Piano casa, II circolare esplicativa

Regione Lazio - agg. rassegna stampa

Piano casa, la Regione fa dietrofront. Riscritta parte della norma per evitare la bocciatura della Corte costituzionale.

Una brusca retromarcia per evitare la bocciatura della Consulta. Sul Piano casa la Regione Lazio torna (almeno in parte) sui suoi passi. Lo fa con una proposta approvata ieri dalla giunta, che verrà presentata alla Corte costituzionale il prossimo 5 giugno. Quel giorno, infatti, verrà discusso il ricorso presentato dal governo lo scorso autunno contro parte della contestatissima norma licenziata nell'agosto 2011 dalla Pisana. La proposta interviene («con modifiche concordate col ministero degli Affari regionali», assicura il vicepresidente Luciano Ciocchetti) su alcuni degli articoli più controversi del Piano.

Sparisce il meccanismo del silenzio-assenso introdotto per sanare abusi edilizi ancora pendenti. Per gli interventi in aree naturali protette, invece, viene precisata la necessità del nulla osta da parte del soggetto gestore dell´area (per esempio l'ente parco). Non sarà più resa automatica, insomma, la possibilità di costruire impianti sportivi all'interno dei parchi naturali. E, allo stesso modo, per venire incontro alle obiezioni espresse dall'ex ministro per i Beni culturali Giancarlo Galan (molto critico verso la norma del Lazio insieme alla collega dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo) spariscono le deroghe ai vincoli archeologici.

Ma non è detto che tutto ciò basti a rendere nullo il ricorso perché, nonostante le modifiche che cambiano in parte il Piano che porta la firma Ciocchetti, il governo chiede alla Consulta l'abrogazione totale dell'articolo 2, che riguarda l'ambito applicativo della norma. Uno stravolgimento tale che farebbe tornare in vigore il Piano varato dalla giunta precedente.

Per Nando Bonessio, presidente dei Verdi del Lazio, la proposta di modifica «non ribalta l'impianto cementizio e aggressivo verso il territorio e verso i parchi del Piano casa». Intanto, però, Ciocchetti è fiducioso: «Il ministero degli Affari regionali ha svolto una preziosa opera di mediazione con il Mibac e il ministero dell'Ambiente e ogni modifica è stata concordata con loro. Sulla legge che riguarda la pianificazione paesistica, invece, con il governo abbiamo deciso che dovrà pronunciarsi la Consulta, così da dirimere una serie di competenze che non riguardano solo il Lazio».

In attesa del pronunciamento della Corte, la giunta ha approvato anche una seconda circolare esplicativa che, secondo le parole della governatrice Renata Polverini, «vuole contribuire ad agevolare i Comuni nel recepire e dare attuazione al nuovo piano casa». Per Ciocchetti, «si punta alla riutilizzazione ai fini abitativi degli immobili dismessi o inutilizzati, con la finalità di limitare il nuovo consumo di suolo e riservando una quota variabile del 30-35% per gli alloggi a canone concordato».

  • Sparisce il silenzio assenso per sanare gli abusi edilizi. Più tutele per i parchi e le aree protette

di Mauro Favale
da La Repubblica del 09.05.12


Piano casa, approvata circolare esplicativa. Polverini: «Un aiuto per famiglie e imprese».

Una circolare per spiegare e rendere più agevole il Piano casa della Regione. Questo il senso della seconda circolare esplicativa approvata dalla Giunta che indica ulteriori disposizioni. «Questo provvedimento - dichiara il presidente Renata Polverini - fa seguito alla prima e vuole contribuire ad agevolare i comuni nel recepire e dare attuazione al nuovo Piano casa, affinchè famiglie e imprese possano coglierne appieno le opportunità».

Con la circolare prosegue il percorso esplicativo e interpretativo della legge regionale, fornendo ulteriori specificazioni e direttive per la corretta applicazione in particolare degli articoli 3 ter, 4 e 5 riguardanti il cambio di destinazione d'uso, la sostituzione edilizia e gli interventi di recupero di edifici non residenziali o delle loro parti per destinarli a residenza.

«Si punta - spiega l'assessore regionale all'Urbanistica, Luciano Ciocchetti - alla riutilizzazione ai fini abitativi degli immobili dismessi o inutilizzati, con la finalità di limitare nuovo consumo di suolo e riservando una quota variabile del 30-35%, a seconda dei casi, per gli alloggi a canone concordato. Un risultato importante, dando ancora più forza alla legge regionale sul Piano Casa, che mette in campo strumenti efficaci per il rilancio dell'economia e dell'edilizia, la riqualificazione delle aree urbane degradate e la tutela il territorio».

Critico il consigliere del Pd, Enzo Foschi: «Se si susseguono circolari esplicative o il Piano casa è scritto male, in maniera raffazzonata o non decolla come previsto. Si tratta di un Piano contestato dai cittadini e dai ministri». Alle critiche risponde il consigliere regionale Pietro Sbardella dell'Udc: «La legge sul Piano casa è una realtà, con un aumento continuo delle domande, certamente la materia è complessa».

pag. 34 - Roma
da Il Messaggero del 09.05.12


BOLLETTINO - E il Lazio chiarisce i dubbi con la circolare

È pubblicata sul «Bollettino» n. 8 del 28 febbraio la circolare esplicativa, approvata dalla Giunta del Lazio, con cui l'amministrazione Polverini dà chiarimenti sull'applicazione degli articoli 2, 3 e 6 della legge regionale sul piano casa (Lr 21/2009, come modificata dalla Lr 10/2011).

All'indomani dell'entrata in vigore della legge, erano sorti molti dubbi interpretativi da parte dei tecnici e per questo, la Regione risponde (anche in modo puntuale) alle domande sollevate e rettifica un errore presente nel primo testo. Tuttavia, la circolare (anticipata su «Edilizia e Territorio» n. 5/2012) non serve solo a esplicitare meglio i contenuti della norma: in vista di un possibile ampliamento delle maglie del piano casa la delibera introduce nuove previsioni rispetto alla versione originale.

Così ad esempio, laddove si chiarisce l'interpretazione "estensiva" del concetto di autonomia funzionale, viene spiegato che, all'interno di un condominio, ciascun appartamento con ingresso autonomo potrà essere considerato un'unità immobiliare a sé. E, come tale, non dovrà essere limitato dai tetti di cubatura previsti dalla legge (70 metri quadri per tutto l'edificio), ma potrà consumare tutto il bonus in autonomia.

Viene allargata anche l'interpretazione sui centri storici: vengono infatti esclusi, dall'applicazione della legge, solo gli insediamenti urbani storici, come individuati dal Ptpr, mentre non subiscono alcun tipo di limitazione le cosiddette fasce di rispetto, individuate da una campitura rossa. © RIPRODUZIONE RISERVATA

di M.C.V. 
da Edilizia e Territorio n. 19 del 12/17.03.11


Il nuovo piano casa del Lazio si allarga anche ai condomini. Con la circolare esplicativa si può moltiplicare il bonus se l'ingresso è autonomo

Chiarimenti sulla nozione di centro storico, un'interpretazione «estensiva» del concetto di autonomia funzionale, parecchi interventi di dettaglio e la correzione di un refuso sull'entrata in vigore della legge. La Regione Lazio cerca di rispondere ai moltissimi dubbi interpretativi sul piano casa che, in questi primi mesi di applicazione, hanno attanagliato operatori e tecnici. E lo fa con una circolare approvata in Giunta, quindi con valore rinforzato, nella quale si riescono anche a innovare le previsioni originarie del testo, che «Edilizia e Territorio» è in grado di anticipare.

Nella sezione dedicata all'autonomia funzionale, infatti, la circolare contiene un paio di righe destinate a fare la felicità di parecchi cittadini. «L'edificio plurifamiliare sarà ampliabile fino al 20% della preesistenza con il limite massimo di 70 metri quadri per ciascuna unità immobiliare dell'edificio dotata di specifica autonomia funzionale». Significa che in un condominio ciascun appartamento con ingresso autonomo potrà essere considerato un'unità immobiliare a sé. E, come tale, non dovrà essere limitato dai tetti di cubatura previsti dalla legge (70 metri quadri per tutto l'edificio), ma potrà consumare tutto il bonus in autonomia.

Un'interpretazione che fa il paio con alcuni interventi allo studio degli uffici tecnici della Regione, come spiega l'assessore all'Urbanistica, Luciano Ciocchetti: «Stiamo pensando di rendere applicabile la legge anche ai condomini, visto che in alcune aree del Lazio il piano casa, allo stato attuale, non potrà essere usato. L'idea è consentire un ampliamento minore rispetto ai 70 metri che ciascuna unità immobiliare potrà usare, pur nei limiti della sagoma dell'edificio». Un'idea che va nella direzione di un allargamento dei limiti del piano. Così come altre interpretazioni presenti nella circolare. È il caso del passaggio riferito ai centri storici. La circolare precisa, infatti, che risultano esclusi dall'applicazione della legge solo gli insediamenti urbani storici, come individuati dal Ptpr. Non subiscono alcun tipo di limitazione, invece, le cosiddette fasce di rispetto, individuate da una campitura rossa.

Ci sono, poi, diverse precisazioni relative a casi specifici (si vedano anche i quesiti in basso, tra virgolette il testo della circolare). Ad esempio, nella parte in cui si precisa la definizione di casale realizzato «in epoca anteriore al 1930». Oppure, dove si definisce meglio cosa intende la legge quando dà ai Comuni la possibilità di limitare l'applicazione del piano casa: una facoltà che non si traduce in discrezionalità assoluta ma va puntualmente motivata nelle deliberazioni dell'amministrazione. Infine, si rimedia a un refuso. All'inizio della norma alcuni passaggi relativi all'entrata in vigore sembravano far riferimento alla prima versione del piano. Un'incertezza che la circolare corregge.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

di Giuseppe Latour
da Edilizia e Territorio n.5 del 06/11.02.11


DOMANDE E RISPOSTE SUL PIANO CASA LAZIO DOPO LA CIRCOLARE

AUTONOMIA FUNZIONALE

  • Cosa si intende per autonomia funzionale che l'edificio plurifamiliare deve avere ai sensi dell'articolo 3 , lettera a) della legge regionale 21/2009? Per unità immobiliare con specifica autonomia funzionale deve intendersi porzione di fabbricato o la singola unità immobiliare con accesso autonomo dall'esterno del fabbricato. L'edificio plurifamiliare sarà ampliabile fino al 20% della preesistenza con il limite massimo di 70 mq per ciascuna unità immobiliare dell'edificio dotata di specifica autonomia funzionale.
  • In caso di più unità immobiliari non dotate di autonomia funzionale che tipo di ampliamento è possibile? Se i proprietari di tutte le unità immobiliari dotate di autonomia funzionale trovano un accordo possono concentrare l'intero incremento ammissibile (pari al 20% delle preesistenze costituite dalle singole unità), «in un unico ampliamento realizzabile in questo caso anche su parti comuni dell'edificio». È ammessa la creazione di una nuova unità immobiliare, in aderenza o in adiacenza al corpo di fabbrica, ma se questo non è possibile «o pregiudica l'armonia estetica del fabbricato esistente, anche con la realizzazione di un corpo edilizio separato di carattere accessorio e pertinenziale».

CENTRO STORICO

  • La legge esclude gli edifici situati nelle zone individuate come insediamenti urbani storici dal piano territoriale paesaggistico regionale (Ptpr). Sono esclusi quindi tutti gli edifici ricadenti nelle zone A? No. La definizione di «insediamento urbano storico» adottata dal Ptpr non coincide esattamente con la nozione di «centro storico-zona A» di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a) del Dm 1444/1968, per cui i relativi perimetri potranno non essere esattamente coincidenti e sovrapponibili. Per individuare il perimetro della aree escluse «occorrerà fare esclusivo riferimento ai perimetri degli insediamenti urbani storici, per come individuati nelle Tavole B del Ptpr». Gli edifici che non ricadono in questi ambiti anche se collocati in zona A ai sensi del Dm 1444/1968 o situati in Comuni senza Prg potranno essere interessati dagli interventi del piano casa.

CONDONO

  • È possibile realizzare un ampliamento anche per un immobile realizzato in modo abusivo per il quale è già stata presentata domanda di sanatoria ai sensi del Dl 269/2003 ma non si è ancora ottenuto il titolo abilitativo? L'articolo 2, comma 1, lettera b), ammette l'ampliamento anche per gli edifici sorti abusivamente, che siano poi stati fatti oggetto di regolarizzazione. Perché la domanda sia valida l'interessato dovrà allegare il provvedimento di condono, o in caso di sanatoria edilizia conseguita per silenzio assenso «l'attestazione... con cui un tecnico abilitato dà atto della sussistenza delle condizioni richieste per la formazione dell'assenso tacito, sull'istanza di sanatoria, specificando altresì la data in cui tale assenso tacito deve intendersi formato».

PERTINENZE

  • L'articolo 3, comma 2 della legge 10/2011 ammette che si possano realizzare in deroga alla disciplina urbanistica comunale altresì opere pertinenziali non comportanti aumento di superfici e volumi. Cosa si intende? Si tratta di volumi aggiuntivi anche rispetto all'incremento previsto dal piano casa. Con Dia - e ferma l'acquisizione degli eventuali necessari nulla osta - sarà comunque possibile realizzare, altresì, (cioè oltre le quote di incremento utile previste dal Piano casa) anche opere pertinenziali, quali tettoie, volumi tecnici e altri accessori, entro il limite del 20% della volumetria dell'edificio principale.

PISCINE

  • La realizzazione di una piscina rientra tra le opere pertinenziali non comportanti aumento di superfici e volumi di cui all'articolo 3, comma 2 della legge? Sì, potranno essere realizzate senza alcuna limitazione opere pertinenziali con Dia e non computabili in termini di volume, quali le piscine. La pertinenzialità impone che l'opera sia servente e accessoria dell'edificio principale.

TITOLO ABILITATIVO

  • Dopo la nascita della Scia (segnalazione certificata di inizio attività) che anche nelle normative regionali dovrebbe prendere il posto della Dia, con quale titolo abilitativo possono essere svolti gli interventi di ampliamento? L'articolo 6 del piano casa della Regione Lazio prevede che gran parte degli interventi in esso previsti siano realizzabili con denuncia di inizio attività. Ma lo stesso Tu edilizia ha disposto che la Scia non sostituisca la Dia nei casi in cui la Dia sia alternativa al permesso di costruire. La Dia indicata nell'articolo 6, comma 1, della Lr 21/2009 legittima attraverso un regime semplificato e accelerato la realizzazione di interventi che in via ordinaria sono soggetti a permesso di costruire. Quindi per il piano casa resta ferma l'applicazione della Dia con alcune caratteristiche proprie del permesso di costruire. Tra cui: l'efficacia temporale, l'obbligo di comunicare inizio e fine lavori, l'onerosità, il regime della vigilanza e delle sanzioni. © RIPRODUZIONE RISERVATA

di Valeria Uva
da Edilizia e Territorio n.5 del 06/11.02.11

 

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Commenti

13/05/2012 11.45: basta
mi arrendo.......
architetto di strada

14/05/2012 13.28: rumore
... e dire che il digitale sarebbe un semplicissimo codice binario, ma quale e quanta confusione sia in grado di creare! Ormai i nostri pc pieni di centinaia di GB e con loro le nostre teste per via dei continui cambiamenti indotti dai committenti, dalle normative ed infine anche dalle nostre stesse opinioni! Basta, bandiera bianca anche per me! Riformattiamo tutto!
F.P.

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data pubblicazione: venerdì 11 maggio 2012
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