Piano casa & business (?)

Regione Lazio - agg. rassegna stampa

REGIONE - Piano casa, business da oltre un miliardo. Con il piano casa nella capitale 900 milioni di investimenti, Le stime del Cresme legate alle domande di ampliamento - URBANISTICA - LA NUOVA LEGGE REGIONALE PER L'EDILIZIA

Circa 1,2 miliardi di investimenti in regione (900 milioni a Roma) e 21mila posti di lavoro. È la stima Cresme del giro di affari legato alle richieste di ampliamento dopo l'entrata in vigore del nuovo piano casa laziale.

Poco meno di 900 milioni di euro e quasi 15mila posti di lavoro, tra diretti e indotti. Roma si prepara a ricevere dal piano casa laziale una frustata in uno dei settori più strategici della sua economia: le costruzioni. Lo dicono le stime preparate dal Cresme (Centro di ricerche per l'edilizia e il territorio) per gli uffici dell'assessore all'Urbanistica, Luciano Ciocchetti. Ma lo dicono anche imprese e politici. Dopo la fallimentare esperienza del primo piano casa, targato Marrazzo, stavolta l'impatto sulla capitale potrebbe essere decisamente più forte. Anche in alcune partite strategiche, come quella delle caserme o dei depositi Atac.

Partiamo dai numeri del Cresme. Si tratta solo di previsioni relative alle domande di ampliamento, che dovranno essere confermate dai fatti. Ma, considerando che stavolta sono stati rimossi o rivisti molti ostacoli all'applicazione delle misure, come i costosi obblighi di adeguamento alle normative antisismiche su tutto l'edificio, le stime dovrebbero essere vicine alla realtà. Anche perché il Cresme, per calcolare questo impatto, è stato cauto nelle percentuali di domande di ampliamento ipotizzate: 6% di richieste tra i proprietari di case mono e bifamiliari, 3% per le case tri e quadrifamiliari, 1% per tutti gli altri edifici.

Mettendo insieme questi calcoli, viene fuori che saranno prodotti 1,2 milioni di metri cubi di ampliamenti per le case mono e bifamiliari, 216mila per le tri e quadrifamiliari, 517mila metri cubi per il resto. In totale, si parla di esattamente 1,9 milioni di metri cubi, per un investimento complessivo pari a 778 milioni di euro al netto di tutti gli oneri, come tasse, tributi vari e costi di progettazione. Con un forte impatto occupazionale: 9.724 posti diretti e 3.374 indotti.

Meno sostanziosa, per una questione di volumi, la performance del non residenziale. Gli ampliamenti in questo caso produrranno investimenti per 109,4 milioni di euro, in grado di produrre 126mila metri quadri, dando lavoro a circa 1.800 persone. Sommando residenziale e non residenziale si arriva a un impatto all'incirca pari a 900 milioni nella sola capitale. Di gran lunga la fetta più consistente dell'effetto complessivo che il provvedimento produrrà nel Lazio, dove il Cresme stima investimenti per 1,2 miliardi di euro e circa 21mila posti di lavoro generati.

Una pioggia di cemento per l'opposizione (si veda intervista in basso a destra), un potenziale di business per gli imprenditori edili, a tutti i livelli. Se la partita degli ampliamenti interesserà soprattutto le famiglie e i piccoli imprenditori, le norme sulle demolizioni con ricostruzione e sui cambi di destinazione d'uso saranno appannaggio delle imprese medie e grandi. E potrebbero avere un risvolto su alcune delle sfide urbanistiche che si giocheranno nella capitale nei prossimi mesi, come quella della valorizzazione e dismissione dei depositi Atac o la vendita delle caserme in centro. Condire questi interventi, già molto remunerativi, con gli incentivi del piano casa sarà la classica ciliegina sulla torta.

«È chiaro che ci potrà essere questo effetto su caserme e depositi - spiega il presidente dell'Acer, Eugenio Batelli - ma io vedo effetti pesanti su questioni molto più incisive dal punto di vista urbanistico». Il riferimento è alla demolizione e ricostruzione di fabbricati in molti quartieri della città. «Noi imprenditori immaginiamo effetti sulle aree di Montespaccato, Boccea, su alcune zone della Casilina e della Prenestina che sono state occupate con fabbricati artigianali e spesso abusivi. Questo tipo di edificazione occupa un territorio vastissimo pari a quasi il 20% dell'intero Comune. Il piano casa darà la possibilità di avviarne un ripensamento complessivo».

Un altro effetto temuto è la cementificazione dell'agro romano. Che Marco Di Cosimo, presidente della Commissione urbanistica di Roma, ridimensiona però così: «Una piccola porzione dell'agro sarà utilizzata come area di espansione della città, ma questo non avverrà certo con il piano casa; lo farà direttamente il Comune utilizzando aree che oggi sono già compromesse, non certo porzioni pregiate di campagna romana».

Potrebbe essere pesante invece l'effetto di un'altra norma, quella sui cambi di destinazione d'uso da non residenziale a residenziale, che secondo qualcuno è destinata a creare ecomostri senza oneri di urbanizzazione a supporto. «Anche noi eravamo un po' preoccupati per la portata di quella norma - spiega ancora Di Cosimo - ma ci è stata data la possibilità di fare una delibera con la quale escludere alcune porzioni di territorio dal suo raggio di azione. La approveremo in tempi rapidi».
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  • 15 settembre - Domande al via. E' la data a partire dalla quale si potranno presentare le richieste di ampliamento

IL PROVVEDIMENTO

  • L'approvazione. Il piano casa della regione Lazio è stato approvato dal consiglio regionale lo scorso 3 agosto con 41 voti a favore e 22 voti contro. Pubblicato sul Burl del 27 agosto (legge regionale n. 10/2011), è entrato in vigore il giorno successivo
  • La vecchia normativa. Il nuovo piano casa modifica la legge regionale 21/2009 approvata dalla precedente amministrazione Marrazzo, la cui applicazione è stata però molto limitata per via delle numerose misure restrittive contenute, soprattutto in materia antisismica

Le principali novità del nuovo piano casa. Le norme si applicano anche nelle zone agricole e nelle zone più urbanizzate delle aree naturali protette. Sono esclusi gli insediamenti urbani storici, nonché le aree a rischio idrogeologico elevato

  • Dia. Le denunce di inizio attività per i piccoli interventi (ampliamenti fino al 20% di edifici residenziali e non residenziali) possono essere presentate dal prossimo 15 settembre fino al 31 gennaio 2015.
  • Capannoni. Sale al 20% dal dieci, il limite per l'ampliamento degli edifici a destinazione non residenziale, per un incremento massimo di 200 metri quadrati di superficie. Il limite sale al 25% per le attività produttive e artigianali fino a un massimo di 500 metri quadri.
  • Pertinenze. Gli ampliamenti saranno possibili in adiacenza rispetto al corpo di fabbrica, anche utilizzando parti esistenti dell'edificio. Ma se questo non è possibile, ed è una grossa novità, sarà possibile costruire un corpo separato di carattere pertinenziale.
  • Cambi di destinazione d'uso. Saranno consentiti i cambi di destinazione d'uso da non residenziale a residenziale con un premio di ampliamento del 30% della superficie dell'edificio. Il limite massimo per questi interventi è di 15mila metri quadri totali.
  • Zone agricole. Estesa anche a queste aree la possibilità di ampliamento, demolizione e ricostruzione delle strutture esistenti. Prima era concessa solo agli imprenditori agricoli.
  • Demolizione e ricostruzione. Gli edifici plurifamiliari a destinazione residenziale sopra i 500 metri quadri in stato di degrado potranno essere ampliati fino a un massimo del 60 per cento. Per gli edifici ricadenti in zone agricole il limite massimo sarà invece del 20 per cento.
  • Mutuo sociale. La legge contiene una norma quadro sul mutuo sociale. La regione costruirà alloggi di edilizia sovvenzionata, che potranno poi essere acquistati dai nuclei familiari con reddito Isee fino a 40mila euro senza garanzie sufficienti per ottenere un prestito accedendo a un mutuo da pagare in rate non superiori al 20 per cento del reddito mensile.

 

di Giuseppe Latour
da Il Sole 24ore Roma del 31.08.11


INTERVISTA - Luciano Ciocchetti - Udc - «Così riparte l'economia». Dopo un anno di lavoro è riuscito a condurre in porto il piano casa. E adesso è convinto che il provvedimento avrà un impatto fortissimo sulla regione, a partire da Roma. Luciano Ciocchetti (Udc), assessore all'Urbanistica della Regione Lazio, spiega perché ampliamenti, demolizioni e cambi di destinazione d'uso saranno così importanti.

  • La vecchia legge non ha avuto successo. Perché questa dovrebbe avere una sorte diversa? La nostra legge ha un'applicazione più ampia. Ci sono fattispecie che consentono di intervenire di più sul patrimonio esistente, sono consentiti gli interventi nelle zone agricole e viene incentivata di più la demolizione e ricostruzione. Presumiamo che, avendo rimosso questi paletti, avremo un effetto simile a quello del Veneto, dove sono arrivati a quota 23mila domande.
  • Su quali aree ci sarà l'impatto maggiore? Va anzitutto precisato che le nuove cubature verranno costruite solo nelle aree già edificabili. In più daremo un forte contributo all'esigenza abitativa. Nei cambi di destinazione d'uso il 30% delle case che vengono fuori saranno per l'housing sociale. Detto questo, penso che l'impatto maggiore ci sarà in tutti i quartieri costruiti nel dopoguerra in economia, che oggi hanno bisogno di interventi.
  • L'impatto da 1,2 miliardi nel Lazio è stato calcolato dal Cresme solo sugli ampliamenti. Cosa si aspetta dal resto? Mi aspetto molto dalle demolizioni. I dati purtroppo dicono che oggi si preferisce investire sulla ristrutturazione del vecchio piuttosto che sul nuovo. Anche se la città avrebbe un grande bisogno di demolizione e ricostruzione. So che non è facile, ma spero che arrivi un segnale forte di un cambio di cultura degli imprenditori.
  • Cosa risponde a chi teme i cambi di destinazione d'uso? Dico che non c'è nessun pericolo. Oltretutto li abbiamo limitati a 15mila metri quadri e non a 20mila come avremmo voluto. Il problema dovrebbe porselo chi in passato ha autorizzato la costruzioni di interi quartieri senza nemmeno una strada.
  • Mutuo sociale. In che tempi arriveranno le norme di dettaglio? Con celerità. Ci sono regolamenti e delibere da approvare: penso che arriveranno entro la fine dell'anno in modo da dare piena attuazione al mutuo sociale per l'inizio del 2012 e sviluppare appieno gli effetti nel corso dei prossimi due anni. © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

di Giuseppe Latour
da Il Sole 24ore Roma del 31.08.11


INTERVISTA - Esterino Montino - Pd - «A rischio l'agro romano». «Abbiamo provato a collaborare nel merito alla stesura del provvedimento, ma non ci è stato consentito e il risultato finale è un piano casa che è un disastro». Esterino Montino, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, non è contento di come il centrodestra ha lavorato alla nuova legge. «Ci sono - spiega - troppi favori ai soliti noti e poche misure che spingeranno l'economia».

  • Non crede all'effetto volano del piano casa? Non sarà così perché le difficoltà dell'edilizia derivano da una crisi di settore che è collegata alla congiuntura generale. Gli investimenti pubblici sulle infrastrutture sono a zero e i privati sono in ristrettezze.
  • Intanto, quali sono le parti della legge che le piacciono di meno? Ci sono alcune misure finalizzate ad alcune persone in particolare, non alla collettività. Permettere un cambio di destinazione d'uso fino a 15mila metri quadri di vecchi fabbricati con destinazione non residenziale significa dare una risposta ad alcune situazioni nel Lazio, creando un problema serio a tutti, perché spesso si tratta di immobili a ridosso del centro storico, magari a Gaeta o a Roma. L'idea di fare con semplice Dia un'operazione di questa portata è completamente folle.
  • Ma il 30% verrà destinato all'edilizia sovvenzionata... È solo una scusa. Poi non accadrà che il 30% verrà regalato al pubblico; parliamo di edilizia che viene messa in vendita a prezzi calmierati. Prezzi che, in molti casi, sarà possibile far lievitare con degli escamotage.
  • Cos'altro contesta? Nel piano non si tiene conto di una realtà fatta di tanti vincoli e caratteristiche archeologiche. La demolizione e ricostruzione anche nelle aree agricole è un meccanismo che può portare a una dilagamento dell'edilizia nelle campagne. Vale per Latina, per la Maremma e, ovviamente, per l'agro romano.
  • C'è qualche responsabilità dell'opposizione? Alcuni settori dell'opposizione non hanno affrontato nel merito il provvedimento ma ne hanno fatto una battaglia ideologica, in maniera ottusa. E questo ha permesso al centrodestra di fare il maxiemendamento.
  • Voi non siete stati troppo morbidi? No, abbiamo provato a entrare nel merito. Volevamo dare un contributo fattivo e non di principio. Certo, il modo in cui è uscita la legge è un disastro. © RIPRODUZIONE RISERVATA


di Giuseppe Latour
da Il Sole 24ore Roma del 31.08.11


Non sarà necessario l'adeguamento sismico dell'intero edificio. Costeranno 100mila euro una stanza e un bagno in più

Mille euro al metro quadro al quale vanno sommati gli oneri concessori da versare al Comune e la parcella del professionista. Chi, a partire dal prossimo 15 settembre e fino al 31 gennaio 2015, vorrà avviare la procedura per ampliare la propria abitazione, dovrà sopportare grossomodo questi costi. Ma potrà giovarsi di un forte sconto che il nuovo piano casa gli assicura: rispetto alla vecchia versione, non sarà necessario effettuare l'adeguamento sismico dell'intero edificio. Un'operazione che, in qualche caso, poteva addirittura portare a raddoppiare il peso finanziario dell'intervento.

Partiamo dal residenziale. L'articolo 3 del nuovo piano casa prevede la possibilità di fare ampliamenti fino a un massimo di 70 metri quadri di superficie. «L'intervento più frequente - spiega Vittorio Meddi, presidente della consulta regionale dei geometri del Lazio - sarà senza dubbio quello di chi aggiungerà una stanza a una villa mono o bifamiliare». Ipotizzando una superficie di 300 metri quadri, ci si potrà allargare di 60, aggiungendo così un paio di stanze: magari una camera con bagno annesso.

Per fare quest'operazione bisogna calcolare il costo puro di costruzione dell'opera. Dice Meddi: «Può essere stimato intorno ai mille euro al metro quadro». Quindi, 60mila euro solo per i lavori. A questi vanno aggiunti gli oneri concessori da versare al Comune. «Questi cambiano a seconda del Comune. A Roma, ad esempio, siamo sui 266 euro a metro quadrato, in un piccolo Comune questa cifra è normalmente molto più bassa, anche di cinque volte». Parlando di Roma, allora, altri 16mila euro se ne andranno in oneri vari. E si dovrà poi pagare la parcella del professionista: «Considerando tutto il pacchetto, dalla Dia alla progettazione, fino alla direzione lavori, ci aggiriamo intorno ai 15mila euro totali».

Per realizzare 60 metri quadri, allora, si dovranno spendere poco meno di 100mila euro. Un prezzo di saldo, se si considera che con la vecchia versione si incappava nell'obbligo di dover adeguare alle norme antisismiche tutto l'edificio, andando a rimettere mano alle strutture del fabbricato. «Nel caso del nostro intervento da 60 metri quadrati - dice ancora Meddi -, questo poteva portare a un raddoppio del costo totale». Che poteva così lievitare fino a 200mila euro totali.

Nel caso di non residenziale le spese cambiano di molto. Più basso il costo di costruzione, stimabile in circa 600 euro al metro quadro. E più bassi gli oneri concessori: circa il 30% in meno. Anche se aumentano di molto le volumetrie delle operazioni possibili. Sfruttando tutto il bonus del piano casa sarà possibile arrivare fino a un massimo di 500 metri quadrati. Ma solo nel caso di capannoni destinati ad attività produttive o artigianali. © RIPRODUZIONE RISERVATA

  • Le voci di spesa. Ai costi di costruzione vanno sommati gli oneri concessori e la parcella del professionista

 

di Giuseppe Latour
da Il Sole 24ore Roma del 31.08.11


Edilizia. Le novità dei piani casa - Bonus più ricchi in Lazio e Puglia

Nuova ondata di rilancio, nelle regioni, per il piano casa. Dopo lo sprint fra fine 2010 e primi mesi del 2011, che ha visto proroghe e ritocchi (anche di sostanza) nelle norme di Umbria, Marche, Liguria, Piemonte, Campania, Sardegna e Molise, a rivedere la disciplina regionale per gli ampliamenti e le demolizioni con ricostruzione degli edifici sono ora le amministrazioni di Veneto, Puglia e Lazio. Inoltre, la Toscana ha allungato la scadenza della legge 24/2009 fino al 31 dicembre 2012, mentre la Basilicata ha prolungato il termine alla fine di quest'anno.

A tagliare il traguardo, a luglio, è stato innanzitutto il Consiglio del Veneto. Forte di uno dei rari casi di successo del piano casa - con oltre 23mila domande depositate - ha prorogato la durata della legge 14/2009 fino al 30 novembre 2013 e ha introdotto importanti modifiche, aprendo alla possibilità di intervenire anche su immobili inseriti nei centri storici (a patto che lo strumento urbanistico non ponga vincoli di tutela sull'edificio e consenta la possibilità di ristrutturazione edilizia e urbanistica e di demolizione con ricostruzione). Vengono ammessi, inoltre, i cambi di destinazione d'uso (consentiti dalla disciplina di zona), è permesso demolire e sostituire anche solo una parte di un fabbricato ed è previsto un bonus aggiuntivo del 15% (in aggiunta al 20% di base più il 10% per l'utilizzo di fonti rinnovabili) per chi, nell'ampliare, consegue la certificazione energetica in classe B.

Maglie più larghe e piano casa prorogato a tutto il 2012 anche in Puglia. Con la legge 21/2011, che rivede la precedente 14/2009 e recepisce fra il resto il Dl sviluppo, l'amministrazione semplifica le procedure, per far decollare una norma che ha avuto scarso successo e fa decadere, ad esempio, l'obbligo di perizia giurata per certificare la volumetria esistente. Scompare il vincolo di applicabilità per gli edifici oltre i mille metri cubi, sia per gli incrementi di volumetria che per le sostituzioni: l'ampliamento del 20% (non oltre i 200 metri cubi) è consentito per tutti i fabbricati e può essere sfruttato in sopraelevazione. Se vengono, inoltre, rispettati criteri di risparmio energetico, la volumetria aumentata può arrivare fino a 350 metri cubi.

Approvazione al fotofinish, prima delle ferie estive, per il Lazio, ultima fra le nuove Giunte di centrodestra a rivedere il testo varato dalla precedente amministrazione di centro-sinistra. Molte le novità: via libera agli interventi in zona agricola, su edifici oltre i mille metri cubi, sulle ville a schiera e nei centri storici, purché ci sia l'ok della Soprintendenza. Gli ampliamenti, autorizzati in deroga fino al 20% per un massimo di 70 metri quadrati, godono di un bonus aggiuntivo del 30% se si aggiunge un kilowatt di fotovoltaico. Le sostituzioni sono ammesse per residenziale e non, con un premio del 35% (fino a 350 metri quadrati). La norma vale tre anni dalla pubblicazione nel bollettino ufficiale. © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

di Maria Chiara Voci
da Il Sole 24ore del lunedì del 15.08.11


Piano casa: nel Lazio aree agricole non più tabù. Con la riforma della Polverini. Nella riforma Polverini eliminato il divieto di ampliare in zona agricola e nei centri storici
Piano casa, il Lazio cambia rotta - Nel cambio di destinazione d'uso il 30% del residenziale va al social housing

Con il nuovo piano casa del Lazio gli ampliamenti diventano possibili anche nelle aree agricole. Il bonus del 20% in più viene esteso anche agli edifici residenziali oltre i mille metri cubi con un tetto massimo di 70 metri quadrati. Saranno ampliabili anche le villette a schiera. La legge Polverini elimina molti dei paletti della precedente normativa, compreso il vincolo dell'adeguamento antisismico complessivo.

Adeguati anche i premi di volumetrie: con un incentivo record per la delocalizzazione delle abitazioni sul litorale che può arrivare persino al 150% della cubatura. La demolizione e ricostruzione con cambio di destinazione d'uso verso il residenziale prevede una percentuale del 30% da destinare al social housing. La legge è passata tra le polemiche.

La nuova versione del piano casa Lazio arriva a destinazione. Dopo un anno intero di lavoro e dopo un percorso travagliatissimo, l'assessore all'Urbanistica della Regione, Luciano Ciocchetti, porta finalmente in porto la revisione del provvedimento varato dal governatore Marrazzo. Il Lazio ha tagliato il traguardo delle revisioni del centro-destra per ultimo, tra le Regioni in cui si è registrato il cambio di maggioranza. E lo ha fatto tra le polemiche: il ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan, ha accusato il nuovo piano casa di mascherare un condono nelle aree vincolate. Un attacco parzialmente rientrato grazie all'intervento del governatore Renata Polverini.

Alla fine il risultato è stato acquisito grazie a un maxi-emendamento, votato nel tardo pomeriggio di mercoledì da 41 consiglieri regionali.

Nel merito, il nuovo testo prevede molte novità: gli ampliamenti delle abitazioni saranno possibili fino al 20%, per un massimo di 70 metri quadrati di superficie. Si potrà però arrivare al 30% se si aggiunge almeno un kilowatt di fotovoltaico. La norma sull'ampliamento si applicherà anche alle zone agricole, mentre nella precedente versione era limitata solo agli agricoltori. Salta anche il limite massimo dei mille metri cubi per allargarsi e il divieto per le villette a schiera. Gli interventi diventano possibili nei centri storici sempre con l'assenso della Sovrintendenza.

Modifiche pesanti anche sui cambi di destinazione d'uso da edifici non residenziali a residenziali: in questo caso saranno possibili ampliamenti fino al 30% per gli immobili che non superino i 15mila metri quadrati complessivi, con l'esclusione delle zone agricole e nelle zone industriali con superficie maggiore di 10 ettari. Si tratta di una norma contestatissima dall'opposizione, che avrebbe voluto un tetto più basso, sulla quale alla fine è stato però trovato un accordo politico. Il 30% della superficie dell'edificio dovrà essere destinato all'housing sociale.

Sulla demolizione e ricostruzione, si potrà aumentare fino al 35% per il residenziale; anche per il non residenziale il tetto sarà del 35%, ma non superando il limite di 350 metri quadri. Per le abitazioni plurifamiliari, superiori a 500 metri quadri e in stato di degrado, il tetto per l'ampliamento sarà fino al 60%. Per le delocalizzazioni, che servono a salvaguardare le aree di pregio, sarà possibile ottenere un premio fino al 75%, che sale al 150% se si delocalizza dalle zone costiere.

Infine il condono: la legge introduce l'autocertificazione della regolarità urbanistica per le domande che hanno già maturato il silenzio assenso (praticamente tutte).

LE REAZIONI. A stimare l'impatto positivo per l'edilizia è lo stesso assessore Ciocchetti: «Se negli ultimi due anni si sono persi nell'edilizia 12mila posti di lavoro - ha spiegato - solo con gli interventi di ampliamento partiranno investimenti per 1,24 miliardi, e si creeranno 21mila impieghi». Buono infatti il giudizio di Stefano Petrucci, presidente Ance Lazio, per il quale la legge sarà «il volano» della ripresa delle costruzioni. «Grazie alle maggiori premialità inserite nella nuova legge - fino al 60% di nuove cubature in particolari circostanze - si sono create le condizioni di sostenibilità economica per avviare operazioni di demolizione e ricostruzione». I costruttori infatti ritenevano insufficienti i bonus del testo Marrazzo. Il piano casa della Polverini piace persino agli artigiani di Cna che ci vedono «alcuni elementi capaci di garantire ricadute positive sul settore dell'edilizia e dell'indotto, coinvolgendo in particolare artigiani e piccole imprese». Ma il direttore di Cna, Lorenzo Tagliavanti, si dichiara preoccupato «per la scarsa attenzione dedicata al fabbisogno di spazi per le attività produttive».
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PREMI FINO AL 60% - Le caratteristiche della legge Lazio sul piano casa

  • AMPLIAMENTI. Possibili nelle aree agricole e nei centri storici, oltre il limite dei mille metri cubi e senza necessità di adeguamento antisismico dell'intero edificio
  • DEMOLIZIONE E RICOSTRUZIONE. Per la sostituzione di interi condomini in aree degradate il premio arriva al 60% della volumetria a condizione che i vecchi proprietari mantengano il numero di abitazioni precedenti. Per la delocalizzazione costiera il bonus sale al 150% se l'edificio si sposta dalla costa all'interno
  • SOCIAL HOUSING. Vincolo di destinare il 30% delle nuove cubature residenziali all'edilizia sociale in caso di cambio di destinazione d'uso

 

di Giuseppe Latour (Ha collaborato Valeria Uva)
da Edilizia e Territorio n. 31-32 del 8/13.08.11


Bilancio, case più grandi anticipato l'ampliamento - L'opposizione: ci appelleremo al Quirinale

L'anticipo al 15 settembre dell'applicazione del Piano casa per i piccoli interventi di ampliamento dell'abitazione fino al 20% della cubatura totale: è una delle norme inserite nell'assestamento di bilancio da 200 milioni di euro. Il documento è stato approvato la notte tra venerdì e sabato dal Consiglio regionale con 41 voti favorevoli.

Per protesta Pd, Idv, Sel, Radicali, Verdi, Fds, Api e Socialisti non hanno preso parte alla votazione e hanno chiesto l'intervento del Capo dello Stato Giorgio Napolitano. A scatenare la protesta del centrosinistra il varo del provvedimento attraverso un maxi emendamento e un sub emendamento con 172 commi (analogo alla fiducia che il governo chiede in Parlamento). «C'è un problema su tutti i livelli del funzionamento democratico della Regione Lazio — attacca Claudio Moscardelli (Pd) —. Sono stati stanziati 15 milioni per pubblicizzare negli aeroporti il turismo, ma non ci sono soldi per asili nido e ospedali. La Giunta ha dimostrato disprezzo del Consiglio». Luigi Nieri (Sel) rincara la dose: «Alla fine ci hanno inserito dentro 172 norme, 132 in più rispetto a quelle previste, norme di cui nessuno sapeva nulla fino a poco prima che fossero votate. Una vera "legge-porcata"».

Inoltre «hanno addirittura riaperto nel comma 153 i termini per condonare gli abusi edilizi a favore degli amici di Latina, compreso un parlamentare Pdl», aggiunge sorridendo Vincenzo Maruccio (Idv). E Nando Bonessio (Verdi) spiega: «Il maxiemendamento è stato presentato come un articolo unico per evitare che gli emendamenti fossero votati uno alla volta». E Rocco Berardo (Radicali-Lista Bonino-Pannella) sottolinea: «Si è annullata la funzione legislativa del Consiglio a beneficio della Giunta».

Replica Luciano Ciocchetti (Udc), vicepresidente e assessore all'Urbanistica: «Le opposizioni hanno deciso di adottare sempre l'ostruzionismo e la politica del "no"a prescindere: sono metodi fuori da un naturale confronto democratico mentre la Giunta Polverini sta portando avanti, nell'interesse generale di cittadini, famiglie e imprese, uno sforzo di cambiamento riformando la sanità e rilanciando l'economia con azioni mirate come il Piano casa». Parole condivise da Fabiana Santini, assessore alla Cultura, che aggiunge: «In bilancio sono stati inseriti anche 500 mila euro per il rilancio del Parco Archeologico dei Vulci». Stefano Cetica, assessore al Bilancio, fa notare: «Non penso che dobbiamo essere i soli a riflettere a settembre. Il ministro Tremonti ha annunciato la necessità di anticipare la manovra per il 2013-14 al 2012. Non sappiamo bene cosa significhi, ma se è l'anticipo di quello che ci aspetta con il decreto 101, si parla di scure da oltre 400 milioni per il Lazio. La maggioranza dunque ha giustamente votato un provvedimento che fa il bene della nostra economia e dei cittadini». © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

di Francesco Di Frischia
dal Corriere della Sera del 07.08.11


Edilizia. Nel piano casa del Lazio - Autocertificazione per il condono

C'è anche la chiusura delle partite sul condono edilizio nella legge sul piano casa approvata mercoledì dopo una lunga maratona dal consiglio regionale del Lazio.

Tra le pieghe del maxiemendamento presentato dall'assessore all'Urbanistica Luciano Ciocchetti c'è anche una norma che per la prima volta in Italia consente l'autocertificazione per le domande di condono presentate. Ma solo dopo - si legge in una nota della Regione - la formazione del silenzio assenso. In pratica, trascorso il periodo di silenzio assenso (ormai maturato anche per l'ultimo condono del 2003), il proprietario può autocertificare la regolarità urbanistica dell'immobile per il quale ha fatto domanda di condono. Una norma che se da un lato riesce a chiudere in un colpo solo le migliaia di pratiche di sanatoria ancora bloccate a Roma (ferma ancora al condono del 1994), dall'altro cancella al tempo stesso anche la possibilità per il Comune di controllarne la regolarità.

Quello del condono è solo uno dei tanti fronti delicati che riguardano questa legge. Con l'apertura agli ampliamenti nelle aree agricole, i generosi bonus di cubature concessi alla delocalizzazione degli edifici (che se spostati dalla fascia costiera possono arrivare fino al 150% di metri cubi in più) e la possibilità di costruire impianti sportivi nelle aree naturali protette è stata duramente attaccata, prima dall'opposizione e poi dal ministro per i Beni culturali Giancarlo Galan il quale non ha esitato a bollarla come «incostituzionale».

All'indomani dell'approvazione ieri la presidente Renata Polverini ha provato a smorzare la polemica. Pace fatta? «Assolutamente sì, ma io non bisticcio mai con nessuno» ha commentato lei ricordando che la Regione ha un tavolo aperto da tempo con il Ministero. Ma ieri il sottosegretario ai Beni culturali, Francesco Giro ha difeso Galan: «Il Ministro è intervenuto a giusto titolo».

Nel merito, la legge elimina alcuni dei vincoli del testo Marrazzo che avevano finora fatto fallire il piano casa nel Lazio. Non solo si potranno ampliare anche le abitazioni in zone agricola, ma soprattutto non sarà più necessario per gli ampliamenti l'adeguamento antisismico di tutto l'edificio. Salta anche il limite dei mille metri cubi per le abitazioni che potranno anche essere villette a schiera. Per gli interventi di demolizione e ricostruzione il premio di volume può arrivare fino al 60%. Un incentivo che piace ai costruttori: «Si creano le condizioni di sostenibilità economica per avviare operazioni di demolizione e ricostruzione» ha commentato il presidente di Ance Lazio Stefano Petrucci.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

  • LE MODALITÀ - Dopo la formazione del silenzio assenso il proprietario può attestare la regolarità urbanistica dell'immobile

 

di Valeria Uva
da Il Sole 24ore del 05.08.11


«Il Piano casa rilancerà l'economia». Polverini: potremmo avere un miliardo di investimenti e 21 mila nuovi posti - «Piano casa, favore all'economia». Polverini: nessun regalo ai costruttori, si potrebbero creare 21 mila nuovi posti

Semplificazione delle procedure amministrative, nessun favore ai costruttori e rilancio dell'economia: il Piano casa dovrebbe innescare un miliardo di investimenti. E produrre 21 mila nuovi posti di lavoro. La presidente della Regione Renata Polverini illustra il provvedimento sul quale pesa l'accusa di incostituzionalità mossa dal ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan. Accusa condivisa anche dal centrosinistra. Angelo Bonelli (Verdi) lancia l'allarme: «Sarà una colata di cemento con 50 milioni di metri cubi di nuove costruzioni. A rischio parchi e aree protette».

Semplificazione delle procedure amministrative, nessun favore ai costruttori, ma rilancio dell'economia grazie al Piano casa che dovrebbe innescare un miliardo di investimenti e 21 mila nuovi posti di lavoro. Renata Polverini, dopo la maratona per l'approvazione delle nuove regole urbanistiche, raduna gran parte della sua giunta per illustrare il provvedimento sul quale pesa l'accusa di incostituzionalità mossa dal ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan. Accusa condivisa anche dal centrosinistra. La presidente della Regione prova a minimizzare le polemiche con Galan: «Sono state solo il frutto di scarsa informazione da parte nostra e di tutti». A chi le chiede un commento all'ipotesi di referendum abrogativo lanciata dal Pd, la governatrice replica: «Saranno i cittadini a bocciarlo». E comunque la nuova legge «garantirà risposte a diverse emergenze: occupazionale, economica e abitativa, promuovendo la realizzazione di alloggi a canone calmierato a beneficio delle fasce sociali svantaggiate, con la necessaria attenzione alla salvaguardia ambientale».

Luciano Ciocchetti, assessore regionale all'Urbanistica, parla delle critiche degli architetti famosi al Piano: «Sfido Fuksas e Cecchini a fare un confronto con noi, ma dopo averlo letto». Ciocchetti sottolinea: «Qualche quotidiano ha pure scritto che volevamo costruire i grattacieli nel centro di Roma o in campagna: voglio sapere dove sta scritta una cosa del genere nelle norme approvate...». Poi aggiunge: «L'edilizia sta vivendo un momento drammatico: negli ultimi 2 anni sono stati persi 12 mila posti di lavoro: bisogna quindi dare una risposta alla crisi. Ed è quello che abbiamo fatto con il Piano casa dal quale il Cresme prevede di produrre investimenti per 1 miliardo di euro e 21 mila nuovi occupati» perché «in un sondaggio Lorian su 2 mila cittadini intervistati, il 72% aspettava questa legge». E sulle polemiche innescate da demolizioni e ricostruzioni con un premio di cubatura, Ciocchetti taglia corto: «In tanti quartieri brutti di Roma, non certo nel centro storico, perché non si può abbattere e ricostruire?».

Teodoro Buontempo, assessore regionale alla Casa, ricorda «il mutuo sociale che aiuterà le giovani coppie ad avere una casa. Abbattendo i costi di edificazione, si costruirà sui terreni pubblici e si useranno le Ater per le progettazioni, per le direzioni dei cantieri e per i collaudi».

Non la pensa così Angelo Bonelli (Verdi) che per protesta ha provato invano ieri mattina a consegnare un sacchetto di cemento alla governatrice del Lazio: «È pronto il ricorso all'Unione europea — annuncia —. Con la scusa dell'emergenza abitativa la Polverini ha fatto fare affari all'alta finanza e ai costruttori di Roma. Edificare beauty farm in parchi e aree vincolate è una indecenza». Il leader dei Verdi prevede «una colata di cemento con oltre 50 milioni di metri cubi di costruzioni, di cui 15 milioni in aree vincolate, 2 mila ettari di parco edificati». Critiche pure da Luigi Nieri (Sel) e Claudio Di Berardino (Cgil).

Ma il clima resta infuocato alla Pisana. Fa discutere l'emendamento inserito nell'assestamento di bilancio che prevede la riduzione dello spazio minimo a bambino negli asili, da 10 a 6 metri quadrati, e del rapporto numerico tra educatori e bimbi che passa da 1 insegnante ogni 6 piccoli a 1 ogni 7. Insorge l'opposizione: «Gli asili vengono ridotti ad allevamenti intensivi di pollame» , attacca Tonino D'Annibale (Pd). Ribatte l'assessore alle Politiche sociali, Aldo Forte: «Nessun asilo nido viene trasformato in pollaio. Ma da settembre accudiremo 5 mila bambini in più». © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

di Francesco Di Frischia - Simona De Santis
dal Corriere della Sera del 05.08.11


Piano casa, sfida sul referendum - La governatrice al contrattacco: norme utili per i cittadini. E invita a un confronto le archistar che hanno criticato il provvedimento. Il Pd lo lancia contro la legge-scempio. Polverini: raccolgo anch´io le firme - Piano casa, Polverini al contrattacco "Una norma per aiutare gli inquilini". La presidente: risposta all´emergenza abitativa e occupazionale

Il giorno dopo l´approvazione del Piano casa regionale, la governatrice Renata Polverini è convinta che «ora le olemiche finiranno». Eppure le proteste continuano e il Pd pare sempre più intenzionato a proseguire per la strada di un referendum abrogativo. Lo ribadisce il deputato Roberto Morassut: «Saranno i cittadini a cancellare questa legge scempio». La presidente irride all´iniziativa («Aiuteremo il Pd a raccogliere le firme») e difende «una norma che viene incontro alle esigenze della gente». Per l´assessore Ciocchetti, padre della legge, «non ci sarà nessuna colata di cemento». Ma dal III municipio parte il primo allarme: «Col piano casa e i cambi di destinazione d´uso previsti, sarà più difficile reperire nuove aule per le scuole in difficoltà».

«C´è da impazzire, anche semplicemente per allargare un bagno». Il sottinteso di Renata Polverini è che da oggi, con l´approvazione del Piano casa regionale, i problemi per gli inquilini che vogliono modificare la propria abitazione saranno molti meno. Il giorno dopo il faticoso via libera del Consiglio regionale, la governatrice convoca una conferenza stampa in pompa magna per "comunicare" «uno strumento legislativo che risponde alle esigenze della gente». Al suo fianco ci sono Luciano Ciocchetti, suo vice e assessore all´urbanistica, il "padre" del Piano, e l´assessore alla casa, Teodoro Buontempo.

La sala Tevere, nel palazzo della giunta, è piena. All´esterno, i Verdi inscenano una protesta soft, guidati dal capogruppo Angelo Bonelli, con tanto di sacchetto di cemento e carriola piena di mattoni. Arriva anche la polizia per identificarli: «L´ha mandata l´assessore alla sicurezza Cangemi perché non tollerano nessuna critica», accusa Bonelli. «Non l´ho chiamata io», ribatte l´assessore, anche lui presente alla conferenza. Il fuori programma non preoccupa la Polverini. D´altronde, lo conferma lei stessa, «avrete capito che interpreto il mio ruolo un po´ da battaglia».

È fiera di aver rivendicato l´autonomia del Consiglio regionale di fronte a quella che aveva definito «interferenza inaccettabile» da parte del ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan che aveva intravisto nella bozza del piano «evidenti tracce di incostituzionalità». Ieri, sull´argomento, ha preso posizione anche il sottosegretario Francesco Giro, attento osservatore delle questioni romane e, per alcuni, il vero "regista" delle dichiarazioni di Galan. «Il ministro è intervenuto a giusto titolo - sostiene Giro - da parte sua non c´è stata nessuna ingerenza. Ora esamineremo il testo approvato e avremo 60 giorni per eventuali rilievi. Mi auguro che vada tutto bene altrimenti l´impugnazione è un atto dovuto».

La governatrice non raccoglie. Assicura: «Io non bisticcio mai con nessuno». Poi ricorda come «non c´è nessuna volontà di non far partecipare al processo di riforma i ministeri coinvolti e in particolare i Beni culturali. Da molto tempo stiamo lavorando a un tavolo d´intesa proprio con il ministero di Galan». Polemiche a parte, però, la governatrice rivendica una legge che «ci permetterà di dare risposte alle emergenze occupazionali, economiche e abitative, promuovendo la realizzazione di alloggi a canone calmierato a beneficio delle fasce sociali svantaggiate». Ammette senza problemi che «dietro questa legge ci sono interessi economici. Per fortuna e va bene così», afferma convinta, con l´assessore Ciocchetti, «che il Piano porterà investimenti per 1,24 miliardi, con 21mila persone occupate, a fronte di 12.000 posti di lavoro persi in due anni nel settore dell´edilizia».

La parola d´ordine, però, è quella di una legge che fatta «per le esigenze dei cittadini» e che prevede «vincoli affinché nessuno possa compiere abusi». Proprio sull´abusivismo, l´assessore Ciocchetti ha pronta la delibera per istituire un osservatorio ad hoc. Buontempo (col plauso di CasaPound) esulta per l´introduzione del mutuo sociale che «consentirà anche a un giovane che guadagna mille euro al mese di diventare proprietario di una casa di 80 metri quadri, con rate di 300/350 euro al mese per trent´anni». E mentre l´Unione inquilini chiede ai comuni di «dichiarare questo piano inattuabile», la Polverini è convinta che le polemiche «sono finite con l´approvazione della legge». Nonostante il Pd annunci un referendum abrogativo: «Ho i miei dubbi che vogliano proseguire su questa strada - chiosa la governatrice - ma se andranno avanti li aiuteremo a raccogliere le firme. Così si renderanno conto di quello che la gente vuole davvero».

  • Protesta dei Verdi davanti alla sede della Regione La polizia li identifica

 

di Mauro Favale
da La Repubblica del 05.08.11


"Ma per le scuole non ci sono più spazi" - Democratici del III municipio lanciano l´allarme: ampliamenti solo per gli usi residenziali ma da noi non ci sono aule.

«Il piano casa regala metri cubi al residenziale, ma ci mette in ginocchio perché non avremo più spazi per sanare l´emergenza delle aule scolastiche». Nel municipio III, il più piccolo della città ma densamente popolato, non ci sono abbastanza classi per rispondere alle esigenze di tutti i residenti. Così il presidente del Pd, Dario Marcucci, lancia ora l´allarme.

La nuova legge regionale consente cambi di destinazione d´uso, fino a 15mila metri cubi, di quelle strutture che ora sono enti pubblici o parapubblici. «Ormai non possiamo più acquisirli perché diventano così di valore che per l´amministrazione è impossibile competere sul libero mercato - spiega Marcucci - E quei fabbricati erano l´unica possibilità per creare nuove aule in una zona già consolidata».

Le cubature degli edifici che prima facevano parte del sistema dei "servizi" della città, finiranno per accrescere il peso urbanistico. «In via Catania e in via delle Province ci sono complessi Inpdai e Inpdap - continua il minisindaco del Pd - che diventeranno nuove residenze, mentre potevano essere usati per realizzare nuove classi visto che mancano nel municipio ben due sezioni per ogni scuola».

 

di Laura Serloni
da La Repubblica del 05.08.11


INTERVISTA - Morassut: "Legge-scempio I cittadini la cancelleranno con un referendum". Il deputato del Pd ed ex assessore all´Urbanistica della giunta Veltroni.

  • Morassut, contro il Piano Casa il Pd userà l´arma del referendum? «Ho proposto nei giorni scorsi con altri parlamentari, tra cui Michele Meta, un referendum abrogativo» risponde il deputato dei Democratici ed ex assessore all´Urbanistica della giunta Veltroni «e il Pd ha raccolto questa proposta. Ne sono contento: a settembre lanceremo i comitati».
  • Quali sono le norme della legge che mettono a rischio il territorio? «La legge è incostituzionale per vari motivi. In primo luogo perché viola quella urbanistica nazionale».
  • In che modo? «Stravolge i piani regolatori votati sovranamente dai Comuni. E compromette i vincoli statali, che sono leggi nazionali. In particolare il "Codice Urbani" per la tutela del paesaggio. Il Piano Casa Polverini è in realtà il prodotto delle norme edilizie votate a giugno nel decreto sviluppo del governo, quelle norme hanno forza nazionale in tutte le regioni, soprattutto laddove esautorano i consigli comunali dalla materia urbanistica. Per questo motivo c´è lo spazio per un ricorso alla Corte costituzionale, che potrebbe avanzare la stessa Provincia di Roma».
  • Ma l´articolo "9 bis", che concedeva poteri assoluti al sindaco in materia urbanistica, è stato cassato. «C´è stato un giallo i cui retroscena sono tutti da chiarire, ma non c´è dubbio che quell´articolo recepiva semplicemente le ignobili direttive del decreto sviluppo di Tremonti, per cui il referendum in realtà si potrebbe fare anche a livello nazionale».
  • Faccia degli esempi dei rischi della legge? «Un esempio molto semplice: un artigiano con un´attività produttiva in difficoltà decide di chiudere. E vende il suo terreno e il suo capannone a un costruttore o a chi, dotato di capitali, può demolire e ricostruire con il 35% in più. Risultato: si uccidono le attività produttive. Si trasformano le periferie in distese residenziali come nelle città sudamericane. Non solo: nelle borgate e nei quartieri ex abusivi spariranno i servizi».
  • Perché? «La legge consente di trasformare le aree a servizi in residenze senza variante pubblica, ma con una semplice comunicazione di inizio attività. Le borgate li perderanno e saranno fatte solo di case».
  • Si potranno trasformare in abitazioni anche le strutture sanitarie private dismesse. «È una furbata con la quale la Polverini cerca di risolvere il problema delle convenzioni sanitarie private che non può più pagare, offrendo ai potentati la speculazione edilizia e fondiaria».
  • La Polverini ribatte: saranno costruite case a prezzi popolari. «Anche questa è una grande truffa. Perché dall´operazione non verrà fuori neanche un alloggio per le famiglie in difficoltà. Si accumulerà solo una rendita per i privati. Per fare case per i ceti medi e popolari occorrono aree a prezzo basso o gratis e investimenti pubblici, presupposti che nella legge non esistono».
  • C´è un articolo che permette di condonare sale hobby e mansarde delle villette monofamiliari. «È come curare un male grave con l´aspirina. Mentre in questo caso la cura dovrebbe essere una legge urbanistica regionale organica per il rilancio dei servizi, delle infrastrutture e dell´edilizia popolare e che dia regole al rapporto tra pubblico e privato».

 

di Paolo Boccacci
da La Repubblica del 05.08.11


INTERVISTA - "Critiche sbagliate, anche quelle di Galan - Non sarà una colata di cemento sul Lazio". L´assessore Luciano Ciocchetti "padre" del provvedimento: c´è un inutile ambientalismo di maniera. Una legge per i costruttori? «Ma se non ho ricevuto nemmeno una telefonata da loro. La verità è che questa era una norma attesa dai cittadini». Luciano Ciocchetti, il "padre" del Piano casa, assessore udc all´urbanistica, difende vigorosamente una norma sulla quale, assicura, «sono state ascoltate tutte le realtà, politiche e associative. Non ricordo un´altra legge in cui la partecipazione è stata così alta».

  • Ma neppure, in questa legislatura, si ricorda una legge tanto contestata. «Da chi fa dell´ambientalismo di maniera la sua battaglia non mi aspettavo se non un atteggiamento ideologico. Mi ha sorpreso in negativo, invece, la posizione del Pd: forse ha prevalso la paura di farsi scavalcare a sinistra. Eppure, se un partito ha cultura di governo, la deve avere sempre, anche quando è all´opposizione.
  • La minoranza ha giudicato indigeribili tutte le deroghe che sono presenti nella legge. «Ma perché, la norma precedente, la 21 del 2009, quella approvata dal centrosinistra, non era forse una legge in deroga? Questa è una risposta emergenziale, della durata di 3 anni, alla crisi economica e alla necessità di avviare un processo di riqualificazione del territorio».
  • Nessuna colata di cemento, dunque? «Si continua a ripetere sempre questo ritornello. Con questo piano non ci sarà una colata di cemento. Si ostinano a dire che i capannoni diventeranno case, ma sono esclusi quelli nelle zone agricole e industriali».
  • E il problema delle coste? «Risolto: lì si tratta di demolire le abitazioni e ricostruire a 300 metri dalle coste, fuori dalla fascia di rispetto. Un´associazione come Legambiente dovrebbe apprezzare questa norma».
  • L´opposizione sostiene che l´aumento di cubatura promesso è enorme e che così fate un favore proprio ai costruttori. «Ma a Torvaianica ci sono i costruttori? Propongo a Legambiente di andare lì e controllare, mappe catastali alla mano, se ci sono costruttori o singole famiglie che, secondo me sbagliando, hanno costruito in passato nei pressi della costa seppure regolarmente. Per far accettare l´abbattimento di questi edifici devo per forza incentivarlo a ricostruire con un premio di cubatura. L´ha fatto anche il Comune di Pomezia che è di centrosinistra».
  • E le osservazioni di Galan? Sbaglia il ministro? «Bisogna leggere il provvedimento. Le osservazioni ascoltate da Galan sono ingiustificate. Non ci sono norme che violano le leggi nazionali. Forse fa scandalo provare a rilanciare la stazione sciistica del Terminillo?»
  • Secondo i Verdi lì verranno abbattuti migliaia di faggi secolari. «Quelli sono i numeri che Bonelli farebbe bene a giocarsi al Lotto. La situazione è diversa da quella descritta, così come per i centri storici che saranno tutelati e non aggrediti. Abbiamo rispettato le fasce demaniali. Altri motivi di incostituzionalità non ce ne sono».
     

di Mauro Favale
da La Repubblica del 05.08.11


La polemica - E la governatrice sfida le "archistar"

«Mi auguro che quegli architetti che hanno rilasciato interviste su questo Piano casa si vengano a confrontare con noi». Non sono andate proprio giù, né a Renata Polverini né al suo vice Luciano Ciocchetti, le critiche che sono arrivate al piano casa prima dall´urbanista Domenico Cecchini, poi dall´architetto Massimiliano Fuksas che, nei giorni scorsi su Repubblica, hanno affondato la legge approvata ieri dalla Regione Lazio.

Critiche puntuali, sul rischio di creazione di nuovi quartieri in deroga ai piani regolatori o sui pericoli che potrebbe correre l´agro romano. «Se si va avanti così - affermava due giorni fa Fuksas - si distrugge l´urbanistica di una regione. Più che un progetto innovativo, sempre un messaggio pre elettorale agli speculatori».

Ieri, durante la conferenza stampa di presentazione del Piano casa, la Polverini è stata molto tagliente nei confronti, in special modo, proprio dell´architetto noto in tutto il mondo che ha progettato la Nuvola attualmente in costruzione all´Eur: «Alcuni li apprezzo - ha spiegato la governatrice riferendosi proprio a questi artisti - altri no, perché hanno costruito mostri come Corviale. Ma non voglio entrare nel merito delle cose fatte in passato dalla sinistra». La presidente ci tiene a marcare una certa distanza: «Noi, molto più umilmente, ci siamo rivolti agli ordini professionali, a quegli architetti che davvero ogni giorno sono a contatto con le famiglie».

Da parte sua, invece, l´assessore Ciocchetti lancia una sfida a Fuksas e Cecchini: «Li invito a fare un confronto con noi, ma solo dopo aver letto il Piano, senza nascondersi dietro le pagine dei giornali».

 

pag. III - Roma
da La Repubblica del 05.08.11


«Piano casa, aiuto alle famiglie». Il presidente illustra le nuove norme: si potrà ampliare l'appartamento fino al 20 per cento. Polverini: una legge contro la crisi, l'edilizia è un settore strategico nel Lazio - Casa, il piano della Polverini: «Una legge contro la crisi» - «Sono pronta a sfidare le archistar, leggano il testo»

Ieri il presidente della Regione, Renata Polverini, in una conferenza stampa ha illustrato i punti più importanti del piano casa approvato in consiglio. «E' un provvedimento che aiuta le famiglie, saranno possibili ampliamenti delle case del 20 per cento. Ma è anche una legge che combatte la crisi. Ricordiamoci che l'edilizia rappresenta il 30 per cento dell'economia del Lazio». Renata Polverini ha anche risposto a distanza ai grandi architetti che hanno criticato il piano: «Sono pronta a sfidarli». Il vicepresidente della Regione, Luciano Ciocchetti, ha fornito alcuni dati: «Secondo uno studio, grazie al piano casa potranno essere creati circa 21 mila posti di lavoro, con un investimento di 1,2 miliardi di euro. Non è vero che va contro l'ambiente, chi lo dice è male informato o non ha letto il testo della legge».

«Abbiamo uno strumento legislativo forte che va incontro alle esigenze delle persone». Con queste parole, ieri mattina, insieme agli assessori Luciano Ciocchetti e Teodoro Buontempo, il presidente della Regione, Renata Polverini, ha esaltato l'approvazione del piano casa avvenuta alle 22 della sera prima, in consiglio regionale, con i voti della maggioranza. Polverini ha anche voluto sottolineare come l'applicazione del piano casa, nella scorsa legislatura, si sia rivelata insufficiente.

In aiuto delle famiglie. «Quando il piano casa fu lanciato in questa Regione non ebbe risposta. Anzi: fu limitativo. Quando sono arrivata chiesi di conoscere che impatto aveva avuto sulle famiglie. Mi fu risposto che era arrivata solo qualche decina di domande. Bene, la legge approvata in consiglio da questa maggioranza vuole rappresentare, in modo concreto, un volano di rilancio e di sviluppo per la Regione».

Gli ampliamenti possibili. Renata Polverini ha anche illustrato alcuni di quelli che lei ritiene essere «i punti qualificanti di questa legge». «Il piano casa consente a tutte le famiglie proprietarie di una casa di ampliare fino a 70 metri quadri il proprio fabbricato, esclusi i centri storici e le aree tutelate. Precedentemente tale possibilità era riservata esclusivamente ai proprietari di ville. Rilancia il settore edile creando occupazione con particolare riguardo alle piccole e medie imprese».

Attenzione all'edilizia sociale. «Il piano - ha proseguito Polverini - promuove il recupero e il riuso del patrimonio edilizio esistente, in particolare di quello dismesso o non utilizzato, con l'offerta di nuovi alloggi di edilizia sociale. Promuove la sostituzione edilizia, adottata ormai in tutta Europa tranne che in Italia. Va incontro alle attese delle associazioni di categoria, in particolar modo di quelle artigiane e delle piccole imprese. Rispetto dell'ambiente la legge non deroga ai vincoli operanti sul territorio; sono infatti possibili solo interventi consentiti dagli strumenti di tutela e con i nulla osta delle Sovrintendenze competenti».

Tutela dell'ambiente. E questa è stata anche una risposta a distanza al ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan, che aveva criticato il piano, parlando di «tratti di incostituzionalità». E ai grandi architetti - le archistar - che hanno attaccato il piano, Polverini fa sapere: «Leggano il testo. Sono pronta a confrontarmi con loro. Apprezzo il lavoro fatto da alcuni grandi nomi, altri però non li apprezzo perché hanno regalato mostri come quelli di Corviale».

Le ricadute sull'economia. Secondo il presidente della Regione il piano casa darà un impulso importante anche all'occupazione («parliamo di lavoro regolare, non in nero»). «Si è detto - ha aggiunto - che dietro a questa legge ci sono interessi economici. E certo che ci sono, per fortuna che ci sono. E va bene così. Stiamo attraversando una grave crisi economica che colpisce imprese e famiglie. L'edilizia rappresenta il 30 per cento dell'economia del Lazio. E' un settore da sempre strategico. Il piano casa è un elemento fondamentale per contribuire al superamento della crisi attivando un'azione forte dal punto di vista economico, che accompagni lo sviluppo e rimetta in sesto un comparto che sta vivendo un momento molto difficile».

Le aspettative dei cittadini. Polverini, per dimostrare che c'era grande attesa sul piano casa, ha anche voluto raccontare un episodio avvenuto qualche minuto dopo l'approvazione: «Al termine della votazione del piano casa ho fatto una sola telefonata. Ho chiamato alle dieci e mezzo di sera un cellulare che era spento. Ma poi, dopo pochi minuti, questa persona mi ha cercato. Le ho detto che volevo informarla dell'approvazione. È una persona molto famosa che ha i problemi di molte persone normali: ha due genitori anziani e un fratello disabile che ha una malattia importante per il quale sarebbe bene che non cambiasse casa. Aspettava la legge per fare una stanza in più. Dietro a queste leggi ci sono le persone». RIPRODUZIONE RISERVATA

 

di Mauro Evangelisti
da Il Messaggero del 05.08.11 


INTERVISTA - «Saranno creati 21mila posti di lavoro». Ciocchetti: «Solo per gli ampliamenti, previsti investimenti di circa 1,2 miliardi». «La cosa più importante di questa legge è che per una volta siamo riusciti a legare l'interesse dei privati all'interesse collettivo. Abbiamo previsto il riutilizzo di patrimonio esistente dismesso, consentendo il cambio di destinazione d'uso in residenziale, ma con l'obbligo di mettere a disposizione il 30 per cento degli alloggi all'housing sociale. L'urbanistica è al servizio di un tema importante come l'emergenza casa». Luciano Ciocchetti, vicepresidente della Regione e assessore all'Urbanistica, ha provato in questi giorni anche la strada del dialogo con la minoranza.

  • Lei parla di ricadute positive su occupazione ed imprese. «Non lo dico io, lo dice una ricerca che abbiamo commissionato al Cresme. Solo per quanto riguarda la parte relativa agli ampliamenti, ragionando solo sul 6 per cento di coloro che potenzialmente potranno sfruttare questa occasione, si prevede che saranno messi in campo investimenti per 1 miliardo e 240 milioni. Il saldo sull'occupazione sarà di 15 mila nuovi posti di lavoro più altri 6 mila nell'indotto. Totale: 21 mila».
  • I cittadini del Lazio chiedono: ma quando potrò, nella pratica, fare ciò che è consentito dal piano casa? Quali altri passaggi dovrò attendere? «Bisognerà semplicemente aspettare la promulgazione della legge. Possiamo ipotizzare che la pubblicazione avverrà o il 28 agosto o il 7 settembre. Il giorno dopo sarà esecutiva. Per i piccoli interventi che si fanno con la Dia (dichiarazione di inizio attività), vale a dire quelli che riguardano l'ampliamento del 20 per cento per il residenziale e del 25 per le attività produttive, ci si potrà rivolgere al comune di residenza dal 15 settembre prossimo fino al 31 gennaio 2015».
  • Perché non siete riusciti a dialogare con la minoranza? Come mai si è andati a uno scontro tanto duro? «Alcuni partiti hanno fatto opposizione ideologica, sono quelli dell'ambientalismo a tutti i costi, anche sparando falsità, penso a Sel e Verdi. Altri, come i Radicali, hanno preso una posizione ostruzionistica, con il mito delle regole. Mi ha deluso il Pd, che dovrebbe avere una cultura di governo e invece ha scelto di seguire Sel e Verdi. Pensare che io avevo iniziato un percorso di dialogo, avevo accolto anche dei loro emendamenti».
  • Per la verità anche un ministro di un governo del centrodestra ha detto le stesse cose che sostengono nei partiti di opposizione. «Il ministro ai Beni culturali, Giancarlo Galan, ha espresso dei giudizi senza avere letto la legge. Ci sono state delle persone che gli hanno riferito cose sbagliate. Pensiamo alla questione delle coste, in cui noi abbiamo fatto l'esatto contrario di ciò che sosteneva il ministro. Abbiamo pensato a uno strumento che invita a demolire quanto è stato costruito nella fascia di rispetto, vale a dire oltre i 300 metri dal litorale». RIPRODUZIONE RISERVATA

 

di Mauro Evangelisti
da Il Messaggero del 05.08.11


INTERVISTA - Batelli (Acer): favorito il rilancio. Un piano «concreto», che risolve «alcuni problemi contenuti nel provvedimento del governo nazionale» e potrà servire «a rilanciare l'economia romana». Eugenio Batelli, presidente dell'Associazione dei costruttori edili di Roma e provincia (Acer), promuove il piano casa approvato dal consiglio regionale.

  • Presidente Batelli, che idea si è fatto del testo uscito l'altra sera dalla Pisana? «In linea di massima positiva, perché presenta diversi aspetti importanti. A partire dalla messa a punto del meccanismo di demolizione e ricostruzione. Il piano nazionale prevedeva infatti un premio di cubatura troppo basso, che non offriva la giusta copertura economica a questi interventi».
  • Che novità ci saranno, concretamente, per Roma? «Un elemento importante è sicuramente la normativa sui cambi di destinazione d'uso, che permetterà finalmente di recuperare i tanti immobili abbandonati che troviamo in diverse aree della Capitale».
  • Crede che il piano potrà servire, come sostiene qualcuno, a rimettere in moto il volano dell'economia romana? «Sicuramente sì. Anche perché il provvedimento della Regione ha il pregio di essere molto concreto, dando quindi la possibilità di intervenire sulla situazione reale. Penso per esempio ai cambi di destinazione d'uso delle aree, che permetteranno di adeguare la realtà cittadina a una situazione economica molto mutata, negli ultimi anni. Quindi c'è lo snellimento delle procedure, che farà risparmiare tempo». RIPRODUZIONE RISERVATA

Le opposizioni protestano: un provvedimento dannoso. «Questa legge è anticostituzionale e va fermata», protesta il Pd. Ieri vicino al palazzo della Regione anche i Verdi hanno manifestato e sono stati identificati dalla polizia. C'era anche il consigliere regionale Bonelli secondo il quale a chiamare le forze dell'ordine è stato l'assessore alla Sicurezza, Cangemi. Quest'ultimo ha smentito. Solidarietà ai Verdi dagli altri gruppi dell'opposizione: «Ormai siamo al MinCulPop regionale. Sono intervenuti 15 agenti, 2 volanti e 2 auto. Così si sprecano le forze destinate alla sicurezza».

 

di Fabio Rossi
da Il Messaggero del 05.08.11


Il Piano casa diventa realtà. Il provvedimento Previsti incentivi per l'adeguamento al rischio sismico Autocertificazione e silenzio assenso. I punti di forza del Piano casa

Quattordici regole per non sbagliare. Incentivi per l'adeguamento al rischio sismico Autocertificazione e silenzio assenso. Demolizioni e ricostruzioni più semplici in cambio di alloggi ad affitto agevolato.

Cinque le parole d'ordine che riassumono il piano casa: risposta alle aspettative delle famiglie; semplificazione delle procedure amministrative; rilancio dell'edilizia; rinnovo del patrimonio esistente e tutela del patrimonio attraverso Piani di Riqualificazione Ambientale, delle periferie e meno consumo di suolo agricolo. Vediamo perché.

Ampliamento del 20%: sarà possibile per gli edifici residenziali di dimensioni maggiori ai mille metri cubi ma comunque entro un massimo di 70 metri quadrati; stessi numeri per le abitazioni unifamiliari o aggregate a schiera che potranno dunque ampliarsi ciascuna del 20% e sempre fino a un massimo di 70 metri quadrati.

Edilizia sociale: con l'approvazione della legge vengono inserite anche le categorie degli studenti universitari, dei componenti del comparto sicurezza, dei vigili del fuoco e delle forze armate.

Alloggi a canone calmierato: viene favorita la sostituzione attraverso la demolizione e ricostruzione con il cambio di destinazione d'uso verso il residenziale, riservando il 30% all'edilizia sociale.

Interi condomini: si avrà la possibilità di sostituzione di interi condomini in stato di degrado favorita con il 60% della volumetria esistente, a condizione che venga mantenuto almeno il precedente numero di abitazione in capo agli attuali proprietari.

Sostituzione edilizia: attraverso la demolizione e ricostruzione si consentirà il rinnovo del patrimonio edilizio esistente, (dove il residenziale è almeno il 50%) con un premio di cubatura fino al 35% a patto che sia utilizzata architettura bio sostenibile con materiali eco compatibili di nuova generazione.

Densificazione piani di zona: si potranno utilizzare aree libere in quartieri già urbanizzati per allocare edilizia residenziale pubblica evitando così il consumo di ulteriore territorio. Sarà possibile utilizzare aree libere edificabili non residenziali previste nei piani attuativi vigenti sempre esclusivamente per alloggi di edilizia sociale.

Pertinenze agricole: se ne prevede il recupero a fini residenziali entro il limite del 50% delle abitazioni esistenti e comunque entro il limite di 70 metri quadrati.

Aree naturali e protette: la legge prevede la possibilità di realizzare impianti e attrezzature sportive nelle aree naturali protette a patto che tali impianti siano finalizzati a valorizzare l'ambiente e garantire un'utilizzazione attiva del territorio compatibile con il sito naturale, senza prevedere la realizzazione di nuovi manufatti se non quelli ammessi per le zone agricole. Solo in casi eccezionali, tuttavia, la legge prevede la possibilità di derogare alle norme di tutela paesaggistica per la realizzazione di interventi pubblici o di interesse pubblico, compresi impianti sciistici. La deroga tuttavia potrà essere rilasciata solo dopo l'intesa con il ministero dei Beni culturali.

Rischio sismico: per favorire l'adeguamento sismico degli edifici esistenti la nuova legge rpevede un incentivo fino al 35% della volumetria esistente. Contributo concessorio: possibilità ai comuni di ridurre fino al 30% il contributo concessorio dovuto alle opere di urbanizzazione se gli interventi riguardano la realizzazione della prima casa.

Litorali e fasce costiere: per quanto riguarda la riqualificazione delle coste con la demolizione di manufatti in contrasto con le norme statali di tutela, il premio di cubatura è elevato fino al 150%. La legge prevede infatti la possibilità di riqualificare le fasce costiere sottoposte a vincolo di legge prevedendo la demolizione dei prefabricati esistenti e la loro ricostruzione fuori dalle stesse fasce anche con un incremento delle volumetrie esistenti.

Silenzio assenso: allo scopo di definire l'enorme quantità di domande dei Comuni in merito al condono edilizio, la legge prevede il ricorso alle autocertificazioni dopo la formazione del silenzio assenso previsto dalle leggi nazionali. Il silenzio assenso si forma, ovviamente, soltanto dopo il deposito di tutta la documentazione prevista dall'attuale normativa, compresi i nulla osta delle soprintendenze nei casi di immobili che ricadono in aree sottoposte a tutela.

Procedure: più snelle attraverso la Dia. per gli interventi più rilevanti si accelera l'iter amministrativo attraverso la conferenza dei servizi che dovrà raccogliere in un solo giorno tutti i pareri necessari.

Zone vincolate: sono esclusi dalla legge gli interventi sugli edifici situati in zone vincolate, salvo che questi non ottengano il nulla osta dell'ente preposto alla salvaguardia ambientale. Garantite poi tutte le aree di valore storico.

 

di Susanna Novelli
da Il Tempo del 05.08.11


La vittoria di Renata neutralizza il fuoco amico. Polemiche: La governatrice soddisfatta per la legge urbanistica Si scopre pacifista: "Pace con Galan? Non bisticcio

«Mi sono svegliata alle 10,39. Era tanto tempo che non accadeva, al punto che i miei si erano preoccupati». Così la presidente della Regione, Renata Polverini introduce la conferenza stampa di presentazione del Piano casa, approvato l'altroieri sera dopo una complessa maratona di due giorni. Uno dei punti del programma elettorale, questa legge urbanistica può e deve essere letta certamente dal punto di vista politico ma non solo. «Appena approvata la legge ho chiamato una persona, che è molto famosa e per questo non dirò il suo nome. L'ho fatto - spiega la Polverini - perché qualche mese fa mi aveva spiegato di avere un problema con il condominio di un parente disabile e per questo attendeva con ansia la nuova legge. Ora in quel condominio si possono fare i lavori per abbattere le barriere architettoniche. Ecco vorrei che si sapesse che il Piano Casa è anche questo». Un aspetto sociale forte, spiegato bene dall'assessore alla Casa, Teodoro Buontempo che ha portato a traguardo un obiettivo fisso de La Destra di Storace: il mutuo sociale. Le giovani coppie con lavoro precario potranno acquistare casa con rate di mutuo agevolato e in caso di disoccupazione usufruire dell'abbattimento del canone mensile che «non andrà perso ma sarà considerato riscatto per l'acquisto. Questo significa - spiega Buontempo - dare una sicurezza e una prospettiva ai nostri ragazzi che oggi sono tra i soggetti più deboli nella società».

Un progetto sociale innovativo passato tuttavia in secondo piano perché, come sempre, è la politica a dettare le priorità. E nonostante telefonate e mediazioni per calmare gli animi in casa Pdl, il «caso Galan» non si è ancora chiuso. «Non si può dire che contesto questa autorità e nel frattempo non considerare che da molto tempo stiamo lavorando con un tavolo d'intesa proprio con il ministero di Galan - ricorda la Polverini -. Con Galan nessuna pace da fare, io non bisticcio mai». La novità di ieri tuttavia è tutta nelle parole del sottosegretario ai Beni culturali, Francesco Giro da molti considerato l'artefice del patatrac in casa Pdl. È infatti l'unico esponente del partito a difendere (dopo 72 ore) Galan: «Il ministro è intervenuto a giusto titolo, nessuna ingerenza con il Consiglio Regionale, il suo era solo un ammonimento». Ora che il provvedimento è stato approvato, il sottosegretario, il ministero esaminerà il testo approvato e avrà 60 giorni per eventuali rilievi. «Mi auguro che vada tutto bene e che non ci siano problemi - dice - altrimenti l'impugnazione è un atto dovuto». Sarcastico il commento in casa Udc affidato al consigliere regionale Pietro Sbardella: «Il sottosegretario Giro ha chiarito a tutti l'equivoco sorto nei rapporti tra il Consiglio regionale e il ministro Galan, spiegando quella che a suo parere è prassi quotidiana. Probabilmente il malinteso più grave è stato credere alle voci che dicevano che Giro avesse già da giorni esaminato le bozze della legge e si predisponesse a dare consigli utili, magari non a mezzo stampa».

  • La protesta - Bonelli il verde porta in dono cemento. Il segretario e capogruppo regionale dei Verdi, Angelo Bonelli, si è presentato alla sede della Regione prima della conferenza stampa sul Piano casa, con un sacchetto di cemento grigio in segno di protesta contro il provvedimento approvato l'altra notte. Bonelli non ha superato i tornelli perché per motivi di sicurezza, il sacchetto di cemento non è stato fatto entrare dalla vigilanza. Il leader ambientalista ha parlato con l'assessore alla Casa Buontempo, con quello all'Urbanistica Ciocchetti e con altri dirigenti regionali. «È una bella saccoccia di cemento» gli ha detto Buontempo - l'importante è che non vada sul mare«. «Ma nemmeno sui parchi - gli ha risposto Bonelli - Una volta eri contro i poteri forti».

 

di Susanna Novelli
da Il Tempo del 05.08.11


L'intervista - Così ripartono economia e lavoro. L'assessore all'Urbanistica Ciocchetti spiega gli obiettivi. Il vice presidente della giunta e assessore all'Urbanistica, Luciano Ciocchetti è ben consapevole (e soddisfatto) di aver raggiunto un traguardo decisivo dal punto di vista politico e non solo. Il Piano Casa porta infatti il suo nome.

  • Onorevole Ciocchetti sono stati giorni lunghi e complessi, con diversi colpi di scena. Alla fine però ce l'avete fatta. «C'è stato un grande lavoro di squadra, mi sarei aspettato una posizione diversa da parte del Pd, che vuole essere riformista, è un grande partito e ha una grande rappresentanza. Doveva affrontare questo confronto in modo diverso, aveva cominciato a farlo tanto che diversi emendamenti delle opposizioni tutte sono stati recepiti dalla giunta. Poi si è fatto risucchiare da una visione falsamente ambientalista e ideologica».
  • C'è da dire che anche il ministro Galan ci ha messo del suo però. «La legge regionale del Veneto a cui ha fatto riferimento il ministro Giancarlo Galan, approvata l'8 luglio 2009, prevede la possibilità di ampliare fino al 45% su aree demaniali, su aree pubbliche, nei centri storici, mentre noi li escludiamo. Si è fatta anche una polemica sui porti ma in proporzione il Veneto ne ha molti più del Lazio. Questo per dire che è una polemica assurda su cui l'opposizione si è consumata. Credo che non siano queste le cose importanti su cui ragionare. Sulle questioni di legittimità costituzionale poi stiamo tranquilli, non c'è nessuna norma in questa legge che viola la Costituzione italiana».
  • L'opposizione ha già promesso il referendum però. «Vogliono fare il referendum? Bene, siamo pronti a dare una mano anche noi per la raccolta firme. Un recentissimo studio da noi commissionato ha mostrato che il 72% dei cittadini del Lazio vuole il Piano Casa».
  • Cosa significa questa legge per l'economia della Regione? «Siamo in un periodo di grave crisi economica e il 30% dell'economia laziale dipende dall'edilizia. Il Piano Casa rappresenta dunque un punto di forza per l'economia tanto che metterà in campo migliaia di micro-imprese e di interventi diffusi sul territorio che porteranno a oltre 1,24 miliardi di euro di investimenti e darà lavoro a 21 mila persone, delle quali 16 mila impiegate direttamente e 5 mila dell'indotto. In un settore che vorrei ricordare negli ultimi due anni ha perso 12 mila posti di lavoro. C'è poi un rivoluzionario aspetto sociale con gli incentivi per l'edilizia a vantaggio delle categorie più deboli e l'introduzione per la prima volta, grazie all'impegno del collega Buontempo, del mutuo sociale».
  • C'è però chi vi accusa di aver fatto un favore soltanto ai "palazzinari". Questa legge lavora sulle scatole edilizie già presenti sul territorio e quindi legittime. L'interesse dei grandi costruttori è quello di vendere il nuovo e non ristrutturare il vecchio e questa legge per il 90% favorisce la ristrutturazione di quello che esiste. Abbiamo fatto una legge equilibrata che dà più case, più edilizia, più lavoro, all'interno di regole più flessibili e semplici. È ciò che i cittadini ci chiedono, non i grandi costruttori.

 

di Susanna Novelli
da Il Tempo del 05.08.11


EDILIZIA - La Regione Lazio vara il piano casa
Il Lazio ha approvato il nuovo piano casa. Si applicherà a tutti gli edifici legittimi e a quelli non ultimati ma con titolo abilitativo, anche nelle zone agricole, esclusi i centri storici.

 

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da Il Sole 24ore del 04.08.11


Passa, con polemiche, il Piano casa. Polverini: provvedimento chiesto dalla gente, tutto in regola - Approvato il Piano casa. Il Pd: una vergogna. Polverini: «Risposta alle esigenze dei cittadini». L'opposizione: norma incostituzionale.

Tra polemiche roventi ieri sera il Consiglio regionale ha approvato il Piano casa dopo oltre sei mesi di dibattito. Per Renata Polverini «in questa legge ci sono tutto le risposte che i cittadini si aspettano e che la Giunta precedente non è riuscita a dare» . Replica dal Pd Enzo Foschi: «Questa legge è una vergogna» . «La norma viola la Costituzione — attacca Angelo Bonelli (Verdi) — per quanto riguarda aree protette e coste».

Dopo una discussione durata oltre sei mesi e una settimana infuocata in Consiglio regionale (con tre nottate a votare), il Piano casa viene approvato definitivamente con 41 voti a favore e 22 contrari. Polemiche roventi del centrosinistra.

Il varo, avvenuto ieri sera, è stato reso più rapido dalla decisione della giunta di centrodestra, contestata dall'opposizione, di presentare il cosiddetto «maxi subemendamento» generale che, riscrivendo tutti gli articoli della legge ha fatto decadere i circa 180 emendamenti presentati dall'opposizione. «Si tratta di un provvedimento chiesto dalla gente — commenta Renata Polverini —. In questa legge ci sono tutto le risposte che i cittadini si aspettano e che la Giunta precedente non è riuscita a dare, visto l'esiguo numero di domande presentate» . E sulle ipotesi di incostituzionalità, la governatrice del Lazio taglia corto: «Quando ci andremo a confrontare nel merito con i ministri Galan e Fitto e con tutto il governo su questa legge, sicuramente ci accorgeremo che nel merito gli uffici del ministro Galan sono stati poco attenti». Luciano Ciocchetti (Udc), vicepresidente ed assessore regionale all'Urbanistica, fa notare: «Si è fatta anche una polemica sui porti, ma in proporzione il Veneto ne ha molti più del Lazio. Questa è una legge equilibrata che dà più case, più edilizia e più lavoro, all'interno di regole più flessibili e più semplici. Non c'è nessuna norma in questa legge che viola la Costituzione italiana». L'assessore all'Urbanistica dice anche che «non esiste altra legge che ha avuto momenti di confronto come questa. Ricordo ai colleghi dell'opposizione che questa norma ha avuto pure pareri favorevoli dall'Anci regionale e dal Cal (Consiglio delle autonomie locali)». Mario Abbruzzese, presidente del Consiglio regionale, sottolinea: «Così si rilancia l'edilizia e le esigenze dei cittadini e si contribuisce a fare crescere il Pil del Lazio». Per Franco Fiorito (Pdl) «il Piano casa è l'ennesima promessa mantenuta da questa maggioranza. I cittadini del Lazio possono finalmente usufruire di un provvedimento epocale, che servirà a rilanciare l'economia e l'occupazione». E Francesco Storace (La Destra) evidenzia «la compattezza della maggioranza in una partita molto complessa. Oggi portiamo a casa un buon risultato, superando l'ostruzionismo dell'opposizione».

Enzo Foschi (Pd) spiega: «Questa legge è una vergogna. È l'Epifania dei garage che diventano mini appartamenti, e lo stesso vale, come per magia, per pollai e porcilaie che sono pur sempre volumi. Inoltre le zone industriali dismesse diventeranno case, senza molta attenzione ai servizi indispensabili. Così si sono programmati mini quartieri periferici sparsi per la città e la cementificazione di campagne e giardini privati». E Angelo Bonelli (Verdi) rincara la dose: «La legge viola la Costituzione, per quanto riguarda le aree protette e le zone costiere. Il nostro giudizio è estremamente negativo» «Se Galan è intervenuto gamba tesa, ci sarà un motivo — aggiunge Luigi Nieri (Sel) —. Si tratta infatti di un ministro di una certa esperienza, nonché ex presidente di Regione. Ma è stata l'opposizione prima di lui a evidenziare i rischi del Piano che nasce col piede sbagliato e produrrà solo danni». Giuseppe Rossodivita (Lista Bonino Pannella) lo boccia: «L'approvazione avviene a seguito di gravissimi strappi al Regolamento del Consiglio incompatibili con l'architettura istituzionale disegnata dallo Statuto della Regione e che non rimarranno privi di conseguenze». Si tratta di una legge «caotica e sconclusionata e non va in alcun modo ad arginare l'emergenza abitativa» , sostiene Mario Mei (ApI). E il deputato Michele Meta (Pd) osserva: «Siamo soddisfatti che nel Pd e tra partiti di opposizione la sollecitazione al referendum abrogativo del Piano casa sia stata accolta con favore». © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

di Francesco Di Frischia
dal Corriere della sera del 04.08.11


Le nuove regole - Demolire e ricostruire: incentivi del 35 per cento. Si potrà trasformare cliniche in abitazioni

Il Piano casa si applica a tutti gli edifici realizzati legittimamente (anche quelli per i quali il titolo edilizio sia stato rilasciato in sanatoria, compresi il caso della formazione del silenzio assenso) e a quelli non ultimati, ma che abbiano ricevuto il titolo abilitativo edilizio. Tra i provvedimenti, si prevedono ampliamenti delle abitazioni fino al 20%, per un massimo di 70 metri quadrati di superficie. Aumentano le cubature possibili: si può arrivare al 30% se si aggiunge almeno 1 kilowatt di fotovoltaico.

Una delle novità rispetto alla precedente legge è che la norma sull'ampliamento si applica anche alle zone agricole, mentre prima era limitata solo agli agricoltori e ai loro eredi. Sempre sul capitolo ampliamenti, prima la norma era limitata alle abitazioni inferiori ai mille metri cubi: adesso non c'è più questo limite.

Sono poi previste procedure più snelle per i cambi di destinazione d'uso da edifici non residenziali a residenziali, con la possibilità di ampliamenti del 30% per immobili fino a massimo 15.000 metri quadrati complessivi, con l'esclusione delle zone agricole e nelle zone industriali con superficie maggiore di 10 ettari. All'interno di queste, gli edifici devono essere dismessi almeno dal 2005. Nei casi di cambio di destinazione d'uso, il 30% della superficie dell'edificio già eventualmente ampliato deve essere per forza destinato all'housing sociale. Per quanto riguarda «demolizione e ricostruzione», si può aumentare fino al 35% per l'edilizia residenziale; per il non residenziale fino al 35%, ma non superando 350 metri quadri. Per le plurifamiliari, superiori a 500 metri quadrati e in stato di degrado, l'ampliamento è fino al 60%, se viene mantenuto almeno il numero originale delle unità abitative. Per le delocalizzazioni, che servono a salvaguardare le aree di pregio (o riqualificare porzioni di territorio degradate) si può ottenere un premio fino al 75% di cubatura, che sale al 150% se si delocalizza dalle zone costiere, sempre nel rispetto della «legge Galasso».

C'è infine il mutuo sociale: chi vive una condizione di necessità potrà accedere a mutui al tasso dell'1% con rate non superiori al 20% del reddito del beneficiario. Nel Piano casa si prevede anche la trasformazione in abitazioni delle strutture sanitarie da chiudere «in conseguenza di quanto previsto nei piani regionali di rientro della rete ospedaliera o nel piano di rientro dal disavanzo sanitario, nonché di tutti i provvedimenti ad essi connessi» , come prevede il comma del «terzo articolo ter».
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  • Ance: sarà un volano per economia. Le integrazioni alla legge sul Piano Casa «possono dare un contributo decisivo per superare la crisi economica nel Lazio, dando luogo a quell'effetto volano che il settore delle costruzioni può determinare per l'intera economia regionale» . Commenta così Stefano Petrucci, presidente di Associazione nazionale costruttori edili (Ance) del Lazio, l'approvazione del provvedimento in Consiglio regionale. Petrucci tra gli aspetti rilevanti, sottolinea: «Grazie alle maggiori premialità inserite nella nuova legge (fino al 60%di nuove cubature in particolari circostanze) si sono create le condizioni di sostenibilità economica per avviare operazioni di demolizione e ricostruzione, che fino ad oggi con la vecchia legge erano rimaste al palo per l'inadeguatezza degli incentivi previsti». © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

di Francesco Di Frischia
dal Corriere della sera del 04.08.11


Piano casa, legge della discordia - Resta la tensione Polverini-Galan, il ministro: Regione disattenta. L´archistar Fuksas: così si distrugge l´urbanistica del Lazio. Passa ma l´opposizione annuncia battaglia. Il Pd: referendum abrogativo - Battaglia in Aula ma il Piano casa è legge - L´opposizione: "È incostituzionale". E il Pd annuncia: ora prepariamo il referendum abrogativo

Il piano casa della Regione Lazio è legge. Un´approvazione faticosa giunta tra le polemiche, dopo un maxiemendamento calato nella notte, con l´opposizione che abbandona l´aula. Mentre è ancora viva l´eco delle dichiarazioni del ministro dei Beni culturali Galan che aveva definito «incostituzionale» il piano dell´assessore Luciano Ciocchetti, il Pd annuncia un referendum abrogativo. Contro il Piano anche l´architetto Massimiliano Fuskas: «Così si distrugge l´urbanistica di una regione».

Dieci mesi dopo la sua approvazione in giunta, dopo infinite discussioni e polemiche, dopo 7 giorni di battaglia in aula alla Pisana (animata come mai in questa legislatura), con 41 voti a favore e 22 contrari, il Piano casa della Regione Lazio è legge. C´è voluto un maxi emendamento (strumento inedito se si escludono le sessioni in cui si affronta il bilancio) per abbattere le barricate alzate dall´opposizione (che sul punto non ha partecipato alla votazione), nettamente contraria al piano che porta la firma dell´assessore Luciano Ciocchetti. Il tentativo dell´esponente Udc di imbastire una delicata mediazione è naufragato di fronte alle necessità di stringere i tempi per consentire la discussione dell´assestamento di bilancio. Ma, soprattutto, è mancato il terreno di confronto su una legge che Pd, Sel, Idv, Verdi, Radicali e Federazione della sinistra hanno definito «eversiva e anticostituzionale».

L´opposizione si è trovata in buona compagnia visto che, dopo le polemiche di due giorni fa, anche ieri il ministro dei Beni culturali Giancarlo Galan ha ribadito che «ci sono 4 o 5 punti nella bozza che hanno un profilo di incostituzionalità. Bastava essere più attenti. Un intervento prima serve a evitare una impugnativa alla Corte costituzionale. Io sono lì per difendere e tutelare le bellezze che ha l´Italia». La frizione con Renata Polverini, insomma, resta viva. Tanto che la governatrice, dopo essersi rivolta direttamente a Silvio Berlusconi, ieri ha parlato anche con il segretario Pdl Angelino Alfano, «il quale ha ribadito - afferma la Polverini - il suo sostegno alla giunta e al Consiglio regionale per il varo del Piano. Com´è ovvio abbiamo concordato di andare avanti». Convinto della legittimità costituzionale è, ovviamente, Ciocchetti che si dice «assolutamente tranquillo».

L´uscita di Galan, però, non è indolore. L´altra notte, dopo un´estenuante giornata di polemiche, in attesa di una precisazione da parte del ministro dei Beni culturali che non è mai arrivata, la Polverini ha preso la parola in aula alla Pisana: «Oggi c´è stato l´intervento a gamba tesa di un ministro nell´attività di un´assemblea legislativa. Ho trovato sconveniente che parte di quest´aula gli ha dato ragione, si è messa al servizio del governo Berlusconi. Siete berlusconiani», ha urlato la Polverini all´opposizione. Il video del suo intervento, registrato dai Radicali, su internet è già diventato un cult.

Ma, allo stesso modo, è destinato a essere ricordato quello che è stato definito «l´emendamento copia e incolla», un articolo (il 9bis) introdotto all´ultimo momento e che ha fatto insorgere l´opposizione. In una conferenza stampa, la minoranza ha denunciato come «grazie a questo emendamento Alemanno diventa il dittatore dell´urbanistica di Roma». Una norma che avrebbe previsto per i sindaci la possibilità di andare in deroga al piano regolatore, senza passare dal consiglio comunale. La maggioranza, presa in contropiede, è stata costretta a rettificare: «È stato un errore tecnico legato al computer - si è giustificato Ciocchetti - il 9bis era già stato inserito tra gli emendamenti da sopprimere. È stato un errore di copia e incolla. Chiedo scusa all´aula».

Un´ammissione, però, che non basta a placare le polemiche su una legge «iniziata male e finita nel modo peggiore, con una forzatura e uno strappo istituzionale», afferma il vice capogruppo del Pd Claudio Moscardelli. Perché, oltre al problema di merito di una legge «che fa apparire Berlusconi come un ambientalista», ironizza il verde Angelo Bonelli, c´è una questione di forma: il maxi emendamento. «Non si gioca con le carte truccate - attacca il capogruppo di Sel, Luigi Nieri - se vogliamo approvare ragionevolmente questa legge siamo pronti a restare qui tutto agosto». Perché, è convinto anche Claudio Bucci, Idv, «non ci hanno fatto discutere perché volevano andare in ferie». Ma intanto la battaglia su quello che i Radicali hanno definito «il sacco di Roma», si sposterà nei consigli comunali «che non saranno posti tranquilli», ha avvertito Fabio Nobile, Fds. E guarda avanti anche il Pd, pronto a ricorrere a un referendum. Lanciata ieri dai deputati Michele Meta e Roberto Morassut, la proposta è stata ripresa anche dal partito romano: «Siamo pronti a una straordinaria mobilitazione dal basso che punti all´abrogazione per via referendaria di questa legge».

 

di Mauro Favale
da La Repubblica del 04.08.11


INTERVISTA - Fuksas: "Così si distrugge l´urbanistica di una regione". Parla l'architetto della Nuvola. "La presidente aveva promesso di non toccare l´Agro". Più che l´annuncio di un progetto innovativo, sembra un messaggio preelettorale agli speculatori.

  • Fuksas, il Piano Casa della Regione ha fatto infuriare il ministro Galan. Afferma che mette a rischio aree protette, che è incostituzionale. «Credo che Galan abbia una grande sensibilità per questi argomenti» risponde l´archistar della Nuvola «perché ha toccato con mano, in Veneto, la distruzione di molte aree verdi e in particolare dello straordinario paesaggio consumato da migliaia di capannoni che poi in un secondo momento la crisi economica ha reso privi di qualunque funzione. Perciò Galan conosce il problema e sa bene che cosa vuol dire salvaguardare i terreni agricoli e le aree culturalmente vincolate».
  • Con la nuova legge perfino i capannoni industriali potrebbero essere trasformati in abitazioni. Quali sono i rischi? «Rendere tutto residenziale e aumentare di gran lunga il fabbisogno abitativo dell´intera regione comporta prima di tutto sovraccaricare ancora di più la rete di infrastrutture già oggi praticamente incapace di collegare le varie aree del Lazio. Sarebbe stato estremamente più giudizioso e intelligente partire con un grande piano per infrastrutturare parte del territorio e concentrare e limitare aree dove costruire alloggi per gli strati più deboli, come anziani, giovani coppie, studenti e famiglie bisognose».
  • Il pericolo dunque è quello di costruzioni a macchia d´olio? «In questo caso si tratta di rendere ancora peggiore una situazione frammentaria e l´edificazione delle città a pelle di leopardo che già esiste. Più che l´annuncio di un progetto innovativo, sembra un messaggio preelettorale: tutti contenti all´inizio e poi nessuno contento per l´assenza di un´idea che faccia della Regione Capitale un punto di vero sviluppo economico del futuro».
  • L´opposizione accusa: è un regalo ai costruttori "Non mi intendo di costruttori romani, ma mi sembra che questo provvedimento più che ai grandi palazzinari guardi a una miriade di microimprese, a interessi molto frammentati. Fra la grande speculazione e la microspeculazione non so davvero chi possa essere più dannoso».
  • Anche i "re del mattone" poi cavalcheranno la legge? «Credo che sicuramente chi oggi ha molte aree agricole, e perciò intoccabili dal punto di vista della costruzione, godrà dei soliti e tristemente noti effetti della maledetta rendita fondiaria. L´alternativa secondo me dovrebbe essere quella di pensare al peso della città metropolitana, alle sue molteplici articolazioni e a un´analisi approfondita delle possibilità di crescita economica che Roma nasconde all´interno del suo vastissimo territorio».
  • In che modo? «Con la cultura dell´attenzione verso la qualità, che vuol dire ridurre l´espansione a macchia d´olio e, usando lo strumento delle densificazione, recuperare le periferie lasciando in pace il tanto malandato Agro. Ricordo al sindaco Alemanno, al presidente della Provincia Zingaretti e alla governatrice del Lazio Polverini che tutti e tre al momento della loro elezione si erano impegnati per la difesa della campagna romana».

 

di Paolo Boccacci
da La Repubblica del 04.08.11


Verdi: 50 milioni di metri cubi interessati 2000 ettari di parchi. Dal Coppedè al porto di Tarquinia la mappa delle zone a rischio cemento. Ecco le zone a rischio dal Terminillo al Coppedè - Allarme dei Verdi: "Impianti sportivi nei parchi e capannoni industriali che diventano alloggi".

Un milione di metri cubi nei pressi del Porto di Tarquinia sul fiume Paglia, in un´area a vincolo paesistico, gli impianti sciistici sul Monte Terminillo che prevedono l´abbattimento di diecimila faggi secolari, nuove edificazioni nelle aree protette, come quelle del parco dei Monti Lucretili, possibilità di ampliare e modificare gli immobili nei quartieri di pregio, dal Coppedè a Monteverde, da Garbatella a Prati, antenne fino a sei metri sui tetti dei centri storici. È lungo l´elenco di quelle che l´opposizione in consiglio regionale definisce «le nefandezze» del piano casa della Regione Lazio.

«Hanno detto che questa è una legge per dare la casa ai poveri e agli studenti ma è solo una foglia di fico per far passare interventi che mai nessuno aveva nemmeno pensato», si sgola il capogruppo di Sel, Luigi Nieri. Perché, seppure in extremis sono state eliminate due norme contestatissime (la 9bis, quella che avrebbe consentito ai sindaci di andare in deroga al Piano regolatore senza passare per i consigli comunali, e il comma 8 dell´articolo 7 sulla ricostruzione dei litorali che ora può essere fatta escludendo la cosiddetta "fascia di rispetto"), restano tante, per l´opposizione, le norme inaccettabili. I Verdi ne segnalano diverse: dagli impianti sportivi in aree a tutela integrale, in parchi e riserve naturali, ai capannoni industriali convertiti in edifici residenziali, dalle strutture sanitarie private chiuse con il piano di rientro regionale che potranno diventare residenze, alla riapertura del condono edilizio nelle Zone di protezione speciale.

Provvedimenti firmati da Luciano Ciocchetti, in alcuni dei quali, per l´opposizione, ci sarebbe anche lo zampino del sindaco di Roma Gianni Alemanno. Tanto che, per Angelo Bonelli dei Verdi «andrebbero presi a forconate nel sedere perché consegnano ai grandi interessi le chiavi della città». Sel fa l´esempio delle «compensazioni di Tormarancia: date come commerciali ora tornano a essere residenziali, con lauti guadagni per chi le comprò in passato». E se da una parte Legambiente parla di «un indecente piano del cemento», dall´altra l´Ance, l´associazione dei costruttori, plaude a una legge che «crea le condizione per il rilancio delle costruzioni».

La maggioranza, però, insiste. La Destra di Francesco Storace punta sul «mutuo sociale, uno degli elementi più qualificanti contenuti nel Piano casa: per la prima volta consentirà ai giovani precari di diventare proprietari della propria abitazione», sostiene l´assessore Teodoro Buontempo. Ma a destra non tutti sono dello stesso parere. Il coordinatore regionale del movimento di Daniela Santanché, Fabio Sabbatani Schiuma, è convinto che «dietro un´operazione per costruire abitazioni al popolo, ci sia un regalo alla peggior specie di palazzinari che hanno violentato il territorio laziale da decenni».

  • Legambiente "Un indecente piano del cemento" - L´Ance: "Così si rilancia il settore"

 

di Mauro Favale
da La Repubblica del 04.08.11


Il retroscena - Alemanno e il giallo del "copia e incolla". Il giallo del "copia-incolla" la norma pro Alemanno dentro e fuori in una notte. È stato il capo dipartimento Urbanistica del Campidoglio a scrivere il 9 bis

Non c´è solo la passione dell´Udc per i palazzinari. Nel giallo del "copia e incolla" c´è anche lo zampino di Storace e del suo inveterato astio per Alemanno.

Tutto comincia martedì notte alla Pisana, quando il vicepresidente Luciano Ciocchetti, padre del contestatissimo Piano casa, presenta il maxi-emendamento destinato a smontare con un sol voto le barricate dell´opposizione. Diverse le modifiche e le novità introdotte, su tutte l´articolo 9bis, che regala ai sindaci mano libera sull´urbanistica e dunque il potere di modificare il piano regolatore, cambiare le destinazioni d´uso di aree o immobili dismessi, nonché prevedere premi di cubatura per i costruttori in splendida solitudine, senza passare per il consiglio comunale. Il centrosinistra lo scopre e contro «la norma dettata da Alemanno» scatena un putiferio. Costringendo Ciocchetti a fare retromarcia: «Il 9bis era stato inserito tra gli emendamenti da sopprimere ma, per un problema legato al computer, è finito nel testo. È stato, purtroppo, un errore di copia e incolla», si giustificherà il centrista annunciandone il ritiro.

Ma il mistero è: chi ha scritto quella norma e com´è arrivata a un passo dal tramutarsi in legge regionale? Questo è il punto. Ed è qui che fa capolino la sagoma di Storace. Il quale, un paio di settimane fa, uscendo dal suo ufficio di consigliere regionale, ha avuto la ventura di imbattersi nel capo dipartimento dell´Urbanistica capitolina, Errico Stravato, in missione alla Pisana. «Che ci fai qui?» lo ha salutato il leader della Destra. E così, fra una chiacchiera e l´altra, Stravato ha rivelato al suo interlocutore il contenuto dei desiderata di Alemanno sul Piano casa. Una serie di indicazioni messe tutte per iscritto, alcune suggerite direttamente dai costruttori, grandi elettori dell´attuale inquilino del Campidoglio, subito esaminate dalla maggioranza regionale. Ma sabotate (specialmente) dalla Destra. Con sommo disappunto di Ciocchetti.

«Non è che una cambiale pagata agli interessi privati, che spesso a Roma sono anche politici», sibila un autorevole esponente del Pdl. Il tornaconto, sempre virato intorno all´Udc, sarebbe doppio: quello di Alemanno, di ingraziarsi i poteri forti della città, magari in vista di una possibile alleanza elettorale con gli uomini di Casini (genero di Francesco Gaetano Caltagirone); e quello della Polverini, determinata a tenersi buoni i centristi soprattutto ora che il suo vero (e ormai quasi unico) sponsor, il premier Berlusconi, rischia di andare in pensione anticipata.

 

di Giovanna Vitale
da La Repubblica del 04.08.11


Regione Lazio, sì al piano casa - Polverini: legge per i cittadini. Le nuove norme consentono ampliamenti, ricostruzioni e un mutuo sociale. Ciocchetti: regole più semplici - Regione, via libera al piano casa - Approvato il piano casa Polverini: «È una svolta». Il via libera con i voti favorevoli del centrodestra

ROMA - La Regione Lazio ha approvato il piano casa. Secondo il presidente della Regione, Renata Polverini, «si tratta di una legge molto attesa dai cittadini». E il vicepresidente Luciano Ciocchetti parla di «impulso per l'economia». Il piano casa consentirà, tra le altre cose, di ampliare le abitazioni del 20% fino a un massimo di 70 metri quadrati, di demolire e ricostruire immobili fatiscenti destinandoli al residenziale ma con una quota del 30 per cento riservato alla locazione a canone controllato. Inoltre viene introdotto il mutuo sociale, uno strumento che dovrebbe aiutare le famiglie con redditi bassi ad acquistare una casa, in particolare alloggi di edilizia sovvenzionata.

Il voto dopo otto giorni di dibattito. Polverini: una legge che i cittadini aspettavano
Sono stati necessari un dibattito aspro, una maratona in consiglio regionale di otto giorni e tre sedute notturne. Alla fine è stato approvato il piano casa, con 41 voti a favore e 22 contrari. Il presidente Renata Polverini parla di «legge attesa dalla gente». Secondo il vicepresidente della Regione, Luciano Ciocchetti, «ora nel Lazio ci sono regole più semplici». La nuove norme prevedono alcune opportunità, a partire dall'ampliamento del 20 per cento delle abitazioni fino a un massimo di settanta metri quadrati di superficie. Si consolida l'utilizzo dello strumento della demolizione e ricostruzione, destinando una parte del nuovo immobile alla locazione a canone controllato. Contestato dalla minoranza l'utilizzo della formula del «sub maxi emendamento generale» che ha consentito di aggirare la pioggia di emendamenti dell'opposizione. È stato anche introdotto lo strumento del mutuo sociale.

Il consiglio regionale approva il piano casa. Il sì del centrodestra è arrivato ieri sera, verso le 22, al termine di un lungo dibattito che era cominciato otto giorni fa: 41 voti a favore, 22 contrari. La minoranza ha contestato la formula del maxi sub emendamento (su quello ha abbandonato l'aula), utilizzata dalla giunta per velocizzare i tempi e fare decadere 180 emendamenti. «È una legge che la gente aspettava», ha spiegato il presidente della Regione, Renata Polverini.

Secondo Teodoro Buontempo (assessore regionale alla Casa de La Destra) fra gli elementi importanti del piano c'è l'introduzione del «mutuo sociale, rappresenterà un'innovazione che sicuramente verrà imitata da altre Regioni e che, comunque, per la prima volta renderà possibile anche ai giovani con lavoro precario di diventare proprietari della propria abitazione. E questo significativo risultato consentirà alle categorie più povere di svincolarsi dalle vessazioni bancarie, in quanto sarà la Regione stessa a garantire il diritto di proprietà». «È una legge equilibrata che dà più case, più edilizia e più lavoro, all'interno di regole più flessibili e più semplici. È quello che i cittadini ci chiedono», ha spiegato Luciano Ciocchetti, vicepresidente della Regione e assessore all'Urbanistica. Il presidente del Consiglio regionale, Mario Abbruzzese: «Sono convinto che la concretezza e l'attuabilità della nuova legge sul piano casa riusciranno a colmare le aspettative che sia i cittadini, sia le associazioni di categoria avevano riposto nel lavoro della Giunta Polverini». Il presidente della Regione, Renata Polverini, ha invece sottolineato, per mettere fine alla polemica sollevata dal ministro ai Beni culturali, Giancarlo Galan, che ieri mattina ha incontrato il segretario nazionale del Pdl, Angelino Alfano, «il quale ha ribadito il suo sostegno alla giunta e al Consiglio regionale del Lazio per il varo del Piano casa». Critica l'opposizione, sia nel merito, sia nel metodo. Luigi Nieri (Sel): «La denuncia delle opposizioni riguardo il saccheggio del territorio e la devastazione dei beni culturali trova conferma nelle parole del ministro». Claudio Moscardelli (Pd): «È stata fatta una grave violazione della procedura». Anche Rocco Berardo, dei Radicali, e Angelo Bonelli, dei Verdi, sono stati molto critici sulle procedure seguite, non risparmiando accuse al presidente del Consiglio regionale, Mario Abbruzzese. Bucci (Idv): «È stata scritta una pessima pagina nella storia del consiglio regionale». Il Pd ha annunciato la raccolta di firme per un referendum sul piano casa.

Dalla maggioranza, il capogruppo del Pdl, Franco Fiorito, ha osservato: «Il Piano casa è l'ennesima promessa mantenuta da questa maggioranza. I cittadini del Lazio possono finalmente usufruire di un provvedimento epocale, che servirà a rilanciare l'economia e l'occupazione nella nostra Regione. Oggi più che mai, in un contesto di congiuntura economica, il Piano casa appare indispensabile per rispondere alla crisi del settore edilizio e permettere di affrontare in maniera diretta e concreta l'emergenza abitativa». Francesco Carducci, capogruppo Udc: «È un'opportunità per le famiglie e aiuterà il rilancio». Ieri c'è stato anche spazio per un giallo, a causa dell'emendamento 9 bis, secondo la minoranza «dettato da Alemanno». Ciocchetti lo ha poi ritirato: «È stato un errore del copia e incolla». Infine ha concluso Renata Polverini: «Vorrei dire una cosa scherzosamente. Abbiamo messo le cose a posto. Il consigliere Pd Claudio Moscardelli ci ha chiarito che Giancarlo Galan è un ministro di un governo di centro destra e che i berlusconiani siamo noi. Almeno sotto questo punto di vista ci siamo chiariti una volta per tutti». RIPRODUZIONE RISERVATA

  • Pd: faremo un referendum Critiche le altre opposizioni

 

di Mauro Evangelista
da Il Messaggero del 04.08.11


Ampliamenti e mutuo sociale ecco cosa prevede la legge

Cosa prevede il piano casa votato ieri? In primo luogo sarà applicato a tutti gli edifici costruiti legittimamente (o per i quali c'è stata la sanatoria) ma anche a quelli non ultimati. Riguarda inoltre le zone agricole e le zone più urbanizzate delle aree naturali protette. «Sono esclusi - spiegano dall'ufficio stampa del Consiglio regionale - gli insediamenti urbani storici come individuati dal piano territoriale paesaggistico regionale».

Una delle parti più attese è quella che consente l'ampliamento di edifici esistenti. Potranno essere eseguiti in aderenza, ma non in sopraelevazione, in rispetto delle normative sulla bioedilizia. Per quanto riguarda gli immobili residenziali vale anche per gli immobili di dimensioni superiori a mille metri cubi. L'incremento massimo è del 20 per cento, per un massimo di 70 metri quadrati. Il limite del 20 per cento vale per immobili non residenziali, per un massimo di 200 metri quadri. Se la destinazione è di attività produttive e artigianali il limite è del 25 per cento.

Per edifici non residenziali dismessi è consentito il cambio di destinazione d'uso, con un ampliamento del 30 per cento. Una quota del 30-35 per cento andrà però alla locazione di appartamenti a canone concordato. Prevista anche la possibilità di realizzare abitazioni in aree non residenziali per un massimo di 10 mila metri quadrati, ma il 30 per cento andrà all'housing sociale. Lunga la lista delle possibilità per la demolizione e la ricostruzione.

Altri punti importanti. Interventi di recupero a fini residenziali in deroga agli strumenti urbanistici di volumi accessori, pertinenziali (ad esempio garage e locali di servizio); programmi di riqualificazione urbana (demolizioni e ricostruzioni con spostamento delle cubature in zone differenti).

S'insiste molto sulla valenza dello strumento del mutuo sociale, «ideato per consentire l'acquisto di case, in particolare degli alloggi Ater o degli alloggi di edilizia sovvenzionata. Tali mutui copriranno l'intero prezzo dell'immobile, avranno un tasso d'interesse dell'uno per cento, rate non superiori al 20 per cento del reddito del beneficiario».

  • L'incremento massimo consentito sarà del 20 per cento

 

pag. 33 - Roma
da Il Messaggero del 04.08.11


Il Pd "berlusconiano" non ferma il piano casa. Maxiemendamento - I pidiellini offesi approvano a denti stretti. Renata all'opposizione: difendete Galan e il governo. La sfuriata su internet.

Dopo quarantotto ore di caos assoluto il Consiglio regionale ha approvato il Piano Casa con 41 voti favorevoli e 22 contrari. La nuova legge Urbanistica della Regione è passata grazie al maxiemendamento della giunta composto da 44 commi e, soprattutto, alla maggioranza del centrodestra che dopo (e nonostante) gli scossoni tutti interni ha fatto comunque quadrato intorno a uno dei punti del programma elettorale più attesi. A mettere una buona dose di pepe, come se servisse, era stato il ministro Galan che a votazione in corso aveva dichiarato l'incostituzionalità di alcuni punti del testo. Un parere che ieri, nonostante tutto (o quasi) il Pdl si sia schierato con la presidente Polverini a difesa delle prerogative istituzionali della Regione Lazio, ha ribadito la propria posizione: «Ci sono quattro o cinque punti nella bozza che avevano un profilo di incostituzionalità - ha detto ancora il ministro - bastava essere più attenti. Un intervento prima serve ad evitare un'impugnativa alla Corte Costituzionale. Io sono lì per difendere e tutelare le bellezze dell'Italia».

Un'interferenza quella del responsabile dei Beni culturali che è servita se non altro a ricompattare la maggioranza intorno alla Polverini, che sempre ieri si è incontrata con il segretario Pdl Angiolino Alfano e a decidere la via maestra per uscire dall'impasse: verso l'ora di pranzo una riunione di giunta ha approvato il maxiemendamento in cui si recepiscono le istanze dei consiglieri di maggioranza e, nonostante tutto, di opposizione. La stessa governatrice aveva annunciato sicura: «Il Piano si voterà in giornata».

Un epilogo legittimo e previsto ma che tutti avrebbero voluto evitare. Una legge così importante come quella che rivede norme e criteri edilizi e urbanistici avrebbe meritato più concertazione e dunque condivisione. L'opposizione da parte sua ha preso al volo l'occasione d'oro fornitagli dal ministro Galan: un esponente del governo Berlusconi che si esprime contro una legge urbanistica cara al premier ed elaborata dalla sua stessa maggioranza. Un assist fin troppo semplice. Per questo Pd, IdV e Verdi hanno cambiato strategia. Da un'opposizione certamente dura ma comunque costruttiva con proposte di modifica concrete e di merito si è passati (in un gioco di parole) al muro di cemento. Non solo e non più voto contrario, ma a settembre raccolta di firme per l'indizione del referendum abrogativo. Una proposta avanzata un paio di giorni fa dai deputati del Pd Michele Meta e Roberto Morassut e accolta dal partito romano all'indomani di una notte movimentata grazie a un intervento quantomeno d'istinto della presidente Polverini. Parole, quelle della governatrice rivolte all'aula intorno alla mezzanotte e finite per mano dei Radicali su internet. Un video malfermo che ha tenuto banco per tutta la giornata. «È successo un fatto spiacevole per l'intrusione a gamba tesa di un ministro della Repubblica nel processo legislativo dell'Assemblea regionale del Lazio - ha detto la Polverini rivolgendosi poi ai banchi dell'opposizione al termine di una lunga giornata -. Ho trovato assolutamente sconveniente, e dal punto di vista istituzionale lo considero un errore gravissimo, che una parte di questo Consiglio invece di far notare al ministro che l'Assemblea è sovrana ed eletta dal popolo, gli ha dato ragione. Questa assemblea oggi si è messa al servizio del governo Berlusconi e lo avete fatto voi, non noi. Avete detto che un ministro della Repubblica può interferire in una Assemblea legislativa. Questo è quello che ha fatto l'opposizione. Voi siete berlusconiani!». Una frase detta forse per stuzzicare il centrosinistra ma che proprio non è andata giù ai «berluscones».

La consigliera Pdl Chiara Colosimo avrebbe reclamato a gran voce minacciando di uscire dall'aula. Un'offesa per tutti. Per motivi ovviamente diversi. E con effetti opposti. Ancora ieri sera, a 24 ore di distanza, dal Campidoglio alla Pisana, fino a Montecitorio e Palazzo Madama i «berluscones» si aggiravano ombrati giurando vendetta.

Curiosità. Incolla e taglia - Sparisce il testo Alemanno. Cassato il cosiddetto «emendamento Alemanno», scovato dall'opposizione che ha subito gridato allo scandalo. «Nel maxi-subemendamento presentato dalla giunta regionale al Piano casa c'è un articolo nuovo, il 9 bis, che prima non c'era e che rende Alemanno il dittatore urbanistico di Roma poiché permetterà di costruire nella Capitale 6-7 milioni di metri cubi in aree degradate, non edificabili, cambiando le destinazioni d'uso senza passare per il consiglio comunale».

Il testo, spiegano poi i tecnici del centrosinistra, permette ai Comuni, per la realizzazione di opere pubbliche o housing sociale, di «indire bandi pubblici in variante al Prg, e che non passano dal Consiglio comunale». Ma le cose non stanno proprio così. O comunque non sono andate così. Per un errore di un «copia e incolla» con il computer la giunta ha infatti ritirato il maxi-subemendamento e ne ha presentato un altro senza l'articolo 9 bis che l'opposizione aveva definito «dettato da Alemanno». A dirlo è stato lo stesso vicepresidente della Regione, Luciano Ciocchetti, in apertura della seduta del Consiglio regionale. «Purtroppo nei copia e incolla dei computer sono emerse alcune norme che abbiamo soppresso. Abbiamo dovuto fare una errata corrige al testo. Il 9 bis è stato un mero errore perché era ricompreso negli emendamenti da sopprimere. Lo abbiamo eliminato». «Sono stati fatti alcuni errori», ha aggiunto. Il vicepresidente ha detto che tra le novità del maxi-subemendamento non comparirà quello - al comma 8 dell'articolo 7 - sulla ricostruzione degli immobili sui litorali. «Deve essere fatta fuori dalla fascia di rispetto, così come previsto dalla legge Galasso. Non è vero che ci si ricostruisce sopra. Sono errori che sono stati fatti nella fretta. Chiedo scusa all'aula: in questi giorni siamo sommersi di carte. Per questo ritiro il vecchio subemendamento e ne presento un altro».

 

di Susanna Novelli
da Il Tempo del 04.08.11


Piano Casa - Galan e Polverini, è lite istituzionale. Scontro senza precedenti sul Piano casa tra il ministro Galan e la presidente Polverini che scrive al premier Berlusconi. Scontro sul Piano casa fra Galan e Polverini - La presidente: «Parole inaccettabili e gravissime».

Durissimo attacco del ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan, alla Regione: «Il Piano casa non va: ci sono evidenti tracce di incostituzionalità». Renata Polverini replica al vetriolo: «Dal ministro un gesto sgarbato e inaccettabile, che non ha precedenti, dal punto di vista istituzionale e personale. Ho già chiamato il presidente Berlusconi e il coordinatore del suo partito. Galan parla di cose che non conosce». Poi scrive allo stesso premier chiedendo «atti per ripristinare corrette relazioni istituzionali».

La miccia innesca tra centrodestra e centrosinistra un oceano di polemiche e critiche al provvedimento in discussione in Consiglio regionale. A difesa della governatrice del Lazio, che chiede l'intervento del ministro degli Affari regionali, Raffaele Fitto, si schierano subito tra gli altri, il sindaco Gianni Alemanno, il ministro Giorgia Meloni, i vertici del Pdl regionale, Vincenzo Piso e Alfredo Pallone, ed i parlamentari Fabrizio Cicchitto e Barbara Saltamartini. E Fitto promette: «Valuteremo la legge nel merito dopo la sua approvazione». Il ministro Galan conferma: «Il mio ruolo è quello di intervenire dopo e lo farò, io sono dalla parte del Paese e delle coste».

Nel testo attuale, secondo il ministro, «viene in pratica rivisto un condono in aree vincolate, ma il condono è una materia nazionale. Questa legge tende a svilire le difese, del patrimonio culturale, ad indebolirle ed è esattamente l'opposto di quello che ci vuole nel nostro Paese». Queste parole fanno infuriare la Polverini: «Non è mai accaduto che un ministro si esprimesse in questo modo gravissimo, su un provvedimento non ancora definitivo, senza evidentemente conoscerne i contenuti . E nella lettera spedita a Palazzo Chigi, la Polverini sottolinea: «È un attacco inaudito al libero esercizio della potestà legislativa e della sovranità democratica che appartengono al Consiglio Regionale del Lazio».

E le parole di Galan sono state stigmatizzate anche dalla giunta regionale, riunita in via straordinaria. Ma il pensiero del ministro è condiviso da Vannino Chiti (Pd): «Il Piano casa della giunta Polverini è una legge vergognosa: si tratta di una vera e propria deregulation edilizia che produrrà danni incalcolabili al territorio del Lazio». I deputati Michele Meta e Roberto Morassut (entrambi Pd) annunciano che a settembre «avvieremo comitati e la raccolta delle firme per l'abrogazione con un referendum di questa legge». E Leoluca Orlando (Idv) chiede alla governatrice: «Si fermi e ritiri la norma che è incostituzionale».

Non la pensa così Luciano Ciocchetti (Udc), vicepresidente e assessore all'Urbanistica, che replicando a Galan precisa: «La legge in votazione tutela 360 km di coste il paesaggio e non fa condoni. La norma lavora sulla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e va sostanzialmente verso la direzione opposta alla critiche emerse». Sull'emendamento che permette di allargare i villini a schiera, Marco Di Stefano (Pd), precisa: «La norma va incontro alle famiglie, non ai costruttori e non produrrà alcuna cementificazione selvaggia». Il commento di Galan ha portato ieri a una lunga interruzione dei lavori dell'aula. A quel punto la giunta Polverini, visti i tempi stretti per approvarlo e poi votare l'assestamento di bilancio prima della pausa estiva, in nottata potrebbe calare il maxiemendamento per chiudere la partita.
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di Francesco Di Frischia
dal Corriere della sera del 03.08.11


Piano casa, duello Polverini-Galan. Il ministro: incostituzionale. La governatrice: interferenza inaccettabileBattaglia in Consiglio regionale, il via libera slitta a oggi. L'opposizione accusa: "Un disastro per il territorio, provvedimento da ritirare". Piano casa, scontro frontale Polverini-Galan - Il ministro attacca: incostituzionale. La governatrice chiama Berlusconi: un´intrusione.

A poche ore dall´approvazione, sul Piano casa della Regione Lazio calano le pesanti critiche del ministro dei Beni culturali Giancarlo Galan che rileva «evidenti tracce di incostituzionalità». Una posizione che fa infuriare la governatrice Renata Polverini: «Quella di Galan è un´inaccettabile interferenza». La presidente scrive al premier Silvio Berlusconi, mentre da tutto il centrodestra piovono critiche sul ministro. Intanto l´opposizione continua ad attaccare il provvedimento: «Produrrà danni incalcolabili, va ritirato». Ma a tarda sera dalla giunta arriva il maxiemendamento che tronca il confronto. Via libera previsto all´alba.

Il ministro dei Beni Culturali boccia il Piano Casa del Lazio e minaccia ricorsi: «Ci sono evidenti tracce di incostituzionalità, il mio ruolo è quello di intervenire dopo e lo farò, io sono dalla parte del Paese e delle Coste». La governatrice si offende. Parla di «entrata a gamba tesa», di «atto inaudito per la sua gravità». Telefona a Berlusconi per lamentare «l´inaccettabile interferenza» e poi gli scrive pure una lettera affinché vengano ristabilite «corrette relazioni istituzionali tra governo e regione». Riunisce in fretta e furia gli assessori che «all´unanimità stigmatizzano l´attacco inconcepibile all´esercizio della potestà legislativa» della Pisana. Infine sollecita il titolare degli Affari regionali Raffaele Fitto a «prendere una posizione esplicita» in quanto non era «mai accaduto che un ministro si esprimesse su un provvedimento non ancora varato, senza conoscerne i contenuti». Appello che tuttavia Fitto raccoglierà in modo piuttosto laconico: «Il governo valuterà il merito della legge solo dopo la sua approvazione definitiva da parte del consiglio regionale».

Doveva essere il giorno del trionfo, della "rivoluzione urbanistica" firmata Polverini. S´è trasformato in uno scontro istituzionale senza precedenti. E pensare che la governatrice era così convinta di essere a un passo dal traguardo che nel primo pomeriggio s´era persino concessa il lusso di abbandonare l´aula per correre al Gianicolo sul set di Woody Allen. Sortita rovinata dal brusco altolà del ministro Galan, secondo cui il Piano Casa «in pratica prevede un condono in aree vincolate, ma il condono è una materia nazionale. Questa legge tende a svilire le difese del patrimonio culturale, ad indebolirle, ed è esattamente l´opposto di quello che ci vuole nel nostro Paese». E a rischiare sarebbero anche le coste: «Di fatto si abolisce la legge Galasso, su 162 chilometri di litorale laziale, 45 permessi per porti, uno ogni miglio e mezzo», fa notare l´inquilino del Collegio romano.

Un´accusa irricevibile, per la Polverini. Che si scatena. Telefona a Berlusconi e ai vertici nazionali del Pdl, scaglia all´indirizzo del ministro insulti irripetibili, organizza un pressing ai massimi livelli per costringere Galan a fare marcia indietro se non addirittura a scusarsi. Come? Trasformandolo in un bersaglio: da Cicchitto («Intervento incomprensibile») al sindaco Alemanno («Polemica ingiusta, solidarietà alla Polverini»), dai coordinatori laziali Piso e Pallone alle deputate Saltamartini e Calabria, più consiglieri vari, tutti a sottolineare «l´intromissione» di un ministro definito ora «precipitoso», ora «avventato». Il perché lo spiega, con tutte le cautele necessarie a scongiurare il naufragio della "sua" legge, il vicepresidente Luciano Ciocchetti: «Galan è stato informato in maniera faziosa e sbagliata, parla di cose che nel testo non ci sono».

Ci pensa l´opposizione a far quadrato intorno al titolare della Cultura. «Ha ragione, si tratta di un´autentica deregulation edilizia che produrrà danni incalcolabili al territorio», avverte il commissario del Pd Vannino Chiti. E mentre l´Idv insieme a diversi consiglieri tra cui Moscardelli (Pd) e Bonelli (Verdi) chiedono il ritiro del provvedimento, i deputati Meta e Morassut sollecitano «una mobilitazione dal basso che punti all´abrogazione per via referendaria: a settembre avvieremo i comitati e la raccolta delle firme».

  • Il Pd: con queste norme, danni incalcolabili per il territorio del Lazio

 

di Giovanna Vitale
da La Repubblica del 03.08.11


Prova di forza della maggioranza - Notte di battaglia in Aula
Pronto maxiemendamento. L' opposizione: precedente grave.

Per quasi una settimana è stato lo spettro che si è aggirato per la Pisana durante la maratona per approvare il contestatissimo Piano casa. Poi, alla fine, ieri sera, all´ultimo momento si è materializzato: un maxiemendamento ha troncato il seppur complicato confronto tra maggioranza e opposizione sulla legge proposta dall´assessore Luciano Ciocchetti. L´esponente dell´Udc avrebbe preferito un via libera senza strappi ma troppe sono state le critiche avanzate contro una legge contestata dall´opposizione (com´era scontato) ma anche dalle associazioni (Legambiente in testa) e perfino dal ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan.

«Eversiva», «incostituzionale», «un regalo ai costruttori»: sono queste le definizioni che il Piano casa della Regione Lazio si è guadagnato in questi mesi. Approvato dalla giunta lo scorso 1 ottobre, è arrivato in consiglio a ridosso dell´approvazione della sessione di bilancio. Troppo stretti i tempi per procedere con una discussione complessiva, troppi (all´inizio erano 4.000) gli emendamenti proposti dall´opposizione. Alla fine, nonostante la mediazione raggiunta per discutere solo le modifiche "di merito", la giunta ha calato il maxiemendamento.

«Un precedente grave che modificherà i rapporti tra maggioranza e opposizione», afferma la minoranza che ieri (ritrovando l´unità dopo la spaccatura di ieri dovuta a un emendamento proposto dal Pd) ha lanciato una proposta in extremis: «Consigliamo alla Giunta Polverini una pausa di riflessione. Accantoni il Piano, da parte nostra siamo pronti, da subito, a discutere l´assestamento di bilancio che deve rappresentare un´occasione di rilancio e sviluppo per la nostra regione». Proposta irricevibile da parte della maggioranza che va avanti.

Il via libera, previsto a notte fonda, arriva tra le proteste dell´opposizione. Dopo aver lanciato l´allarme sulle aree protette «a rischio», così come «1.500 ettari di parchi, 500 ettari di aree agricole e 3000 ettari di aree destinate a verde e servizi», e sulla «colata di cemento pari a 50 milioni di metri cubi», ieri il capogruppo dei Verdi Angelo Bonelli ha segnalato un emendamento «con il quale le variazioni di destinazione d´uso non avranno più limiti di superficie: tradotto, i grandi complessi direzionali come l´ex Alitalia della Muratella, l´Italcable di Acilia e quello di Tor Vergata potranno essere trasformati al 90% in edilizia residenziale col solo 10% di servizi, in totale assenza di scuole, asili e parchi. Dietro ogni singola riga di questo Piano casa ci sono solo le esigenze fameliche dei costruttori romani che tra ieri e oggi hanno vinto al Superenalotto».

 

di Mauro Favale
da La Repubblica del 03.08.11


INTERVISTA - "Così può nascere un quartiere in deroga ai vincoli del Prg". Domenico Cecchini, professore di urbanistica: cadono le tutele per le zone protette dal 1985.

«Un vero disastro. Io credo che questa sia una proposta di legge assolutamente inderogabile». Per Domenico Cecchini, professore di Urbanistica alla Sapienza, membro del direttivo dell´Istituto di urbanistica nazionale, del piano casa della Regione Lazio non si salva niente. «E questo lo dico da mesi. Insieme a Cgil e Legambiente, scrivemmo una lettera alla Regione in cui segnalavamo le storture di una proposta che deroga da tutte le regole di tutela del territorio e dell´ambiente».

  • Ora al coro delle critiche si è aggiunto anche il ministro dei Beni Culturali Giancarlo Galan che definisce il piano casa addirittura «incostituzionale». «Credo che le parole del ministro siano motivate. Questa è una legge che elimina le tutele che finora sono state previste in quelle aree protette come le fasce costiere, quelle attorno ai laghi e ai corsi d´acqua, fin dal 1985».
  • Quali sono gli elementi di questa legge che non la convincono? «La norma peggiore è quella che prevede il cambio di destinazione d´uso per i capannoni industriali: consente di trasformarli in edifici residenziali. Ora sembra che il limite di 20.000 metri quadri venga ridotto a 15.000. Ben venga, ma resta sempre un disastro. Abbiamo fatto un calcolo».
  • Quale? «Con questa norma sarebbe possibile costruire un mini quartiere per 600 abitanti in totale deroga a qualsiasi norma del piano regolatore».
  • Ma in questo modo non si risolverebbe l´emergenza abitativa? «Ma questo non è un piano che stabilisce risorse per costruire case che costeranno poco per venire incontro a quelle fasce sociali (immigrati, giovani, famiglie a basso reddito) che non possono permettersi di pagare un canone d´affitto alto o un mutuo. In questo senso, né il Comune di Roma, né la Regione fanno nulla di serio».
  • Molti critici sostengono che questa sia una legge a favore dei costruttori. «Magari può succedere in alcuni singoli casi: qualche costruttore che ha da guadagnare per un cambio di destinazione d´uso. Ma, piuttosto, si privilegia una rete di piccoli e medi favori a questo o a quel proprietario immobiliare che aspetta da tempo la legge. È un continuo stracciare le regole di governo del territorio. E in più non c´è la minima preoccupazione per le famiglie. Bisogna fare di tutto per fermare queste norme».
  • Anche una consultazione, come propone parte del Pd? «È strano un paese in cui si devono indire in continuazione referendum per cancellare leggi folli. Speriamo che non passi. Se poi passa vedremo di trovare il modo di porre rimedio».

 

di Mauro Favale
da La Repubblica del 03.08.11


Maratona nella notte per il piano casa - Tutti contro Galan. Il responsabile della Cultura attacca. Il governatore scrive a Berlusconi - «Sostegno alla Polverini» il piano casa verso il sì - Governo e Pdl respingono le critiche di Galan. Maratona nella notte.

In consiglio regionale fino a notte inoltrata è proseguito il dibattito sul piano casa, con la presentazione del maxiemendamento per arrivare all'approvazione e ridurre i tempi. Ma sul piano casa ieri è anche stata respinta con perdite la provocazione del ministro per i Beni culturali, Giancarlo Galan. Il presidente della Regione, Renata Polverini, ha ricevuto il sostegno da Berlusconi e il via libera da Fitto (ministro per gli Affari regionali). Galan aveva parlato di «evidenti tracce di incostituzionalità» e di «pericolo per le coste». Secondo Renata Polverini si tratta di « un fatto gravissimo, da un punto di vista istituzionale e personale». L'intera giunta regionale ha osservato in una lettera al presidente Berlusconi: «Risulta quanto mai singolare che un ministro della Repubblica anticipi una valutazione che spetta al ministro per gli Affari regionali ed un giudizio che compete esclusivamente al Consiglio dei Ministri».

Piano casa, respinta con perdite la provocazione del ministro per i Beni culturali, Giancarlo Galan. E in consiglio regionale fino a notte inoltrata è proseguito il dibattito sulla legge: pronto il maxiemendamento per spianare la strada all'approvazione. Il presidente della Regione,Renata Polverini, ha ricevuto il sostegno da Berlusconi e il via libera da Fitto (ministro per i Rapporti con le Regioni). L'attacco di Galan, che aveva parlato di «evidenti tracce di incostituzionalità» e di «pericolo per le coste», non è passato inosservato. E ieri verso mezzanotte il presidente Polverini ha ironicamente accusato la minoranza di essere «berlusconiana» per essersi schierata con Galan.

Ma già nel primo pomeriggio Polverini aveva spiegato: «E' un'incursione a gamba tesa. Il ministro Galan non può intervenire rispetto all'autonomia legislativa che il consiglio regionale ha su un provvedimento in discussione. Lo considero un fatto gravissimo, da un punto di vista istituzionale e personale.Di questo ho informato i vertici del Pdl e il presidente del Consiglio». Polverini ha convocato una giunta straordinaria per poi inviare una lettera al presidente del Consiglio. «La giunta ha unanimemente stigmatizzato le dichiarazioni del ministro Galan - è stato spiegato -: costituiscono un attacco inaudito e inconcepibile al libero esercizio della potestà legislativa e della sovranità democratica che appartengono al consiglio regionale. Il ministro ha posto in essere una inaccettabile interferenza rispetto alle prerogative costituzionalmente garantite alla Regione Lazio, con un atteggiamento che per la sua gravità non ha precedenti. Risulta quanto mai singolare che un ministro della Repubblica anticipi una valutazione che spetta al ministro per gli Affari regionali ed un giudizio che compete esclusivamente al Consiglio dei Ministri. Con tali motivazioni è stata consegnata una lettera al presidente Berlusconi. Sono state espresse le rimostranze del presidente Pol erini, richiedendo adeguati atti in grado di ristabilire corrette relazioni istituzionali tra il Governo e la Regione Lazio». Anche il sindaco Alemanno si è schierato con Polverini: «Polemica ingiustificata. E' necessario aspettare e leggere il testo definitivo prima di esprimere giudizi. Al consiglio regionale è affidata la competenza di adottare e licenziare un provvedimento così importante per tutti i cittadini come la legge sulla casa. A Polverini la mia piena solidarietà». Luciano Ciocchetti, Udc, vicepresidente della Regione risponde nel merito a Galan: «Il piano casa tutela le coste del Lazio». Francesco Storace, La Destra: «Berlusconi dica ai ministri di non interferire nel processo legislativo del Lazio. Galan ha rapidamente dimenticato le sue battaglie per l'autonomia». Il ministro Giorgia Meloni: «Polemiche inutili, non c'è ancora il testo finale». Dal centro sinistra,invece, arriva la richiesta, anche alla luce del giudizio di Galan, di ritirare il piano casa. Moscardelli, vicecapogruppo Pd: «Polverini fermi questo provvedimento».
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di Mauro Evangelista
da Il Messaggero del 03.08.11


L'INTERVISTA - «Il ministro male informato». Pallone: sorpreso da un intervento a discussione aperta.

L'affondo del ministro Galan sul piano casa? «Quantomeno inopportuno: un assist immeritato a un'opposizione divisa». Anche perché il provvedimento «è utile per combattere la crisi e rilanciare il volano dell'economia». Alfredo Pallone, europarlamentare e vice coordinatore regionale del Pdl, sta seguendo personalmente l'iter del provvedimento alla Pisana.

  • Onorevole Pallone, ancora una volta il ministro Galan, suo collega di partito, è entrato a gamba tesa su vicende che riguardano Roma e il Lazio, come nel caso della Festa del Cinema. Come si spiega questo atteggiamento antiromano? «Francamente, sono rimasto basito. Il ministro, che personalmente stimo, può avere tutte le riserve che crede su un provvedimento. Ma il suo intervento è stato inopportuno. Che io mi ricordi, è la prima volta che si verifica una cosa del genere».
  • Anche perché si tratta di un piano ancora in discussione, di cui non c'è ancora la versione definitiva. «Infatti: probabilmente si è basato sulla prima bozza.Ma da ministro avrebbe potuto telefonare alla presidente Polverini, oppure utilizzare il tavolo istituzionale per confrontarsi con la Regione. In questo modo, ha semplicemente fatto un assist all'opposizione».
  • La quale, dal canto suo, ha una posizione molto critica sulla legge. «In consiglio regionale c'è una pregiudiziale ideologica della sinistra, che peraltro è anche divisa al suo interno. Come si è visto già sugli emendamenti, dove ogni pezzo dell'opposizione va per conto suo: il Pd ha i suoi problemi interni, poi ci sono i Radicali, Sel e via discorrendo».
  • Lei è invece tra gli esponenti politici più convinti della bontà del piano. Come mai? «La crisi economica, che è a livello europeo, si può superare anche mettendo in moto il volano dell'economia: e la casa è un asset strategico per il Lazio. Per questo è giusto approvare questo provvedimento, dopo il dibattito».
  • Galan punta il dito anche sulla presunta proliferazione di nuovi porti che sarebbe contenuta nel piano. «Le coste del Lazio rappresentano un volano di sviluppo irrinunciabile per la nostra economia della regione, così come per tutte le regioni d'Italia che affacciano sul mare. Peraltro,il Lazio è tra le regioni che nel centro Italia sono dotate di meno porti in assoluto, possedendone un numero decisamente inferiore rispetto, per esempio, all'Emilia Romagna». © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

di Fabio Rossi
da Il Messaggero del 03.08.11


Fuoco amico sul Piano Casa. Il ministro Galan: incostituzionale. Polverini: ingerenza inaccettabile. L'esponente del governo critica la delibera urbanistica all'esame del Consiglio. Giunta straordinaria e lettera a Berlusconi: atto di inedita gravità.

La giornata era cominciata con cauto ottimismo. Dopo la maratona dell'altro giorno conclusa a tarda notte con l'approvazione dell'articolo tre (su 19), le ultime voci sul Piano Casa lo davano per approvato per questa notte o, al massimo nella giornata di oggi. Nonostante emendamenti, subemendamenti e, soprattutto, colpi bassi. Intorno all'ora di pranzo, invece accade l'imprevedibile. «Ci sono evidenti casi di incostituzionalità nel Piano Casa della Regione Lazio. Di fatto fanno un condono in aree vincolate, ma il condono è una materia nazionale».

A parlare non è un esponente dell'opposizione ma il ministro Pdl dei Beni culturali Giancarlo Galan quando il dibattito e il voto sul Piano Casa è al giro di boa definitivo. «Il ruolo di qualsiasi ministro dei Beni culturali - ha proseguito - è quello di tutelare il patrimonio culturale, questa legge tende a svilirlo e a indebolirlo. Su 162 chilometri di litorale laziale sono state avanzati 45 permessi per realizzare nuovi porti. Io sono dalla parte della difesa delle coste e del Paese».

Furiosa la reazione della presidente della Regione Renata Polverini che prima telefona e poi scrive al premier Berlusconi dopo una riunione straordinaria della giunta in cui lo si invita a «ripristinare le corrette relazioni istituzionali, un attacco inaudito al libero esercizio della potestà legislativa e della sovranità democratica che appartengono al Consiglio Regionale del Lazio». Nella missiva al Presidente del Consiglio si chiedono «adeguati atti in grado di ristabilire corrette relazioni istituzionali tra il Governo e la Regione Lazio». Non solo. Tutti gli assessori, all'unanimità hanno stigmatizzato «le dichiarazioni del ministro Galan che costituiscono un attacco inaudito e inconcepibile al libero esercizio della potestà legislativa e della sovranità democratica che appartengono al Consiglio Regionale. Il Ministro ha posto in essere un'inaccettabile interferenza rispetto alle prerogative costituzionalmente garantite alla Regione Lazio, con un atteggiamento che per la sua gravità non ha precedenti. Risulta quanto mai singolare - aggiunge la nota della giunta - che un Ministro della Repubblica anticipi una valutazione che spetta al Ministro per gli Affari regionali e un giudizio che compete esclusivamente al Consiglio dei Ministri».

Un concetto ribadito poco prima dallo stesso vice presidente del Lazio e assessore all'Urbanistica, Luciano Ciocchetti: «Sono certo che il parere espresso sulla legge in discussione in Consiglio Regionale del Lazio, dal ministro Galan, sia stato dato, probabilmente, su informazioni sbagliate. Sarebbe meglio esprimere giudizi così importati dopo una attenta lettura del testo definitivo». All'interno del Pdl scoppia un vero e proprio parapiglia, anche perché in molti sono convinti che dietro le parole del ministro ci sia il sottosegretario Francesco Giro, da sempre attento alle questioni della Capitale e del Lazio. Al punto tale che diversi esponenti del partito parlando tra loro, forse presi da lapsus freudiani, parlano delle dichiarazioni di «Giro» e non di Galan. Eppure, tutto lo stato maggiore del Pdl fa quadrato intorno alla Polverini, al partito, al rispetto delle istituzioni e a un accordo, quello sul piano casa che significa garantisce la maggioranza del governo regionale in un momento non semplice. Così, il coordinatore Pdl del Lazio, Vincenzo Piso si dice «quantomeno perplesso rispetto alle parole del ministro che gettano ombre sinistre su un provvedimento che nessuno può aver visionato nella sua interezza poiché non ancora approvato e, a quanto ci è dato sapere al Ministero per i Beni e le Attività Culturali non è ancora stata aggiunta la competenza alle Attività Precognitive». Anche il vice di Piso, Alfredo Pallone giudica «strano che il ministro abbia già espresso un giudizio definitivo e così negativo mentre è in atto un dibattito acceso in cui le opposizioni hanno mostrato posizioni di chiusura e particolarmente ideologizzate nei confronti di una legge fortemente voluta dal presidente Berlusconi». Critico anche il coordinatore romano Gianni Sammarco: «Prima di intervenire sul Piano Casa il ministro Galan dovrebbe attenderne l'approvazione definitiva. Giudico quanto meno precipitose le accuse di incostituzionalità su un tema che attiene all'autonomia legislativa del Consiglio regionale del Lazio. Conoscendo la serietà e la competenza del ministro è probabile che sia stato informato male».

Superfluo rilevare i commenti di Pd, Idv, Verdi, Sel e Federazione Sinistra tutti, ovviamente, a favore di Galan. Un maximendamento di giunta salverà comunque il Piano Casa. E il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto rassicura: «Come per ogni legge regionale, anche per il Piano Casa del Lazio, il Governo valuterà nel merito solo dopo la sua approvazione definitiva da parte del Consiglio regionale». Le conseguenze politiche di quanto accaduto ieri invece verranno certamente portate all'attenzione del segretario Pdl Angiolino Alfano.

 

di Susanna Novelli
da Il Tempo del 03.08.11


Piano casa, si vota di notte - Critiche dal centrosinistra

Prosegue in Consiglio regionale anche di notte il lungo lavoro di analisi e votazione di articoli, emendamenti e subemendamenti di maggioranza e opposizione sul Piano Casa. La mediazione e il confronto svolti da Luciano Ciocchetti (Udc), vicepresidente della giunta e assessore all'Urbanistica, ha portato a un dibattito tra centrodestra e centrosinistra, pur nella diversità di impostazioni e di convinzioni politiche legittime su questioni di merito di una legge importante nel Lazio. E l'ostruzionismo, per ora, non ha fatto troppi proseliti. E ieri sera l'opposizione si è divisa su un subemendamento che prevede l'ampliamento delle case uni e plurifamiliari, come i villini a schiera, presentato da Marco Di Stefano (Pd): la norma è passata a maggioranza ma ha avuto il voto contrario di Radicali, Sel e Idv e anche alcuni consiglieri del Pd (Enzo Foschi, Mario Perilli e Carlo Lucherini) hanno ritirato la firma prima del voto.

Critiche sono arrivate dall'opposizione: la proposta di legge «devasta il territorio, è eversiva», hanno attaccato consiglieri regionali Marco Mei (Api), Peppe Celli (Civica), Rocco Berardo e Giuseppe Rossodivita (Lista Bonino-Pannella), Bruno Astorre, Franco Dalia, Francesco Scalia, Claudio Moscardelli (tutti Pd), Fabio Nobile e Ivano Peduzzi (Fds), Claudio Bucci e Giulia Rodano (Idv). «È una legge che stravolge il senso del Piano casa del 2009 — precisa Luigi Nieri (Sel) —. Si usa il mattone per devastare il territorio» . «Si costruirà nelle aree agricole e nei parchi e saranno previste le demolizioni e ricostruzioni nelle aree storiche di Roma come la Garbatella» , aggiungono dal centrosinistra. Commenti condivisi da Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. Si lamenta anche Claudio Di Berardino, segretario generale della Cgil di Roma e Lazio: «È rimasto inascoltato l'appello per cambiare la proposta di legge e avviare una seria politica abitativa nel Lazio».

Replica l'assessore Ciocchetti: «Le divisioni delle visioni urbanistiche e di sviluppo del territorio permangono, ma credo che si possano fare dibatti senza scendere nell'ostruzionismo e in quello che non porta parlare del merito delle questioni» . Aldo Forte, assessore regionale alle Politiche sociali e Famiglia, è «soddisfatto» per l'approvazione del subemendamento all'articolo proposto dal capogruppo di Fli in Consiglio regionale, Francesco Pasquali, che consente a tutte le strutture socio-assistenziali esistenti un ampliamento del 20%, fino a un massimo di 200 metri quadrati per l'intero edificio. © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

di Francesco Di Frischia
dal Corriere della sera del 02.08.11


L'emendamento approvato alla Pisana - Il sì alla legge è atteso entro domani
Piano casa, blitz del Pd - Spunta la "sanatoria" per le villette a schiera e l'opposizione si spacca. Sanatoria per ville a schiera e garage. Piano casa, l'opposizione si spacca. Bufera sull'emendamento pd per ulteriori aumenti di cubatura.

Si spacca l'opposizione, esulta la maggioranza. Due emendamenti del Pd al Piano casa regionale in discussione alla Pisana mandano in frantumi l´unità della minoranza. Alle 20.30, dai democratici (Marco Di Stefano in testa) arriva la proposta di un emendamento all´articolo 3 che prevede la possibilità di ampliare la cubatura delle villette a schiera e una sorta di "sanatoria" per la trasformazione di garage, cantine e soffitte in abitazioni.

La giunta dà parere favorevole. Il resto dell´opposizione (Api a parte) è contraria. Il Pd si spacca: escono dall´aula in 5 (Foschi, Perilli, D´Annibale, Lucherini, Dalia). Giuseppe Parroncini vota contro. Restano gli altri 5 (Montino, Mancini e Valentini sono assenti) ad appoggiare l´emendamento: «Con questo piano le case uni e plurifamiliari, spesso di piccola metratura - spiega Di Stefano - avrebbero così avuto una espansione di giusto qualche metro quadro. Sarebbe stata una presa in giro. Col nostro emendamento, invece, le metrature potranno aumentare, anche della cubatura degli "edifici tecnici" esistenti, come ad esempio lavatoi e garage che purtroppo, troppo spesso, sono stati venduti alle famiglie a prezzi come se fossero abitabili».

Una spiegazione che non convince l´opposizione. Verdi e Sel si scagliano contro il Pd: «I loro emendamenti peggiorano il Piano - si sfoga Angelo Bonelli, capogruppo dei Verdi - questa è una legge che rappresenta una regalia alla speculazione e non un aiuto ai cittadini». Luigi Nieri, numero 1 di Sel, considera «gravissimo l´errore del Pd perché saranno immobiliaristi, costruttori e speculatori a trarne maggiore beneficio». Dello stesso tenore sono anche le dichiarazioni di Fds e Radicali. Enzo Foschi, consigliere del Pd, spiega così la sua uscita dall´aula: «Ci siamo resi conto all´ultimo momento delle pesanti conseguenze di quest´emendamento e abbiamo ritirato la nostra firma. Ma è importante sottolineare il giudizio complessivamente negativo di tutta l´opposizione a questo piano casa». Nonostante i tentativi di gettare acqua sul fuoco, però, la spaccatura di ieri potrebbe segnare il cammino di questa legge che dovrebbe arrivare tra stasera e domani all´approvazione definitiva.

Nella maggioranza resta viva la tentazione (finora frenata dall´assessore Luciano Ciocchetti) di ricorrere a un maxi emendamento che troncherebbe qualsiasi confronto. Ma se permarranno le divisioni dentro la minoranza è facile prevedere un agevole via libera per un Piano che, appena poche ore prima delle divisioni, in una conferenza stampa unitaria, l´opposizione aveva definito «eversivo». Sel e Verdi hanno anche fatto i conti: se il piano venisse approvato così, «darebbe il via libera a una colata di cemento pari a 50 milioni di metri cubi nell´intero territorio della Regione, con 1.500 ettari di parchi, 500 ettari di aree agricole e oltre 3mila aree destinate a verde e servizi, persi definitivamente». Netta la contrarietà anche da parte dell´Istituto nazionale di urbanistica, «preoccupato per una legge che produce nuove rendite a vantaggio dei pochi che riusciranno a salire sul treno della deroga».

 

di Mauro Favale
da La Repubblica del 02.08.11


Piano casa, l'allarme dell'opposizione "Grattacieli in campagna e nei centri storici". Il provvedimento potrebbe essere approvato domani Tensione tra la Polverini e il sindaco.

Un lungo elenco di provvedimenti «devastanti»: «Palazzine nella campagna romana e grattacieli nei quartieri storici». E ancora: «Quindici milioni di metri cubi di cemento in aree pregiate, centri storici, aree agricole e parchi sotto attacco, unità immobiliari rastrellate dai grandi speculatori, 10mila faggi abbattuti al Terminillo per gli impianti sciistici, ci sarà la possibilità di costruire porti e strutture alberghiere in area vincolata a tutela integrale e sarà consentita la possibilità di realizzare impianti sportivi e strutture con cubatura in tutte le aree protette del Lazio». È questo il tenore dell´allarme lanciato da Sinistra ecologia e libertà e Verdi mentre si avvia verso la conclusione la discussione sul Piano casa della Regione.

E se pure, con la mediazione dell´assessore Luciano Ciocchetti che ha proposto la legge, è stata evitato lo strappo tra maggioranza e opposizione, eliminando la possibilità di un unico maxi emendamento che avrebbe spazzato via qualsiasi confronto, il clima alla Pisana è aspro. Il via libera definitivo è previsto domani in tarda serata. La minoranza si è compattata e ha ritirato tutti i subemendamenti cosiddetti "ostruzionistici", quelli che avrebbero rallentato la discussione, mantenendone solo 200 di merito sui 22 articoli rimasti (finora ne sono stati approvati solo 2). Ventisette sono le modifiche presentate dalla giunta e circa un centinaio quelle della maggioranza. Tra queste ci sarebbero alcuni emendamenti voluti fortemente dal sindaco di Roma Gianni Alemanno e avversati, invece, dalla governatrice Renata Polverini. Si tratterebbe di emendamenti che riguardano la possibilità di cambio di destinazione d´uso per alcuni immobili ormai abbandonati in aree ex industriali nella periferia della capitale e di una norma che garantirebbe parte degli strumenti urbanistici e di variante al Prg al pieno potere di Roma.

Per capire quali effettivamente verranno inseriti bisognerà attendere domani e la ripresa della discussione. Intanto Angelo Bonelli dei Verdi parla apertamente di «legge incostituzionale. È un provvedimento ammazza parchi». Allo stesso modo Luigi Nieri, capogruppo di Sel, è convinto che si debba «dire addio a 1.500 ettari di parchi, 500 ettari di aree agricole e oltre 3.000 ettari di aree attualmente destinate a verde e servizi». Parzialmente soddisfatta, invece, l´Idv per l´accoglimento di un suo emendamento che preserva il demanio marittimo.

 

di Mauro Favale
da La Repubblica del 31.07.11


Alla Pisana prevale il fair play - Piano casa alla stretta finale

Intesa maggioranza-opposizione: niente maxiemendamento né ostruzionismo. Chiusura martedì, poi la manifestazione per l'assestamento.

Il Piano casa della Regione non vedrà la luce prima di lunedì (anche se i più pessimisti parlano di martedì), ma ieri in Consiglio l'iter per l'approvazione ha fatto un bel passo in avanti. Quanti speravano che il via libera potesse arrivare già nella notte tra venerdì e sabato saranno certo rimasti delusi: dopo una breve riapertura dei lavori consiliari verso la mezzanotte, il presidente dell'Aula Abbruzzese ha infatti deciso di sospedere la seduta e aggiornarla alle 11 di ieri, decidendo di mandare avanti la seduta articolo per articolo. Maggioranza e opposizione si sono venute incontro, con la prima che ha rinunciato a proporre il maxiemendamento volto a forzare i tempi e la seconda che ha accettato di proporre solo emendamenti di merito (alla fine sono stati 250).

Nel corso della seduta di ieri il Consiglio regionale è riuscito ad approvare l'articolo 2 del Piano casa che riguarda gli ambiti di applicazione della legge. Subito dopo si è svolta la discussione generale sull'articolo 3, che disciplina gli interventi di ampliamento degli edifici. La seduta, iniziata verso mezzogiorno, è stata poi aggiornata a domani alle 11 dal presidente di turno Raffaele D'Ambrosio. Da domani quindi il Consiglio regionale si riunirà tutti i giorni per esaurire i punti all'ordine del giorno, tra cui, oltre al Piano casa, anche l'assestamento di bilancio e le norme collegate (con gli emendamenti sui tagli ai costi della politica allo studio del presidente Abbruzzese) da approvare entro l'estate. «La prossima settimana il Lazio avrà il suo Piano casa - il commento della governatrice Polverini - Stiamo discutendo una legge importante, che ovviamente richiede un dibattito lungo e che inciderà su tante questioni: economia, occupazione, famiglie. Sono fiduciosa, mi pare che il dibattito si stia svolgendo con un grande senso di civiltà».

«Le diverse vedute permandono ma si è dimostrato - ha detto il vicepresidente della Regione e assessore all'Urbanistica Luciano Ciocchetti - che si può parlare del merito senza fare ostruzionismo anche se ci sono visioni diverse. È un segno della dignità della politica e del confronto democratico. Ora andiamo avanti su questa linea. L'ulteriore disponibilità delle minoranze, che hanno ridotto gli emendamenti, aiuterà». «Sono stati ritirati gli emendamenti ostruzionistici, è prevalso il senso vero della politica, il confronto pur nelle diverse opinioni - ha commentato il presidente della Pisana Abbruzzese - Stiamo costruendo questo dibattito nell'interesse del territorio, delle imprese e delle famiglie. Pensiamo di chiudere sul piano casa entro martedì per poi incardinare mercoledì alle 14 la discussione sull'assestamento di bilancio, che pensiamo di chiudere venerdì».

 

di Daniele Di Mario
da Il Tempo del 31.07.11


Regione - Maratona notturna sul Piano casa - Polemiche sulla norma sui poteri del Campidoglio

Una seduta fiume, in piena notte per tentare di approvare il Piano casa della Regione Lazio. Dopo una discussione estenuante, e un fiume di emendamenti, il consiglio ha ripreso i lavori alle 24. Almeno due i nodi che stanno rallentando il via libera al disegno di legge: uno riguarderebbe la modifica di una norma urbanistica di circa dieci anni fa; l´altra invece i poteri urbanistici di Roma Capitale. Quest´ultima introduce una norma che delegherebbe parte degli strumenti urbanistici e di variante al Prg al pieno potere di Roma Capitale, a discapito, pare, delle Province e della Regione stessa.

 

pag. IX - Roma
da La Repubblica del 30.07.11


"Piscine dei Mondiali, in arrivo la sanatoria". I Verdi: nel piano casa un emendamento per salvare gli impianti abusivi - Pisana, Verdi contro l'emendamento: "Con il piano casa sanatoria in arrivo per le piscine Mondiali".

Il Piano casa si ferma al primo articolo, e il Consiglio regionale rimanda il resto della votazione ad oggi. Il presidente della Regione, Renata Polverini, sostiene che «tutto sta andando avanti bene, l'opposizione fa l'opposizione come è giusto che sia». Ma in realtà l'assessore a cui è affidato il piano, Luciano Ciocchetti, Urbanistica, ieri in chiusura di seduta ha chiesto di trovare un «percorso condiviso». Il contrasto di Verdi e Sel e le promesse del Pd («siamo pronti alla mobilitazione popolare, abrogheremo questa porcata») stanno rendendo i lavori più difficili del previsto.

Ieri è passata la possibilità di ampliare, demolire e ricostruire edifici anche nelle zone agricole (cosa che prima era riservata ai coltivatori diretti e ai loro eredi). Ma è quello che si annuncia sui prossimi articoli che fa tremare i polsi. Angelo Bonelli, leader dei Verdi nazionali, segnala come l´emendamento di maggioranza Ciocchetti-Mattei, il 20 Ter, apra la strada alla mitica sanatoria delle piscine dei Mondiali 2009 (è la prima volta che la Regione concretizza un atto in questa direzione dopo almeno tre tentativi del Comune a guida Alemanno). Nell´articolo 8 che rimanda a una legge del 1997 ("Norme in materia di aree naturali protette") è stato inserito un passaggio che consente di realizzare impianti e attrezzature sportive nonché strutture collegate nelle riserve naturali e nei parchi delle zone di massima protezione e maggior valore. Oltre a intaccare le parti più pregiate dei parchi regionali, «con l´approvazione di questi emendamenti si potranno avviare procedimenti amministrativi di regolarizzazione di impianti abusivi», sostiene Bonelli.

Tutto su misura per le vasche abusive dei Mondiali di nuoto. L´emendamento pro-piscine, con due righe di scrittura sapientemente inserite, consentirebbe a strutture che in nome dei Mondiali romani e grazie alla Protezione civile hanno costruito in aree tutelate di riottenere un manufatto regolare da poter spendere sul mercato dello sport. Tra questi impianti, il notorio Salaria Sport Village in via di Settebagni e il Flaminio Sporting Club di via Vitorchiano.

In agguato alla Pisana vi sono, già presentati, altri due "emendamenti Ciocchetti". Con il "20 quater" si smantella la protezione delle montagne sopra i 1.200 metri «consentendo la realizzazione di nuovi impianti sciistici sul Terminillo con l´abbattimento di diecimila faggi secolari». E quindi - a rimorchio di un provvedimento che porta il titolo di "Piano casa" - si consentirà di ampliare cave in aree di pregio e realizzare porticcioli e strutture alberghiere in zone a tutela integrale. Il progetto più richiesto da questo punto di vista è il porto di Tarquinia: un milione di metri cubi di costruito con albergo previsto in area protetta.

Per quanto riguarda il Salaria Sport Village, tutt´oggi sotto sequestro nelle sue parti edificate ex novo, il giudice Maria Luisa Paolicelli contro il parere del pm ha concesso che anche i suoi impianti illegali, fin qui fermi, possano essere utilizzati per il periodo estivo per attività sociali. In particolare, i gestori Gian Luigi Sotis e Simone Rossetti hanno ottenuto una convenzione comunale per far fare attività a disabili e a un´associazione che segue i figli delle detenute del carcere femminile di Rebibbia. Secondo il comitato di quartiere, in verità, in questi giorni al Salaria si sta girando l´ultima serie di una famosa fiction poliziesca. Il vicepresidente del IV Municipio, Riccardo Corbucci: «All´interno dell´impianto non c´è alcuna struttura adatta per avviare corsi di sostegno alla disabilità».

 

di Corrado Zunino
da La Repubblica del 29.07.11


Piano casa, 4000 emendamenti - Piano casa "arenato" 2 tonnellate di carta per gli emendamenti - "Solo per la carta tagliati 47 alberi".

L'impatto immediato del Piano Casa, approdato ieri in Consiglio regionale con 4000 emendamenti, è quantificabile in «2 tonnellate di carta. Solo per la seduta di oggi abbattuti 47 alberi».

La denuncia arriva dal capogruppo di Sel alla Pisana, Luigi Nieri e ben fotografa il percorso a ostacoli che dovrà affrontare il disegno di legge che porta il nome del vicepresidente regionale Luciano Ciocchetti. Il testo, licenziato dalla giunta 9 mesi fa, è ora al vaglio del consiglio, avversato dalle associazioni (Legambiente in testa) e dall'opposizione che parla apertamente di «condono» (i Verdi) o di «devastazione del territorio» (Sel). E mentre i radicali (che hanno presentato la maggior parte dei 4000 emendamenti) hanno «avviato un confronto con Ciocchetti che ci auguriamo costruttivo», il Pd, che di emendamenti ne ha presentati 120, ipotizza «un saccheggio del territorio laziale». L´assessore Ciocchetti in queste ore sta tentando un dialogo con le opposizioni, a partire dal Pd, e annuncia di «aver accolto alcune istanze delle minoranze, specie dei democratici, eliminando gli interventi di monetizzazione sui cambi di destinazione d´uso e per la demolizione e ricostruzione». Ma l´assessore alla Provincia di Roma, Michele Civita, invita la maggioranza a «fermarsi, perché questo piano rappresenta una deregulation del mattone». Appelli del Pd a parte, però, il percorso del disegno di legge appare accidentato anche per il centrodestra. Ieri, nel primo giorno di discussione, per due volte la seduta è stata sospesa perché la maggioranza non è stata in grado di raggiungere il numero legale.

 

di Mauro Favale
da La Repubblica del 28.07.11


Regione Lazio, si cerca l'intesa per il piano casa

Prosegue il braccio di ferro fra minoranza e maggioranza sul piano casa. Ieri pomeriggio in consiglio regionale è ripreso il dibattito (al mattino è mancato il numero legale), ma resta sul piatto un pacchetto cospicuo di emendamenti: sono circa 4.000 (solo i Radicali ne hanno presentati 3.400) e se si contano anche i sub emendamenti si arriva a 6.000 («tanti anche quelli presentati da consiglieri di maggioranza», osserva Rossodivita dei Radicali). Oggi riprenderà la discussione, ma è chiaro che senza un'intesa fra maggioranza e minoranza i tempi si allungano.

Possibili due strade: la prima, la maggioranza potrebbe inglobare il piano casa nell'assestamento di bilancio per andare a una votazione unica; la seconda, la giunta presenta un maxi emendamento, per arrivare poi al voto. Ieri spiegava Luciano Ciocchetti, vicepresidente della Regione e assessore all'Urbanistica: «Una volta approvata questa legge, le Ater, da domani potranno costruire case popolari, solo a Roma 4.000 alloggi. In tutte le aree di edilizia privata viene introdotto lo standard sociale: il 20 per cento dell'indice di fabbricabilità diventa di proprietà delle amministrazioni comunali, di questo il 50 per cento sarà destinato all'edilizia sovvenzionata il resto all'agevolata, all'edilizia universitaria e all'housing sociale». Dalla Provincia però arriva l'ostilità al piano. L'assessore Michele Civita (Pd): «Il piano casa in corso di approvazione al Consiglio regionale danneggia chi è impegnato a pianificare uno sviluppo sostenibile del territorio». Diversa l'opinione di Ascomedil (l'associazione commercianti materiali da costruzione aderente a Confcommercio): «All'approvazione del piano casa è legato il futuro di centinaia di aziende».

 

pag. 39 - Roma
da Il Messaggero del 28.07.11


Piovono emendamenti sul Piano Casa regionale - L'ira di Renata e Ciocchetti sulla mancanza del numero legale in aula

Una partenza a singhiozzo, quella del Consiglio regionale sulla discussione del Piano Casa, avviata ieri tra polemiche e dibattiti nel piccolo "transatlantico" alla Pisana. Qualcuno avrebbe sentito persino le urla della governatrice per l'assenza del numero legale in aula, mentre il vice presidente della Giunta e assessore all'Urbanistica Luciano Ciocchetti guardava l'orologio. Nonostante il clima nei giorni scorsi avesse comunque rasserenato gli animi, sono stati depositati 4.389 emendamenti. Un numero elevato che rischia, complice un po' di doveroso ostruzionismo, di far slittare l'approvazione finale del piano prevista per domani. A fare "due conti" tra il serio e il faceto, il capogruppo Sel ed ex assessore al Bilancio, Luigi Nieri: «Sono stati depositati 4.389 emendamenti al Piano casa, distribuiti in 395mila copie. I subemendamenti sono 800 stampati in 72mila copie. Il costo è di 1 centesimo a copia per carta, toner, elettricità, per un totale di 4.670 euro. Ancora, si tratta di 2.300 chili di carta costati l'abbattimento di 47 alberi».

Un po' per questo, un po' per altro, nel suo intervento in Aula, Luciano Ciocchetti ha fatto appello ai consiglieri di lasciare soltanto gli emendamenti di merito, eliminando quelli squisitamente ostruzionistici, anche perché «abbiamo raccolto alcune istanze delle minoranze, specie del Pd eliminando gli interventi di monetizzazione sui cambi di destinazione d'uso e per la demolizione e ricostruzione, e alcune istanze sollevate da Sel e dagli altri gruppi, per trovare la soluzione più condivisa possibile. Io non credo che il Piano che ho scritto sia il vangelo - ha detto il vicepresidente della Regione -. Credo che il confronto, il sale della democrazia, sia utile a migliorarlo». Poi qualche numero di una proposta di legge «strategica per il territorio, per rilanciare il settore edilizio, le Pmi e uscire dalla crisi. Solo per la parte degli ampliamenti sono attivabili 3,1 milioni di cubature per 1,24 miliardi di investimenti e 21 mila posti di lavoro. Solo con questa parte riusciremmo a recuperare i posti di lavoro che si sono persi negli ultimi due anni».

Decisiva poi la sottolineatura per quanto riguarda l'emergenza abitativa: «Il giorno dopo l'approvazione di questo Piano l'Ater di Roma potrà avviare la costruzione di 4000 case popolari». E sullo stesso punto ha insistito l'assessore alla Casa Teodoro Buontempo: «Ci sono 30 mila famiglie sfrattate che tra due anni rischiano di diventare 50 mila. Si tratta persone alle quali adesso non siamo in grado di dare aiuto. Se questo Consiglio approvasse con forza il mutuo sociale contenuto in questa legge sarebbe una vittoria per tutti». Il Piano Casa approda alla Pisana a nove mesi dall'approvazione in giunta. Chissà se la cicogna sarà, almeno stavolta, puntuale.

 

da Il Tempo del 28.07.11


Atteso venerdì il varo del nuovo piano casa - Intesa Pdl-Pd ma sulla legge il nodo degli emendamenti.

Entro venerdì la partita del nuovo piano casa del Lazio potrebbe essere chiusa. Tempi condizionati però dalla discussione in aula dei 4.500 emendamenti al testo (di questi 3.400 presentati lunedì scorso dai consiglieri radicali della lista Bonino Pannella che annunciano duro ostruzionismo). Il Consiglio regionale comincia oggi l'esame degli emendamenti con l'obiettivo di completare il lavoro entro la fine della settimana. Alla fine, per una questione di semplicità formale, l'assessore all'Urbanistica Luciano Ciocchetti, promotore dell'intervento, ha preferito portare in Consiglio il testo approvato in giunta lo scorso ottobre, buttando a mare tutto il lavoro che era stato fatto dalla Commissione nei mesi passati, almeno formalmente. Una soluzione che consentirà di esaminare direttamente in assemblea una serie di emendamenti mirati, per rinnovare subito il testo e portare finalmente a casa la modifica.

«In Consiglio partiremo da una serie di emendamenti di maggioranza, da integrare poi con i subemendamenti proposti dall'opposizione», fanno sapere dagli uffici dell'assessorato. Per evitare sorprese, però, il lavoro di sponda tra i due schieramenti (radicali esclusi) è andato molto avanti in questi giorni. E su alcuni punti sono stati trovati accordi che consentiranno di andare a votare emendamenti già condivisi dalle parti. Spiega Claudio Moscardelli (Pd): «C'è stata un'apertura importante su vari punti. Le deroghe agli strumenti urbanistici, ad esempio, dovranno essere approvate in Consiglio regionale. E le regole sulla demolizione e ricostruzione si applicheranno solo agli interventi nuovi e non a quelli già avviati in precedenza». Il Pd, comunque, annuncia che voterà contro. Resta una distanza forte sui cambi di destinazione d'uso di immobili non residenziali. Non c'è ancora accordo sul tetto massimo per fare gli interventi. La maggioranza chiede 20mila metri quadri, l'opposizione 10mila. «Su questo punto vorremo salvaguardare la norma - fanno sapere dall'assessorato - anche perché i cambi di destinazione d'uso sono fortemente votati all'housing sociale». Alla fine, per fare contenti tutti, si potrebbe chiudere a 15mila.

A parte l'ostruzionismo dei radicali, l'altra incognita è la compattezza della maggioranza. Qualcuno vorrebbe un provvedimento meno morbido di quello che sta prendendo corpo. Francesco Pasquali (Fli) è comunque fiducioso: «Stiamo lavorando perché l'aula non si trasformi nel Vietnam che era stato in Commissione. Alla fine sono convinto che si creeranno le condizioni per approvare il provvedimento, anche i nostri emendamenti».
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di Giuseppe Latour
da Il Sole 24ore Roma del 27.07.11


Maratona per il piano casa - Polverini: troppi emendamenti - Ciocchetti: creerà 21 mila posti di lavoro, nessuna cementificazione.

Il piano casa arriva in consiglio regionale, ma ad attenderlo ci sono 4.000 emendamenti. La seduta di ieri è saltata, ma già da oggi dovrebbe iniziare la discussione del provvedimento proposto dal vicepresidente della Regione, Luciano Ciocchetti, che ha la delega all'urbanistica. In queste ore Ciocchetti si sta confrontando con la minoranza per verificare se ci siano margini per ridurre la valanga di emendamenti. Il tempo a disposizione non è molto, anche perché entro la pausa di agosto il consiglio regionale deve anche approvare l'assestamento di bilancio. Ha detto Ciocchetti: «Sul piano casa con i gruppi consiliari regionali stiamo cercando di trovare una sintesi che possa portare all'approvazione entro venerdì».

A difesa del piano, Ciocchetti ieri ha spiegato: «Può creare 21 mila posti di lavoro, 15.400 diretti e 5.800 circa di indotto. Non risolve tutti i problemi ma risponde a tre esigenze: rimette in moto l'economia della Regione, risponde all'emergenza abitativa e punta a rispondere alla necessità di riqualificazione urbana. Favorisce la riqualificazione e la ristrutturazione». Dall'assessorato all'Urbanistica sottolineano i punti caratterizzanti del piano, oltre alla possibilità di ampliamenti del 20 per cento: semplificazione delle procedure edilizie urbanistiche («si procederà con il permesso di costruire, per gli interventi più rilevanti, accelerando l'iter amministrativo attraverso conferenza dei servizi per raccogliere in un solo giorno tutti i pareri»); contrasto all'abbandono delle aree agricole («si estende la possibilità di intervento di ampliamento anche agli edifici in zona agricola»); tutele delle zone vincolate («esclusione degli interventi in edifici in zone vincolate, salvo che questi interventi non risultino coerenti e compatibili con gli strumenti di tutela»); tutela dei centri storici («si esclude l'applicazione della legge sugli insediamenti urbani storici»); recupero degli immobili non residenziali («si estendono gli interventi agli edifici dismessi con cambio di destinazione d'uso verso il residenziale ma con almeno il 30 per cento per housing sociale»); riqualificazione degli stabili condominiali («in caso di interi condomini in stato di degrado si favorisce la sostituzione con l'ampliamento della volumetria del 60 per cento»).

La pensano diversamente dall'opposizione. Angelo Bonelli, dei Verdi: «Si tratta di una deregulation totale». Luigi Nieri, Sel: «Il Piano Casa creerà pure 21mila nuovi posti di lavoro ma ne mette a rischio almeno il doppio nel terziario, nel commercio, nell'artigianato, nell'agricoltura e nel turismo». I Radicali hanno presentato 3400 emendamenti al piano. Per il Pd, il vicecapogruppo Claudio Moscardelli: «Il piano casa è una iattura. Mangia territorio, elimina controlli, aggredisce l'ambiente. Con il nostro ostruzionismo abbiamo costretto la maggioranza ad arrivare a luglio, e ancora divisa. Proseguiremo la nostra battaglia senza fare sconti. A questo servono i 120 emendamenti presentati».

La pensa diversamente il presidente della Regione, Renata Polverini: «Se gli emendamenti al Piano casa sono così tanti, possiamo allora parlare di emendamenti molto strumentali. In ogni caso al di là del percorso in aula, in queste ore, la maggioranza e l'opposizione sono al lavoro per votare il Piano in questi giorni».
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di Mauro Evangelista
da Il Messaggero del 27.07.11


Oggi la discussione alla Pisana - Ciocchetti rassicura «Il Piano casa garantisce 21 mila posti di lavoro».

Il piano casa della Regione può creare «21mila posti di lavoro, 15.400 diretti e 5.800 circa di indotto». A sottolinearlo è stato il vicepresidente della Regione e assessore all'Urbanistica Luciano Ciocchetti durante la sua audizione al Consiglio delle autonomie locali del Lazio, Cal. Ciocchetti ha citato un'indagine del Cresme i cui dati «non sono riferiti in gran parte alla città di Roma ma soprattutto per le Province, per i Comuni più piccoli e per la Provincia di Roma, dove il tema dell'ampliamento degli immobili è più possibile ed applicabile». Stando all'indagine del Cresme, ha proseguito Ciocchetti, «ci sarebbe» a seguito della legge sul piano casa regionale, «un investimento di 1,24 miliardi di euro con 3,1 milioni di metri cubi attivabili». Secondo Ciocchetti «la legge sul piano casa regionale non risolve tutti i problemi ma risponde a tre emergenze: rimette in moto l'economia della Regione, risponde all'emergenza abitativa e punta a rispondere all'esigenza di riqualificazione urbana». Quanto all'emergenza abitativa, «c'è una richiesta di edilizia sociale a Roma di 30mila nuovi alloggi che nel Lazio diventano 50mila». Parlando della «ripresa dell'occupazione», Ciocchetti ha detto che nel settore edilizio «si sono persi 12mila posti di lavoro in due anni» e che «già fare una stanza in più nelle abitazioni porterà a 21mila nuovi occupati».

Il Piano casa insomma «non è per i grandi costruttori», ma «favorisce il cambio di destinazione d'uso per le scatole vuote, favorisce la riqualificazione e la ristrutturazione». Al termine del dibattito, il Consiglio delle autonomie locali ha votato il parere favorevole a maggioranza dei presenti, con le integrazioni proposte dal presidente della provincia di Latina, Armando Cusani e dal presidente di Legautonomie Lazio, Bruno Manzi.

Sugli emendamenti collegati al Piano casa oggi in discussione in Consiglio regionale, la Polverini ha detto: «Se gli emendamenti al piano casa sono circa 5000, possiamo allora parlare di emendamenti molto strumentali. In ogni caso la maggioranza e l'opposizione sono a lavoro in queste ore, al di là del percorso in aula, come del resto tutto il giorno, per votare il piano in questi giorni».

 

da Il Tempo del 27.07.11

 

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Rettifica LR 21/2009

Piano casa Lazio

Legge regionale 11.08.09 n.21 - rass.stampa


data pubblicazione: giovedì 1 settembre 2011
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