Incarichi senza gara fino a 193.000 euro

di Enrico Milone - L.180/2011 Statuto Imprese

vedi aggiornamento del 10.12.11
N.B. Il Dl 201 del 06.12.2011 ha cancellato l'art. 12 della L.180/2011

 

La legge 180 dell'11.11.2011 (Statuto delle imprese), art.12, ha elevato a 193.000 euro (125.000 per i ministeri) la soglia sotto la quale non viene fatta la gara d'appalto per gli incarichi pubblici di progettazione e altre prestazioni professionali. La soglia era inizialmente 40.000, poi con leggi successive è stata elevata prima a 100.000 ed ora a 193.000.

Come vengono affidati gli incarichi ? La stazione appaltante invita a presentare offerta almeno 5 soggetti scelti tra quelli individuati mediante una indagine di mercato o tra quelli iscritti in un elenco formato dalla stessa stazione appaltante. E' chiaro che il potere di scelta discrezionale è molto ampio, quasi assoluto perché l'elenco è formato dall'amministrazione, la scelta dei soggetti da invitare spetta all'amministrazione e i criteri di selezione delle 5 offerte sono determinati dalla amministrazione. Ancora una volta nel nome della semplificazione, è stata sacrificata la trasparenza nella gestione del pubblico danaro. Il massimo della discrezionalità si verifica negli incarichi fino a 40.000 euro, che vengono affidati invitando un solo professionista, senza alcuna formalità.

Dato che oltre il 90% degli incarichi professionali resta sotto la soglia, si può affermare che siamo tornati alla situazione dell'incarico fiduciario precedente alla riforma Merloni, legge 109/1995. Incarico fiduciario che aveva determinato la lottizzazione degli incarichi tra i partiti politici ed era parte integrante del sistema di corruzione degli appalti, cioè di tangentopoli. E' la fine di una visione utopistica della professione, che immaginava che tutti gli iscritti all'Ordine potessero partecipare alle gare con il loro curriculum e con l'offerta di prezzo della prestazione professionale. Resta solo il sistema del concorso di progettazione che consente, anche se purtroppo solo in alcuni casi, la partecipazione di tutti gli iscritti all'Ordine. Ma è poco praticato dalle amministrazioni, costoso per gli architetti e comunque non può essere applicato agli incarichi di direzione lavori e di coordinamento per la sicurezza.

D'altronde non si può dire che il sistema delle gare d'appalto per gli incarichi, che è stato così reso inapplicabile, funzionava. Quale era il sistema? Da 100.000 fino 193.000 euro, per essere ammesso alla gara il professionista doveva negli ultimi 5 anni avere avuto un fatturato 3-5 volte l'importo in gara, negli ultimi 10 anni incarichi analoghi 2-4 volte l'importo in gara nonché 2 incarichi di importo totale 0,4-0,8 l'importo in gara. In sostanza la gara aveva regole tali da escludere la grandissima maggioranza degli studi professionali.

Perciò (per incarichi fino a 193.000) con questa legge è stato giustamente abbandonato un criterio di gara che esclude la maggioranza dei professionisti. Ma, in sostituzione, è stato impiantato un criterio che li esclude ugualmente perché la partecipazione è possibile solo se al professionista perviene un invito da parte di una delle circa 10.000 stazioni appaltanti italiane (tra le quali oltre 8.000 comuni). 

A monte di quanto scritto, il fatto strano sul quale occorrerebbe meditare, è che la norma è stata inserita nella legge denominata "Statuto delle imprese" n.180 dell'11 novembre 2011, art.12, con l'obiettivo di "favorire l'accesso delle  micro, piccole e medie imprese agli appalti pubblici di lavori e servizi di progettazione...". Appalti di progettazione ai quali le imprese non possono partecipare, perché riservati a liberi professionisti anche associati e società di ingegneria.

 

di Enrico Milone, architetto
del 01.12.11

 

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Commenti

01/12/2011 19.28: titolo
C'è da notare come la tariffa professionale costituisca, secondo i nostri politici liberali e liberisti, un ostacolo allo sviluppo della concorrenza e del mercato. Tariffa professionale che, come tutti sanno, non esiste nei rapporti tra privati, soggetti alla massima concorrenza. Gli stessi liberali non si preoccupano minimamente degli affidamenti di incarico da parte degli Enti pubblici. Forse con il governo Monti (ex commissario alla concorrenza) si può provare a chiedere una revisione delle gare per affidamento per incarichi professionali
Paolo Marcucci

02/12/2011 10.48: Era ora
Evviva finalmente si lavora! le gare di progettazione come sanno tutti sono una farsa. Nelle opere pubbliche poi le gare a massimo ribasso hanno soltanto alimentato la corruzione. La legge Merloni è la peggiore legge sulle oo.pp. di tutta l'Europa.
Mario Porreca

03/12/2011 09.47: fa il paio con l'apertura alle soc. di capitali?
La riserva sugli appalti di progettazione che citi alla fine del commento è stata superata dalla apertura alle imprese che potranno costituire società di professionisti con partecipazione minoritaria di questi ultimi a favore dei soci di capitale, cioè l'impresa. O sbaglio?
maurizio pellini

03/12/2011 17.08: Caro Porreca
Gentile collega, hai ragione perfettame nell'affermare che la legge Merloni è una delle peggiori leggi in Europa per l'affidamento dei servizi di architettura ed ingegneria, tuttavia ritengo alquanto schizzofrenico, in un momento così difficile per tutti, la tua difesa del meccanismo della fiduciarietà nel sistema dell'affidamento degli incarichi. Dico questo perchè conosco bene il sistema dell'incarico fiduciario e ti ricordo come esso, funziona bene, quando "egoisticamente" ci si accaparra l'incarico per amicizia e qualche volta per "fiducia conquistata", ma se ti gira male, proprio perchè basato sulla conoscenza e/o sulla simpatia (per dirla eufemisticamente...!) ti può far rimanere per anni all'asciutto senza poter dire neanche una parola, peggio del meccanismo infernale della Merloni. Allora, poichè penso che tutte queste considerazioni tu le conosci bene e forse pure meglio di me, ti inviterei, insieme a tutti gli altri colleghi italiani, ad abbandonare i nostri bellissimi ed accademici discorsi sui mali della professione, tentando di organizzare un movimento di mobilitazione e di protesta, fatta di azioni eclatanti e non silenziose, scendendo in piazza come tante altre categorie di lavoratori, che si lamentano quotidianamente ma forse se la pasano meglio di noi, in modo tale che tutti si rendano conto della situazione drammatica che viviamo. Considerando che, al contrario di avvocati, medici e quant'altro, non abbiamo quasi nessun rappresentante in parlamento e alla luce del fatto che la società italiana, ha una visione distorta della nostra professione, poichè ci vede ancora come una "casta" di privilegiati, ritengo la mobilitazione (..forse Rivoluzione..) alquanto necessaria. COSTRUIAMO PRIMA LA PROFESSIONE ED I PROFESSIONISTI POICHE' NON CI PUO' ESSERE IN ITALIA ARCHITETTURA SENZA PROFESSIONE.
Arch. Valerio Taccone

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data pubblicazione: giovedì 1 dicembre 2011
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