Una proposta per rilanciare l'Architettura

Progettazione & Codice Appalti - EeT Progetti e Concorsi

vedi aggiornamento del 05.03.11

Il settimanale Progetti & Concorsi del Sole24ore ha lanciato da qualche settimana una proposta di legge di iniziativa popolare per la qualità dell'architettura.

Si tratta di una iniziativa di grandissimo interesse e quanto mai opportuna per diversi motivi.

L'approccio che si è scelto di adottare nel formulare la proposta è, a nostro parere, in piena sintonia con quanto sostenuto dall'Ordine degli Architetti di Roma in tutti questi anni e confluito nel disegno di legge intitolato "Legge quadro in materia di valorizzazione della qualità architettonica e disciplina della progettazione. Delega al Governo per la modifica del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n.163" presentato dal Senatore Luigi Zanda e redatto con il contributo attivo del nostro Ordine e di una quindicina di altri ordini provinciali.

Anche nel caso dell'articolato proposto da Progetti & Concorsi ci si è resi conto dell'inutilità di una legge per l'architettura che, sulla scia degli inutili tentativi già sperimentati da Melandri, Urbani e Bondi, si limiti ad enunciare qualche principio di carattere generale sul valore dell'architettura o a promuovere qualche iniziativa di tipo prettamente culturale.

Serve una legge che incida direttamente nei meccanismi che regolano la progettazione in Italia, a partire dalle opere pubbliche.

Per questo condividiamo questo nuovo tentativo di incidere in modo radicale sul vigente codice degli appalti proponendone un sostanziale cambiamento.

Nessuna norma può in Italia promuovere l'Architettura se resta vigente l'attuale codice e, sopratutto, l'impostazione culturale che lo ha generato che vuole il progetto ed il progettista come elementi del tutto accessori del processo edilizio, sempre più schiacciati tra committenza ed impresa.

Tra tante inutili dichiarazioni che ascoltiamo ogni giorno dai "liberisti" di turno sulla necessità di darsi nuove regole per la concorrenza nel mercato delle professioni la scelta di Progetti & Concorsi finalmente coglie nel segno: nel mercato della progettazione si ha vera concorrenza se si incrementa la pratica dei concorsi. E' il concorso di progettazione (fatto secondo regole coerenti) che consente di premiare realmente il merito (non il fatturato o il numero di dipendenti di uno studio), che basa il confronto non sulle parcelle ma sulla qualità delle proposte progettuali, che offre opportunità ai giovani.

In questa direzione si collocano anche gli articoli della proposta che cercano di porre fine alla diffusa pratica delle "consulenze" ai Dipartimenti Universitari o Enti di Ricerca e che nascondono in realtà veri e propri incarichi di progettazione assegnati senza confronto o degli incarichi affidati alle municipalizzate della progettazione quali sono le tante società in house sorte in questi anni.

Decisiva la volonta di riaffermare l'unitarietà del processo progettuale, dalla fase di ideazione sino alla fase di controllo della realizzazione, la scelta di frenare il ricorso all'Appalto integrato, l'affermazione che la pubblica amministrazione deve avere ruoli di programmazione e controllo e non di progettazione architettonica.

Insomma siamo convinti che la provocazione lanciata dalla testata del SOLE24ORE vada fatta conoscere e vada sostenuta e che a partire da essa possano essere create molte occasioni di dibattito e di confronto. Per questo ne pubblichiamo il testo e ci impegnamo ad organizzare nel prossimo futuro nuove azioni a sostegno di questa iniziativa.

 

di arch. Francesco Orofino, consigliere Ordine Architetti PPC Roma e provincia
del 22.02.11

 

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Commenti

24/02/2011 10:42: titolo
Ritengo sempre più importante che sia posta la massima attenzione a questo argomento: ma con quali modalità? Normative o culturali? Quanto fatto dall'Ordine degli Architetti di Roma e Provincia costituisce un ottimo punto di partenza per le modifiche da apportare alla normativa sugli appalti pubblici, ma la vecchia proposta di "legge Zanda" è rimasta inevasa! Comunque sarebbe necessario riflettere anche sull'assenza di qualità della generalità dell'edificazione privata, che per consistenza volumetrica è sempre più rilevante rispetto a quella pubblica. E' una carenza culturale italiana o un problema di controlli da parte degli enti locali o è necessario modificare la modalità di presentazione dei progetti per l'ottenimento del permesso di costruire al fine di ottenere elaborati esplicativi del percorso progettuale che ogni professionista dovrebbe compiere prima di richiedere una qualsivoglia concessione edilizia?
Alessandra Montenero

19/03/2012 13:44: architetto
Completamente d'accordo. Serve una vera liberalizzazione nel mondo dell'Architettura. Bisogna spezzare il monopolio della progettazione nel campo dei lavori pubblici. Deve essere premiato il merito e non il fatturato ed il numero di dipendenti dello studio. Solo così si aprirà a tutti i professionisti il mercato dei LL.PP. attualmente riservato a "pochi eletti".
arch. Antonio Pota

vedi anche:

Diciamo sì alla vostra proposta di legge

EeT "Progetti e Concorsi" - rassegna stampa

Le mentite spoglie della "consulenza"...

Progettazione & Codice Appalti - di F. Orofino

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data pubblicazione: martedì 22 febbraio 2011
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