AVCP: Costi storici nei LLPP

Progettazione & appalti - breve rassegna stampa

Lavori pubblici. Per gli appalti senza tariffe valgono i costi storici. Intervento dell'autorità di vigilanza.

Arrivano con la determinazione numero 49/2012 le prime indicazioni dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici mirate ad aiutare le stazioni appaltanti a calcolare il valore dei servizi di progettazione dopo l'addio alle tariffe professionali sancito dal decreto liberalizzazioni.

Dopo la cancellazione dei minimi, non più utilizzabili neppure come parametro di riferimento per stabilire il valore degli incarichi pubblici di progettazione, professionisti e stazioni appaltanti avevano a più riprese lamentato le difficoltà operative nate dal vuoto normativo.

L'Autorità tenta di dare una risposta al problema nelle 11 pagine di istruzioni firmate ieri dal presidente Sergio Santoro e dal consigliere Giuseppe Borgia (e anticipate online dal settimanale del Gruppo 24 Ore Edilizia e Territorio). Un vademecum che, per stessa ammissione dell'Autorità, tenta di tamponare il problema in attesa di approfondimenti che dovrebbero condurre a una soluzione definitiva, basata su criteri puntuali, in modo da lasciare meno spazio possibile alla discrezionalità delle amministrazioni.

Tre i temi affrontati nella delibera. Il primo passo per calcolare l'importo a base di gara, spiegano da Via Ripetta, è fare un'analisi dettagliata delle attività da affidare ai professionisti. Ma come si calcolano gli importi? Il suggerimento è quello di affidarsi all'esperienza. «I responsabili del procedimento - si legge - potrebbero riferirsi ai costi sostenuti dalla propria amministrazione negli ultimi anni», valutando qual è stata l'incidenza percentuale media dell'attività di progettazione sul costo finale di opere simili a quelle da realizzare. Questo importo dovrà essere messo in relazione a quello dei lavori da porre a base di gara per determinare la nuova base d'asta. Terzo passo: adeguare il corrispettivo ottenuto tenendo conto della media dei ribassi ottenuti in passato.

Un meccanismo che lascia poco spazio agli automatismi e rischia di rivelarsi di difficile applicazione. Netto sul punto il giudizio a caldo del presidente degli architetti italiani Leopoldo Freyrie: «Dalle prime valutazioni mi sembra troppo complicato, difficile per i tecnici delle amministrazioni fare questo tipo di calcoli. Tanto più che, da quanto ci risulta, è già a buon punto il lavoro avviato dal ministero della Giustizia per definire parametri precisi per la determinazione degli importi di gara, basati su indici di complessità delle opere, mutuati dal modello tedesco».

La delibera affronta anche il problema relativo ai requisiti di partecipazione. Qui il testo fa riferimento alla determinazione numero 5 del 2010 della stessa Authority, interamente dedicata agli incarichi di progettazione. Anche in assenza di tariffe resta vivo il riferimento ai primi due livelli indicati dalle tabelle allegate alle linee guida del 2010, che individuano la destinazione funzionale delle opere e le relative identificazioni e specificazioni.

All'ultimo punto le indicazioni per la verifica della congruità delle offerte. Senza riferimenti alle tariffe - che comunque non hanno frenato la guerra a colpi di ribassi scatenata sul mercato della progettazione con sconti a volte superiori all'80 per cento - l'Autorità di vigilanza prova a dettare nuovi parametri di riferimento. Lasciando in verità molto spazio alle valutazioni delle stazioni appaltanti. Secondo l'Authority le amministrazioni potranno non considerare congrua l'offerta che, considerando il ribasso, risulti inferiore «in misura elevata» rispetto all'importo che è stato preso a riferimento dalla stazione appaltante per calcolare la base d'asta.

Il criterio numero due fa riferimentoall'incentivo del 2% concesso per i servizi di progettazione svolti dagli uffici tecnici della Pa. Se l'importo offerto, rapportato al valore dell'opera, esprimerà una percentuale inferiore al 2% potrà essere considerato indicatore di un'offerta anomala. © RIPRODUZIONE RISERVATA

L'evoluzione

  • 01 | LIBERALIZZAZIONI. Il decreto liberalizzazioni (Dl 1/2012) all'articolo 9 ha disposto l'abrogazione delle tariffe professionali. I minimi non possono più essere usati dalla Pa come riferimento per determinare gli importi da mettere a base d'asta nelle gare di progettazione
  • 02 | LA DELIBERA. L'Autorità, quindi, ha dovuto elaborare una soluzione di immediato utilizzo per tamponare il vuoto normativo. I punti più qualificanti toccati dalla delibera 49 del 2012 dell'Authority sono due: la determinazione degli importi a base di gara e la verifica delle anomalie

di Giuseppe Latour - Mauro Salerno
da Il Sole 24ore del 12.05.12


Tariffe professionali fuori gara - Il parametro sono i costi storici più la media dei ribassi. L'Autorità vigilanza contratti pubblici sul calcolo dei compensi per ingegneri e architetti.

Nelle gare di progettazione e direzione lavori, abrogate le tariffe professionali, le amministrazioni dovranno definire l'importo a base di gara con riferimento ai costi sostenuti per affidamenti analoghi negli ultimi anni, incrementato della media dei ribassi; necessario predisporre un computo metrico delle prestazioni da affidare; i requisiti di partecipazione non potranno più essere riferiti alle tariffe, ma avranno riguardo alle prestazioni analoghe; non congrue le offerte non rispondenti ai valori di mercato e comunque inferiori all'importo dell'incentivo ai tecnici della pubblica amministrazione. È quanto afferma l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici nella delibera n. 49 del 3 maggio 2012 (relatore il consigliere Giuseppe Borgia) che affronta le più urgenti tematiche legate all'applicazione, nel settore degli appalti pubblici di servizi di ingegneria e architettura, dell'articolo 9 della legge 1/2012, che ha abrogato le tariffe professionali.

I problemi principali derivanti dalla legge sulle liberalizzazioni riguardano: la determinazione dei corrispettivi da porre a base di gara, l'individuazione dei requisiti di capacità tecnica e la verifica delle offerte anomale.

Sul primo punto l'Autorità ribadisce che «alla luce della abrogazione totale delle tariffe disposte dall'articolo 9, le stesse non possono più essere indicate nemmeno quale possibile riferimento per l'individuazione del valore della prestazione». Sono quindi inapplicabili anche le norme del Regolamento del Codice dei contratti pubblici che consentivano di richiamare indirettamente le tariffe professionali, laddove ritenute motivatamente adeguate. Il vuoto determinato dalla legge 1/2012 porta quindi l'Autorità presieduta da Sergio Santoro a fornire indicazioni operative ai responsabili del procedimento anche al fine della individuazione della procedura di affidamento da seguire, che dipende dall'importo stimato del contratto da affidare (ad esempio sotto i 40.000 si procede con affidamento diretto, al di sopra di tale soglia con una gara informale a 5; sopra i 100 mila euro con una vera e propria gara).

L'organismo di vigilanza ribadisce innanzitutto la necessità di una «dettagliata individuazione delle attività da svolgere e dei relativi costi»; per fare ciò le stazioni appaltanti, tenendo conto gli elaborati previsti dal Regolamento del Codice, potranno quindi prendere come riferimento - così suggerisce l'Authority, le tabelle allegate alla determinazione 5/2010 e indicare dei costi presunti. In sostanza è come se si arrivasse alla definizione di una sorta di computo metrico per la prestazione di servizi di ingegneria e architettura. Il punto più delicato, però è quello dell'individuazione dei costi e a tale riguardo la delibera afferma che occorre tenere conto del grado di complessità dell'incarico, dell'importanza dell'opera e di tutte le voci di costo, comprese le spese, gli oneri e i contributi e che un riferimento potrebbe essere quello dei «costi sostenuti dalla propria amministrazione o da amministrazioni consimili negli ultimi anni», incrementati «della media dei ribassi ottenuti in passato». In sostanza gli importi dei compensi degli ultimi anni, rapportati al valore delle opere progettate potrebbero fornire una percentuale che a sua volta dovrebbe essere rapportata al costo preventivato dei lavori da progettare per arrivare al costo stimato dell'affidamento.

Per quel che riguarda i requisiti di partecipazione, una volta abrogate le tariffe, i richiami previsti nel regolamento del Codice alle classi e categorie della legge 143/49 (tariffa di ingeneri e architetti) non sono più applicabili. L'Autorità suggerisce quindi di fare riferimento alle tabelle 1, 2 e 3 della determina 5/2010 in cui le opere progettate sono raggruppate per destinazione funzionale (se si affida la progettazione di una scuola elementare si farà riferimento in generale agli organismi edilizi per l'istruzione e i servizi saranno provati con certificati che in passato facevano riferimento alle classi e categorie dell'articolo 14 della legge 143/49.

Infine per la verifica delle offerte anomale la delibera, precisato che la mancanza di utile è indice di offerta inaffidabile, afferma che si può considerare non congruo l'importo che «al netto del ribasso offerto in gara risulta inferiore in misura elevata rispetto all'importo a base di gara» e quindi la «valore di mercato». In ogni caso non sarà considerata conseguente una offerta che preveda un importo più basso del corrispettivo previsto come incentivo ai pubblici dipendenti dall'articolo 92 del Codice.

di Andrea Mascolini
da Italia Oggi del 12.05.12

 

invia la tua opinione!


 



 

Commenti

13/05/2012 22:49: vigilanza?
Ormai siamo alle barzellette. Quanto ci costa l'autorità di vigilanza e a cosa serve? Siamo in mano a Freyrie all'autorità di vigilanza e a un governo incompetente. Allegria!
mario porreca

15/05/2012 16:38: RIBASSI AL QUADRATO!?
se non ho capito male dalla sintesi riportata, le Amministrazioi dovrebbero trarre dagli appalti degli anni precedenti il valore dei servizi da porre a gara. bene: o riprendono i valori posti a base di gara con le tariffe allora vigenti (e saremmo da capo!) o riprendono le offerte a ribasso allora presentate a seguito di gare. si dice poi che questo valore dovrebbe essere parametrato all'appalto che si vuole fare ed infine posto a base di gara. a me pare che si avrebbe il ribasso del ribasso, con la beffa ulteriore di avere avuto come base di calcolo, comunque, la tariffa. se la tariffa non piace più, si trovi un altro sistema, ma un altro! magari in grado di garantire la corretta concorrenza tra i professionisti e la collettività che dovrà usufruire di quanto progettato e realizzato con i soldi pubblici.
stefano michelato

vedi anche:

Abrogata la tariffa professionale

di E.Milone - Info Ordine Arch Roma - L.27/2012

LLPP & tariffe: alla faccia della concorrenza

di F.Orofino - DL liberalizzazioni & progettazione

Al via la legge di EeT

Progettazione & Codice Appalti - EeT Progetti e Concorsi

Linee guida per le gare di progettazione

Codice Appalti & AVCP - breve rassegna stampa

La corruzione annienta gli onesti

Relazione Authorità di Vigilanza - rassegna stampa

Via libera al Regolamento

Codice Appalti - agg. rassegna stampa

L'Ordine di Roma contro il Codice degli Appalti

intervento del presidente Amedeo Schiattarella


data pubblicazione: domenica 13 maggio 2012
architettiroma è su twitter architettiroma è su facebook le istruzioni per iscriversi al feed RSS Iscriviti alla newsletter di architettiroma.it
Architettura sul web AVCP: Costi storici nei LLPP