Manutenzione straordinaria senza Dia (?)

DL Incentivi - rassegna stampa

Liberalizzazione dei lavori in casa, non servirà la dia. Manutenzione straordianaria senza denuncia di inizio attività.

ROMA - Non ci sarà più bisogno della denuncia di inizio attività (dia) per gli interventi di manutenzione straordinaria. La liberalizzazione della maggior parte dei lavori in casa è stata inserita a sorpresa nel decreto legge incentivi varato ieri dal Consiglio dei ministri. La misura - ha detto il premier Silvio Berlusconi - «aggiunge libertà sugli interventi dentro la propria casa, evitando ai cittadini lunghe procedure». Potranno essere eseguiti «senza svolgere pratiche presso i comuni gli interventi che non riguardano le parti strutturali, tutte le modifiche interne, le opere di pavimentazione che potranno essere comunicate anche per via telematica».

Berlusconi ha ricordato il legame con il «piano casa» varato un anno fa di cui questa norma costituisce un pezzo rimasto finora congelato. In questo caso, però le resistenze e le lentezze regionali non c'entrano: era stato il governo, infatti, nel protocollo firmato con i governatori il 1° aprile 2009, a impegnarsi a varare un decreto legge di semplificazione delle procedure che poi non è riuscito a varare. L'opposizione delle sovrintendenze a una norma che riguardava le aree vincolate aveva portato all'accantonamento del decreto legge, riconvertito successivamente all'interno del disegno di legge Calderoli-Brunetta sulle semplificazioni. Ora viene recuperata una parte di quell'originario provvedimento di semplificazione.

La liberalizzazione avviene modificando l'articolo 6 del testo unico sull'edilizia varato con il Dpr 380/2001. Viene così ampliata la gamma di tipologie di intervento che non hanno bisogno della denuncia di inizio attività né di altri titoli autorizzatori per essere realizzati. Alla manutenzione ordinaria, agli interventi volti all'eliminazione delle barriere architettoniche e alle opere temporanee per le attività geognostiche, che già erano liberalizzati, si aggiunge ora un elenco di sette nuove tipologie di lavori fra cui la manutenzione straordinaria è certamente la più importante e vasta.

Conviene anzitutto ricordare quali siano gli interventi di manutenzione straordinaria, secondo la definizione che lo stesso testo unico ne dà: sono «le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni di uso».

Non tutti gli interventi di manutenzione straordinaria vengono per altro ammessi dal decreto legge varato ieri al nuovo regime liberalizzato. La norma prevede infatti tre paletti: non si potranno spostare i muri portanti; non si potranno aumentare la superficie o la volumetria dell'appartamento o modificare la destinazione d'uso; non si potrà frazionare un'unità immobiliare in più unità. Testualmente l'articolo prevede infatti che gli interventi non devono riguardare «le parti strutturali dell'edificio», né comportare «aumento del numero delle unità immobiliari, né implicare «aumento dei parametri urbanistici» (volumetrie e superficie sono appunto i più rilevanti).

Gli altri cinque interventi liberalizzati ieri sono:

  • i movimenti di terra pertinenti all'esercizio dell'attività agricola, compresi gli interventi su impianti idraulici agrari;
  • le opere dirette a soddisfare «obiettive esigenze contingenti e temporanee» e a essere rimosse entro 90 giorni dalla fine delle attività;
  • le serre mobili stagionali; senza strutture in muratura, funzionali all'attività agricola;
  • le opere di pavimentazione e finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta;
  • i pannelli solari, fotovoltaici e termici, senza serbatoio di accumulo esterno, a servizio degli edifici, da realizzare al di fuori dei centri storici;
  • le aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici.

Un aspetto delicato della liberalizzazione riguarda ancora una volta il rapporto con le regioni che sulle procedure edilizie hanno una competenza legislativa primaria. Il testo unico pone una cornice nazionale che può essere integrata o corretta in senso più restrittivo dalle leggi regionali.

Finora le regioni si erano dimostrate più aperte alla semplificazione dello stato centrale soprattutto ricorrendo alla "superdia", l'estensione, cioè, della dia dove in passato era prevista la licenza di costruzione. La decisione di ieri del governo le spiazza però completamente: soltanto la Sardegna aveva finora liberalizzato la manutenzione straordinaria che, come si è visto, può comportare anche interventi pesanti. Tutte le altre regioni prevedono la dia.

Da domani sarà una rivoluzione, anche se le regioni potranno comunque appellarsi ancora una volta a un regime più restrittivo. Un aspetto che rischia di vanificare l'intervento del governo e ridurlo a pura campagna elettorale.
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  • SEMPLIFICAZIONI - Ricompare un pezzo del decreto legge sulle semplificazioni promesso un anno fa in occasione del varo del piano casa
  • Berlusconi. «Aggiungiuamo libertà ed evitiamo ai cittadini lunghe procedure»
  • Possibili conflitti. Modificata una legge nazionale che agisce su competenze regionali

I LAVORI AMMESSI

  • Manutenzione straordinaria. La manutenzione straordinaria comprende gli interventi riguardanti il consolidamento, il rinnovamento e la sostituzione di parti della struttura, anche portanti, delle costruzioni: per esempio i muri di sostegno, le architravi e le solette.
  • Esclusioni. La norma varata ieri esclude però dalla liberalizzazione della manutenzione straordinaria gli interventi sulle «parti strutturali dell'edificio».
  • Servizi igienici e tecnologici. Nella manutenzione straordinaria rientrano anche le opere per la realizzazione di servizi igienici e di servizi tecnologici, le opere che modificano l'assetto distributivo, gli interventi sulle facciate dei fabbricati, la portiniera (ossia tutte le aree al servizio di un edificio), la creazione di cortili, giardini, verde pensile verticale.
  • Unità immobiliare. È considerato un intervento di manutenzione straordinaria anche la variazione del numero delle unità immobiliari: per il frazionamento immobiliare è però esplicitamente esclusa dal decreto legge la liberalizzazione.

La mappa dei principali intervento agevolati

  • MANUTENZIONE. Le semplificazioni riguarderanno gli interventi di «manutenzione straordinaria» che oggi richiedono la dichiarazione di inizio attività. Fra gli esempi si possono citare gli interventi sulle facciate dei fabbricati o il rifacimento del tetto o la creazione di giardini o verde pensile verticale.
  • ENERGIA VERDE. Nessuna fila allo sportello anche per l'installazione di pannelli solari, fotovoltaici e termini senza serbatorio di accumulo esterno, al servizio degli edifici da realizzare in tutte le zone tranne quelle più centrali, classificate con la lettera A dal decreto ministeriale 1444/1968.
  • PARCO GIOCHI. Agevolata dal punto di vista burocratico la creazione di parchi giochi condominiali, o di arredi delle aree pertinenziali, che finora, quando necessitavano di strutture stabili di una certa dimensione, rischiavano di essere soggetti alla presentazione della dichiarazione di inizio attività.
  • BARRIERE ARCHITETTONICHE. Attualmente non tutte le opere di rimozione delle barriere architettoniche non richiedono il rilascio di permessi o la dichiarazione di inizio attività. Fra gli interventi oggetto della semplificazione potranno esserci le opere per la creazione di servoscala o ascensori interni.
  • FINITURE. Dovrebbero poter essere realizzate senza intralci burocratici opere come la lastricatura di spazi esterni, anche per aree di sosta, se contenute entro l'indice di permeabilità eventualmente stabilito dai regolamenti comunali.
  • CAROTAGGI. Nessun obbligo documentale preventivo nemmeno per i carotaggi, cioè le opere temporanee di ricerca nel sottosuolo per effettuare le verifiche necessarie per bonifiche o per l'esame di falda acquifera e composizione del suolo. Escluse le ricerche di idrocarburi e quelle effettuate nei centri storici.

 

di Giorgio Santilli
da Il Sole 24ore del 20.03.10


Efficienza energetica. Per il bonus sull'eco-casa necessario il sì dell'Enea. Per il contributo all'acquisto non basta il certificato.

ROMA - La dimostrazione dei requisiti di efficienza previsti dal dl incentivi per ottenere il contributo di 83 o di 116 euro al metro quadrato per l'acquisto di un immobile che permette di ridurre i consumi (il bonus cambia in relazione alla diminuzione del fabbisogno di energia) deve essere dimostrata con l'attestato di certificazione energetica previsto dal dlgs 192 del 2005.

Il possesso della certificazione però non basta. Il decreto legge incentivi affida infatti all'Enea (l'Ente nazionale per l'energia e l'ambiente) il compito di rilasciare, entro un mese, una propria attestazione favorevole o negativa sul possesso dei requisiti che permettono di godere del contributo pubblico.

All'Enea spetta quindi una supervisione generale della «documentazione sulle caratteristiche energetiche dell'immobile». Non è però chiaro quale sia il livello di controllo effettuato dall'ente. Se deve cioè limitarsi a una verifica formale del possesso della certificazione o se, invece, deve entrare nei contenuti del certificato. Il dl con una formula che si può prestare a interpretazioni diverse parla di «attestazione favorevole dell'Enea sulla sussistenza dei requisiti previsti dalle vigenti disposizioni per gli immobili ad alta efficienza energetica».

A favore dell'ipotesi di un controllo più approfondito c'è il fatto che l'Enea può prendersi altri 30 giorni di tempo (in aggiunta ai 30 entro cui deve dare o meno il proprio via libera) per «esigenze documentali o accertamenti tecnici». Nessuna risposta equivale inoltre a una bocciatura. Vige cioè il meccanismo del silenzio assenso.

La trasmissione della «documentazione sulle caratteristiche energetiche dell'immobile» deve, inoltre, avvenire contestualmente all'invio del contratto definitivo di compravendita (o del contratto preliminare debitamente registrato).

Chi vuole godere dei contributi statali non può quindi spostare in avanti il momento in cui la verifica delle caratteristiche energetiche dell'edificio viene effettuata. Una strada che è invece oggi percorribile, a patto che venga concordata dalle parti. In base al dlgs 192 l'attestato di certificazione energetica deve essere messo a punto dal venditore e allegato all'atto di compravendita. Fino al 2008 era anche prevista (per chi non rispettava le regole) la sanzione della nullità del contratto. Il decreto legge 112 l'ha però cancellata. Oggi, quindi, le parti possono concordare che la consegna dell'attestato avvenga dopo la cessione dell'immobile e che l'obbligo di certificazione si sposti dal venditore al compratore.

Il decreto incentivi pone inoltre l'invio all'Enea a cura del venditore (e anche qui sembra quindi che non sia possibile trasferire l'obbligo sull'acquirente). Il godimento del bonus statale incentiva quindi il possesso immediato dell'attestato di certificazione energetica. E il controllo dell'Enea sembra voler rimediare al rischio di documenti redatti in maniera poco scrupolosa.
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di Bianca Lucia Mazzei
da Il Sole 24ore del 20.03.10


Casa, lavoretti in libertà. Sarà sufficiente la comunicazione telematica per mini-ristrutturazioni, pannelli solari, pavimentazioni e riduzione di barriere architettoniche

Liberalizzata la piccola attività edilizia. Chi vorrà ristrutturare casa, pavimentare una parte di giardino, installare pannelli solari, impiantare una serra mobile sul proprio terreno o, ancora, eliminare barriere architettoniche, potrà fare da sé. E non avrà più bisogno di alcun titolo abilitativo. Nemmeno della Denuncia di inizio attività (Dia): basterà una semplice comunicazione telematica. Le norme sulla liberalizzazione della piccola attività edilizia previste nel ddl sulla semplificazione sono state integralmente recepite nel decreto legge sugli incentivi approvato ieri dal consiglio dei ministri.

 

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da Italia Oggi del 20.03.10


Edilizia, piccoli interventi liberi. CONSIGLIO DEI MINISTRI/ Approvato il dl incentivi. Con qualche sorpresa dell'ultim'ora. Solo una comunicazione telematica per le ristrutturazioni.

Liberalizzata la piccola attività edilizia. Chi vorrà ristrutturare casa, pavimentare una parte di giardino, installare pannelli solari, impiantare una serra mobile sul proprio terreno o, ancora, eliminare barriere architettoniche, potrà fare da sé. E non avrà più bisogno di alcun titolo abilitativo. Nemmeno della Denuncia di inizio attività (Dia).

Come già accaduto per le norme sui tagli ai costi della politica, prima inserite nel disegno di legge sul Codice autonomie e poi anticipate in Finanziaria, il ministro Roberto Calderoli, è riuscito nuovamente nell'impresa di accelerare l'entrata in vigore di una riforma in cantiere. Questa volta è toccato alle norme sulla liberalizzazione della piccola attività edilizia previste nel ddl sulla semplificazione (scritto a quattro mani con il ministro della funzione pubblica Renato Brunetta) approvato in consiglio dei ministri il 12 novembre scorso (si veda ItaliaOggi del 13/11/2009) e assegnato alla commissione bilancio di Montecitorio (AC 3209). L'art. 5 del ddl (...) è stato integralmente recepito nel dl incentivi approvato ieri dal consiglio dei ministri.

“Si tratta di un articolo fondamentale, su cui abbiamo lavorato intensamente insieme al ministro Raffaele Fitto, per consentire, finalmente, a tutti i cittadini, di essere realmente padroni a casa propria”, ha detto Calderoli, ringraziando i Tremonti e Scajola per aver dato il via libera all'anticipazione delle norme. «Con l'articolo che abbiamo inserito nel decreto», spiega Tremonti, «le opere interne alla casa si potranno fare a meno che non ci sia una legge regionale che le vieta». E nelle regioni in cui non è stato attuato il piano casa che, tra le altre cose, predisponeva la semplificazione delle procedure per le opere di manutenzione, si potrà far riferimento al dl incentivi. Sulla compatibilità della nuova norma con le competenze regionali il ministro Fitto non ha dubbi. «L'intervento deciso dal consiglio dei ministri si muove nel rispetto delle competenze legislative regionali in materia e consente un completamento, per le parti di competenza statale, del piano casa e dell'accordo con le regioni».

L'unico adempimento che bisognerà ricordarsi di rispettare, prima di dare il via ai lavori, sarà la comunicazione telematica al comune, nella quale si dovranno allegare le eventuali autorizzazioni obbligatorie richieste dalla legge. Perché in ogni caso la liberalizzazione della piccola attività edilizia non potrà prevalere sugli strumenti urbanistici né derogare alle normative antisismiche, antincendio, igienico-sanitarie e di sicurezza. Per gli interventi di manutenzione straordinaria (che non dovranno interessare le parti strutturali dell'edificio né modificare il numero delle unità immobiliari o la cubatura) bisognerà indicare il nome dell'impresa che effettuerà i lavori. Stesso discorso per l'installazione di strutture rimovibili, opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, pannelli solari, fotovoltaici e termici. (...)

 

di Francesco Cerisano
da Italia Oggi del 20.03.10


La disposizione contenuta nel ddl semplificazione

1. L'articolo 6 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del presidente della repubblica 6 giugno 2001, n. 380, è sostituito dal seguente:
«Art. 6. (L) - (Attività edilizia libera). - 1. Salve più restrittive disposizioni previste dalla disciplina regionale e comunque nell'osservanza delle prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali e nel rispetto delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell'attività edilizia e, in particolare, delle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie, di quelle relative all'efficienza energetica nonché delle disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, i seguenti interventi possono essere eseguiti senza alcun titolo abilitativo:
a) gli interventi di manutenzione ordinaria;
b) gli interventi di manutenzione straordinaria di cui all'articolo 3, comma 1, lettera b), sempre che non riguardino le parti strutturali dell'edificio, non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino incremento dei parametri urbanistici;
c) gli interventi volti all'eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di rampe o di ascensori esterni, ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell'edificio;
d) le opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico, ad esclusione di attività di ricerca di idrocarburi, e che siano eseguite in aree esterne al centro edificato;
e) i movimenti di terra strettamente pertinenti all'esercizio dell'attività agricola e le pratiche agro-silvo-pastorali, compresi gli interventi su impianti idraulici agrari;
f) le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e a essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a novanta giorni;
g) le serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento dell'attività agricola;
h) le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta, che siano contenute entro l'indice di permeabilità, ove stabilito dallo strumento urbanistico comunale;
i) i pannelli solari, fotovoltaici e termici, senza serbatoio di accumulo esterno, a servizio degli edifici, da realizzare al di fuori delle zone di tipo A di cui al decreto del ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444;
l) le aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici.

2. Al fine di semplificare il rilascio del certificato di prevenzione incendi per le attività di cui al comma 1, il certificato stesso, ove previsto, è rilasciato in via ordinaria con l'esame a vista. Per le medesime attività, il termine previsto dal primo periodo del comma 2 dell'articolo 2 del regolamento di cui al decreto del presidente della repubblica 12 gennaio 1998, n. 37, è ridotto a trenta giorni.

3. Prima dell'inizio degli interventi di cui al comma 1, lettere b), f), h), i) e l), l'interessato, anche per via telematica, comunica all'amministrazione comunale, allegando le autorizzazioni eventualmente obbligatorie ai sensi delle normative di settore e limitatamente agli interventi di cui alla citata lettera b), i dati identificativi dell'impresa alla quale intende affidare la realizzazione dei lavori.

4. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica».

 

pag. 21
da Italia Oggi del 20.03.10

 

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Commenti

21/03/2010 10.46: titolo
Abbiamo studiato per nulla!!!
Massimo Filice

21/03/2010 12.28: manut straordinaria
penso che sia un'altra mazzata per far chiudere i piccoli studi professionali che vivevano anche di questi lavori che aiutavano a tenere sotto controllo l'abusivismo in piccola scala. mi sembra che il governo sia veloce a liberalizzre e tagliare nei vari settori che non siano la politica dove posti e stpendi sono in costante aumento.
AT

22/03/2010 09.12: Come sempre si fa di un erba un fascio
Esisteva un tempo l'art. 26 della L. 47/85 che andava benissimo per tali interventi, che come per le attività libere erano efficaci dalla data della Denuncia. C'era comunque un minimo di controllo ed una asseverazione circa il rispetto delle norme igienico-sanitarie ed edilizie, oltre che alla statica del fabbricato. I grandi soloni della politica e delle regole, sono bravissimi a fare pasticci. Prima cassano l'Art. 26 ed impongono DIA ovunque, poi si svegliano un giorno e per scopi più elettoralistici che non di effettivo andare incontro al cittadino, mettono sul piatto quresta liberalizzazione. Poi quando un giorno accadrà qualcosa di funesto (perchè in modo ignaro qualcuno crea danni alla statica di un edificio), o emergerà che sussisteranno modifiche agli ambienti, senza alcun riguardo alle norme igienico sanitarie, allora torneranno sui loro passi. E nelle compravendite, come può essere affermata la regolarità edilizia dell'immobile? Ma con chi si consigliano questi emeriti sprovveduti?, con persone di buon senso o col primo che passa per strada?
P.A. Roncalli

22/03/2010 10.12: titolo
Se non ricordo male Berlusconi era a favore delle professioni... una volta ci ha chiamato "capitani coraggiosi". Ebbene con questa nuova "liberalizzazione" delle opere straordinarie, che andrà solo a favore delle imprese, piccole e grandi, molti piccoli professionisti dovranno chiudere bottega. Mi sembra una bassa strategia da campagna elettorale, che non porterà beneficio alla già cattiva reputazione che questo Governo ha accumulato soprattutto in quest'ultimo periodo.
GIOVANNI DI PALERMO

22/03/2010 10.14: Prendiamola con ironia
Dai ora almeno ci chiameranno solo per una consulenza progettuale......e non per fare la dia all'impresa! Che amarezza........................
Arch. Alessia Palombo

22/03/2010 10.32: Confusione solo confusione
Siamo alle solite, un altro decreto legge per pura campagna elettorale.
Franco Pietripaoli

22/03/2010 10.59: La frittata è fatta
Le Ns.rimostranze al dlg. Calderoli/Brunetta e ricomparso magicamente ed ecco fatta la frittata. Noi professionisti siamo sempre più vessati e non abbiamo più voci in capitolo. Siamo considerati i paladini della poca efficienza e quindi cancellati nel ns.compito professionale di controllo e di responsabilità nei lavori anche cosa non di poco conto sulla sicurezza dei lavori, al controllo delle maestranze che non siano in nero, dal controllo della corrispondenza dei lavori denunciati alla loro esecutività materiale. Mi viene da credere che non contiamo nulla e non abbiamo nessuna voce in capitolo. Questo sinceramente avvillisce e mi porta a pensare che senza controllo si maschera la liberalizzazione proposta. Mala tempora currunt. La politica cancella il ns.operato fatto di molti sacrifici e oggi in tempo di crisi danneggia ancora di più le nostre competenze ed i nostri piccoli compensi che rappresentano anche la nostra sussitenza non avendo stipendi fissi e pensioni d'oro come Lor signori.
Architetto Gustavo GRASSI

22/03/2010 12.05: Chi ci guadagna?
Un mattone qua, un mattone là. Che bello! Dopo lo sfascio dell'Università, la demolizione della professione, il fallimento della Pubblica Amministrazione, la cancellazione della programmazione e la presa in giro della pianificazione urbanistica (vedi Nuovo PRG di Roma), ecco che ci danno il ben servito anche per le DIA. Che ci rimangono, i terremoti? Già appaltati, grazie! E la riclassificazione catastale dopo i lavori con nuova distribuzione funzionale? Non pervenuta! Forse possiamo sperare (sic!) in un nuovo condono, così da venderci come bagasce al furbone di turno e forse riuscire a pagare l'affitto dello studio a fine mese! Tutto questo non ha senso. Il sistema si sta autodistruggendo, come un virus nel computer. Ma i dati che distrugge sono i pilastri con cui è costruita la nostra società, le regole del vivere civile. in mezzo ci siamo tutti: noi, con la nostra professionalità calpestata; i committenti e le imprese, che spesso diventano ostaggi gli uni degli altri; gli utenti, la cui sicurezza viene elusa. Se occorre semplificare (e su questo siamo TUTTI d'accordo) perchè non farlo da altre procedure? In effetti la DIA "bloccava" i lavori per 30 giorni, che spesso erano necessari per trovare l'impresa e fare il contratto. Eventualmente, se c'era fretta, pagavi la sanatoria e cominciavi subito. Quindi, a parte gli interessi della nostra categoria, Vi chiedo: che senso ha questa "liberalizzazione"? Chi ci guadagna?
Lorenzo Murmura

22/03/2010 12.49: non c'era l'art. 26 ?
Una volta per le opere interne c'era l'art. 26 della L.47/85 che i soloni delle regole e degli impiastri legislativi hanno cassato introducendo molte più opere nella DIA. Con tale procedura, efficace dalla data della denuncia si garantiva la regolarità Edilizio Urbanistica e Sanitaria degli interventi. Voglio vedere cosa si racconterà ai Notai in sede di Atti di compravendita, e come il privato potrà dichiarare la regolarità Edilizio-Urbanistica del proprio immobile, dove avrà operato modifiche, senza sapere quali regole osservare?
Piero A. Roncalli

22/03/2010 15.14: architetto
la maggior parte dei non addetti ai lavori, persone che intendono affrontare una ristrutturazione, viene presa dal panico anche solo nel mettere una firma sulla innumerevole modulistica da firmare; credo che questo non cambierà e molti si rivolgeranno comunque al tecnico affinchè questi possa semplificare loro gli aspetti burocratici legati al lavoro di ristrutturazione... L'ASPETTO PIU' IMPORTANTE PERO' RIMANE LA DELEGITTIMAZIONE DELLA FIGURA DEL TECNICO; SI VUOLE FAR PASSARE L'IDEA CHE IL COMPITO DEL TECNICO SIA SOLO QUELLO DI METTERE UN TIMBRO: CONDIVIDERE CON IL COMMITTENTE LE RESPONSABILITA' DI CIO' CHE VIENE ASSEVERATO SIGNIFICA SPESSO TENERE A FRENO LE FANTASIE DI UN CLIENTE CHE, IL PIU' DELLE VOLTE PER MANCANZA DI NOZIONI, PRETENDEREBBE DI "CREARE ARMADI A MURO IN VANI ASCENSORE, FARE SPAZIO AD UN PIATTO DOCCIA ELIMINANDO PARTE DI UN PILASTRO, SOSTITUIRE UN INTERO MURO DI SPINA CON SOTTILI PILASTRINI PER DARE PIU' LUCE AL SOGGIORNO..." E POTREI AGGIUNGERNE ALTRI MILLE DI ESEMPI IN UNA PUR BREVE ESPERIENZA! Speriamo in un movimento compatto di tutti i professionisti del settore, io ci sarò.
Sabina Morra

22/03/2010 16.52: Sarà, poi, veramente così...
Io esercito la professione "solo" da circa ventotto anni ma, certo, di "cose" ne ho viste cambiare davvero molte!!! Ai nostri "colleghi anziani" si è permesso davvero troppo e, in molti casi, ne hanno combinate "di cotte e di crude"... Poi si è arrivati al "tutti speculatori!", "tutti ladri!", "tutti da bloccare al massimo!"... Siamo passati attraverso "l'inquisizione edilizia"... con i funzionari pubblici ad esercitare la funzione di "cani da guardia"... e con buona parte di loro che, prima di andare alavorare, indossavano le "mutande di acciaio inossidabile"!!!... Adesso, chissà come mai..., siamo giunti al "fai da te"!!!... Abbiamo un bel Decreto pro "bricolage edilizio"!!!... Committente edilizio fai da te??? Ahi, Ahi, Ahi!!! E vabbé, stiamo a vedere cosa succederà, sempre ammesso che poi il risultato sia veramente come oggi sembra... Nel qual caso sempre i soliti noti ne pagheranno le conseguenze... In ogni caso, nella peggiore delle ipotesi, io continuerò a lavorare! Ci saranno sempre meno dipendenti negli studi professionali? Amen! Se la prendano con i responsabili!!! L'unica alternativa è... diventare "politici", anche se, parafrasando una nota trasmissione televisiva, verrebbe da dire "politici per caso"!!! ... A proposito, non è che "per caso" un po' di "politici" stessero meditando di "dare una sistemata" alla loro abitazione, alla seconda, alla terza, alla quarta???... Eh, beh, allora... con questo "de-cretino" potrebbero risparmiare qualche soldino!!!
Geometra Daniele Pedroni

22/03/2010 18.10: titolo
Dietro la semplificazione si nasconde la liberalizzazione del caos. Basterebbe imporre per la Manutenzione Straordinaria l'obbligo della Comunicazione di Inizio Lavori con Conformità redatta da un professionista abilitato e la presentazione di un 'as built' prima di chiudere i lavori. Si manterrebbe l'ordine e si garantirebbe la presenza del professionista. Anzi si potrebbe anche estendere questa modalità ad interventi più importanti sul patrimonio edilizio esistente. Il cittadino vuole soprattutto velocità e semplicità non vuole eliminare la figura del Tecnico.
Architetto Marzia De Marzi

22/03/2010 23.59: Responsabilità
Siamo l'unico paese al mondo che gioisce nel deresponsabilizzare i professionisti. Mi sembra una follia. Perchè dovrei assumermi da semplice cittadino le responsabilità civili e penali di un intervento edilizio? Se mi sottoponessi ad un intervento chirurgico, sarei pronto ad assumermene la responsabilità, deresponsabilizzando il medico? Perchè non deresponsabilizziamo anche il notaio demandando ad una amabile stretta di mano tutte le nostre transazioni economiche ed immobiliari?
arch.Nigra

25/03/2010 06.08: CHIACCHIERE
E' RISCHIOSISSIMO liberalizzare lo spostamento di muri interni senza la consulenza di un tecnico, vista la RILEVANZA SOCIALE delle modifiche di qualsiasi fabbricato, soprattutto in ambito URBANO o (peggio ancora) nei CENTRI STORICI. La confusione dei ruoli non è LIBERALIZZAZIONE, ma FOLLIA. I politici fanno campagna elettorale in modo demagogico e dilettantesco: chi paga il conto non sono comunque MAI loro, ma tutti noi cittadini.
arch steven

29/03/2010 12.09: No comment
Vorrei ricordare agli autori di questo simpatico provvedimento che, in totale assenza di fascicolo del fabbricato, la DIA ha rappresentato finora l'unico pezzo di carta dal quale si potesse dedurre la mole di DEMOLIZIONI e MODIFICAZIONI di STRUTTURE MURARIE ED IMPIANTI, in caso di manutenzione straordinaria e quindi l'unico documento di riferimento in caso di interventi sconsiderati e pericolosi specie negli edifici storici.... Vorrei tanto che i nostri politici meditassero sulle conseguenze delle loro scelte politiche prima che possa accadere qualcosa di grave...e che il nostro Ordine si faccesse sentire seriamente
Arch. Silvia Sargenti

vedi anche:

Deregulation casa, nodo sicurezza e limiti

DL incentivi - agg. rassegna stampa [27/21-03-10]

Abolizione della DIA per le opere di MS

Comunicato Ordine Architetti PPC di Roma e provincia

Case, liberalizzazioni nei lavori: il no degli architetti

Video - «si tratta di un atto di irresponsabilità»

Emendamento proposto dal CNAPPC

Ddl Brunetta-Calderoli

Il ruolo del progettista/DL nella MS

Ddl Brunetta - Lettera Ordine Architetti Roma

Senza architetto è tutto più semplice (?)

Ddl Brunetta-Calderoli - di F. Orofino

Più edilizia libera... di crollare!

Ddl Brunetta-Calderoli - rassegna stampa

Decreto casa, no dalla Conferenza Unificata

Piano casa & Dl semplificazioni - agg. rassegna stampa

Piano casa, «stretta» anti-sismica (?)

Dl semplificazione & sicurezza - agg. rassegna stampa

Casa... libera tutti

Piano casa & Dl semplificazioni - di A.Schiattarella


data pubblicazione: domenica 21 marzo 2010
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