Università, no ad incarichi professionali

di Enrico Milone - Sentenza CdS n.3849/13

L'UNIVERSITÁ NON PUÓ RICEVERE INCARICHI PROFESSIONALI

Il Consiglio di Stato, con sentenza n.3849 del 15 luglio 2013, ha stabilito che la ASL di Lecce ha agito illegittimamente affidando all'Università del Salento l'incarico di valutare la vulnerabilità sismica delle strutture ospedaliere della provincia di Lecce. Compenso stabilito 200.000 euro. La vertenza è scaturita dal ricorso al Tar, a tutela della libera professione, proposto dagli Ordini degli ingegneri e degli architetti di Lecce, appoggiati dai Consigli nazionali CNI e CNAPPC e dall'OICE. Il Tar ha accolto il ricorso degli Ordini. Asl e Università si sono appellate al Consiglio di Stato, che ha confermato la sentenza del Tar. Il Consiglio di Stato ha affermato che una pubblica amministrazione che intende affidare un servizio deve fare una gara aperta ai soggetti che operano sul mercato. In questo caso l'incarico da affidare riguardava attività di pertinenza delle professioni di ingegnere e di architetto. Invece la ASL aveva ritenuto, erroneamente, che l'incarico riguardasse attività di ricerca e non professionale. Il Consiglio di Stato ha coinvolto nella questione la Corte di giustizia europea. Questa, con sentenza 19.12.2012, ha stabilito che l'incarico affidato all'Università, pur apparendo riconducibile ad attività di ricerca scientifica, in effetti ricade nell'ambito dei servizi d'ingegneria e dei servizi affini di consulenza scientifica e tecnica. In questi casi, è il principio stabilito dalla sentenza, è necessaria una gara pubblica per l'affidamento dell'incarico. Unica eccezione, che giustificherebbe l'incarico diretto, sarebbe la presenza di un «interesse comune» tra le due amministrazioni, come ad esempio una Asl che affida un incarico in materia sanitaria a un'azienda ospedaliera. 

La sentenza è stata preceduta da un'altra sentenza del Consiglio di Stato concernente incarichi e Università. Si tratta della sentenza n.10 del 3 giugno 2011 che ha escluso le Università da qualsiasi attività che non sia istituzionale, di studio, ricerca e insegnamento.

In particolare le Università non possono partecipare a gare per affidamento di incarichi di progettazione e di altre prestazioni professionali relativi a lavori pubblici o privati, né ricevere simili incarichi per affidamento diretto. Né possono costituire società a scopo esclusivamente lucrativo e cioè privo di qualsiasi collegamento con il perseguimento delle finalità istituzionali proprie delle Università stesse. Conseguentemente, non è legittima, da parte delle Università, la costituzione di società il cui fine sia quello di operare sul mercato in diretta concorrenza con i privati, per acquisire incarichi di progettazione; in altre parole alle Università non è consentito creare società per partecipare a gare di progettazione.

L'Ordine architetti di Roma è intervenuto il 12.7.2011 con una circolare diretta ai comuni della Provincia, dando informazione della sentenza, a tutela della concorrenza nel campo dei servizi di architettura, e sollecitando le amministrazioni a tenere conto della sentenza nei provvedimenti di propria competenza.

 

di Enrico Milone, architetto
del 05.08.13

 

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Commenti

06/08/2013 22.33: bene così, piccolo passo avanti...
...verso una concorrenza che sia reale e non solo sponsorizzata. condivido le pronunce del Consiglio di Stato. in un paese come l'Italia dove i conflitti di interessi e i favori agli amichetti sono abitudini assidue si ha estremo bisogno di sentenze di questo tipo. vedremo quanto si avrà la forza di farle rispettare.
marco palombi pianificatore

vedi anche:

Le Università non possono progettare

Circolare Ordine Architetti PPC Roma e Provincia

Università, stop incarichi di progettazione

di Enrico Milone - Sentenza CdS n.10/2011


data pubblicazione: martedì 6 agosto 2013
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