Ingegneri e architetti nell'oblio (?)

Taglia/Salva leggi - agg. rassegna stampa

Semplificazione. Al Senato l'emendamento per i tecnici. Per evitare interpretazioni distorte.

MILANO - L'emendamento "salva tecnici" è stato ufficialmente depositato ieri mattina alla commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama dal senatore Mario Ferrara (Pdl). L'emendamento chiede che il provvedimento di conversione del decreto milleproroghe (Dl 194/2009), ora all'esame del Senato in prima lettura, veicoli la correzione al decreto legislativo 179/2009 "taglia-leggi", recuperando, nell'elenco delle norme non cancellate, i regi decreti sulle professioni di ingegnere, architetto e chimico (si veda «Il Sole 24 Ore» del 22 e del23 gennaio).
Per il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, la mancata inclusione dei regi decreti nelle norme da salvare è dovuta al fatto che i provvedimenti sono regolamenti: per le professioni non c'è alcuna ripercussione, in quanto sono state salvate le relative le norme di rango primario. Tuttavia, per i presidenti delle professioni, Massimo Gallione (architetti), Giovanni Rolando (ingegneri) e Armando Zingales (chimici) la «mancata inclusione nell'elenco delle leggi salvate, a fronte di analoga previsione per altri regi decreti, può portare a interpretazioni distorte sulla vigenza. Con effetti anche in materia di appalti pubblici».
La formulazione dell'emendamento ricalca quanto anticipato sabato dal senatore Nino Lo Presti: «Le disposizioni, pubblicate anteriormente al 1° gennaio 1970 delle quali è indispensabile la permanenza in vigore, indicate nell'allegato 1 al decreto legislativo 1 dicembre 2009, n.179, sono integrate con quelle previste nel regio decreto 23 ottobre 1925, n.2537, recante "Approvazione del regolamento per le professioni d'ingegnere e di architetto", e nel regio decreto 1 marzo 1928, n.842, recante "Regolamento per l'esercizio della professione di chimico"».
«A prescindere dalle disquisizioni giuridiche - ha chiarito il senatore Ferrara - sul fatto che i regi decreti siano da considerarsi (o meno) norme di rango secondario e, come tali, non abrogabili dal taglia-leggi, l'emendamento che li recupera servirà a chiarire, inequivocabilmente, la posizione del legislatore sul tema, anche nei confronti di eventuali situazioni future». 
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di L.Ca.
da Il Sole 24ore del 26.01.10


Calderoli rassicura architetti e ingegneri - Semplificazioni. Il ministro precisa la portata delle norme taglia leggi per ingegneri e architetti. Regolamenti ancora validi - In senato correzione di garanzia.

Il ministro Roberto Calderoli precisa al Sole 24 Ore la portata del «taglia-leggi» per le professioni: l'abrogazione non si estende alle disposizioni regolamentari delle categorie tecniche.

ROMA - Il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli rassicura: «Non abbiamo abrogato nessuna norma a fondamento delle professioni di ingegnere e architetto».

Dopo la segnalazione del Sole 24 Ore di ieri sul mancato inserimento del regio decreto 2537 del 1925 nell'elenco degli atti normativi da salvare, il ministro tranquillizza le professioni e spiega il metodo seguito nell'azione di pulizia legislativa. «Il regio decreto 2537 ha natura di regolamento attuativo della legge 1395 del 1923, che è stata ricompresa nell'elenco delle norme da mantenere in vita. Dunque, a cascata, il regolamento continua a essere in vigore». Ecco perché per il ministero della Semplificazione non è necessario ricomprendere nell'elenco degli atti meritevoli di essere conservati (contenuto nel decreto legislativo 179/2009) il regio decreto 2537·

Il decreto legislativo 179 ha selezionato 2.375 provvedimenti normativi da salvare, di cui 1.187 sono stati approvati prima del 1951. «L'operazione taglia-leggi è molto complessa ed errori - ammette il ministro - sono possibili. Nel caso di ingegneri e architetti, però, la verifica effettuata ci fa stare tranquilli».

La lista del decreto legislativo enumera tuttavia anche regi decreti che, a differenza di quello del 1925 su ingegneri e architetti, sono stati confermati in vita in modo esplicito. Per esempio, il regio decreto 37 del 1934 relativo agli avvocati: ma in questo caso la rubrica parla - fa notare il ministero - di «norme integrative e di attuazione». Dunque il regolamento assume il carattere di fonte primaria e perciò meritevole di esplicita conferma.

«Abbiamo passato al setaccio - dice il ministro Calderoli - 435mila norme, abbiamo dovuto consultare "Gazzette Ufficiali" vecchie di cent'anni e più, visto che alcuni provvedimenti erano addirittura preunitari. È stato un lavoro enorme che ha richiesto più di un anno. Proprio la complessità dell'opera ci ha consigliato di procedere con prudenza: abbiamo previsto un periodo cuscinetto che scade il 31 dicembre per cautelarci da errori».

Al termine di quest'opera di ripulitura, spiega Calderoli, «avremo un censimento completo delle leggi. Su questa base stiamo preparando una banca dati gratuita, accessibile a tutti i cittadini, probabilmente da febbraio. La consultazione potrà avvenire non solo attraverso gli estremi dell'atto, ma anche per argomento».

Le rassicurazioni di Calderoli sull'integrità dei fondamenti giuridici delle professioni di ingegneri e architetti, in particolare sul regio decreto 2537, sono state accolte con «soddisfazione» dai presidenti dei Consigli nazionali, Massimo Gallione (architetti) e Giovanni Rolando (ingegneri), che in serata hanno diffuso un comunicato congiunto.

«La questione sollevata oggi (ieri, ndr) dal Sole 24 Ore tuttavia sussiste e può determinare - spiegano Gallione e Rolando - gravi ripercussioni sia sul funzionamento del sistema ordinistico che delle attività delle categorie, in primis nel settore degli appalti pubblici. Nell'elenco del taglialeggi non ci sono solo leggi, ma diversi regi decreti, anche con riferimento alla stessa professione dell'architetto. Il regio decreto 2537/1925 disciplina oggetto e limiti delle due professioni nonché il funzionamento degli Ordini. La sua mancata inclusione nell'elenco delle leggi salvate può portare a interpretazioni distorte sulla sua vigenza».

Per questo, Gallione e Rolando chiedono che si approvi «quanto prima» l'emendamento annunciato dall'onorevole Nino Lo Presti. Le parole dei due presidenti sono condivise dal presidente del Consiglio nazionale dei chimici, Armando Zingales, che segnala «l'esigenza di inserire nell'elenco anche il regio decreto 1 marzo 1928, n.842, il regolamento per l'esercizio della professione di chimico», per evitare incertezze giuridiche. Per il ministero, tuttavia, anche nel caso dei chimici le norme regolamentari non sono interessate dal taglialeggi.

A questo punto si attende che al Senato sia presentato l'emendamento al decreto legge milleproroghe messo a punto da Nino Lo Presti, responsabile professioni per il Pdl. La proposta dovrebbe veicolare anche il regio decreto relativo ai chimici. Per la presentazione dell'emendamento c'è tempo fino a lunedì mattina. «È necessario rimediare in tempi stretti a un errore materiale, senza aspettare che il decreto legge arrivi alla Camera», afferma Lo Presti.
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  • LE REAZIONI - Soddisfazione dalle categorie che insistono però per un intervento che elimini qualsiasi interpretazione sfavorevole
  • TRASPARENZA - Da febbraio sarà disponibile la banca dati online che censisce tutta la normativa per numero e parola chiave

I decreti e l'emendamento

  • Le regole per ingegneri e architetti: La legge 1395/1923 «Tutela del titolo e dell'esercizio professionale degli ingegneri e degli architetti». Inclusa nel Dlgs 179/2009. Il regio decreto 2537/1925 «Approvazione del regolamento per le professioni d'ingegnere e di architetto». Non incluso nel decreto legislativo 179/2009.
  • Le regole per i chimici: La norma istitutiva dei chimici è il regio decreto legge 103/24 «Disposizioni per le classi professionali non regolate da precedenti disposizioni legislative». Incluso nel decreto legislativo 179/2009. Il regio decreto 842/1928 «Regolamento per l'esercizio della professione di chimico». Non incluso nel Dlgs 179/2009.
  • L'emendamento chiarificatore. L'emendamento annunciato in Senato prevede che: «Le disposizioni, pubblicate anteriormente al 1° gennaio 1970 delle quali è indispensabile la permanenza in vigore, indicate nell'allegato 1 al decreto legislativo 1° dicembre 2009, n.179, sono integrate con quelle previste nel Regio decreto 23 ottobre 1925, n.2537, recante «Approvazione del regolamento per le professioni d'ingegnere e di architetto», e nel regio decreto 1° marzo 1928, n.842, recante «Regolamento per l'esercizio della professione di chimico».

 

di Maria Carla De Cesari - Federica Micardi
da Il Sole 24ore del 23.01.10


Lunga vita agli ingegneri

La legge istitutiva delle professioni di ingegnere e di architetto è viva e vegeta. Lo ribadisce il ministro per la semplificazione, Roberto Calderoli, in risposta alle informazioni di stampa circolate nei giorni scorsi circa l'abrogazione del regio decreto 23 ottobre 1925, n. 2537 per effetto della ripulitura del codice delle leggi. Precisa una nota di Calderoli che il regolamento per l'attuazione e il coordinamento della legge 24 giugno 1923, n. 1395, per la tutela del titolo e dell'esercizio professionale degli ingegneri e degli architetti, è stato espressamente salvato nell'Allegato 1 (record 154) al decreto legislativo n. 179/2009.

 

pag. 31
da Italia Oggi del 23.01.10


SEMPLIFICAZIONE CON SVISTA - Ingegneri e architetti nell'oblio. La mannaia del taglialeggi cancella gli ingegneri. Professioni. La norma istitutiva è finita nel «taglialeggi».

Non tutte le semplificazioni riescono come si deve. Prese dal lodevole obiettivo di sfrondare da norme obsolete le leggi d'Italia, le forbici vanno talvolta un po' a casaccio. L'ultimo taglio, nel decreto legislativo 179 varato l'anno scorso dal ministro Roberto Calderoli, ha colpito anche la disciplina che ha istituito, nel 1925, gli Ordini degli ingegneri e degli architetti.

«Un errore materiale, nulla di intenzionale», precisa Nino Lo Presti, responsabile professioni del Pdl, che sta correndo ai ripari con un emendamento al milleproroghe, per salvare dal macero il regio decreto 23 ottobre 1925, n.2537.

Nulla di intenzionale, certo. Ma per Calderoli non si tratta del primo lapsus sugli Albi: nel 2008, con il decreto legge 200, aveva elencato tra le norme da cancellare tutte quelle d'anteguerra che reggono il sistema delle professioni. Un modo davvero un po' rude per invitare alla riforma degli Ordini. 

Un emendamento al decreto legge milleproroghe salverà ingegneri e architetti dall'oblio giuridico. Sì, perché la legge istitutiva delle due professioni, il regio decreto 23 ottobre 1925, n.2537, non è stato ricompreso, nel Dlgs 179/2009, tra le norme da salvare nell'ambito dell'operazione voluta dal ministro Roberto Calderoli di ripulitura del codice delle leggi. E così, dallo scorso 15 dicembre, le professioni di ingegnere e architetto non avrebbero più fondamento giuridico.

«È un errore materiale», si affretta a dire Nino Lo Presti, responsabile delle libere professioni per il Pdl. «Sfido chiunque - dice il deputato del Pdl- a trarre conclusioni diverse». Il deputato ha già individuato il rimedio: un emendamento al Dl milleproroghe in discussione al Senato. «I colleghi si faranno carico della correzione. Non possiamo aspettare che il provvedimento arrivi alla Camera, dove magari sarà blindato. Meglio non correre rischi».

L'emendamento presentato è secco: «Le disposizioni, pubblicate anteriormente al 1° gennaio 1970 delle quali è indispensabile la permanenza in vigore, indicate nell'allegato 1 al decreto legislativo 1 dicembre 2009, n.179, sono integrate con quelle previste nel Regio decreto 23 ottobre 1925, n.2537, recante «Approvazione del regolamento per le professioni d'ingegnere e di architetto». Nessuna norma di salvaguardia, per questo periodo di interregno in cui ingegneri e archietti hanno perso la "riconoscibilità" giuridica. Il ragionamento è che «nessuno può pensare che l'abrogazione sia un atto intenzionale del legislatore».

Intanto, sempre in tema di professioni, ieri alla Camera in commissione congiunta Giustizia e Attività produttive si è parlato della direttiva servizi, la 123/2006/Ce (l'ex direttiva Bolkestein, si veda «Il Sole 24 Ore» del 18 dicembre). In attesa del parere sul decreto di recepiemento, che sarà espresso la prossima settimana, i dottori commercialisti hanno preparato un documento per evidenziare alcune criticità.

Prima di tutto si sottolinea l'importanza di definire in modo più chiaro cosa sono le "professioni regolamentate", proponendo una definizione ad hoc oppure di rimandare alla definizione contenuta nella direttiva qualifiche (36/2005/Ce). Da precisare anche, secondo i commercialisti, le funzioni affidate allo sportello unico, che riguardano i prestatori d'opera in generale; per i professionisti iscritti agli albi quelle stesse funzioni sono prerogativa dell'ordine o, in un'ottica di semplificazione, possono essere affidate ai consigli nazionali. Maggior chiarezza viene chiesta per gli obblighi di copertura assicurativa, da commisurare alla natura e alla portata del rischio. Da regolamentare in modo più puntuale l'attività professionale svolta in forma associata, anche da società estere e in forma temporanea. Per evitare errori interpretativi i dottori commercialisti tornano sulla questione delle "associazioni", che nel lessico della direttiva sono l'equivalente anglosassone degli Ordini. La direttiva, dunque, non deve diventare il veicolo per riconoscere associazioni di professionisti alternative agli Ordini.
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  • CORSA AI RIPARI - Nel «milleproroghe» il regio decreto del 1925 sarà ricompreso tra le disposizioni da conservare

 

di Maria Carla De Cesari - Federica Micardi
da Il Sole 24ore del 22.01.10

 

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vedi anche:

Semplificazione & complicazioni

di Enrico Milone - Taglia/Salva leggi

Dlgs Salva-leggi - Lettera al Ministero

Dlgs 179/09 e RD 2537/25

E' Legge il Taglia-Leggi

Conversione DL 200/08 - agg. rassegna stampa

Un emendamento «ripesca» 559 disposizioni

Dl Taglia-Leggi & Albi - agg. rassegna stampa

Semplificazioni pericolose: rinvio di 6 mesi

Dl Taglia-Leggi & Albi - agg. rassegna stampa

Colpo di forbice a 29mila leggi

Decreto Taglia-leggi - rassegna stampa

Decreto Taglia-leggi - Lettera al CNAPPC

Abrogazione leggi ordinamento professione architetto

Un buco normativo per la professione (?)

di Enrico Milone - Decreto TAGLIA-LEGGI


data pubblicazione: giovedì 28 gennaio 2010
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