cartografia catastale dal 2007 (anno in cui è partita l’indagine) a oggi sono stati individuati 2.076.693 immobili non censiti. Su parte di essi (il 21%) è già stato completato l’esame d’accertamento con cui viene portata a termine la verifica definitiva. È risultato che in prevalenza gli immobili urbani “fantasma” oggi accatastati sono abitazioni (33%), seguiti da magazzini (28%), garage (23%), edifici in corso di costruzione (6%) e capannoni industriali o agricoli (10%).

 

pag. 19
da Il Messaggero del 17.12.09

 

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vedi anche:

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data pubblicazione: venerdì 15 gennaio 2010
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