Via libera al Regolamento

Codice Appalti - agg. rassegna stampa

Consiglio dei ministri. Il codice degli appalti «qualifica» le pmi. Approvato il regolamento che prevede due nuove classifiche per le imprese minori.

Un via libera senza difficoltà e senza modifiche per il regolamento di attuazione del Codice degli appalti.

Ieri in poco più di mezz'ora il Consiglio dei ministri si è pronunciato per la quarta e ultima volta sui 358 articoli che completano il sistema delle regole per i contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. Era l'ultimo passaggio formale prima della registrazione della Corte dei conti (su cui però si era incagliato il precedente regolamento predisposto dall'ex ministro Di Pietro) e l'arrivo in Gazzetta. Per il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, intervenuto in prima persona a gestire gli ultimi ostacoli al varo, il Regolamento è «un valido strumento di guida e di supporto completo ed organico, articolato secondo il susseguirsi delle diverse fasi dalla programmazione al collaudo».

L'entrata in vigore. Il decreto cerca di dare una spinta moralizzatrice soprattutto sul fronte della qualificazione e quindi dell'accesso ai lavori pubblici. Non a caso le uniche norme che entreranno in vigore subito saranno quelle sulle sanzioni alle imprese che non collaborano con l'Autorità di vigilanza (multa fino a 25mila euro e, in caso di recidiva espulsione dal mercato) o che utilizzano certificati dei lavori falsi (sanzione raddoppiata a 51mila euro più la segnalazione nella banca dati). Sanzioni immediate anche per le società di attestazione (Soa). Tutte le altre norme invece entreranno in vigore 180 giorni dopo la pubblicazione in «Gazzetta Ufficiale». Tra queste, sempre in materia di qualificazione, ci sono la nascita di due nuove classifiche di lavori, pensate per le Pmi. La prima comprenderà gli appalti tra 1,033 milioni e 1,5 milioni, la seconda andrà da 2,5 a 3,5 milioni. Previsto anche uno sconto sulle tariffe Soa (ferme da dieci anni) sempre per le Pmi: per lavori fino a 516mila euro si pagherà il 20% in meno.

La trasparenza nei progetti. Il regolamento migliora la trasparenza negli appalti: soprattutto attraverso la verifica dei progetti affidata a organismi esterni con il compito di certificarne l'effettiva tenuta, congruità dei prezzi e buona qualità. Di fatto, la validazione apre anche un nuovo mercato per le società di ingegneria e per i liberi professionisti che potranno partecipare a queste gare con una gradualità articolata per fasce di importo. Sempre sulla progettazione ci sono da registrare altre, significative, novità: il regolamento indica con chiarezza i contenuti minimi obbligatori di tutte le fasi progettuali, già a partire dallo studio di fattibilità. Diverse poi le aperture verso i professionisti: sono stati abbassati i requisiti di accesso alle gare (e in particolare le richieste di aver svolto servizi analoghi a quelli in gara) e sarà anche possibile sfruttare i progetti dei committenti privati. Non cambiano invece le regole di accesso ai lavori specialistici: è stato infatti stralciato l'obbligo di possedere una certa soglia minima di attrezzatura dedicata per queste lavorazioni. E la questione, che ha visto su due fronti contrapposti Ance e Finco (industria costruzioni), è stata rinviata a un successivo decreto.

Le reazioni. Il regolamento è stato accolto da un coro, quasi unanime, di consensi. Piena l'intesa e la soddisfazione di Confindustria e Ance. Con due note distinte, ma convergenti, gli industriali e i costruttori hanno ringraziato Matteoli e il suo staff per il lavoro svolto. Il vicepresidente di Confindustria con delega alle Infrastrutture, Cesare Trevisani, in particolare ha sottolineato che il testo persegue il fine di «una maggiore trasparenza e coerenza nell'affidamento degli appalti pubblici». Per il presidente Ance Paolo Buzzetti, «l'approvazione delle nuove norme favorirà il lavoro delle imprese sane con un occhio di riguardo per le medio piccole che soffrono di più in questo particolare periodo di crisi». Molto soddisfatte anche le società di ingegneria dell'Oice. «Sono state introdotte - ha sottolineato il presidente Braccio Oddi Baglioni - le misure, fortemente richieste dai progettisti, tese a limitare gli eccessivi ribassi che hanno messo in ginocchio il settore». Il presidente di Anie (imprese elettrotecniche ed elettroniche), Guidalberto Guidi ha chiesto invece una modifica del Codice «per arrivare subito a gare separate per l'affidamento delle lavorazioni tecnologiche».
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I contenuti 

  • Sanzioni. Sono previste multe fino a 25mila euro per le imprese che non collaborano con l'Autorità di vigilanza e fino a 51mila per certificati di lavori falsi
  • Appalto integrato. Diventa possibile affidare insieme lo sviluppo del progetto definitivo, esecutivo e i lavori, ma il 65% dei punteggi deve andare alla qualità progettuale
  • Progettazione e validazione. Le stazioni appaltanti dovranno fissare un limite ai ribassi presentabili in gara I progetti devono essere sempre verificati da una struttura pubblica o da professionisti e società private che dovranno verificare anche la congruità dei prezzi
  • Qualificazione. Le Pmi pagheranno il 20% in meno della tariffa per l'abilitazione Soa per appalti fino a 516mila euro
  • Durc. Rischia la perdita del contratto l'appaltore che presenta per due volte un documento unico di regolarità contributiva con delle anomalie sui versamenti previdenziali
  • Grandi opere. Per appalti integrati sopra i 75 milioni diventa obbligatoria la garanzia globale di esecuzione, ovvero l'indicazione di un'impresa supplente in grado di subentrare se fallisce o viene allontanato l'appaltatore principale
  • Servizi. Ammessa la finanza di progetto e quindi l'apporto di capitali privati anche per questi contratti

 

di Valeria Uva
da Il Sole 24ore del 19.06.10


Super-appalti con la garanzia - CONSIGLIO DEI MINISTRI/ Approvazione definitiva per il regolamento sul codice contratti. Al via il performance bond nei lavori sopra i 75 mln.

Al via il performance bond nei lavori oltre 75 milioni, responsabile del procedimento anche progettista per lavori fino a 5 milioni, collaudi affidabili a terzi solo con gara, più qualità nei livelli progettuali e negli studi di fattibilità, nuove classifiche di qualificazione per piccoli lavori, stralciato l'allegato A1 per le opere superspecialistiche, limiti ai ribassi nelle gare di progettazione, sanzioni per imprese e Soa per certificati falsi. Sono questi alcuni dei punti innovativi del Regolamento del Codice dei contratti pubblici approvato ieri dal Consiglio dei ministri in via definitiva e che sarà trasmesso alla firma di Napolitano e alla registrazione della Corte dei conti, prima di entrare in vigore nei sei mesi successivi alla pubblicazione in gazzetta ufficiale.

Primi commenti positivi alla limitazione dei ribassi anomali nelle gare di progettazione dal mondo delle professioni e della progettazione: concordi sia l'Oice, con Braccio Oddi Baglioni («positiva anche l'articolata disciplina sulla verifica dei progetti»), sia il Consiglio Nazionale degli architetti, con Massimo Gallione. L'Ance, con Paolo Buzzetti, evidenzia come «l'approvazione delle nuove norme favorirà il lavoro delle imprese sane con un occhio di riguardo per le medio piccole che soffrono di più in questo particolare periodo di crisi». E il presidente Anie Guidalberto Guidi auspica che «si possa aprire un tavolo di lavoro ministeriale per definire una modifica del Codice degli appalti che consenta alle stazioni appaltanti di procedere con gare separate per l'affidamento delle lavorazioni tecnologiche».

Responsabile del procedimento. Lo schema di regolamento ammette che il Rup possa anche svolgere le funzioni di progettista e di direttore dei lavori, ma che queste funzioni non possono coincidere per interventi di importo superiore a 500.000 euro. Il Rup potrà invece predisporre la progettazione preliminare di lavori di importo inferiore alla soglia comunitaria (5,2 milioni di euro).

Studi di fattibilità e livelli progettuali. Trattandosi del momento fondamentale sul quale si attiva la programmazione dei lavori pubblici, lo schema di regolamento provvede ad una accurata definizione dei contenuti dello studio di fattibilità, che è anche il documento sul quale si attiva il project financing; l'effetto sarà un maggiore impegno in questa fase per la stazione appaltante. Altrettanto approfondito dovrà essere il documento preliminare alla progettazione, predisposto a cura del Rup, che dovrà anche essere integrato, in caso di concorso di progettazione, anche dei documenti preparatori del concorso. Infine i livelli di progettazione vengono arricchiti sulla scia di quanto già fatto per i progetti delle opere della cosiddetta «legge obiettivo» (in sostanza un progetto definitivo diventa quasi come un progetto esecutivo del dpr 554/99).

Verifica dei progetti. Sarà compito del Rup fino a un milione di euro e, oltre tale importo, ad organismi interni dell'amministrazione dotati di un sistema di controllo qualità (ma fino al 2013 non sarà necessario). Sarà il servizio tecnico centrale del Consiglio superiore dei lavori pubblici (oltre agli organismi di accreditamento) accreditare le società private a svolgere l'attività di validazione. Un regolamento ministeriale, entro sei mesi dall'entrata in vigore del regolamento generale, dovrà a sua volta dettare le regole per l'accreditamento degli organismi di validazione. L'attività di verifica affidata a soggetti esterni potrà vedere in campo professionisti e società per opere puntuali fino a un milione di euro e a rete fino a 5,2 milioni di importo dei lavori. Viene anche dettagliato il contenuto dell'attività di verifica che, diversamente da oggi, dovrà essere contestuale allo svolgimento della progettazione.

Qualificazione delle imprese. Vengono trasposte nel regolamento sia le norme del dpr 34/2000 sia quelle sulla qualificazione dei contraenti generali. Vengono introdotte due nuove fasce la III bis (1,033 /1,5 milioni) e la IV bis (2,5/3,5 milioni). La «partita» delle opere superspecialistiche si chiude con lo stralcio dell'allegato A1 e con il rinvio ad un dpcm che definirà i requisiti per la qualificazione per queste opere.

Sanzioni per imprese e Soa. Previste per le imprese di costruzioni sanzioni in caso di mancata risposta alle richieste dell'Autorità o alle richieste delle Soa attestanti la qualificazione, o ancora per mancata comunicazioni di dati all'Osservatorio. Punite anche le certificazioni false presentate alle Soa, per le quali il regolamento stabilisce sanzioni di circa 50.000, oltre alla possibile sospensione dell'attività per un anno.

Gare di progettazione. Per la partecipazione alle procedure di affidamento di servizi di ingegneria e architettura le stazioni appaltanti dovranno effettuare il calcolo dell'importo a base di gara indicando anche come è stato effettuato tale calcolo; necessaria anche l'indicazione, sempre nel bando, degli elementi (ed eventuali «sub elementi») di valutazione delle offerte e dei loro «pesi» ed eventuali «sub pesi». Previsto l'obbligo di fissare un limite ai ribassi (che oggi viaggiano anche introno al 65-70%) e una formula per limitare l'attribuzione di punteggi alti ai ribassi maggiori. Il requisito dell'organico medio annuo potrà essere soddisfatto anche tramite consulenti a partita Iva che fatturino più del 50% del loro giro d'affari allo studio o alla società che partecipa alla gara. I requisiti utilizzabili dovranno riferirsi a servizi iniziati, ultimati e approvati nei 5 o 10 anni precedenti o, per quelli iniziati in precedenza, alla parte di essi ultimata e approvata nello stesso periodo.

Garanzie. Vengono dettate le norme attuative della garanzia globale di esecuzione, il cosiddetto performance bond, facoltativo per le gare sopra i 100 milioni di lavori e obbligatorio per gli appalti integrati (progettazione esecutiva e costruzione) oltre i 75 milioni. Il regolamento esclude che per la redazione del progetto e del piano di sicurezza possa essere richiesta la cauzione provvisoria e quella definitiva; pertanto al progettista potrà essere chiesto di presentare soltanto la polizza per errore e/o omissione progettuale. Obbligo di polizza assicurativa anche per il validatore. Negli appalti integrati la polizza del progettista viene chiesta «all'affidatario» (cioè all'impresa di costruzioni).

Collaudi. I collaudi possono essere affidati a terzi, quando l'amministrazione non può svolgerli direttamente, solo tramite gara, a soggetti esterni con 5 o 10 anni di esperienza a seconda dell'importo dei lavori.

 

di Andrea Mascolini
da Italia Oggi del 19.06.10


Edilizia. Codice appalti alla stretta finale. Testo al Consiglio dei ministri - Finco in campo per chiedere modifiche alle norme di qualificazione. Nella progettazione l'obiettivo è frenare i ribassi e le varianti.

Dopo uno stop di 30 mesi, un cambio di governo e una crisi che in tre anni ha fatto crollare del 30% gli investimenti nelle costruzioni arriva oggi per la quarta - e probabilmente - ultima volta al Consiglio dei ministri il regolamento del codice appalti. Una prima versione, targata Di Pietro, era stata licenziata a dicembre 2007 dal governo Prodi, ma si è poi incagliata nei rilievi della Corte dei conti. Da allora Matteoli ha voluto riaprire le consultazioni, inserendo poi altre novità.

Due i fronti più innovativi: la progettazione e la qualificazione. Per la progettazione si tenterà di calmierare (ma non di eliminare) i forti ribassi con una nuova formula di aggiudicazione e di frenare le varianti ai progetti (invariate le regole per quelle in corso d'opera). Anche per la qualificazione nei lavori pubblici, ovvero per le regole di accesso e di permanenza in questo mercato i cambiamenti saranno notevoli: a cominciare dai controlli sul sistema delle Soa (le società private che abilitano i costruttori) per le quali scattano sanzioni anche pecuniarie in caso di mancata collaborazione con l'Autorità di vigilanza, fino alla revoca dell'abilitazione per i comportamenti più gravi. Non è passata però l'idea originaria, caldeggiata dall'Autorità di vigilanza, di far rientrare i promotori commerciali all'interno dell'organico delle società.

Controlli più serrati anche sui costruttori: alle sanzioni già esistenti per frenare la marea dei certificati di lavori falsi utilizzati per abilitarsi, il regolamento aggiunge le multe fino a 25mila euro per la mancata collaborazione alle richieste dell'Autorità. Ma sul fronte della qualificazione la battaglia più dura che si è consumata in questi ultimi mesi e che oggi arriverà all'epilogo è quella tra le imprese generali e le specialistiche. Con il tentativo, sostenuto da queste ultime rappresentate da Finco e Aniem, di blindare l'accesso dei costruttori civili di Ance e Agi ai lavori particolari (tra cui, ad esempio, l'impiantistica, il restauro, la prefabbricazione). Il regolamento conteneva infatti anche un allegato con un elenco di macchine e mezzi particolari da possedere per ottenere la qualifica specialistica. Un sistema che avrebbe tagliato fuori molte delle imprese oggi abilitate a questi lavori.

Per Ance e Agi «un'eccessiva restrizione della concorrenza». Per la Finco, «un riconoscimento assegnato a chi quei lavori li fa e li sa fare veramente». Ma Matteoli ha fatto marcia indietro e ha deciso di eliminare dal testo l'allegato all'origine delle polemiche. L'attuale assetto quindi non cambia.

Partita chiusa? Non è detto se, come sembra dalle ultime indiscrezioni, Matteoli sarebbe intenzionato a prevedere comunque di riparlarne con un prossimo decreto da varare entro 60 giorni. La Finco oggi gioca il tutto per tutto con un ultimo, accorato, appello inviato a Berlusconi e a tutti i ministri per riviare il varo del regolamento «contro le qualificazioni ottenute solo sulla carta - si legge nella lettera firmata dalla presidente Rossella Giavarini - che non riusciranno a garantire la qualità dell'opera pubblica».
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  • LA CONCORRENZA - I costruttori «specialisti» chiedono che l'abilitazione a determinati lavori sia subordinata al possesso di macchinari specifici

Le principali novità

  • 1 - LAVORO. Se per due volte il documento unico di regolarità contributiva evidenzia irregolarità sul fronte dei contributi previdenziali l'appaltatore e il subappaltatore rischiano di perdere il contratto; la decisione spetta alla stazione appaltante, ma è sostanzialmente automatica in caso di subappalto
  • 2 - SANZIONI. In caso di mancata risposta alle osservazioni e alle richieste dell'Autorità di vigilanza si rischia una multa fino a 25mila euro; in caso di recidiva si rischia la perdita dell'abilitazione agli appalti. Confermata la sanzione fino a 51mila euro per chi utilizza i certificati lavori falsi
  • 3 - QUALITA'. Nelle gare di progettazione affidate con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa la qualità del progetto è destinata a pesare in sede di punteggio sempre più del prezzo; è stato introdotto anche un meccanismo correttivo per frenare i maxi-ribassi
  • 4 - CONTROLLI. Previsto l'obbligo di validare il progetto in tutte le tre fasi di sviluppo per verificarne prezzi e coerenza progettuale; i controlli possono essere svolti o dall'amministrazione o da società specializzate e per piccoli progetti anche dai liberi professionisti
  • 5 - BANCA DATI. Il casellario delle imprese abilitate negli appalti diventa più ricco e completo con l'indicazione di tutti i fatti che riguardano la vita dell'impresa (lavori, negligenze, condanne, relazione negative dell'amministrazione) ma i dati restano riservati alla pubblica amministrazione
  • 6 - GRANDI LAVORI. Per appalti di progettazione e lavori sopra i 75 milioni necessaria la garanzia globale di esecuzione, una cauzione rilasciata da banche e assicurazioni che indica il nome di una ditta in grado di subentare in caso di fallimento o stop al contratto dell'appaltatore

 

di Valeria Uva
da Il Sole 24ore del 18.06.10


Costruzioni. Appalti, sfida grandi gruppi-Pmi. Domani il governo vara le nuove regole su qualificazioni e bandi

ROMA - È ancora scontro tra costruttori civili e imprese specialistiche dell'edilizia sul regolamento degli appalti. In queste ore prima dell'arrivo al Consiglio dei ministri di domani per il via libero definitivo sono in corso trattative serrate e pressioni dai due fronti per tentare di limare il testo. Con l'obiettivo finale, per entrambi, di conquistare peso e quote nel sempre più ristretto mercato dei lavori pubblici. E così il testo che il ministero delle Infrastrutture ha portato martedì al preconsiglio dei ministri (si veda il Sole 24 ore del 10 giugno [in calce, ndr]) è già stato modificato.

I costruttori civili, rappresentati da Ance e Agi (medie e grandi imprese edili), hanno segnato un altro punto a proprio favore: dopo lo stralcio del cosiddetto Allegato A1 che li avrebbe in gran parte esclusi dagli appalti per lavori specialistici adesso la novità dell'ultima ora sarebbe l'archiviazione definitiva di tutta la questione. In altre parole, nell'ultima versione è scomparso non solo l'Allegato ma anche il riferimento a un futuro decreto che doveva servire a riaprire le trattative e a dare in un futuro, più o meno lontano, maggiore spazio alle piccole e medie imprese specializzate.

Dunque la situazione resta quella attuale: per ottenere l'abilitazione nei lavori specialistici (prefabbricazione, armamento ferroviario, restauro e tutta l'impiantistica) non serve una determinata quantità di attrezzatura di settore. Questo meccanismo finora ha consentito anche a molti costruttori generali di ottenere la qualificazione e quindi l'accesso diretto a queste opere. E ha lasciato gli specialisti al ruolo marginale di subappaltatori. Ma gli specialisti, rappresentati in questa battaglia dalla Finco (industria costruzioni) e dall'Aniem (Pmi edili), un risultato potrebbero ancora ottenerlo: un punto su cui sono ancora in corso le verifiche è quello che riguarda proprio il peso del subappalto. Il Consiglio dei ministri potrebbe cioè eliminare del tutto la possibilità per le imprese appaltatrici generali di utilizzare una piccola parte dei lavori subappaltati (il 10%) anche per la propria qualificazione. Potrebbe cioè saltare, proprio come chiede la Finco, un'altra delle porte di ingresso delle imprese civili ai settori specialistici.

Alla vigilia del Consiglio dei ministri la Finco tenta il tutto per tutto: oggi scriverà a tutti i ministri e ai presidenti di Camera e Senato per chiedere la retromarcia. «Con questa mossa - sottolinea allarmata la presidente Rossella Giavarini - la chiara indicazione delle capacità tecniche che devono possedere le imprese per assumersi la responsabilità di realizzare opere ad alta tecnologia e specializzazione verrà meno». Per l'Ance invece è più urgente chiudere la partita: «La scelta di Matteoli mi sembra corretta - spiega il presidente, Paolo Buzzetti - perché le soluzioni vanno ponderate con calma, visto che è in gioco l'assetto futuro delle costruzioni».
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di Valeria Uva
da Il Sole 24ore del 17.06.10


APPALTI - Il regolamento passa il preconsiglio

Regolamento appalti verso il via libera definitivo: ieri il testo, senza l'allegato A1 (si veda «Il Sole 24 Ore» del 10 giugno [in calce, ndr]) ha passato l'esame del pre-consiglio dei ministri.

L'allegato A1, fortemente osteggiato dai costruttori di Ance e Agi, dava più peso alle lavorazioni specialistiche. Il regolamento contiene molte altre norme di dettaglio per gli appalti di lavori, servizi e forniture: a cominciare dall'obbligo di validare i progetti, fino alle sanzioni per i costruttori che impiegano certificati falsi.

 

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da Il Sole 24ore del 16.06.10


Contratti pubblici al restyling. In preconsiglio dei ministri il regolamento attuativo del Codice. Sei mesi per l'entrata in vigore. Validazione dei progetti, stop ai super ribassi, più sanzioni.

Al via la validazione dei progetti, più concorrenza per le gare di progettazione con la riduzione dei requisiti di accesso alle gare, limiti ai ribassi eccessivi, più qualità nelle aggiudicazioni, rinviata la disciplina per la qualificazione nelle cosiddette «opere superspecialistiche», maggiori sanzioni per le Soa e per le imprese che presentano certificati falsi. È quanto prevede lo schema di regolamento del Codice dei contratti pubblici esaminato ieri dal preconsiglio dei ministri, in vista dell'approvazione definitiva che avverrà venerdì prossimo, salvo sorprese dell'ultima ora. Successivamente il testo sarà sottoposto alla firma del Capo dello Stato, per poi andare alla registrazione da parte della Corte dei conti. Soltanto dopo la registrazione da parte dei giudici contabili, il testo verrà pubblicato sulla gazzetta ufficiale per poi entrare in vigore nei sei mesi successivi.

Validazione dei progetti. Appare come una delle principali novità del testo l'articolata disciplina sulla verifica dei progetti, che dovrebbe consentire la nascita di un vero mercato per queste attività attualmente svolte da poche società accreditate. Spetterà al Servizio tecnico centrale del Consiglio superiore dei lavori pubblici (oltre agli organismi di accreditamento) accreditare le società private a svolgere l'attività di validazione; ma il regolamento prevede anche che gli uffici tecnici delle stazioni appaltanti potranno continuare a valicare progetti di opere di importo superiore a 20 milioni fino a sei mesi dopo l'entrata in vigore del regolamento ministeriale, che (entro sei mesi dall'entrata in vigore del regolamento generale) dovrà a sua volta dettare le regole per l'accreditamento degli organismi di validazione. In ogni caso gli uffici tecnici delle stazioni appaltanti potranno operare senza necessità di un sistema di controllo interno fino al 2013.

Livelli di progettazione e gare. Il regolamento rivede il contenuto dei tre diversi livelli progettuali (il definitivo corrisponderà quasi all'esecutivo di oggi), offre una articolata definizione degli studi di fattibilità, decisivi per le gare di finanza di progetto, ma incide anche sulle procedure di affidamento. Vengono infatti introdotte le misure, fortemente richieste dai progettisti, tese a limitare gli eccessivi ribassi che hanno messo in ginocchio il settore dopo l'abrogazione dei minimi tariffari. In particolare attenuerà l'impatto dei ribassi eccessivi (fino al 70% in alcuni casi) la nuova formula dell'allegato M per l'attribuzione del punteggio alle offerte economiche (che non ha più un andamento lineare) e il ricorso all'aggiudicazione tramite il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa (anche se il Consiglio di Stato ha sottolineato come il Codice preveda anche il prezzo più basso). Viene resa omogenea la procedura di affidamento di servizi di ingegneria e architettura (una sola procedura di gara oltre i 100 mila euro) e si ammettono anche gli affidamenti in via fiduciaria laddove di importo inferiore a 20 mila euro (nell'ambito delle norme sul cottimo fiduciario).

Qualificazione per appalti integrati e concessioni. Sarà possibile partecipare a procedure per l'affidamento di appalti integrati e di concessioni di lavori pubblici soltanto se in possesso della qualificazione Soa per prestazioni di progettazione e costruzione, trattandosi di contratti con contenuti progettuali. Le imprese in possesso di attestazione per progettazione e costruzione dovranno, però, comprovare anche il possesso dei requisiti progettuali previsti dal bando di gara e relativi alla progettazione esecutiva, ovvero alla progettazione definitiva ed esecutiva. Il regolamento stabilisce che se l'impresa non possiede il requisito progettuale potrà associare o individuare un progettista che sia in grado di dimostrare il requisito per la progettazione. Per l'aggiudicazione degli appalti integrati si stabilisce che, nell'ambito del criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, i pesi o «punteggi» attribuiti agli elementi riferiti alla qualità, al pregio tecnico, alle caratteristiche estetiche e funzionali e alle caratteristiche ambientali non siano complessivamente inferiori a sessantacinque.

Sistema di qualificazione e opere «superspecialistiche». Per quel che riguarda il settore della qualificazione delle imprese, il regolamento ha rivisto alcuni dei parametri del cosiddetto regolamento Bargone 34/2000, in particolare, per le attrezzature tecniche si prevede che esse (consistenti nella dotazione stabile di attrezzature, mezzi d'opera ed equipaggiamento tecnico) dovranno riferirsi «esclusivamente al complesso di beni specificamente destinati alla esecuzione di lavori, in proprietà o in locazione finanziaria o in noleggio». Sulla disciplina delle cosiddette «opere superspecialistiche» il testo non contiene più l'allegato A1, sul quale si era registrata negli ultimi mesi una forte contrapposizione fra diversi settori imprenditoriali e viene previsto il rinvio ad un Dpcm che dovrà definire i requisiti per l'attestazione Soa in queste categorie. Molto negative le prime valutazioni di Finco, la federazione di Confindustria che riunisce le associazioni delle imprese specialistiche. La presidente Rossella Rodelli Giavarini, ha infatti dichiarato che si tratta di «una decisione assai grave, così come appare singolare che la partita di riesame del Regolamento sia stata riaperta al fine di realizzare l'analisi di impatto della regolamentazione senza mai chiamare al Tavolo i rappresentanti di una delle categorie maggiormente coinvolte, cioè le imprese specialistiche rappresentate dalle Associazioni federate in Finco». La richiesta di Finco al governo è quindi di reinserire immediatamente l'allegato A1 e rinviare a un prossimo consiglio dei ministri l'approvazione del testo.

Le sanzioni per le Soa e per le imprese. Le disposizioni in materia sanzioni per gli organismi di attestazione entreranno in vigore dopo soli quindici giorni dalla avvenuta pubblicazione del testo sulla gazzetta ufficiale. Vengono previste, in luogo della pura e semplice revoca dell'autorizzazione alla Soa, le sanzioni pecuniarie, la sospensione dall'attività di attestazione o, nei casi più gravi, la decadenza. Per le imprese di costruzioni entreranno in vigore nei 15 giorni successivi alla pubblicazione del regolamento sulla gazzetta ufficiale, le sanzioni relative alla mancata risposta da parte delle imprese alle richieste dell'Autorità o alle richieste delle Soa attestanti la qualificazione, o ancora alle mancate comunicazioni di dati all'Osservatorio. In queste fattispecie rientrano, quindi, anche le ipotesi di certificazioni false presentate alle Soa, per le quali il regolamento stabilisce sanzioni di circa 50 mila, ma anche la possibile sospensione dell'attività per un anno.

 

di Andrea Mascolini
da Italia Oggi del 16.06.10


Lavori pubblici. Appalti alla stretta finale. Il testo del nuovo regolamento alla presidenza del consiglio. In vista lo stralcio per l'allegato sulle opere specialistiche.

Il regolamento degli appalti prova a ripartire. L'ultimo testo del corposo provvedimento da 358 articoli e svariati allegati è stato inviato dal ministero delle Infrastrutture alla presidenza del consiglio per poter essere poi inserito nel pre consiglio dei ministri di martedì 15 giugno. Con l'obiettivo - se non sorgeranno ulteriori ostacoli - di portarlo al Consiglio dei ministri della prossima settimana per il via libera definitivo Ma per raggiungere questo risultato e sbloccare così, dopo quattro anni di attesa e stop and go, il regolamento appalti il ministro Matteoli dovrà con tutta probabilità buttare via una parte del testo, il discusso allegato A1 che, nonostante il contenuto meramente tecnico, avrebbe finito per cambiare l'assetto delle costruzioni, premiando le imprese di lavori specialistici a scapito di quelle generali.

L'ipotesi a cui lavora Matteoli è quella di stralciare l'allegato, sul quale non è mai stato raggiunto un accordo, proprio per permettere al regolamento di riprendere e completare il proprio percorso. Una soluzione caldeggiata dai costruttori civili di Ance e Agi che hanno sempre dichiarato di voler rinviare ogni scelta a una successiva trattativa.

Si blocca così il tentativo di rivoluzionare, proprio a colpi di allegato, l'assetto delle costruzioni, dando più peso alle lavorazioni specialistiche, finora relegate nel ruolo subalterno di subappaltatori. L'allegato infatti avrebbe messo una sorta di "filtro" per l'accesso a queste lavorazioni. In pratica, per mantenere la qualificazione in un nutrito gruppo di categorie (16 su 34) per la prima volta sarebbe stato necessario dimostrare di possedere la specifica attrezzatura per ogni singolo lavoro in misura fissa, dal 2 all'8% del fatturato.

Sono tanti i lavori coinvolti: tutta l'impiantistica, i rilievi topografici, l'armamento ferroviario, le barriere stradali e la prefabbricazione.

Oggi i costruttori civili, che sono in pratica i registi del cantiere, possono ottenere l'appalto anche specialistico e poi girarlo in subappalto alle imprese più tecniche. Con l'allegato non più: si sarebbero dovuti alleare in posizione paritaria con lo specialista, lasciando a lui più libertà anche nel fissare i prezzi.

Secondo la Finco (la Federazione dell'industria delle costruzioni che rappresenta molte delle categorie specialistiche coinvolte), primo sponsor del cambiamento, la manovra altro non sarebbe che un riconoscimento della necessità di «riservare questi lavori a chi li sa veramente fare». Secondo Ance e Agi (ma sulla stessa scia anche l'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici), l'effetto sarebbe stato quello «di restringere troppo la concorrenza a scapito del mercato».

Con lo stralcio tutto resta com'è. Di fatto, una vittoria per Ance e Agi. Ma la tensione tra i due schieramenti resta altissima e quindi non sono esclusi colpi di scena dell'ultima ora.

Il regolamento contiene molte altre norme di dettaglio per gli appalti di lavori, servizi e forniture: a cominciare dall'obbligo di validare i progetti, fino alle sanzioni per i costruttori che impiegano certificati falsi.

Una volta varato, il "testo unico" degli appalti raggiungerà proporzioni record: 615 articoli e 58 allegati tra codice e regolamento.
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  • IL QUADRO - Con la scelta di Matteoli prevale la posizione dei costruttori civili Il provvedimento è atteso da quattro anni

I contenuti 

  • Sanzioni. I costruttori rischiano fino a 51mila euro per i certificati lavori falsi e fino a 25mila per mancate risposte all'Autorità di vigilanza. Sanzioni graduate anche per le società di attestazione.
  • Verifica progetti. Diventa obbligatoria e può essere fatta dalla stazione appaltante, dai professionisti esterni o società specializzate.
  • Progettisti. Possibile utilizzare anche i lavori svolti per i privati per accedere a gare pubbliche.
  • Perforance bond. Obbligatorio sopra i 75 milioni presentare la garanzia sull'esistenza di una ditta supplente, pronta a subentrare in caso di fallimento.
  • Evasione contributiva. Per mancati versamenti la stazione appaltante può saldare i debiti direttamente alla Casse rivalendosi sull'appaltatore.
  • Enti locali. Il responsabile del procedimento può fare da solo il progetto preliminare di un'opera sotto i 4,8 milioni.
  • Lavori. Due nuove fasce intermedie. Da uno a 1,5 milioni e da 2,5 a 3,5 milioni.

 

di Valeria Uva
da Il Sole 24ore del 10.06.10

 

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Commenti

29/07/2010 18.58: Già che ci siamo
Già che ci siamo, perchè non affidare alle imprese anche il progetto preliminare.... ops! no.... quello lo fa il tecnico del comune... e io che faccio?
RZ

vedi anche:

Codice e falle della nuova appaltopoli

Revisione codice appalti - agg. rassegna stampa

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Le mentite spoglie della "consulenza"...

Progettazione & Codice Appalti - di F. Orofino

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Codice Appalti - agg. rassegna stampa

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data pubblicazione: domenica 20 giugno 2010
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