Due sentenze sul coordinatore

di Enrico Milone - TU Sicurezza nei cantieri

SICUREZZA NEI CANTIERI, DUE SENTENZE: IL PIANO DI SICUREZZA OCCORRE SEMPRE - LIMITI ALLA RESPONSABILITA' DEL COORDINATORE


SENTENZA CORTE UE - IL PIANO DI  SICUREZZA OCCORRE SEMPRE

La Direttiva UE 57 del 1992 stabilisce che quando in un cantiere operano più di una impresa occorre redigere il Piano di Sicurezza e Coordinamento, a meno che nel cantiere non ricorrano rischi particolari.

Tuttavia il Testo unico della sicurezza italiano, DLgs 81/2008, non ha rispettato la direttiva laddove ha stabilito che per cantieri privati di valore sotto 100.000 euro non va nominato il Coordinatore per la progettazione (che redige il Piano), ma il Piano deve essere progettato dal Coordinatore per l'esecuzione.

Il problema è che il Coordinatore per l'esecuzione viene nominato nella fase di appalto. Perciò può redigere il Piano solo quando il progetto dell'edificio è stato già redatto. Invece la Corte di Giustizia UE (V sezione, 7.10.2010) ha sentenziato che il Piano di sicurezza deve essere redatto contemporaneamente alla stesura del progetto dell'edificio.

Di conseguenza, nei cantieri sotto i 100.000 euro con più di un'impresa, il Coordinatore per l'esecuzione deve essere nominato al momento dell'affidamento dell'incarico di progettazione dell'edifico. Tale soluzione era stata già anticipata dalla circolare del Ministero del Lavoro n.30 del 29.10.2009 che ora riceve convalida in virtù della sentenza UE.

In ogni caso è intendimento del Ministero del Lavoro di modificare in tal senso il DLgs 81/2008.

 

di Enrico Milone, architetto
del 28.10.10


SENTENZA CASSAZIONE - LIMITATA LA RESPONSABILITA' DEL COORDINATORE PER L'ESECUZIONE

La Cassazione penale, con una serie di sentenze concordanti (17631/2009, 38002/2008, 24010/2004, 39869/2004) ha stabilito una responsabilità del coordinatore per l'esecuzione  in quanto garante della sicurezza dei lavoratori nel cantiere. Si tratta di una posizione di garanzia che si affianca, in modo autonomo e indipendente, a quella del datore di lavoro e del committente. Garanzia che, pur non essendo esplicitamente stabilita dal DLgs 494/1996 e dall'attuale Testo Unico della sicurezza, si evince, o meglio si può evincere, dalla lettura incrociata delle norme.

Nel pezzo da me pubblicato su questo sito il 16.5.2009 concludevo l'esame della sentenza della Cassazione n.17631/2009, sottolineando che la presenza del coordinatore in cantiere è una garanzia per la sicurezza dei lavoratori. E che una presenza molto frequente, anche se non necessariamente continua, era implicitamente richiesta dalla norma del DLgs 81/2008 che affida al coordinatore il compito di sospendere i lavori in caso di pericolo grave ed imminente, direttamente riscontrato.

Invece la recente sentenza della IV sezione penale della Cassazione n.18149 del 13.05.2010 ridimensiona la responsabilità del coordinatore per l'esecuzione. Precisa che la funzione di vigilanza del coordinatore è "alta" e non si confonde con quella operativa demandata al datore di lavoro. Tanto è vero che il coordinatore articola le sue funzioni in modo formalizzato: contestazione scritta alle imprese delle irregolarità riscontrate e segnalazione al committente di dette irregolarità. Solo in caso di imminente e grave pericolo direttamente riscontrato gli è consentito di sospendere immediatamente i lavori. Quindi il coordinatore ha solo un ruolo di vigilanza in merito allo svolgimento generale  delle lavorazioni e non è obbligato ad effettuare quella stringente vigilanza, momento per momento, che compete al datore di lavoro e ai suoi collaboratori.

Solo qualora l'infortunio sia riconducibile a carenze organizzative generali sarà dunque configurabile anche la responsabilità del coordinatore; la conseguenza è che non è richiesta la sua continua presenza nel cantiere con ruolo di controllo.

Il caso in questione riguardava un lavoratore che era caduto nel vuoto. La Corte ha rilevato come il rischio di caduta implicasse l'uso delle cinture di sicurezza. Ma l'obbligo di vigilanza da parte del coordinatore comportava solo il controllo sulla esistenza in cantiere delle cinture di sicurezza e sulla previsione della loro utilizzazione in quella lavorazione. E non sul fatto che il singolo lavoratore se ne servisse realmente in quella specifica situazione.

La sentenza è molto complessa e consiglio di leggerla per esteso, nel link qui correlato, anche perché la Cassazione, nonostante l'alleggerimento delle responsabilità del coordinatore affermata in linea generale, nel caso concreto ha respinto il suo ricorso, confermando la sentenza di condanna emessa dal Tribunale.

 

di Enrico Milone, architetto
del 28.10.10

 

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vedi anche:

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data pubblicazione: venerdì 29 ottobre 2010
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