Facciamo outing

di Aldo Olivo

Ebbene si, facciamo outing. 

Finalmente ho capito che la spaventosa crisi italiana, la burocrazia asfissiante, la recessione mondiale, la demolizione costante del sistema industriale ed imprenditoriale del nostro paese, è colpa nostra, dei liberi professionisti che, udite udite, addirittura pretenderebbero un giusto compenso per il loro lavoro.

Sembra di capire - ormai il disegno è chiaro - che la classe dirigente ha individuato nella nostra categoria la responsabile di tutti i mali possibili, altrimenti non si comprende l'accanimento - non terapeutico - con il quale si persegue la lenta ed inesorabile distruzione di un comparto così importante per la collettività.

Pur facendo questo mestiere ormai da molti anni ancora oggi rimango colpito dalla perseveranza con la quale si vuole "demolire" tutto il sistema libero-professionale con un furore cieco che mette tutto insieme, che accomuna i notai con i tassisti, i liberi professionisti con altre figure professionali che nulla hanno in comune; dove poi il piccolo allargamento di alcune maglie già strettissime - vedi i notai - viene acclamato come un grande successo.

Nei giorni passati, su alcuni siti specialistici, abbiamo letto che il presidente di Agcm, Giovanni Pitruzzella, "denunciava" che la piena efficacia delle norme di liberalizzazione del settore delle libere professioni era ancora "limitata" da riferimenti normativi che legano l'adeguatezza del compenso al decoro professionale e all'importanza dell'opera.

Sono basito, non comprendo più il mondo in cui vivo, trovo che affermazioni così forti non debbano e non possano cadere nel vuoto come sembra sia accaduto. Notizie come questa non possono lasciare indifferenti; unica giustificazione - forse - è che i professionisti sono ormai stremati da anni di vessazioni ed attacchi indifferenziati portati da tutti, esponenti politici di destra e di sinistra, dalla Confindustria, dai vari poteri forti che, quando hanno un qualsiasi problema, non trovano di meglio che attaccare le libere professioni.

Non voglio farla tanto complicata, cito solo l'articolo 36 della Costituzione della Repubblica italiana che, al comma 1, testualmente recita: "Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro..." e allora dico: ma di cosa stiamo parlando? È possibile che un principio basilare, fondante… COSTITUZIONALE, vada bene per tutti ma non per le libere professioni? È possibile che, pur rivestendo ruoli importanti nella macchina governativa italiana, si possa avere la libertà di affermare qualsiasi cosa? Spero solo che si sia trattato di una semplificazione giornalistica altrimenti siamo dinanzi alla negazione di un principio costituzionale per aspetti che nulla hanno a che vedere con la necessaria semplificazione che dovrebbe riguardare il nostro paese.

Qualcuno di questi soloni ha mai presentato una semplice pratica per un "banale" permesso di costruire per una villetta in un qualsiasi ufficio tecnico italiano? La burocrazia, i molteplici enti coinvolti, l'articolazione delle autorizzazioni necessarie, i tempi dilatati, ecc., é di una complessità che dovrebbe prevedere un "giusto compenso", quello si, esorbitante. Non sarebbe forse il caso di intervenire su questo? È possibile che si cerchi di colpire indiscriminatamente i liberi professionisti e poi si facciano solo proclami e finte semplificazioni per una burocratizzazione pervasiva che costa alla collettività, ai cittadini, costi spaventosi? Qualcuno ha mai stimato i costi della burocrazia? Quanto grava sulla collettività?
Secondo un recente studio delle Piccole e medie imprese (Pmi), su dati della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la burocrazia, in Italia, costa quasi 31 miliardi di euro. Solo nel settore edilizio si parla di costi pari a circa 4,4 miliardi. Secondo altri dati la burocrazia equivale al 2% del PIL. Cifre che fanno ben comprendere la portata del fenomeno e dove si potrebbe intervenire, forse proprio con l'ausilio di quei tecnici tanto vituperati...

Mi sembra che questi sedicenti esperti guardino al dito e non alla luna. Ancora una volta si punta alla componente più debole senza una reale volontà di intervenire su un problema così rilevante.

 

di Aldo Olivo, architetto
del 17.06.13

 

invia la tua opinione...

 

Commenti

17/06/2013 18.47: liberi nonchè
D'accordo nulla da eccepire nei contenuti. Se non che l'architetto Olivo è colui che ha coordinato il dibattito su una iniziativa del nascente sindacato dei "liberi professionisti nonchè dipendenti" patrocinato dall'ordine di roma. Allora vorrei capire due cose. 1 Che cosa c'entra l'ordine con un sindacato di categoria, nella fattispecie un sindacato di "doppiolavoristi" cioè di quei colleghi che non si accontentano di avere un reddito ma ne vogliono due o tre mentre migliaia di studi professionali stanno chiudendo e per i giovani laureati non c'è nessuna prospettiva di lavoro. 2 l'arch. Olivo da che parte sta? Sta dalla parte dei l.p. o dalla parte dei "...liberi-nonchè..."?. Ce lo deve spiegare perchè gli interessi sono in palese contrasto.
mario porreca

18/06/2013 19.08: Architetti e Gestione separata INPS
L'Arch. Porreca, per sua fortuna non coinvolto nell'Operazione Poseidone INPS, descrive uno scenario della professione oggi molto distante dalla realtà: da una parte "studi professionali che chiudono" e "giovani laureati senza prospettive" (i buoni) e "quelli che non si accontentano di avere un reddito, ma ne vogliono due" (i cattivi), definiti con disprezzo "doppiolavoristi". Chiariamo alcune questioni: essi, in prevalenza insegnanti, alcuni docenti universitari, dipendenti Statali o di Enti Locali a part-time al 50% (percettori dunque di 1/2 reddito), titolari di P.Iva, iscritti ai rispettivi Albi ma non ad Inarcassa per il noto sbarramento statutario e obbligati a versare il 4% solidaristico (che ammonta a 25 milioni di €/anno, fonte IC) sulle fatture ad IC senza riscontro pensionistico o assistenziale, sono stati raggiunti nel 2011, 5 anni dopo prestazioni e tasse, da avvisi di pagamento INPS per il 2005, di contributi del 10% dell'imponibile con sanzioni dell'80%, in un orizzonte per gli anni successivi di pagamenti sempre con sanzioni iperboliche, di decine di migliaia di euro. A questa situazione gravissima, socialmente esplosiva, questi 120.000 colleghi si stanno opponendo con tutti i mezzi, avendo naturalmente come primo interlocutore l'Ordine a cui appartengono, che con l'allora Presidente nel 2011 e oggi con il Segretario Olivo sta dando loro un supporto. Pronti a discutere le regole del rapporto tra Architetti dipendenti e 'i Puri', nella consapevolezza delle difficoltà, in particolare per i giovani, e della complessità del problema, riteniamo che riproporre distinzioni artificiose, indicando come responsabili di tutti i mali questi soggetti, già molto vessati e tentati di abbandonare ogni attività professionale, (impoverendo ulteriormente il quadro dei saperi e della professione), sia la ennesima prova dell'incapacità di dare alla categoria un orizzonte comune, un ruolo propositivo e solidale, rispondente alle drammatiche condizioni del Paese oggi.
Stefano Cavinato

18/06/2013 21.08: poseidone
E' esattamente così, l'operazione "Poseidone" serve per far pagare i contributi previdenziali a chi l'ha evasi per anni e trovo a dir poco scandaloso che l'ordine dia il proprio patrocinio a iniziative come queste. Inoltre il dott. Cavinato dovrebbe precisare che il contributo integrativo del 4% non è versato dai "liberi-nonchè" ma dai loro clienti, essi svolgono solo il compito di esattori. In quanto ai "doppiolavoristi" anche questo è un fenomeno tutto italiano. La responsabilità non è certo vostra ma dei politicanti, alla ricerca continua del più ampio consenso possibile, che hanno consentito e alimentato questa incresciosa situazione. Sui buoni e i cattivi non ho dubbi: noi siamo i buoni.
mario porreca

20/06/2013 11.51: stretta di mano virtuale
benissimo Architetto Porreca, le dico grazie per le sue parole a mio nome e di qualche collega qui a studio, e sul quadro dei saperi e della professione dico la mia: guardadevi intorno!!!!!! vergogniamoci.... spesso i "doppiolavoristi" si approfittano anche della posizione lavorativa che occupano. e vorrei che l'ordine si impegnasse su questa problematica!!!
marco tarquini

23/06/2013 10.29: non vedo l'ora
Non vedo l'ora che mi sia impedito definitivamente di operare da architetto. Una lotta fra poveri porta ad azzannarsi l'un l'altro..... I giovani che non lavorano... C'e' da chiedersi perché' molti sono diventati dipendenti...... Chissa'...... E le occasioni di lavoro quali sono? Risme di nuovi documenti da redigere per poter vendere un timbro in più' libretti del fabbricato, piani di sicurezza, certificazioni varie... Perizie... Se questi sono gli aiuti al settore degli ultimi 15 anni.... Nessuno impedisce a nessuno di fare la sua scelta.... Dipendenti o non dipendenti.... Tutti cercano un grosso cliente fisso .... Che male c'e'?
luca g. bocchini

23/06/2013 19.49: Semplicemente una testa ...un lavoro!
Sono anni che veniamo additati come "i colpevoli" di tutto, tanto siamo una categoria "silente":
- il committente non paga e noi..zitti!
- Emettiamo fatture dove, cosa vergognosa si fa pagare l'iva sul contributo alla cassa ? e noi..zitti!
- Il ministro Bersani elimina i minimi tariffari , per "dare lavoro ai giovani" ma contemporaneamente avalla il Codice degli appalti pubblici appena entrato in vigore con le norme assurde di limitazione sulla partecipazione ai concorsi e agli incarichi pubblici! e noi...abbiamo fatto una "marcetta", ma magari la rifacessimo oggi!
- La Confindustria va servita subito, non vuole i minimi perchè così può assumere i "giovani professionisti " e pagarli 800,00 €/mese! E noi zitti!
- I vari governi danno la possibilità di pignorarci il 100% della parcella per lavori pubblici, Contro qualsiasi diritto dei lavoratori ? E noi zitti!
- Inarcassa ed Equitalia ci massacrano con interessi da strozzinaggio! E noi zitti!
- Non esiste più una banca che dia credito ai Liberi Professionisti per l'acquisto di hardware e/o software , o soltanto perchè c'è una crisi che è ormai abissale ! E noi zitti!
- Stretti in categorie professionali che si fanno guerra a vicenda e di cui non si sono mai definiti i limiti veri , e abbiamo anche l'eterna questione dei dipendenti e dei Liberi Professionisti ....dovrebbe essere lapalissiano ed eviterebbe i mille conflitti d'interesse, basta pensare a chi fa il tecnico in un Comune e assume incarichi privati nel comune contiguo, basta avere il coraggio di scegliere: chi vuole avere il "poco ma sicuro", le ferie pagate, la malattia pagata etc. etc. faccia il Dipendente Pubblico!
Chi ancora ha voglia di rincorrere i sogni, soffrire e rischiare faccia il Libero Professionista !
Non è questione di buoni e cattivi, è semplice e imperativo : oggi i più che mai, una testa, un lavoro!

Antonio Glielmi

24/06/2013 14.34: una testa un lavoro 100%
sono d'accordo con il collega Glielmi al 100%. il dipendente di qualsiasi ente pubblico a tempo indeterminato non può esercitare la libera professione, non può aprire partita IVA e non può lavorare in società. l'ordine gli dovrebbe proprio revocare il timbro, tanto a cosa gli serve se gli atti pubblici li firma con il timbro dell'ente? non sono d'accordo invece con il collega Bocchini, perchè la sua frase "Dipendenti o non dipendenti.... Tutti cercano un grosso cliente fisso .... Che male c'e'?" mi sembra tanto la giustificazione del concetto secondo il quale vince sempre il più forte e quello che ha più santi in paradiso.
marco palombi pianificatore

12/07/2013 17.56: La Migrazione Italiana
Penso che ormai qui in Italia non ci sia una prospettiva alcuna per i liberi professionisti. Preparo in questo momento tutte le carte ed esploro i vari contesti degli ordini degli architetti per trasferirmi in uno dei paesi civili per eccellenza. Trenta anni di voluto malgoverno e gestione della politica malavitosa e vessatoria nei confronti del più debole della società in senso lato, hanno creato una società di prepotenti in cui ognuno esercita un potere sul prossimo creando di fatto un sistema in regressione. Questa politica ha permesso un radicamento della furbizia e del clientelismo che si sono velocemente diffusi come migliori sistemi per sopravvivere allo strapotere e alle vessazioni dello stato. Possibile cura a tale malattia? Nessuna troppo tardi. Qualora un qualsiasi governo operasse con riforme concrete da ora in poi ,ci vorrebbero dai 10 ai 15 anni per vedere gli effetti di tali riforme. Buona fortuna io personalmente abbandono la barca.
K.Brandenburg

12/07/2013 21.35: Dipendenti Indipendenti
Leggo le parole di gente che si lamenta del fatto che un dipendente che esercita la professione viene tartassato da Inarcassa al 4%. Io voglio sapere il perché, se io apro la partita iva e faccio solo questo, sono costretto a pagare 3000 euro di contributi minimi anche se guadagno 0, ed un dipendente con partita iva e timbro non ha alcun obbligo di pagare quei minimi di inarcassa, o Inps che sia... Se mi sbaglio, correggetemi e mi fate anche un favore.
Arch. Anonimo

29/07/2013 16.55: su nota di Aldo Olivo
Caro Aldo non sono d'accordo con le Tue osservazioni tra decoro e qualità del lavoro. Il Decoro consegue ad un lavoro qualitativamente significativo, non lo precede per incidere sul compenso...Credo che università, professione e P.A. abbiano ciascuno responsabilità distinte ma convergenti verso una depauperizzazione della qualità della professione...Io mi sono trovato, come sai, tra Università e Professione. Proviamo a parlarne senza ipocrisie..fino in fondo...ma ne saremo capaci ? un salutone.
pietro Ranucci

vedi anche:

Ok al decreto Fare

notizia in breve - Cdm 09/2013 + GU

La banalità del male

di Aldo Olivo - Legge 220/2012

L'architetto-ortolano

di Aldo Olivo


data pubblicazione: lunedì 17 giugno 2013
architettiroma è su twitter architettiroma è su facebook le istruzioni per iscriversi al feed RSS Iscriviti alla newsletter di architettiroma.it
Architettura sul web Facciamo outing