No PoS, No Party

di Aldo Olivo

Sulla vicenda del POS anche il Consiglio nazionale prende le distanze dal provvedimento governativo che, inspiegabilmente, vuole rimarcare la tracciabilità dei pagamenti adottando un provvedimento che anche la nostra compagine nazionale, dopo i sindacati, ribadisce essere una semplice ed evidente vessazione.

A nulla conta che la famigerata tracciabilità si possa esercitare con semplici altri mezzi - bonifici ed assegni - e che tutti, dico tutti, "leggano" questa cosa come un ovvio, macroscopico regalo alle banche.

Il primo gennaio, data di entrata in vigore del DL 179/12, poi convertito in legge con il numero 221/12, è ormai trascorso.

ll Presidente Freyrie, addirittura, nel comunicato inviato ai Presidenti degli ordini provinciali, conclude che questa è una "... norma ... stupida ed iniqua ..." annunciando apertamente un suo gesto di disobbedienza civile: pur svolgendo la libera professione, rinuncerà a dotarsi di POS!

Ma a prescindere dagli aspetti più "emotivi" del comunicato, il documento sostiene che i liberi professionisti non devono dotarsi di POS.

Il comunicato del CNAPPC giunge a questa conclusione anche grazie ad un parere legale dell'Avv. Marco Antonucci che richiama due note della Banca d'Italia inviate a FEDERARCHITETTI e all'Ordine di Monza.

Secondo la Banca d'Italia, e l'Avvocato ha fatto suo questo chiarimento, tutto si risolverebbe specificando le modalità di pagamento nel contratto scritto, che ormai la legge impone, tra professionisti e committenti. Infatti l'inserimento di una frase del tipo: "il pagamento dei compensi professionali sarà effettuato a mezzo bonifico bancario o assegno" garantirebbe la tracciabilità ed il rispetto delle norme.

Su questo l'Ordine degli Architetti di Roma non può che concordare!

Quindi tanto rumore per nulla? No!

Il POS è la punta dell'iceberg di un sistema malato e sordo alle grida dei liberi professionisti che cercano solo di sopravvivere in un contesto che si disinteressa della loro sopravvivenza e di quello che rappresentano. Già in altre occasioni scrivevo che le nostre battaglie spesso esprimono non il disagio di una categoria, ma la preoccupazione e la difesa della qualità diffusa del territorio che ha profonde ricadute etiche e sociali su tutti noi.

Ma questo sembra non interessare a nessuno...

 

di Aldo Olivo, architetto consigliere OAR

 

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Commenti

18/01/2014 16.43: ormai lo stato è in collasso
queste queste norme sono come le "grida" di manzoniana memoria: lo stato le fa e nessuno le rispetta. Gli italiani stanno riprendendo le vecchie abitudini ancestrali di quando c'era la dominazione straniera: non si ribellano apertamente, i rischi erano eccessivi, ma lo facevano nei comportamenti quotidiani. Questo è quello che sta accadendo ora: lo stato vessa il cittadino, il cittadino si difende con l'inosservanza delle norme che non condivide, ben sapendo che lo stato non può colpire tutti. Dopotutto secoli di dominazione hanno sviluppato una "complicità diffusa" verso ciò che viene percepito come "il nemico". Questi comportamenti non da comunità moderna, dovrebbero essere condannati dal popolo, ma il comportamento dello stato lo esalta e lo tiene in vita.
e.ligotti

19/01/2014 14.37: neanche io
Neanche io mi doterò di Pos. Ed è quello che pensai immediatamente quando lessi la notizia di tale obbligo. Qualora dovessi essere oggetto di contestazione spero quantomeno nella solidarietà del mio Ordine e del mio Consiglio. Anche i militari hanno la facoltà, se non l'obbligo di disobbedire agli ordini palesemente folli.
Mauro Raimondo

20/01/2014 11.44: da quando sono un esercizio commerciale?
Grazie ad Aldo Olivo per questo suo sintetico riassunto della vicenda POS. Non mi doterò mai di questo strumento, non accetto questa ulteriore vessazione, non accetto che l'architetto veda svilire la sua professione, senza far niente. Non è possibile rimanere zitti di fronte a cotanta insolenza! Se occorre almeno pratichiamo la disobbedienza...
Adriano Guagliardi

20/01/2014 20.18: idioti
Ormai siamo tutti convinti di essere governati da idioti: dopo la trovata di Bersani che ha abolito tariffe che ormai nessuno più applicava, ma che servivano a determinare i parametri economici per l'affidamento dei servizi professionali, questi ora pretendono di imporci, oltre alla formazione obbligatoria (come ad una categoria di imbecilli retrogradi) anche il POS! Una semplice forma di disobbedienza civile li seppellirà ........
Fabio Limiti

21/01/2014 16.26: No Pos - Civilmente Dissento
Anche chi scrive ha deciso di non dotarsi di un POS e confermo di aver sempre pensato che tutto si è costruito a favore di banche e di Professionisti star griffati a cui una spesa in più o in meno non fa differenza mentre il piccolo professionista o chi lavora nelle piccole cittadine o piccole provincie fatica come gran parte dei cittadini ad arrivare a fine mese tra crisi , quindi riduzione del volume di lavoro e della relativa remunerabilità e aumento dei costi fissi oltre ad avere addosso da anni la cattiva fama di evasore fiscale dopo aver trascorso almeno dieci anni all'università magari lavorando e studiando essersi fatto un esame di stato e a fatica messo su uno studio e continuando a studiare e aggiornarsi a prescindere dagli obblighi deontologici e legislativi ma solo e necessariamente perché altrimenti non si riesce a districarsi per essere semplicemente operativi nonché professionali . E allora non ci rimane che fare lo sciopero del POS.. e io non me lo compro
Pieretti Arch. Anna Civita


data pubblicazione: giovedì 16 gennaio 2014
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