SCIA e DIA - il Governo chiarisce

di Enrico Milone e Fabrizio Pistolesi - Legge 122/2010

SCIA e DIA - il Governo chiarisce

Dopo i vari dubbi interpretativi suscitati dall'art.49, comma 4-bis del D.L. 31 maggio 2010, n.78 convertito poi, con modificazioni, dalla L.n.122 del 30 luglio 2010, che introduce il regime della Segnalazione Certificata di Inizio Attività, e le successive innumerevoli richieste di chiarimenti, tra cui quella del CNAPPC, l'ufficio legislativo del Ministero per la semplificazione, d'intesa con i Ministeri delle infrastrutture e della pubblica amministrazione, ha dato una prima risposta con un documento esplicativo indirizzato all'assessore Territorio e Urbanistica della Regione Lombardia.

Non è del tutto chiaro perché si sia scelta questa via invece di quella da tutti attesa della "circolare interpretativa", sta di fatto che

  • il primo chiarimento riguarda l'applicazione della Scia all'edilizia, messa in dubbio da molti esperti e da amministrazioni comunali e regionali, tra le quali il Comune di Roma. Il Ministero risponde di ritenere valida la tesi che la Scia si applichi all'edilizia. Adduce a tale scopo 5 argomentazioni che appaiono condivisibili. Tuttavia i dubbi su tale tesi non sarebbero sorti se la legge avesse esplicitamente stabilito l'applicazione all'edilizia. La lettera del Ministero è certamente confortante ma resta il fatto che nell'ambito di una possibile vertenza giudiziaria il parere espresso dal Ministero potrebbe non essere condiviso.
  • col secondo chiarimento il Ministero esprime il parere che la Scia non può essere applicata alla cosiddetta Super-Dia, art.22.3 DPR 380/2001 (ristrutturazioni con modifiche, nuove costruzioni disciplinate da plano-volumetrici dettagliati). In tali casi occorre il permesso di costruire. 
  • il terzo chiarimento: nel caso di lavori su edifici esistenti in ambiti soggetti a vincoli ambientali, paesaggistici o culturali, la Scia è applicabile purché venga allegato l'atto di assenso dell'ente preposto alla tutela (Soprintendenza).  Tale parere appare ragionevole e risolve il problema del paventato ricorso al permesso di costruire. Resta il fatto che la legge chiaramente stabilisce che la Scia non si applica in tali ambiti. In merito si rammenta che nel caso di manutenzione straordinaria su edifici in ambiti vincolati, ma senza interventi sulle strutture, si applica la Comunicazione (legge 73/2010) con allegato l'atto di assenso della Soprintendenza.
  • il quarto chiarimento fa riferimento alle leggi regionali che nell'ambito della legislazione concorrente hanno esteso l'istituto della Dia anche ad altri interventi edilizi. Anche in questo caso si ribadisce che tali norme "non siano state incise dall'entrata in vigore dell'art.49 della legge n.122 del 2010".

Perplessità emergono invece dall'ultimo capoverso della nota in cui si dice che tutte le Dia presentate prima della novella dell'art.19 della L.241 del 1990 (31 luglio 2010)  restano valide in quanto "la disciplina applicabile non può che essere quella vigente al momento della presentazione della Dia, salva la possibilità per il privato di avvalersi della novella, presentando per il medesimo intervento, una Scia". Con tale precisazione sembrerebbero fuori legge tutte le Dia presentate ai comuni dopo tale data e dalla stampa di settore sappiamo che innumerevoli amministrazioni, in questo clima di incertezza, hanno continuato ad accettare le Dia, che nel frattempo hanno maturato i trenta giorni per l'inizio dei lavori e che, con tutta probabilità, in questo momento, sono in corso di svolgimento.

Infine, come sostenuto dal CNAPPC, occorre ribadire che l'introduzione della Scia comporta una modifica degli artt.22 e 23 del Testo unico dell'edilizia e richiede  importanti e diffuse revisioni all'interno dell'intero Testo unico. Occorre, tra l'altro, stabilire se in caso di intervento sottoposto ad un vincolo la cui tutela non compete all'amministrazione comunale, ove non risulti allegato l'atto di assenso, scatti per l'amministrazione l'onere della convocazione della conferenza di servizi, come previsto dal comma 4 dell'art.23 del D.P.R. 380/2001.

Gli architetti, sia come liberi professionisti che come funzionari degli uffici tecnici pubblici, sono responsabili civilmente e penalmente del proprio operato professionale e hanno necessità di operare nell'ambito di un quadro normativo certo, organico e di univoca interpretazione e applicazione, dato anche l'inasprirsi delle sanzioni previste.

Risulta evidente che il percorso verso la semplificazione delle procedure edilizie è soltanto all'inizio, e pertanto l'Ordine degli Architetti di Roma e Provincia, da sempre all'avanguardia nel settore, ha organizzato un convegno nazionale dal titolo "la babele normativa" che si terrà presso la casa dell'architettura in data 5 ottobre 2010 alle ore 14:30 al quale parteciperà, oltre ai dirigenti responsabili dei settori tecnici della Regione Lazio, del comune di Roma, Torino, Napoli e Venezia, anche il dott. Giuseppe Chinè capo dell'Ufficio Legislativo del Ministro per la Semplificazione Normativa, firmatario della nota di cui sopra, che approfondirà e chiarirà ulteriormente in quella sede la posizione del legislatore e accoglierà le istanze delle istituzioni e dei professionisti per una semplificazione che non rassomigli più ad una deregulation.

 

di arch.Enrico Milone - arch.Fabrizio Pistolesi, Vice-Presidente Ordine APPC Roma
del 19.09.10

 

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Commenti

20/09/2010 01.35: Anche il Ministero della Semplificazione ....
Vorrei ricordare la Rassegna stampa che l'Ordine degli Architetti, Paesaggisti, Pianificatori e Conservatori di Roma ha pubblicato fin dai primissimi giorni di agosto c.a., miscellanea di articoli di autori vari che dava conto delle più diverse interpretazioni... "Scia in edilizia, debutto frenato - Manovra correttiva Legge 122/2010 - agg.rass.stampa" Vorrei ricordare che "coraggiosamente" l'Ordine degli Architetti, P.P. e C. di Roma ha dato spazio all'articolo con una posizione un po' in controtendenza ed isolata, dell'Arch. Enrico Milone "Fine della DIA, sostituita dalla S.C.I.A." (contenente tra l'altro un utile schema semplificato dei vari casi, per facilitare la comprensione del nuovo sistema) che il 9 agosto 2010 già aveva dato chiarimenti interpretativi ancora oggi validi e vorrei sottolineare prima ancora che lo stesso Governo il giorno dopo pubblicasse l'unica Circolare sulla materia (in argomento di carattere economico produttivo) che nulla indicava per la materia edilizia. Ritengo che quest'ultimo articolo "SCIA e DIA - il Governo chiarisce- Legge 122/2010" di Enrico Milone e Fabrizio Pistolesi Vice-Presidente Ordine APPC Roma, pubblicato il 19 settembre 2010 ha giustamente introdotto una domanda... «...l'ufficio legislativo del Ministero per la semplificazione, d'intesa con i Ministeri delle infrastrutture e della pubblica amministrazione, ha dato una prima risposta con un documento esplicativo indirizzato all'assessore Territorio e Urbanistica della Regione Lombardia. Non è del tutto chiaro perchè si sia scelta questa via invece di quella da tutti attesa della "circolare interpretativa"...» E, poi, introduce anche una riflessione che ritengo doveroso evidenziare e richiamare per l'attenzione di tutti i tecnici abilitati per l'edilizia... «...La lettera del Ministero è certamente confortante ma resta il fatto che nell'ambito di una possibile vertenza giudiziaria il parere espresso dal Ministero potrebbe non essere condiviso...» ....
Arch.Luca Scarpolini - Resp.Edil.Privata Ariccia

20/09/2010 11.56: La legge non ammette ignoranza
Sì la legge non ammette ignoranza, ma sembra far di tutto per disorientare chi deve applicarla. Senza considerare che poi l'ultima parola tocca ai magistrati che la interpretano spesso in armonia con la loro inclinazione ideologica. In fondo Kafka nel "Processo" non si è inventato nulla, anzi è stato superato dalla realtà! Poveri professionisti e tecnici comunali comunque faranno per qualcuno sicuramente sbaglieranno e come sempre se la caveranno solo i furbi, i potenti e i prepotenti.
Luigi Moretti

23/09/2010 09.48: Non se ne può più!
Svolgo l'attività di architetto libero professionista da 25 anni. Sono stati, così come temo saranno i prossimi, anni di continui stravolgimenti normativi in tutti i settori legati all'edilizia. Tutta la normativa precedente alla 47/85 non presentava grossi dubbi interpretativi; da allora, per ogni nuova norma emanata dal Governo di turno (nero, bianco o rosso che sia), non si fa altro che inseguire faticosamente le interpretazioni degli "esperti" non sempre poi (anche mesi e mesi dopo) condivise dalle amministrazioni pubbliche. Il nostro, quello del libero professionista, è diventato un lavoro impossibile e purtroppo non c'è alcuna istituzione che ci tuteli; mi spiace dirlo, ma neanche il nostro Ordine. Mi domando infatti come sia possibile che l'emanazione di nuove norme colga di sorpresa l'Ordine Professionale; non credo nascano di notte come i funghi e la mattina dopo compaiano inaspettatamente sulla gazzetta ufficiale! ci sarà stata pure una prima bozza, un disegno di legge, un brogliaccio su cui il legislatore ha elaborato il proprio pensiero. Appare evidente che l'Ordine sia totalmente estraneo all'attività di Governo (di qualsiasi colore), preso com'è dall'aspetto "culturale" della nostra attività", salvo poi esprimere dissensi e opinioni a cose oramai avvenute. Quanto tempo ci vorrà ora per chiarire questa ennesima situazione di incertezza? Ricordo solo che prevenire è meglio che curare.
Marco Volpicelli

24/09/2010 17.29: Risposta all’arch.Marco Volpicelli
Carissimo arch. Volpicelli, condividiamo del tutto la prima parte delle tue considerazioni e ti ringraziamo delle considerazioni e della critica costruttiva. È assolutamente vero che dal 1985 in poi l’attività legislativa nel campo dell’edilizia è stata oltremodo copiosa e quasi mai in coerenza con le norme precedenti. C’eravamo illusi che con il Testo Unico per l’Edilizia le cose potessero cambiare, visto il grande lavoro fatto per tentare di mettere ordine in un settore dove ormai le certezze erano ridotte al lumicino. Così non è stato anzi, ormai troviamo norme che modificano i procedimenti, i titoli edilizi, non solo nelle leggi finanziarie, ma anche nei decreti per gli incentivi sui frigoriferi e sulle lavatrici. Dopo la vecchia licenza edilizia, l’autorizzazione, la concessione, il permesso di costruire, la D.I.A. siamo ormai alla C.I.A. alla S.C.I.A. e chissà cos’altro ancora dovremo aspettarci. E cosa dire sulla legislazione concorrente stato regioni introdotta nella materia dalla modifica del Titolo V della Costituzione, che ormai non consente più una legislazione coerente su tutto il territorio nazionale, vedasi ad esempio i problemi che sta avendo il Piano Casa che avrebbe dovuto rilanciare un settore fortemente in crisi come quello delle costruzioni?
Ma non è vero che il nostro Ordine è stato a guardare. Già dal 2001 in occasione della prima stesura del D.P.R. 380 intervenimmo, riuscendoci, per modificare alcune parti di esso che ci sembravano assurde come, ad esempio, il mantenimento dei materiali da costruzione e dell’area di sedime nella ristrutturazione edilizia intesa come demolizione e ricostruzione. Chiedemmo anche, inascoltati, una univoca definizione della “sagoma” e, a dieci anni di distanza, sappiamo quante problematiche questo tema ha portato nelle amministrazioni locali. Nel 2002 abbiamo coinvolto la Provincia di Roma nel processo di semplificazione e di unificazione della modulistica tecnica che portò, dopo due anni di lavoro, all’approvazione di un’unica modulistica valida per tutto il territorio della Provincia di Roma. Da allora stiamo proponendo un modello di semplificazione estremamente diverso da quello in atto, e tra pochissimo tempo, il Comune di Roma, grazie al progetto del nostro Ordine, consentirà la consegna delle pratiche edilizie attraverso la posta certificata e la firma digitale che intanto abbiamo provveduto a consegnare gratuitamente a tutti gli iscritti. Da un anno, un tavolo tecnico in cui sono rappresentati tutti gli ordini e i collegi professionali di indirizzo tecnico e da dirigenti del Comune di Roma, sta lavorando ad un nuovo regolamento edilizio e ad una modulistica aggiornata che consentirà ai tecnici di avere certezze, senza le umilianti file di fronte agli sportelli e che potrà essere di esempio a tutte le altre amministrazioni.
Nel merito degli ultimi accadimenti occorre dire che in realtà la SCIA non è stata predisposta nell’ambito di un disegno di legge. Il Governo ha emanato il decreto-legge 78/2010 nel quale non compariva la SCIA. Questa è stata introdotta a sorpresa, con un maxiemendamento nel corso dell’iter parlamentare di conversione in legge del DL. Inoltre, il dibattito sul maxiemendamento è stato in pratica nullo, dato che il Governo ha posto la fiducia sia alla Camera che al Senato sul disegno di legge. La nuova norma sulla SCIA ha colto tutti di sorpresa anche perché pochi mesi prima, maggio 2010, la legge 73/2010 aveva modificato il Testo unico dell’Edilizia, eliminando la DIA per la manutenzione straordinaria.
Sulla vicenda l’Ordine è intervenuto più volte con comunicati e lettere al Governo e ai partiti, pubblicati su questo sito web. Uno dei primi interventi è stata la lettera al Ministro Brunetta del 23.11.2009 sull’abolizione della DIA nella manutenzione straordinaria. Comunicati sono stati rivolti agli iscritti, al Parlamento. al Governo e all’opinione pubblica in data 22 marzo e 11 maggio 2010 relativi alla vicenda della DIA nella manutenzione. In particolare sulla SCIA gli iscritti sono stati informati tramite il sito web da luglio in poi mediante la rassegna stampa e l’articolo del 9 agosto “Fine della DIA sostituita dalla SCIA”.
Altri interventi sono stati effettuati dall’Ordine in accordo con gli altri Ordini italiani e con il CNAPPC. Non si deve dimenticare infatti che le normative nazionali sono campo di azione del Consiglio nazionale, mentre l’Ordine ha responsabilità principale del rapporto con gli enti locali, Comuni, Provincie, Regione Lazio.

Fabrizio Pistolesi ed Enrico Milone

27/09/2010 15.05: scia
io credo che i nostri legislatori siano degli incompetenti o forse siano volutamente incompetenti. troppe leggi ingabbiano l'evoluzione.....
S.D.G.

28/09/2010 13.57: Architetto
Con la S.C.I.A. che fine ha fatto "l'Attività Edilizia Libera" così come prevista dall'Art.5 Comma 1 a) del D.L. 25.32010 n. 40 convertito dalla Legge n. 73 del 22.5.2010 ? Rimane ancora valida? Apprezzerò una risposta in merito. G.Z.
Goffredo Zarro

28/09/2010 20.10: Risposta a Goffredo Zarro
Per alcuni interventi di MS, così come stabilito a maggio di quest'anno, resta ovviamente valida la Comunicazione ai sensi dell'art.5 Legge 73/2010. Per ulteriori precisazioni, consultare i seguenti links:
Fine della DIA, sostituita dalla S.C.I.A.
La MS senza DIA è Legge

Redazione ArchWeb

28/09/2010 23.43: Rispettiamo tutti le norme che ci siamo dati...
Vorrei segnalare che non è consentito inviare commenti più lunghi di 2000 caratteri. Oggi, invece, leggo il Commento interessantissimo e, vorrei dire anche condiviso, del Vicepresidente arch. Pistolesi e del Consigliere arch. Milone, ma non mi sembra che siano contenuti entro i 2000 caratteri, forse perchè sono in due a scrivere? Vorrei cogliere l'occasione per un commento "stringato" ... rispettiamo tutti le regole che ci siamo dati. E ... vorrei dire proprio tutti! Nel merito del commento precedente mi permetto invece di dissentire sulla paventata latitanza dell'Ordine e, in particolare di quello romano. Abbiamo un Ordine che in realtà è l'Organo responsabile dell'Albo e non deve trasformarsi in un'associazione di rappresentanza della categoria. Certamente è anche una Voce sempre autorevole e presente, (soprattutto l'Ordine di Roma, ovviamente anche per le dimensioni). Le lamentate assenze o latitanze sono in effetti fuori luogo in ultimo perchè il ruolo attivo dell'Ordine di Roma è noto a tutti e sfiora l'eccesso di divenire una rappresentanza di categoria, piuttosto che l'organo super partes che tiene l'albo. Vorrei ricordare che grazie alla vigorosa protesta dell'Ordine romano, il Governo con la conversione in legge del decreto-legge n. 40/2010 ha reintrodotto una forma semplificata di elaborato tecnico e relazione asseverata per le CIA ai sensi dell'art. 6, comma 2 lett. a) del D.P.R. n. 380/01, mantenendo un ruolo di utilità sociale per tanti professionisti messi fuori mercato dall'eccessiva liberalizzazione. Per quanto concerne invece la riforma della DIA con la sua sostituzione attraverso la SCIA e il mantenimento della cosiddetta super DIA, mi sembra di dover suggerire, a tutti i colleghi, molta prudenza. Uniformiamoci tutti alle indicazione ufficiali del Governo con la ormai famosa nota prot. n. 1340 del 16/09/2010. Per i commenti e le lamentele c'è tempo! E' arrivata tardi? non ci piace, ma è ufficiale! in assenza di giurisprudenza ... E' bene rispettarla!
arch. Luca Scarpolini Resp.Edil.Privata Ariccia

11/10/2010 12.39: Varianti
Le interpretazioni per nuove attività ha già i suoi problemi. Ma alla luce delle nuove normativa (SCIA e CIA o CIL) in riferimento a DIA già aperta la variante in corso d'opera (non strutturale) con quale strumento può essere fatta?
Ing. Andrea Spolverini

19/10/2010 09.31: piano casa su immobili sotto condono edilizio
E' possibile l'applicazione del piano casa per gli immobili in periferia per i quali è stata presentata domanda di condono edilizio Lex 47/85 e non ancora rilasciata concessione edilizia in sanatoria?
Arch. Sergio Tarantelli

25/02/2011 18.46: SCIA. chiarimenti
precisazioni molto puntuali. Arch. Milone, sarebbe interessante poter accedere agli atti di questo convegno sul sito dell'ordine. Tutto quanto può contribuire ad aumentare la chiarezza del quadro legislativo in cui si opera è certamente meritorio di grande apprezzamento, come del resto il suo costante la lavoro. grazie
Arch. Francesco Maria Mancini

27/02/2011 20.56: scia
la legge parla chiaro è abrogativa di tutte le precedenti leggi statali e regionali, qualunque altra interpretazione è sbagliata d'altra parte la scia si applica dove occorreva la Dia e non il permesso a costruire o la super dia, l'abolizione delle norme precedenti si sottindendo anche le norme riguardanti il testo unico. Si instaura il concetto che laddove non è esplicitamente vietata la scia, essa sia applicabile.
anna

13/08/2011 10.54: DIA / SCIA
Salve sono un perito industriale della provincia di Lecce le scrivo in merito ad una dia presentata presso un comune della provincia in data 8/03/2011 per la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 6kw - dopo 6 mesi contatto il comune per farmi rilasciare il titolo autorizzativo di idoneita ed il tecnico mi risponde che la dia non è valida per ottenere il titolo autorizzativo serviva la scia - ora le chiedo se la dia è contro legge in questo caso o c'è la possibilita di far riferimento a qualche legge particolare ? saluti grazie della cortesia
Antonio Sanapo

vedi anche:

Una Scia bloccata dai dubbi

Legge 122/2010 - agg. rassegna stampa

Antincendio: Scia e attività commerciali

di Enrico Milone - L. 122/2010 - DM 27.07.2010

Manovra economica convertita in legge

di Enrico Milone - Legge 122/2010

Fine della DIA, sostituita dalla S.C.I.A.

di Enrico Milone - Legge 122/2010

Scia in edilizia, debutto frenato

Manovra correttiva Legge 122/2010 - agg.rass.stampa

«Scia», e la burocrazia va via (?)

Maxiemendamento Dl 78/2010 - rassegna stampa

Che c'è nella manovra economica?

di Enrico Milone - DL 78/2010

La MS senza DIA è Legge

Il ruolo di garanzia del professionista - di E.Milone


data pubblicazione: domenica 19 settembre 2010
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