Architetti e ingegneri per l'agibilità sismica

di Enrico Milone

L'emergenza terremoto in Emilia coinvolge architetti e ingegneri. Sulla GU del 6 giugno è stata pubblicata l'Ordinanze della protezione civile 2 giugno 2012 n.2. L'Ordinanza risponde all'esigenza di favorire una rapida ripresa delle attività produttive nei capannoni industriali che non hanno subito danni dal sisma o che hanno subito danni che non pregiudicano la ripresa dell'attività. La preoccupazione dei titolari delle attività era la necessità di riprendere l'attività per non perdere le commesse ricevute ma anche di limitare i rischi per la sicurezza dei lavoratori e per le responsabilità dello stesso imprenditore.

Stabilisce l'ordinanza che il titolare dell'attività produttiva, in quanto responsabile della sicurezza dei luoghi di lavoro ai sensi del DLgs 81/2008, deve acquisire la certificazione di agibilità sismica rilasciata, a seguito di verifica di sicurezza effettuata ai sensi delle norme tecniche vigenti, da un professionista abilitato, e depositare la certificazione al Comune competente. L'imprenditore una volta in possesso della certificazione potrà valutare la possibilità di riprendere immediatamente l'attività.

La certificazione deve essere rilasciata da un "professionista abilitato". Ancora una volta viene fuori la mancanza di chiarezza normativa sulle competenze professionali. La genericità dell'espressione non aiuta certo il titolare dell'attività nella scelta del tecnico al quale affidare l'incarico. Architetto, ingegnere, architetto iunior o ingegnere iunior, geometra ? Certamente architetti e ingegneri hanno la piena competenza per legge, anche per i collaudi delle strutture. Ma allora perché non scrivere nell'ordinanza che il professionista abilitato è architetto o ingegnere? Tra l'altro, dopo il DPR 328/2001, dire "ingegnere" non basta, perchè l'albo degli ingegneri distingue gli ingegneri civili-ambientali, che hanno piena competenza per le strutture edilizie, dagli ingegneri industriali e dagli ingegneri dell'informazione che invece non sono competenti nel campo.

Ma non basta, perchè, vista la delicatezza del compito di certificare, anche gli architetti o gli ingegneri civili-ambientali, che sono abilitati per legge, non possono accettare un incarico di certificazione senza avere svolto concrete esperienze nel campo della stabilità delle strutture. E ciò sia per le responsabilità penali connesse alla certificazione, sia per il rispetto della deontologia della professione.

Con l'occasione faccio presente che, successivamente, la GU del 7 giugno, ha pubblicato il decreto-legge 74 che all'art.3 commi 7 e 8 affronta lo stesso tema, indicando anche le norme di sicurezza da considerare e la possibilità di produrre una certificazione di agibilità sismica in via provvisoria.

 

di Enrico Milone, architetto
del 12.06.12

 

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DECRETO-LEGGE 6 giugno 2012, n. 74 



 

Commenti

15/06/2012 12.47: deroga formalità controllo sismico
mi sembra che il decreto preveda l'eventuale esecuzione di opere di consolidamento nei capannoni lesionati in deroga alla legge sism. , ovvero bypassando tempi e procedure per l'autorizzazione simica . se è così ci si può chiedere se questa ultima sia veramente essenziale, in quanto non è pensabile che ora si voglia far lavorare delle persone in fabbriche da riaprire avendo un minore grado di sicurezza rispetto ad un nuovo edificio
pinopicchi

23/10/2012 18.16: titolo
quello che non sono mai riuscito a capire, il perchè di una mancata ed esplicita chiarezza in merito a queste competenze che dovrebbero essere esclusi e di competenza anche di architetti. Ma allora perchè non scrivere nell'ordinanza che il professionista abilitato è architetto o ingegnere. il motivo per cui nell'ordinanza non viene scritto evidentemente è anche perchè forse l'ordine non sollecita un vero e proprio e definitivo chiarimento in merito, anche attraverso una interpellanza parlamentare.
arch.Antonio Ficorella

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data pubblicazione: martedì 12 giugno 2012
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