La MS senza DIA è Legge

Il ruolo di garanzia del professionista - di E.Milone

LA MANUTENZIONE STRAORDINARIA SENZA DIA E' LEGGE  
Il ruolo di garanzia del professionista tecnico

La G.U. del 25 maggio ha pubblicato la legge 22.5.2010 n.73, di conversione del decreto-legge 40 del 25.3.2010.

Il Parlamento ha modificato l'art.5 del decreto-legge n.40 eliminando la prevalenza delle leggi regionali in merito alla manutenzione straordinaria e stabilendo che il proprietario dovrà trasmettere al Comune, oltre alla comunicazione dell'inizio lavori con i dati identificativi dell'impresa, anche una relazione tecnica con progetto dei lavori "a firma di un tecnico abilitato il quale dichiari preliminarmente di non avere rapporti di dipendenza con l'impresa nè con il committente e che asseveri, sotto la propria  responsabilità, che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti e che per essi la normativa statale e regionale non prevede il rilascio di un titolo abilitativo." La relazione tecnica dovrà avere data certa.

Le condizioni stabilite per la eliminazione della DIA nella manutenzione straordinaria sono:

  • l'osservanza delle prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali;
  • il rispetto delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell'attività edilizia;
  • il rispetto, in particolare, delle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie, di quelle relative all'efficienza energetica nonchè delle disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio;
  • gli interventi non devono riguardare le parti strutturali dell'edificio, non devono comportare aumento del numero delle unità immobiliari e non devono implicare  incremento dei parametri urbanistici.

OSSERVAZIONI

1. Il comma 7 dell'art.5 stabilisce che la mancata comunicazione dell'inizio dei lavori ovvero la mancata trasmissione della relazione tecnica con progetto comportano la sanzione pecuniaria di 258 euro. Ritengo che il pagamento della somma sana soltanto la mancata comunicazione e trasmissione di relazione e progetto. Qualora invece i lavori non rispettino le norme edilizie e urbanistiche, coinvolgano anche le strutture portanti ecc. il Comune deve applicare le procedure previste dall'art.27 (Vigilanza sull'attività urbanistico-edilizia) del Testo Unico dell'Edilizia DPR 380/2001.

2. Ad evitare necessità di sopraluoghi di verifica da parte del Comune, la norma avrebbe dovuto prevedere che il "tecnico abilitato" comunichi al Comune, a fine lavori, che i lavori sono stati eseguiti nel rispetto delle norme edilizie e urbanistiche. Credo tuttavia che l'invio di tale comunicazione potrebbe essere richiesta dal Comune senza necessità di modificare la legge.

3. La relazione tecnica e il progetto devono essere a firma di un tecnico abilitato il  quale dichiari preliminarmente di non avere rapporti di dipendenza con l'impresa nè con il committente. Questa condizione costituisce una assoluta novità nel nostro ordinamento professionale. Sembra affidare al professionista una funzione terza rispetto sia al committente che all'impresa, nel pubblico interesse, a garanzia di imparzialità nell'asseverazione che i lavori sono rispettosi delle normative edilizie,  urbanistiche, sulla stabilità dell'edificio, sulla sicurezza ecc. In un sistema che tenda a ridurre la portata dei controlli pubblici, il professionista tecnico può svolgere un ruolo decisivo, assumendo la responsabilità di assicurare la regolarità e legalità tecnica degli interventi. Nella concreta applicazione della norma sarà possibile verificare eventuali problemi ed individuare opportune soluzioni. Ad esempio per evitare che una amministrazione comunale o una grande industria che debba eseguire lavori di manutenzione straordinaria sui propri immobili non possa utilizzare i professionisti dipendenti del proprio ufficio tecnico.

 

di Enrico Milone, architetto
del 26.05.10

 

invia la tua opinione!

 


 

 


 


 

Commenti

28/05/2010 11:46: il tecnico abilitato non avere rapporti di dipende
Questo vuol dire che se io, ingegnere abilitato, devo eseguire dei lavori di ristrutturazione nel mio appartamento di proprietà non posso firmare la relazione tecnica? Semplicemente assurdo!
GDM68

23/07/2010 13:09: indipendenza del tecnico dalla committenza
Vorrei far notare che in merito alla dichiarazione di indipendenza del tecnico nei confronti della committenza, sorge un evidente incongruenza. Infatti necessariamente si crea un rapporto di dipendenza nel momento in cui il tecnico viene incaricato dalla committenza per lo svolgimento di un servizio in cambio di un onorario. Pertanto anche se la dipendenza non implica un rapporto di tipo impiegatizio rimane inevitabilmente nella sostanza una forma di dipendenza. Questo non accadrebbe se fosse il Comune ad incaricare il tecnico, ma questa è un'altra storia...
arch. Felice Poliseno

31/08/2010 11:35: chi paga il tecnico abilitato?
mi chiedo se il tecnico abilitato non ha un rapporto di dipendeza dal committente ne dall'impresa chi lo sceglie? e soprattutto chi lo paga, mi sembra evidente che in ogni caso il committente avrà sempre un ruolo nella scelta dunque mi sempra una inutile complicazione. inoltre il provvedimento vorrebbe portare ad avere costi minori ma alla fine aumentando le responsabilità del tecnico (che praticamente sostituisce i controlli pubblici) aumenterà necessariamente anche la sua retribuzione
Tommaso

15/09/2010 22:39: 'chi fa le leggi'
Questo succede sempre perchè "chi fa le leggi" non è colui che le esplica direttamente...
francesca_arch

18/12/2010 11:30: chi dirige il lavoro?
La cosa più eclatante, è rappresentata dalla non presenza in tale norma della figura del direttore dei lavori. La certificazione di inizio attività certifica l'inizio dei lavori, ma il termine entro cui devono essere ultimati, il controllo in corso d'opera da parte di tecnico abilitato, la certifcazione di fine lavori con attestato che i lavori sono stati realizzati secondo le indicazioni del progetto asseverato, sono elementi fondamentali e trascurati dalla norma.
Massimo

19/12/2010 19:42: Chi dirige il lavoro? nessuno, ed è giusto così.
Non capisco tanta preoccupazione per l'assenza della figura del d.l. nelle opere di straordinaria manutenzione eseguite ai sensi dell'art. 5 della legge 73/2010. Ricordo che già il vecchio art.26 della 47/85 non prevedeva la d.l. e tanto meno il collaudo finale. Del resto, una volta che il committente ha uno eleborato grafico e una relazione a firma di un tecnico in cui si certifica l'ammissibilità delle opere descritte, committente e impresa si assumono la responsabilità di eseguirle come indicate negli elaborati. La prestazione del tecnico si limita a certificare la conformità degli interventi da effettuare; se poi gli interventi eseguiti differiscono da quelli certificati, committente e impresa ne pagheranno le conseguenze; non scordiamo che per il controllo dell'attività edilizia esistono appositi organi di vigilanza. A mio avviso non serve, per l'abbattimento di un tramezzo, un "direttore/controllore" dei lavori.
Marco Volpicelli

vedi anche:

MS senza DIA, ma con il progetto

DL incentivi - agg. rass.stampa [21/02-05-10]

MS senza DIA - Legge in vigore

Dl incentivi - notizia in breve

MS senza Dia - Un inutile pasticcio

Comunicato Ordine Architetti PPC di Roma e provincia

MS senza Dia - riscritto l'articolo 5

DL incentivi - agg. rass.stampa [17-04/01-05-10]

MS liberata dalla Dia (!)

di Enrico Milone - DL Incentivi

Abolizione della DIA per le opere di MS

Comunicato Ordine Architetti PPC di Roma e provincia

Manutenzione straordinaria senza Dia (?)

DL Incentivi - rassegna stampa

Il ruolo del progettista/DL nella MS

Ddl Brunetta - Lettera Ordine Architetti Roma

Casa... libera tutti

Piano casa & Dl semplificazioni - di A.Schiattarella


data pubblicazione: giovedì 27 maggio 2010
architettiroma è su twitter architettiroma è su facebook le istruzioni per iscriversi al feed RSS Iscriviti alla newsletter di architettiroma.it
Architettura sul web La MS senza DIA è Legge