E' legge il decreto emergenze
Dl 195/09 Protezione Civile - agg. rassegna stampa
Sì del Senato, è legge il decreto emergenze. Ordine del giorno su appalti e trasparenza.
ROMA - Il decreto emergenze è legge. I sì al provvedimento che mette fine all'emergenza rifiuti in Campania e affida la ricostruzione dell'Abruzzo al presidente della regione Gianni Chiodi - sono stati 136 (Pdl e Lega), i no 105 (Pd, Idv e Udc), 6 gli astenuti. Nonostante sia giunto al traguardo finale alleggerito delle norme sgradite alle opposizioni - dalla trasformazione in Spa della Protezione civile allo scudo per i commissari alle emergenze in Campania - non si sono allentate le polemiche. Nelle dichiarazioni di voto in aula, Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, ha detto che il decreto è avvolto da «tante ombre». In particolare, la correlazione fra grandi eventi ed emergenza, «che è la madre di ogni guaio perché moltiplica il rischio continuo che si deroghi a ogni regola e a ogni controllo».
Respinto l'ordine del giorno del Pd che chiedeva di sollevare la Protezione civile dalla gestione dei grandi eventi, il governo ha accolto un odg dei democratici, con il placet di Bertolaso, che impegna l'esecutivo e la Protezione civile a rendere pubblici i nomi degli appaltatori, dei sub appaltatori, dei consulenti, ma anche le procedure di selezione, il valore economico delle singole commesse e l'eventuale esistenza di contenziosi. La cosiddetta "operazione trasparenza", avverrà, spiega il senatore Luigi Zanda (Pd), «anche tramite il sito internet della Protezione civile».
Piace poco all'opposizione anche la decisione, introdotta alla Camera, di assegnare un prezzo al termovalorizzatore di Acerra (355 milioni): viene giudicato «assurdo» fissare per legge il valore di una struttura industriale privata con funzioni di rilevanza pubblica.
Nel provvedimento approvato definitivamente dal Senato, lo stop di 6 mesi ai tributi in tutte le situazioni di calamità, disposizione che sarà disciplinata da un decreto Economia. Previsto poi un iter più snello nella localizzazione ed espropriazione delle aree dove realizzare nuove carceri. I prefetti saranno incaricati di vigilare per prevenire infiltrazione mafiose nel corso dei lavori.
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di Nicoletta Cottone
da Il Sole 24ore del 26.02.10
In Gazzetta la conversione del decreto sulle emergenze
È legge il dl sulle emergenze e sulla Protezione civile. Il senato ha dato ieri il via libera al testo del dl 195 del 2009 uscito dalla camera con importanti modifiche al provvedimento originario. Due gli stop che caratterizzazano il provvedimento, che sarà oggi in Gazzetta Ufficiale: no alla Protezione civile spa e no anche allo «scudo» giudiziario penale per i commissari straordinari in Campania. Varata, invece, la sospensione dei tributi fino a sei mesi per le zone colpite da calamità naturali e la regolarizzazione del personale operante nel ciclo dei rifiuti in Campania.
Via la protezione civile spa. Cancellata alla camera la contestata norma che, «al fine di garantire economicità e tempestività agli interventi del dipartimento della protezione civile della presidenza del consiglio», costituiva una società per azioni di interesse nazionale denominata appunto Protezione civile spa.
Stop ai tributi per le aree calamitate. Si prevede la sospensione, disciplinata con decreto del ministero dell'economia, fino a sei mesi dei versamenti tributari e contributivi per i soggetti che subiscono danni da calamità naturale. Il diritto è subordinato alla dichiarazione da parte del governo dello stato di emergenza. I tributi sospesi devono essere versati al termine della pausa in un numero massimo di ventiquattro rate di pari importo».
Scudo non penale per strutture commissariali in campania. Il provvedimento prevede che fino al 31 gennaio 2011 non possano essere intraprese azioni giudiziarie «civili, amministrative e arbitrali» nei confronti delle strutture commissariali e dell'Unità stralcio istituita dal decreto emergenze per la chiusura dell'emergenza rifiuti in Campania e che quelle pendenti siano sospese.
Per legge il prezzo del termovalorizzatore di Acerra. L'importo dell'impianto viene fissato in 355 milioni di euro. Il testo del provvedimento uscito in prima lettura dal senato, invece, stabiliva che il valore sarebbe stato determinato dall'Enea entro 30 giorni dall'entrata in vigore del decreto. Il costo del termovalorizzatore non sarà più coperto con i fondi Fas: si prevede che «a decorrere dal 10 gennaio 2010, nelle more del trasferimento della proprietà, la presidenza del consiglio dei ministri-dipartimento della protezione civile mantiene la piena disponibilità, utilizzazione e godimento dell'impianto ed è autorizzata a stipulare un contratto per l'affitto dell'impianto stesso, per la durata di 15 anni».
Stop a regime speciale per inchieste su rifiuti. Finisce il regime giudiziario speciale in materia di rifiuti. Soppresso il comma 2 dell'articolo 10-bis del decreto emergenze che prorogava per 12 mesi la competenza esclusiva del procuratore della repubblica presso il tribunale di Napoli nei procedimenti relativi ai reati riferiti alla gestione dei rifiuti e ai reati in materia ambientale nella regione Campania.
Regolarizzazione precari. Viene regolarizzato con contratti a tempo indeterminato il personale operante presso gli impianti di selezione e trattamento dei rifiuti di Santa Maria Capua Vetere, Battipaglia, Casalduni e Pianodardine.
Croce rossa italiana. Soppressa l'attribuzione al dipartimento della protezione civile delle funzioni di vigilanza sulla Cri.
Stop alla formazione dei pubblici dipendenti. Soppresse le norme sulla formazione continua dei pubblici dipendenti e sul relativo fondo inserite in prima lettura al senato.
di pag. 28
da Italia Oggi del 26.02.10
Bufera su Bertolaso. «La Protezione civile non è una cupola». Il sottosegretario: ogni appalto all'Aquila è passato per gare ufficiali.
ROMA - Giovedì si chiude in Senato il tormentato capitolo del decreto Protezione civile che scrive la parola fine all'emergenza rifiuti in Campania e affida la ricostruzione dell'Abruzzo al presidente della regione Gianni Chiodi. Proprio il governatore abruzzese ha annunciato ieri che saranno usate procedure ordinarie con «deroghe solo in situazioni di particolare urgenza». Il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, ha rivendicato il successo delle opposizioni che hanno frenato «un meccanismo perverso che è ai margini della democrazia»: il riferimento è alla cancellazione di «Protezione civile servizi spa» e allo scudo per i commissari.
Guido Bertolaso, che ieri sera ha incontrato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, ha nuovamente difeso la Protezione civile: «Non è una cupola che distribuisce appalti o favori» e ha puntato il dito contro i processi sommari che «si facevano durante il fascismo», rivelando che «in molti mi hanno chiesto appalti all'Aquila, ma ogni appalto è passato per una gara ufficiale».
Anche se il decreto legge è ormai blindato e il relatore Antonio D'Alì (Pdl) precisa che non ci sono margini di modifica, si apre il dibattito sul futuro della Protezione civile. Lo stesso D'Alì annuncia che presenterà la prossima settimana un disegno di legge per la nascita di una società di servizi, strumentale alla Protezione civile. Il provvedimento prevede una separazione fra le procedure di emergenza da quelle di urgenza. «Le emergenze - spiega D'Alì -, saranno fatti imprevedibili come le calamità naturali e saranno trattate con lo strumento delle ordinanze, mentre si dovranno affrontare con decreto legge le urgenze che sono fatti conosciuti con scadenze precise che non si possono gestire con strumenti ordinari, ma ricorrendo a deroghe».
Un tema - quello della separazione dei grandi eventi dalle calamità naturali - che finora era stato un cavallo di battaglia solo dell'opposizione. In Senato è già depositato un disegno di legge di Luigi Zanda (Pd) che in un solo articolo cancella l'equiparazione fra grandi eventi ed emergenze, perché - spiega Zanda - «mentre le eccezioni e le deroghe al sistema sono ragionevoli nel caso di grandi calamità, non c'è nessuna ragione per derogare le regole su appalti, trasparenza e concorrenza per preparare eventi che a volte non sono nemmeno tanto grandi».
Sfogliando le pagine della Gazzetta ufficiale si leggono una raffica di ordinanze legate ad eventi: da quelle del 2002 e 2003 sul semestre di presidenza italiana alla Ue fino all'Expo di Milano del 2015. Ma anche le canonizzazioni di Padre Pio o del Beato Escrivà, o i Giochi del Mediterraneo di Pescara. Lo stesso disegno di legge elaborato da Zanda sarà presentato alla Camera da Ermete Realacci, «Si distingua nettamente - dice Ermete Realacci, deputato del Pd - il sistema di Protezione civile dalla questione dei grandi eventi, che è la madre di tutte le degenerazioni».
Sono contrario, dice il senatore Giampiero D'Alia, capogruppo Udc al Senato, «ai grandi eventi gestiti dalla Protezione civile perché non si tratta di fatti imprevedibili o emergenziali, ma solo del fallimento dell'ordinaria amministrazione pubblica che non svolge le attività che gli spettano e sceglie di percorrere la strada delle procedure in deroga per inefficienze funzionali».
Dal terremoto dell'Irpinia del 1980, la protezione civile nasce per porre mano alle calamità naturali, «tutto il resto è qualcosa che qualcuno si è inventato - dice il capogruppo dell'Idv al Senato Felice Belisario - per gestire eventi al di fuori di ogni regola e di ogni controllo». Per Belisario dare alla protezione civile la gestione dei mondiali di nuoto o dell'Expo di Milano, e quindi l'accesso alle procedure in deroga, significa «avallare una gestione disinvolta di problematiche che non hanno nulla a che fare con la Protezione civile».
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- IL DECRETO - Giovedì sì definitivo al Dl sui rifiuti in Campania. D'Alì (Pdl): ora separare le procedure di emergenza da quelle di urgenza
IL TIMING DEL DECRETO
- La tabella di marcia. Decreto Protezione civile al capolinea al Senato, con una tabella di marcia rapidissima. Il provvedimento sbarca a palazzo Madama in commissione Ambiente da martedì pomeriggio, per ricevere un rapido via libera per l'aula. Lì il provvedimento, che scade il 28 febbraio, dovrebbe essere approvato, salvo imprevisti, giovedì.
- Testo blindato. Non ci sono spazi per nessun tipo di modifica, ha sottolineato il relatore Antonio D'Ali (Pdl). Il testo, dunque, sarà blindato, ma dovrebbe passare il vaglio dell'aula senza la fiducia. Fiducia che per ora non è stata autorizzata.
- Le modifiche della Camera. Alla Camera il decreto ha perso la Protezione civile spa e lo scudo per i commissari, ma ha acquistato la sospensione di sei mesi del pagamento dei tributi in caso di calamità.
di Nicoletta Cottone
da Il Sole 24ore del 21.02.10
Stato di emergenza continuo. La pioggia di ordinanze e decreti. Da Palazzo Chigi 185 provvedimenti nel 2009.
ROMA - Dal traffico ai rifiuti, dagli eventi sismici alle frane, alle avversità atmosferiche, ma anche i mondiali di nuoto di Roma, i Giochi del Mediteraneo, le misure per le celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia, l'Expo 2015 o l'organizzazione della Louis Vuitton World Series all'Arcipelago della Maddalena. Nelle 105 ordinanze di Protezione civile e negli 80 decreti del presidente del Consiglio dei ministri del 2009 che dichiarano o prorogano lo stato di emergenza, si mescolano catastrofi naturali e ambientali con i grandi eventi affidati al pool di Bertolaso.
Tragedie come il sisma che ha distrutto il 6 aprile scorso l'Abruzzo o l'incidente ferroviario nella stazione di Viareggio. Situazioni che hanno messo in ginocchio intere città, come l'emergenza rifiuti in Campania, con tutti i problemi legati allo smaltimento. Fra le emergenze c'è anche il nuovo palazzo del cinema e dei congressi di Venezia.
I decreti presidenziali sono il primo passo di una procedura che consente di emanare ordinanze in deroga alle leggi, ma anche ai piani regolatori o alle gare d'appalto. Una procedura dal 2001 allargata ai grandi eventi, definita «opaca» dall'opposizione e dal mondo imprenditoriale, perché sottrae alla trasparenza grandi quantità di appalti che muovono miliardi. La polemica è legata soprattutto all'abuso nell'utilizzo del sistema di decreti e ordinanze, anche se non sempre si ricorda, sottolinea il deputato del Pd Ermete Realacci, «che nel 2004 il premier Berlusconi emanò una direttiva molto netta, per rispondere a una procedura di infrazione della Ue che parlava della possibilità di utilizzare quei metodi e meccanismi solo in occasione di interventi che non fossero giustificati da situazioni di inerzia o da ritardi e nell'ipotesi di assoluta eccezionalità dell'emergenza, da valutarsi in relazione al grave rischio di compromissione dell'integrità della vita umana».
La prima ordinanza in deroga fu firmata dall'allora commissario straordinario Giuseppe Zamberletti per l'emergenza legata al terremoto in Irpinia. Poi fu la legge 225/1992 a dettare i confini delle ordinanze in deroga della protezione civile, allargate nel 2001 dal decreto legge 343/2001, che parificò i «grandi eventi» agli stati d'emergenza, affidandoli in gestione alla Protezione civile.
Nel 2010 sono già 34 i decreti presidenziali, 11 le ordinanze in Gazzetta: ci sono le disposizioni urgenti per il soccorso della popolazione di Haiti colpita dal terremoto, l'eccessivo affollamento delle carceri, l'emergenza traffico nell'asse autostradale della A4 Quarto d'Altino-Trieste e nel raccordo Villesse-Gorizia, l'emergenza ambientale a Napoli e Messina causata dal traffico.
Ancora, la bonifica delle discariche pubbliche di Manfredonia, la crisi ambientale determinata dal fiume Aterno, le emergenze di Lampedusa, Linosa e Pantelleria, legate alle criticità del sistema portuale, ma anche la messa in sicurezza della diga di Beauregard, nel comune di Valgrisenche. Prorogato anche lo stato di emergenza per l'inquinamento e la crisi idrica dei comuni a sud della Capitale, serviti dall'acquedotto del Simbrivio.
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di Nicoletta Cottone
da Il Sole 24ore del 21.02.10
Ok al decreto emergenze - Sì della Camera al decreto Bertolaso. Napolitano: positivo il confronto senza ricorso alla fiducia - Il governo va sotto tre volte.
ROMA - Senza fiducia e alleggerito delle norme più indigeste all'opposizione - dalla trasformazione in spa della Protezione civile allo scudo giudiziario per i commissari alle emergenze in Campania - il decreto Bertolaso ha ottenuto il via libera dall'aula di Montecitorio non senza scossoni. Voti favorevoli 282, da Pdl e Lega, 246 no da Pd, Idv, Udc e Api (Rutelli). Un astenuto.
Soddisfatto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per il «positivo confronto» fra maggioranza e opposizione sul provvedimento, che ha portato a «libere votazioni» e a un'intesa sui tempi per giungere al voto finale senza fare ricorso alla fiducia. Un precedente significativo, ha detto il capo dello Stato, «per una auspicabile evoluzione dei rapporti tra i diversi schieramenti parlamentari» che conduca al pieno rispetto del ruolo e delle prerogative del Parlamento.
In aula, però, è proseguito lo scontro su Guido Bertolaso, con l'Idv che ne ha nuovamente chiesto le dimissioni (in quanto «colpevole senza appello», ha detto Massimo Donadi) e la maggioranza che ha tributato al capo della Protezione civile una standing ovation prima del voto. Il sottosegretario alla protezione civile ha ribadito che le sue dimissioni «sono sempre sul tavolo» del premier e si è detto intenzionato a fare il proprio lavoro «fino a quando me lo chiedono».
Nonostante l'accordo raggiunto, il decreto ha dunque navigato in acque agitate, con il governo battuto per tre volte in aula nella votazione degli ordini del giorno: due frenano sul piano carceri che pure il governo ha affidato a una gestione commissariale. Hanno pesato le assenze registrate nelle file della maggioranza, nonostante la presenza di una decina di sottosegretari e alcuni ministri «precettati». Approvati due ordini del giorno presentati dal Pd e uno dall'Udc su cui il governo aveva espresso parere negativo. L'odg di Anna Rossomando (Pd) impegna a dare priorità alla ristrutturazione e alla messa a norma delle case circondariali esistenti, quello di Cinzia Capano (Pd) chiede di utilizzare negli appalti per costruire nuove carceri una black list di fornitori e prestatori di servizi per evitare soggetti a rischio inquinamento mafioso nei contratti e subappalti per lavori, servizi e forniture di opere. Firmatari del terzo odg, approvato contro il parere del governo, un tris di onorevoli dell'Udc (Lorenzo Ria, Roberto Rao e Michele Vietti) che hanno chiesto sia vincolante l'intesa stipulata con i comuni nelle aree interessate alla costruzione di nuovi istituti di pena: visto che sarà in atto un iter eccezionale per la localizzazione e l'espropriazione delle aree, si vuole evitare che le scelte siano effettuate senza la condivisione dell'ente locale interessato.
Il provvedimento esce alleggerito in molte parti dall'esame a Montecitorio. Cancellata la contestata norma sulla «protezione civile servizi spa», con la soppressione dell'articolo 16 (salva solo la parte dedicata alla gestione della flotta aerea del dipartimento della protezione civile nel quadro delle attività di contrasto degli incendi boschivi). La Croce rossa, poi, non sarà più posta sotto la vigilanza della protezione civile.
È stato fissato, inoltre, in 355 milioni di euro il valore del termovalorizzatore di Acerra, che nel testo originale doveva essere calcolato da uno studio Enea. Introdotto uno stop di sei mesi ai tributi dovuti nelle aree colpite da calamità, anche se la sospensione sarà disciplinata da un decreto dell'Economia. Viene, poi, regolarizzato a tempo indeterminato il personale che opera presso gli impianti di selezione e trattamento dei rifiuti di Santa Maria Capua Vetere, Battipaglia, Casalduni e Pianodardine. Assunzioni anche in soprannumero nel consorzio unico di bacino delle province di Napoli e Caserta.
Scomparsa anche la norma che prevedeva l'inquadramento come dirigenti di prima fascia del ministero dei Beni culturali dei dipendenti che esercitavano già funzioni dirigenziali. La disposizione riguardava «una sola persona», ha ammesso Guido Bertolaso: secondo la Uil sarebbe l'attuale capo di gabinetto del ministro Bondi, Salvatore Nastasi.
Il decreto passa al Senato. «Non ci sono margini di modifica», conferma il senatore Antonio D'Alì (Pdl), relatore del provvedimento a Palazzo Madama. La tabella di marcia prevede da martedì l'esame in commissione Ambiente per approdate giovedì in aula e chiudere il giorno stesso.
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- PIANO CARCERI - Le opposizioni coalizzate hanno battuto la maggioranza su tre ordini del giorno relativi all'emergenza negli istituti di pena
Le novità del decreto licenziato da Montecitorio
- 1 - La Protezione civile non diventerà una spa. Nel decreto approvato ieri dalla Camera dei deputati è stato soppresso il contestatissimo articolo 16 che dava vita a una Spa per la gestione operativa di alcune attività della Protezione civile. Salvata solo la parte dedicata alla gestione della flotta aerea del dipartimento nel quadro delle attività di contrasto degli incendi boschivi.
- 2- Il termovalorizzatore di Acerra vale 355 milioni. Fissato in 355 milioni di euro il valore del termovalorizzatore di Acerra. Si prevede di trasferire la sua proprietà alla regione. Se ciò non accade, però,la proprietà passa automaticamente alla Protezione civile. In attesa del trasferimento, il dipartimento può prenderlo in affitto a un canone mensile di 2,5 milioni per un massimo di 15 anni.
- 3 - Eliminato lo «scudo» per i commissari. Saltata la misura che prevedeva, fino al 30 gennaio 2011, l'impossibilità di intraprendere azioni giudiziarie, civili, amministrative e arbitrali, verso le strutture commissariali che si occupano dell'emergenza rifiuti in Campania. La misura cassata stabiliva anche la sospensione dei procedimenti pendenti.
- 4 - Croce rossa: competenza non più del dipartimento. Contrariamente a quanto era stato previsto nel testo che era stato approvato da Palazzo Madama, la vigilanza sulla Croce rossa italiana nel corso della fase di commissariamento dell'ente non rientrerà più tra le nuove competenze affidate al dipartimento della Protezione civile.
- 5 - Aree colpite da calamità: tasse sospese per 6 mesi. Prevista la sospensione dei tributi per sei mesi per tutte le situazioni in cui si registrano calamità naturali. Lo stop però sarà disciplinato, si precisa nel testo approvato da Montecitorio, «con decreto del ministro dell'Economia». Il diritto è subordinato alla dichiarazione da parte del governo dello stato di emergenza.
- 6 - Carceri: maggioranza battuta per tre volte. Governo battuto in aula su tre ordini del giorno di Pd e Udc. Il primo dà priorità alla ristrutturazione delle carceri esistenti. Il secondo prevede una black list di fornitori e prestatori di servizi negli appalti per nuove strutture, mentre il terzo rende vincolante l'intesa con i comuni nella localizzazione delle nuove carceri.
di Nicoletta Cottone
da Il Sole 24ore del 20.02.10
Per i rifiuti campani debiti da un miliardo, riparte la riscossione
ROMA - Lo hanno battezzato «scudo» pro-Bertolaso o pro-commissari, ma la sua cancellazione in Parlamento tocca meno le procure e più le imprese. A brindare per la sua soppressione saranno le aziende che vantano crediti, spesso annosi, con i commissari straordinari dei rifiuti in Campania: dalla fine del mese potranno accelerare la riscossione delle somme loro dovute.
Non ci sono cifre ufficiali, ma le stime fatte dai tecnici della protezione civile e della gestione commissariale campana, arrivata ormai alla sua conclusione, parlano di un miliardo di euro di richieste avanzate dai fornitori e dagli appaltatori nel corso dei quindici anni di commissariamento e non ancora riscosse. Una cifra che rappresenta la partenza delle transazioni, ma crea comunque qualche preoccupazione anche a via XX settembre, al ministero dell'Economia.
L'emendamento Pd-Idv-Udc approvato giovedì in Parlamento elimina una norma molto dubbia su cui anche il Quirinale aveva espresso perplessità. Il congelamento dei debiti di una pubblica amministrazione per legge è parso a molti di dubbia costituzionalità.
Il quinto comma dell'articolo 3 aveva congelato, fino al 31 gennaio 2011, tutti i debiti dei commissari straordinari con le imprese e con i fornitori. Per meglio dire, la norma del decreto legge bloccava tutte le azioni giudiziarie e arbitrali promosse dalle imprese e dagli altri creditori, rinviando al 1° febbraio la prosecuzione dell'iter. Congelati i debiti del super-commissario durato 15 anni, le casse dello stato ne avrebbero beneficiato almeno per il 2010.
Ora tutto cambia, i crediti escono dal freezer. Dall'entrata in vigore della legge di conversione, presumibilmente il 28 febbraio, le imprese potranno tornare a promuovere cause e arbitrati e riprenderanno il cammino quelle già avanzate. Per lo Stato il maggiore esborso nel 2010 è difficile da quantificare, ma sarà dell'ordine di alcune centinaia di milioni.
Alla somma stimata di un miliardo di richieste già depositate, che è al netto delle eventuali spese giudiziarie e degli interessi monetari, si aggiungeranno le nuove richieste. Viceversa, le istanze presentate dalle imprese non tengono conto di transazioni che in questi casi avvengono spesso fra le parti.
La parte dell'articolo 3 che sopravvive al passaggio alla Camera prevede la costituzione di un'unità stralcio che dovrebbe accompagnare la fase di transizione dai vecchi commissari alla gestione ordinaria. La missione principale di questa nuova struttura è accertare per via amministrativa la «massa attiva e passiva» delle attività dei commissari straordinari che dal 1994 si sono succeduti. «Questo è necessario - spiegano i tecnici - perché non c'è un vero archivio per capire quale sia la reale situazione creditizia, molti documenti non esistono più, spesso sono mancati i passaggi di consegna fra un commissario e l'altro». Anche sul lato dei crediti, la gestione del commissario straordinario può vantare somme tutt'altro che irrilevanti. Al momento la stima dei crediti presso gli enti locali campani ammonterebbe a 314 milioni di euro.
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- LO «SCUDO» SOPPRESSO - Il decreto congelava la situazione debitoria dei commissari straordinari, ora le azioni di rivalsa dei privati escono dal freezer
di Giorgio Santilli
da Il Sole 24ore del 20.02.10
Ok della camera al dl emergenze
È un decreto che ha perso un bel po' di pezzi strada facendo, complice lo scoppio del Berto-gate. Ieri la camera ha approvato il decreto legge su emergenze e protezione civile che adesso tornerà al senato. Il provvedimento, complice l'inchiesta della procura di Firenze, ha visto nei giorni scorsi la soppressione della norma che avrebbe dotato la protezione civile di una società per azioni dedicata ai servizi. Uno strumento per garantire meggiore efficienza, aveva detto Bertolaso, che però non ha potuto evitarne la cancellazione dopo le polemiche seguite all'inchiesta. Il testo ha anche smarrito la norma che avrebbe garantito agli uomini della protezione civile uno scudo civile e amministrativo relativo all'emergenza rifiuti in Campania.
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da Italia Oggi del 20.02.10
Protezione civile: decreto senza fiducia. La mediazione di Fini. Salta lo «scudo».
ROMA - Un passo indietro sulla fiducia in cambio della cancellazione dello scudo giudiziario per i commissari alle emergenze in Campania. L'accordo raggiunto sul decreto Protezione civile in aula alla Camera, dopo una mattinata di discussioni, intese e ripensamenti, cancella una norma contestata dall'opposizione, già modificata nel corso dell'esame in commissione Ambiente, limitandola alle azioni civili e amministrative ed escludendo quelle penali. In pratica fino al 31 dicembre 2011 non potevano essere intraprese azioni giudiziarie e arbitrali contro le strutture commissariali per i rifiuti in Campania e l'unità stralcio che ne prende il posto. In realtà la norma, più che essere uno scudo, era stata costruita ad hoc per bloccare le richieste di pagamento dei crediti vantati dalle imprese. Voto finale sul provvedimento oggi alle 13, poi il ritorno al Senato per il via libera entro fine mese.
L'accordo è stato faticosamente siglato dopo una capigruppo che aveva irritato il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che di fronte ai ripensamenti aveva decretato un avanti tutta, secondo il regolamento, con votazioni «fino a lunedì o addirittura a giovedì». Poi l'accordo.
Le opposizioni esultano e rivendicano il successo, nel metodo e nel merito, della linea adottata: per il segretario del Pd Pierluigi Bersani è una vittoria dell'opposizione, la dimostrazione che «a poco a poco le cose possono cambiare». Per il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, il provvedimento «è stato rimesso sui binari giusti». Per l'Idv è il risultato di «una strenua manovra ostruzionistica» (erano iscritti a parlare in 225 nell'opposizione), anche se Antonio Di Pietro, parla di «provvedimento inutile e dannoso».
L'Aula della Camera ha approvato all'unanimità anche un emendamento della commissione Ambiente che cancella dal decreto emergenze la norma che autorizzava il ministero dei Beni culturali a inquadrare nel ruolo di dirigenti di prima fascia i dipendenti di ruolo del dicastero già titolari di incarichi di funzione dirigenziale che avessero maturato almeno cinque anni di anzianità nell'incarico.
In aula anche un botta e risposta tra il capo della Protezione civile Guido Bertolaso e l'onorevole Ermete Realacci (Pd) sui fondi da destinare alle imprese in Abruzzo. Bertolaso ha garantito l'erogazione immediata, oggi, di 2 milioni di euro per le industrie che hanno subito danni maggiori. E ha annunciato che «con il ministero dell'Economia si sta definendo anche la questione della sospensione dei tributi». Realacci ha chiesto conto dei tempi (entro la settimana prossima), Bertolaso ha alzato la voce. «Checché scriva qualche giornale, io di bugie non ne ho mai dette».
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di Nicoletta Cottone
da Il Sole 24ore del 19.02.10
Dopo lo scandalo della Protezione civile - L'Italia torni paese ordinario
Se vogliamo che dalle vicende e dalle notizie di questi giorni sull'indagine fiorentina in tema di appalti e lavori affidati dalla Protezione civile derivi qualcosa di più dell'ennesimo scandalo, delle consuete polemiche elettorali fra schieramenti opposti e simmetrici (colpevolisti e innocentisti, giustizialisti e garantisti, difensori e censori del governo, difensori e censori della magistratura e così via), dovremmo veramente cercare d'imparare qualcosa dal nostro passato recente. E da imparare c'è molto, sul versante della politica e dell'amministrazione, da un lato, sul versante della giustizia, dall'altro.
Anzitutto sul lato della politica e dell'amministrazione. Qui occorre superare la tentazione di fermarsi agli episodi, magari alla ricerca dei particolari più o meno succulenti per un'opinione pubblica amante del gossip, e guardare con lucidità ai guasti di sistema che emergono, alle scelte di lungo periodo che si rivelano improvvide, e che bisogna rovesciare.
I compiti di protezione civile comprendono, come dice la legge del 1992, previsione e prevenzione dei rischi, attività di soccorso e altre attività dirette a superare l'emergenza connessa agli eventi che si verificano. La struttura ad hoc nasce essenzialmente per gestire le emergenze, e reca dunque in sé, nella propria organizzazione e nelle proprie procedure, il connotato della straordinarietà. Ma in Italia è andata diventando negli anni una sorta di struttura parallela che consente di mettere da parte le strutture e le procedure amministrative ordinarie, e di operare con logiche e con metodi eccezionali: commissari straordinari, ordinanze d'urgenza, derogabilità delle norme vigenti. E questa struttura si è andata gonfiando e arricchendo di compiti a dismisura.
La legge sulla protezione civile prevede la distinzione fra eventi («naturali o connessi con l'attività dell'uomo») che possono essere fronteggiati dalle singole amministrazioni in via ordinaria, anche coordinandosi fra loro, e «calamità naturali, catastrofi o altri eventi che, per intensità ed estensione, debbono essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari». Per questi ultimi si prevede la deliberazione dello «stato d'emergenza» e la conseguente possibilità di avvalersi, per l'attuazione degli interventi di soccorso e di emergenza (intesi unicamente come «iniziative necessarie e indilazionabili volte a rimuovere gli ostacoli alla ripresa delle normali condizioni di vita»), di commissari straordinari e di «ordinanze in deroga a ogni disposizione vigente», sia pure «nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico» (una sorta di legalità "minima").
Solo che molto presto si è cominciato (e si è continuato in modo sempre più massiccio) a estendere il ricorso alle strutture di protezione civile, e ai poteri di ordinanza in deroga, in relazione a situazioni e compiti la cui "straordinarietà" consisteva solo nella loro unicità (anche la realizzazione di una singola opera pubblica è in questo senso sempre "straordinaria") e che hanno sempre meno a che fare con vere emergenze imprevedibili e impreviste. Nel 2001 (decreto legge n.343) si è estesa l'applicazione del potere di ordinanza ai «grandi eventi rientranti nella competenza del dipartimento della Protezione civile e diversi da quelli per i quali si rende necessaria la delibera dello stato di emergenza». E che cosa sono i "grandi eventi", che vengono attribuiti alla competenza della Protezione civile? Possono essere una riunione internazionale (come quella del G-8 che doveva svolgersi alla Maddalena e fu poi spostata all'Aquila); un evento sportivo (i campionati mondiali di nuoto di Roma del 2009); addirittura gli eventi connessi alla celebrazione (imprevedibile?) del 150° anniversario dell'Unità d'Italia nel 2011.
La logica è sempre la stessa: si accantonano gli strumenti normativi e amministrativi ordinari, e si opera più "liberamente" con quelli straordinari. Tutto ciò produce però guasti di fondo nel paese. L'amministrazione ordinaria non funziona? La si lascia alla sua "ordinaria" inefficienza, alle prese con difetti organizzativi, risorse sempre più scarse, prassi invecchiate, culture poco attente al risultato. Impegno politico e risorse si concentrano sulle "emergenze": e l'emergenza "giustifica" tutto, anche procedure non concorrenziali per affidare i lavori, e magari scarsa attenzione ai conflitti e alle commistioni di interessi.
Allora, l'insegnamento da trarre è uno solo: tornare a lavorare e impegnarsi perché l'amministrazione "ordinaria" sia bene organizzata, operi correttamente ed efficacemente, goda delle risorse e delle attenzioni di cui ha bisogno (magari riflettendo sugli esiti delle tante "riforme" realizzate o tentate). Gli italiani hanno bisogno di un paese e di uno stato che funzioni, non di passare da una "emergenza" all'altra.
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- UNA LOGICA DISTORTA - I cittadini hanno necessità di un'amministrazione in grado di funzionare normalmente, non di passare in continuazione da un'emergenza all'altra
di Valerio Onida
da Il Sole 24ore del 19.02.10
Dl emergenze: niente Spa, ma sì alle tasse
Addio protezione civile spa. Ma addio anche alla sospensione automatica dei tributi per le popolazioni colpite da terremoto. Sono tante le «vittime» i cui corpi sono rimasti sul campo di battaglia ieri alla Camera, dove è in dirittura il via libera, senza fiducia, al decreto legge sulle emergenze, viziato dalle inchieste che vedono coinvolto il capo della protezione civile Guido Bertolaso (oggi il via libera del dl che dovrà tornare in Senato per l'approvazione definitiva).
Pur di non far approvare il decreto con la fiducia, il presidente della camera Gianfranco Fini si è messo di traverso, minacciando l'esame di tutti gli emendamenti presentati in applicazione di un vecchio lodo parlamentare, il cosiddetto lodo Iotti (dopo il voto di fiducia si votano anche tutti gli emendamenti, sine die). Il rischio è che il dl sarebbe decaduto visti i tempi stretti per la conversione. Il governo ha quindi fatto dietrofront e ha detto di no alla fiducia, accettando le modifiche al provvedimento approvate in commissione.
Tra queste, oltre allo stop alla protezione civile spa, anche l'eliminazione dello scudo giudiziario per la gestione commissariale dei rifiuti in Campania. E poi è stato eliminato l'automatismo della sospensione di tributi e contributi nelle zone calamitate. Con la nuova formulazione sarà necessario un norma specifica per disporre la sospensione, che dovrà assicurare la copertura degli oneri, e un successivo decreto attuativo del ministero dell'economia. Ultima vittima del decreto rivisto e corretto è stato il capo di gabinetto del ministro dei beni culturali, Sandro Bondi. E' stata infatti eliminata la norma che permetteva la stabilizzazione nel ruolo di direttore generale del ministero dell'attuale capo di gabinetto, Salvatore Nastasi.
di Roberto Miliacca
da Italia Oggi del 19.02.10
- LEGGE 26 febbraio 2010, n. 26
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 195, recante disposizioni urgenti per la cessazione dello stato di emergenza in materia di rifiuti nella regione Campania, per l'avvio della fase post emergenziale nel territorio della regione Abruzzo ed altre disposizioni urgenti relative alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed alla protezione civile. (10G0041) (GU n. 48 del 27-2-2010 - Suppl. Ordinario n.39)
note: Entrata in vigore del provvedimento: 28/02/2010
[fonte: gazzettaufficiale.it - on line entro 60gg dalla data di pubblicazione in GU]
- TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 30 dicembre 2009, n. 195
Testo del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 195 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 302 del 30 dicembre 2009), coordinato con la legge di conversione 26 febbraio 2010, n. 26 (in questo stesso supplemento ordinario a pag. 74 ), recante: «Disposizioni urgenti per la cessazione dello stato di emergenza in materia di rifiuti nella regione Campania, per l'avvio della fase post emergenziale nel territorio della regione Abruzzo ed altre disposizioni urgenti relative alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed alla protezione civile». (10A02577) (GU n. 48 del 27-2-2010 - Suppl. Ordinario n.39)
[fonte: gazzettaufficiale.it - on line entro 60gg dalla data di pubblicazione in GU]
- Argomenti di Architettura - Codice appalti
Articoli e rassegna stampa a partire da febbraio 2005
vedi anche:
Regole semplici, chiare, trasparenti, ma regole.
video della trasmissione otto e mezzo
Il gene dell'emergenza
Codice appalti & DL Protezione Civile - di F. Orofino
Spa cancellata, però il decreto va avanti...
Dl 195/09 Protezione Civile - rassegna stampa
Chi protegge il mercato dalla Protezione Civile Spa?
Dl 195/09 - Lettere a Antitrust e Ance
Che cos'è l'Architettura (?)
Concorsi & Regolamento Codice Appalti - di F.Orofino
Il ruolo del progettista/DL nella MS
Ddl Brunetta - Lettera Ordine Architetti Roma
AAA Progettisti svendesi
Codice Appalti & Progettazione