MS liberata dalla Dia (!)

di Enrico Milone - DL Incentivi

MANUTENZIONE STRAORDINARIA LIBERATA DALLA DIA !

Nonostante le proteste di architetti e ingegneri, sulla Gazzetta Ufficiale del 26.3.2010 è stato pubblicato il decreto-legge 25.3.2010 n.40 che, all'articolo 5 (attività edilizia libera), elimina la DIA per i lavori di manutenzione straordinaria, con l'eccezione degli interventi sulle strutture portanti. Il decreto-legge deve essere convertito in legge dal Parlamento entro 2 mesi, pena la decadenza, ma è già in applicazione dal 26 marzo.

L'eliminazione della DIA significa che il proprietario non deve trasmettere al Comune né il progetto dei lavori, né la dichiarazione di rispondenza alle norme sulla sicurezza statica, sull'igiene e sull'urbanistica, firmata da un architetto o ingegnere iscritto all'Ordine. Deve solo comunicare al Comune il nominativo dell'impresa.

Da oggi il controllo, ad esempio, che la demolizione di un muro dentro casa non incide sull'equilibrio strutturale di un edificio è affidata unicamente alla valutazione del committente che, nella maggior parte dei casi, non ha le competenze tecnico-normative necessarie per effettuare una verifica seria. Da oggi, considerato anche lo stato di gran parte del patrimonio edilizio italiano, l'inizio dei lavori nell'appartamento del mio vicino di casa ci rende tutti più inquieti.” Afferma giustamente l'Ordine Architetti di Roma.

Il Consiglio Nazionale degli Architetti aveva anche proposto uno specifico emendamento che, pur accettando la eliminazione della DIA per la manutenzione straordinaria, rendeva comunque necessaria la redazione di un progetto da parte di un tecnico nonché una sua certificazione sul fatto che i lavori non avrebbero interessato parti strutturali dell'edificio, avrebbero rispettato il contesto ambientale e paesaggistico e sarebbero stati conformi alla normativa igienico sanitaria vigente. Ma questa proposta, non è stata recepita dal Governo.

La nuova norma non si applica in quelle Regioni che hanno legiferato sulla DIA in maniera più restrittiva. La Regione Lazio ha legiferato sulla DIA con la legge 21 dell’11 agosto 2009 sul Piano-casa. Gli articoli 5 e 6 “Interventi di recupero sugli edifici esistenti” e “Titoli abilitativi” stabiliscono che per fare lavori di recupero riconducibili alla manutenzione straordinaria occorre la DIA. Quindi nel Lazio la regolamentazione del titolo abilitativo è più restrittiva del decreto-legge nazionale. Tuttavia l'ambito di applicazione è limitato agli interventi su edifici esistenti (in particolare accessori agricoli) alla data di entrata in vigore della legge. Occorre che venga chiarito se questo limite è sufficiente per escludere l'applicabilità nel Lazio del decreto-legge nazionale.

Secondo il Governo la nuova norma ha l'obiettivo di semplificare le procedure per i lavori edilizi. Ma la DIA è essa stessa una semplificazione, visto che i lavori possono iniziare dopo soli 30 giorni senza necessità di approvazione comunale. Il Governo obietta che eliminando la DIA c'è il vantaggio di risparmiare anche questi 30 giorni. In realtà (ciò non viene detto, ma si lascia capire) il vero vantaggio è che il proprietario risparmia la prestazione del professionista. Ma vale la pena di fronte al rischio di dissesti e di crolli? Inoltre l'intervento dell'architetto e dell'ingegnere, e in alcuni casi, del geometra, non può comunque essere evitato. Infatti il proprietario è obbligato, anche per piccoli lavori, a nominare il coordinatore per l'esecuzione dei lavori che redige anche il piano di sicurezza ai sensi del Testo unico sulla sicurezza del lavoro, se per eseguire i lavori occorre più di una impresa. Il che si verifica quasi sempre nei lavori di manutenzione straordinaria. Anche eliminando la DIA, il progetto dei lavori di manutenzione straordinaria deve in ogni caso essere redatto e firmato da un architetto:

  • nel caso l'edificio sia tutelato ai fini storico-artistici, perché come ribadisce lo stesso DL 25.3.2010 n.40, il proprietario deve trasmettere al Comune  il nulla-osta della soprintendenza;
  • nel caso i lavori richiedano la progettazione degli impianti elettrici, termici ecc.;
  • nel caso i lavori riguardino una attività soggetta al controllo dei Vigili del fuoco. Il decreto-legge recita “il certificato [di prevenzione incendi] è rilasciato in via ordinaria con l'esame a vista”, ma non precisa quale norma regoli l'esame a vista. Comunque il certificato è il risultato di una procedura che inizia con la consegna di un progetto;
  • nel caso di opere relative alle fonti rinnovabili di energia, al risparmio e all'uso razionale dell'energia, in base all'art.125 TU Edilizia.

Sottolineo che in tutti i casi di cui sopra gli enti di controllo (Soprintendenza, Vigili del Fuoco, Comune) non possono concedere permessi o nulla-osta se non viene presentato loro un progetto che sia firmato da un professionista abilitato iscritto all'Ordine.

In conclusione non resta che augurarsi che il Parlamento non converta in legge un provvedimento che, alla ricerca di una illusoria semplificazione procedurale, riduce le garanzie di sicurezza e di rispondenza a norma degli edifici, rimettendo questioni delicate in materia di stabilità e di agibilità degli edifici, nonché di sicurezza degli impianti, nelle sole mani di inesperti proprietari di case e di modesti imprenditori edili.

 

di Enrico Milone, architetto
del 02.04.10

 

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Commenti

06/04/2010 14.02: Bellissimo !! semplifichiamo tutto pure i NOTAI
Vorrei lanciare una ulteriore semplificazione: visto che l'architetto ingegnere geometra sono dei pesi economici, a detta del legislatore tanto elevati da impedire lo sviluppo economico edile, bisogna anche abolire il NOTAIO che per fare un rogito (una visura e poco più - quand'anche non commetta poi errori grossolani) si becca decine di volte la nostra parcella per lavori che per noi durano mesi mentre per il NOTAIO dura si e no due giornate per migliaia e migliaia di euro di compenso. Ecco aboliamo il rogito notarile che incide pesantissimamente sull'acquisto della casa ... e mo basta no ???? semplifichiamo il lavoro dei Notai ... rendiamoli felici: che si occupino di cose professionalmente meno avvilenti ... Noi siamo già contenti di non dover fare la Dia per MS perchè non spartire questa felicità con una delle lobby più potenti ???
arch. Claudio Flabiano

07/04/2010 10.59: giacchè ci siamo un pensierino per gli avvocati
e già. perchè il governo non pensa a rendere possibile anche l'autodifesa in tribunale, almeno per i procedimenti più semplici ? NO, nessuno riuscirà mai ad intaccare i privilegi della casta degli avvocati, una lobby forte e molto rappresentata in parlamento e in tutti i centri di potere politico, noi architetti, ingegneri, geometri, periti ecc. NO, noi non ci sentiamo neanche categoria. Ci potrebbero sfilare le mutande e sottoporci a sevizie, ma noi continueremmo a restare pigramente incollati alla nostra sedia, con il consueto qualunquistico e rinunciatario atteggiamento di rassegnazione. un esempio ? le elezioni per il rinnovo del consiglio dei delegati INARCASSA. Non abbiamo raggiunto il quorum alla prima tornata elettorale e difficilmente lo raggiungeremo alla seconda o alla terza, nonostante i ripetuti appelli al voto. Ma quei colleghi che non sentono il dovere di votare (pur avendo la possibilità di farlo per posta), saranno i primi a lamentarsi della gestione INARCASSA senza averne però alcun diritto morale. Ma si, continuiamo così, freghiamocene allegramente del nostro presente e del nostro futuro, facessero pure di noi quello che vogliono, come hanno fatto sempre, ignorando sistematicamente la voce di più di mezzo milione di contribuenti e di elettori, non importa se dalla eliminazione della DIA deriva un rischio per la pubblica incolumità e, marginalmente, la perdita di una gran quantità di lavoro per i professionisti, l'importante è dare il giusto e meritato contentino all'ANCE o a Confedilizia. Cari colleghi, questo della DIA è solo l'ultima di una serie di scelte scellerate che danneggiano la colettività e la nostra categoria, ma, se vogliamo tutelarci dobbiamo far sentire la nostra voce, dobbiamo unirci, dobbiamo partecipare alla costruzione del nostro futuro, e alla salvaguardia del nostro presente.
giancarlo maussier - Presid. Federarchitetti Roma

08/04/2010 10.57: titolo
Buongiorno a tutti. Io credo sia fondamentale - in una norma -individuare il soggetto al quale demandare la responsabilità del "riconoscimento delle struttre portanti" per poterle escludere dagli interventi di manutenzione straordinaria non assoggettabili a DIA. Sicuramente nelle strutture in calcestruzzo armato è più difficile commettere errori, mentre nelle costruzioni storiche in muratura non pochi potrebbero commettere seri errori. Non parlo solo di committenti che nulla hanno a che fare con l'ingegneria e l'architttura ma anche "arredatori non laureati e/o non strutturisti". Un solo esempio: Classico edificio residenziale di fine '800 con muri divisori trasversali - di collegamento delle facciate - in mattoni pieni ad una testa che sostengono volte a padiglione di mattoni in foglio e solai in travetti in ferro con voltine di mattoni in foglio. Un "conoscente insieme al proprio architetto arredatore" mi avevano sottoposto - per un consiglio - un progetto nel quale avrebbero demolito interamente due dei suddetti muri al fine di creare un grande salone, senza essersi accorti di ciò che realmente "portavano", ritenendoli semplici tramezzi poichè di spessore esiguo. ("solo" 15 cm!!) Qualora non li avessi avvertiti avrebbero creato un disastro! E menomale che esisteva anche un buon fascicolo del fabbricato il quale evidenziava sia le strutture portanti che quelle collaboranti. In casi simili almeno tre sarebbero i danni arrecati in ordine di gravità: 1) - Crolli delle strutture orizzontali superiori; 2) - Eliminazione dei collegamenti - e quindi dell'irrigidimento - tra i muri longitudinali di facciata ed i muri di spina del fabbricato; 3) - Cedimenti per inflessione dei solai superiori; ATTENZIONE QUINDI ALLE SEMPLIFICAZIONI NORMATIVE, e ...attenzione anche alla ... scelta dei professionisti e soprattutto dei nostri rappresentanti politici.
Arch. Maurizio De Acutis

08/04/2010 13.31: titolo
Sono dell'opinione che eliminare la Dia sia un provvedimento alquanto pericoloso per tutti gli edifici non in c.a., occorre veramente il controllo di un tecnico. Sicuramente è per evitare la nostra parcella ma così avviliscono ancora di più il nostro lavoro. Concordo con chi ha detto che allo stesso modo potremmo difenderci da soli in tribunale o stipulare un'atto con una semplice autocertificazione. Anche sul fatto che ci lamentiamo ma poi a votare per Inarcassa non ci andiamo. Io personalmente sono veramente stufo di lavorare così.Ti svegli una mattina e devi vedere cosa potrai fare e in che modo. E' veramente avvilente per una professione in cui credo seriamente.
arch.Maurizio Milia

08/04/2010 16.08: Qualche indicazione precisa ....
Oggi mi sono recata all'ufficio tecnico del V Municipio del Comune di Roma per presentare una Dia per lavori di m. straordinaria e il tecnico mi ha comunicato che non è già più necessaria. "Deve fare la comunicazione il proprietario.." Senza moduli ne tempi, ne modi per farlo.. Forse è utile sapere che, come sempre, ogni Municipio di Roma si regola a modo suo... Continuo a leggere sui vari siti e notiziari che nel Lazio il provvedimento del decreto non è in vigore .... ma nella realtà così non è.
arch.a.b.

14/04/2010 00.54: municipio XVII
anche il municipio XVII, che si trova interamente in ambito di città storica, ha affisso in bacheca l'avviso dell'avvenuto cambiamento. Mi meraviglia che le istituzioni siano le prime a gioire quando è evidente che ben presto tornerà loro indietro una mole di lavoro imprevista. Non credo anche che la committenza sarà tanto avvantaggiata dall'eliminazione del progettista. I lavori saranno affidati a ditte senza scrupoli (no more durc) che certamente faranno in modo di far pagare altrettanto o più di una parcella d'architetto, così come già alcuni fanno per gli incentivi sul risparmio energetico, ti fanno pagare ciò che ti verrà scontato triplicando i prezzi degli infissi.... deregulation, patrimonio imm. non più aggiornato, lavori non controllati da tecnici abilitati, aumento di improvvisati operai edili - non sarà più necessario indicare la ditta e l'abilitazione alla ex 46/90 o il durc. Questo DL è da incompetenti... e non aiuta la collettività in nessun modo, oltre ad infierire su una categoria già troppo bersagliata. Oggi un mio committente mi ha detto "la legge è giusta voi architetti siete inutili" avallato da questa ingiusta delibera... sono parole che pesano molto.
Arch. Sofia Scripilliti

19/04/2010 12.33: terzo mondo....
E' incredibile con quanta dabbenaggine vengano promulgati questi decreti e quale confusione si riesca poi a creare. DIA sì DIA no? E' davvero da terzo mondo che a tuttoggi non si sappia con sicurezza se a Roma serva o non serva e in quali casi. Ma vi sembra plausibile che ogni municipio faccia per conto suo? ma come si fa ad essere così ridicoli e sciatti?
arch. Volpintesta

vedi anche:

Competenze professionali e Dl incentivi

CNAPPC - Circolare 36/10

Deregulation casa, nodo sicurezza e limiti

DL incentivi - agg. rassegna stampa [27/21-03-10]

Abolizione della DIA per le opere di MS

Comunicato Ordine Architetti PPC di Roma e provincia

Case, liberalizzazioni nei lavori: il no degli architetti

Video - «si tratta di un atto di irresponsabilità»

Manutenzione straordinaria senza Dia (?)

DL Incentivi - rassegna stampa

Emendamento proposto dal CNAPPC

Ddl Brunetta-Calderoli

Il ruolo del progettista/DL nella MS

Ddl Brunetta - Lettera Ordine Architetti Roma

Piano casa Lazio

Legge regionale 11.08.09 n.21 - rass.stampa

Casa... libera tutti

Piano casa & Dl semplificazioni - di A.Schiattarella


data pubblicazione: martedì 6 aprile 2010
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