Condomini e centri storici nel piano casa(?)

Modifiche al Piano casa Lazio - agg.rass.stampa

Edilizia. Condomini e centri storici nel piano casa. Il neo assessore all'Urbanistica della regione Luciano Ciocchetti annuncia le novità in arrivo. Maglie più larghe per il piano casa. Si potrà intervenire anche nei centri storici, nei condomini e nelle zone agricole. Novità anche per gli adeguamenti sismici. Le modifiche alla legge in giunta a fine luglio.

Una rivoluzione in dieci mosse. Via libera agli interventi nei centri storici, nelle zone agricole e nei condomini. Adeguamenti sismici circoscritti alla sola sezione che si modifica e non a tutto l'edificio. E, ancora, abbandono del limite di mille metri cubi, che escludeva i condomini, e altri tre anni per presentare le domande. Sono solo alcuni dei punti della modifica al Piano casa che il nuovo assessore all'Urbanistica e vicepresidente della regione Lazio, Luciano Ciocchetti, sta preparando insieme ai suoi tecnici.«Serviva un piano d'urgenza per stimolare un settore che vale un terzo dell'economia regionale», spiega. È così nato un decalogo che costituisce la base della proposta di legge in giunta entro la fine di luglio.

Via libera agli interventi nei centri storici e nelle zone agricole e nei condomini. Adeguamenti sismici circoscritti alla sola sezione che si modifica e non a tutto l'edificio. Ampliamenti consentiti in sopraelevazione. E, ancora, abbandono del limite di mille metri cubi, che escludeva i condomini, e altri tre anni per presentare le domande. Sono solo alcuni dei punti della modifica al Piano casa che il nuovo assessore all'Urbanistica e vicepresidente della regione Lazio, Luciano Ciocchetti, sta preparando insieme ai suoi tecnici. Un pacchetto di norme che comprende anche novità in tema di urbanizzazione secondaria, incentivi fino al 50% in alcune ipotesi di demolizione e ricostruzione e fino al 100% quando la demolizione avviene in aree di pregio, come il litorale laziale.

Il neoassessore, al suo secondo impegno come responsabile dell'Urbanistica in regione, ha iniziato a lavorare al primo capitolo del suo incarico appena occupati i nuovi uffici di via del Giorgione.

«Serviva un piano d'urgenza per stimolare un settore che vale un terzo dell'economia regionale», spiega. In pochi giorni è così nato un decalogo che costituisce la base della proposta di legge destinata ad arrivare in giunta entro la fine di luglio.

Ne scorriamo insieme i punti. «Una misura decisiva - dice Ciocchetti - sarà l'abbandono del concetto di adeguamento sismico, che sarà sostituito da quello di miglioramento. In pratica, non sarà più necessario adeguare l'intero edificio, spendendo moltissimo, ma bisognerà soltanto migliorare la statica del fabbricato nella zona in cui si interviene». Cade in questo modo il principale ostacolo alla presentazione di istanze basate sulla legge 21. Chi vuole ampliare, secondo il testo attualmente in vigore, deve mettere a norma tutto l'edificio. Salteranno, poi, due divieti: quello di sopraelevare e quello di fare ampliamenti negli edifici sopra i mille metri cubi. «Questo secondo punto - osserva Ciocchetti - servirà a coinvolgere maggiormente l'area romana, ad oggi tagliata fuori dalla legge». Il tetto massimo per gli ampliamenti resterà, comunque, di 200 metri cubi.

Altre voci riguardano le "zone omogenee" nelle quali gli interventi del piano casa sono possibili. «Apriremo ai centri storici, finora esclusi - racconta l'assessore - , ma con dei limiti ben precisi, per evitare abusi. Servirà l'approvazione di un piano particolareggiato con conferenza di servizi». E saranno abbattuti i paletti relativi alle zone agricole, dove oggi possono costruire solo coltivatori diretti e loro discendenti. «Sono vincoli ai quali eravamo già contrari in consiglio, al momento dell'approvazione del piano casa. Adesso li elimineremo ».

Le opere di urbanizzazione secondaria, come i parcheggi o le aree verdi, potranno essere sempre monetizzate, a differenza di quanto prevede il vecchio testo. E, come richiesto a gran voce dagli imprenditori, ci saranno alcune ipotesi di super bonus proprio per le operazioni di demolizione. «Quando la demolizione riguarda fabbricati non residenziali dismessi che passano a uso residenziale - dice l'assessore - , l'incentivo sarà del 50 per cento». E sarà ancora maggiore in un'altra ipotesi. «Prevediamo un raddoppio di cubatura nel caso di passaggio da aree di pregio ad aree prive di vincoli». L'esempio di questo tipo di intervento arriva dal litorale. «Pensiamo a una grande opera di valorizzazione che porti via tutte quelle brutture che sono state costruite nei decenni scorsi in alcuni comuni costieri».

Infine, due previsioni di carattere generale. Ancora l'assessore: «La durata sarà prolungata di 36 mesi dal momento della modifica; inoltre, stiamo studiando la possibilità di consentire tutti gli interventi della legge con dia». Anche se ci sono da considerare i paletti del testo unico edilizia: superarli sarebbe un motivo di impugnativa da parte del governo.

L'obiettivo è portare il testo in consiglio il più rapidamente possibile. Ma, finito il lavoro sul piano casa, la lista delle cose da fare è lunga. Ciocchetti la racconta: «Ricostituiremo una commissione che si occuperà del testo unico urbanistica, unificando le leggi che esistono in materia». Una semplificazione a più riprese richiesta dalle imprese. «Subito dopo metteremo mano alla pianificazione sovraordinata, facendo anche lì un lavoro di unificazione». Senza dimenticare la partita dei piani paesistici territoriali, da giocare con il Ministero dei Beni culturali.
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  • IN GIUNTA A FINE LUGLIO - «Serviva un progetto d'urgenza per un settore che vale un terzo dell'economia locale»
  • 1.000 mc - Limite superato. Possibili ampliamenti anche in edifici che superano questa cubatura
  • 100% - Bonus costruzione. Per chi demolisce in aree di pregio, come il litorale
  • 36 mesi - La nuova finestra. Il tempo a disposizione per presentare le nuove domande

 

di Giuseppe Latour
da Il Sole 24ore Roma del 14.07.10


Alloggi dagli annessi agricoli. Il Campidoglio prevede 5mila abitazioni di cui metà da destinare all'housing sociale.

Entro la fine dell'anno saranno consegnati 500 alloggi di edilizia residenziale pubblica e preparati i bandi per i cambi di destinazione d'uso di aree già edificabili. A questa cifra si devono aggiungere le abitazioni derivanti dai progetti di annessioni agricole ai casali rurali esistenti nell'Agro romano, presentati ed ora al vaglio dell'assessorato al Patrimonio del Comune di Roma per giudicarne l'idoneità. Il progetto si chiama Pria (Programma di Riqualificazione degli Immobili Agricoli dismessi o sotto-utilizzati) e da questa parte del Piano Casa Generale si otterranno altri 2.500 alloggi destinati all'affitto a canone concordato o agevolato. Questi gli impegni del Campidoglio per fronteggiare l'emergenza abitativa nel breve periodo. Supportato dalla ormai prossima votazione in giunta di 5 nuovi bandi: due per i cambi di destinazione d'uso di aree edificabili e fabbricati; uno per la riqualificazione dei relitti urbani; un altro per l'estensione abitativa e la creazione di servizi ai cittadini da fabbricati già abitabili (le cosiddette variazioni extra standard, ndr) e l'ultimo per il completamento della riqualificazione della zona di Pietralata. Per gli annessi agricoli, i progetti presentati sono 82 e riguardano 7mila ettari dei 50mila totali dell'Agro romano, escluse le aree sottoposte a tutela ambientale e archeologica.

Tramite annessioni abitative ai casali esistenti e da ristrutturare il Comune, in cambio della concessione del cambio di destinazione d'uso e dell'allargamento, ha imposto che il 50% degli alloggi che saranno costruiti siano destinati ad abitazioni da affittare a canone concordato e/o agevolato, tramite graduatoria. «Entro nove mesi saranno aperti 200 cantieri», ha assicurato l'assessore al Patrimonio, Alfredo Antoniozzi, «e alla fine saranno costruiti 5mila alloggi, di cui la metà dovrà essere destinata esclusivamente all'housing sociale. Ad esempio, per 60 metri quadrati un affitto base potrebbe essere, al netto di altre agevolazioni, di 350 euro mensili. In più, abbiamo previsto l'assegnazione alle onlus di fondi improduttivi e abbandonati, affinché siano riqualificati e destinati ad opere di utilità sociale come centri per gli anziani,assistenza all'infanzia e nuovi canili. Progetti che daranno anche opportunità di lavoro agli immigrati ad oggi disoccupati».

Il Comune non spenderà nulla per questa operazione, dato che la concessione per costruire gli annessi è l'unico privilegio che si offre al privato che ristrutturi i casali abbandonati. Le 2.500 abitazioni che saranno prodotte dagli annessi agricoli del Pria si sommano, come già detto, alle 500 previste già per la fine dell'anno, di cui 148 sono nella zona di Ponte di Nona, 80 all'Aurelio (di cui 52 già consegnate), 90 a Lunghezza (in via di consegna) e circa 150, distribuite in varie zone della città, sempre entro la fine del 2010. La differenza con le 500 case promesse (circa 30 abitazioni), sono le case sgomberate o che stanno per essere sgomberate, perché occupate abusivamente e che saranno riassegnate in base alla graduatoria.

«Nell'economia generale dell'emergenza abitativa di Roma», ha osservato ancora l'assessore, «le annessioni agricole non sembrano poter essere la soluzione finale del problema ma, insieme alla costruzione di nuovi edifici e il recupero di manufatti già esistenti, potrebbero avere la duplice azione di dare casa e riqualificare l'esistente». Intanto la Regione sta approvando le modifiche al Prg, necessarie per rendere attuativi i progetti che saranno giudicati idonei dall'assessorato comunale e che insistono su quella parte dell'Agro romano.
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  • Agro romano. Gli 82 progetti presentati riguardano 7mila ettari 

 

di Francesco Di Majo
da Il Sole 24ore Roma del 14.07.10


EDILIZIA - Piano casa: la Regione studia le modifiche. La Polverini cambia il piano casa. I tecnici ragionano su meno vincoli e un aumento dei premi di cubatura. E il comparto tiene.

Il piano casa del Lazio cambia pelle. I tecnici regionali stanno studiando le modifiche. I ritocchi dovrebbero riguardare gli adeguamenti alla normativa antisismica, la platea di beneficiari degli ampliamenti nelle zone agricole e il bonus cubature per gli interventi di demolizione e ricostruzione. Intanto le imprese edili ancora in difficoltà nel 2010, con qualche timido segnale di ripresa.

Il piano casa del Lazio cambia pelle. Sono allo studio modifiche concrete, dopo le intenzioni di rivedere la legge arrivate dal neogovernatore, Renata Polverini, già in campagna elettorale. Un intento ribadito due giorni fa dal presidente, che ha messo la revisione del piano casa tra le priorità della sua agenda. Le squadre dei tecnici regionali hanno avviato il lavoro di raccordo con professionisti e imprese per capire quali punti emendare. Ed eliminare, finalmente, dalla legge laziale il freno che ne ha limitato le potenzialità nella sua prima fase di applicazione.

Un primo pacchetto di norme da modificare per far ripartire il provvedimento è stato già individuato. Il lavoro dovrebbe essere ultimato entro l'estate. A meno di cambi di rotta richiesti dal neoassessore all'urbanistica Luciano Ciocchetti, da pochi giorni subentrato al posto di Fabio Armeni (Pdl), dopo il rimpasto legato al recente ingresso in giunta dell'Udc.

I nodi sui quali intervenire sono quattro. Si partirà dalla questione degli adeguamenti antisismici. Qui la legge prevede che, laddove ci si trovi in una zona a rischio anche basso (attualmente più del 98 per cento dei Comuni laziali sono classificati sismici), è necessario mettere a norma tutto il proprio fabbricato prima di realizzare qualsiasi tipo di ampliamento. Una misura che, se guardata sotto la lente dei costi, rappresenta un disincentivo fortissimo a utilizzare i benefici della legge. Si punterà, allora, a distinguere il corpo principale dell'edificio dall'area interessata dall'ampliamento. E si sgraveranno da oneri eccessivi le zone a rischio sismico più basso.

La seconda linea di intervento riguarderà le zone agricole. In queste aree, attualmente, sono vietati gli interventi di demolizione e ricostruzione, mentre sono consentiti quelli di recupero e di ampliamento, ma solo ai coltivatori diretti, agli imprenditori agricoli e ai loro eredi. Una formulazione, piuttosto infelice, nata dopo una lunga battaglia consiliare, figlia della volontà di salvaguardare alcune aree da operazioni di speculazione edilizia. Di fatto, però, questa misura ha impedito a molti proprietari di villette, tra i principali obiettivi del piano casa, di usufruire dei vantaggi della legge. L'idea, allora, è quella di ampliare la platea dei beneficiari, pur mantenendo vincoli particolari per alcune zone di interesse rilevante, come l'agro romano.

Cambierà la disciplina delle opere di urbanizzazione secondaria, come le aree verdi o gli edifici a uso pubblico, strategica in un territorio come il Lazio, caratterizzato da un'altissima percentuale di urbanizzazione spontanea, che quindi spesso manca quasi completamente di infrastrutture e servizi a supporto. Ne parla Daniele Iacovone, direttore dell'assessorato Urbanistica della Regione: «Con l'attuale formulazione c'è una disparità che ha disincentivato gli interventi». Anche per le demolizioni, così come già avviene per gli ampliamenti, basterà pagare un contributo monetario al Comune e non sarà più obbligatorio realizzare in prima persona gli interventi.

Infine, conclude Iacovone, «il potenziamento dei premi di cubatura farà parte del pacchetto». Sul punto si sono molto spese le imprese, a partire da Ance Lazio e dal suo presidente, Stefano Petrucci: «Sulla demolizione e ricostruzione - dice - abbiamo più volte posto la questione della poca economicità del 35 per cento e abbiamo chiesto un 50 per cento come soglia minima. Da parte dell'assessorato all'Urbanistica mi sembra stiano arrivando segnali positivi anche in questo senso». Per Petrucci, poi, il piano casa dovrebbe essere ulteriormente potenziato con misure di semplificazione, poco presenti nella versione originaria: «Sono ancora troppe e troppo farraginose le procedure che le imprese del nostro settore devono affrontare. Un tema di intervento da aggiungere all'elenco deve essere sicuramente questo ».
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A UN ANNO DAL VARO 

  • La norma. La legge sul piano casa è stata approvata dalla Regione nell'agosto 2009. Consente, tra l'altro, l'ampliamento degli edifici residenziali fino a un massimo di 62,5 metri quadri. Le domande sono presentabili dal 4 dicembre 2009
  • Correttivi antisismici. Ogni ampliamento in zona sismica richiede lavori d'adeguamento dell'intero edificio alla normativa antisismica, oltre al rispetto dei criteri della bioedilizia
  • 20% - Bonus ampliamento. Sono allargabili solo le villette che non superano i mille metri cubi
  • 35% - Bonus demolizioni. Previsto per chi abbatte e ricostruisce edifici di qualsiasi metratura
  • 18 - Le domande. Sono quelle di ampliamento presentate a Roma a metà aprile 2010
  • 4 dicembre 2011 - Il termine. È la data entro cui si possono presentare dichiarazioni di inizio attività o i permessi di costruire
  • I tempi. Gli esperti dell'assessorato entro l'estate dovrebbero completare il primo lavoro di revisione

 

di Giuseppe Latour
da Il Sole 24ore Roma del 23.06.10

 

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data pubblicazione: giovedì 15 luglio 2010
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