Piano casa al rush finale (?)

Regione Lazio - agg. rassegna stampa

vd aggiornamento del 01.09.2011

Piano casa al rush finale, vicina un'intesa bipartisan. Il 27 luglio il consiglio regionale per il varo della nuova legge.

È partito questa settimana e andrà avanti fino alla fine di luglio l'ultimo allungo per arrivare all'approvazione del nuovo piano casa del Lazio. Il presidente del Consiglio regionale, Mario Abbruzzese, ha inserito il provvedimento nel pacchetto di misure che dovranno essere necessariamente approvate prima della pausa estiva. E la commissione Urbanistica sta già lavorando sul dossier a ritmo serrato dall'inizio di questa settimana.

Sul disegno di legge si gioca una partita fondamentale per la giunta Polverini. Della modifica della prima versione targata Marrazzo si parla ormai da oltre un anno. L'assessore all'Urbanistica, Luciano Ciocchetti, ha cominciato a lavorarci la scorsa estate e l'ha portata all'approvazione della giunta a ottobre 2010. Da allora, il provvedimento si è impantanato in commissione Urbanistica, vittima del rallentamento per il passaggio elettorale e di una lunga lista di freni: gli ostacoli posti dall'opposizione, i dissidi interni alla maggioranza, la legge sviluppo del governo, che ha posto una nuova serie di paletti da inserire nel testo.

Adesso la corsa della legge sembra essere ripartita: il momento culminante è già fissato per il prossimo 27 luglio, data della prima seduta in Consiglio regionale. Nelle stanze dell'assessorato all'Urbanistica traspare, comunque, un certo ottimismo. Confermato anche dalle parole di Claudio Moscardelli (Pd), vicepresidente della commissione Urbanistica: «Sono ottimista per natura - dice - ma l'impressione è che questa volta si possa arrivare in fondo, sempre che la maggioranza non si irrigidisca». La contrarietà di alcune componenti, come i Verdi, è ferma. Ma dall'opposizione, oltre ai segnali di distensione, stanno arrivando richieste precise per chiudere la partita: «L'intesa manca ancora su alcuni punti - spiega ancora Moscardelli -, come sui cambi di destinazione d'uso per gli edifici non residenziali. La maggioranza vorrebbe portarli fino al limite di 20mila metri quadrati, noi pensiamo si debba decisamente scendere». Altri punti decisivi riguarderanno i paletti per gli ampliamenti, che devono riguardare solo il costruito e non anche quello che è stato solo previsto, e le deroghe ai piani paesaggistici, da approvare necessariamente in Consiglio regionale. «Se tutto questo dovesse passare, ci potremmo ritenere soddisfatti», conclude Moscardelli.

Dall'assessorato fanno sapere che la trattativa è aperta e che il lavoro di revisione su tutti i punti indicati dall'opposizione è già in corso, ma che comunque la situazione di crisi economica deve portare un nuovo clima di condivisione, da trasferire immediatamente in Consiglio. Con queste premesse, bisogna portare a casa la legge, perché l'economia laziale non può aspettare un altro anno. L'impressione è che, comunque, stavolta l'esito sarà positivo. Impressione confermata anche da Francesco Pasquali, capogruppo di Fli in Regione: «Stavolta prevarrà il buonsenso e non ci sarà più la pioggia di emendamenti vista al passaggio in commissione Urbanistica - dice -. Anche noi ci stiamo concentrando su pochi emendamenti qualificanti, che riguarderanno l'edilizia universitaria e la possibilità di ampliamenti per i centri anziani».
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  • 1° ottobre - L'ok in giunta. Il primo via libera alla norma risale alla fine dell'anno scorso
  • La trattativa. Si discute sui limiti agli ampliamenti e le deroghe ai piani paesaggistici

 

di Giuseppe Latour
da Il Sole 24ore Roma del 20.07.11


Piano casa fermo in commissione. Nessun effetto traino dal Dl governativo - Ritardi sull'housing sociale.

Nessuna accelerazione per il piano casa laziale. «La nostra proposta di legge è assolutamente compatibile con le norme del decreto sviluppo, ma per approvare il piano casa regionale in tempi rapidi molto dipenderà dall'opposizione, che speriamo abbandoni l'ostruzionismo e sia disponibile a confrontarsi su 30-40 emendamenti di merito. L'obiettivo resta l'ok alla legge in consiglio entro luglio». Così Luciano Ciocchetti, assessore regionale all'urbanistica (Udc) commenta le norme (il cosiddetto "piano casa 3") contenute nel decreto legge del governo che nelle aree urbane degradate dà il via libera, tra l'altro, ai cambi di destinazione d'uso in deroga agli strumenti urbanistici (previa approvazione del consiglio comunale) e prevede, in caso di demolizioni e ricostruzioni, premi di cubatura del 20% per le abitazioni e del 10% per gli edifici non residenziali (uffici, negozi, capannoni ecc). Norme che, in mancanza di interventi regionali, entrano in vigore automaticamente. Nel primo caso (i cambi di destinazione d'uso) 60 giorni e nel secondo caso (i premi di cubatura) 120 giorni dopo l'entrata in vigore del Dl (avvenuta il 14 maggio).

Tempi stretti per le regioni, che vedono rispettate le prerogative in materia urbanistica, perché abilitate a stoppare o integrare le norme del governo. «La nostra proposta di legge prevede premi di cubatura fino al 60% per le demolizioni e ricostruzioni dei condomini - ricorda Ciocchetti - ed è l'unica, a livello regionale, a inserire cambi di destinazione d'uso da non residenziale a residenziale, circoscritti peraltro agli edifici dismessi con superficie non superiore a 20mila metri quadrati. Conviene anche all'opposizione che si applichi la nostra norma piuttosto che quella nazionale, priva di tali limiti». L'opposizione, che in commissione urbanistica alla Pisana aveva presenatato oltre 2mila emendamenti, resta cauta e chiede più paletti. «Siamo disponibili al confronto ma ad alcune condizioni - dice Esterino Montino, capogruppo Pd -. I cambi di destinazione d'uso vanno limitati agli immobili di 2-3 mila metri quadrati. Non condividiamo l'automatico pagamento di indennizzi lì dove non ci sono gli spazi per assicurare i servizi accessori, dalle scuole ai parchi. Così come diciamo no alla ventilata soppressione delle deleghe alle Province in materia urbanistica».

In attesa di conoscere la sorte del piano casa laziale (la maggioranza ha chiesto la trasmissione del testo in aula, ma non è esclusa una proroga dell'esame in commissione se l'opposizione, dopo le elezioni amministrative, rinuncerà all'ostruzionismo), dai costruttori arrivano riscontri positivi sul testo del governo. «È importante - dice Eugenio Batelli, presidente dell'Acer - la norma del Dl che consente ai comuni di implementare subito i piani attuativi del Prg», con la sola approvazione in giunta. A lui fa eco Stefano Petrucci, alla guida dell'Ance Lazio, che giudica quest'ultima «un'accelerazione significativa», anche se sui cambi di destinazione d'uso «servono paletti chiari».

Intanto ritarda la delibera regionale necessaria a sbloccare un pacchetto di 550 milioni tra fondi pubblici (38 milioni statali e oltre 11 regionali) e privati (circa 500 milioni) a sostegno dell'housing sociale. Il 5 maggio il Cipe ha ratificato gli accordi di programma sottoscritti tra ministero delle Infrastrutture e altre 15 regioni. Manca il Lazio. «Questo non vuol dire che abbiamo perso i 38 milioni statali - dice Ciocchetti -. Stiamo verificando la compatibilità urbanistica dei progetti, per evitare che restino sulla carta. I fondi per il Lazio saranno sbloccati dal prossimo Cipe».
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LA LEGGE REGIONALE

  • 2mila - Gli emendamenti. Sono quelli presentati dall'opposizione alla proposta di legge della giunta regionale che modifica la legge 21/2009 («Misure straordinarie per il settore edilizio») approvata dall'amministrazione Marrazzo
  • 60 % - Incentivo massimo. L'ampliamento limite consentito dalla pdl regionale in caso di demolizione e ricostruzione di condomini
  • 1° ottobre - L'approvazione in giunta. È la data del via libera della giunta Polverini alla proposta di legge contenente modifiche al piano casa targato Marrazzo

 

di Andrea Gagliardi
da Il Sole 24ore Roma del 18.05.11


A luglio il nuovo piano casa. La previsione dell'assessore Ciocchetti - Ma un decreto legge potrebbe azzerarlo.

Metà luglio. È questa la nuova scadenza fissata per il varo delle modifiche al piano casa laziale. Lo dice l'assessore all'Urbanistica della Regione, Luciano Ciocchetti. E, stavolta, lo confermano anche voci dell'opposizione che, dopo la battaglia lanciata in commissione, sembra intenzionata a deporre l'ascia di guerra. Sempre che il governo nazionale non metta a segno l'accelerazione di cui si parla ormai da settimane. Varando per gli inizi di maggio un decreto legge che, di fatto, superi tutte le norme regionali. Lazio incluso.

Ma partiamo dal rinvio. Pochi giorni fa la maggioranza ha deciso di chiedere che la proposta di legge varata ad ottobre dalla giunta fosse trasferita direttamente in consiglio, fermando una discussione in commissione urbanistica che si stava rivelando uno stillicidio. Per via dei circa 2mila emendamenti depositati dall'opposizione; ma anche di qualche spaccatura che ci sarebbe stata all'interno del centrodestra. I lavori, dopo qualche settimana, avevano prodotto polemiche, discussioni interminabili e l'approvazione di appena due articoli, senza modifiche sostanziali rispetto al testo originale.

«Adesso aspettiamo il passaggio delle elezioni amministrative. Poi, subito dopo, ripartiamo con i lavori in consiglio e confido che riusciremo a portare il piano casa in porto entro metà luglio», fissa così la tabella di marcia Luciano Ciocchetti. In questo modo il piano casa diventerà il principale banco di prova per la maggioranza prima dell'assestamento di bilancio, previsto prima della pausa estiva. Ma perché l'opposizione dovrebbe cambiare atteggiamento rispetto all'ostruzionismo di queste settimane? Anzitutto perché le barricate del centrosinistra sarebbero state, almeno in parte, funzionali proprio alla tornata delle amministrative: l'approvazione di un provvedimento così pesante avrebbe avuto un riflesso sulle urne. Poi, spiega il vicepresidente della commissione urbanistica Claudio Moscardelli (Pd), «nei colloqui che ci sono stati negli ultimi giorni abbiamo ottenuto che la maggioranza rinunciasse alle modifiche più pesanti alla legge urbanistica, da rinviare a un successivo intervento». Un'affermazione parzialmente smentita da Ciocchetti: «Sulle modifiche alla legge urbanistica necessarie a far ripartire il mercato non facciamo passi indietro. Detto questo, se dall'opposizione arriverà una lista di 20-30 proposte di modifica concrete, al posto dell'ostruzionismo fatto sinora, siamo disposti a valutarle».

A far saltare il banco, però, ci potrebbe essere l'intervento del governo, annunciato la scorsa settimana dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Un intervento, però, del quale si sta parlando ormai da tempo. L'esecutivo, infatti, avrebbe già pronto un decreto legge con ampliamenti fino al 20% per le vecchie case e fino al 30% per quelle ricostruite. Un decreto che, al di là delle variazioni sui limiti degli interventi, potrebbe superare i mille vincoli imposti a livello regionale (anche nel Lazio con l'attuale versione del piano) che ne hanno frenato l'impatto. Mantenendo l'impianto dell'accordo siglato a suo tempo tra Stato e Regioni. Il provvedimento dovrebbe andare in consiglio dei ministri per l'inizio di maggio. Rendendo a quel punto inutile il lavoro del consiglio regionale.
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I NUMERI DELLA LEGGE

  • 2mila - Gli emendamenti. Sono quelli presentati dall'opposizione al piano casa in commissione urbanistica
  • 2 - Gli articoli. Sono quelli approvati dalla commissione urbanistica, al lavoro da febbraio sul testo
  • 1° ottobre - L'approvazione in giunta. È la data del via libera della proposta di legge da parte della giunta Polverini. Il provvedimento modifica la legge regionale 21/2009 («Misure straordinarie per il settore edilizio») approvata dall'amministrazione Marrazzo
  • 20% - Bonus ampliamenti. Il limite massimo previsto per gli ampliamenti degli edifici residenziali e non residenziali
  • 35% - Bonus demolizione. La quota minima di cubatura in più per la demolizione con ricostruzione
  • 60% - Bonus massimo. L'ampliamento massimo in caso di edifici degradati demoliti e ricostruiti

 

di Giuseppe Latour
da Il Sole 24ore Roma del 27.04.11


Nuova legge - Piano casa, più incentivi nel Lazio

La Regione Lazio si prepara a varare un nuovo piano casa. La proposta di legge, approvata dalla giunta Polverini a ottobre, è ora all'esame della commissione urbanistica. «La precedente legge», ha spiegato l'assessore all'Urbanistica Luciano Ciocchetti (Udc), «si è dimostrata inapplicabile. Abbiamo aumentato gli incentivi con l'obiettivo di sostenere la riqualificazione e il recupero urbanistico, soprattutto in aree pregiate. Inoltre, vogliamo far partire davvero l'edilizia sociale». L'opposizione paventa effetti devastanti sul territorio annuncia numerosi emendamenti, mentre Stefano Petrucci, presidente di Ance Lazio, ha dichiarato che «le modifiche alla legge sul piano casa è un segnale della volontà di sostenere il settore delle costruzioni in grado di contribuire al rilancio dell'economia del Lazio».

I punti principali: estensione di ampliamento anche agli edifici in zona agricola consentendo di ampliare al massimo di 62 mq, una casa senza incidere sul patrimonio ambientale; estensione degli interventi alle zone A escludendo dalle stesse gli insediamenti urbani storici come individuati dal Piano territoriale paesistico regionale, garantendo la tutela e preservazione delle aree di valore storico; estensione degli interventi agli edifici a destinazione non residenziale dismessi favorendo la loro sostituzione con demolizione e ricostruzione con cambio di destinazione d'uso verso il residenziale destinandone il 30% all'housing sociale; estensione degli interventi di ampliamento del 20% anche agli edifici di oltre mille metri cubi, ma entro un massimo di 200 metri cubi, pari a circa 62 mq; sostituzione d'interi condomini in degrado con aumenti del 60% della volumetria esistente purché venga mantenuto il precedente numero di abitazioni in capo agli attuali proprietari; incentivo ad ampliare fino al 35% la volumetria esistente grazie all'adeguamento sismico degli edifici; semplificazione e incentivazione alla formazione di programmi integrati per il riordino delle periferie e la riqualificazione ambientale, con riguardo al litorale marino per restituire la fascia costiera alla naturale fruibilità attraverso premi di cubatura, fino al raddoppio di quella esistente, da edificare in altro sito; sostituzione edilizia per consentire il rinnovo del patrimonio esistente con criteri di eco-sostenibilità e risparmio energetico.

 

di Loredana Diglio
da Italia Oggi del 02.03.11

 

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Rettifica LR 21/2009

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data pubblicazione: domenica 24 luglio 2011
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