Formazione permanente - 3 luglio 2012

di Aldo Olivo

Martedì 3 luglio, presso l'Acquario Romano, si è tenuto l'incontro, promosso dell'Ordine degli Architetti PPC di Roma, sulla Formazione permanente; argomento importante che avrà una profonda influenza sulla nostra professione.
Infatti la Riforma delle professioni, attualmente in fase di approvazione, ha tra i suoi punti salienti la Formazione permanente, trasformando quello che oggi è facoltativo e demandato alle singole esigenze, in un obbligo per tutti gli iscritti.
In questi giorni, in verità, la riforma ha avuto un brusco stop, visto che il Consiglio di Stato, pur approvando il testo, ha espresso molti dubbi ed ha chiesto di predisporre delle modifiche.

Il CNA, in realtà, sta predisponendo dei documenti da inviare al Governo per esprimere il punto di vista della nostra professione, ma questa fase, che poteva essere un momento importante di condivisione per la categoria, non vedrà il coinvolgimento né degli ordini provinciali né degli iscritti. Le ultime notizie, infatti, ci dicono che giovedì scorso si è svolto un incontro con il Ministro, Paola Severino, ed i rappresentanti di tutti gli ordini professionali in cui si è discusso anche dei regolamenti attuativi della riforma degli ordinamenti professionali, ma purtroppo lo apprendiamo dalle riviste specializzate.

Il Consiglio dell'Ordine degli Architetti della provincia di Roma, invece, decideva comunque di predisporre un documento da trasmettere al nostro Consiglio nazionale per cercare di affermare e sollecitare la riflessione e il confronto dei nostri referenti nazionali; decisione che vedeva anche il coinvolgimento dei nostri iscritti. Non un atto deliberativo, che non avrebbe alcun senso visto l'agire del nostro consiglio nazionale, ma semplicemente un confronto in grado di apportare idee e contributi utili a tutti noi. L'Ordine di Roma ha delle grosse perplessità su questo istituto, anche per le peculiarità del nostro mestiere fatto di approccio multidisciplinare difficilmente imbrigliabile in una o più discipline o specializzazioni.

Devo dire però, con profonda delusione, che l'incontro non ha sortito del tutto gli obiettivi che ci eravamo preposti. Dico "del tutto" perché anche nella esiguità dei numeri (eravamo dodici persone in sala compresi alcuni consiglieri) le argomentazioni portate dai colleghi presenti, giovani e meno giovani, sono state comunque importanti e pertinenti. Questioni che confluiranno quindi nel documento che stiamo predisponendo e che invieremo presto ai nostri referenti nazionali.
L'incontro ha avuto almeno il merito di essere molto informale e la decisione iniziale di "contingentare" gli interventi in un tempo massimo di 5 minuti - soluzione volta a dare spazio al maggior numero di colleghi - è ovviamente venuta a cadere; si è trattato, in effetti, di un confronto civile e costruttivo tra colleghi che hanno espresso le loro idee (una, poi, esprimeva riflessioni in rappresentanza di un gruppo di giovani colleghi, con un'eco più ampia di quella evidenziata in sala).

Certo resta il grande quesito del perché argomenti così importanti e che toccheranno tutti noi non incontri l'interesse degli iscritti. Uno degli intervenuti ci ha risposto sostenendo che "fuori" i colleghi sono presi dai problemi immediati e diretti, trovando difficoltà ad affrontare questioni apparentemente distanti. Pur condividendo l'amara riflessione sulle condizioni attuali che ovviamente sono davanti agli occhi di tutti devo però evidenziare che la formazione permanente, così come si sta delineando, sarà una cosa che coinvolgerà tutti. I 30 crediti formativi annui (pari a 30 ore, sembrerebbe) si trasformeranno, se non stiamo attenti, nel meteorite che, con il suo profondo impatto, ha trasformato le condizioni del nostro habitat con il rischio finale di estinzione.
Una conclusione amara ma che ci deve far riflettere sulle implicazioni che avrà la Formazione permanente sul nostro mestiere.

 

di Aldo Olivo, architetto
del 18.07.12

 

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data pubblicazione: mercoledì 18 luglio 2012
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