Antincendio: Scia e attività commerciali

di Enrico Milone - L. 122/2010 - DM 27.07.2010

SCIA E ATTIVITA' COMMERCIALI NELLA PREVENZIONE INCENDI

1. la SCIA riduce il certificato di prevenzione incendi ad una autocertificazione: per aprire una attività che comporta sicurezza antincendio basta che il proprietario consegni una SCIA (Segnalazione certificata d'inizio attività, art.49 legge 122/2010) integrata dalla attestazione di un tecnico abilitato e corredata dagli elaborati tecnici necessari  per consentire le verifiche di competenza dell'amministrazione. I pareri di enti sono sostituiti da autocertificazioni, salvo le verifiche successive degli enti.

Questa è l'interpretazione letterale della norma. Tuttavia non è ancora noto quale sarà il comportamento dei Comandi dei Vigili del fuoco. Sembra che il Comando di Roma abbia chiesto istruzioni al Ministero. Infatti il tecnico abilitato cosa può autocertificare, ai fini antincendi, per le tante attività non normate? E per i frequenti casi soggetti a deroga?

La nuova norma è certamente rischiosa per gli utenti perché i locali possono essere aperti al pubblico lo stesso giorno della consegna della SCIA, senza alcun controllo dei Vigili del fuoco. Tuttavia ha il vantaggio che pone chiaramente la responsabilità della sicurezza sul proprietario e sul tecnico di sua fiducia. Potrà funzionare a patto che tutti i locali vengano controllati dai Vigili del fuoco entro i 60 giorni stabiliti dall'art.49 della legge 122/2010.

2. Decreto del Ministero dell'Interno 27.7.2010 (GU 12.8.2010), nuove norme antincendi per i locali commerciali oltre mq 400. Sono compresi i centri commerciali.

Il DM 27.7.2010 sostituisce la circolare 75 del 3.7.1967 riguardante grandi magazzini, empori, ecc. che era stata in parte modificata con circolare n.5210/4118/4 del 17.2.1975. La circolare 3.7.1967 continua a disciplinare le attività preesistenti al DM 27.7.2010 alle condizioni espressamente indicate nello stesso DM (possesso di certificato prevenzione incendi o esecuzione in corso di lavori di modifica in base a progetto approvato dei VVFF).

Al DM è allegata la "Regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio delle attività commerciali con superficie lorda superiore a 400 mq",  articolata come di seguito.

1. - termini, definizioni e tolleranze dimensionali

2. - ubicazione

3. - caratteristiche costruttive

  • resistenza al fuoco
  • reazione al fuoco
  • compartimentazione
  • scale
  • ascensori, scale e rampe mobili

4. - misure per il dimensionamento delle vie esodo

  • densità di affollamento
  • capacità di deflusso
  • lunghezza dei percorsi di esodo
  • sistemi di vie di esodo
  • caratteristiche delle vie di esodo
  • larghezza totale delle vie di esodo
  • sistemi di apertura delle porte e di eventuali infissi
  • numero di uscite
  • sistema di controllo dei fumi naturale o meccanico

5. - aree ed impianti a rischio specifico

  • spazi per depositi
  • impianti di produzione calore
  • impianti di ventilazione/condizionamento
  • impianti di produzione di calore
  • impianti di climatizzazione
  • impianti elettrici
  • mezzi ed impianti di estinzione degli incendi
  • impianti di rivelazione, segnalazione e allarme
  • segnaletica di sicurezza
  • organizzazione e gestione della sicurezza antincendio

 

di Enrico Milone, architetto
del 07.09.10

 

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Commenti

13/09/2010 17.16: prime direttive Minstero dell'Interno su SCIA
L'articolo pubblicato è interessante. Per utilità segnalo un primo pronunciamento (direttive) del Ministero dell'Interno in merito a SCIA e prevenzione incendi [...] Commento Il ragionamento al punto 2 della direttiva può essere condivisibile in quanto i "criteri generali" possono essere tali da non costituire una quadro normativo di immediata e completa applicazione da cui derivare "l'accertamento di requisiti o presupposti stabiliti per legge". Anche la logica per le deroghe è valida - punto 3. Il ragionamento al punto 1 invece, ove si dice che "l'attivazione della procedura semplificata della SCIA è una scelta opzionale da parte dell'interessato", non appare corretto in quanto dal tenore della norma generale della SCIA (ove applicabile) si evince che la stessa non si presenta come una facoltà alternativa ma come una procedura obbligatoria e vincolata (nuovo art. 19 L 241/1990): "Ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nulla osta comunque denominato ........ è sostituito da una segnalazione dell'interessato". Quindi se in qualche procedimento di prevenzioni incendi ci fosse un quadro normativo adeguato e certo, andrebbe applicata direttamente la SCIA (es. impianti fissi di rifornimento domestico di gas naturale per autotrazione - che si trova all'art. 51 dello stesso DL 78/2010 come convertito con la L 122/2010). Cioè nel caso generale della SCIA non sembrerebbe esserci una scelta opzionale, perchè non ci troviamo in presenza di una disciplina come quella della (preesistente) DIA del T.U. Edilizia DPR 380/2001 ovi è contenuta un'espressa e specifica facoltà dell'interessato di ricorrere al Permesso di Costruire in luogo e in alternativa della DIA.
Ludovico Cirese

vedi anche:

Manovra economica convertita in legge

di Enrico Milone - Legge 122/2010

Fine della DIA, sostituita dalla S.C.I.A.

di Enrico Milone - Legge 122/2010

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Manovra correttiva Legge 122/2010 - agg.rass.stampa

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breve notizia di Enrico Milone


data pubblicazione: martedì 7 settembre 2010
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