Al via la legge di EeT

Progettazione & Codice Appalti - EeT Progetti e Concorsi

Progettazione. L'architettura punta sui concorsi - Arriva in Parlamento la proposta del «Sole».

ROMA - Dalle colonne del giornale al Parlamento. Ha varcato il portone di Montecitorio la proposta di legge per la qualità dell'architettura promossa da «Il Sole 24 Ore» attraverso il settimanale «Progetti e Concorsi».

Firmato da 138 deputati, rappresentanti di tutti i gruppi parlamentari, il progetto di legge (n. 4492) è ora all'esame della commissione Ambiente e lavori pubblici. Ieri la presentazione ufficiale alla stampa: in una conferenza con Ermete Realacci (Pd) primo firmatario della proposta insieme con Fabio Rampelli (Pdl) e Pierluigi Mantini (Udc), alla quale hanno preso parte anche il presidente del Consiglio nazionale degli architetti Leopoldo Freyrie e il caporedattore de «Il Sole 24 Ore» Giorgio Santilli.

Sostenuta da centinaia di professionisti, tra i quali volti noti come Renzo Piano, la proposta di legge punta a creare un mercato della progettazione aperto e trasparente, incentrato sui concorsi di architettura, riducendo al minimo il ricorso agli incarichi fiduciari ed eliminando le barriere di fatturato e curriculum che impediscono la partecipazione alle gare dei giovani professionisti.

«Proprio mentre si ricomincia a parlare di condono edilizio - ha sottolineato Realacci - questa legge vuole aiutare l'Italia a produrre bellezza, assecondando una nostra missione storica e rafforzando uno dei più importanti fattori della nostra economia. Non capita spesso che una proposta raggiunga un così alto consenso in Aula e ci auguriamo che la stessa discussione possa orientare scelte concrete, per esempio sui concorsi, anche riguardo a grandi progetti in corso come l'Expo».

Una proposta a costo zero per le casse dello Stato «che starebbe benissimo nel decreto Sviluppo - ha sottolineato Freyrie - visto che incentiva la concorrenza sul merito, scegliendo i migliori progetti e non i progettisti eliminando quelle interferenze divenute inaccettabili per un vero mercato».

Una via razionale per «aiutare la crescita in questa fase di crisi - ha aggiunto Mantini - senza rifarsi a vuoti principi ma a misure concrete».

Il primo passo sarà la richiesta di discussione in sede legislativa. «Ci impegneremo a garantire un iter rapido - ha concluso Rampelli - perché, per la prima volta, siamo in presenza di una proposta non corporativa, che va oltre il pubblico degli addetti ai lavori e chiama in causa i cittadini, dando un taglio a quell'approccio "elitario" all'architettura che ha alimentato il fenomeno delle archistar». © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

di Mauro Salerno
da Il Sole 24ore del 12.10.11


In Parlamento la legge per qualità e concorsi. Presentata alla Camera la proposta per l'architettura lanciata dal nostro settimanale.

Battesimo in Parlamento per la proposta di legge per l'architettura promossa dal Gruppo Sole 24 Ore attraverso «Progetti e Concorsi». Dopo essere stato presentato dalle colonne di questo giornale e aver ricevuto l'appoggio di centinaia di lettori, insieme al Consiglio nazionale degli architetti (con i 105 Ordini provinciali) e grandi firme come Renzo Piano, associazioni, cittadini, costruttori e società di ingegneria, il testo della proposta è stato presentato alla Camera questa settimana con il numero 4492. Grazie all'impegno offerto in prima battuta da Ermete Realacci (Pd), Fabio Rampelli (Pdl) e Pierluigi Mantini (Udc) l'iter parlamentare della proposta inizia in via ufficiale. L'assegnazione del numero è il primo passo concreto, cui seguirà l'assegnazione in commissione.

«L'obiettivo - dice Realacci - è coinvolgere nell'iniziativa il maggior numero possibile di parlamentari di tutti gli schieramenti. Contiamo di raggiungere almeno 50 firme oltre alle nostre nel giro di pochi giorni».

La proposta di legge (scaricabile dal nostro sito web) prevede che le amministrazioni locali siano tenute a vagliare attraverso un concorso di idee o di progettazione il miglior progetto di un'opera pubblica, piccola o grande che sia. Applicando così anche in Italia il modello francese inaugurato negli anni '70 con il Beaubourg e in Italia perseguito con successo dalla Provincia di Bolzano.

I concorsi, insomma, non solo per realizzare musei e biblioteche con gare-evento, ma strumento ordinario per creare scuole, piazze, parchi all'interno di un mercato trasparente, aperto ai giovani e capace di assicurare il consenso e la qualità degli spazi pubblici.

«La frontiera della qualità, della bellezza e dell'innovazione è il terreno su cui si gioca la partita della competitività in Italia - aggiunge Realacci -. Andiamo verso un periodo di politiche a risorse zero. Questa proposta aiuta il Paese a produrre qualità, senza chiedere risorse aggiuntive».

L'obiettivo è incidere in modo concreto sul mercato e sulle inefficienze che affliggono il settore della progettazione. Come segnala Rampelli, tra le voci più influenti sui temi dell'architettura nel centro-destra: «con questo testo si dà una risposta puntuale alle degenerazioni del mercato».

Nessun intento corporativo, dunque. «Questa proposta contiene due punti decisivi per la competitività - aggiunge Mantini - la cultura della gara e la ricerca della qualità, demitizzando l'idea che queste regole siano burocrazia inutile. Altri Paesi europei come la Francia che hanno più tradizione nei concorsi riescono a contenere le procedure in tempi molto ristretti consentendo però anche un'ampia partecipazione. Anche il Comune di Milano, per fare un esempio, nel momento in cui ha cominciato a fare concorsi ha utilizzato una buona procedura standard capace di arrivare al traguardo in qualche mese, mentre quando il tentativo è quello di evitare le gare, come nel caso dell'Expo, il risultato è l'inefficienza». © RIPRODUZIONE RISERVATA

  • Ermete Realacci, Pd - "Questa proposta aiuta il Paese a produrre qualità, senza chiedere risorse. Contiamo di aggiungere almeno 50 firme da tutti gli schieramenti, oltre alle nostre"
  • Fabio Rampelli, Pdl - "L'obiettivo è rispondere in modo concreto alle degenerazioni del mercato. Giusto puntare sui concorsi, con tempi rapidi e certezza di arrivare ai cantieri"
  • Pierluigi Mantini, Udc - "Basta con la convinzione che la cultura della gara e la ricerca della qualità siano burocrazia inutile. Si tratta di due punti decisivi per aumentare la competitività del Paese"

 

di Mauro Salerno
da Edilizia e Territorio - Progetti e Concorsi n. 28 del 18/23.07.11


Gli steccati Infrastrutture-Cultura - Il Parlamento superi il nodo competenze

Pronti via: la proposta di legge per la qualità dell'architettura appena sbarcata alla Camera con il numero 4492 si prepara ad affrontare un iter complesso anche perché di certo non soffrirà per la solitudine.

Il testo frutto dell'iniziativa lanciata in autunno da «Progetti e Concorsi» e sostenuta da centinaia di lettori non è l'unico in Parlamento sul tema del rilancio dell'architettura e della qualità dei progetti di trasformazione del territorio. Sono quasi dieci anni che il tema riaffiora con andamento carsico nelle aule di Montecitorio e Palazzo Madama. Con iniziative legislative promosse da ministri di entrambi gli schieramenti. A partire da Giovanna Melandri cui si deve una proposta avanzata nell'ormai lontano 1999, rilanciata da Giuliano Urbani nel 2003 e ripresa nel disegno di legge presentato dall'ex ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi, nel 2008. Per lo più progetti-manifesto privi di una reale capacità di incidere sul mercato della progettazione e finiti in uno dei cassetti delle tante commissioni parlamentari.

Formalmente è anche un fatto di competenze. Finora l'iniziativa di rilancio dell'architettura contemporanea è sempre stata considerata un'operazione prima di tutto «culturale» e dunque di appannaggio del ministero di tutela. Peccato che però di fatto ognuna di queste iniziative riguardi opere pubbliche, e dunque appalti, e dunque materia riservata al ministero delle Infrastrutture.

Risultato? Finora i progetti di legge sull'architettura non si sono spinti oltre l'enunciazione di obiettivi di principio. E il tema della qualità della progettazione è rimasto ai margini del dibattito che ha condotto all'elaborazione del codice dei contratti e del regolamento attuativo in vigore dall'8 giugno.

Ora sarebbe il caso di cogliere l'occasione offerta dalla presentazione di questa nuova proposta di iniziativa "extra-parlamentare" per far saltare gli steccati. Le premesse ci sono: grazie soprattutto al consenso bipartisan che ha permesso di apporre in calce alla proposta di legge le firme di parlamentari dei principali schieramenti di Montecitorio.

Forse la strada migliore per arrivare davvero all'approvazione sarebbe quella di riunificare le proposte in campo: quelle nate con l'obiettivo di fissare dei principi generali e quelle, come la nostra, pensate per scardinare le resistenze e rompere l'attuale assetto del mercato. Per farlo bisogna, per una volta, andare oltre i cavilli giuridici e superare gli steccati delle competenze: da una parte i Beni culturali, dall'altra le Infrastrutture. Puntando a fare in modo che entrambi i ministri possano dire la loro e promuovere un'iniziativa capace di riscuotere un connesso trasversale, anche fuori dalle aule di Montecitorio, tra i costruttori, progettisti, associazioni e cittadini. È questa la sfida che attende ora il Parlamento. © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

di Mauro Salerno
da Edilizia e Territorio - Progetti e Concorsi n. 28 del 18/23.07.11


LA PROPOSTA DI LEGGE SUI CONCORSI DI ARCHITETTURA - UN'INIZIATIVA DI «PROGETTI E CONCORSI»

Scegliereste la vostra prossima auto senza neppure averla vista in fotografia, fidandovi solo della marca? Certo, se si trattasse di una Ferrari tutti ci faremmo un pensierino, ma se invece i ballo ci fosse un marchio molto meno glamour? Impensabile nella vita di tutti i giorni, la scelta al buio diventa quasi la norma quando si tratta di progettare il futuro delle nostre città. E non solo quando a garantire della qualità dei progetti c'è la firma di un'archistar.

In base a dati forniti dal Cresme, in Italia circa un progetto su due viene affidato senza avere la minima idea di cosa sarà realizzato, sulla base di rapporti fiduciari tra progettisti e amministrazione oppure di gare assegnate tenendo conto solo dello sconto sul servizio di progettazione. Il trasparente confronto tra progetti in Italia è merce rara come i concorsi di architettura.

L'ultimo rapporto diffuso dall'Oice sull'andamento del mercato dei servizi di progettazione certifica che nei primi cinque mesi del 2011 sono stati banditi soltanto 76 concorsi di architettura (di idee o di progettazione). Tanto per avere un confronto, in Francia, nello stesso periodo, sono stati 639.

Creare un mercato vero, fatto di gare e concorsi per scegliere il miglior progetto, aperto ai giovani, senza sbarramenti di fatturato, in ossequio al principio che la concorrenza è il modo migliore per assicurare consenso e qualità degli spazi pubblici, è l'obiettivo della proposta di legge per la qualità della architettura, lanciata dal Sole 24 Ore attraverso il settimanale «Progetti e Concorsi».

Il testo (scaricabile qui) non è una norma manifesto, ma un progetto pensato per incidere sul Codice dei contratti pubblici, puntando a limitare le commistioni tra Pa, progettisti e imprese. Prevede che le amministrazioni locali siano tenute a vagliare attraverso un concorso il miglior progetto di un'opera pubblica, piccola o grande che sia. Applicando così anche in Italia il modello francese inaugurato negli anni'70 con il Beaubourg, vinto da Renzo Piano, tra i primi ad aderire all'iniziativa.

I concorsi, insomma, non solo per realizzare musei e biblioteche, gare-evento utili ai fini del marketing urbano, ma strumento ordinario per creare scuole, piazze, parchi all'interno di un mercato trasparente e capace di valorizzare il talento.

Oltre a quello di centinaia di professionisti dai volti più o meno noti la proposta ha ricevuto il consenso del Consiglio nazionale degli architetti ed è stata sottoscritta dai 105 ordini provinciali. «Condividiamo l'obiettivo di riportare la progettazione al centro del processo di realizzazione dei lavori pubblici - ha spiegato Leopoldo Freyrie, presidente del Cnappc - l'obiettivo è portare la proposta di legge sul tavolo del ministro della Beni culturali Giancarlo Galan - chiedendo il suo impegno a portare avanti il cammino di questa proposta di legge. Abbiamo già ricevuto dei segnali positivi in questo senso».

Nel frattempo, la proposta di legge ha ricevuto anche un consenso bipartisan in Parlamento, dove la proposta di legge potrebbe entrare dall'ingresso principale grazie all'impegno offerto da esponenti della maggioranza e dell'opposizione a farsi promotori dell'iniziativa legislativa.

 

di Mauro Salerno
da Il Sole 24ore del 23.06.11


ALA / ARCHITETTI E INGEGNERI - Architettura, basta penalizzazioni. Gabbiani: stop ai ribassi. La sfida sono i listini di produzione. Il presidente di Ala Assoarchitetti chiede per la riforma una proposta di legge condivisa.

La proposta di redigere una nuova legge sull'architettura ha incassato l'adesione degli ordini professionali e anche della nostra associazione. Il tema è tuttavia troppo delicato e complesso, prescindendo dall'accoglienza che le riserverà il Parlamento, perché si possa ritenere esaurito con quanto fino ad ora uscito, pur in gran parte condiviso.

Ci sembra indispensabile che in questo momento, nel quale con alterni risultati si sono aperti dialoghi tra le componenti del mondo professionale (Ordini, Inarcassa, Associazioni sindacali) ai quali forse potrebbero partecipare anche i costruttori su un piano paritario, non si debba perdere l'occasione per apportare miglioramenti veramente decisivi al quadro legislativo nel quale operano gli attori del fare architettura. Quindi una qualsiasi proposta di legge sul tema deve provenire dalla condivisione dei temi più incisivi.

Oggi l'architetto agisce in un quadro di riferimento profondamente cambiato e in ulteriore evoluzione. Il suo ruolo e la sua autorevolezza sono stati profondamente indeboliti dall'eccessivo numero di laureati e diplomati e dalla concorrenza delle imprese appaltatrici, degli enti pubblici, di coloro che svolgono la professione agendo da più lati del tavolo. Una situazione che ha impedito la nascita e il consolidamento di un numero adeguato di studi strutturati, che avrebbero potuto meglio tenere il mercato interno delle occasioni importanti, costituire scuole e esperienze, espandersi all'estero, distribuire lavoro ai professionisti meno strutturati provvisti di interessanti specializzazioni.

Studi che avrebbero potuto anche svolgere quel ruolo di promotori dell'Italian Style e della produzione di componenti dell'architettura, per i quali l'Italia è ancora nota e interessante nel mondo.

Se non si mira ad obiettivi un poco in alto, ogni legge avrà più il sapore di un protezionismo fuori tempo, che la funzione di operare una vera riforma culturale, con la quale salvaguardare le città, il paesaggio, il territorio, la qualità della vita, oltre che le centinaia di migliaia di professionisti del progetto, i collaboratori e le loro famiglie, in definitiva degli addetti alle costruzioni.

Se la proposta non sarà promossa da un governo convinto che penalizzare gli architetti non corrisponde all'interesse generale, che il massimo ribasso che va sotto i costi di produzione è un dumping inammissibile in un paese progredito, la legge sarà poco utile, come dimostra il fatto che anche l'Autorità di Vigilanza, che coraggiosamente ha escluso le offerte anomale mascherate nel massimo ribasso è stata di fatto inascoltata.

Dopo aver ingigantito la struttura e i costi del progetto, con normative tecniche precise e tassative, ha aumentato la burocrazia malgrado i proclami di semplificazione, ingigantite le responsabilità del progettista e del direttore dei lavori, che devono ormai sostituirsi alle certificazioni pubbliche, la liberalizzazione a metà che fu avviata con l'abrogazione delle tariffe, s'è rivelata una tagliola che spinge gli studi a contendersi i pochi incarichi scendendo sotto dei costi.

Per uscire da questo circolo vizioso occorre che il primo passo, complementare alle integrazioni che abbiamo più volte suggerito e antecedente alla stessa presentazione della proposta di legge sull'architettura, sia la determinazione dei costi di produzione delle prestazioni professionali. Il mondo della professione dovrà seguire la strada tracciata dalle altre categorie imprenditoriali, che da tempo non lavorano più o non hanno mai lavorato sulla base di tariffe minime, ma bensì predisponendo listini dei prezzi di produzione, in collaborazione tra le Camere di Commercio e le Associazioni di categoria. E' questa la sfida che compete agli Ordini, al Cna, al Cni e alle associazioni sindacali come la nostra, che devono trovare rapidamente una via d'intesa, per proporre una legge sull'architettura che sia fondata sulla concretezza del valore sociale ed economico della posta in gioco.

 

di Bruno Gabbiani, presidente Ala Assoarchitetti 
da Italia Oggi del 08.06.11


UNA LEGGE PER L'ARCHITETTURA - Il sì di Ala: «Proposta coraggiosa» - L'INTERVENTO

Con la proposta di legge sui concorsi di progettazione, «Progetti e Concorsi» ha assunto una posizione coraggiosa e lungimirante. Da vent'anni la legislazione ha via via ridotto l'autorevolezza dei progettisti liberi professionisti, anteponendo l'appaltatore e i processi industriali all'apporto dell'inventiva, dei saperi, delle esperienze e dell'etica dell'architetto. Anche il triste e ampio panorama delle opere incompiute aveva indotto a sbrigative formule «chiavi in mano» quali l'appalto concorso e l'appalto integrato, a privilegiare gli aspetti burocratici del progetto, a cercare un risultato certo pur che sia e di conseguenza a dare priorità alle attività in house degli enti pubblici. L'applicazione di queste leggi ha dato però frutti insoddisfacenti: per le amministrazioni e i cittadini, con la riduzione della qualità delle opere pubbliche, esito di progetti disattenti alla qualità della vita; per i produttori di componenti per le costruzioni, che scontano la decadenza degli studi italiani, che non sono più in grado di promuovere all'estero il sistema Italia; per i dipendenti pubblici, che per rincorrere i ruoli progettuali hanno abbandonato quello più appropriato di responsabile del procedimento; per gli architetti, espropriati del loro mestiere e abbandonati a un'impari concorrenza con gli studi stranieri.

I punti della proposta di legge, quasi tutti condivisibili (esprimiamo un'unica riserva sull'estensione del concorso alla committenza privata, poiché non è così pacifico favorire l'intromissione del pubblico nel privato e indebolire l'istituto del rapporto fiduciario) sono quasi rivoluzionari: primi fra tutti l'eliminazione degli appalti integrati e delle progettazioni in house e Ala non può che aderire.

Rimangono tuttavia scoperti altri aspetti che proponiamo d'integrare per pervenire a un sistema trasparente per tutti gli architetti in modo tale che il loro lavoro sia giudicato da commissioni veramente super partes. Dichiarando fin d'ora la nostra adesione, proponiamo quindi di aggiungere: l'obbligo di clausole e modalità di partecipazione chiare, semplici e uniformi a livello nazionale; il divieto di praticare prezzi inferiori ai costi di produzione delle prestazioni; che i concorsi debbano essere inseriti nel programma triennale delle opere e banditi con almeno sei mesi di preavviso; l'istituzione di un elenco nazionale dei concorsi, dei vincitori e degli affidamenti, tenuto a cura dell'Autorità di Vigilanza e pubblicato su internet, dal quale debbano essere sorteggiati i commissari.

 

di Bruno Gabbiani, Presidente Ala - Assoarchitetti
da Edilizia e Territorio - Progetti e Concorsi n. 22 del 06/11.06.11


Architetti: sì alla legge per qualità e concorsi. Gli Ordini provinciali sottoscrivono la proposta avanzata dal nostro giornale.

Simbolicamente è come se avessero firmato tutti gli architetti italiani. La sottoscrizione degli Ordini provinciali, alla Conferenza nazionale degli Ordini tenutasi venerdì 27 e sabato 28 maggio a Roma, rilancia in maniera ufficiale la proposta di legge popolare per l'architettura avanzata da «Progetti e Concorsi» e apre il cammino verso la sua approvazione.

«Da parte nostra la sottoscrizione rappresenta una presa di posizione molto forte - sottolinea il presidente del Consiglio nazionale degli architetti, Leopoldo Freyrie -. Porteremo la legge sul tavolo del ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan, chiedendo un suo impegno a portare avanti la legge. Abbiamo già ricevuto dei segnali positivi in questo senso».

La proposta di legge (scaricabile dal nostro sito web) prevede che le amministrazioni locali siano tenute a vagliare attraverso un concorso di idee o di progettazione il miglior progetto di un'opera pubblica, piccola o grande che sia. Applicando così anche in Italia il modello francese inaugurato negli anni '70 con il Beaubourg e da noi seguito con successo dalla Provincia di Bolzano, che proprio puntando sul sistema dei concorsi negli ultimi anni ha allevato una generazione di giovani progettisti, capace di costellare il territorio di innesti contemporanei di alto valore architettonico. I concorsi, insomma, non solo per realizzare musei e biblioteche, gare-evento utili ai fini del marketing urbano, ma strumento ordinario per creare scuole, piazze, parchi all'interno di un mercato trasparente, aperto ai giovani e capace di assicurare il consenso e la qualità degli spazi pubblici.

L'iniziativa di «Progetti e Concorsi» è stata al centro della Conferenza nazionale degli architetti, in cui si è discusso di come ridare smalto al ruolo dei professionisti, rimettendo il progetto al centro del processo edilizio. Oltre a eliminare gli sbarramenti legati a curriculum e fatturato, per facilitare l'accesso al mercato degli studi più giovani Freyrie rilancia anche l'idea dei quaderni della giovane architettura. sul modello francese dei "cahiers de jeunesse", in modo da permettere a 100 giovani progettisti selezionati attraverso un bando annuale, di ottenere un "pass" per gare. Novità anche per le giurie spesso monopolizzate da commissari interni alle amministrazioni. La proposta di legge impone la presenza di professionisti di provata esperienza. «Giusto - chiosa Freyrie -. Magari selezionati all'interno di un albo ad hoc, formato da professionisti che si impegnano a non partecipare alle gare per un certo periodo di tempo».

Tra i progetti discussi all'interno della Conferenza nazionale anche l'idea di sviluppare un piano per la rigenerazione della città, insieme a costruttori e società di ingegneria che proprio la settimana scorsa, in occasione degli Stati generali delle costruzioni, hanno ribadito il sostegno alla proposta di legge per bocca di Paolo Buzzetti (presidente dell'Ance) e di Braccio Oddi Baglioni (Oice).

Del resto, l'idea di intervenire sul codice degli appalti per rendere vincolanti i concorsi e scardinare le gabbie che ingessano il mercato della progettazione ha incontrato subito il favore di centinaia di progettisti a partire da Renzo Piano. E ha raccolto anche un consenso bipartisan in Parlamento, dove la proposta di legge per la qualità dell'architettura potrebbe entrare dall'ingresso principale, grazie al sostegno offerto da esponenti della maggioranza e dell'opposizione, come Fabio Rampelli e Angelo Maria Cicolani (entrambi del Pdl) ed Ermete Realacci e Luigi Zanda (Pd).
© RIPRODUZIONE RISERVATA

  • Leopoldo Freyrie - "Abbiamo condiviso fin dall'inizio i contenuti della proposta di legge. La firma degli ordini provinciali non è solo un gesto simbolico, ma un impegno politico. Chiederemo al ministro dei Beni culturali Galan di farsi promotore della sua approvazione"

 

di Mauro Salerno
da Edilizia e Territorio - Progetti e Concorsi n. 21 del 30mag/04giu 2011


Professionisti. Una legge salva-architettura - Il progetto verrà firmato dai presidenti degli ordini provinciali. Parte il cammino della proposta di iniziativa popolare lanciata dal Gruppo 24 Ore.

ROMA - Inizierà domani il cammino "istituzionale" della proposta di legge popolare per l'architettura promossa dal settimanale del Gruppo 24 Ore «Progetti e Concorsi». L'occasione è fornita dalla Conferenza nazionale degli architetti, che riunirà a Roma i presidenti dei 105 ordini provinciali. «Tutti insieme - annuncia Leopoldo Freyrie - presidente del Consiglio nazionale degli architetti - sottoscriveremo il testo. È un gesto necessario per riportare la progettazione al centro del sistema di realizzazione dei lavori pubblici».

La proposta prevede che le amministrazioni locali siano tenute a vagliare attraverso un concorso di architettura il miglior progetto di un'opera pubblica, piccola o grande che sia. Applicando così anche in Italia il modello francese inaugurato negli anni '70 con il Beaubourg.

I concorsi, insomma, non solo per realizzare musei e biblioteche, gare-evento utili al marketing urbano, ma strumento ordinario per creare scuole, piazze, parchi all'interno di un mercato trasparente, aperto ai giovani e capace di assicurare il consenso e la qualità degli spazi pubblici. L'obiettivo è portare la proposta di legge sul tavolo del ministro della Beni Culturali, Giancarlo Galan, che oggi andrà in visita al Maxxi, per celebrare il primo compleanno del museo romano progettato da Zaha Hadid. «Chiederemo il suo impegno a portare avanti questa legge - dice Freyrie -. Pensiamo che ci ascolterà».

Presentata sul settimanale e dalle colonne di questo giornale la proposta di legge ha ricevuto l'apprezzamento di grandi firme come Renzo Piano (che ha cominciato la sua folgorante carriera proprio con il Beaubourg), insieme a quello di centinaia di professionisti dai volti più o meno noti. E un consenso bipartisan in Parlamento. «Condivido la proposta - dice Fabio Rampelli, deputato Pdl tra le voci più influenti sui temi dell'architettura nel centrodestra -: mi sembra che contenga una risposta puntuale alle degenerazioni del mercato». «I concorsi rappresentano la strada principale per ricominciare a produrre bellezza in Italia. Non sarà difficile trovare un appoggio trasversale», conferma Ermete Realacci, ex presidente di Legambiente e deputato Pd.

Un impegno a sostenere il provvedimento è arrivato anche dai costruttori dell'Ance e dalle società di ingegneria (Oice). Oltre a rendere la gare vincolanti la proposta mira a facilitare l'accesso del mercato degli studi più giovani, eliminando gli sbarramenti legati al fatturato. Tra le soluzioni Freyrie rilancia anche quella dei quaderni della giovane architettura sul modello francese dei "cahiers de jeunesse" che permette ai giovani progettisti di accedere ai concorsi attribuendo ai loro progetti, pur non realizzati, un punteggio utile ai fini della gara. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il contenuto del Ddl

  • 01 | L'INIZIATIVA. La proposta di legge popolare per la qualità dell'architettura è un'iniziativa del settimanale «Progetti e Concorsi» del Gruppo 24 Ore. Il testo, che ha trovato il sostegno di centinaia di professionisti, è stato pubblicato per la prima volta a febbraio (n.5/2011)
  • 02 | PIU' GARE, MENO FIDUCIA. L'obiettivo è creare un vero mercato della progettazione, centrato sulle gare e i concorsi di architettura. La proposta prevede di abbassare da 100mila a 40mila euro la soglia sotto la quale sono ammesse procedure diverse dalla gara pubblica, riducendo drasticamente lo spazio per gli incarichi fiduciari
  • 03 | CONCORSI VINCOLANTI. I concorsi di idee o di progettazione diventano la via prioritaria per affidare il progetto di un'opera pubblica. Nasce anche la figura dell'advisor in grado di supportare le amministrazioni nella gestione delle competizioni.
  • 04 | SPAZIO AI GIOVANI. Basta con gli sbarramenti di curriculum, fatturato e organico. Ai concorsi si partecipa solo con il progetto.

 

di Mauro Salerno
da Il Sole 24ore del 26.05.11
 

invia la tua opinione!

 


 



 



 

Commenti

22/10/2011 23:01: Grazie Confindustria.
E' impressionante assistere al processo di condizionamento del parlamento da parte di gruppi di pressione per l'emanazione di una proposta di legge presentata apparentemente nell'interesse generale ma in realtà volta a promuovere l'interesse di pochi. Il caso della proposta di legge di E.eT. è esemplare in questo senso. Una rivista edita dal sole 24 ore, di proprietà della Confindustria, presenta una proposta di legge per la "qualità dell'architettura" (come se in Italia vi fosse grande produzione di architettura senza qualità) che raccoglie l'adesione di molti consigli e del CNA. Tutto questo consenso è solo verticistico, perchè nessun consiglio si è preoccupato di informare i propri iscritti sui contenuti della proposta e ancor meno di indire assemblee per raccoglierne l'opinione. Molti parlamentari di destra e sinistra, pur di blaterare a vanvera di concorrenza e di etica del concorso, hanno aderito in massa senza neppure fare la fatica di leggerla. La proposta viene quindi dalla confindustria, il sindacato degli imprenditori, quel sindacato che ha fatto pressioni sui governi per fare le privatizzazioni delle aziende pubbliche, cioè nostre, finite per pochi spiccioli nelle mani di qualche loro influente associato. Quel sindacato che ha fatto pressione sui governi per accorciare i tempi di conseguimento della laurea (servivano laureati con preparazione approssimativa da immettere presto nel mondo del lavoro) con l'invenzione del 3+2 distruggendo così la formazione universitaria delle attuali e prossime generazioni. Infine quella Confindustria che vuole liberalizzare le professioni a vantaggio delle grandi società di ingegneria loro associate (le "lenzuolate" di Bersani rientrano in questa logica). I nostri illustri rappresentanti, sapendo bene come stanno le cose, aderiscono compatti ad una proposta di legge della Confindustria che dovrebbe promuovere i nostri interessi (che altruisti!) ma finirà invece per distruggere definitivamente la professione di architetto
mario porreca

vedi anche:

Oice ed Ance: sì alla legge di EeT

Progettazione & Codice Appalti - EeT Progetti e Concorsi

Altri sì alla proposta del "Sole 24ore"

Progettazione & Codice Appalti - EeT Progetti e Concorsi

Lo dicono i dati: serve una legge

EeT "Progetti e Concorsi" - agg. rassegna stampa

Una proposta per rilanciare l'Architettura

Progettazione & Codice Appalti - EeT Progetti e Concorsi

Diciamo sì alla vostra proposta di legge

EeT "Progetti e Concorsi" - rassegna stampa

Corruzione e inefficienza negli appalti

Architetti e Lavori Pubblici - di Enrico Milone

Le mentite spoglie della "consulenza"...

Progettazione & Codice Appalti - di F. Orofino

«Non solo archistar, si guardi ai progetti»

Amedeo Schiattarella - Intervista del Sole 24 Ore

L'indipendenza della figura di controllo

Norme sismiche & progettisti/DL - di F.Orofino

L'Ordine di Roma contro il Codice degli Appalti

intervento del presidente Amedeo Schiattarella


data pubblicazione: giovedì 13 ottobre 2011
architettiroma è su twitter architettiroma è su facebook le istruzioni per iscriversi al feed RSS Iscriviti alla newsletter di architettiroma.it
Architettura sul web Al via la legge di EeT