Primo «sì» alla nuova versione
Regolamento Codice Appalti - agg. rassegna stampa
Il regolamento appalti apre lo studio ai co.co.pro. Per qualificarsi potranno essere conteggiati in organico anche i consulenti. Lo schema appena approvato in via preliminare ammorbidisce i requisiti degli studi per accedere alle gare di progettazione.
Un freno ai maxiribassi, meno rigidità sugli organici delle società di professionisti e di ingegneria, una (timida) apertura di un nuovo business, quello della validazione dei progetti. Ci sono queste e molte altre significative novità nello schema di regolamento varato in prima lettura dal Consiglio dei ministri il 21 dicembre.
Ai servizi di architettura e di ingegneria è dedicata un’intera parte, la III del maxiprovvedimento, con gli articoli che vanno dal 252 al 270. Ma in realtà molte disposizioni che interessano più in generale la progettazione sono presenti fin dalla prima parte. È lì, ad esempio, che si trovano tutte le norme di dettaglio sui contenuti della progettazione. Il regolamento è atteso infatti perché deve spiegare ed elencare tutti gli studi e le analisi necessarie per ogni fase, dallo studio di fattibilità fino all’esecutivo. Una certa enfasi in questo senso è stata messa sui prezzi, con l’obbligo per il progettista di utilizzare i prezzari più aggiornati, o in assenza, i listini di mercato, e sulla sicurezza, con la necessità di stimare fin dal progetto definitivo il peso delle misure anti infortunistiche e anche l’incidenza della manodopera per le lavorazioni da svolgere.
Nelle gare di progettazione, il regolamento servirà da guida alle stazioni appaltanti perché prevederà tutti i contenuti minimi da indicare nel bando. Dettagliata anche la gestione delle gare da aggiudicare con l’offerta economicamente più vantaggiosa: si prevede ad esempio che al fattore prezzo possa essere assegnato un punteggio che va da un minimo di 10 a un massimo di 30 punti su 100, mentre maggior peso (da 20 a 40 punti) lo avranno sia i servizi analoghi già svolti, sia la qualità. Il regolamento prova anche a «forzare» un po’ la mano sui criteri di aggiudicazione a scapito del massimo ribasso. Dichiara infatti l’articolo 266, comma 4: «Le offerte sono valutate con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa», «dimenticando» di citare il massimo ribasso, che però a rigore resta sempre ammesso in base a una consolidata giurisprudenza europea, su un piano di parità e a discrezione dell’amministrazione. Novità anche per la qualificazione: il regolamento fissa i requisiti minimi e massimi dei servizi di punta da richiedere in fase di gara. Per quanto riguarda il fatturato si può andare da 2 a 4 volte la base d’asta, per i lavori nelle categorie e classi richieste occorre aver svolto un servizio tra 1 e 2 volte la base d’asta negli ultimi dieci anni e due servizi per un importo che va da 0,40 a 0,80 volte la base d’asta. Nell’ultima versione, quella messa a punto dai tecnici di Matteoli dopo la consultazione degli operatori, è stato ammorbidito il requisito dell’organico: sia le società di ingegneria che quelle di professionisti possono conteggiare anche i professionisti non dipendenti ma consulenti, a condizione che siano abbastanza legati alle società: devono avere un contratto annuale e realizzare almeno la metà del proprio fatturato con la stessa società.
Molto a rilento la partenza del nuovo business della verifica dei progetti, che soprattutto per gli importi più bassi, schiude nuove possibilità anche ai liberi professionisti. La norma chiave qui è quella del periodo transitorio: per altri tre anni la verifica dei progetti potrà essere fatta dalle strutture interne della Pa, anche se non sono state create strutture interne di controllo.
Vengono poi dettagliati i contenuti minimi degli avvisi per i concorsi di idee e di progettazione. Nei concorsi, il montepremi non potrà mai superare il 60% della stima presunta dell’incarico di progettazione preliminare. Il regolamento prova anche a dare la definizione di opera di rilevante impatto architettonico per la quale è necessario il concorso (si veda il commento qui sotto [link, ndr]).
Ora il regolamento viene sottoposto al parere del Consiglio di Stato per poi tornare al Consiglio dei ministri per l’approvazione definitiva.
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LA MAPPA - La progettazione nel regolamento
- Contenuto della progettazione: il regolamento elenca nel dettaglio tutti i contenuti minimi degli studi di fattibilità e dei tre livelli della progettazione
- Progetto definitivo: il responsabile del procedimento deve controllare la corretta impostazione della categoria prevalente, delle scorporabili e di quelle specializzate riservate ai soggetti qualificati
- Prezzi: il progettista deve utilizzare per la stima dei costi solo prezzari aggiornati
- Verifica progetti: obbligo di verificare per tutti i livelli della progettazione o a cura delle stazioni appaltanti o di società o professionisti esterni. Solo per lavori sotto il milione verifica affidata al Rup. Sopra i 20 milioni ammessi solo organismi pubblici e privati certificati
- Giovani: l’obbligo di integrare nelle Ati anche giovani iscritti da meno di cinque anni può essere assolto con la presenza di un professionista-consulente che abbia un contratto almeno annuale di esclusiva con la società
- Società di ingegneria: ammessi anche i consulenti che hanno fatturato il 50% per la società
- Concorso di progettazione: montepremi massimo pari al 60% del presunto importo del preliminare
- Gare: il bando può prevedere che la mandataria possieda al massimo il 60% dei requisiti richiesti
- Qualificazione: stabiliti i tetti massimi dei servizi richiesti, utilizzabili anche i lavori svolti per i privati
- Ribassi: peso massimo attribuibile pari a 30, formula di aggiudicazione che penalizza i ribassi eccessivi
- Periodo transitorio validazione progetti: per tre anni gli uffici tecnici pubblici non devono avere sistema di controllo interno, per sei mesi lavori sopra i 20 milioni verificati anche da strutture non certificate
di Valeria Uva
da Il Sole 24ore Edilizia e Territorio - Progetti e Concorsi del 11/16.01.10
Serve una bussola per gli appalti. In vista ulteriori cambiamenti delle norme con conseguente disorientamento degli operatori. Codice dei contratti: modifiche mentre si vara il regolamento.
Il 2010 vedrà il via libera al regolamento del codice dei contratti pubblici, ma fra modifiche in corso e richieste di revisione complessiva del Codice dei contratti pubblici, il quadro normativo subirà ulteriori cambiamenti destinati a disorientare ulteriormente amministrazioni e operatori del settore. È questo quanto potrebbe accadere se si analizza lo stato dell'arte dei principali provvedimenti in materia di appalti pubblici.
Regolamento del Codice. Lo schema di regolamento generale del Codice dei contratti pubblici (dlgs 163/06), approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri che ha preceduto la pausa natalizia, è certamente il testo più atteso dagli operatori. A distanza di dieci anni dal dpr 554/99 (il regolamento della legge Merloni), il quadro normativo di rango primario, più volte modificato, imponeva da diverso tempo l'aggiornamento delle norme regolamentari. A questo restyling si arriva però con sensibile ritardo, con le norme del Regolamento della Merloni ancora in vigore nelle sue parti ritenute compatibili con il Codice) e con nuove norme di modifica del Codice in cantiere che potrebbero determinare ulteriori interventi di adeguamento. Si tratta di un ritardo dovuto, in parte, alla fretta con la quale si licenziò, alla fine del governo Prodi, la precedente bozza poi bocciata dalla Corte dei conti e, per altra parte, causato dalla volontà del ministro Matteoli, di riaprire una approfondita consultazione con gli operatori del settore. Adesso l'auspicio del governo è evidentemente quello di portare a termine l'iter in tempi brevi (in particolare occorrerà vedere cosa dirà il Consiglio di stato con il suo parere), anche perché il Regolamento entrerà in vigore, per buona parte, dopo sei mesi dalla pubblicazione sulla gazzetta ufficiale, come previsto dal Codice.
Molte le novità: l'avvio della più articolata e efficace normativa sulla validazione dei progetti, l'aggiornamento delle norme sulla qualificazione delle imprese di costruzioni, nuove e più articolate sanzioni per le Soa e per le imprese, una disciplina sugli affidamenti degli incarichi di progettazione più attenta ai profili qualitativi e meno a quelli quantitativi, una rimodulazione della disciplina per l'esecuzione delle opere cosiddette «superspecialistiche», nonché la disciplina di dettaglio per l'appalto integrato, per il dialogo competitivo, per gli studi di fattibilità, la messa a regime del sistema di garanzie del performance bond. Va segnalato che il regolamento del Codice conterrà non soltanto l'aggiornamento della norme attuative della legge Merloni, ma anche quelle (riviste) del regolamento Bargone (dpr 34/000), quelle della legge obiettivo (affidamento a contraente generale), nonché le (poche) norme sui settori speciali.
Recepimento direttiva ricorsi. Con la legge comunitaria per il 2008 fu data la delega al governo per recepire la Direttiva europea sui mezzi di ricorso (la 2007/66/Ce del Parlamento europeo e del Consiglio dell'11 dicembre 2007, che ha modificato le precedenti direttive 89/665/Ce e 92/13/Ce); e a dicembre, anche in questo con ritardo, visto che la delega è scaduta il 20 dicembre ma il decreto ancora non è in vigore- è arrivato lo schema di decreto legislativo di attuazione. Il testo prevede diverse innovazioni anche integrative e modificative del Codice dei contratti pubblici (in particolare perla Parte IV dedicata al contenzioso) improntate ad una più ampia tutela del soggetto privato (in particolare con i 35 giorni di termine sospensivo, il cosiddetto standstill periodo che impedisce la sottoscrizione del contratto e l'esecuzione anticipata in via d'urgenza dopo l'aggiudicazione definitiva) e che comprende anche disposizioni relative ad altri istituti, come l'accordo bonario e l'arbitrato. Di particolare interesse è anche il maggiore favore del legislatore delegato verso formule di soluzione alternative dei contenziosi, anche sorti in sede di gara fra concorrente e amministrazione, e, quindi, per la reintroduzione di clausole compromissorie in luogo dei giudizi ordinari.
Riforma del Codice dei contratti. È da qualche mese che si è tornati a parlare di una nuova riforma del Codice che vada nel senso di depurarlo delle residue norme che originano dalla legge Merloni e che rimetta ordine, meditandone i contenuti, in un testo che ormai è frutto di una serie di stratificazioni che prendono le mosse dal 1994 e arrivano fino a oggi. In sostanza è stato proposto al governo, visto che appare più che probabile che si tratti di una legislazione di lungo periodo, di rivedere alcuni punti della attuale legislazione (in particolare sul prezzo più basso e sulle procedure di cui si chiede uno snellimento).
Nuove cause di esclusione. Con il disegno di legge comunitaria per il 2009 il governo ha poi previsto nuove puntuali modifiche al Codice in materia di cause di esclusione dalle gare. Le disposizioni, passate in Commissione al senato, prevedono innanzitutto l'esclusione per quei soggetti che non abbiano presentato i documenti o le dichiarazioni prescritti dalla legge o previsti dal bando a pena di esclusione in quanto finalizzati ad accertare la sussistenza dei requisiti e delle condizioni di partecipazione. In secondo luogo si prevede che sia esclusa l'impresa nei cui confronti risulti, in base a quanto emerge dal casellario informatico presso l'Autorità, una iscrizione per omessa o falsa dichiarazione in merito ai requisiti e alle condizioni rilevanti per la partecipazione a procedure di affidamento o nel procedimento di rilascio della attestazione Soa. La norma stabilisce che l'esclusione scatta laddove l'iscrizione nel Casellario sia avvenuta nell'anno precedente alla data di pubblicazione del bando (dopo un anno l'iscrizione decade automaticamente) ovvero, nelle procedure senza bando, di invio dell'invito.
Proposte parlamentari. Fra le diverse proposte parlamentari di interesse per il settore quella che appariva più avanti nell'iter sembrava essere quella legata al ddl Bondi sull'architettura e al ddl Zanda sulla progettazione. Invece prima dell'estate le due proposte sono state fermate e non sono state più discusse. Restano quindi al palo le norme sul rilancio dei concorsi, sulla separazione fra progettazione ed esecuzione, sui limiti agli affidamenti a contraente generale e sugli incarichi di progettazione. Il tutto probabilmente perché si trattava di norme che finivano per sovrapporsi al Regolamento e al Codice.
di Andrea Mascolini
da Italia Oggi del 06.01.10
Progetti, uno stop ai megaribassi. Le novità della bozza di regolamento del codice dei contratti varata dal consiglio dei ministri.
Cambierà la formula per attribuire il punteggio alle offerte. Misure per contenere i ribassi nelle gare di progettazione, sanzioni immediate per le Soa e per le imprese che presentano certificati falsi; più tempo per le stazioni appaltanti che si dovranno attrezzare per le verifiche dei progetti con strutture separate; nuovi parametri per la qualificazione delle imprese, obbligo di comprova dei requisiti progettuali nell'appalto integrato e nelle concessioni di lavori pubblici.
Sono queste alcune delle novità contenute nella bozza di regolamento del codice dei contratti pubblici varata la scorsa settimana dal consiglio dei ministri. Il testo, una volta ottenuto l'ok da parte della ragioneria generale dello stato, sarà inviato al consiglio di stato e poi al consiglio superiore dei lavori pubblici, prima dell'approvazione finale da parte del consiglio dei ministri. Successivamente andrà alla firma del presidente della repubblica e alla Corte dei conti per la registrazione. Una volta in Gazzetta Ufficiale il testo entrerà poi in vigore nei sei mesi successivi, a parte alcune deroghe.
Le sanzioni per le Soa e per le imprese. Entreranno in vigore dopo soli 15 giorni dalla avvenuta pubblicazione del testo sulla Gazzetta Ufficiale (e non dopo sei mesi dalla pubblicazione, come è previsto per il resto del regolamento) le disposizioni in materia sanzioni per gli organismi di attestazione; in luogo della pura e semplice revoca, il regolamento prevede le sanzioni pecuniarie, la sospensione dall'attività di attestazione o, nei casi più gravi, la decadenza, recependo le indicazioni che da tempo giungevano dall'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici. Per le imprese di costruzioni entreranno in vigore nei 15 giorni successivi alla pubblicazione del regolamento sulla Gazzetta Ufficiale, le sanzioni relative alla mancata risposta da parte delle imprese alle richieste dell'Autorità o alle richieste delle Soa attestanti la qualificazione, o ancora alle mancate comunicazioni di dati all'Osservatorio. In queste fattispecie rientrano, quindi, anche le ipotesi di certificazioni false presentate alle Soa, per le quali il regolamento stabilisce sanzioni di circa 50.000, ma anche la possibile sospensione dell'attività per un anno.
Il sistema di qualificazione e le opere «superspecialistiche». Per quel che riguarda il settore della qualificazione delle imprese, il regolamento ha rivisto alcuni dei parametri del cosiddetto regolamento Bargone 34/2000), in particolare, per le attrezzature tecniche si prevede che esse (consistenti nella dotazione stabile di attrezzature, mezzi d'opera ed equipaggiamento tecnico) dovranno riferirsi «esclusivamente al complesso di beni specificamente destinati alla esecuzione di lavori, in proprietà o in locazione finanziaria o in noleggio». È stata ampliata l'elencazione delle lavorazioni cosiddette «superspecialistiche» (saliranno a 24 con le seguenti nuove categorie: OS28, OG11, OS8, OS18 e 19, OS34, OS12-A, OS20 - A e B); per queste lavorazioni il concorrente che non possiede la qualificazione per l'intero importo richiesto dal bando di gara o dalla lettera di invito è tenuto comunque a possedere i requisiti mancanti relativi a ciascuna delle predette categorie, oggetto di subappalto (entro il 30%), con riferimento alla categoria prevalente. In sostanza, quindi, indirettamente le imprese generaliste potranno, in questi casi, essere costrette ad associare gli specialisti. Sono state inoltre introdotte ex novo due categorie intermedie la III-bis (da 1,033 milioni a 1,5 milioni di euro) e la IV-bis (da 2,582 a 3,500 milioni).
La verifica dei progetti. Di particolare rilievo è la disciplina in materia di verifica dei progetti, una delle maggiori novità dello schema di regolamento, che dovrebbe consentire l'avvio e la creazione di un vero mercato per queste attività attualmente svolte da poche società accreditate. L'accreditamento a svolgere l'attività di validazione sarà compito anche del servizio tecnico centrale del consiglio superiore dei lavori pubblici (oltre che degli organismi di accreditamento). Il regolamento prevede inoltre che gli uffici tecnici delle stazioni appaltanti potranno continuare a valicare progetti di opere di importo superiore a 20 milioni fino a sei mesi dopo l'entrata in vigore del regolamento ministeriale che (entro sei mesi dall'entrata in vigore del regolamento generale) dovrà a sua volta dettare le regole per l'accreditamento degli organismi di validazione. In ogni caso gli uffici tecnici delle stazioni appaltanti potranno operare senza necessità di un sistema di controllo interno fino al 2013.
Progettazione. Per la progettazione il regolamento rivede il contenuto dei tre diversi livelli progettuali, offre una articolata definizione degli studi di fattibilità, elaborati fondamentali, per esempio, per le gare di finanza di progetto. Vengono poi introdotte le misure, fortemente richieste dai progettisti, per limitare gli eccessivi ribassi che hanno messo in ginocchio il settore dopo l'abrogazione dei minimi tariffari. In particolare la nuova formula di attribuzione del punteggio alle offerte economiche (che non ha più un andamento lineare) e il ricorso all'aggiudicazione tramite il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. Saranno consentiti anche gli affidamenti in via fiduciaria laddove di importo inferiore a 20.000 euro (nell'ambito delle norme sul cottimo fiduciario).
Appalti integrati e concessioni. La disciplina sulla qualificazione per gli appalti integrati e per le concessioni di lavori pubblici prevede l'accesso al mercato alle sole imprese in possesso della qualificazione Soa per prestazioni di progettazione e costruzione. La ratio risiede nel fatto che, trattandosi di contratti con contenuti progettuali, il governo ha ritenuto di prevedere una l'apposita attestazione Soa (che si ottiene attraverso un apposito staff tecnico di progettazione interno all'impresa). Le imprese in possesso di attestazione per progettazione e costruzione dovranno, però, comprovare anche il possesso dei requisiti progettuali previsti dal bando di gara e relativi alla progettazione esecutiva ovvero alla progettazione definitiva ed esecutiva. Il regolamento stabilisce che se l'impresa non possiede il requisito progettuale potrà associare o individuare un progettista che sia in grado di dimostrare il requisito per la progettazione. Per l'aggiudicazione degli appalti integrati si stabilisce che, nell'ambito del criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, i «pesi» o «punteggi» attribuiti agli elementi riferiti alla qualità, al pregio tecnico, alle caratteristiche estetiche e funzionali e alle caratteristiche ambientali non siano complessivamente inferiori a sessantacinque.
di Andrea Mascolini
da Italia Oggi del 23.12.09
Consiglio dei ministri. Gli appalti riformano l'accesso. Primo «sì» all'attuazione del codice del 2006, concertata con gli operatori. Transizione graduale verso il nuovo sistema di qualificazione.
ROMA - «Un regolamento di semplificazione che racchiude in un unico testo le disposizioni attuative riguardanti i contratti di lavori, servizi e forniture». Così il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, commenta con soddisfazione il primo via libera del consiglio dei ministri al "suo" regolamento degli appalti. Un passo avanti a lungo atteso da tutti i fornitori della pubblica amministrazione perché è lo stesso codice degli appalti del 2006 che delega alle norme di attuazione la definizione di alcuni strumenti nuovi come l'appalto integrato di progettazione ed esecuzione insieme e l'accordo quadro, con cui affidare in un'unica gara una serie "aperta" di lavori o servizi.
Come ha sottolineato lo stesso Matteoli, la nuova versione del decreto è frutto «di una intensa attività di concertazione con le associazioni di categoria e le maggiori stazioni appaltanti pubbliche». Si spiegano così alcune aperture concesse, per esempio, ai costruttori che hanno ottenuto una partenza diluita lungo tutto un anno della riforma del sistema di qualificazione. Sull'altro fronte, anche le stazioni appaltanti potranno continuare a validare e verificare i progetti con la propria struttura interna e avranno tempo fino al 2013 per creare un organismo interno separato. I progettisti, invece, hanno ottenuto una particolare attenzione al nodo dei maxiribassi che stanno flagellando il mercato: il regolamento non elimina - perché non può farlo - del tutto il criterio del massimo ribasso nei servizi di ingegneria ma, tra le righe, sembra indicare la strada alternativa, quella dell'offerta economicamente più vantaggiosa, come la via preferita per questo tipo di gare. E in modo esplicito impone di assegnare la quota preponderante dei punteggi (65 su 100) ai fattori qualitativi dell'offerta a scapito del prezzo.
Ma il capitolo su cui il provvedimento va a incidere di più è quello della qualificazione, ovvero dei meccanismi di accesso al mercato delle opere pubbliche. Prima con un'azione moralizzatrice. Partono subito infatti, senza attendere i sei mesi di vacatio previsti per tutto il resto del regolamento, le sanzioni alle imprese che presentano certificati dei lavori falsi e alle società private di verifica dei requisiti (Soa) che agiscono in modo scorretto. I primi rischiano multe fino a 50mila euro e, nei casi più gravi, l'espulsione dal mercato per un anno o la perdita completa dell'attestazione. Sanzioni pecuniarie anche per le Soa, da utilizzare come deterrente al posto dell'unica - troppo drastica - sanzione della revoca prevista fino a oggi. Più a lungo termine si imposta la revisione delle lavorazioni in cui è suddiviso il mercato e si individuano con più precisione alcune "nicchie", come il restauro o la prefabbricazione di facciate continue in acciaio.
Inoltre si aumenta il numero delle categorie specialistiche che devono essere per forza affidate a imprese qualificate del settore e non a quelle generaliste. Accolta poi la richiesta dell'Ance e delle piccole e medie imprese di articolare di più il sistema: saranno istituite due nuove classifiche intermedie di qualificazione: la III bis, in cui si posizionerà chi può svolgere lavori per un importo a base d'asta da 1,033 milioni a 1,5, e la IV bis, per la fascia da 2,582 milioni a 3,500. Sul fronte della progettazione il regolamento indica in modo vincolante tutti i contenuti degli elaborati, a partire dallo studio di fattibilità.
Il consiglio dei ministri ha approvato senza modifiche lo schema che deve ora ricevere il visto della ragioneria e poi essere inviato al consiglio di stato per il parere.
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Il lungo cammino
- Il codice degli appalti. Nel 2006 il testo unico demanda le regole di dettaglio a un regolamento.
- La prima versione. Nel dicembre 2007 il governo Prodi approva in via definitiva un primo testo per i contratti di lavori, servizi e forniture.
- Lo stop. Nel maggio 2008 arrivano i rilievi della corte dei conti.
- L'aggiornamento. In seguito ai rilievi e alle istanze degli operatori, Matteoli porta in consiglio dei ministri un nuovo schema.
- L'entrata in vigore. Scatterà dopo 180 giorni dalla pubblicazione in «Gazzetta».
di Valeria Uva
da Il Sole 24ore del 18.12.09
Il regolamento attende il primo via libera del governo. Nel codice degli appalti più sanzioni contro i falsi.
ROMA - Riparte il regolamento degli appalti. Oggi il Consiglio dei ministri si appresta a dare il primo via libera alla nuova versione di questo maxiprovvedimento che va a completare il codice dei contratti pubblicl di lavori, servizi e forniture.
E l'arrivo del nuovo testo non sarà soft per imprese e società di attestazione: tra le novità dell'ultima versione c'è anche l'entrata in vigore anticipata delle sanzioni per i costruttori che si servono di falsi certificati lavori o che non collaborano con l'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici. Un giro di vite dato dal ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli. Mentre infatti tutto il corposo provvedimento avrà una partenza molto lenta (l'entrata in vigore è prevista 180 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale) scatteranno dopo soli 15 giorni dalla pubblicazione le norme che per la prima volta prevedono sanzioni pecuniarie per chi dichiara il falso. Gli operatori scorretti dovranno pagare da un minimo di 25mila a un massimo di 51mila euro.
Molto lento, invece, l'avvio del sistema di qualificazione. Il regolamento contiene una profonda revisione delle categorie di lavori in cui è suddiviso il mercato delle opere pubbliche: sale a 24 il numero delle categorie specialistiche «riservate», quelle cioè che non possono essere eseguite dalle imprese non qualificate e che vanno sempre subappaltate a chi è in possesso della relativa abilitazione. Tra queste tutta l'impiantistica - generale e di settore - il restauro, le barriere stradali e gli scavi archeologici. Ma, a conti fatti, la riforma partirà fra più di un anno. A rallentare sono le disposizioni finali sul periodo transitorio che prevedono prima una proroga indistinta della validità di tutte le attuali qualifiche fino all'entrata in vigore del Regolamento, sei mesi dopo la pubblicazione e poi altri sei mesi da quella data prima di far scattare la nuova classificazione.
In ogni caso la parte relativa all'accesso al mercato dei lavori pubblici è quella nella quale più si farà sentire l'impronta del ministro. Il testo che Matteoli - chiamato oggi tra l'altro a presiedere il Consiglio dei ministri in assenza di Berlusconi - sottoporrà ai colleghi è infatti molto diverso da quello già approvato dal precedente Governo nel 2007 e poi bloccato dalla Corte dei conti: il cambio della guardia ha inciso profondamente sul decreto che è stato aggiornato, anche tenendo conto delle numerose osservazioni arrivate dagli operatori. Da qui, appunto, l'apertura alle istanze delle categorie specializzate, soprattutto nella prefabbricazione industriale, alle quali è garantito l'accesso «riservato» a scapito delle imprese dei costruttori più generalisti. Reso un po' più facile, rispetto alla versione di Di Pietro, l'accesso alla categoria generale dell'impiantistica (la cosiddetta OG11) per la quale non servirà più aver svolto lavori su impianti anti intrusione. Alle società di attestazione verrà concesso di non dover più assumere i promotori commerciali.
Dopo l'esame preliminare il regolamento andrà al Consiglio di Stato per il parere e dovrà poi tornare in Consiglio dei ministri per l'ultima approvazione.
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- L'ABILITAZIONE - Sale a 24 il numero delle categorie specialistiche riservate alle imprese qualificate
Le novità
- Validazione progetti. Il regolamento rende vincolante la verifica e il controllo dei progetti da parte di organismi terzi accreditati. Ma per un anno i controlli potranno essere ancora interni alla Pa.
- Gare di progettazione. Nuova formula di attribuzione del punteggio alle offerte economiche che penalizza i massimi ribassi.
- Qualità. Nelle gare di progettazione deve pesare per almeno il 65% dei punteggi.
- Subappalto. La categoria prevalente può essere subappaltata ma anche affidata a cottimo fino al 30% dell'importo del contratto.
- Garanzia di esecuzione. Entra in vigore una speciale copertura assicurativa per le gare più importanti che prevede l'indicazione di un'impresa subentrante in caso di risoluzione del contratto o di fallimento dell'appaltatore, in grado di portare a termine l'opera. Nell'ultima versione questa garanzia diventa obbligatoria anche per le concessioni.
- Servizi e forniture. Possibili anche in questo campo i concorsi di progettazione e le operazioni di finanza di progetto.
- Appalto integrato. L'arrivo del regolamento rende possibile l'affidamento congiunto di progettazione (anche definitiva) e lavori.
di Valeria Uva
da Il Sole 24ore del 17.12.09
Codice dei contratti pubblici, è pronta la bozza di regolamento
Confermato l'ampliamento delle lavorazioni cosiddette «superspecialistiche» che possono essere subappaltate dall'impresa laddove di importo superiore al 15% del totale dei lavori, necessaria la qualificazione Soa per progettazione e costruzione per gli appalti integrati e per le concessioni di lavori pubblici; introdotta una nuova formula per la valutazione del prezzo nelle gare di progettazione che limita i ribassi, al via la verifica dei progetti. Sono queste alcune delle novità (o conferme) che dovrebbero essere contenute nella nuova, copiosa bozza dello schema di regolamento del Codice dei contratti pubblici (dlgs 163/06), con tutta probabilità all'esame in via preliminare del consiglio dei ministri di domani. Se il consiglio dei ministri darà il via libera, la nuova bozza sarà inviata al consiglio di stato e poi al consiglio superiore dei lavori pubblici prima dell'approvazione finale da parte del consiglio dei ministri. A quel punto il testo andrà alla firma del presidente della repubblica e alla corte dei conti per la registrazione (e fu proprio in questa fase che la precedente versione del regolamento si blocco dopo che due anni fa fu approvata negli ultimi giorni del governo Prodi). Una volta in Gazzetta Ufficiale il testo entrerà poi in vigore nei mesi successivi; difficile quindi pensare a una applicazione delle nuove norme prima delle vacanze estive, nella migliore delle ipotesi.
La riunione di ieri ha avuto un carattere puramente tecnico e i tecnici del ministero delle infrastrutture stanno ancora lavorando a ulteriori affinamenti. Uno dei punti più delicati del testo è quello relativo alla disciplina delle cosiddette opere superspecialistiche che, laddove superiori al 15% dell'importo del contratto, possono essere subappaltate con i limiti dettati dall'articolo 118, comma 2, terzo periodo del Codice, cioè nel limite massimo (già previsto per la categoria prevalente) del 30%. Su questa norma, fra istanze di riduzione e ampliamento dell'elencazione, il ministero sembrerebbe avere mantenuto la soluzione di prima dell'estate quando si optò per un ampliamento di sette nuove categorie di lavori (OS28, OG11, OS8, OS18 e 19, OS34, OS 12-A, OS 20 - A e B). Sarebbe stata modificata anche la norma (articolo 85) che disciplina entro quali limiti le imprese si possono qualificare attraverso le lavorazione affidate in subappalto. Sarebbe invece confermata, tranne una deroga specifica, la disciplina sulla qualificazione per gli appalti integrati e per le concessioni di lavori pubblici per le quali occorre essere attestati Soa per prestazioni di progettazione e costruzione.
Nessuna modifica sarebbe stata prevista per le norme in materia di verifica dei progetti, una delle maggiori novità dello schema di regolamento, che dovrebbe consentire l'avvio e la creazione di un vero mercato per queste attività attualmente svolte da poche società accreditate.
Per gli affidamenti di progettazione e altri servizi tecnici ad essa connessi la nuova bozza dovrebbe confermare le misure, chieste dai progettisti per limitare gli eccessivi ribassi che hanno messo in ginocchio il settore dopo l'abrogazione dei minimi tariffari. In particolare la nuova formula di attribuzione del punteggio alle offerte economiche (che non ha più un andamento lineare) e il ricorso all'aggiudicazione tramite il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. Saranno consentiti anche gli affidamenti in via fiduciaria laddove di importo inferiore a 20 mila euro (nell'ambito delle norme sul cottimo fiduciario).
di Andrea Mascolini
da Italia Oggi del 16.12.09
Il codice degli appalti frena i ribassi eccessivi. Il tentativo di Matteoli. Il regolamento è fermo da due anni. Decreto appalti contro i maxi-ribassi.
Arriva al Consiglio dei ministri il decreto appalti, fermo da due anni. Si privilegia l'offerta economicamente più vantaggiosa, come chiedono professionisti e società di ingegneria.
ROMA - Torna, dopo due anni di stop, al Consiglio dei ministri il regolamento di attuazione del Codice degli appalti. Oggi un primo schema di questo maxi-provvedimento sarà esaminato in sede tecnica dal preconsiglio. L'obiettivo del ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, è ambizioso: ottenere in un colpo solo tutti i «concerti» ovvero i pareri positivi dei cinque ministeri interessati (Ambiente, Economia, Beni culturali, Attività produttive e Politiche comunitarie) in modo da accorciare la tabella di marcia di questo provvedimento. Ma non sarà facile: il regolamento è un testo molto complesso e articolato che tocca questioni delicate come i rapporti fra le amministrazioni e i fornitori e incide direttamente sulla spesa pubblica. Quello di domani è solo il primo confronto tra i tecnici del governo e non è detto che sia sufficiente.
Certo è che questo provvedimento è molto atteso anche dal mercato: rappresenta, infatti, l'ultimo anello mancante del corposo pacchetto di norme che va a formare un testo unico per tutti i contratti pubblici di lavori, servizi e forniture.
Ma ha avuto finora una vita difficile: varato in gran fretta dal precedente governo esattamente due anni, a Natale 2007, il testo è inciampato poi nei rilievi della Corte dei conti che ne hanno bloccato l'uscita sulla «Gazzetta». Da allora ci sono voluti, appunto, 24 mesi e un cambio di maggioranza per arrivare a questa nuova versione che si annuncia abbastanza rimaneggiata. Matteoli, infatti, non si è limitato a limare il testo del suo predecessore, Di Pietro, ma ha voluto riaprire le consultazioni con le associazioni (dai costruttori, ai progettisti, ai fornitori di beni e servizi) per tentare di arrivare a una riforma condivisa. Da qui, ad esempio, le rassicurazioni sulle aperture riservate a ingegneri, architetti e società di ingegneria che dovrebbero trovare nel nuovo decreto un vincolo per aggiudicare le gare con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa e mettere così un freno ai maxi-ribassi che stanno caratterizzando il mercato dopo la liberalizzazione delle tariffe.
Altri ritocchi dovrebbero interessare i meccanismi di selezione delle imprese partecipanti alle gare di lavori pubblici: in particolare, le aziende specializzate nell'impiantistica chiedono di rendere meno severo l'accesso agli appalti di taglio più grande.
Sempre il regolamento serve a rendere ancora più efficace la vigilanza sulle imprese edili e sulle società private che le attestano: per la prima volta, infatti, sono previste sanzioni anche pecuniarie per le imprese che non collaborano con l'Autorità di vigilanza e la possibilità per quest'ultima di dare alle società di attestazione sanzioni pecuniarie intermedie e non solo quella, estrema, della revoca dell'autorizzazione.
Il testo deve essere esaminato anche dal Consiglio di Stato e dal Consiglio superiore dei lavori pubblici prima di tornare al Consiglio dei ministri per il varo definitivo.
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- LIMITE ALLA DEREGULATION - Per le gare dovrebbe prevalere il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa come chiesto da professionisti e società
In pillole
- Lavori, servizi, forniture. Il regolamento detta norme di dettaglio per i contratti pubblici
- Qualificazione imprese. Viene rivista la classificazione dei lavori pubblici e sono previste sanzioni pecuniarie intermedie per imprese e società di attestazione
- Validazione progetti. Obbligatorio il controllo preventivo di organismi terzi sui progetti prima della messa a gara
- Massimo ribasso. Previsto un tetto nei punteggi al fattore prezzo anche nelle gare con l'offerta più vantaggiosa
di Valeria Uva
da Il Sole 24ore del 15.12.09
Codice appalti. Colpo di freno ai maxi-ribassi. In arrivo il nuovo regolamento.
Dal nuovo regolamento del Codice appalti arriverà un freno ai maxi ribassi per i progetti pubblici. Il testo in preparazione al ministero delle Infrastrutture, infatti, cercherà di vincolare le amministrazioni a ricorrere, come criterio di scelta del progettista, solo all'offerta economicamente più vantaggiosa, che privilegia la qualità. E ad abbandonare la strada del massimo ribasso, che sta portando a una guerra selvaggia di sconti nel settore.
La svolta è imminente: il ministro Altero Matteoli conta di diramare il nuovo testo del regolamento prima di Natale. Ad annunciarlo, ieri al convegno organizzato dall'Oice in collaborazione con «Il Sole 24 Ore-Edilizia e Territorio», proprio sul tema delle tariffe per ingegneri e architetti è stato il capo ufficio legislativo delle Infrastrutture, Gerardo Mastrandrea. L'abbandono del massimo ribasso per i servizi di ingegneria è una delle novità dell'ultim'ora che scaturisce proprio dalle consultazioni con gli operatori avviate da Matteoli sul regolamento, concluse nei giorni scorsi.
A chiederla a gran voce è stata anche ieri l'Oice, l'associazione delle società di ingegneria. «Dopo la liberalizzazione delle tariffe introdotta dal decreto Bersani del 2006 abbiamo assistito a un aumento continuo dei ribassi, che hanno toccato anche punte assurde del 70/80 per cento - ha rilevato il presidente Oice, Braccio Oddi Baglioni - e oggi con la crisi conquistare una commessa con il 40-50% di sconto è considerato una manna». L'Oice propone anche di valutare con più severità gli stessi progettisti. «Serve una qualificazione che vada oltre i requisiti economici del progettista e ci dica quanti errori ha commesso, se ha un forte contenzioso e anche, appunto, se applica sempre prezzi scontati» ha aggiunto Oddi Baglioni. Ma al tempo stesso anche l'amministrazione deve essere più attenta. Per Marco Corsini, assessore all'Urbanistica del comune di Roma, «la stazione appaltante deve sempre verificare la congruità dell'offerta». Luigi Giampaolino, presidente dell'autorità di vigilanza sui contratti pubblici ha ricordato che proprio l'authority sta mettendo a punto dei bandi tipo anche per la progettazione. Dei modelli che serviranno a orientare le stazioni appaltanti anche nella determinazione degli importi a base di gara. Il mercato ha ancora un peso significativo: secondo l'autorità nei primi nove mesi del 2009 sono stati appaltati progetti per un valore totale di 700 milioni. Per il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, Giovanni Rolando, «è necessario rivedere le attuali tariffe, aggiornandole con un criterio che tenga conto dei costi industriali». Massimo Gallione (Ordine architetti) ha sottolineato l'importanza di una migliore programmazione delle opere pubbliche.
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- SOCIETÀ DI INGEGNERIA - L'Oice chiede criteri di qualità per la progettazione e prezzi congrui come base per le gare
di Valeria Uva
da Il Sole 24ore del 04.12.09
Appalti, vale la convenienza. Nel nuovo codice dei contratti pubblici anche limitazioni per i ribassi sul prezzo.
Sulle progettazioni vince l'offerta più vantaggiosa. Nel nuovo regolamento del Codice dei contratti pubblici si potranno affidare le progettazioni soltanto con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, saranno limitati i ribassi sul prezzo e garantita una maggiore qualità nella valutazione delle offerte; nel 2010 possibili nuove modifiche del Codice. È quanto ha dichiarato ieri il capo ufficio legislativo del ministero delle infrastrutture, Gerardo Mastrandrea, intervenendo ieri a Roma nel corso del Convegno dal titolo «Oltre le tariffe» organizzato dall'Oice, l'Associazione delle società di ingegneria e architettura, per fare il punto sulla situazione del settore della progettazione, che ha visto anche la partecipazione dei presidenti del Consiglio nazionale degli ingegneri e di quello degli architetti.
Mastrandrea ha in primo luogo annunciato che sullo schema di regolamento dovrebbe avviarsi a breve la concertazione ministeriale in maniera da arrivare alla deliberazione preliminare del Consiglio dei ministri entro la pausa natalizia (poi ci sarà l'invio al Consiglio di stato per il parere di rito). Nel merito dei contenuti di interesse per il settore dei servizi di ingegneria e architettura, il capo ufficio legislativo del dicastero di Porta Pia ha fatto presente come per le gare di progettazione sarà previsto il ricorso al solo criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, al posto del prezzo più basso, da tutti ritenuto non adatto per queste gare, che sarà dato maggiore peso agli elementi qualitativi dell'offerta e che il prezzo non varrà più del trenta per cento del totale del punteggio. Più in generale, riprendendo una proposta avanzata dal Presidente Oice, Braccio Oddi Baglioni, si è espresso favorevolmente sull'ipotesi di un sistema di qualificazione per i progettisti (il presidente del Cni, Giovanni Rolando lo vorrebbe gestito dagli ordini professionali per controllare i curriculum), anche se sarà necessaria una modifica del Codice. E proprio sulle modifiche al Codice Mastrandrea ha anticipato che il ministero sta assemblando le diverse proposte che da più parti sono arrivate per valutarne la fattibilità e eventualmente predisporre «non un quarto correttivo», ma mirate modifiche migliorative.
Per quel che riguarda le tariffe professionali dal dibattito è emerso un condiviso giudizio negativo sulla liberalizzazione voluta da Bersani nel 2006, valutata come un sostanziale fallimento. Come ricetta per guarire questa situazione critica in cui versa il settore della progettazione tutti sono stati d'accordo sulla necessità di superare il sistema previsto dal dm 4 aprile 2001, anche se sulle modalità non tutti concordano: Se l'Oice ritiene necessario puntare sulla individuazione dei costi industriali di produzione del progetto da mettere in collegamento con accurate stime fondate su chiare individuazioni delle prestazioni da svolgere, i Consigli nazionali ritengono che, trattandosi di un lavoro valido ma delicato che dovrebbe portare a una «nuova tariffa diversa da quella del 2001 e collegata a capitolati prestazionali», propongono intanto di tornare all'inderogabilità dei minimi e nel frattempo, in un anno, mettere a punto il nuovo sistema di remunerazione dei progettisti.
di Marco Solaia
da Italia Oggi del 04.12.09
Progettazione, settore in ginocchio. Il presidente dell'Oice chiede una modifica normativa per evitare l'aggiudicazione al prezzo più basso. Oggi Baglioni: stop agli appalti con il massimo ribasso.
Sempre in calo le gare di ingegneria e architettura pura, ma grazie ad un maxi bando in sei lotti per la gestione della sicurezza di immobili pubblici pubblicato da Consip per un importo 65 milioni, il mese di ottobre risulta il più alto del 2009; sale al 35 per cento il ribasso medio in gara; raddoppiati gli appalti integrati rispetto al 2008. È quanto emerge dalla lettura dell'Osservatorio Oice-Informatel, le gare del settore indette nell'ultimo mese sono state 293 (di cui 38 sopra soglia) per un importo complessivo di 98,3 milioni di euro (84,3 sopra soglia), che comunque evidenzia anche in ottobre la crescita degli appalti misti di progettazione e costruzione, che ha raggiunto per tutto il 2009 la cifra record di 18.654 milioni di euro (+114,0% rispetto agli 8.710 milioni di euro dei primi dieci mesi del 2008). Al netto del maxi bando Consip, la situazione delle gare di progettazione rimane sempre critica: su base annua: infatti il confronto con ottobre 2008 vede scendere il numero dei bandi del 34,7% (-38,7% sopra soglia e -34,1% sotto soglia) e il loro valore del 19,9% (-38,7% sopra soglia e -34,1% sotto soglia). Nei primi dieci mesi del 2009 risultano bandite complessivamente 3.356 gare, il numero più basso rilevato dal 2000, per 607,6 milioni di euro. Il confronto con i primi dieci mesi del 2008 risulta ancora negativo: il numero dei bandi si riduce del 13,2% (-6,0% sopra soglia e -14,2% sotto soglia) e il loro valore del 5,4% (-2,5% sopra soglia e -13,7% sotto soglia).
«I dati di ottobre», ha dichiarato il presidente Oice Braccio Oddi Baglioni, «mostrano un mercato in cui continuano a perdere peso le gare per la progettazione delle opere per le infrastrutture del Paese. Questo, insieme al ritardo nei pagamenti della pubblica amministrazione e al livello eccessivo dei ribassi con i quali si aggiudicano le gare, sta mettendo in ginocchio il settore. Oltre all'auspicio che sia presto varato il regolamento del Codice affinché possa essere contenuto il fenomeno dei ribassi e dell'anomalia delle offerte», ha continuato Oddi Baglioni, « occorre porsi con forza la domanda se sia ancora difendibile, anche dal punto di vista giuridico, l'indiscriminata applicazione del criterio del prezzo più basso alle gare di progettazione. Riteniamo infatti che la normativa e i principi del Trattato consentano già oggi deroghe alle norme in materia di concorrenza quando sono in gioco aspetti legati alla sicurezza e alla qualità del prodotto; ciò autorizza a nostro avviso una modifica normativa che, per prestazioni come quelle di ingegneria e architettura, dall'elevato grado di contenuto intellettuale e in cui i profili riguardanti la sicurezza sono assolutamente rilevanti, escluda l'impiego del criterio del prezzo più basso, del tutto inadatto a valutare i profili qualitativi e tecnici delle offerte. Parallelamente a ciò riteniamo anche che si debba da subito ammettere l'esclusione automatica fino alla soglia comunitaria e limitare il peso del prezzo nell'offerta economicamente più vantaggiosa a non più del 20%. Si tratta di interventi che», ha concluso il presidente Oice, «in questo momento di seria crisi del settore, potrebbero rendere meno gravosa la partecipazione a gare».
di Marco Solaia
da Italia Oggi del 18.11.09
Appalti privati col bollino. Schema di regolamento del codice dei contratti al Cds entro fine mese. Qualificazione anche per i lavori tra privati.
Qualificazione delle imprese di costruzioni anche nel settore privato per interventi oltre i 150 mila euro; modifica del sistema di qualificazione delle imprese nel settore pubblico puntata sui criteri reputazionali. Sono questi alcuni dei punti più rilevanti emersi durante il convegno organizzato ieri a Roma da Unionsoa, nel corso del quale è stato anche annunciato che il regolamento del Codice dei contratti pubblici sarà trasmesso a fine mese al Consiglio di stato. Nell'aprire i lavori, il presidente di Unionsoa, Antonio Bargone, chiarito che “le Soa sono al fianco delle istituzioni e non di chi agisce in maniera scorretta», ha proposto di estendere il sistema Soa anche al settore privato per gli interventi di importo superiore a 150 mila euro anche al fine di garantire la sicurezza nei cantieri.
La proposta è stata in qualche modo raccolta dal presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti: «siamo dell'idea che si debba intanto consentire alle Camere di commercio di commercio di verificare l'impresa sotto il profilo della sicurezza e, più in generale, che sia necessario andare verso un sistema diverso da quello attuale dove si può aprire una impresa di costruzioni senza che vi sia alcun controllo; occorre che anche nel settore privato operino imprese qualificate e selezionate». Buzzetti, dopo avere affermato che “fra ribassi nelle gare e qualificazione sui fatturati il sistema pubblico espelle le imprese più affidabili e premia quelle scorrette», ha proposto di andare verso sistemi diversi che, come “nel modello Abruzzo siano impostati sui criteri reputazionali delle imprese, sul profilo della sicurezza e sulle white list; da qui si potrebbe partire per rivedere più in generale l'attuale sistema».
Condivide questa esigenza il ministro delle infrastrutture Altero Matteoli: “le imprese devono essere valutate sempre più sotto il profilo dell'idoneità operativa, organizzativa e di efficienza industriale e per fare ciò occorre anche controllare, ad esempio, se una impresa abbia avuto incidenti sul lavoro o abbia determinato varianti in corso d'opera». Il consigliere dell'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, Alessandro Botto, ha affermato che “l'Autorità crede fermamente nel sistema Soa, oggi finalmente maturo, e ha interesse a che funzioni al meglio, intervenendo in posizione di terzietà e con funzione surrogatoria o sostitutiva laddove si evidenzino delle falle».
Per quel che riguarda il regolamento del Codice dei contratti pubblici, Bernadette Veca, direttore generale per la regolazione del ministero delle infrastrutture, ha annunciato che lo schema di regolamento del Codice dei contratti pubblici sarà trasmesso al Consiglio di stato per il parere di rito entro il 30 novembre. La Veca, ha anche dichiarato a Italia Oggi che la riapertura, a luglio, del tavolo di confronto con le categorie interessate è stata voluta dal ministro per consentire a tutti di dire un'ultima parola prima che fosse troppo tardi, in assoluta trasparenza; con grande umiltà il dicastero ha quindi accettato tutti i pregevoli contributi, che adesso sta valutando, in modo da licenziare un testo utile agli operatori pubblici e privati». Bernadette Veca ha precisato a Italia Oggi che non è escluso che “al Consiglio di stato, sulle materie più delicate del regolamento, possano essere rappresentate anche più soluzioni, così come emerse dal confronto istituzionale, oltre alla posizione del ministero al riguardo».
di Andrea Mascolini
da Italia Oggi del 11.11.09
- Argomenti di Architettura - Codice appalti
Articoli e rassegna stampa a partire da febbraio 2005
vedi anche:
Che cos'è l'Architettura (?)
Concorsi & Regolamento Codice Appalti - di F.Orofino
Più concorrenza per tutto il 2010 (?)
di Enrico Milone - Gare per incarichi professionali
Nuovo tentativo per il Regolamento
Codice Appalti - agg. rassegna stampa
Progettare a massimo ribasso...
Codice Appalti & progettazione - di A.Olivo
Codice appalti, riparte l'attuazione
Nuovo Regolamento - agg. rassegna stampa
Codice appalti, indietro tutta
Stop al Regolamento - agg. rassegna stampa
Codice al via: si sblocca il Regolamento
Codice appalti - agg. rass.stampa
Gli architetti rilanciano sulla progettazione «doc»
Ordine Architetti PPC Roma
Il punto su Codice appalti e Regolamento
di Enrico Milone
Resiste l'appalto integrato
Codice appalti - agg. rassegna stampa