Che c'è nella manovra economica?

di Enrico Milone - DL 78/2010

CHE C'E' NELLA MANOVRA ECONOMICA?

Prima di parlare della Manovra, una buona notizia dal Parlamento: la Camera dei deputati, in data 8 giugno ha respinto la conversione del Decreto-Legge 62/2010 emanato dal Governo per sospendere le demolizioni degli edifici abusivi in Campania. Il DL è decaduto. In realtà avrebbe creato le condizioni per una nuova sanatoria dell'abusivismo edilizio, cominciando dalla Campania.

La Manovra economica è già in vigore, essendo stata emanata nella forma del Decreto-Legge 31.5.2010 n.78, "Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitivita' economica". Il Parlamento dovrà convertirlo in legge entro 60 giorni, pena la decadenza. Decadenza non consentita, però, dalla crisi che coinvolge tutti i Paesi europei. Il provvedimento tratta molti aspetti che riguardano l'edilizia e le professioni tecniche; limitatamente a tali aspetti, fornisco di seguito una informazione molto sommaria, tenendo conto che il provvedimento dovrebbe subire consistenti modifiche nel corso dell'iter parlamentare. Pertanto mi riservo di tornare sull'argomento quando avremo il testo definitivo approvato dal Parlamento.

  • art.6. Riduzione dei costi degli apparati amministrativi. Articolo molto importante che al comma 1 stabilisce, sia pure con eccezioni, che la partecipazione ad organi collegiali pubblici o che ricevono finanziamenti pubblici è onorifica. Ai sensi del comma 5, gli organismi pubblici, anche con personalità giuridica di diritto privato, provvedono all'adeguamento dei rispettivi statuti al fine di assicurare che gli organi di amministrazione siano costituiti da un numero non superiore a cinque componenti. La norma non è chiara: potrebbe applicarsi anche ai consigli degli Ordini, ai relativi consigli nazionali e alla Cassa di previdenza ingegneri e architetti. I Consigli degli Ordini degli architetti hanno da un minimo di 7 ad un massimo di 15 componenti. Il Consiglio nazionale ne ha 15.
  • Lo stesso articolo 6 al comma 7 stabilisce una forte limitazione di consulenze da parte delle pubbliche amministrazioni. La spesa relativa non può essere superiore al 20 per cento di quella sostenuta nell'anno 2009. L'affidamento di incarichi in assenza dei presupposti costituisce illecito disciplinare e determina responsabilità erariale. La limitazione si riflette negativamente sulla occupazione degli architetti, visto che spesso le consulenze coprono in realtà veri e propri incarichi professionali di progettazione e prestazioni simili.
  • L'art.7 stabilisce la soppressione di alcuni enti, tra i quali l'ISPESL (Istituto superiore prevenzione infortuni sul lavoro) e la attribuzione all'Inail delle relative funzioni. Soppresso anche l'Istituto nazionale di architettura navale (Insean).
  • La spesa per la manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili della pubblica amministrazione non può superare il 2% del valore dell'immobile. Le regioni e gli enti locali devono adeguarsi (art.8 comma 1).
  • Lo stesso art.8 al comma 10 affida ai dirigenti generali la decisione sulla segretezza delle opere da eseguire fuori delle normali regole del Codice degli appalti.
  • Per le pubbliche amministrazioni le disposizioni degli articoli 28 e 29 del DLgs 81/2008 (sicurezza sul lavoro) riguardanti il rischio da stress di lavoro correlato sono rinviate al 31.12.2010 (art.8 comma 12).
  • Case fantasma e pericolo di ennesimo condono edilizio. L'aggiornamento del catasto è previsto dall'art.19, con attivazione dal 2011 dell'Anagrafe immobiliare integrata. Entro il 30 settembre l'Agenzia del Territorio completerà l'individuazione dei fabbricati esistenti, ma non iscritti nel catasto. Entro la fine del 2010 i proprietari dovranno presentare la dichiarazione di aggiornamento catastale ai fini fiscali. In caso di omissione l'Agenzia attribuirà all'edificio una rendita catastale presunta. Dal 2011 partirà un controllo costante del territorio, anche  mediante il telerilevamento per evidenziare nuove costruzioni o ampliamenti abusivi. Gli estremi catastali vanno indicati negli atti notarili di compravendita e nella registrazione degli atti di locazione. L'articolo 19 giustamente non prevede alcun condono per gli immobili abusivi. Tuttavia, visto che, presumibilmente, gran parte delle case fantasma sono abusive, è probabile che saranno in pochi ad autodenunciarsi. Si sa che in Parlamento alcuni parlamentari, con la scusa di fare cassa, stanno preparando un emendamento per introdurre l'ennesimo, inqualificabile, condono edilizio. Occorre che le categorie professionali siano pronte ad esprimersi contro tale eventualità, fonte di ulteriore degrado del territorio e di ulteriore perdita del senso di legalità.
  • Tracciabilità dei pagamenti. L'art.20 ripristina parzialmente la limitazione ai pagamenti in contanti introdotta dal Governo Prodi, stabilendo un massimo di 5.000 euro.
  • Conferenza di servizi: viene ulteriormente indebolito il potere di veto delle amministrazioni di tutela dei beni culturali, del paesaggio, della salute e della pubblica incolumità. L'art.49 stabilisce che le amministrazioni di tutela sono obbligate a dare il parere solo nell'ambito della Conferenza. Se il rappresentante dell'amministrazione non manifesta dissenso scatta il silenzio-assenso. Non solo, ma l'eventuale parere negativo deve essere espresso in modo costruttivo indicando quali siano le misure che potrebbero rendere approvabile il progetto. I funzionari che non partecipano alla Conferenza, o ritardano la determinazione, rispondono sotto i profili disciplinari con conseguenze anche sulla retribuzione. Nel caso di dissenso espresso da amministrazioni di tutela su beni culturali, salute e pubblica incolumità, la decisione sulla realizzabilità dell'opera viene assunta dal Consiglio dei ministri.

 

di Enrico Milone, architetto
del 15.06.10

 

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Commenti

17/06/2010 20.25: daje
ennamo cò 'sto condono!
cofana e molazza

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data pubblicazione: martedì 15 giugno 2010
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