Risposte alla lettera aperta agli architetti

di Amedeo Schiattarella del 21 gen 2013

Avviamo la pubblicazione delle numerosissime e-mail che ci sono pervenute in risposta alla "Lettera aperta agli architetti romani di Amedeo Schiattarella", e che testimoniano l'apertura di un importante dibattito sui temi affrontati dal nostro Presidente.


 

Commenti

21/01/2013 20.21: .
Caro Schiattarella, non sono un iscritto modello ma devo dire che, per quel poco di cui mi sono interessato riguardo all'ordine, t'ho trovato bravo come presidente e pure simpatico (ci siamo parlati per qualche minuto a proposito dei nazisti della cassa di previdenza qualche anno fà). la lettera m'è piaciuta, ancorché m'abbia fatto toccare con mano la mia pochezza partecipativa. per cui ti scrivo queste due righe d'apprezzamento che, pur insignificanti, spero ti siano di conforto. cordialità
Dario Vano

21/01/2013 20.21: .
Egr. Presidente, mi duole leggere le tue parole perché segnano una brutta pagina per la storia dell'ordine a cui sono iscritto da 15 anni e a cui sono affezionato. Evidentemente il posto che occupavi e quello dei consiglieri deve essere particolarmente appetitoso per chi agisce diffamando e instillando dubbi sull'onestà dell'attuale Consiglio. Vorrà dire che dovremo partecipare in massa alle votazioni e metterci tutti in lista...
Grazie dell'impegno profuso in questi anni e speriamo che le cose migliorino, nonostante tutto.

arch. Paolo Walter Di Paola

21/01/2013 20.27: .
Carissimo Presidente, mi riprometto di farti avere una mia al più presto. Sento il desiderio intanto con il mio cellulare di inviarTi il mio affettuoso saluto e miei sentimenti di grande stima.
Sergio Burkhart

21/01/2013 20.33: .
Caro Architetto, Anche se sono un architetto che non ha frequentato l'Ordine, ma lo ha solo seguito in chiave virtuale, sono stato positivamente colpito dalle sue parole e voglio ringraziarLa, anche a nome di quegli Architetti che sono lontani materialmente dalla possibilità di fare grandi progetti, pur avendo grandi doti artistiche e progettuali,non avendo appoggi politici o di potere, per le intense parole da Lei inviateci in questa lettera aperta. Cordialmente
Architetto Stampatori

21/01/2013 21.12: .
Caro Amedeo, hai tutta la mia solidarietà.
Renato Fanuele

21/01/2013 21.29: .
Gent. mo Architetto Schiattarella, credo di capire che nel futuro prossimo avrà qualche spiraglio di tempo disponibile. Mi permetto quindi di consigliarle la lettura di questo articolo e dei tre volumi citati (TORNARE ALL’ARCHITETTURA), che credo non corrispondano al suo modo di vedere l’Architettura. Tuttavia una attenta riflessione critica potrebbe farle venire il sospetto che la gente non sia molto soddisfatta dell’attuale modo di fare archiettura, che si ostina a restare moderna da più di un secolo circa. Cordialità
Prof. Ing. Raffaele Giovanelli

21/01/2013 21.36: .
Caro Amedeo spero sia una decisione presa in un momento di sconforto pero' conoscendoti credo che non tornerai indietro. In qualsiasi caso grazie per quello che hai fatto per gli Architetti non solo di Roma. Sperando di poterti incontrare presto accetta un sincero abbraccio con immutata stima e amicizia,
Franco Vollaro

21/01/2013 22.18: .
Grazie Amedeo, in bocca al lupo a te !
Luca Braguglia

21/01/2013 23.24: .
Spero in un tuo importante e prezioso ripensamento.
Riccardo Bocchini Architetto

21/01/2013 23.32: .
Caro Amedeo, poche parole per esprimerti la mia piena condivisione per la tua analisi sullo stato della nostra professione, sulle cause e su gli effetti del suo degrado, sulle responsabilità consapevoli di chi ci ha venduto per un piatto di lenticchie, sul cinico opportunismo di chi ha preteso e finto di rappresentarci, sulla cecità dei politici di ogni parte che per liberarsi della nostra sostanziale e/o potenziale indipendenza intellettuale non hanno mai desistito dal disegno di liberarsi di soggetti difficilmente inquadrabili senza preoccuparsi dell'enorme e irreversibile danno culturale ed economico che avrebbero (che hanno) provocato.
Inutile continuare hai detto tutto tu.
In un lontano passato siamo stati avversari, mai nemici, che si sono battuti lealmente credendo negli stessi valori anche se (forse) divisi in parte da ipotesi di mezzi diversi per farli affermare.
Vincesti tu è accettai la tua vittoria ritenendo subito che questa fu giusta come poi la tua poderosa attività e i risultati che hai ottenuto hanno dimostrato. Solo chi è in malafede potrebbe sostenere il contrario.
Mi sono messo da parte, ma ti ho sempre sostenuto in silenzio perché ti apprezzavo ma non volevo passare, in questo paese di opportunisti, per il classico italiano che corre sempre in soccorso del vincitore, come diceva Flaiano.
Che amarezza mi hanno dato le tue parole!
Mi resta il piacere che mi da il sentimento di stima e di amicizia che ho sempre provato per te e che, scusami per la presunzione, ho sempre sentito da te ricambiato.

Gigi Moretti

22/01/2013 00.25: .
Condivido pienamente tutto ciò che ha scritto. Il mio voto era ben risposto. Mi spiace per le sue dimissioni ma questo gesto non può che far crescere la mia stima nei suoi confronti! Tanti auguri! Laura Gancitano, architetto iscritto all'ordine impossibilitato ad esercitare la libera professione a causa dei costi proibitivi del mantenimento di una partita IVA grazie ad Inarcassa e alla abolizione delle tariffe minime.
Laura Gancitano

22/01/2013 09.02: .
A titolo personale e professionale, come iscritta all’ordine da oltre venti anni, La ringrazio per il complessivo miglioramento dei servizi a noi iscritti della sua gestione, soprattutto per la trasformazione dell’ordine in uno strumento di formazione e contatto continuo con le imprese, sono certa che la consapevolezza e cura con la quale ha affrontato l’organizzazione dell’ordine, saranno presenti in nelle sue future attività e le continueranno a dare i riconoscimenti che merita, detto ciò, qualora ripensasse alla sua candidatura, cosa che tutti ci auguriamo, mi avrebbe sicuramente tra i suoi elettori. Ancora grazie
Arch. Mina Pugliese

22/01/2013 09.49: .
Caro Amedeo, ci mancava anche questa e ci mancherà davvero tanto la concreta consapevolezza che qualcosa di positivo stava alla base del nostro procedere. Spero ciò non vada a significare la prevaricazione del palazzinismo parcellizzato delle periferie sulla mira che ci si era dati di prospettive che rimettevano in gioco l'Architettura. La taglio qui perchè mi farà meglio un incontro. Approvo ma non sono contento. Un caro saluto e spero a presto.
Arch Claudio Scaringella

22/01/2013 09.59: .
Esprimo la mia solidarietà ad Amedeo Schiattarella - anche se, in quanto laureato in urbanistica non mi voleva nel suo ordine! - avendone apprezzato nel tempo la capacità di iniziativa e di "animazione" (naturalmente si può sempre fare di meglio, di più etc...questo lo dice sempre chi non fa niente!). Saluti,
Pietro Bertelli

22/01/2013 10.21: .
Grazie Amedeo. Per l'impegno, la cultura, l'onestà intellettuale, la determinatezza che hai messo in campo. Sono anche io pessimista per il futuro della nostra professione. Ma forse i giovani - come sai ce ne sono di bravissimi - sapranno trovare il modo nuovo di interpretarla senza tradire etica e professionalità. Un abbraccio.
Mauro Martini

22/01/2013 10.28: .
Tutta la mia solidarietà incondizionata. Grazie per quanto hai fatto
Enrico

22/01/2013 10.50: .
Di fronte ad un atto così forte ma giusto, da semplice ma orgoglioso iscritto all’Ordine degli Architetti, ritengo giusto esprimere al Presidente convinta condivisione alle argomentazioni della lettera essendo peraltro consapevole delle negative ricadute sulla intera società delle c.d. politiche di “liberalizzazione” , anche in termini culturali. Grazie per il lavoro svolto.
Roberto Gabriele Architetto

22/01/2013 10.51: .
Amedeo, Ti rivolgo un commosso saluto ed un sincero ringraziamento per il prezioso servizio che in questi anni hai reso non solo agli Architetti ( senza limiti geografici ) ma alla cultura (anche questa senza limiti geografici). Questa è l'occasione per ringraziarti, finalmente, dopo tanti anni, per avermi fatto vivere vibranti momenti di appassionato lavoro al servizio non di un ideale ma di idee reali. E' comprensibile un certo tuo sconforto momentaneo dettato dalle circostanze che hai molto ben descritto, ma Tu sei destinato a proseguire la tua missione, nel momento opportuno, nelle sedi adeguate dove, col sostegno convinto di chi ti scrive e di tanti altri, potrai riprendere a "scolpire le idee" dando loro la "massa corporea" dei fatti concreti a cui ci hai abituato. Il tuo "telesostenitore"
Maurizio Russo

22/01/2013 10.51: .
Grazie, Amedeo. Un caro saluto
Elisabetta Luzzi

22/01/2013 10.53: .
Con grande stima e solidarietà, ringraziandola per quanto fatto sino ad oggi, Le auguro i migliori auspici per il suo ritorno alla professione. Cordiali saluti
arch. Paola Maddalena

22/01/2013 11.15: .
Buon giorno Presidente Solo una brevissima testimonianza: e' stato un grande piacere conoscerLa e rileggere il suo operato nella trama di questa intrigata rete di relazioni che e' un ordine professionale. Molto e' stato fatto per trasformare questa entità astratta in una realtà operativa, rappresentativa e fattiva.... E' stato un grande onore.... Cordialmente
Martina Risi

22/01/2013 12.26: .
Bravo Amedeo ! Grazie di tutto il tuo lavoro e la tua onestà (non solo intellettuale). Con stima e affetto.
Vittorio De Santis -Architetto-

22/01/2013 13.01: .
Spiace constatare che l'integrità e la coerenza intellettuale della persona istituzionale non sono mai riconosciute,
spiace constatare che la costruzione di un ponte verso il futuro debba essere, in italia, un'opera sempre incompiuta,
spiace constatare che non viene mai riconosciuto il primato del lavoro, dell'intuizione, dell'equilibrio e della fattiva abnegazione per l'impegno ed orgoglio dimostrato,
spiace constatare che per essere ascoltati bisogna dare dei pugni sul tavolo od urlare BASTA!,
spiace constatare che chi opera, chi ha accresciuto la visibilità dell'Ordine, chi assume decisioni ed impegni debba lui fare il passo indietro,
mi piace aver avuto l'onore di conoscerti

Andrea Ferraris

22/01/2013 13.40: .
Grazie Presidente per tutte le battaglie che in questi anni hai portato avanti.
Arch. Massimo Calandrelli

22/01/2013 14.53: .
Onorata di incontrarla a breve nei corridoi degli uffici tecnici in qualità di libero professionista per confrontarci finalmente alla pari ! Grazie per tutto quanto realizzato per i professionisti di Roma e Provincia!
Maristella Babuin architetto

22/01/2013 16.06: .
Caro Amedeo, Conosco da tanti anni l’impegno e la forza di ogni tua azione, ho apprezzato l’Uomo e l’Architetto
Egoisticamente vorrei dirTi di rivedere questa decisione , ma poi penso che le scelte vanno rispettate e mi sento solo di chiederti scusa per alcune mie assenze.
Le tante chiacchierate, la tua grande disponibilità e il nostro ragionare su questa splendida professione restano parte del mio bagaglio di professionista.
Nel riportare una frase a me cara Ti abbraccio e ti rinnovo la mia Stima e Amicizia
"Quello dell'architetto è un mestiere d'avventura: un mestiere di frontiera, in bilico tra arte e scienza. Al confine tra invenzione e memoria, sospeso tra il coraggio della modernità e la prudenza della tradizione. L'architetto fa il mestiere più bello del mondo perché su un piccolo pianeta dove tutto è già stato scoperto, progettare è ancora una delle più grandi avventure possibili." (R.Piano)

Mauro Fulvi Architetto

22/01/2013 20.36: .
Sono l'architetto Cerioni e condivido il tuo punto di vista. In questi anni avete fatto del tutto e con i fatti per avvicinare l'ordine agli iscritti. Allora io mi rendo disponibile a dedicare del tempo se si organizza una federazione di colleghi che si batta per quei valori che hai ben descritto con passione viva nella lettere. Spero a presto con riconoscenza
Enrico Cerioni

23/01/2013 00.09: .
Ho letto con attenzione la lettera inviataci. Desidero ringraziarti per i contenuti sottolineati, alcuni francamente preoccupanti nel quadro dell'UE. E per la passione costruttiva. Sinceramente,
Paolo M S

23/01/2013 10.16: .
Gentile Presidente, pur seguendo dall'esterno l'attività dell'Ordine mi ha impressionato la molteplicità di temi e di incontri culturali e professionali (e non solo) affrontati e promossi in questi ultimi anni con una impostazione di largo respiro e lunga prospettiva, senza tralasciare nessun settore di intervento, sulla spinta di una sensibilità sociale e di una passione civile che riportano alla memoria la formazione e l'impegno dei grandi architetti protagonisti del Bauhaus e del Movimento Moderno e di alcuni grandi maestri della scuola romana di architettura.
Mi auguro che LeTue dimissioni, pur motivate nei presupposti, non siano definitive e che gli iscritti richiedano la Tua permanenza alla guida di un Ordine giunto a nuovo prestigio e vitalità istituzionale, e che non deve in alcun modo trasformarsi in strumento al servizio del potere politico, ma interloquire - come sostieni - autorevolmente con chi quel potere rappresenta.
Sento di doverTi ringraziare in ogni caso per la lezione di etica civile e professionale che in tempi incerti come questi hai voluto trasmettere ai colleghi.
Con viva solidarietà,

Laura Falconi

23/01/2013 11.14: .
Egregio Presidente Schiattarella, a studio ho la foto in cui Lei mi consegna il timbro; quando uno di noi si recava all'acquario romano diceva "vado a trova' amedeo".
Se diciamo che Bruno Zevi è stato un grande Architetto perchè è stato un grande critico di Lei diciamo che lo è stato perchè è stato un grande Presidente.
Se proprio deve lasciare il Suo incarico, ci lasci nelle mani di un buon prosecutore.
Cordiali Saluti

Arch. Vincenzo Chirico

23/01/2013 11.14: .
Con questa mia intendo comunicare la mia solidarietà al Presidente Schiattarella per il suo operato e per la sua rettitudine interiore, dimostrando con il suo gesto, che in una Italia ove conta la poltrona che occupi, esistono persone che intendono il ruolo, nel senso più alto del termine, al servizio dell'Ordine che in questi anni ha rappresentato.
Giulio Baldon

23/01/2013 13.11: .
Bellissima lettera caro Collega Schiattarella, ammetto che provo dispiacere nel sapere quanto accaduto e apprezzo il gesto galante di avercelo reso noto. distinti saluti,
Simone Tomassi - Architetto

23/01/2013 15.42: .
Al Presidente dell'Ordine degli Architetti di Roma e Provincia
Egregio Presidente, io sono solo una dei tanti iscritti di quest'Ordine che la stima dal giorno in cui ho messo piede nell'Acquario Romano per ricevere il timbro, il tesserino e il distintivo dei quali vado fiera. Il giorno in cui, con molto imbarazzo da parte mia e dei neo-colleghi, Lei dopo la cerimonia e il discorso - tutt'altro che 'di rito' - ci ha detto che, essendo ormai colleghi, da quel momento potevamo darci del 'tu'. Cosa che, per altro, non sono mai riuscita a fare.
Sono la stessa che a gennaio dello scorso anno scrisse un commento sul 'diritto all'architettura', in cui parlavo della 'cinesizzazione della professione' , conseguenza dello 'sciagurato Decreto Bersani', esprimendo tutta la mia stima e il sostegno per la battaglia che stava portando avanti attivamente ( a differenza di altri Suoi colleghi).
Con mio grande stupore dopo qualche giorno ho ricevuto -senza che ci conoscessimo personalmente (frequentando io l'Ordine purtroppo solo in occasione dei pochi corsi e convegni cui sono riuscita a partecipare) - una Sua personale telefonata in cui mi ringraziava per il commento inviato. Un gesto che mi ha particolarmente colpito.
Non conoscendo le beghe politiche (che pure immagino, avendone avuta esperienza diretta altrove e per altri motivi) che circondano questa ambita carica, mi permetta di esprimere un' opinione sulla mia personale esperienza relativa a questi anni trascorsi dentro l'Ordine da Lei guidato: corsi di formazione, incontri, dibattiti culturali, iniziative, battaglie, assistenza agli iscritti... un Ordine che è cresciuto di anno in anno, in modo esponenziale. Tutto quello che Lei scrive sulla crescita, il prestigio, il riferimento territoriale, è evidenza per chiunque e, quindi, anche per chi è in mala fede.
Ho avuto la fortuna nella vita di incontrare alcuni 'grandi': persone di intelligenza, spessore, sempre un passo avanti agli altri, in diversi campi, che hanno creato - contraddistinti da umiltà, spirito di servizio e passione - novità scientifica, apertura, lavoro, progresso, avanzamento nel settore specifico di cui si interessavano, essendone a capo, seguendo un ideale, un'etica personale, un modo di fare che creava crescita ed effetti positivi a cascata, e migliorando tutto quello che c'era intorno: non ce n'è uno che non abbia subito diffamazione (qualcuno, quella più spregevole, a mezzo internet e talvolta persino anonima, o meglio, come Lei dice 'sotto il comodo riparo di uno pseudonimo'), spacciata per verità assoluta, da parte di mediocri autoreferenziati, che si sono inventati di tutto, che hanno mistificato, artatamente travisato e raccontato in modo 'populistico' e 'demagogico' fatti inesistenti, con l'unico scopo di distruggere quella persona.
E' chiaro che quando si sa di aver dato il meglio, di averlo fatto con spirito di servizio, coerenza e responsabilità, tutto ciò indigna profondamente e spinge ad un gesto come il Suo che io comprendo ma, nel mio piccolo,non condivido.
Certo è che analoghe considerazioni (seppur non così approfondite per il mio essere lontano da tutto il sistema) sugli effetti disastrosi del DPR 137 del 7 Agosto 2012, sulla snaturazione degli Ordini, a partire dalla deriva cui la politica ha condotto la nostra professione in quello che era 'il Bel Paese' (con più architetti in% al mondo), le ho fatte da tempo anche io, chiedendomi veramente a cosa servisse rimanere iscritti ad un Ordine. L'unica risposta che mi sono data è stata : 'ma io non sono iscritta ad un Ordine qualsiasi io sono iscritta all'Ordine di Roma, quindi finché resterà così attivo, con iniziative di livello così elevato e così attento alle esigenze degli iscritti è comunque un'occasione di incontro e crescita'.
Con il mero egoismo di un' iscritta che non vuole veder distruggere quella che è anche la sua 'casa', pertanto, Le chiedo 'rimanga in prima linea, per difendere ancora i nostri diritti, per continuare a far crescere quello che c'è da far crescere (anche se è sempre più un contenitore che a molti serve rimanga tale), per quel senso civile 'di responsabilità e passione sociale' che l'ha sempre contraddistinta.
Per tutto quello che lei ha saputo costruire , con tanti altri di cui non conosco neanche i nomi (ma anche scegliere i collaboratori validi è una capacità che fa la differenza), a partire da quel clima di armonia che si percepisce in quella che è appunto una 'casa' per tutti noi, ogni volta che si entra nell'Acquario.
Ci sarà sempre chi preferisce distruggere, perché costruire è più faticoso: 'Non ti curar di lor ma guarda e passa' direbbe il sommo poeta.
E' chiaro che non saranno le parole di un iscritto a farLa desistere da una decisione così forte; la mia speranza è che a farlo siano le testimonianze di tanti altri iscritti, di persone a Lei più vicine, di colleghi, collaboratori, e amici; che La convincano che il 'piccolo gruppo' cui Lei fa riferimento nella lettera è davvero 'piccolo' in tutti i sensi, mentre molto più grande (sempre in tutti i sensi) è quello di chi sa distinguere i fatti dalle insinuazioni false e vili. Non si dimetta, Presidente. Cordialmente,

Andrea Palazzi

23/01/2013 18.41: .
Amedeo sei grande e sei prima di tutto un architetto formidabile, grazie
maria luisa assogna

24/01/2013 09.15: .
Caro Amedeo, ho letto stamane con grande interesse la tua lunga, documentata ed appassionata lettera. Al termine, ti confesso che mi rincresce veramente che tutto ciò che tu racconti e paventi, sia avvenuto e stia avvenendo, come peraltro molto altro e molto spesso nel nostro Paese, nella quasi totale indifferenza di tutti noi.
In questi anni di governo dell'Ordine sei stato, per noi impegnati in altro, un punto di riferimento sempre presente e fidato, un collega ed amico onesto e bravo, che ha trasformato il nostro Ordine dalla "casa dell'architettura in poi", da una associazione in una presenza, un luogo della città e nella città.
Dopo questa tua c'è poco altro da aggiungere, se non grazie e sono con te, a tua disposizione. Con grande stima ed affetto,

Franco Mazzetto

24/01/2013 18.25: lettera aperta al Presidente arch.Schiattarella
Carissimo Presidente, da vecchio architetto troppo spesso colpevolmente assente dall' Ordine, voglio esprimere la mia totale condivisione dagli argomenti trattati nella Tua lettera aperta con la quale rassegni le dimissioni.
Sottolineo che la politica ha di fatto attaccato il nostro Ordine trattandolo alla stregua di un' organizzazione di parte dedita alla difesa di interessi settoriali di esclusivo valore commerciale.
Mi pare chiaro il disegno che tende a negare ogni valore culturale e sociale alla nostra attività privando l' Ordine di ogni funzione di garanzia istituzionale.
Quanto all' abolizione dei minimi di parcella:l'ho definita da subito un vero inganno "propagandistico" a scapito della qualità, contrario agli interessi soprattutto dei più giovani costretti nell'arena senza nessun "paracadute". Un decreto anche a danno della collettività che è stata privata di ogni garanzia di qualità di un prodotto che, non dimentichiamolo, è un prodotto intellettuale.
Non vado oltre, rischierei di ripetere i Tuoi argomenti e sinceramente è davvero strana questa mia condivisione visto che in passato spesso ci siamo trovati a discutere su fronti opposti.
Vorrei infine esprimere il mio auspicio di vederTi ritirare queste dimissioni per ritrovarti a combattere e difendere quanto molto positivamente hai saputo fare in questi anni spesso da solo e comunque senza un valido aiuto da parte di tanti di noi, io per primo
Con stima ed amicizia

Sergio Burkhart

25/01/2013 09.05: risposta alla LETTERA APERTA: che faremo da grandi
Ho provato una forte commozione e sto ancora piangendo nel rileggere la tua lettera. Vedere vanificate le proprie intenzioni, il proprio lavoro, la propria onestà è un dolore forte, ma sarebbe intollerabile se ti sentissi solo nella tua delusione; invece no, siamo tutti abbracciati a te per continuare a vivere questa professione che è semplicemente la scelta della nostra vita: noi siamo architetti sempre, anche quando dormiamo, forse ancora di più, quando sogniamo…. Continua il tuo ruolo di "filo conduttore" perché lo sai fare bene. Con tanta ammirazione, ti abbraccio forte,
Paolo Marinucci

25/01/2013 09.29: .
Caro Amedeo, le tue parole riflettono uno scenario nazionale rovinoso e inerte, che ritroviamo anche in molte altre situazioni collaterali e complementari al nostro lavoro. Grazie per quello che hai fatto, in bocca al lupo!
Piercarlo Crachi

25/01/2013 10.47: .
Caro Amedeo, voglio ringraziarti per i risultati conseguiti in questi anni, ti ringrazio per la dignità della nostra professione che hai cercato di tutelare nei limiti del tuo ruolo, per aver percorso con tenacia l'enorme distanza tra viale Maresciallo Pilsudski a piazza Manfredo Fanti.
Credo che sia giusto ricordare! senza memoria di ciò che è stato non c'è futuro per ciò che dovrà essere.
Non ti ho mai sottaciuto le mie preoccupazioni ed il mio dissenso rispetto alle evoluzioni (involuzioni) normative nel settore degli appalti pubblici dove, con l'appalto integrato, il ruolo di Committente per il professionista si è trasferito dal Pubblico all'Impresa, con conseguenze distruttive del ruolo e della dignità professionale.
Oggi personalmente pago pesantemente la scelta di aver rescisso o rinunciato a contratti per inaccettabilità delle richieste dell'impresa Committente.
La nostra normativa per la realizzazione di opere pubbliche ha determinato lo "spezzatino" del progetto, privandolo della necessaria continuità dall'idea sino alla realizzazione dell'opera, pertanto è fallito anche il tentativo di partecipare a concorsi in europa dove tale condizione di "continuità" era considerata requisito inderogabile.
Credo che come disse nel 1979 il prof.Arch. Ludovico Quaroni a me giovane laureando : "mio caro giovine la mia generazione ha vissuto, la sua dovrà sopravvivere", sia oggi di una attualità bruciante.
Sono altresì consapevole che non possa la volontà del Presidente nè di un singolo Ordine professionale, modificare leggi e norme, può altresì esprimere il proprio dissenso come da te sempre espresso.
Forse la mancanza di incisività del nostro ruolo di architetti la dobbiamo a noi stessi, personalmente ai miei convincimenti non ho dato seguito con azioni, ritenendo che siano sempre altri che devono assumersi tali incombenze, forse un maggiore impegno personale di noi tutti avrebbe impresso maggiore incisività anche alla tua azione di Presidente.
Ti ringrazio per quanto sei riuscito a fare in questi anni, augurandomi che chi verrà abbia memoria e conoscenza per affrontare il difficile momento che sta sgretolando la nostra professione. Con affetto ed amicizia.

Michele Valentini

25/01/2013 10.48: .
Caro Presidente, ho letto la tua lettera aperta e ritengo giusto fermare sulla carta le mie impressioni.
La tua decisione testimonia uno stato, grave , di disillusione e di rimpianto per come le cose sono andate e stanno andando per la nostra professione: umiliati da un paese cieco (per una miopia colpevole), in questi anni, abbiamo inutilmente combattuto contro burocrazia, cattiva politica, concorrenza sleale, false liberalizzazioni,....... demolizione, secondo me voluta, delle condizioni minime necessarie per lo svolgimento di tutte quelle attività, proprie della nostra specificità, che esigono un corretto rapporto fra economia, quadro legislativo, programmazione e attuazione di quello che, forse ormai erroneamente chiamiamo processo di trasformazione del territorio; erroneamente perchè ormai io lo chiamerei più coerentemente avanzato processo di involuzione.
La maggior preoccupazione è per il fatto che le cose che da anni ci diciamo, i problemi e le criticità, non hanno trovato alcuna soluzione, anzi sembrano peggiorare anno dopo anno, legislatura dopo legislatura.
La cosa che più stupisce è che sembra non essere di nessun insegnamento l'esperienza: ti bruci con il fuoco, cerchi di evitarne il contatto; gestici i lavori pubblici per 60 anni con il massimo ribasso, ma non lo elimini, gli cambi nome: "offerta economica .."; lasci il progetto, ormai senza valore riconosciuto, nella responsabilità, quasi sempre dell'impresa, a fronte di una "firma" del professionista sempre più debole.
E' solo un esempio ma dimostra che i nostri politici (ed anche molti tecnici al loro servizio) non hanno capito (o, secondo i maligni, hanno capito molto bene) che non si conclude un lavoro "bene" senza che per questo sia stato corrisposto un equo ristoro economico......(tralascio questioni sulla sicurezza, qualità......)
Il risultato è un enorme contenzioso più lavoro per gli avvocati...meno qualità nelle nuove costruzioni.
I giovani stentano a capire per cosa hanno studiato e dove andare a cercare possibilità di esercitare: con amarezza ogni giorno riceviamo offerte di collaborazione che non possiamo soddisfare.
L'Italia è il paese in cui esiste la normativa più complessa ed inestricabile del mondo, non si riesce neanche più a spiegare alla gente normale, (spesso clienti che optano per l'abusivismo, terrorizzati dalla macchina burocratica amministrativa........) figuriamoci che fine ha fatto la possibilità di libera circolazione e stabilimento dei professionisti europei di cui anelavamo la possibilità qualche anno fa.
Ci avevamo creduto quando ci confrontavamo con le altri capitali europee, e sognavamo una vera comunità europea di professionisti.
Gli argomenti potrebbero essere molti, ma ma mi rendo conto che questa, da una lettera di saluto, sta diventando una dolorosa dichiarazione di sconfitta, la chiudo qui.
Tu lasci e l'unica cosa positiva che ci vedo (oltre al tuo ritorno full time alla professione) è che forse questo gesto risveglierà le nostre coscienze assopite.
Rimane e spero rimarrà a lungo, fra le molte cose che hai realizzato, la Casa della Architettura che non è patrimonio solo dell'Ordine ma appartiene di diritto al nostro patrimonio culturale. A presto

Francesco Marchetti

25/01/2013 16.33: .
Pur vivendo la vita dell'Ordine in maniera molto superficiale, in quanto ho dato e dò ancora molto alla mia professione, voglio, con questa mia risposta, essere un segno positivo al rammarico del nostro presidente. Condivido pienamente quanto denunciato nella lettera aperta e condivido il pensiero e le preoccupazioni di tutti noi. Mi auguro che vi sia un ripensamento o comunque un rigetto alle stesse dimissioni, facendo sì che si affermi sempre più un pensiero pulito e fattivo per tutti noi, che ci vede spesso spettatori e non artefici del nostro destino professionale. Voglio, con questa mia, riaffermare un sostegno ampio e decisivo all'azione di Amedeo Schiattarella. Con coraggio
Arch. Giovanni Moroni

25/01/2013 19.16: .
Caro Amedeo mi dispiace per la decisione che hai maturato, ma certamente avrai buoni motivi. Ti ringrazio per quello che hai fatto in questi anni da Presidente e spero che ora avrai il tempo di fare una bella rimpatriata tra vecchi compagni di corso.
Sperando di incontrarci presto, accetta un sincero abbraccio con immutata stima ed amicizia

Fernando Martella

26/01/2013 09.12: .
Caro Amedeo, leggo delle tue dimissioni dall'Ordine di Roma e delle relative motivazioni.
Mi dispiace che tu abbia ritenuto di dover manifestare l’indisponibilità a procedere in questa situazione, ma d’altra parte ti comprendo.
Fino a che i nostri Organismi Esponenziali non assumeranno una vera forma associazionistica, con reali responsabilità nei confronti della Collettività e dei propri associati, continueremo ad essere il bersaglio di chi ci considera casta privilegiata mentre, come ben sai, siamo in questi tempi i più esposti ai danni provocati dagli errori altrui.
Mi auguro sinceramente che tu possa invece continuare, nel tuo ruolo, una battaglia che personalmente condivido in pieno. Cordiali saluti.

Marcello Conti Ingegnere

26/01/2013 14.56: .
Caro Amedeo, oltre a esprimere la mia solidarietà e il vivo apprezzamento per il Tuo operato, Ti chiedo di continuare e quindi di ripensare la tua decisione di dimetterti cari saluti
Alessandro Camiz

26/01/2013 18.44: .
Solidarietà totale da parte di tutti noi!!!
Luca Montuori

26/01/2013 18.44: .
Caro Amedeo, ho apprezzato in questi anni la tua attività come presidente del nostro ordine... dobbiamo continuare ad essere architetti "resistenti". Un abbraccio,
Anna Di Noto

27/01/2013 10.45: .
Ringrazio di cuore il Presidente Schiattarella per l'ottimo lavoro svolto all'interno dell'ordine! E' riuscito a ridare (almeno a me!) il senso e l'orgoglio di appartenere ad una categoria oggi troppo spesso bistrattata e messa in discussione.
Auguro di cuore un buon lavoro ed i migliori successi alla sua attività professionale.

Arch. Stefano D'Amico

27/01/2013 14.56: .
Caro Amedeo, Ho letto e riletto la tua lettera. Le tue parole riflettono cosa e' adesso il nostro mondo e la nostra professione.
Rinnovando la mia stima, ti ringrazio per quanto hai fatto e sicuramente farai, per te stesso e per l'architettura. In bocca al lupo!

Angela Scocca

28/01/2013 08.13: .
Caro Amedeo, sono solidale con te, ti ringrazio personalmente per quanto di positivo hai fatto per l’Ordine durante i tuoi anni di Presidenza primo fra tutti l’ottenimento di una sede così prestigiosa, l’Acquario Romano operazione mai riuscita ai tuoi predecessori poi tutto il resto che non sto qua a descrivere in dettaglio ci vorrebbero molte pagine... i ragazzi dell’Istituto Quasar stanno completando l’esercitazione che tu hai loro commissionato per il disegno del nuovo timbro e di gadget vari destinati agli architetti... mi farebbe molto piacere che, compatibilmente con i tuoi impegni, tu possa venire da noi o noi da te a dare una occhiata a quanto elaborato grazie ancora e... a presto
Luca Leonori

28/01/2013 16.10: risposta a lettera aperta
Caro Presidente, leggo con grande amarezza la notizia delle tue dimissioni: per me finisce un'epoca di rassicurante serenità nel sapere che nel mio Ordine avrei trovato in qualsiasi momento assistenza, competenza e non ultimo un centro vivace di cultura e confronto. Mi dispiace di non essere riuscita a partecipare e portare il mio piccolo contributo alle molteplici iniziative di questi anni, ma tu che vieni dal mondo della libera professione, puoi capire come ormai il tempo nel nostro lavoro sia diventato un tiranno da combattere quotidianamente. Il "Progetto" avrebbe bisogno di tempo, riflessione, confronto e maturazione per poterlo far uscire dallo studio con quella dignità che sembra sempre più un piacevole ricordo. Tutto va velocissimo e ci stanno trasformando in un'industria senz'anima in cui l'unico obiettivo è il business, ma il Pensiero non può essere standardizzato e ripetuto, il nostro è un prodotto dell'ingegno che nessuno per quanto ricchissimo potrà mai comprare. Personalmente, trovando sempre più difficile incontrare una Committenza colta con cui collaborare, artigiani e imprese competenti e regolari, funzionari pubblici e amministratori onesti e disinteressati..., dovendo quasi sempre anticipare spese rimborsate forse a distanza di anni, il tutto assumendosi una mole di oneri e responsabilità civili e penali che credo non esistano in nessun paese civile, "tappandomi il naso" mi sono ricavata una nicchia lavorativa tranquilla anche se poco gratificante dal punto di vista professionale.
Viviamo in un'epoca di volgarità e decadenza ma è proprio ora che i soggetti pensanti non devono retrocedere. Ritengo che la nostra professione abbia ancora bisogno del contributo di onestà e serietà che puoi dare.
Spero, se proprio hai deciso di "mollare" l'Ordine, di ritrovarti in corsa per il CNA. Tienimi aggiornata e nel rinnovarti la mia stima e solidarietà ti saluto cordialmente

Elena Zicari

28/01/2013 18.21: .
Caro Amedeo, faccio parte di quel numero esagerato di persone sinceramente dispiaciute per la tua coraggiosa decisione. Desidero che tu sappia che l’incondizionata stima che ho sempre nutrito nei tuoi confronti ora è cresciuta ancora di più. Il rammarico per aver perso un grande presidente purtroppo resterà, spero solo di continuare ad avere in te un caro amico. Un abbraccio,
Maria Grazia

28/01/2013 18.59: .
Caro amico Amedeo, stimato collega, sono senza parole......chi fa si assume il rischio di sbagliare, chi non fa parla ! Con stima ed affetto
Valter Giansanti

29/01/2013 01.17: .
Caro Presidente, ho letto con dispiacere la Sua lettera di dimissioni, dispiacere doppio in quanto all'amarezza per la situazione da Lei evidenziata e che riguarda la nostra professione e le professioni in generale, svilite e svendute dai tentativi rozzi della politica di infondere nuova linfa vitale ad un organismo già in gran parte compromesso, si unisce l'amarezza dell'apprendere la Sua decisione di dimettersi (scelta che comunque posso comprendere). Tutto ciò mi porta alla mente il generale romano Ezio il quale dovette difendere Roma nel periodo grave del suo declino e che, dopo esservi riuscito (fu una delle ultime volte) cadde vittima dell'egoismo di chi, per calcolo cercava il proprio meschino tornaconto senza accorgersi del cambiamento imminente e rovinoso che si profilava all'orizzonte. Quale giovane iscritto, mi aveva colpito il Suo approccio ai problemi della professione, la Sua volontà di essere "tutti coinvolti", al di fuori dall'apatia che talvolta la contingenza del quotidiano ci induce nei confronti del problema comune, così come molte delle Sue risposte ai problemi dei giovani architetti. Non credo di esagerare nel dire che con le Sue dimissioni, l'ordine perde un presidente che ha lasciato, più che un edificio importante, un messaggio importante, cosa che nella nostra professione non è da tutti. con stima,
Marco Falsetti

29/01/2013 12.26: .
Caro Amedeo, ho aspettato qualche giorno a scrivere queste due righe, senza te come Presidente siamo tutti un po' più soli.
Non sono mai stato un assiduo frequentatore dell'Ordine, quelle poche volte che sono venuto a qualche evento, dei molti che hai organizzato, è sempre stato un piacere ritrovarti, in compenso sai che ho sempre seguito e condiviso le tue battaglie, durante i tuoi mandati, l'Ordine ha fatto dei balzi in avanti molto importanti e tutti noi ti dobbiamo molto, pertanto ti saluto con rammarico, ma al contempo, con gioia ti faccio i migliori auguri verso importanti incarichi, e impegni personali che potrai seguire con la stessa passione con cui hai lavorato per Noi.

Antonio Glielmi Architetto

29/01/2013 16.49: .
Caro Amedeo, mi dispiace molto della tua decisione, che credo ti sia costata molto, ma ne capisco il senso, condividendo le tue osservazioni, e non posso fare altro che accettarla, anche se poi mi sentirò un po' più orfano di quanto già non mi senta nella nostra attuale condizione professionale. Non conosco bene la situazione interna all'Ordine che tu descrivi, ma credo nella tua onestà intellettuale, che fa parte della tua, per me ammirabile, dimensione umana; cose queste che tutte concorrono a fare anche un buon architetto. I risultati da te raggiunti finora preludevano a qualcosa di più importante per la nostra professione, oggi così maltrattata a danno di tutta la società. Spero di incontrarti presto altrove.
Claudio Caratelli

29/01/2013 22.17: .
caro Amedeo, ho atteso alcuni giorni prima di inviarti queste mie considerazioni per assicurarmi una sufficiente metabolizzazione della notizia delle tue dimissioni. Le tue considerazioni sono come sempre piene di passione civile e di responsabilità istituzionale al compito della rappresentanza di categoria che da più di dieci anni ti sei assunto come Presidente di questo nostro Ordine.
Se guardo indietro agli anni antecedenti il tuo ingresso in partita non posso non constatare quanto questo Ordine sia cresciuto sotto la tua Presidenza. Anzitutto in stile (che per noi architetti non è materia secondaria). E in ruolo istituzionale, dentro una società civile sappiamo quanto poco interessata all'architettura. E in efficienza, in anni di profonde trasformazioni della nostra professione. E in immagine, in tempi difficili, anzi difficilissimi per la nostra immagine professionale. E nella capacità dell'Ordine, che oggi diamo tutti per scontata, di incidere nel dibattito politico e culturale della città.
Le tue dimissioni ci lasciano perciò questo ormai fondato patrimonio: il riconosciuto ruolo che oggi l'Ordine degli Architetti di Roma ha riconquistato e che, ne sono certo, nessuno dopo di te vorrà dilapidare.
Grazie per il lavoro svolto, un abbraccio

Paolo Desideri

30/01/2013 12.54: .
Dopo avere appreso la notizia delle tue dimissioni, sentiamo il bisogno di ringraziarti per il prezioso sostegno che in questi anni ci hai sempre riservato. Cogliamo l'occasione per esprimerti la nostra stima insieme all'affetto che in tutto questo tempo si è in noi consolidato per chi non ha mai dimenticato di promuovere l'Associazione fra i colleghi e per chi ne ha permesso la permanenza presso la sede dell'Ordine.
Ci auguriamo di poterci mantenere in contatto con te anche in futuro e di potere continuare a sostenere e promuovere "un'altra architettura", in tutto diversa da quella che denunci nella tua lettera.
Ti auguriamo il meglio e ti ringraziamo ancora! A presto
A nome di tutta l'Associazione Architettura Senza Frontiere Onlus - La Giunta Direttiva

Architettura Senza Frontiere onlus

30/01/2013 16.31: .
Caro Amedeo, anche se non sono particolarmente addentro alle cose dell'Ordine, posso capire i tuoi malumori ed apprezzare la tua correttezza vista anche la tua recente nomina.
Colgo questa occasione per confermarti la mia personale stima e il mio sincero ringraziamento per la tua azione svolta in questi anni come Presidente dell'Ordine.
Con affetto,

prof. Lucio Altarelli

30/01/2013 18.58: .
Caro Presidente, ho letto la densa ed esemplare lettera aperta che hai voluto indirizzare agli architetti romani per segnalare, con tempestiva correttezza e con chiare ed approfondite motivazioni di pubblico interesse, la Tua determinazione di lasciare anzitempo la carica di Presidente dell'Ordine di Roma.
Se nell'immediato, per l'amichevole e cordiale disponibilità di cui hai voluto onorarmi in questi anni, ho avuto un moto di partecipata solidarietà per un velo di rammarico e di amarezza avvertito nelle Tue considerazioni, subito dopo, riflettendo sul Tuo eccezionale costruttivo operato svolto per gli aspetti istituzionali e culturali dell'Ordine di Roma visti in un'ottica più ampia riferita all'ambito nazionale della professione architettonica, ho pensato al rincrescimento che tutti dovremmo avere per questa Tua determinazione. E' certo infatti che anche nella nostra periferia, e in maniera positiva e stimolante, sono state avvertite e tenute ad esempio le Tue prese di posizione e le tue direttrici di riferimento per il corretto e vitale sistema ordinistico nazionale, per la crescita coerente e la difesa in autonomia della condizione e dello sviluppo professionale senza gli intervenuti improvvidi interventi politici e governativi. Di tutto questo, ricordando anche quanto hai fatto per sostenere noi che lavoriamo negli Ordini, avverto personalmente l'obbligo di darTi atto e di esprimerTi un sincero vivo ringraziamento.
Nella speranza che, comunque si evolveranno i fatti, il Tuo contributo di impegno civile e culturale non mancherà in futuro, essendocene grande necessità, alla vita e alla crescita degli eventi architettonici nel nostro Paese, Ti prego di accogliere i più fervidi auguri per tutta la Tua attività. Cordialmente,

Rossana Bernardini - Direttore Ordine Arch Pisa

30/01/2013 19.22: .
Caro Amedeo, l’ho rivista oggi all'Accademia di San Luca in un contesto che esigeva la dovuta ed esclusiva attenzione.
Avrei voluto dirle che le sue inaspettate dimissioni, mi rammaricano per la perdita di un importante referente che per anni ha rappresentato a Roma il lato buono delle istituzioni, offrendo ascolto e sostegno alle tante altre iniziative che faticavano ad emergere in un contesto così arido di sensibilità.
Altra considerazione, e non secondaria, è sull'intreccio di motivazioni che l'hanno spinta a lasciare anticipatamente. Motivazioni che gettano un ombra di futura ingovernabilità per un organismo che in questi anni ha promosso con grandi meriti un'innumerevole serie di attività, che hanno portato l'Ordine di Roma ad occupare un ruolo centrale in tutti gli aspetti legati all'architettura nel territorio romano e non solo.
La mia preoccupazione, in un momento di così estrema emergenza, verte sulla malaugurata ipotesi che questo Consiglio, privato della sua guida, non abbia la stessa attenzione per iniziative e realtà emergenti che coraggiosamente gettano da anni il cuore oltre l'ostacolo, con la convinzione di poter contribuire a far riconoscere al nostro mestiere la dignità ed il rispetto che merita. Con i miei più cordiali saluti,

Davide Paterna

31/01/2013 16.30: .
Caro Amedeo, in questo momento difficile in cui, inevitabilmente, stai vivendo dei giorni di amarezza, sento il bisogno di testimoniarti, da semplice iscritto all'Ordine dal lontano 1982, il mio apprezzamento non solo per il tuo lavoro, ma per aver rivoluzionato il concetto stesso di Ordine degli Architetti!
Mi sembra che alcuni colleghi abbiano dimenticato (o voluto dimenticare) il deserto del nostro Ordine prima di te!
Vorrei sintetizzare con un semplice paragone: quando dovevo per motivi squisitamente burocratici recarmi a Via Maresciallo Pilzusky, venivo colta da un senso di sgomento, tristezza e estraneità. Oggi, quando vengo per una mostra, un incontro, una festa, una consulenza, un aggiornamento professionale,una qualunque iniziativa anche non legata alla nostra professione, è sempre con piacere e con la sensazione di essere a casa mia!
Il "nuovo mondo" per noi architetti romani ha il tuo nome e il tuo cognome e mi sembra doveroso testimoniarlo!
Un saluto affettuoso e un grazie per il tuo lavoro!

arch. Laura Belforti

31/01/2013 16.55: .
Amedeo carissimo, ho aspettato qualche giorno prima di rispondere alla tua lettera perché volevo che la cosa si sedimentasse dentro di me. Non che non mi aspettassi il tuo gesto perché già da tempo pensavo che ci sarebbe voluto un segno forte che mettesse in evidenza il profondo deterioramento che è andato crescendo con il passare del tempo all'interno del nostro sistema, e che la non sentenza del ricorso sta portando alle estreme conseguenze. E un gesto di tale portata lo potevi fare solo tu, come al solito.
Certo è che alle tue dimissioni sarebbero dovute seguire anche quelle di tanti presidenti, me compresa, che hanno appoggiato quell'idea di riforma che tutti (?) insieme abbiamo cercato di intraprendere. E invece ogni segno e ogni parola precipita nel vuoto e nella stretta di spalle di chi soccombe.
Il tuo distacco è, e sarà, una grande perdita per tutti noi che ti abbiamo conosciuto e che abbiamo avuto l’opportunità di condividere con te pensieri e gesti; ma lo sarà ancora di più per coloro che, forse abbagliati da un ruolo o accecati dall'invidia, non hanno saputo apprezzare ciò che tu hai creato e che hai loro offerto e che credo saranno in grado di distruggere.
L'amarezza che la tua lettera trasmette (l’ho inviata a tutti i miei iscritti perché toccassero con mano la realtà che ci circonda) è ormai una condizione che lega alcuni di noi e che, spero, in un qualche modo, ci possa ancora far ritrovare per combattere insieme a favore dell’architettura e dell’architetto, entrambi con la maiuscola.
Non vorrei perderti di vista e spero che sarai disponibile, ogni tanto, per un saluto di persona.
Un abbraccio con l’affetto la stima e l’amicizia di sempre

Gioia Gattamorta

02/02/2013 00.49: .
Caro Amedeo, Con dispiacere prendo atto delle tue motivate dimissioni. Dai tempi dell'università e poi più avanti nella vita,fino a questo ultimo atto,ti ho sempre stimato per l'impegno e la correttezza con cui hai affrontato i tanti problemi. Continueremo ad incontrarci ma mi mancherai come "Presidente". grazie Amedeo!
Fernanda Maxia

11/02/2013 15.36: .
Carissimo Presidente le rispondo in ritardo ma questa mia non è una risposta come le altre...... Quando mi sono trasferita dall'Ordine di Cosenza a questo di Roma Lei mi ha accolto con un grande sorriso (quello della foto)..... quando ho avuto modo d'incontrarla all'ordine Lei mi ha sempre sorriso e la Sua voglia di fare e cambiare le cose mi ha sempre affascinato. quando un giorno Le ho detto che l'Ordine era cambiato tanto (in meglio), Lei mi ha risposto che avrebbe fatto sempre meglio. Oggi mi chiedo che se Lei non crede più nel cambiamento ed è schifato da tutto quello che ci circonda a noi giovani che resta????? Con ammirazione
Laura Fiorino

15/02/2013 16.43: .
Per quello che può valere vorrei esprimere la mia solidarietà al presidente Schiattarella. Il suo senso di solitudine è anche il mio e condivido le sue analisi.
Penso che l'Ordine degli architetti di Roma in questi anni sia cresciuto e migliorato. Tutte le volte che in questi ultimi anni ho cercato consigli e sostegno ho trovato una struttura accogliente e attenta ai miei problemi di professionista. Non sono in grado di dare giudizi ma penso che se qualcosa funziona dipende anche e soprattutto dal suo comandante.
Dispiace leggere certe cose e non credo nel luogo comune che nessuno è insostituibile.

Paola D'Alfonso

21/02/2013 14.57: .
Caro Amedeo non Ti avevo comunicato immediatamente la mia solidarietà, dal momento che la Tua lettera mi aveva talmente colpito da impedirmi pensieri e considerazioni ordinate; Ti scrivo adesso, dopo avere appena letto la presentazione che hai scritto per la pubblicazione dell'ultima lezione tenuta da Franco Purini all'Università. E' bellissima, intensa, seppur brevissima; tra ciò che è stato e ciò che potrà di nuovo essere, tra ricordo e presente, hai delineato una condizione ancora possibile, espressa con l'ottimistica amarezza di un uomo rinascimentale. Ciao - Venezia, IUAV, 21 febbraio 2013
Nullo Pirazzoli

22/03/2013 11.35: .
Ho avuto occasione solo oggi di leggere l'amareggiata lettera del Presidente e mi viene necessario rispondere, sebbene con grande ritardo, per lanciare, con lo stesso tono di amarezza, un'accusa fuori dal coro riguardo all'operato ed alle funzioni degli Ordini professionali.
Sono un iscritto di vecchia data. Dopo un periodo di cosiddetta "libera" professione nel vasto mondo delle partite iva, ho avuto la fortuna di vincere un concorso pubblico e di guardare la professione stando dall'altra parte della scrivania.
Ho quindi affidato incarichi professionali, con trasparenza e buona fede, ed ho verificato e validato progetti di colleghi architetti, ingegneri e geometri.
Il resoconto di questa attività mi ha portato a ritenere che, purtroppo, la preparazione e la serietà professionale con cui i progetti vengono redatti, peraltro retribuiti a tariffa professionale piena, solo raramente merita un giudizio appena positivo. L'approssimazione con cui viene affrontata la progettazione è tale da costituire, a mio parere, una delle principali cause di contenzioso in fase di esecuzione dei lavori.
Non ho mai visto un solo argomento di discussione che affronti in maniera seria ed analitica la pratica professionale a posteriori; i motivi per cui molte grandi opere pubbliche non raggiungono la conclusione o lo fanno con costi e tempi decuplicati (penso alla città dello sport di Calatrava, all'Auditorium, all'acquario del laghetto dell'EUR).
Noi professionisti ci riteniamo sempre sollevati da ogni responsabilità ?
Leggendo le sue amare considerazioni, mi viene da pensare che forse, noi architetti, abbiamo il difetto di guardarci un po' troppo l'ombelico e di non voler considerare il mondo reale che cambia intorno a noi.
Forse gli Ordini professionali, non solo il nostro, si preoccupano di tutelare i propri iscritti, sempre e comunque, ma non la professione, non il merito.
Presidente, lei è così sicuro che gli Ordini abbiano ancora ragione di esistere ? Veramente ritiene che gli architetti vadano difesi sempre e comunque ?
Mi sento comunque solidale con te e sono convinto che tu hai fatto un buon lavoro, di cui ti ringrazio.

Antonio Loretano

vedi anche:

Lettera aperta agli architetti romani

di Amedeo Schiattarella


data pubblicazione: giovedì 24 gennaio 2013
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