Piano casa più flessibile dopo il flop

Piano casa Lazio - agg. rassegna stampa

Urbanistica. Piano casa più flessibile dopo il flop della legge. Presentate in un anno nella capitale 74 domande. Bonus fino al 60% per demolizioni e ricostruzioni

Il piano casa bis, approvato venerdì dalla giunta regionale del Lazio, sarà una nuova legge, più che una modifica. Ideato dall'assessore all'Urbanistica Luciano Ciocchetti e dal governatore Renata Polverini per invertire il drammatico trend registrato fino ad oggi: in tutti i capoluoghi di regione, dall'entrata in vigore della norma a fine 2009, sono state presentate poco meno di cento domande (tra ampliamento e demolizione con ricostruzione): 74 soltanto a Roma, mentre le altre città, potenzialmente più interessate al provvedimento per la struttura urbana, sono rimaste praticamente a secco. «Per noi - dice efficacemente un dirigente dell'Urbanistica di Viterbo - è come se la legge non fosse mai esistita».

Le prime novità importanti del testo riguardano il campo di applicazione delle norme. Cadono molti vincoli nelle aree dove sarà possibile intervenire. Soprattutto uno potrebbe risultare decisivo, ed era stato richiesto a più riprese dai professionisti: nelle zone agricole sarà estesa a tutti la possibilità di ampliare l'abitazione (possibilità finora prevista solo per imprenditori, coltivatori diretti e loro eredi). Sul punto l'opposizione grida già alla catastrofe: «Con questa deregulation generalizzata - dice il capogruppo Pd alla Regione, Esterino Montino - non diamo aiuto agli agricoltori e mettiamo a rischio l'agro».

Molte le modifiche sui due punti chiave della norma: gli ampliamenti e le demolizioni. Sul primo fronte, resta invariato il bonus del 20 per cento, ma si espande molto la sua portata. Non sarà più limitato agli edifici sotto i mille metri cubi: saranno, quindi, inclusi anche i condomini. Il tetto, invece, salirà dal 10 al 20% per i capannoni.

Cade il divieto di sopraelevazione: gli interventi sono consentiti «in aderenza orizzontale o verticale rispetto al corpo di fabbrica». Ma la vera grande novità è la nuova nozione di «miglioramento sismico». In pratica, nella vecchia versione del testo era necessario adeguare tutto l'edificio per costruirsi una stanza in più. Adesso basterà puntellare lo stabile.

Qualche cambiamento anche in tema di demolizioni e ricostruzioni. Il premio base resta del 35%, come nella vecchia legge. Mentre si arriverà fino al 60% per gli edifIci plurifamiliari sopra i 500 metri quadri in stato di degrado. «In questo modo - dice soddisfatto il presidente dell'Acer, Eugenio Batelli - si rendono finalmente economicamente sostenibili le demolizioni». Questa norma, poi, dovrebbe aprire a operazioni di recupero nelle periferie romane. Insieme al ripensamento di tutto il meccanismo dei programmi integrati. Che consentiranno di aumentare i bonus di fronte a specifici accordi con le amministrazioni comunali. Nel caso di comuni del litorale marino, ad esempio, quando ci sarà delocalizzazione di edifici posti nelle fasce di rispetto (le zone davanti al mare dove non si potrebbe costruire), l'incremento potrà essere portato fino al 100 per cento.

Approvato il testo in giunta, a breve è atteso il passaggio in consiglio che, da fonti vicine all'assessore Ciocchetti, dovrebbe essere una mera formalità. E dovrebbe arrivare entro la fine del 2010. Sempre che dall'opposizione non arrivi battaglia.
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I numeri del nuovo piano casa regionale
AMPLIAMENTI

  • 1.000 metri cubi - Eliminato il tetto massimo per gli interventi. Nella vecchia legge gli ampliamenti del 20% erano limitati a edifici di volumetria non superiore a mille metri cubi: in pratica le villette. Nella nuova versione il limite salta, ma l'ampliamento non può comunque superare i 62,5 mq. Gli ampliamenti sono possibili anche in tutti gli edifici ubicati in zona agricola (sempre con un massimo di 62,5 mq). Il bonus cubature è portato infine dal 10 al 20% per i capannoni (l'incremento massimo è di 200 mq).
  • 30% - Più cubature con i cambi di desti nazione. Sono ampliabili entro un massimo del 30% gli edifici non residenziali dismessi per i quali siano previsti interventi di ristrutturazione finalizzati al cambio di destinazione d'uso in residenziale. A patto di destinarne il 30% all'housing sociale. Per gli edifici non residenziali che restano tali il bonus cubature sale dal 10 al 20% con un massimo di 200 metri quadri di ampliamento.

DEMOLIZIONI E RICOSTRUZIONE

  • 35% - Premio volumetrico. Il bonus cubature per chi demolisce e ricostruisce edifici residenziali resta invariato rispetto alla vecchia normativa. Il bonus del 35% è esteso però anche agli edifici a destinazione prevalentemente non residenziale con ampliamento massimo di 350 metri quadrati, nel rispetto delle destinazioni d'uso previste dagli strumenti urbanistici
  • 60% - Extra bonus in periferia. Si applica alla demolizione e ricostruzione di edifici plurifamiliari a destinazione residenziale di estensione superiore ai 500 metri quadrati (in pratica i condomini) che versano in condizione di degrado, a condizione che «venga mantenuto almeno il precedente numero di unità immobiliari in capo ai proprietari».

 

di Gi.L.
da Il Sole 24ore Roma del 06.10.10


INTERVISTA «Pronti a migliorare il testo» - Luciano Ciocchetti, Assessore Urbanistica. «Agli ambientalisti, che mi danno del cementificatore, dico di leggere il nuovo piano casa con spirito non ideologico e comprendere che la vera devastazione è stata fatta con la mancanza di pianificazione che c'è stata finora». Luciano Ciocchetti, assessore all'Urbanistica della regione Lazio, è il principale artefice delle modifiche al piano casa. Modifiche che, per molti, sono un favore ai costruttori più che una spinta liberalizzatrice.

  • La stanno criticando in molti. Cosa risponde? Dico che vogliamo solo rendere applicabile la legge 21, rimasta ad oggi lettera morta. E, comunque, il testo uscito dalla giunta non è il vangelo. Siamo pronti a migliorarlo.
  • L'allargamento alle zone agricole fa temere il sacco dell'agro romano... L'esclusione delle zone agricole era uno dei freni più significativi all'utilizzo della vecchia legge. I comuni ci hanno chiesto di intervenire e l'abbiamo fatto: soprattutto in provincia questa esigenza era molto forte. E, comunque, il vero sacco dell'agro romano è stato fatta con i 702 accordi di programma siglati tra il 1995 e il 2010, in deroga agli strumenti urbanistici.
  • Altro timore è legato all'estensione degli ampliamenti ai condomini. È un timore eccessivo. Non pensiamo tanto ai palazzoni, quanto agli edifici che sforano di poco il vecchio tetto di mille metri cubi, per i quali adesso sono possibili piccoli aggiustamenti, come la chiusura di un balcone. Né va dimenticato che servirà l'autorizzazione, non scontata, da parte dei condomini. Inoltre, l'eliminazione del tetto massimo è già stata applicata in Veneto e Lombardia, senza provocare problemi.
  • Le nuove norme sugli adeguamenti antisismici non sono troppo permissive? Abbiamo applicato il decreto ministeriale. Che parla di miglioramento sismico e di adeguamento sismico, due tipologie di interventi graduati a seconda delle diverse situazioni. E abbiamo previsto un articolo specifico che incentiva con un premio extra gli interventi di adeguamento sismico dell'intero edificio.
  • Perché sulle demolizioni non è arrivato il bonus del 50%? Si sbaglia. Penso che nel limite del 60 per cento (che riguarda nella nuova legge gli edifici sopra i 500 metri quadrati in stato di degrado), potrà rientrare la maggioranza delle operazioni. Sono state accolte quindi le richieste delle imprese di rendere più convenienti le demolizioni con ricostruzione. © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

di Giuseppe Latour
da Il Sole 24ore Roma del 06.10.10


La Regione vara il piano casa. Sì al piano casa regionale, ma è bufera: "Autorizzata la speculazione edilizia". Polverini: "Diamo il via allo sviluppo". Alemanno: "Queste norme difendono l'Agro romano". Il Pd: via libera alla speculazione.

Demolire, ricostruire e aumentare la cubatura degli edifici. In pratica, raddoppiare le dimensioni di vecchie palazzine, anche nei centri urbani (ma non nelle aree storiche) e trasformare i capannoni dismessi in alveari, case su case da vendere e affittare, pur destinandone una parte all'housing sociale. La giunta Polverini ha varato ieri il nuovo Piano casa del Lazio, un provvedimento che la governatrice ha consegnato in serata al premier Berlusconi, in mattinata lo aveva presentato al convegno "Lavoro e territorio". «Con questo piano - ha annunciato Renata Polverini - ci mettiamo in marcia verso lo sviluppo». Uno sviluppo che strizza l´occhio ai costruttori e che per l'assessore regionale all'Urbanistica Luciano Ciocchetti si declina attraverso «il rilancio dell'edilizia, la riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente e delle periferie e meno consumo del terreno libero».

Il nuovo Piano casa prevede la possibilità di ampliare e ristrutturare gli stabili demolendoli e ottenendo in cambio di un aumento del 60% della cubatura esistente (l'incremento sarà invece del 50% per la delocalizzazione di edifici costruiti sulle fasce costiere tutelate). È poi previsto un aumento di cubatura del 35% per l'adeguamento sismico degli stabili. Ottenere la Dia (dichiarazione di inizio attività) sarà più semplice e gli enti che tutelano le aree vincolate potranno concedere il nulla osta per costruire in quelle zone. Inoltre, i vecchi capannoni industriali e gli stabili dismessi potranno cambiare la destinazione d'uso a residenziale, purché il 30% sia destinato all'housing sociale. «Con il mutuo sociale - ha annunciato l'assessore regionale alla Casa Teodoro Buontempo - faremo diventare proprietari di case a riscatto giovani e precari anche con stipendio minimo».

Un piano che accoglie il plauso dei costruttori dell'Acer e del sindaco Gianni Alemanno (che ha così tentato di ricucire gli strappi con la Polverini dopo le polemiche sul rapporto tra Roma Capitale e la Regione), secondo cui «senza una risposta edilizia Roma esplode, mancano 30mila alloggi». E sognando la demolizione e ricostruzione di Tor Bella Monaca ha aggiunto: «Dare premi di cubatura evita l'espansione verso l'agro romano e costituisce un volano per l'economia».

Ma l'opposizione insorge. «Questo provvedimento dà il via libera alla speculazione edilizia, anche in aree vincolate» polemizzano i consiglieri regionali Sel, Luigi Nieri e Filippo Zaratti e quelli dell'Idv Vincenzo Maruccio Claudio Bucci. E il senatore del Pd Roberto Della Seta attacca: «Questo Piano casa istituzionalizza il fai da te edilizio e urbanistico». E il leader dei Verdi Angelo Bonelli aggiunge: «Le nuove norme trasformeranno il Lazio in un far west».

 

di Laura Mari
da La Repubblica del 02.10.10


"I capannoni diventano palazzi? Imprese a rischio" - Parla Tagliavanti, presidente della Cna: "Il cambio delle destinazioni d'uso va bloccato, mette in pericolo le piccole aziende". Lancia l'allarme il presidente della Cna Lorenzo Tagliavanti: «Così si mette in crisi la piccola impresa».

  • Perché presidente? «A Roma e nel Lazio c'è penuria di spazi idonei, in particolare soffrono gli artigiani e le attività produttive. Solo nella capitale 61 aree sono su sede impropria, operano cioè in posti dove non dovrebbero. Se si consente la modifica delle destinazioni d'uso, il rischio è che quei pochi imprenditori con spazi idonei tenteranno di trasformarli in abitazioni, con grave pericolo per l'economia e l'occupazione».
  • L'opposizione ha fatto due calcoli. Un'attività industriale di media grandezza - 12 mila metri quadri - potrà triplicare la superficie esistente (che vale 4mila euro al metro quadrato): un capannone da 1 milione di euro ne varrà 144. È d'accordo? «Non so se i calcoli siano questi. Dai dati Cresme emerge però una fame di spazi per le attività artigianali e commerciali, costrette spesso a insediarsi in appartamenti e seminterrati. Tra il 2001 e il 2008 le imprese nel Lazio sono cresciute del 36%, ma le superfici loro destinate si sono fermate al 21. Oltre all'emergenza abitativa esiste un'emergenza per le attività produttive».
  • La sua è dunque una bocciatura? «A metà. Si sarebbe dovuto fare un piano al contrario: per estendere, e non ridurre, le attività produttive».
  • Cosa promuove? «La parte relativa a ristrutturazioni e ampliamenti. Rimetterà in moto il mercato delle abitazioni, che a Roma è in difficoltà. Tanto più che gli unici ad avere risorse da investire sono le famiglie, mentre il pubblico e le imprese sono in sofferenza».

 

di gio.vi.
da La Repubblica del 02.10.10


Approvato il piano casa Polverini: legge più efficace. Via libera al piano casa, ecco le novità. Incentivi per demolire e ricostruire. Polverini: una legge più efficace, era il nostro impegno con gli elettori.

La giunta regionale ha approvato il Piano casa per il Lazio. Ora dovrà passare in consiglio regionale, dove la maggioranza conta di arrivare all'approvazione definitiva entro la fine dell'anno. Lo ha spiegato ieri mattina la presidente della Regione, Renata Polverini, in apertura dell'incontro su "Lavoro e territorio", che si è svolto all'Auditorium della Conciliazione: «L'impegno che abbiamo preso in campagna elettorale con i cittadini è stato quello di varare una nuova e più efficace legge».

Cosa prevede il nuovo piano? Ecco alcune delle innovazioni.

Non solo fuori dalla città. Prima di tutto gli interventi di ampliamento, del 20 per cento, di una abitazione potranno essere fatti anche in quelle che il piano regolatore individua come zona A, vale a dire il centro, ma con esclusione delle aree di valore storico. Un altro limite che il nuovo piano casa ha eliminato è quello degli edifici superiori ai mille metri cubi.

Grandi edifici. Con il nuovo piano casa sarà possibile estendere gli interventi di ampliamento del 20% anche agli edifici di dimensioni maggiori di 1.000 metri cubi, ma comunque entro un massimo di 200 metri cubi.

Cambi di destinazione d'uso. Un'altra innovazione è quella che riguarda stabili dismessi (come capannoni ad esempio) che attualmente non hanno destinazione ad uso residenziale. Bene, il piano consente la demolizione e la ricostruzione con destinazione residenziale, vale a dire edifici con appartamenti, con un'unica limitazione: la parte residenziale, per il 30 per cento, sarà destinata all'housing sociale (edilizia agevolata, studenti o alloggi a canone basso).

Zone agricole. Quando il nuovo piano casa sarà approvato dal consiglio regionale sarà possibile realizzare ampliamenti, fino al 20 per cento, anche in edifici che si ritrovano all'interno di zone agricole. Ci sono alcune limitazioni: non potrà essere superiore a 62 metri quadrati complessivi e comunque non dovrà incidere sul patrimonio ambientale.

Sostituzione di vecchi condomini. E' una delle parti più innovative, interessa i condomini in stato di degrado. Possono essere sostituiti, vale a dire ricostruiti, con un premio di cubatura del 60 per cento. Anche in questo caso sono stati posti alcuni vincoli: deve restare lo stesso numero di abitazioni ai proprietari precedenti.

Fascia costiera. Questa parte riguarda gli edifici realizzati in passato impropriamente sulla costa: il proprietario verrà premiato con una cubatura raddoppiata se ricostruirà l'immobile in un'altra area.

Edilizia agevolata. C'è una parte del piano casa che riguarda le fasce sociali con reddito basso. Ad esempio viene introdotto lo strumento del mutuo sociale. Si tratta di un metodo che consente di far diventare proprietari di case a riscatto giovani e precari anche con stipendio minimo. Non si supererà il 25 per cento dello stipendio, grazie alla durata del prestito. RIPRODUZIONE RISERVATA

  • Cosa succede in centro? Rispetto al precedente provvedimento sarà possibile fare ampliamenti anche in quelle che il piano regolatore definisce zone di tipo A, vala a dire parti della città interessate da insediamenti storici. Si escludono però quelle di valore storico.
  • Quando sarà operativo? Il piano casa è stato approvato ieri mattina dalla giunta regionale. Ma il percorso dovrà essere completato con il voto anche in consiglio regionale. Si prevede che, se non ci saranno intoppi lungo la strada, sarà varato entro la fine del 2010.

 

di M. Ev.
da Il Messaggero del 02.10.10


Ciocchetti porta in giunta il nuovo piano casa

Il nuovo piano casa è pronto. Luciano Ciocchetti, vicepresidente e assessore all'Urbanistica, porterà il provvedimento alla giunta regionale nella riunione di domani (quella di oggi dovrebbe slittare). La tesi di Ciocchetti è che nel piano approvato dalla giunta Marrazzo c'erano limitazioni che rendevano inutile quello strumento che aveva la finalità di dare impulso al settore dell'edilizia.

Cosa cambierà con il nuovo piano? Dalla minoranza è già partita un'accusa: si va verso un eccesso di cementificazione. Ciocchetti l'ha respinta sostenendo che si punta alla semplificazione delle procedure, ma soprattutto alla riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente. «Non certo all'occupazione di nuovo territorio», dice Ciocchetti.

Alcuni elementi che saranno contenuti nel nuovo piano casa: per interventi fino a 500 metri cubi sarà sufficiente la Dia (dichiarazione di inizio attività); oltre, per il permesso di costruire si passerà dalla conferenza dei servizi. Negli edifici in zona agricola sarà possibile l'ampliamento fino a 62 metri quadrati, la finalità è comunque evitare l'abbandono degli immobili. Sono escluse opere di ampliamento negli edifici in zone vincolate, ma con un'eccezione: se c'è coerenza con gli strumenti di tutela e con il nulla osta dell'ente preposto alla tutela. A differenza del vecchio piano, gli ampliamenti saranno possibili anche nelle zone A (centro) ad esclusione delle aree di valore storico. Si potranno demolire e ricostruire anche gli immobili non residenziali, cambiano la destinazione d'uso verso il residenziale (30 per cento va comunque all'housing sociale, vale a dire edilizia agevolata). L'ampliamento del 20 per cento sarà possibile anche in edifici di dimensioni maggiori di 1000 metri cubi (entro un massimo di 200 metri cubi). Infine: saranno semplificati i programmi integrati per il riordino delle periferie; premi di cubatura per tutelare la fascia costiera e ricostruire (con il doppio di cubatura) in un'altra zona.

 

pag. 40 - Roma
da Il Messaggero del 30.09.10


Per la Polverini - Bonus oltre il 35%

I premi di cubatura previsti dal piano casa del Lazio (quelli "ordinari", non nei programmi integrati) si alzeranno di parecchio. L'Ance Roma (Acer) lo ha chiesto a gran voce, e la nuova giunta Polverini lo ha sostanzialmente promesso.

«Alcune periferie di Roma - ha detto il presidente Acer, Eugenio Batelli, nella sua relazione all'assemblea annuale - sono caratterizzate da insediamenti nati spontaneamente, con mediocre qualità delle strutture edilizie, mancanza di servizi e un tessuto stradale inadeguato. Ad esempio Montespaccato, Vermicino, Infernetto, Centocelle. Per queste la soluzione più idonea è la sostituzione edilizia, che consente un riassetto urbanistico funzionale».

«Questi interventi però - ha aggiunto Batelli - non sono realizzabili con gli incentivi attualmente previsti dal piano casa regionale, che non garantiscono il necessario equilibrio economico. Occorre che gli incentivi vengano elevati almeno al 60%».

«Non è affatto una proposta assurda - gli ha risposto l'assessore regionale alla Casa, Luciano Ciocchetti - dobbiamo dare premialità alta perché il 30% non è sufficiente e infatti non l'ha usato nessuno». «Nel nostro piano casa - ha aggiunto - stiamo lavorando su alcuni coefficienti per il premio di cubatura e penso che il nostro sarà molto vicino al 60%».

«Il premio di cubatura è importante per spingere la gente a rinnovare il proprio alloggio» ha aggiunto il presidente della Regione, Renata Polverini. «Le nuove norme - ha aggiunto - dovranno però essere in linea con le legislazioni di garanzia dell'urbanistica». © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

di A.A.
da Edilizia e Territorio n.37 - Il Sole 24ore del 27set-2ott 2010


Regione, pronto il piano casa - Agevolazioni per chi vuole aumentare le cubature

Premi di cubatura per l'ampliamento di edifici a destinazione residenziale e per gli edifici a destinazione non residenziale; e aumenti di cubatura fino al 50% in caso di sostituzione edilizia con demolizione e ricostruzione degli edifici. È quanto prevede il nuovo piano casa della Regione Lazio, così come modificato dalla giunta del presidente Polverini, secondo le anticipazioni dell'agenzia Omniroma. Un piano che oltre ad aumentare le volumetrie, allenta anche alcuni vincoli previsti dalla precedente giunta regionale.

Per quanto riguarda gli interventi di ampliamento di edifici, disciplinati dall'articolo 3, sono consentiti interventi di ampliamento, nei seguenti limiti massimi relativi alla volumetria esistente o alla superficie utile: 20% per gli edifici a destinazione residenziale, uni-plurifamiliari, comprese le case famiglia per un incremento complessivo massimo, per l'intero edificio, di 200 metri cubi ovvero di 62,5 metri quadrati; 20% per gli edifici a destinazione non residenziale, per un incremento massimo di 200 metri quadrati per l'intero edificio. Per incentivare l'adeguamento dell'intero edificio esistente alla vigente normativa antisismica, la percentuale del 20% può essere incrementata: fino al 35% della volumetria o della superficie utile esistente, per gli edifici ricadenti in zona sismica.

 

pag. 2 - Roma
dal Corriere della sera del 25.09.10


Piano casa, una colata di cemento. Piano Casa, assalto all'Agro romano. Ecco la legge della Regione. A rischio le aree tutelate. Aumenti di cubatura del 50%Sarà permesso trasformare capannoni in abitazioni. Anche nelle aree vincolate demolizioni e ricostruzioni. La nuova legge regionale. Aumenti di cubatura fino al 50%. Agro romano a rischio.

Capannoni dismessi, centri commerciali senza clienti, aree industriali in disarmo. Con il Piano Casa che la Regione si accinge ad approvare qualsiasi immobile, anche il più malmesso, potrà essere trasformato in una bella palazzina fitta di appartamenti, da vendere o affittare a prezzi di mercato. E in alcuni casi si avranno premi di cubatura anche del 50%. E' questa una delle innovazioni messe a punto dall'assessore all'Urbanistica Luciano Ciocchetti di concerto con l'assessore alla Casa Teodoro Buontempo. Ventritré articoli che scardinano e rendono aggirabili, nel Lazio, tutti i piani regolatori dei Comuni, a partire da quello di Roma e mettono a rischio le aree verdi dell'Agro romano.

Capannoni dismessi, centri commerciali senza clienti, aree industriali in disarmo. Con il Piano Casa che la Regione si accinge ad approvare, qualsiasi immobile, anche il più malmesso, potrà essere trasformato nella gallina dalle uova d'oro: una bella palazzina fitta di appartamenti, da vendere o affittare a prezzi di mercato, tranne una quota del 30% da dare in locazione a canone agevolato.

E' questa una delle innovazioni - insieme all'aumento dei premi di cubatura per le attività artigiane (dal 10 al 20%) e alla possibilità di sopraelevare - messe a punto dall'assessore all'Urbanistica Luciano Ciocchetti di concerto con l'assessore alla Casa Teodoro Buontempo. Ventritré articoli che scardinano e rendono aggirabili, nel Lazio, tutti i piani regolatori dei Comuni: un complesso sistema di deroghe e varianti che sembrano confezionate apposta per fare un regalo al sindaco Gianni Alemanno e alla sua più volte dichiarata intenzione di modificare il Prg della capitale.

Ma cominciamo dall'inizio del documento. Cioè dall'articolo 2, che definisce gli ambiti di applicazione. Rispetto al Piano Casa della giunta Marrazzo, l'esecutivo di centrodestra strizza l'occhio ai «furbetti» del mattone: non solo per gli edifici «ultimati e legittimamente realizzati» si possono infatti effettuare interventi di ampliamento, ristrutturazione, sostituzione edilizia con demolizione e ricostruzione in cambio di cubatura (dal 20 fino al 50%), ma pure per quelli «oggetto di richiesta di concessione in sanatoria» per i quali «sia stato rilasciato relativo titolo abilitativo» oppure sia stato «autocertificato». Una norma che mette sullo stesso piano chi rispetta la legge e chi preferisce chiudere un occhio, tanto un condono prima o poi arriva.

Come non bastasse, aree ed edifici tutelati da vincoli paesaggistici perdono la loro inviolabilità: basta ottenere uno specifico nulla osta dalla «soprintendenza competente». Idem per casali e complessi rurali storici, che potranno essere abbattuti e ricostruiti, come pure gli immobili già esistenti nelle aree protette. Un esempio per tutti: nel parco dei Castelli romani (finora esentato dall'applicazione del Piano Casa) tutti e 400mila i residenti, volendo, potranno allargare le proprie villette dal 20% (entro un massimo di 62,5 metri quadrati) fino al 35%.

Ma il vero atto sovversivo, quello che fa saltare tutte le previsioni urbanistiche dei Comuni, è l'articolo 3bis: «Interventi finalizzati al cambiamento di destinazione d'uso da non residenziale a residenziale». Laddove, «in deroga alle previsioni degli strumenti urbanistici ed edilizi comunali vigenti o adottati», sarà possibile ampliare del 30% qualsiasi tipo di edificio a destinazione non residenziale (purché dismesso) a due condizioni: che il cambio di destinazione d'uso a residenziale riguardi «almeno il 75% della superficie utile lorda esistente» e che, «al fine di agevolare le richieste di alloggi in locazione a canoni calmierati, almeno il 30% della superficie oggetto di intervento sia destinata alla locazione per 20 anni, con possibilità di riscatto a partire dal decimo anno, a un canone determinato sulla base di criteri» decisi dal Comune. Col risultato mettere a rischio ogni progetto urbanistico, contenuto nei vari prg cittadini.

Altra chicca. L'articolo 7, «Programmi integrati di riqualificazione urbana e ambientale», che i Comuni potranno adottare, di nuovo, «anche in variante della strumentazione urbanistica vigente» sulla base di «iniziative pubbliche o private, anche su proposta di privati, consorzi, nonché imprese e cooperative». Progetti volti, in sostanza, «al rinnovo del patrimonio edilizio e al riordino del tessuto urbano attraverso interventi di sostituzione edilizia con incrementi volumetrici e modifiche di destinazione d'uso di aree e di immobili». Eccolo lo strumento che consentirà ad Alemanno di radere al suolo e ricostruire Tor Bella Monaca. Una delle operazioni più sostenute dalla lobby dei costruttori.

 

di Paolo Boccacci
da La Repubblica del 25.09.10 


Di Carlo: "Così si distrugge l'urbanistica della città". Cambiamenti di destinazione d´uso in deroga alle previsioni del Prg. "È come se ci fossero le impronte digitali del partito del cemento che ha scritto gli articoli".

  • Nell'articolo 7 sul patrimonio edilizio lo strumento per l'operazione Tor Bella Monaca «Questa è chiaramente un'ipotesi di modifica della legge scritta dalla parte più retriva e più estremista che si occupa di edilizia nel Pdl. È come se ci fossero le impronte digitali di coloro che l'hanno scritta difendendo gli interessi del partito del cemento. E posso fare degli esempi precisi che descrivono bene l´operazione»
  • Mario Di Carlo, Pd, ex assessore regionale alla Casa e vice presidente della Commissione Urbanistica della Pisana, non ha dubbi: la nuova legge è un regalo ai costruttori. «Il primo dato da considerare» aggiunge «è clamoroso: il responsabile della struttura tecnica del Comune prende il posto del sindaco e del consiglio comunale e le decisioni sui piani di recupero vengono sottratte all'assemblea elettiva».
  • E gli altri esempi? «Sulle aree vicine al mare si possono demolire edifici costruendo altrove con un premio di cubatura addirittura del 50%, ma mentre la giunta precedente prevedeva la cessione dei terreni sulla costa che diventavano di proprietà comunale, ora invece rimangono dei proprietari, con l'unico obbligo di renderli fruibili pubblicamente. Ma c'è dell'altro che può distruggere i piani regolatori del Comuni, compreso quello di Roma».
  • Che cosa? «La trasformazione della destinazione d'uso dei capannoni che diventeranno case con un premio di cubatura del 30%. Tutti quelli che hanno comprato, pagandoli profumatamente, terreni edificabili, avranno la concorrenza dei padroni delle ex strutture produttive dove, tra l'altro, spesso le attività si fermeranno con il risultato di licenziare gli operai, penalizzando anche l'occupazione».
  • Un altro nodo è quello della possibilità di ristrutturare quartieri interi anche con progetti di privati. «La cosa assolutamente inaccettabile è che si aprirà anche un mercato generalizzato dei diritti edificatori. Mi spiego meglio: mentre prima il premio di cubatura andava al singolo proprietario, adesso in questo caso il 50% va calcolato su tutti gli edifici compresi nel piano di recupero. Per cui anche chi non demolisce vende la cubatura al proprietario accanto, che invece abbatte e ricostruisce, per permettergli di aumentare i metri cubi».

 

di Paolo Boccacci
da La Repubblica del 25.09.10 


Edilizia, la ricetta Ciocchetti "Premi di cubatura al 60%". E la Polverini: "Le nuove norme rispettino la legge". L'assessore all'Urbanistica "Così pensiamo di modificare il piano casa". Il rischio di una nuova pioggia di cemento.

Per rilanciare il settore dell'edilizia la Regione pensa al raddoppio del premio di cubatura, con il conseguente rischio di cementificazione delle aree più pregiate del Lazio. «Nel nostro Piano casa - ha annunciato l'assessore regionale all'Urbanistica Luciano Ciocchetti - stiamo lavorando su alcuni coefficienti per il premio di cubatura e penso che alla fine quello che sarà applicato sarà molto vicino al 60 per cento». Un modo, insomma, per andare incontro alle richieste del presidente dell'Acer Eugenio Batelli, che ieri durante l'assemblea annuale ha sollecitato l'aumento dei premi di cubatura. «La sua non è una proposta assurda - ha proseguito Ciocchetti - dobbiamo dare una premialità alta, il 30 per cento attuale non è sufficiente e infatti non ne ha usufruito nessuno». L'ipotesi allo studio della Regione, dunque, è quella di raddoppiare il premio di cubatura per cui, in sostanza, chi demolirà e ricostruirà un edificio potrà aumentare le cubature probabilmente fino al 60 per cento.

Un'idea, quella delle cementificazione del Lazio, che sembra piacere anche alla governatrice Renata Povlerini. «Se vogliamo spingere la gente a rinnovare il proprio alloggio - ha sottolineato la presidente della Regione - o diamo un premio di cubatura alto, oppure lo strumento perde efficacia». Poi però, forse per arginare le future proteste degli ambientalisti, la governatrice fissa qualche paletto. «Le nuove norme - assicura Polverini - dovranno però essere in linea con le legislazioni di garanzia dell'urbanistica. Su questo vigileremo sicuramente».

 

di Laura Mari
da La Repubblica del 22.09.10 


EDILIZIA - Il restyling del piano casa piace a imprese e progettisti. Ma gli ambientalisti temono un'ondata di cementificazione.

Imprenditori soddisfatti per gli extrabonus sulla demolizione e ricostruzione. Professionisti che già pregustano un'impennata di lavori grazie ai minori vincoli sulle zone agricole e sugli adeguamenti sismici. E associazioni ambientaliste sul piede di guerra, convinte di essere davanti a un'operazione di speculazione edilizia. Sono le reazioni alla proposta di modifica del piano casa laziale, avanzata dall'assessore regionale all'Urbanistica Luciano Ciocchetti in anteprima al Sole 24 Ore Roma.

Le imprese incassano con soddisfazione soprattutto le nuove norme in materia di demolizione e ricostruzione. Stefano Petrucci, presidente di Ance Lazio, spiega: «L'idea del premio fino al 50% va esattamente nella direzione che avevamo chiesto». Sulla stessa lunghezza d'onde il presidente dell'Acer, Eugenio Batelli: «Hanno riconosciuto che l'incremento doveva esserealzato per rendere le operazioni più convenienti». Bene anche il raddoppio di cubatura per i trasferimenti dalle zone di pregio. «È certamente un'iniziativa che potrebbe essere decisiva per alcune aree, come Torvaianica», afferma Petrucci. Batelli, poi, sottolinea l'importanza della proroga di altri tre anni dei tempi per la presentazione delle domande: «un'opzione che dà alle aziende il tempo di operare con tranquillità».

Sul fronte dei progettisti le maggiori aspettative si concentrano sul ridimensionamento dell'obbligo di adeguamento sismico per l'intero edificio in caso di ampliamento, finora considerato il principale ostacolo per le istanze. «Accogliamo positivamente le ipotesi che prevedono il miglioramento della statica solo nella parte interessata dall'intervento-afferma Duilio Rossi, presidente dell'ordine ingegneri di Roma -. Così, infatti, ci sarebbe una sensibile riduzione delle spese. In tempi brevi, tuttavia, serviranno regole attuative e l'istituzione di un sistema di controlli». Sulla stessa linea Amedeo Schiattarella, presidente dell'ordine degli architetti di Roma, che sottolinea come «l'adeguamento sismico di tutto l'edificio è impraticabile». Sulla possibile estensione dei bonus a sopraelevazioni e condomini invece, aggiunge ancora Schiattarella, «la preoccupazione è sempre la stessa: garantire la qualità. L'obiettivo deve essere quello di ridisegnare le periferie, non di far nascere bubboni senza logica».

A porre l'accento sulle opportunità offerte dall'eliminazione dei paletti per le zone agricole è Vittorio Meddi, presidente dei geometri del Lazio: «Cancellando il vincolo che consente di costruire solo a coltivatori diretti - spiega - si sgombera il campo da un equivoco. Anche perché le villette mono e bifamiliari, obiettivo originario del piano casa, nel Lazio si trovano spesso proprio in zone agricole». Lo stesso Meddi avanza dubbi però sull'estensione degli ampliamenti agli edifici sopra i mille metri cubi, «perché tale soglia è un punto fermo dell'accordo Stato-Regioni».

Fuori dal coro di approvazioni il presidente di Legambiente Lazio, Lorenzo Parlati, che critica il nuovo corso di Ciocchetti. «Per come era strutturato, il vecchio testo tutelava l'interesse generale. Questo si preoccupa solo di cementificare». Molti i passaggi che non piacciono a Parlati. «Le zone agricole sono un tema fondamentale. Non vedo perché consentire interventi a persone che non siano agricoltori ». Soprattutto, preoccupa la scelta sugli adeguamenti sismici. «Non ci vuole un tecnico specializzato per capire che, quando si allarga, si mette a rischio l'intera stabilità dell'edificio».
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  • 50% Extrabonus. Premio di cubatura concesso per alcune demolizioni e ricostruzioni
  • Minori vincoli. Sono previsti per le zone agricole e per gli adeguamenti sismici nella bozza dell'assessore Ciocchetti

 

di Giuseppe Latour - Francesco Nariello
da Il Sole 24ore Roma del 21.07.10


Piano casa, la Regione: via libera ad ampliamenti anche in città

Il nuovo piano casa riscriverà le regole fissate dalla giunta Marrazzo. E offrirà nuove opportunità: si potrà intervenire anche in ciò che il piano regolatore considera centro, lasciando salvo il territorio del reale nucleo storico della città. Si potrà intervenire anche sulle palazzine: la legge in vigore diceva che gli ampliamenti non sono possibili in edifici con una cubatura oltre i mille metri cubi, vale a dire un palazzo di cinque-sei appartamenti, con il nuovo piano casa l'ampliamento sarà possibile anche in edifici più grandi, l'importante è che non sia superiore ai 65 metri quadrati. E si potrà farlo anche in altezza.

Altre due novità: si potranno ristrutturare o ricostruire dopo averli demoliti edifici che non abbiano destinazione residenziale ma non si trovino in aree industriali. In pratica: la vecchia officina o il vecchio palazzo che un tempo ospitava degli uffici e si trova in una zona residenziale, potrà essere destinato ad appartamenti: l'importante, però, è che il 30 per cento venga poi usato per l'housing sociale (a canone determinato). «Questa proposta di modifica - spiegano all'assessorato all'Urbanistica della Regione - consentirà al Comune di Roma di attuare il recente bando per la realizzazione di alloggi sociali mediante cambi di destinazione d'uso di fabbricati non residenziali in maniera più veloce». Sarà imposto anche il rispetto della normativa sul rendimento e il risparmio energetico. Infine, il litorale: gli edifici che si trovano in aree vincolate e di pregio potranno essere abbattuti, in cambio il proprietario potrà costruire in aree prive di vincoli, ma con cubatura raddoppiata.

«Siamo convinti che con queste innovazioni che porterò in giunta entro l'estate - spiega il vicepresidente della Regione (e assessore all'Urbanistica), Luciano Ciocchetti - finalmente si darà ossigeno allo strumento del piano casa. Aveva creato tante aspettative fra i cittadini ma anche fra le piccole e medie imprese, ma con i paletti posti dalla vecchia amministrazione di fatto si era rivelato inutilizzabile. Sono arrivate poche decine di domande, nulla rispetto al potenziale di questo strumento». Da parte della minoranza, in queste ore, ci sono state accuse pesanti. Ciocchetti punta alla cementificazione? «Al contrario, vogliamo valorizzare il patrimonio esistente. Invece di occupare sempre nuove aree bisogna avere anche la capacità di ricostuire l'esistente. Per non parlare del litorale: la nostra generazione ha una responsabilità, quella di avere devastato il territorio lungo le spiagge. Bene, con l'opportunità che daremo di abbattere le costruzioni in zone di pregio, ricostruendo con metratura raddoppiata in aree non vincolate, sono convinto che potremo fare molto per il reucpero del territorio».
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  • Le nuove regole in Giunta in estate: possibili cambi di destinazione - Salvaguardato il centro storico

 

di Mauro Evangelisti
da Il Messaggero del 17.07.10


Ciocchetti: "Non siamo cementificatori ma ci sono edifici-mostro da ripensare". Il vicepresidente della Regione sul Piano casa: "Niente deregulation, ciò che è vincolato non si tocca. E sogno consorzi per demolire e riedificare".

«Cementificare noi? È un'accusa assurda. Per la prima volta, anziché "consumare" territori, proviamo a valorizzare l'esistente». Il vicepresidente della Regione Luciano Ciocchetti torna sul suo Piano casa che prevederà, tra l'altro, anche nei centri storici, la possibilità di nuove cubature.

  • Scusi assessore, farà fare sopraelevazioni a piazza di Spagna? «Assolutamente no. Tutto quello che ha vincoli archeologici o monumentali non si tocca».
  • Però di maglie più larghe in Centro aveva parlato lei. Ha cambiato idea dopo la valanga di critiche? «Nessuna inversione di rotta. Il punto è che il piano regolatore chiama "centro storico" zone come viale Marconi, che per me non lo sono e dove è giusto poter cambiare. Cosa diversa è il centro "vero": lì si potranno fare interventi e aumenti di cubatura solo con piani di recupero e col coinvolgimento di tutti, a partire dalle Sovrintendenze. E senza procedure semplificate».
  • Ma come impedirete la deregulation? «Non pensiamo a una giungla in cui ciascuno apre la sua finestrella. L'unico limite che salta della legge attuale è il divieto di ampliare gli edifici oltre i mille metri cubi, cioè i condomini ma il nuovo non potrà superare il 20% dell'esistente e comunque i 200 metri cubi, cioè 62,5 metri quadrati. Il nostro obiettivo è la riqualificazione. Oggi interi quartieri costruiti dai palazzinari gridano vendetta: lì sogno consorzi per demolire e ricostruire come già si fa a Berlino, a Londra».
  • Non è rischioso abolire l'obbligo di adeguamento antisismico? «La nuova normativa lo rende molto oneroso. Parliamo di edifici esistenti, con regolare concessione. Sono polemiche strumentali».
  • E la possibilità di costruire sui terreni agricoli? «Anche qui, si tratta solo di ampliare l'esistente. Negli ultimi anni di governo del centrosinistra quante volte sono sorti palazzi al posto di alberi?».

Le reazioni - Opposizione in rivolta: "No alla libertà di costruire". Battaglia in Regione sul nuovo Piano casa. L'annuncia il capogruppo di Sel Luigi Nieri: «A poco più di un anno dalla tragedia dell'Abruzzo come si può dare un prezzo alla sicurezza dei cittadini?» «Faremo ostruzionismo contro il partito del cemento», aggiunge Angelo Bonelli (Verdi). E pure il segretario Cgil Di Berardino chiede a Ciocchetti di rivedere un piano «che elimina i vincoli a tutela dei centri e dell'agro romano obbedendo a un'unica parola d'ordine: libertà di costruire». Prova a frenare l'assessore alla Casa Buontempo: «Alla fine conterà l'articolato. Il nuovo Piano sarà più che altro una risposta all'emergenza abitativa». 

 

di Chiara Righetti
da La Repubblica del 16.07.10


Un Piano casa attento al sociale. La Regione Lazio sta lavorando per mettere a punto le modifiche necessarie a garantire risposte concrete all'emergenza alloggi nel rispetto del territorio.

La sentenza del Consiglio di Stato che ha sbloccato il Piano regolatore generale è coincisa con le proposte di rilancio dell'edilizia, con un elemento che accomuna le iniziative del Campidoglio e della Regione Lazio: l'attenzione al sociale, con un occhio all'emergenza abitativa e ai problemi delle famiglie a basso reddito, con disabili o anziani, e delle giovani coppie. «Sul nuovo Piano casa della Regione Lazio leggiamo, in questi giorni, di tutto e di più. È legittimo che ognuno avanzi proposte e lanci idee - ha detto ieri l'assessore regionale alla Casa Teodoro Buontempo - e non a caso in assessorato abbiamo tenuto molte riunioni aventi per oggetto il Piano casa, nel corso delle quali abbiamo ascoltato tutti i soggetti interessati alla nuova legge. Alla fine, però, a contare saranno solo gli articoli di legge e noi vogliamo che, in quell'ambito, l'emergenza abitativa rappresenti una componente essenziale». «Oggi il problema dei problemi, per molti giovani, per molti anziani, per moltissime famiglie - ha ricordato Buontempo - è quello della casa. E noi abbiamo il dovere di dare risposte in questo senso. Ancora adesso, infatti, si parla del Piano Casa come della soluzione di piccoli problemi, come l'apertura di una finestra o giù di lì. Noi abbiamo una visione ben diversa del Piano Casa, che può e deve rappresentare un'occasione straordinaria per dare risposte sul fronte dell'emergenza abitativa». «Ad esempio - ha aggiunto l'assessore - l'edilizia sociale, fortemente mortificata dalla precedente amministrazione regionale, dovrà essere implementata. E andranno ridefiniti i programmi per l'edilizia economica popolare, per quella sovvenzionata e per l'housing sociale. Su questo fronte, in particolare, si gioca una partita tutta nuova, in relazione ai nuovi bisogni dei cittadini. Oggi, infatti, c'è una fascia cosiddetta media che non è più in grado di sostenere i costi degli affitti a prezzi di mercato e rischia di perdere l'abitazione. Bene, l'housing sociale è destinato a questa fascia di popolazione, che non è quella a bassissimo reddito, ma che comunque vede messo in pericolo il bene-casa. Su questo percorso ci siamo già incamminati, nelle prime settimane di lavoro, con l'ex assessore all'Urbanistica, ora alle Risorse Umane e Patrimonio, Fabio Armeni, e sono convinto che anche con l'assessore Ciocchetti ci sarà un'ottima intesa».

Dal canto suo, Ciocchetti ha voluto rassicurare gli ambientalisti: «Non c'è nessuna cementificazione - ha spiegato - il piano casa su cui stiamo ancora lavorando dice esattamente il contrario. Gli interventi potranno essere ammessi solo su edifici preesistenti e legittimi in linea con l'accordo Stato-Regioni per il rilancio dell'economia nel rispetto dei valori storici e ambientali del nostro territorio e del nostro patrimonio edilizio. Noi escluderemo i centri storici che chiaramente sono vincolate. Gli interventi potranno riguardare ampliamenti nel limite massimo di 62 mq oppure ristrutturazioni con cambio di destinazione d'uso per introdurre il residenziale a favore delle classi più deboli e infine la sostituzione edilizia per il rinnovo del patrimonio fatiscente con il giusto incentivo».

 

di Marzio Fianese
da Il Giornale del 16.07.10


Ciocchetti: «Novità pure in Regione»

«Via libera agli interventi nei centri storici, nelle zone agricole e nei condomini. Adeguamenti sismici circoscritti alla sola sezione che si modifica, ampliamenti consentiti in sopraelevazione. E, ancora, semplificazione e accelerazioni delle norme urbanistiche per l'housing sociale, abbandono del limite di mille metri cubi, che escludeva i condomini, e altri tre anni per presentare le domande». Sono queste le novità e le modifiche del Piano Casa per la Regione Lazio annunciate in una nota indirizzata all'assemblea dell'Ance dall'assessore all'urbanistica regionale Luciano Ciocchetti.

 

pag. 4 - Roma
dal Corriere della sera del 15.07.10


Regione, le mani sui centri storici. Lazio, la nuova colata di cemento. Piano casa, si potrà costruire anche in zone agricole. Montino: "Un saccheggio". Il progetto del vicepresidente Ciocchetti. E il Campidoglio vara due bandi per tremila abitazioni in affitto a sei euro al metro quadrato. Piano casa, sì alle nuove cubature. E ora si potrà sopraelevare.

LA CASA del vicino ostruisce il panorama? Presto si potrà aggirare il problema con un piano in più. La Regione targata Polverini allarga le maglie del "piano casa": le nuove cubature potranno sorgere anche in centro. Non solo nelle villette, ma pure nei palazzoni. E non solo in orizzontale, ma anche in sopraelevazione. A premere sull'acceleratore è Luciano Ciocchetti, vicepresidente e assessore all'Urbanistica, che per la nuova legge auspica «l'ok in giunta prima dell'estate, il via libera in Consiglio subito dopo».

Così, dall'autunno, ci saranno altri tre anni per il "volano" che, nei piani di Ciocchetti, dovrebbe «portare fuori dalla crisi l'economia laziale, fatta di edilizia per un 35%». Come? Intanto «coinvolgendo Roma, dove finora mi risulta siano state presentate appena 12 domande, di cui solo una rientra negli attuali requisiti di legge». Troppo restrittivi, secondo Ciocchetti, per cui la nuova parola d'ordine è libertà di costruire: per farlo basterà la Dia (dichiarazione d'inizio attività). «Poi - spiega l'esponente Udc - abbiamo eliminato il vincolo che vietava di ampliare gli edifici oltre i mille metri cubi, escludendo di fatto i condomini di città».

Altro "ostacolo" da rimuovere, per Ciocchetti, quello dell'adeguamento antisismico: «Troppo costoso farlo per tutto l'edificio, lo chiederemo solo per la sezione che viene ampliata». «Una follia - attacca il capogruppo Pd Montino - Se aggiungi un peso ulteriore a un edificio che ha già problemi di stabilità, rischia di trascinarsi dietro tutto il palazzo». Sul piano nel complesso, aggiunge, «siamo disposti a trattare su tutto quello che va in direzione della lotta all'emergenza casa. Ma daremo battaglia su alcuni annunci in rotta di collisione con quanto concordato tra Stato e Regioni per evitare la cementificazione dei centri storici. Parliamo di interventi su palazzi di pregio, in zone sottoposte a vincoli, a pareri delle Sovrintendenze. Così si rischia di stravolgere il volto delle nostre città. Non solo: la possibilità indiscriminata di costruire nelle aree agricole darà il colpo di grazia alle ultime realtà contadine, per far spazio a terze e quarte case».

Ciocchetti parla invece di «una battaglia per la riqualificazione dei centri storici, come si fa da tempo in Umbria e Toscana. I nostri si sono svuotati, abitati ormai solo dagli stranieri». E il rischio scempi? «Ci saranno le dovute cautele, con un Piano di recupero e la Conferenza dei servizi. Poi bisogna chiarire: una cosa sono i "centri storici" definiti dal Piano territoriale paesistico. Un'altra le "zone A" (centrali) dei piani regolatori: a Roma ne fanno parte quartieri, da viale Marconi al Pigneto, dove è tempo di cambiare. Avendo il coraggio di pensare a demolizioni e ricostruzioni come in tutte le altre capitali europee». Ma l'elenco dei nuovi "si può" è ancora lunghissimo. Qualche esempio: chi demolisce un edificio non residenziale dimesso per ricavarne abitazioni otterrà premi di cubatura fino al 50%. Chi lo fa sulle coste potrà spuntare perfino un raddoppio, se accetta di demolire e ricostruire all´interno.

 

di Chiara Righetti
da La Repubblica del 15.07.10


"È un libro dei sogni, anzi degli incubi". Di Carlo, ex assessore regionale all'Urbanistica: "Le norme attuali non sono vessatorie, in altre Regioni di centrodestra sono anche più restrittive". "Meno vincoli anti sismici? Così, col terremoto, chi sta sotto crolla e il piano in più resiste".

«Mi pare che Ciocchetti abbia vinto il premio a chi la spara più grossa». Mario Di Carlo, consigliere regionale Pd e, da ex assessore all'Urbanistica, padrino dell'attuale piano casa, è incredulo alle prime notizie su come la sua legge sarà rivoluzionata.

  • Come giudica il progetto del suo successore? «Ho sempre detto che la propaganda è gratis. Solo per capire di che parliamo: sono un costruttore, il Piano regolatore mi assegna 100mila metri cubi, qui, davanti alla Regione. Arriva Ciocchetti, la Polverini, e che fa? Decide che il proprietario del centro Ama di fronte può smantellarlo e trasformarlo in palazzine, con in più un premio di cubatura. Quanti soldi ho perso?».
  • Vuol dire che queste modifiche non si faranno mai? «Non si faranno no, e se si faranno non sono degne di un Paese civile. Altro esempio: abito a Centocelle, davanti ho una casetta di un piano. Domani apro la finestra e c'è una palazzina. Si aprirebbe una guerra civile: la gente per cose così fa causa per decenni».
  • Non le sembra un regalo ai costruttori? «A tutti meno che a loro. Anzi, visto che li hanno appoggiati visibilmente in campagna elettorale, sono curioso di vedere cosa faranno quando queste parole in libertà diventeranno un articolato».
  • Polverini ha sempre detto che la vostra legge è troppo restrittiva, ed è per questo che quasi nessuno ha fatto domanda. «Non l'hanno fatta perché non hanno soldi».
  • È davvero così scettico? «Guardi, un conto è la propaganda e un altro la realtà. Questa è una materia difficile, le norme attuali non sono frutto di una manica di vessatori. Lo prova il fatto che le Regioni di centrodestra hanno approvato leggi anche più restrittive della nostra. Cappellacci in Sardegna, per aver tentato di inserire un premio di cubatura a 300 metri dal litorale, è andato sotto. Anche noi col cambio di destinazione d'uso ci abbiamo provato: siamo riusciti a strapparlo solo per gli enti pubblici, perché l'Acer è insorta. Più che una riforma mi pare un libro dei sogni, meglio: degli incubi».
  • Compreso l'adeguamento antisismico solo per gli ampliamenti? «Certo: così, quando c'è un terremoto, quello che sta sotto crolla e la sopraelevazione rimane in piedi...».

 

di Chiara Righetti
da La Repubblica del 15.07.10


Cambia il Piano casa del Lazio - Sì a centri storici e condomini. Tre anni per le domande e via libera agli ampliamenti in sopraelevazione.

La presidente della Regione Renata Polverini l'aveva già annunciato in campagna elettorale, ieri è stato il suo vice e assessore all'Urbanistica Luciano Ciocchetti a spiegare le modifiche.

Sì agli interventi nei centri storici, nelle zone agricole e nei condomini. Gli adeguamenti sismici saranno circoscritti unicamente alla sezione che si modifica e non all'intero edificio. Inoltre saranno permessi ampliamenti in sopraelevazione e ci saranno tre anni per presentare le domande. Infine, verranno semplificate e accelerate le norme urbanistiche per l'housing sociale e cancellato il limite di mille metri cubi, che escludeva, appunto, i condomini. «Un pacchetto di norme che comprende anche novità in tema di urbanizzazione secondaria, incentivi fino al 50% in alcune ipotesi di demolizione e ricostruzione e fino al 100% quando la demolizione avviene in aree di pregio, come il litorale laziale», ha detto Ciocchetti. Del resto il Piano casa varato nella scorsa legislatura non ha né stimolato l'economia né permesso ai cittadini di allargare la propria casa: in tutto il Lazio sono state presentate soltanto 12 domande.

Il nuovo testo, che sarà portato in Giunta a fine luglio e in Consiglio regionale a settembre, fa saltare due divieti: quello di sopraelevare e quello di fare ampliamenti negli edifici sopra i mille metri cubi. «Questo secondo punto - ha specificato Ciocchetti - servirà a coinvolgere maggiormente l'area romana, oggi tagliata fuori dalla legge. Il tetto massimo per gli ampliamenti resterà, comunque, di 200 metri cubi». Per i centri storici, finora esclusi, ci saranno limiti precisi «per evitare abusi. Servirà l'approvazione di un piano particolareggiato con conferenza di servizi». Saranno inoltre abbattuti i paletti relativi alle zone agricole, dove oggi possono costruire solo i coltivatori. Le nuove norme dovrebbero anche spingere l'economia a ripartire: «In questo modo - conclude l'assessore all'Urbanistica del Lazio - riusciremo a stimolare un settore, l'edilizia, che vale un terzo dell'economia regionale».

 

di Alberto Di Majo
da Il Tempo del 15.07.10

 

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data pubblicazione: giovedì 7 ottobre 2010
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