Legge Sviluppo: le modifiche al DL

di Enrico Milone - SCIA, PDC, APPALTI & PIANO-CITTÀ

LEGGE SVILUPPO-NUOVE NORME SU CASA, SCIA, PDC, APPALTI
Le modifiche al decreto-legge

Nella Gazzetta Ufficiale del 12 luglio è stata pubblicata la legge 12.7.2011 n.106 che ha convertito il DL 13 maggio 2011 n.70. Il testo del decreto-legge è stato ampiamente cambiato dal Governo mediante un maxi-emendamento sul quale è stata posta la fiducia sia alla Camera che al Senato. L'opposizione ha votato contro.

La legge modifica molte norme attinenti all'attività degli architetti, tra le quali il codice dei beni culturali e paesaggistici, il codice degli appalti pubblici e la disciplina dei titoli abilitativi in edilizia.

Su questo sito dell'Ordine, il 6 giugno, ho già illustrato il testo del decreto-legge. Torno sull'argomento al fine di illustrare le principali modifiche apportate, dalla legge di conversione, agli articoli 4 e 5. Per le parti che non sono state variate, mi limito a fornire un riepilogo sommario, per dare completezza al tema.

 

ESCLUSI DALLA TUTELA GLI EDIFICI PUBBLICI TRA 50 E 70 ANNI. La soglia per dichiarare l'interesse culturale di un edificio di proprietà pubblica (e assimilati, compresi gli edifici degli enti ecclesiastici) viene ritardata da 50 a 70 anni, in base al comma 16 dell'art.4. Si sottraggono così alla tutela prevista dal Dlgs 42/2004 un rilevante numero di edifici pubblici realizzati dopo il 1941. Fino ad oggi sono stati tutelati gli edifici precedenti al 1961. Con la nuova norma sono tutelati soltanto quelli costruiti prima del 1941. Restano privi di tutela edifici che testimoniano la ricostruzione del dopoguerra, dal 1943 al 1961, di riconosciuto interesse e che già fanno parte della storia dell'architettura. E' stato manifestato dissenso da alcune parti, ma è mancata la sollevazione delle Facoltà di Architettura, dell'Inarch, del Consiglio nazionale Architetti PPC e degli Ordini. Scarsi anche i dissensi da parte di partiti di opposizione. Amara conferma del fatto che la qualità dell'architettura interessa poco. 

 

DIRITTO D'AUTORE SUL DESIGN. In tema di tutela del progetto di design la legge di conversione ha, fortunatamente, abrogato il comma 10 dell'articolo 8 del Decreto-legge che prevedeva l'esclusione del diritto d'autore sul design per  le opere e i complementi d'arredo realizzati prima del 2001.

 

NULLA OSTA PAESAGGISTICO COL SILENZIO-ASSENSO. Qualora il Comune abbia recepito negli strumenti urbanistici le prescrizioni del piano paesaggistico regionale e il ministero per i Beni culturali abbia valutato positivamente l'adeguamento, si applica una procedura semplificata. Il parere del soprintendente assume natura obbligatoria non vincolante, e si applica il silenzio-assenso: il parere viene considerato favorevole qualora non sia reso entro 90 giorni dalla ricezione degli atti emessi dalla Regione e dal ministero per i Beni culturali. Il Parlamento ha modificato il testo del decreto-legge per stabilire che l'autorizzazione paesaggistica è valida appena rilasciata, senza necessità di attendere trenta giorni per l'inizio dei lavori. (art.4 c.16 e, che modifica il Dlgs 42/2004).

 

CODICE DEGLI APPALTI. L'art.4 del decreto-legge ha subito alcune modifiche importanti:

  • Offerta migliore e offerta anomala (art.4 comma 2, lettera i-bis). Nelle gare al massimo ribasso e in quelle ad offerta economicamente più vantaggiosa (DLgs 163/2006 art.81) anche in caso di offerta anomala, l'amministrazione deve considerare l'offerta al netto del costo del personale, valutato in base ai minimi salariali. La norma, proposta con un emendamento del PD, vale anche per gli appalti di servizi. Per cui un progettista non può giustificare un ribasso anomalo asserendo che pagherà meno dei minimi salariali il personale impegnato nella progettazione. Tale norma costituirebbe una assoluta novità qualora venisse applicata ai compensi professionali perché introdurrebbe il costo del lavoro in una materia tariffaria che ha normalmente fatto riferimento al valore dell'opera. L'effetto dovrebbe essere positivo. Si tratta di un modo intelligente per limitare gli eccessivi ribassi. Inoltre si potrebbero introdurre criteri di correttezza del compenso che le tariffe professionali attuali non rispettano, prevedendo spesso compensi eccessivi e svincolati dal costo del personale.
  • Attività di qualificazione di cui all'art.40 del DLgs 163/2006: i compensi per tali attività sono determinati secondo tariffe con minimi inderogabili (art.4 comma 2, lettera c, 1-bis).
  • Incarichi diretti fino a 40.000 euro (art.4 comma 2, lettera m-bis). Per gli affidamenti diretti di servizi di architettura e di ingegneria, l'importo massimo passa da 20.000 a 40.000 euro. Indubbiamente si semplificano le procedure di incarico. Ma la misura, ovviamente, va in direzione opposta a quella della trasparenza e della concorrenzialità. Si stanno creando le condizioni per ritornare al vecchio incarico fiduciario precedente al 1994. Comunque l'applicazione della norma non è pacifica perché potrebbe sembrare limitata alle procedure di "cottimo fiduciario", anche in considerazione dell'art.267 c.10 del nuovo Regolamento DPR 207/2010.
  • Appalti senza bando di gara (art.4, comma 2, lettere l, m). Nonostante le critiche dell'Autorità dei lavori pubblici per la mancata trasparenza, la legge conferma l'innalzamento dei limiti entro i quali è consentito di appaltare senza bando di gara: da 500.000 fino a  1.000.000 per le gare normali e da 1.000.000 fino a 1.500.000 per la procedura semplificata. In compenso viene riportato ad 1.000.000 di euro la soglia per i lavori sui beni culturali, che era stata elevata a 1.500.000 nel decreto-legge.
  • Modifiche al nuovo Regolamento. Molte modifiche al Regolamento dei lavori pubblici, entrato in vigore lo scorso mese di giugno, sono contenute nell'art.4 comma 15. Esse  riguardano prevalentemente le categorie di lavori.

Tra le disposizioni del decreto-legge che non sono state modificate dalla legge di conversione, segnalo:

  • I bandi di gara devono essere predisposti sulla base di modelli (bandi-tipo) approvati dall'Autorità (art.4, comma 2, lettera h); mi auguro che il provvedimento favorirà una omogeneità di comportamenti tra le migliaia di stazioni appaltanti, nonché una univoca e corretta interpretazione delle norme;
  • Le varianti disposte dal direttore dei lavori finalizzate al miglioramento dell'opera devono essere contenute nel 5 % dell'importo del contratto e nella somma stanziata al netto del 50 % dei ribassi d'asta; la norma dovrebbe favorire il contenimento dei costi dei lavori; (art.4, comma 2, lettera t);
  • Fatturato. È prorogata ancora al 31.12.2013 la possibilità per i professionisti di far valere, per gli incarichi oltre 100.000 euro, i lavori eseguiti nei migliori 5 anni degli ultimi 10 anni (art.4, comma 2, lettera ll). La norma favorisce, anche se in misura modesta, la partecipazione alle gare, ma è temporanea e comunque non risolve il problema dei requisiti di qualificazione dei liberi professionisti che restano troppo restrittivi e avvantaggiano i grossi studi di progettazione e le società di ingegneria.

 

EDILIZIA PRIVATA, SCIA E PERMESSO DI COSTRUIRE. Su questa materia sono state apportate poche modifiche all'art.5 del decreto-legge, tra le quali:

  • viene facilitata la realizzazione di sub comparti di piani particolareggiati (comma 8bis);
  • il proprietario/promotore non può più eseguire in proprio le opere di urbanizzazione primaria a scomputo, ma deve affidarle tramite gara;
  • SCIA e DIA non possono essere inviate a mezzo posta  se è previsto l'obbligo di invio telematico.(comma 2, lettera b, punto 2)

Comunque ritengo utile riassumere la nuova procedura dei titoli abilitativi, vista l'importanza della materia per i progettisti.

  • Permesso di costruire (comma 2, lettera a): ad eccezione dei casi di vincoli ambientali e culturali, si applica il silenzio-assenso, invece dell'attuale silenzio-rifiuto, dopo 90 giorni dalla richiesta (150 giorni nei centri oltre 100.000 abitanti). La domanda deve essere corredata da una dichiarazione asseverata del progettista che attesti la conformità agli strumenti urbanistici e alla disciplina di settore. In caso di falsa dichiarazione è previsto l'aggravamento delle sanzioni al progettista (art.5, comma 2, lettera a, punto 3.13), analogamente quanto stabilito per la SCIA. Su questo punto obietto che l'aggravamento delle sanzioni è giusto nella SCIA perché sulla base della asseverazione del professionista vengono iniziati i lavori senza verifica del Comune. Mentre nel permesso di costruire il controllo del Comune è previsto prima dell'inizio dei lavori. In materia l'Ordine architetti PPC di Roma aveva, inascoltato, espresso il proprio dissenso in una lettera al Ministro delle infrastrutture.
  • SCIA (comma 2, lettera b): si applica agli interventi edilizi prima inclusi nella DIA. Tuttavia non è stato modificato il Testo unico dell'edilizia. I lavori possono essere iniziati subito. Non sostituisce la DIA alternativa al permesso di costruire (SuperDia): in tale caso è sempre necessaria una Dia e l'attesa di almeno 30 giorni prima di dare inizio ai lavori. Si applica anche nelle zone sottoposte a vincolo (sia paesaggistico che di singolo bene culturale) a condizione di integrare la SCIA con l'atto di assenso dell'amministrazione preposta. Per la SCIA in edilizia viene ridotto da 60 a 30 giorni il termine per l'esercizio del potere inibitorio da parte del comune.
  • La relazione acustica è sostituita da una autocertificazione asseverata da un tecnico abilitato, per gli edifici residenziali, nei comuni dotati di coordinamento urbanistico (art.5, comma 5).
  • I comuni sono obbligati a pubblicare sul sito gli allegati tecnici agli strumenti urbanistici (art.5, comma 6).
  • L'art.5 comma 2, lettera a, punto 5 modifica l'articolo 34 del TUE prevedendo che nella definizione di parziale difformità del titolo abilitativo siano comprese le violazioni di altezza, distacchi, cubatura o superficie coperta che non eccedano per singola unità immobiliare il 2% delle misure di progetto.
  • L'art.5 al comma 3 porta avanti il meccanismo della perequazione urbanistica avviato dalla legge 133/2008, (conversione DL 112/2008), piano casa art.11.5, in merito al trasferimento di diritti edificatori. Infatti viene inserito il punto 2 bis nell'art. 2643 del codice civile allo scopo di rendere pubblico (trascrivendo nelle Conservatorie dei registri immobiliari e presso i comuni) il trasferimento dei diritti edificatori da un terreno ad un altro. Ciò al fine di garantire certezza nella circolazione dei diritti edificatori. In tal modo viene registrato anche formalmente l'aumento o diminuzione dei volumi di edificazione attribuiti a lotti edificatori a seguito di accordi che prevedono volumetria aggiuntiva o spostamento della cubatura su altro terreno (delocalizzazione).

 

PIANO-CITTA' (EX PIANO-CASA) E RIQUALIFICAZIONE URBANA. E' trattata dall'art.5, commi da 9 a 15 che non hanno subito sensibili modifiche nella conversione in legge. L'obiettivo di riqualificare le città viene perseguito, agevolando e incentivando gli interventi di sostituzione edilizia di immobili dismessi e razionalizzando il patrimonio edilizio esistente. Sono consentite volumetrie aggiuntive, modifica di destinazioni d'uso semprechè compatibili fra loro, modifiche della sagoma dell'edificio. Le Regioni sono delegate a munirsi di proprie leggi per regolare ed incentivare demolizioni e ricostruzioni. Gli interventi di riqualificazione non possono riferirsi a edifici abusivi o siti nei centri storici o in aree di inedificabilità assoluta ad eccezione degli edifici per i quali sia stato rilasciato il titolo in sanatoria. Il comma 13 introduce alcune semplificazioni fino all'entrata in vigore delle leggi regionali, e cioè:

  • a) rilascio del permesso di costruire derogando dal piano regolatore anche in relazione alla destinazione d'uso, purchè sia compatibile o complementare;
  • b) approvazione dei piani attuativi di esecuzione del PRG da parte della Giunta invece che del Consiglio comunale.

Il comma 14 stabilisce che, scaduto il termine per l'adozione delle leggi regionali, sono immediatamente applicabili alle Regioni a statuto ordinario le norme statali legittimanti gli interventi edilizi di riqualificazione. In tal caso la volumetria aggiuntiva è realizzata in misura non superiore al 20% del volume dell'edificio se destinato a uso residenziale o al 10% della superficie coperta per gli edifici adibiti a uso diverso. Le effettive volumetrie e superfici esistenti sono calcolate e asseverate da un tecnico abilitato.

 

di Enrico Milone, architetto
del 17.07.11

 

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data pubblicazione: lunedì 18 luglio 2011
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