SCIA e Semplifica-Italia

di Enrico Milone - Legge 35/2012

La legge Semplifica-Italia, n.35 del 4 aprile 2012, di conversione del DL n.5 del 9.2.2012, è stata pubblicata sulla GU del 6 aprile 2012.

Esaminiamo le norme di maggiore interesse per gli architetti e per l'edilizia in genere.

SCIA complicata. L'art.2 della legge sulle semplificazioni modifica la norma sulla SCIA, legge 241/1990 art.19 comma 1, stabilendo che "ove espressamente previsto dalla normativa vigente", la SCIA deve essere corredata dalle attestazioni e asseverazioni di tecnici abilitati.
Quindi se la normativa vigente non lo prevede espressamente, le asseverazioni dei tecnici abilitati non occorrono. E, dato che, secondo la stessa legge sulla SCIA, gli "elaborati tecnici", cioè il progetto, sono allegati alle asseverazioni, non occorre neanche il progetto. Il che sarebbe, francamente, assurdo.
Allora cerchiamo di capire cosa prevede la normativa vigente. La norma principale, il TU dell'edilizia addirittura non menziona la SCIA, ma stabilisce che in caso di Permesso di costruire e di DIA occorre presentare un progetto e la dichiarazione di un tecnico abilitato. Ma non c'è una norma che stabilisce che il progetto va presentato a prescindere dal titolo abilitativo, e quindi anche in caso di SCIA.
Però esistono anche norme, che si applicano non in base allo strumento abilitativo, (SCIA, DIA ecc), ma in base al tipo di costruzione (in cemento armato, in zona sismica, soggette a controllo antincendi, ecc.). Queste norme stabiliscono che chi intenda fare lavori in cemento armato o in zona sismica, o in edifici soggetti a prevenzione incendi, ecc. deve presentare un progetto firmato da un tecnico abilitato, a prescindere dal fatto che il titolo abilitativo sia PdC, SCIA, CIL o DIA o si tratti di lavori liberi.
Quindi chi deve fare lavori sulle strutture deve presentare un progetto anche se fa uso della SCIA. Perché ai sensi della modifica introdotta nella SCIA, il progetto è "espressamente previsto dalla normativa vigente", che in questo caso sarebbe la norma sulle strutture portanti. Ma non si tratta del progetto "architettonico" bensì del progetto delle strutture.
Il pasticcio creato dalla nuova norma è evidente e deriva ancora una volta dal fatto che la SCIA è nata per le autorizzazioni di attività commerciali ed è stata rozzamente applicata all'attività edilizia senza inserirla nel Testo Unico dell'Edilizia.
Credo occorra un chiarimento da parte del Ministero competente, se basta. Altrimenti si imporrebbe una modifica per legge che stabilisca che la dicitura "ove espressamente previsto dalla normativa vigente" non si applica all'attività edilizia.

Impianti negli edifici. L'art.9 preannuncia un decreto ministeriale per il Modello di dichiarazione unica di conformità che sostituisce i modelli esistenti. La dichiarazione e la documentazione allegata sono conservate presso la sede dell'interessato ed esibite, a richiesta dell'amministrazione, per i relativi controlli. Resta fermo l'obbligo di comunicazione ai fini del rilascio del certificato di agibilità da parte del comune o in caso di allacciamento di una nuova fornitura di gas, energia elettrica o acqua. Con l'art.34 viene stabilito che le imprese abilitate per gli impianti negli edifici possono operare, ai sensi del DM 37/2008, oltre che per l'edilizia residenziale, per tutte le altre tipologie di edifici indipendentemente dalla destinazione d'uso.

Parcheggi pertinenziali. L'art.10 modifica l'art.9 comma 5 legge 122/1989 (Tognoli) consentendo il trasferimento della proprietà, ma solo con contestuale destinazione del parcheggio trasferito a pertinenza di altra unità immobiliare sita nello stesso comune. I parcheggi in concessione ricavati su aree comunali cedute in diritto di superficie, realizzati ai sensi del comma 4 possono essere ceduti separatamente dall'unità immobiliare alla quale sono legati da vincolo pertinenziale solo in presenza di espressa previsione contenuta nella convenzione stipulata con il comune, ovvero quando quest'ultimo abbia autorizzato l'atto di cessione.

DURC. Art.14 comma 6-bis. Nell'ambito dei lavori pubblici e privati dell'edilizia,
le amministrazioni pubbliche acquisiscono d'ufficio il documento unico di regolarità contributiva DURC. Analogamente dovranno acquisire la certificazione antimafia. I documenti non possono più essere chiesti all'impresa/ditta.

Modifiche al Codice appalti. Con l'art.20 viene istituita la Banca dati nazionale dei contratti pubblici, contenente la documentazione relativa agli operatori economici (presumibilmente anche per i servizi di architettura e ingegneria) partecipanti alle gare d'appalto. Pertanto, dal primo gennaio 2013, le stazioni appaltanti dovranno verificare i requisiti dei partecipanti alle gare soltanto tramite la Banca dati e non potranno più chiedere documentazione ai concorrenti.
Nei commi 1 e 2 viene modificato l'art.26 del Codice degli appalti per regolare la scelta degli sponsor per la realizzazione di lavori pubblici. Viene anche inserito nel Codice l'art.199 bis che stabilisce la procedura di selezione degli sponsor per i lavori sui beni culturali. Si tratta di una procedura complessa ed articolata, che parte dall'inserimento degli interventi da sponsorizzare, fin dal programma triennale dei lavori pubblici di ogni amministrazione.

Modifiche al Regolamento dei lavori pubblici. Con lo stesso art.20 vengono regolate le certificazioni per i lavori svolti all'estero con nuovi modi, sostituendo completamente l'art.84 del DPR 207/2010, regolamento del lavori pubblici.

Retribuzioni dei lavoratori. Con l'art.21 viene istituita la responsabilità solidale negli appalti fra committente-datore di lavoro e appaltatore o subappaltatore, per il pagamento delle retribuzioni dei lavoratori, incluso il TFR nonchè dei relativi contributi previdenziali. La responsabilità dura fino a due anni dalla fine dell'appalto.

Ambiente. Il Governo è delegato a emanare, entro 6 mesi, un decreto volto a disciplinare l'autorizzazione unica ambientale e a semplificare gli adempimenti amministrativi delle piccole e medie imprese. L'autorizzazione sarà rilasciata da un unico ente e sostituirà ogni comunicazione, notifica e autorizzazione ambientale (art.23-24).

Patrimonio immobiliare pubblico. Il governo emanerà entro 60 giorni un decreto per accelerare le procedure di verifica dell'interesse culturale degli edifici da dismettere (art.43).

Interventi di lieve entità in zone di tutela paesaggistica. L'art.44 prevede l'emanazione di un regolamento che modifica il regolamento 139/2010, attuativo dell'art.146.9 del codice dei beni culturali, per precisare gli interventi di lieve entità e per definire ulteriori semplificazioni.

Edilizia scolastica. Viene previsto un piano nazionale di edilizia scolastica per l'ammodernamento del patrimonio immobiliare scolastico e per la riduzione dei consumi e miglioramento dell'efficienza degli usi finali di energia.
Si sollecita l'intervento dei fondi immobiliari e il project financing per la costruzione di nuove e più efficienti scuole. Tra gli incentivi: sgravi fiscali sulla tassazione degli enti locali, possibilità di cessione di diritti edificatori e bonus volumetrici (art.53).

 

di Enrico Milone, architetto
del 21.04.12

 

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Commenti

25/04/2012 09.06: pesci fuor d'acqua
E' del tutto evidente ormai, che chi emana leggi sia totalmente assente dalla vita reale, tant'è che dal ideale ed iperuranio nobile sentimento semplificatorio, ne deriva ulteriore caos ed incertezza a dimostrazione che il testo unico che tanto aveva fatto, sia diventato più che unico, uno dei tanti testi da cui ricavare un iter procedurale che poi diventerà episodico a seconda del municipio o dei "vezzi" del tecnico comunale ......... è sempre più sfascio totale ....(o aiutino ai furbetti del quartierino ?)
Claudio Flabiano

vedi anche:

Legge Sviluppo: le modifiche al DL

di Enrico Milone - SCIA, PDC, APPALTI & PIANO-CITTÀ

DL Sviluppo: nuove norme per l'edilizia

di Enrico Milone - SCIA, PDC, APPALTI, BB.CC.

Nuovo Regolamento LLPP

di Enrico Milone - DPR 207/2010 Codice appalti

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data pubblicazione: martedì 24 aprile 2012
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