Semplificato il N.O. paesaggistico

Dpr Codice BC e Paesaggio - agg.rass.stampa

Licenza paesaggistica semplificata. Il dpr approvato dal consiglio dei ministri riduce i tempi per l'autorizzazione: da 105 a 60 giorni. Per 39 tipi di intervento edilizio basterà un modello standard.

Per 39 tipi di intervento scatta la autorizzazione paesaggistica semplificata. Si basa su un modello standard e sulla individuazione espressa degli interventi che possono beneficiare dello speciale regime. E il parere favorevole del soprintendente diventa vincolante. Lo prevede il dpr sulla semplificazione delle autorizzazioni paesaggistiche approvato giovedì scorso dal governo (si veda ItaliaOggi di ieri [in calce, ndr].

Tra gli interventi semplificati troviamo, ad esempio, ci sono gli incrementi di volume non superiori al 10% della volumetria della costruzione originaria e comunque non superiore a 100 mc (tranne che nei centri storici), le demolizioni e ricostruzioni con stessa volumetria e sagoma preesistenti, molti interventi sui prospetti degli edifici esistenti (aperture di porte e finestre o modifica delle aperture esistenti per dimensione e posizione, chiusura di terrazze o di balconi chiusi su tre lati mediante installazione di infissi, realizzazione, modifica o sostituzione di scale esterne), alcuni interventi sulle coperture degli edifici esistenti (rifacimento del manto del tetto e delle lattonerie), impianti tecnologici ecc.

Si stima che siano interessati dalla semplificazione i tre quarti degli interventi.

La semplificazione del procedimento si articola a livello documentale: l'istanza è corredata unicamente da una relazione paesaggistica semplificata, redatta da un tecnico abilitato su una scheda tipo. Tra l'altro si accorpa nella relazione anche la attestazione di conformità dell'intervento alla disciplina del paesaggio e alla disciplina edilizia e urbanistica. Se possibile l'istanza si presenta per via telematica e, se riguarda attività industriali o artigianali, tramite lo sportello unico.

Il procedimento autorizzatorio semplificato deve concludersi con un provvedimento espresso nel termine di 60 giorni dal ricevimento dell'istanza.

Si accorciano quindi gli attuali 105 giorni (40 presso l'ente locale, 45 per il parere vincolante del soprintendente e 20 per il provvedimento definitivo).

Il termine si riduce a 30 giorni in caso di provvedimento negativo di conclusione anticipata del procedimento.

Il procedimento prevede i seguenti passaggi. Innanzi tutto va fatto un primo screening per valutare l'applicabilità del procedimento semplificato o di quello ordinario o addirittura se non ricorra un caso di esonero dalla necessità di autorizzazione (articolo 149 del Codice ambientale).

Per evitare procedimenti inutili si deve verificare preliminarmente la conformità dell'intervento progettato alla disciplina urbanistica ed edilizia. Se c'è contrasto il procedimento si ferma. Se, invece, le norme edilizie e i piani regolatori sono rispettati si passa alla valutazione di compatibilità paesaggistica. Se l'amministrazione competente (comune o, in qualche caso, provincia o regione) esprime valutazione negativa la domanda viene direttamente rigettata, senza investire del procedimento la soprintendenza competente per territorio). In sostanza la pratica non arriva nemmeno alla soprintendenza.

In questo caso, solo nel caso in cui l'interessato lo richieda, il soprintendente è chiamato a esprimersi. In questo caso decide direttamente, con provvedimento definitivo, in senso positivo o negativo, senza «ripassare» la pratica all'amministrazione locale.

In caso, invece, di valutazione positiva della conformità, o della compatibilità paesaggistica, l'amministrazione locale (o regionale) invia la pratica al soprintendente. Se anche la valutazione del soprintendente è positiva, allora formula un parere vincolante favorevole.

Se la valutazione del soprintendente è negativa (e quindi in contrasto con quella positiva dell'amministrazione locale) il soprintendente rigetta direttamente l'istanza, senza investire nuovamente della questione l'ente locale.

Il parere non è vincolante solo quando l'area interessata a un intervento di lieve entità sia assoggettata a un vincolo o a un piano paesaggistico che contengano specifiche prescrizioni d'uso del paesaggio: la titolarità del provvedimento di rigetto dell'istanza resta comunque in capo all'amministrazione competente al rilascio dell'autorizzazione paesaggistica.

Inoltre l'autorizzazione paesaggistica è immediatamente efficace (non si applica la moratoria di 30 giorni prevista per gli interventi «maggiori»). Infine, per il procedimento di autorizzazione semplificato non è obbligatorio il parere delle Commissioni locali per il paesaggio.

 

di Antonio Ciccia
da Italia Oggi del 12.06.10 


Testo definitivo - Il governo semplifica il nulla osta paesaggistico

Autorizzazione paesaggistica semplificata. Ieri il consiglio dei ministri ha, infatti, approvato in via definitiva il regolamento che prevede procedure veloci per i progetti di lieve entità da realizzare nelle zone sottoposte a vincolo. Si tratta di 42 situazioni indicate in un elenco allegato al regolamento e che, secondo il ministero dei Beni culturali, rappresentano il 75% degli interventi che coinvolgono le zone tutelate.

Il provvedimento prevede un taglio ai documenti necessari per richiedere l'autorizzazione paesaggistica (è, per esempio, prevista una relazione paesaggistica semplificata, redatta da un professionista sulla base di uno schema-tipo), l'inoltro per via telematica, quasi il dimezzamento dei tempi (da 105 a 60 giorni) per ottenere la risposta. L'amministrazione locale deve, inoltre, avviare una verifica preliminare della richiesta di autorizzazione paesaggistica, così da capire immediatamente se la domanda è conforme alla disciplina urbanistica e, in caso contrario, evitare di istruire la pratica, informandone in tempi celeri l'interessato e non inviando alla soprintendenza istanze che andrebbero incontro a un rifiuto certo.

L'autorizzazione semplificata è immediatamente operativa e non si applica la moratoria di 30 giorni prevista per il via libera paesaggistico "normale". Quest'ultimo, tra l'altro, dal primo gennaio è diventato, in ossequio a quanto previsto a regime dal codice dei beni culturali (Dlgs 42/2004) più stringente - il parere del soprintendente è vincolante - e la semplificazione fa un po' da contraltare alle nuove regole previste per l'autorizzazione "pesante". I Beni culturali hanno, tra l'altro, in corso un tavolo con le regioni per introdurre nuovi snellimenti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

di Antonello Cherchi
da Il Sole 24ore del 11.06.10


Semplificati gli interventi edilizi. CONSIGLIO DEI MINISTRI - Approvato il decreto sulle zone di interesse paesaggistico. Iter snello per mini-incrementi volumetrici e tinteggiature

Interventi edilizi di lieve entità più facili nelle aree o sugli immobili dichiarati di interesse paesaggistico. Il procedimento semplificato di autorizzazione riguarderà 39 tipologie di interventi. Tra questi: l'incremento di volume non superiore al 10% della volumetria della costruzione originaria e comunque non superiore a 100 mc; interventi di demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria e sagoma precedenti; aperture o modifiche di porte e finestre, interventi sulle finiture esterne (intonaci, tinteggiature, rivestimenti), realizzazione o modifica di balconi, cornicioni, ringhiere; rifacimento del tetto; interventi antisismici; realizzazione di autorimesse con volume non superiore a 50 mc. E ancora cancelli, recinzioni, muri di cinta, ma anche posizionamento di parabole satellitari, pannelli solari, pozzi e strutture sportive o turistiche rimovibili.

È quanto prevede un dpr approvato ieri in via definitiva dal consiglio dei ministri, recante il regolamento che disciplina il procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica per gli interventi di lieve entità, in attuazione dell'articolo 146, comma 9 del Codice dei beni culturali e del paesaggio (dlgs n. 42/2004). La finalità dell'esecutivo, si legge nella relazione illustrativa al provvedimento, è quella di ridurre la congestione degli uffici degli enti locali, i quali, a causa della vastità dei territori assoggettati a vincolo paesaggistico in Italia, ricevono ogni anno centinaia di migliaia di richieste di autorizzazione. Che, per il 75% dei casi, riguardano interventi di lieve entità (almeno con riferimento ai 39 tipi individuati dal dpr). Un apposito dm dei Beni culturali potrà successivamente apportare specifiche, rettifiche o integrazioni all'elenco contente gli interventi agevolati, in base a motivazioni ed esigenze di natura esclusivamente tecnica.

La procedura semplificata. Per quanto attiene allo snellimento burocratico, il regolamento stabilisce che l'istanza presentata ai fini del rilascio dell'autorizzazione semplificata sia corredata unicamente da una relazione paesaggistica semplificata, redatta da un tecnico abilitato su una scheda tipo. Il professionista dovrà attestare la conformità dell'intervento alla disciplina del paesaggio ed alla vigente disciplina urbanistica. Per rendere l'iter amministrativo ulteriormente rapido ed efficiente, viene previsto che l'istanza debba essere presentata in via telematica (ove possibile). Qualora gli interventi richiesti siano invece riferiti ad attività industriali o artigianali, la presentazione della domanda e della relativa documentazione dovrà avvenire attraverso lo sportello unico per le attività produttive, se istituito (...). L'amministrazione competente al rilascio del permesso dovrà in prima battuta verificare se l'intervento richiesto è soggetto ad autorizzazione ordinaria, semplificata (ossia se rientra tra quelli di lieve entità) o è esonerato.

La tempistica. In ogni caso, il procedimento di autorizzazione semplificato dovrà concludersi entro 60 giorni dalla data di ricevimento dell'istanza. Così facendo, per gli interventi «minori» il dpr riduce del 40% i termini ordinari previsti dall'articolo 146 del Codice dei beni culturali, pari a 105 giorni (40 giorni presso l'ente locale + 45 giorni per il parere vincolante del soprintendente + 20 giorni per il provvedimento definitivo). In caso di non conformità dell'intervento progettato alle norme edilizie ed urbanistiche, la P.A. comunicherà al richiedente il diniego entro 30 giorni dalla ricezione della domanda.

Entrata in vigore. Il regolamento sarà immediatamente applicabile al momento della sua entrata in vigore nelle regioni a statuto ordinario. Le regioni a statuto speciale, nonché le province autonome di Trento e Bolzano, invece, dovranno adottare entro 180 giorni i provvedimenti necessari a modificare la disciplina del procedimento di autorizzazione paesaggistica semplificata in conformità alle disposizioni del dpr.

 

di Valerio Stroppa
da Italia Oggi del 11.06.10


Verso il Cdm. Mini interventi edilizi con permessi più semplici.
Codice beni culturali

Dalla semplificazione dei permessi paesaggistici per interventi edilizi "soft"come l'incremento delle costruzioni entro certi limiti di volume o l'installazione di pannelli termici e parabole satellitari, all'introduzione di nuove norme a tutela dei consumatori nel settore creditizio.

Queste alcune delle novità contenute nei provvedimenti che hanno ottenuto ieri il via libera nella riunione tecnica di preconsiglio in vista del vertice di Governo convocato domani a Palazzo Chigi. Oltre alle misure per l'attivazione del nuovo sportello unico per l'impresa in un giorno e allo schema di Dlgs di recepimento della direttiva 2008/ 48/Ce sui contratti di credito al consumo, agli ultimi ritocchi in vista dell'esame preliminare del testo (...) l'Esecutivo dovrebbe, infatti, licenziare in via definitiva il regolamento che semplifica i procedimenti autorizzatori per gli interventi di lieve entità, così come previsto dal Codice dei beni culturali (Dlgs 42/2004). In base alle nuove disposizioni che hanno ottenuto i pareri favorevoli di Conferenza unificata, Consiglio di Stato e Camere, le sopraintendenze avranno, infatti, 60 giorni di tempo dal ricevimento della domanda per concludere le pratiche relative a una gamma molto vasta di opere minori.

L'elenco delle semplificazioni comprende 39 voci tra cui figurano l'aumento delle cubature degli immobili per valori non superiori al 10% del volume originario e comunque fino a un massimo di 100 metri cubi, l'adeguamento antisismico ed energetico degli edifici, la posa di cartelli e spazi pubblicitari fissi di dimensioni inferiori a 18 metri quadri o di linee elettriche e telefoniche, nonché l'installazione esterna dei condizionatori e di piccoli serbatoi di Gpl.

Il decreto sarà applicabile con effetto immediato in tutte le regioni a statuto ordinario e alleggerirà anche gli obblighi documentali. L'istanza potrà, infatti, essere corredata da una relazione paesaggistica semplificata ed essere trasmessa agli uffici anche per via telematica. (...) © RIPRODUZIONE RISERVATA

  • IN AGENDA - Possibile aumentare le cubature per valori non superiori al 10% e la posa di cartelli pubblicitari

 

di Elena Simonetti
da Il Sole 24ore del 09.06.10

 

invia la tua opinione!

Commenti

22/01/2011 18:49: titolo
La nuova procedura di autorizzazione paesaggistica semplificata che si applica anche a quegli interventi in aree sottoposte ad un vincolo soltanto "tipologico" (si tratta di quelli previsti dalla legge Galasso del 1985, poi riconfermati dall'articolo 142 del codice dei beni culturali e del paesaggio: entro i 300 mt dalla battigia, presso sponde dei mari, dei laghi e dei fiumi, boschi e foreste, parchi regionali e statali, monti sopra una determinata altezza, ecc), dovrebbe nello spirito del legislatore costituire un'accelerazione del procedimento amministrativoma. I tempi predefiniti del procedimento sono corredati da specifiche sanzioni a carico dei funzionari e dei dirigenti, con responsabilità disciplinari e dirigenziali, che incidono sulle retribuzioni di risultato. Inoltre, il cittadino può adire immediatamente il giudice amministrativo ed ottenere, con procedura accelerata una pronuncia che accerti il proprio diritto e gli eventuali danni derivanti dall'inerzia. In effetti ritengo, però, che i ritardi continueranno come sempre in quanto sono stati fissati dei tempi tecnici di conclusione che difficilmente potranno essere osservati in considerazione della inadeguatezza delle strutture pubbliche.
Luigi

04/10/2011 18:40: titolo
Faccio seguito al mio commento del 22.1.2011 col quale, fra l'altro, esprimevo il mio pessimismo in merito al tanto pubblicizzato acceleramento dei tempi con la nuova procedura semplificata ai sensi del DPR 139/2010 applicabile anche agli interventi in aree sottoposte a vincolo tipologico quale ad es.la costruzione di manufatti entro i 300 mt dalla battigia. E' infatti trascorso più di un anno dall'entrata in vigore del Dpr 139 ed ancora non è definita la mia pratica di condono presentata ai sensi della L.47/85 presso un Comune di cui non posso fare il nome ma che colui (responsabile Comunale) che avrà modo di leggermi comprenderà il riferimento. Trattasi di una pratica iniziata nel 1986 per un appartamento in Torvajanica risultato privo di licenza in quanto il numero indicato in rogito inspiegabilmente non ha trovato riscontro presso il Comune. Incredibilmente dopo 25 anni si sveglia il Comune richiedendo ulteriori documenti in quanto l'immobile costruito in zona B cioè in zona omogenea completamente urbanizzata quando ormai tutta la zona era visivamente compromessa, rientrava nella fascia di rispetto dei 300 mt. dalla battigia, in terza linea, senza vista sul mare e senza che il manufatto avesse recato il minimo impatto ambientale anzi ha costituito un pregio per la zona perchè costruito su terreni incolti pieni di erbacce maleodoranti. Ebbene,presento tutti i documenti (relazione paesaggistica, progetto, foto, ecc). Quando detta pratica stava per essere inviata alla Soprintendenza il Comune comunica che è stato rinvenuto il N.O.E. e mi viene rilasciata copia conforme. Lo stesso Comune mi dà precise istruzioni sulle domande di improcedibilità e di archiviazione della pratica ma quando dette domande arrivano alla responsabile in luogo di rilasciare una conferma dell'archiviazione mi arriva risposta negativa senza la minima motivazione e accenno alla legittimità e validità del N.O.E. e chiude la risposta che la pratica sarà definita entro 90 giorni ma in assenza di N.O.E
Luigi

vedi anche:

Nessun rinvio a paesaggio ed energia

di Enrico Milone - DL Milleproroghe 2010

Costruzioni con il sì del soprintendente

N.O. paesaggistico - agg. rassegna stampa

Due milioni di immobili fantasma

aggiornamento rassegna stampa

Paesaggio, autorizzazioni veloci

Dpr Codice Beni Culturali e Paesaggio - rass.stampa

Legge Milleproroghe 2009

di Enrico Milone

Paesaggio: la tutela esclusiva spetta allo Stato

Codice Beni culturali e Paesaggio - agg. rass-stampa

Un nuovo codice in difesa del paesaggio

In Gazzetta i due Dlgs di riforma - agg.rass.stampa


data pubblicazione: domenica 13 giugno 2010
architettiroma è su twitter architettiroma è su facebook le istruzioni per iscriversi al feed RSS Iscriviti alla newsletter di architettiroma.it
Architettura sul web Semplificato il N.O. paesaggistico