Fine della DIA, sostituita dalla S.C.I.A.

di Enrico Milone - Legge 122/2010

vedi aggiornamento del 19.09.10

FINE DELLA DIA, SOSTITUITA DALLA S.C.I.A.

Il decreto-legge 78/2010 sulla Manovra economica è stato convertito nella legge n.122 del 30.7.2010 (GU 30.7.2010 Supplemento ordinario n.174). Su questo sito il 15 giugno ho pubblicato il pezzo "Che c'è nella manovra economica?" sui contenuti del DL, nel quale non c'era la SCIA. Questa è stata inserita durante l'iter di approvazione in Parlamento, con un maxi-emendamento che, all'art.49, introduce la Segnalazione certificata d'inizio attività (SCIA), modificando l'art.19 della legge 241/1990 sulla trasparenza amministrativa.

Farò successivamente un resoconto sui vari aspetti della legge. In questo pezzo intendo trattare solo della SCIA.

La SCIA sostituisce la DIA in tutte le norme nazionali e regionali nelle quali risulta citata. Quindi la DIA è stata del tutto annullata. Inizialmente la SCIA doveva essere utilizzata solo da chi intendeva iniziare una attività imprenditoriale o commerciale. Ma nel corso della discussione in Parlamento, il Governo ha ritenuto applicabile la SCIA anche all'edilizia. La cosa non è del tutto chiara. E' possibile che prossimamente saranno emanate precisazioni in merito, anche a seguito di iniziative di alcune Regioni che sono contrarie o perplesse per l'applicazione della SCIA all'edilizia. Ma al momento, l'indicazione del Governo fa testo.

La fine della DIA avviene a distanza di pochi mesi da un lungo dibattito sulla semplificazione della manutenzione straordinaria, che si era concluso con la approvazione della legge 22.5.2010 n.73, che all'art.5 ha abolito la DIA per i lavori di  manutenzione straordinaria negli edifici esistenti che non interessino le strutture portanti.

La Segnalazione di inizio di attività sostituisce ogni autorizzazione il cui rilascio dipenda esclusivamente da accertamento di requisiti. Inoltre non si applica in presenza di vincoli ambientali, paesaggistici o culturali. La Segnalazione deve essere integrata dalle attestazioni e asseverazioni di tecnici abilitati, corredate dagli elaborati tecnici necessari  per consentire le verifiche di competenza dell'amministrazione. I pareri di enti sono sostituiti da autocertificazioni, salvo le verifiche successive degli enti.

L'attività può essere iniziata subito. L'amministrazione ha 60 giorni per contestare la regolarità della Segnalazione e fermare i lavori. Decorsi i 60 giorni, può intervenire solo in presenza di gravi danni per il pubblico interesse. 

Il testo della nuova norma è riportato alla fine di questo scritto.

 

IL NUOVO POSSIBILE QUADRO DEI TITOLI EDILIZI

La SCIA si applica ad interventi soggetti a mero accertamento di requisiti, quindi non può applicarsi a interventi che presuppongono un giudizio discrezionale dell'organo di controllo. In genere si ritiene che un nuovo edificio debba essere controllato non solo sui requisiti (rispetto delle norme urbanistiche ed edilizie) ma anche in relazione al suo inserimento nel contesto urbano. Ciò richiede un giudizio discrezionale. Tuttavia esiste anche una linea opposta, che è rappresentata da sentenze che hanno deciso che il progetto di un edificio rispondente a norma non può essere respinto per ragioni estetiche.

Comunque la nuova norma sembra stabilire che per i nuovi edifici occorre il permesso di costruire e non la SCIA. Ma questa valutazione resta incerta, vista la confusa ed insufficiente formulazione di questa legge.

I titoli abilitativi in edilizia sono, oltre l'attività libera, la Comunicazione, la Segnalazione (SCIA), il Permesso di costruire. Fornisco uno schema semplificato dei vari casi, per facilitare la comprensione del nuovo sistema.


  • Manutenzione ordinaria: libera, non occorre comunicare l'inizio lavori al Comune.
  • Manutenzione straordinaria senza interventi sulle strutture: ai sensi della legge 22.5.2010 n.73, art.5, è soggetta a Comunicazione al Comune dell'inizio lavori con i dati identificativi dell'impresa e con una relazione tecnica con progetto dei lavori "a firma di un tecnico abilitato il quale dichiari preliminarmente di non avere rapporti di dipendenza con l'impresa ne' con il committente e che asseveri, sotto la propria responsabilità, che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti e che per essi la normativa statale e regionale non prevede il rilascio di un titolo abilitativo."
  • Manutenzione straordinaria su beni con vincolo storico-artistico o paesaggistico: ai sensi della legge 73/2010: Comunicazione con nulla-osta della soprintendenza o di altro Ente competente.
  • Manutenzione straordinaria con interventi sulle strutture: SCIA.
  • Manutenzione straordinaria con interventi sulle strutture, ma su beni vincolati: non si può utilizzare né la DIA (per gli interventi sulle strutture) né la SCIA (per la presenza del vincolo): perciò non resta che il Permesso di costruire.
  • Ristrutturazioni che non modificano l'edificio ai sensi art. 10 TUE.: è applicabile la SCIA sempre che l'edificio non sia soggetto a vincoli.
  • Ristrutturazioni con modifiche ai sensi art.10 TUE: dovrebbe occorrere il Permesso di costruire; la SCIA non sembra applicabile perché le modifiche possono richiedere un giudizio discrezionale, che supera il mero accertamento di requisiti.
  • Nuove costruzioni: Permesso di costruire.

Su questo schema pesano una serie di dubbi, tra i quali.

1. non è chiaro se la SCIA si applichi all'edilizia. Infatti il Testo Unico dell'Edilizia non è stato modificato. Il TUE è una legge speciale che non è facilmente annullabile da una legge generale come quella sulla trasparenza amministrativa (241/1990) nella quale è stata ora inserita la SCIA.

2. non è chiaro se la SCIA possa applicarsi alla cosiddetta super DIA, cioè a ristrutturazioni con modifiche, a nuove costruzioni regolate da piani particolareggiati di dettaglio ecc. sempre che non siano soggette a vincoli. Infatti si tratta di interventi soggetti a giudizio discrezionale, come le nuove costruzioni.

3. il Comune ha solo 60 giorni per verificare la rispondenza al piano regolatore e al regolamento edilizio. Decorso il tempo può fermare i lavori solo  "in presenza del pericolo di un danno per il patrimonio artistico e culturale, per l'ambiente, per la salute,  per la sicurezza pubblica o la difesa nazionale e previo motivato accertamento dell'impossibilita' di tutelare comunque tali interessi mediante conformazione  dell'attività dei privati alla normativa vigente" (punto 4 del comma 4bis).  Quindi il mancato rispetto del PRG può consentire di fermare i lavori solo se dall'intervento deriva un danno all'interesse pubblico (!) Ad esempio, se uno costruisce una casa in zona inedificabile perché destinata dal PRG a verde o a servizi scolastici, potrebbe non verificarsi il danno, nel caso in cui il Comune sia provvisto di aree verdi o per scuole in esuberanza rispetto agli standard. Sembra la fine dell'urbanistica (!)

 

CONCLUSIONE

Norma edilizia farraginosa, incomprensibile. Non si capisce perché non sia stata formulata dal Ministero delle infrastrutture, che è attrezzato per la materia edilizia.

Non ci sono semplificazioni, anzi complicazioni. Come per le manutenzioni straordinarie con interventi sulle strutture in presenza di vincolo paesaggistico o storico-artistico, per le quali fino a ieri bastava una DIA con nulla-osta e oggi occorre permesso di costruire con nulla osta.

L'ANCE fa capire che la SCIA interessa poco, visto che le banche tendono a concedere i finanziamenti solo in presenza di permesso edilizio o di silenzio-assenso.  Pertanto la norma non sembra utile ad un rilancio dell'edilizia.

Infine è da censurare un modo di fare le leggi secondo il quale viene eliminata la DIA prevista dal Testo Unico dell'Edilizia con un emendamento inserito in un decreto-legge su tutt'altra materia, sul quale viene posta la fiducia al Governo. Una norma in materia tecnica dovrebbe essere formulata dagli organi tecnici del ministero competente, sottoposta al parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici e degli operatori imprenditoriali e professionali, e discussa adeguatamente in Parlamento.

 

di Enrico Milone, architetto
del 09.08.10

 

invia la tua opinione!

 


 

 



 

Commenti

10/08/2010 10.18: dia, scia, durc, duvri, vaf..
Siamo alle comiche finali... poi passi alla Magliana e vedi una città che cresce e non sai come e per due bracciate nel 2009 costruiscono dove pare piscine a iosa: Tu caro Milone, con ammirevole tenacia, li legittimi con i tuoi ottimi commenti, dobbiamo chiuderci veramente in una torre di avorio, è più corretto
Fiklippo Lo masto

14/08/2010 22.29: art.49 Legge 30.07.2010, n.122
Il comma 4-ter dell'art. 49 della Legge 30.07.2010, n.122 dispone testualmente che "Le espressioni «segnalazione certificata di inizio attivita'» e «Scia» sostituiscono, rispettivamente, quelle di «dichiarazione di inizio attivita'» e «Dia», ovunque ricorrano, anche come parte di una espressione piu' ampia, e la disciplina di cui al comma 4-bis sostituisce direttamente, dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, quella della dichiarazione di inizio attivita' recata da ogni normativa statale e regionale." e pertanto la SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITA' ed il suo acronimo S.C.I.A. sostituiscono in qualsiasi provvedimento normativo (statale e regionale) la DICHIARAZIONE DI INIZIO ATTIVITA' e il relativo acronimo D.I.A. ma non sostituiscono ad avvviso dello scrivente la DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITA' e il suo acronimo D.I.A. indicati nel D.P.R. 380/01. Infatti la legge 122/2010 dispone che ad essere sostituita sia la "DICHIARAZIONE ...." ovunque presente nel panorama legislativo e non tanto la "DENUNCIA...." e pertanto nemmeno quella indicata nel D.P.R.380/01 e pare essere solo una casualità che i relativi due acronimi coincidano. Vittorio Veneto 14.08.2010 arch. Enrico Uliana, iscritto all'Ordine degli A.P.P.C. della provincia di Treviso
arch. Enrico Uliana

16/08/2010 18.16: la SCIA non è chiara
se non è chiaro quando si può applicare la SCIA, ai clienti basterà dire che "non è chiaro" e siamo tutti felici e contenti.
M. Bertoldi

17/08/2010 20.26: Risposta all'arch. Uliana
Concordo con la riflessione del collega, infatti ho già espresso dubbi in merito al TUE.
Enrico Milone

18/08/2010 15.59: Certezze
Un anziano geometra dell'Ufficio Tecnico di un Municipio due giorni fa, nella tranquillità di una mattina con pochissimi "clienti" mi esternava questa sua considerazione circa l'affastellarsi di leggi, norme e normette: "quando esco di casa ho due certezze, l'una è che non potrò dare risposte certe al tecnico che avrò di fronte, l'altra è che potrò sempre rispondere che la norma impone che il tecnico deve comunque sapere - e quindi non chiedere spiegazioni!" Stimato collega e caro Enrico, anche io ho ad oggi una certezza: non chiederò mai ad un neolauretato in sede di esami di stato quale procedura amministrativa è da adottare per un certo tipo di intervento edilizio"
Valter Giansanti

19/08/2010 17.46: Amen
Chi lascia la via vecchia per la nuova, sa' quello che lascia, ma non sa' quello che trova, e l'Amen riferito a noi professionisti ci sta' proprio azzeccato.
Arch. Giorgio Tamburrelli

21/08/2010 10.17: LA SCIA NON SOSTITUISCE LA DIA EDILIZIA
Se si afferma che la SCIA sostituisce la DIA edilizia, se ne devono trarre le conseguenze: ad esempio che anche le "opere eseguite in assenza di DIA" ora vanno perseguite come "opere eseguite in assenza di SCIA". Ma è di immediata percezione che alle violazioni alla SCIA non sono applicabili - per espressa statuizione del Legislatore - le sanzioni per violazioni alla DIA (infatti la SCIA rimanda ad un proprio, specifico e diverso sistema sanzionatorio). Diversamente opinando si perverebbe ad una conclusione paradossale, oltre che incostituzionale: che violare la SCIA sia non solo più "conveniente" che violare la DIA ma, addirittura, anche più "conveniente" che violare la CIA prevista per le opere minori. Infatti violare la SCIA (utilizzabile per interventi consistenti) non comporta neanche la sanzione amministrativa "minima" prevista per le violazioni alla CIA (utilizzabile per gli interventi minori). E ciò, evidentemente, è paradossale ma - soprattutto - viola un elementare principio di proporzionalità della pena di rango costituzionale ... ...
geom. Bottone Marcellino

01/09/2010 08.29: titolo
concordo pienamente con le osservazioni del collega ed inoltre rilevo che il provvedimento è stato emanato in pieno agosto! Si possono immaginare le difficoltà per i professionisti e per i tecnici burocrati letteralmente presi alla sprovvista.
arch. G. G. Speroni

08/09/2010 11.51: disobbedienza civile
risposta possibile è la dichiarazione di disobbedienza civile
pietro brega

14/09/2010 12.58: Non è possibile!
Ci troviamo di fronte a due regimi di disciplina che cozzano in tutta evidenza: l'art. 19 della L. 241/90 e gli artt. 22 e 23 del D.P.R. 380/01. Non è possibile tener conto della via più semplice da seguire perchè l'una norma non esclude l'altra e le ultime disposizioni non hanno modificato le regole del T.U.. Pertanto il regime di DIA rimane in piedi ed è quello canonico in edilizia, mentre la SCIA ha sicuramente carattere di speditezza per altri atti d'impresa e commerciali che investono la P.A.. La confusione oltre al legislatore, la facciamo spesso noi per la semplificazione del disbrigo delle pratiche d'ufficio, ma stiamo attenti e ragioniamo!
Paolo G. - Tecnico Comunale

20/09/2010 13.32: Scia
Condivido totalmente le conclusioni dell'Arch. Milone.
Vincenzo Marchetti

22/09/2010 11.35: titolo
Accetterei che, per snellire le procedure, i professionisti si assumano la responsabilità di certificare e asseverare tutto quello che la SCIA(GURA) prevede,a condizione che Leggi, regolamenti e normative siano esaustive e di univoca interpretazione. Non si capisce perchè il Legislatore non dia ai cittadini la facoltà di sceglire tra autorizzazione o SCIA(o DIA) in base alle loro esigenze e senso di responsabilità. Perchè per le leggi che riguardano l'edilizia non si consultano gli Organismi dei costruttori e dei professionisti? Tante storture sarebbero eliminate all'origine e con linguaggio chiaro, univoco e comprensibile a tutti.
ing.G.Guazzini

27/09/2010 10.26: all'italiana.....
Come sempre in italia prima si cerca di costruire un telaio normativo fittissimo in grado di rispondere perfettamente a qualsiasi casistica, poi ci si accorge che ovviamente ripettare l'infinito dedalo di norme tecniche regionali, comunali ed interpretazioni varie di ogni singolo ufficio è praticamente impossibile e si comincia a generare circolari interne ed "usanze" per ogni singolo comune. E' qui che scatta il colpo di genio, la volontà di risemplificare tutto di nuovo, si gettano via tutti i vincoli anche quei pochi necessari e si rimpastano poche idee ma ben confuse senza avere la minima prospettiva delle conseguenze per il territorio, i professionisti e il cittadino. Più che una semplificazione mi sembra un compendio di incompetenza e falle normative.
arch. Andrea Attolini

30/09/2010 14.14: titolo
Siamo ormai al grottesco! Il quadro normativo in materia edilizia è sempre stato uno dei più complessi; basti pensare al concetto di ristrutturazione edilizia oggi ancora non compiutamente delineato. Finalmente lo stato pensa bene di snellire alcune procedure, nella considerazione che il fare impresa ha necessità di velocità di esecuzione, tanto più in un momento di crisi economica. Per via della eccessiva burocrazia, oltretutto, nessuno investe nel nostro paese. Con queste premesse viene definito l'art. 49 della legge finanziaria; non facciamo in tempo a leggerlo che alcuni già osservano che la SCIA non sia applicabile in edilizia, come se in tale comparto non lavorassero imprese. Subito dopo un burocrate del ministero per la semplificazione normativa (da che pulpito...) espone la sua interpretazione e, nonostante il dovere di semplificare, intorbidisce il quadro normativo introducendo un ulteriore regime edilizio, aggiungendo la SCIA ad alcune forme di DIA !!!! Ma lo fa con stile, con una interpretazione "ermeneutica". (sig!) La Regione Abruzzo recepisce pari pari senza battere ciglio. Non resta che andare tutti alla sagra della trippa a Scurcola Marsicana. ciao a tutti
Massimo De Sanctis, architetto

02/10/2010 23.35: SVEGLIAMOCI!!!
La categoria degli avvocati scioperò a lungo per contrastare le controverse liberalizzazioni di Bersani. Adesso tocca a noi progettisti scioperare a tempo indeterminato fino a che non si rivolgeranno alla nosra categoria di tecnici per riscrivere queste norme. L'edilizia si paralizzerà del tutto, altro che ripresa, e sarà inevitabile che ci diano ascolto. Non facciamo i soliti caproni che accettiamo a testa bassa ogni ostacolo o responsabilità che ci scaricano addosso solo per assumere un incarico. E' la sola occasione che abbiamo per poter poi lavorare con più serenità. Allo stato attuale neanche i tecnici comunali sanno darti una risposta sicura, e le sentenze giudiziarie sono poi, come sempre, imprevedibili, come i danni che si rischia di causare alla committenza.
Luciano N. - Geometra

05/10/2010 12.54: titolo
hai ragione sei troppo forte, un collega di Frosinone
Umberto Nalli

07/10/2010 14.49: DOPO LA SCIA - schede avv fiorona
vi segnalo un commento dell'avv Fiorona sul sito www.bosettiegatti.com - mi piacerebbe fosse così semplice - la nuova norma sta veramente sollevando un gran polverone e da comune a comune ogni tecnico deve interpretare come può - nel mio piccolo credo che sia più corretta l'interpretazione di Enrico Milone - ma ora? si salvi chi può
alberto vitali - utc premana - lecco

11/10/2010 09.06: titolo
se l'urbanistica deve continuare come ha fatto dal 1964 ad oggi è meglio decretarne la fine. perchè quella a cui abbiamo assistito non è urbanistica ma dittatura edilizia.!!!!!
oller danesi

11/10/2010 15.23: SCIA: Populismo allo stato puro
Quello di cui abbiamo bisogno non sono velate promesse di liberismo selvaggio, bensì regole certe ! Possible che un tecnico debba spendere la maggior parte del suo tempo a cercare di decifrare le contorsioni verbali di qualche burocrate al soldo del Berlusconi di turno, interessato a carpire il consenso dei semplicioni ? Metteteci in condizione di lavorare seriamente !!!
Giuseppe Teodosio

12/10/2010 08.35: architetti confusi o in letargo
Non ho trovato alcun commento al convegno del 5 ottobre scorso ("la babele normativa") organizzato dall'Ordine per chiarire la situazione attuale. Vuol dire che siamo ancora più confusi o che dormiamo sonni profondi?
Marco Volpicelli

12/10/2010 12.00: MIRAGGIO SEMPLIFICAZIONE
Siamo in balia della complessità burocratica. Lo Stato Italiano ha creato un mostro a mille teste dal quale non siamo più in grado di difenderci. Le promesse di semplificazione (abbiamo persino un Ministro addetto) sono miseramente naufragate nel nulla, anzi, nel mare magno della complicazione bizantina delle norme. La professione è in difficoltà e rischia di morire, perchè il progetto è stato relegato a mero allegato di mille pareri ed elaborati accessori. L'Ordine e il CNA non sembrano in grado di partecipare alla formazione dei provvedimenti legislativi, neppure in fase di orientamento. A che serve quindi l'Ordine e a che serve il CNA, se la figura dell'Architetto professionista non riscuote alcun credito da parte delle Istituzioni? Gli stessi colleghi e colleghe funzionari di uffici tecnici, Soprintendenze ed Enti, si rivolgono a noi liberi professionisti come se stessimo perpetrando una appropriazione indebita nei confronti della collettività, nel richiedere le autorizzazioni del caso. La diffidenza nei nostri confronti è figlia di un apparato burocratico che esercita con illegittima discrezionalità il suo potere di interdizione. Questo apparato non comprende che la sua stessa esistenza è legata alla nostra attività, in assenza della quale esso stesso diverrebbe inutile, oltre che dannoso per il bilancio della Pubblica Amministrazione, tanto più nella attuale drammatica congiuntura economica. Gli Ordini e il CNA devono interventire per mutare questo quadro giunto ai limiti della sopportabilità, per ritornare a fare degli Architetti dei PROGETTISTI e non dei produttori di pratiche e dei consulenti tecnici per avvocati amministrativisti. Chiedo con forza che gli Ordini tutti e il CNA inizino un percorso politico di difesa della categoria per una rinascita della professione.
Architetto Riccardo Ruggieri

18/10/2010 18.04: parole sante
Trovo le parole dell'arch. Ruggieri sante e colme di "buon senso" e le condivido totalmente; sulla rinascita della professione sono piu' pessimista essendo essa in stato di coma vegetativo gia' da molto tempo.
arch. Giancarlo Montagna

10/12/2010 11.36: C.I.A. onerosa
Salve, ieri mattina nella qualità di progettista mi sono presentata all'ufficio tecnico di Via di Donna Olimpia 43 Roma per protollare una variante in corso d'opera ad una C.I.A. presentata il 30 settembre scorso. inaspettatamente , il tecnico mi ha comunicato che ha seguito di delibera comunale tutte le C.I.A. presentate dal "mese di gennaio 2010" verranno richiamate e debbono pagare € 251.50 di cui 250.0 a titolo di diritti di istruttoria e € 1.50 offerta oncologica (?????). ciò me l'ha messo per iscritto, ovviamente senza firma . Ma la legge non è a titolo gratuito? a settembre il mio cliente non ha pagato nulla eppoi la Legge 73 è di maggio 2010? come fa ad essere retroattiva? non solo. mi riferisce che il committente deve pagare anche € 86 per la variante in corso d'opera (1/3 del costo della CIA). mi può dare notizie in merito. E' uno scandalo !!!!!! Grazie
stefania bruti

10/12/2010 15.50: stessa esperienza di Stefania
Questo è il testo della mia risposta del 25 agosto 2010 alla richiesta oneri da parte del Municipio XV: "Con stupore ho ricevuto la Vs. richiesta del 21.07.2010 avente per oggetto il "mancato versamento dei diritti istruttoria" in relazione alla comunicazione inizio attività del 15.07.2010 quasi fosse una mia mancanza e non un Vs. successivo ripensamento. In base alla legge 73/10 in vigore dal 26 maggio 2010 nessun pagamento è previsto tanto è vero che la comunicazione può essere spedita per via telematica. In qualità di professionista ho presentato altre due comunicazioni per lavori di straordinaria manutenzione nel mese di luglio e più esattamente, una il 08.07.2010 presso il Municipio XVI e una il 20.07.2010 presso il Municipio XI, e nessuna richiesta di oneri mi è stata avanzata nè al momento della presentazione nè dopo. Nell'ipotesi che tale richiesta sia a discrezionalità dei Municipi stessi (ma dove sta scritto?) è evidente che in data 15 luglio 2010 alle ore 8,30 la decisione del Municipio XV in merito all'onerosità della procedura non era ancora nota all'Ufficio Tecnico di via Mazzacurati 75 che ha recepito la mia pratica senza richiedere alcun pagamento. Questo fa pensare ad un provvedimento emanato subito dopo e quindi non è ammissibile che venga applicato alle pratiche già presentate e soprattutto senza la dovuta informazione per il cittadino ed il professionista. Prima di pagare desidero avere chiarimenti in merito al provvedimento." Inutile dire che non ho avuto alcuna risposta. Non ho parole.
arch. Fiorella Maria Porri

25/01/2011 23.49: ...l'ARCHITETTO!!!
...tra gl'innumerevoli studi intercorsi tra le tante materie del percorso formativo universitario (FedericoII Napoli)...ricordo con immenso piacere quello dei LABORATORI di Progettazione...Immagini e ricordi ormai quasi del tutto persi nei blandi sprazzi mnemorici; eppure non professo da molti anni, solo da quattro, ma sono ampiamente bastati affinchè la formazione di architetto che avevo alla laurea, che pensavo essere la partenza del mio forma-mentis professionale, è lontana anni luce dal professionista che sono divenuto (gioco forza) oggi.....una sottospecie di avvocatuccio che si dimena tra pagine e pagine di norme, leggi, e decreti urbanistici, alla continua ricerca del nulla osta di quell'ufficio della provincia, perennemente in attesa del parere dell'ufficio dell'Autorità di Bacino o dell'Ufficio della Sopraintendenza,....o di chi sà di quale altro ufficio di Ente... E allora oggi mi chiedo: PERCHE' NON C'ERA ALL'UNIVERSITA' ALMENO UN ESAME PIU' VICINO A QUELLO CHE E' IN REALTA' LA PROFESSIONE DI ARCHITETTO OGGI? PERCHE' ALL'UNIVERSITA' CI INSEGNANO SOLO A PROGETTARE, QUANDO POI, IN REALTA' tutto fai fuorche' il progettista? Neanche un "semplice" DOCFA si riesce a compilare una volta usciti dall'università. Io non credo che ciò sia un inconveniente forturito. Sono convinto che tale abnorme diverbio (tra gli studi e la professione reale) sia voluto. E FIGURIAMOCI ORA SE PENSANO A SEMPLIFICARCI IL PERCORSO PROFESSIONALE. Concordo pienamente con il collega Ruggieri che s'interroga della valenza dell'Ordine e del CNA in merito alla dimostrata impotenza ad interaggire con le classi politiche a difesa della nostra bistrattata categoria professionale.....Come siamo finiti,....chissà Vitruvio cosa direbbe..MHA...!
agatino architetto reale - frattamaggiore - na

19/04/2011 13.26: scia
Condivido appieno quanto con estrema intelligenza e sintesi ha espresso Giuseppe Teodosio.
geom. Domenico Ragone

02/07/2011 23.02: Felicitazione.
Non posso che complimentarmi, non foss'altro perchè, alla ricerca di chiarimenti, ho avuto la bella sorpresa di trovare un omonimo!! Io debbo solo piazzare una scala metallica e per la SCIA mi sono rivolto ad un ingegnere. Grazie ed auguri di bene.
Walter P.Milone, dottore

vedi anche:

Scia in edilizia, debutto frenato

Manovra correttiva Legge 122/2010 - agg.rass.stampa

«Scia», e la burocrazia va via (?)

Maxiemendamento Dl 78/2010 - rassegna stampa

Che c'è nella manovra economica?

di Enrico Milone - DL 78/2010

La MS senza DIA è Legge

Il ruolo di garanzia del professionista - di E.Milone

MS senza DIA, ma con il progetto

DL incentivi - agg. rass.stampa [21/02-05-10]

MS senza DIA - Legge in vigore

Dl incentivi - notizia in breve

MS senza Dia - Un inutile pasticcio

Comunicato Ordine Architetti PPC di Roma e provincia

MS senza Dia - riscritto l'articolo 5

DL incentivi - agg. rass.stampa [17-04/01-05-10]

MS liberata dalla Dia (!)

di Enrico Milone - DL Incentivi

Abolizione della DIA per le opere di MS

Comunicato Ordine Architetti PPC di Roma e provincia


data pubblicazione: lunedì 9 agosto 2010
architettiroma è su twitter architettiroma è su facebook le istruzioni per iscriversi al feed RSS Iscriviti alla newsletter di architettiroma.it
Architettura sul web Fine della DIA, sostituita dalla S.C.I.A.