Torna il 2% per gli uffici tecnici

di Enrico Milone - Legge 183/2010 (collegato lavoro)

TORNA IL 2% PER GLI UFFICI TECNICI

La legge 4.11.2010 n.183 (il collegato lavoro che prima dell'estate fu restituito dal Capo dello Stato alle Camere con richiesta di modifiche) è arrivata finalmente sulla Gazzetta Ufficiale, dopo la seconda approvazione del Parlamento e dopo la firma di Napolitano. La legge, con l'art.35 comma 3, abroga il comma 7 bis dell'art. 61 della legge 6.8.2008 n.133 che stabiliva la riduzione dell'incentivo per gli uffici tecnici pubblici da 2% a 0,5%. Così l'incentivo torna al 2%.

Riassumo la vicenda:

  • il codice degli appalti, DLgs 163/2006 stabilisce all'art.92 comma 5 che, in caso di progettazione o direzione lavori ecc. effettuata dall'ufficio tecnico dell'ente, spetta ai componenti dell'ufficio un compenso del 2% sull'importo dei lavori, da suddividere, secondo certi criteri, tra i dipendenti che hanno collaborato per detta attività;
  • il 2% viene ripristinato quattro mesi dopo, dalla legge 201 del 22.12.2008, art.1 comma 10 quater, "al fine di incentivare la progettualità delle amministrazioni aggiudicatrici." Inoltre il quarto periodo dell'art.92 comma 5 del DLgs 163/2006 è sostituito per stabilire che "l'incentivo corrisposto al singolo dipendente non può superare l'importo del rispettivo trattamento economico complessivo annuo lordo...";
  • il 2% viene nuovamente ridotto allo 0,5% dalla legge 2/2009;

Tra il 6 agosto 2008 e il 4 novembre 2010 Parlamento e Senato si sono occupati dell'incentivo con ben quattro leggi, due leggi per ridurlo allo 0,5% e due leggi per ripristinarlo al 2%.

Alla fine il 2% è stato confermato, con soddisfazione dei colleghi architetti e ingegneri funzionari, che operano negli uffici tecnici e che sono in gran parte iscritti agli Ordini. Una volta tanto non si può dire che i politici non abbiano ascoltato i tecnici. Appare però incoerente la previsione di aumenti di spesa in un momento in cui viene proclamata una politica volta al contenimento della spesa pubblica. Specialmente se, nello stesso momento, il Ministero del lavoro ha approvato l'aumento dal 2% al 4% del contributo integrativo alla Cassa di previdenza ingegneri e architetti. Contributo a carico anche di quegli enti che realizzano lavori pubblici affidando gli incarichi a liberi professionisti. Aumento che si applicherà dal 1° gennaio 2011.

Ma, al di là del momento contingente, occorre riconoscere che i tecnici degli enti, oltre al lavoro istruttorio e di controllo dell'attività edilizia e dell'assetto del territorio, svolgono attività di progettazione e direzione lavori che richiedono la firma degli atti e implicano assunzioni di responsabilità prettamente professionali. Pertanto mi sembra giusto che debbano percepire dei compensi extra, legati all'importo dei lavori.

Però non si può ritenere che il tema dell'incentivo per la progettazione sia pacifico. E' chiaro che incentivare la progettazione degli uffici tecnici comporta la riduzione degli incarichi affidabili ai liberi professionisti. Inoltre, a volte, l'incentivo spinge i tecnici funzionari a progettare lavori anche quando l'ufficio non è in grado di eseguire correttamente l'incarico, per scarsità di personale o per mancanza di esperienza specifica. Con danno per la qualità della progettazione e dell'opera da realizzare.

 

di Enrico Milone, architetto
del 14.11.10

 

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data pubblicazione: domenica 14 novembre 2010
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