Concorsi e Renzo Piano...

Progettazione & Codice appalti - breve rass.stampa

A «Vieni via con me» Fazio, Piano e la retorica sui giovani

Ha ragione da vendere Renzo Piano quando chiede più spazio per i giovani architetti da coinvolgere attraverso i concorsi. «Bisogna mettersi un po' da parte e lasciar fare ai giovani - ha detto l'architetto ligure partecipando all'ultima puntata del programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano -. Ci sono tantissimi talenti che non hanno nulla da fare. Oggi un architetto in Italia ha poche possibilità prima dei 50 anni. C'è un'intera generazione che è stata tradita». Chi non è d'accordo alzi la mano.

Piano ha una meritata credibilità che gli deriva dal fatto di non aver mai fatto parte e, tanto meno, fatto sconti all'accademia che ha monopolizzato, in parte mummificandola, un'intera stagione dell'architettura italiana. Che senso ha però un generico appello lanciato da uno sgabello in tv? Più che un impegno in prima persona, qualcuno vi ha visto la solita lettura di buon senso della realtà italiana, utile al carisma personale, ma ininfluente sul piano dei comportamenti.

Per restare fedeli al format scelto dalla trasmissione si potrebbe tentare l'elenco degli incarichi ricevuti dallo studio dell'architetto ligure senza gara. Ma servirebbe molto spazio.

Solo in Italia vi figurano opere milionarie e piccoli progetti di prestigio, grandi operazioni private come la riqualificazione dell'area Falck a Sesto San Giovanni e interventi di natura in buona parte pubblica come la riconversione delle Torri dell'Eur, che pure questo giornale ha difeso dagli strali della conservazione a tutti i costi.

Per carità, nessuno dubita che si tratti di incarichi stra-meritati e frutto di una carriera straordinaria, decollata proprio grazie ai concorsi. Meritevole è anche la scelta di contribuire al premio per gli under 40 dell'Associazione italiana di architettura e critica. Per dare concretamente l'esempio, però, un concorso in luogo di un incarico diretto, Piano avrebbe potuto proporlo al sindaco di Roma, Gianni Alemanno, rispondendo davvero «con un passo indietro» alla richiesta di dare una sistemata all'area che dal suo Auditorium (concorso del 1994) arriva fino al nuovo Ponte della Musica, passando davanti al Maxxi di Zaha Hadid. Chissà, magari Alemanno avrebbe accolto la proposta, ricordandosi di aver iniziato il mandato bocciando il progetto di Massimiliano Fuksas per Ostia proprio perché «calato dall'alto». Ricordate? «Basta archistar, ora ci vogliono i concorsi», aveva tuonato il neosindaco. Salvo poi usare lo stesso metodo - cioè niente gara - per chiedere all'architetto del Principe Carlo Leòn Krier, di occuparsi dell'utopica riqualificazione di Tor Bella Monaca. E poi proprio a Piano di risistemare il quartiere Flaminio.

Da «artigiano dell'architettura», come ama definirsi, nei suoi studi di Genova e Parigi, Piano dà lavoro a oltre 100 persone. Come una media impresa. E - giustamente - non si è mai vista una media impresa rifiutare un contratto per «fare spazio ai giovani». Finora non risulta lo abbia fatto neppure il Renzo Piano Building Workshop.
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di Mauro Salerno
da Edilizia e Territorio - Progetti e Concorsi n. 46 del 29nov/04 dic 2010

 

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Commenti

09/12/2010 10:32: LA GIOVANE ITALIA AFFOSSATA DA LEGGI DELLO STATO
L'unica via per modificare la situazione odierna è rimettere mano (magari una mano non politica, ma tecnica di qualcuno che capisca cosa sia veramente un'opera di architettura e la seguente sua realizzazione) seriamente alle leggi che governano l'appalto pubblico sia dei servizi di progettazione sia di quello delle opere. Non è pensabile infatti lasciare discrezionalità all'architetto di rifiutare un incarico diretto! Basterebbe rendere obbligatorio (con pesanti sanzioni per i politici che derogano) la gara per i servizi tecnici per incarichi pubblici, magari delineando il sistema di tutta la gara per renderla quanto più credibile sia possibile. Limitare il ribasso da mercato delle vacche obbligando le amministrazioni pubbliche a perseguire la strada della qualità dei servizi e delle opere che non passa mai dal massimo ribasso. -OBBLIGO DI CONCORSO DI PROGETTAZIONE APERTO PER LE OPERE PUBBLICHE; -VIETARE IL MASSIMO RIBASSO PER LE OPERE PUBBLICHE !!!!!; -RIPRISTINARE PER I SERVIZI TECNICI I MINIMI INDEROGABILI DELLE TARIFFE!!!; -QUALITA' ARCHITETTONICA E TECNICA DEL PROGETTO; -REGOLE PER LE GIURIE (DEVREBBERO ESSERE QUALIFICATE PER LEGGERE UNA PROPOSTA ARCHITETTONICA). Sappiamo benissimo, però, che i politici in genere mal tollerano le regole e preferiscono di gran lunga le deroghe alle leggi che le leggi stesse perchè permettono discrezionalità. LA GIOVANE ITALIA E' STATA AFFOSSATA DALLE LEGGI (MALDESTRE? CIECHE? OPPURE FOCALIZZATE?) DELLO STATO. L'unica via di uscita è una buona riforma delle leggi.
christian rocchi

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data pubblicazione: mercoledì 8 dicembre 2010
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