Un nuovo teatro a Renzo Piano (?)

Roma - Parco delle Arti - breve rass.stampa

Alemanno: con Piano un nuovo teatro d´opera - Il progetto di Piano e Muti una maxisala per la lirica - Sogno di Muti e progetto di Piano una Casa della lirica nelle ex caserme. Su richiesta di Riccardo Muti, il sindaco di Roma Alemanno ha annunciato l'idea di un nuovo Teatro dell'Opera da 3mila posti. A maggio Renzo Piano presenterà un progetto.

Il sogno di Muti firmato da Piano: una sala da tremila posti dedicata all´opera lirica ma aperta a ogni tipo di spettacolo, da realizzare nel quartiere Flaminio, al centro di quel Parco delle Arti che dovrà raccordare Maxxi, Auditorium, Villa Glori, Ponte della Musica. Ne parla, a margine della conferenza stampa della stagione di Caracalla, il sindaco Alemanno: «Stiamo pensando a una sala moderna, multifunzionale, una sorta di dependance del teatro dell´Opera». L´idea sarebbe inizialmente attribuibile al maestro Riccardo Muti, ormai legato da una collaborazione continuativa che ha ridato prestigio al Teatro, e affidata poi alla creatività dell´architetto genovese. 

L´idea del maestro Muti sarebbe di dare vita, per il pubblico della grande classica e della lirica, ad un teatro da tremila persone o più, proprio per le opere liriche.

«Roma ha bisogno di questa struttura - ha aggiunto Alemanno - e ha bisogno di averla lì, proprio vicino al Parco della Musica dove ha sede l´Accademia di Santa Cecilia. Dobbiamo dare una destinazione a quell´area di via Guido Reni e spero che a maggio, quando verrà a Roma Renzo Piano per discutere di questo progetto, potremo annunciarlo insieme».

Un progetto che andrebbe a completare quel Parco delle Arti che sta diventando, nel corso degli anni il Flaminio. Oltre le idee, resta da verificare, in tempi veramente ardui, la disponibilità di fondi per un progetto di questa entità. Alemanno: «Se c´è la fattibilità economica, si potrà annunciare e partire subito con i lavori. Sarebbe bellissimo unire il genio di Riccardo Muti con il genio di Renzo Piano».

di Francesca Giuliani
da La Repubblica del 06.04.12


Alemanno: un teatro lirico firmato da Renzo Piano nelle caserme di via Reni - «Un tempio della lirica nelle caserme di via Reni». Il sindaco: un comprensorio culturale firmato Renzo Piano.

Il Campidoglio accelera sul Parco della Musica e delle Arti, che sarà affidato all'architetto Renzo Piano e che dovrebbe sorgere al Flaminio, nello spazio delle ex caserme di via Guido Reni. Il sindaco lo annuncia durante la conferenza stampa di presentazione della Stagione estiva dell'Opera a Caracalla: «Vogliamo realizzare una grande sala polifunzionale per musica e ogni tipo di spettacolo nell'area delle caserme davanti al Maxxi, in via Guido Reni», dice Alemanno. Si tratterebbe di «una sala moderna, multifunzionale», spiega il sindaco. Insomma, nel quartiere Flaminio si completerebbe un grande comprensorio culturale, una sorta di Covent Garden romano, «che va da Villa Glori al Ponte della Musica, passando per l'Auditorium e il museo Maxxi». I tempi? Il Campidoglio vuole dare una sterzata prima dell'estate. «Dobbiamo dare una destinazione a quell'area - sottolinea il sindaco - Spero che a maggio, quando verrà a Roma Renzo Piano per discutere di questo progetto, potremo annunciarlo insieme».

Il progetto, inserito nel masterplan firmato da Renzo Piano, era parte integrante del grande progetto strategico per il futuro di Roma, presentato l'anno scorso agli Stati generali della Capitale, all'Eur. Adesso, Gianni Alemanno vuole accelerare la realizzazione di uno dei punti qualificanti di quel programma, sul fronte della cultura: il Parco della Musica e delle Arti, affidato all'architetto genovese (che ha anche firmato l'Auditorium-Parco della Musica) e che sorgerebbe al Flaminio, nello spazio delle ex caserme di via Guido Reni. Con una nuova sede del teatro dell'Opera, una sorta di depandance della struttura principale, che sarebbe ospitata nell'ex Stabilimento militare materiali elettrici di precisione: una delle caserme passate dal Demanio al Campidoglio.

Il sindaco lo annuncia durante la conferenza stampa di presentazione della Stagione estiva dell'Opera a Caracalla: «Vogliamo realizzare una grande sala polifunzionale per musica e ogni tipo di spettacolo nell'area delle caserme davanti al Maxxi, in via Guido Reni», dice Alemanno. «L'intenzione del maestro Muti è quella di avere un grande teatro, da tremila persone o più, per le opere liriche», aggiunge Alemanno. Che poi, riguardo alla scelta della nuova location, definisce l'idea dell'amministrazione comunale: «Roma ha bisogno di questa struttura e ha bisogno di averla lì, vicino al Parco della Musica».

Insomma, nel quartiere Flaminio si completerebbe un grande comprensorio culturale, una sorta di Covent Garden romano, «che va da Villa Glori al Ponte della Musica, passando per l'Auditorium e il museo Maxxi». Nodo del progetto sarà l'asse di via Guido Reni: in pratica il grande viale che dal lungotevere porta davanti al Maxxi e all'Auditorium, oggi soffocato da auto in sosta perfino in mezzo alla carreggiata, diventerà un boulevard pieno di alberi, senza sosta e con una nuova linea tram che dai Parioli porterà i passeggeri all'Auditorium, sul ponte della Musica, nel quartiere Prati, lungo viale Angelico, e poi di nuovo dall'altra parte del fiume. Il progetto include anche la riqualificazione dello stadio Flaminio.

I tempi? Il Campidoglio vuole dare una sterzata prima dell'estate. «Dobbiamo dare una destinazione a quell'area - sottolinea il sindaco - Spero che a maggio, quando verrà a Roma Renzo Piano per discutere di questo progetto, potremo annunciarlo insieme». Secondo Alemanno, «se ci sarà la fattibilità economica, si potrà annunciare e partire subito con i lavori: sarebbe bellissimo unire il genio di Riccardo Muti con quello di Renzo Piano».

Un'incognita è data dalla disponibilità delle caserme: entrate nella partita dei contributi del Governo per il piano di rientro dal debito progresso di Palazzo Senatorio, sono ancora in attesa di un definitivo piano di valorizzazione, pena la restituzione dei beni immobili allo Stato.

di Fa.Ro.
da Il Messaggero del 06.04.12

 

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Commenti

18/04/2012 17:05: Già visto!
L'arrivo dei piemontesi e dintorni già c'è stato due volte........ 1870...... 1992...... e si conclude sempre con....................................... e vissero tutti (loro) felici e contenti! Roba da pazzi! Un consiglio al guidatore(Ale...), forse bisogna sentire se Fuk............ e le altre Archistars sono d'accordo con questo atto imperioso! Tanto gli altri (la maggior parte) professionisti che potremmo chiamare ARCHINDIGNADOS, non contano. Anzi non esistono!!!!
arch. gianfranco volpicelli

19/04/2012 10:51: titolo
aiuto!!!!!!!!!!!!!!! chi pagherà la costruzione e la gestione? sempre noi cittadini romani? farà la stessa fine del MAXXI per cui si parla di commissariamento? o dell'Auditorium? se si deve fare, almeno che sia veramente tutto privato nella costruzione e gestione, senza finanziamenti pubblici di qualsiasi tipo, e allora vedremo chi si farà avanti.
Luisa Benato

19/04/2012 13:55: titolo
un concorso no, vero? mah!
P.L.

22/04/2012 14:46: Qualche volta ritornano.
Finalmente, il grande Renzo Piano (quello che accettava l'incarico di Rutelli a bordo della sua barchetta da 35 metri per quella meraviglia dell'Auditorium) unico architetto in Italia dopo il grande Fuskas che può sopperire alla perenne carenza di architetti romani o quantomeno italiani!!Accolgo con molto piacere orgiastico questa notizia e ringrazio sentitamente il caro sindaco Alemanno per aver dato eloquente dimostrazione di come gli architetti romani o nazionali proprio non valgono una mazza!Ma si non bandiamo concorsi, come avviene per il resto d'Europa, ma diamo direttamente l'incarico a questo genio dell'architettura.E' l'ennesima dimostrazione, ove se ne sentisse ancora il bisogno, che la figura dell'Architetto in Italia o ha una bella barca da 35 metri e le amicizie che contano oppure è destinato alla pratica voyeuristica di vedere l'opera di architettura solo quella affidata al solito noto anche se nel mondo questi punti notevoli di architettura eseguiti dal grande VATE dimostrano la propria insufficienza (leggere su Internet le ultime notizia sul Beaubourg o l'aeroporto in Giappone o la sede dell'opera di padre Pio etc.)Può sembrare questo scritto una specie di pamphplet contro Piano, è solo una triste considerazione di quanto poco considerate sono le procedure per affidare incarichi, il comune di Roma eccelle per protagonismo ma quanto a qualità architettonica, lascio ad altri i commenti.Buona notte Roma!
Arch. Luciano Bracciani

vedi anche:

Basta incarichi senza concorso

Comunicato stampa Ordine Architetti Roma

il diritto all'Architettura è un diritto di tutti

la video intervista su RaiNews 24

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data pubblicazione: lunedì 16 aprile 2012
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