Professioni riconosciute e/o con Ordine

di Enrico Milone - L. 4/2013

PROFESSIONI RICONOSCIUTE E PROFESSIONI CON ORDINE
in GU la legge sulle professioni non organizzate

Il Parlamento ha approvato la regolamentazione delle professioni che non sono organizzate in Ordini o Collegi. La legge istitutiva n.4 del 14 gennaio 2013, in realtà non le definisce come professioni riconosciute, ma come professioni "non organizzate". La legge è stata varata nonostante la forte opposizione degli Ordini. Che temono la concorrenza di professioni affini anche se diverse.

La legge prevede Associazioni professionali che raccolgono coloro che esercitano le professioni non organizzate. Il riconoscimento pubblico deriva dal fatto che dette Associazioni professionali saranno inserite nel sito internet del Ministero dello sviluppo economico (art.2.7).

Le Associazioni professionali operano al fine di valorizzare le competenze professionali degli associati e non hanno scopo di lucro. Non vanno confuse con le Società fra professionisti che invece hanno lo scopo di esercitare la professione.

Secondo alcuni sono interessate oltre 200 professioni con circa 3 milioni di soggetti che operano come liberi professionisti o come dipendenti. Fisici, industrial designer, restauratori, amministratori di condominio, informatici, matematici, bibliotecari, grafologi ecc. Circa 40 professioni sarebbero già pronte per costituirsi in associazioni professionali.

Per salvaguardare i 28 Ordini e Collegi esistenti, la legge stabilisce che le "professioni non organizzate" non possono avere come oggetto attivita' riservate per legge a soggetti iscritti agli Ordini. Quindi le nuove associazioni professionali non possono sovrapporsi agli Ordini. Ma c'è un problema: quali sono le attività riservate per legge? In particolare, per gli architetti quali sono? Le norme sull'ordinamento professionale di architetti e ingegneri non usano mai l'espressione "attività riservata". Infatti gli interventi sull'edilizia civile sono comuni a architetti e ingeneri civili e, con limiti, anche a dottori agronomi, geometri e periti industriali. Certamente l'architetto per legge ha competenza per l'edilizia civile e per gli immobili artistici. Ma la legge non stabilisce chiaramente che si tratta di attività riservate. Forse si può ritenere tale solo la competenza per gli immobili artistici o vincolati ai sensi del codice dei beni culturali.

Ad esempio le attività di consulenza normalmente non sono riservate agli iscritti agli Ordini. Fa eccezione la legge 31.12.2012 n.247 sulla professione di avvocato, pubblicata in questi giorni in GU. E' chiaro che gli avvocati che l'hanno voluta, sapendo dei contenuti della contemporanea legge delle associazioni, sono corse ai ripari precisando che la consulenza legale è attività dell'avvocato. Così impediscono la nascita di associazioni riconosciute di consulenti legali. Con buona pace della concorrenza e della liberalizzazione.

La legge 4/2013 vieta alle associazioni di adottare denominazioni professionali relative a professioni organizzate in ordini o collegi. La domanda da porsi a tutela degli architetti è: può essere riconosciuta dal Ministero dello sviluppo una Associazione di consulenti di architettura e urbanistica o una Associazione professionale di arredatori ?

Le Associazioni si devono comportare secondo standard simili a quelli degli Ordini: in particolare con l'obbligo di formazione permanente per gli iscritti e con il dover di controllo della deontologia professionale. Tuttavia, a differenza dal sistema ordinistico, un professionista può esercitare, ai sensi della legge 4/2013, anche senza essere iscritto alla relativa Associazione professionale.

L'art.3 prevede anche la istituzione di aggregazioni tra associazioni professionali, possibili a qualsiasi livello, anche regionale e nazionale, sul modello del Consiglio nazionale degli Ordini. L'aggregazione rappresenta le associazioni aderenti anche nel confronto con le forze politiche e le sedi istituzionali.

Nei prossimi anni assisteremo ad un processo che vedrà le Associazioni trasformarsi in direzione del modello dell'Ordine, o più probabilmente, l'eventuale buon esito delle Associazioni porterà gli Ordini ad assimilarsi al modello associativo, più moderno e liberale ?

 

di Enrico Milone, architetto
del 02.02.13

 

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Commenti

04/02/2013 22.51: nostro lavoro...dubbio e incertezza perenne
la libera professione, soprattutto giovanile, è ormai immersa nell'universo del precariato...avere timbro e firma non garantisce automaticamente lavoro e lo accetto...però che adesso venga permesso a persone che non superano l'esame di stato e/o che non si iscrivano a un ordine di esercitare la mia stessa professione non mi sta bene!questo non è liberalizzare questo è svilire la nostra professione riconoscere per essa sempre sempre meno valore e dignità.
marco palombi pianificatore

05/02/2013 00.10: definizioni
.....poi c'è la professione disorganizzata, disillusa, in "stato confusionale" e "allo sbando"......(che è la nostra)....
architetto di strada

05/02/2013 17.19: Unione=Forza
Daltronde, finchè in Italia esisteranno gli ordini suddivisi per provincia, non esisterá mai una forza in grado di andare a Montecitorio e farsi valere. Bisogna unirsi per combattere e far valere i propri diritti. Io auspico ad un unico ordine nazionale degli architetti.
Marco Fantini

07/02/2013 15.49: attività riservate=?
Ulteriori quesiti sovvengono: ... ma l'attività di arredatore è riservata agli architetti? e per fare l'"arredatore" si deve essere iscritti ad un ordine? Sicuramente molti architetti fanno gli arredatori. Sono daccordo sulla disorganizzazione della ... nostra professione [ndr troppo spesso basata su concetti astratti e volubili] -..... sollevata in un commento e quello che forse dovrebbe ancora far riflettere è questo ulteriore quesito: le attività ordinistiche hanno diritto a riservarsi ogni attività cui possono essere economicamente interessate e conseguentemente ..... si è bravi solo se si è iscritti ad un ordine?
Antonino Arancio Architetto iunior

08/02/2013 11.41: un altro pasticcio all'italiana
Fermo restando che il lavoro nobilita e che chiunque può prestare la propria opera professionale in base, alle proprie specificità; senza voler offendere nessuno, ritengo che un professionista laureato, iscritto ad un Ordine Professionale dopo aver superato un esame di stato, sia cosa ben diversa da chiunque si iscriva ad una associazione ed eserciti un'attività riconosciuta, ma non organizzata. nulla questio ma attenzione troppi casi ci sono di mistione e smarginamenti nell'altrui professione, come al solito ci vorrebbe chiarezza definendo limiti e competenze.
arch. giorgio mitrotta roma

11/02/2013 10.08: Architetto e amministratore condominiale
Salve io sono sia architetto che amministratore condominiale... Quindi che debbo fare? I corsi di aggiornamento che farò all'ordine degli architetti, varranno anche per l'amministrazione condominiale? Io non ci sto capendo più nulla. Ogni 6 mesi cambiano le leggi... Milone, potresti darmi qualche delucidazione?
arch. Carella

26/02/2013 13.18: Rispondo a commenti dei colleghi Arancio e Carella
L’attività di arredatore non è di spettanza della professione di architetto, a meno che si configuri come architettura degli interni, comprendendo, ad esempio, opere murarie e impiantistiche. E’ evidente che il confine tra arredamento e architettura degli interni è difficile da stabilire. Perciò l’arredatore non è obbligato all’iscrizione all’Ordine. Anche l’attività di amministratore di condominio non è di spettanza della professione di architetto. I corsi di aggiornamento per architetto devono essere conformi ad un Regolamento che è in corso di emanazione da parte del Consiglio nazionale ArchitettiPPC. Invece i corsi per amministratori di condominio sono decisi da altro organismo. Ma per alcune parti (impiantistica, sicurezza, manutenzione, ecc.) i crediti potrebbero essere riconosciuti validi anche per gli architetti sempre che il corso sia ritenuto valido dal CNAPPC o Ordine ai sensi del detto Regolamento.
Enrico Milone

04/03/2013 20.03: Crediti Formativi obbligatori
Leggo che il Consiglio Nazionale degli Architetti è in procinto di emanare alcune norme che in pratica obbligano noi professionisti ad acquisire OBBLIGATORIAMENTE crediti formativi. L'acquisizione di tali crediti sarà ovviamente a pagamento. Dunque dovremo aspettarci, a breve, una pletora di offerte inviate alle nostre mail dai più svariati organismi che ci proporranno a costi concorrenziali di partecipare ai loro corsi con l'aggiunta, come avviene ogni giorno, di minacce velate contenenti le sanzioni previste dalla legge per chi non si adeguerà alla normativa. Veramente non se ne può più. La nostra vecchia e sofferta laurea quinquennale farà solo bella mostra di sé nella cornice di noce dietro alla nostra scrivania. Il business dei corsi ha ormai contagiato tutti, perché di BUSINESS in definitiva si tratta.
Lodovico Alessandri

30/03/2013 19.04: amministratori condominiali
se non ha i requisiti in base alla nuova legge... deve essere revocato d'ufficio ?
a.castelli

vedi anche:

2012: un anno di normative

di E.Milone e A.Schiattarella - Edilizia e Rif. professioni

DPR 137/2012: nuovi oneri per gli architetti

di E.Milone e A.Schiattarella - Riforma delle professioni

Via libera alla riforma delle professioni

Cdm 41/2012 + GU - notizia in breve, agg. 15.08.12


data pubblicazione: lunedì 4 febbraio 2013
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