Matera

di Aldo Olivo

È sempre triste ritrovarsi a parlare delle stesse, tragiche cose!

Leggo del crollo dell'edificio di Matera, dei morti, della disperazione.
Vedo l'indignazione delle persone comuni per episodi non tollerabili in una società che si definisce civile, piangiamo tutti le morti evitabili ma poi, come la superficie di uno stagno, l'increspatura della superficie passa e tutto torna alla sua presunta placidità. Il caos, la confusione torna sotto la superficie e tutti noi dimentichiamo il rumore sinistro della tragedia.
L'ultimo episodio di Matera continua drammaticamente a rilanciare un tema imprescindibile dalla nostra quotidianità: la messa in sicurezza del patrimonio edilizio esistente.
Ma forse comincia ad essere troppo tardi, i media hanno riportato la notizia quasi distrattamente ed in pochi giorni è scomparsa dal radar dell'attenzione collettiva. Un breve cenno e già oggi non abbiamo più notizie, tutto è ritornato nel cono d'ombra dell'indifferenza. Tutti presi dalle proprie cose, dai propri impegni, ma il tumore edilizio è sempre lì, in agguato e se non riusciremo ad estirparlo, a sconfiggerlo, presto mieterà altre vittime, ci restituirà altre tragedie.

L'Ordine degli Architetti di Roma, ormai più di un anno fa, lanciò un appello nazionale per la messa in sicurezza degli edifici pubblici e privati. Volevamo raccogliere migliaia di firme per chiedere alla politica di affrontare il tema più importante - e sicuramente cogente - delle nostre città, ma la disattenzione e la mancanza di una reale condivisione da parte delle altre istituzioni del settore de-potenziò un'iniziativa che anche oggi, tristemente, non possiamo che ritenere rilevante, determinante, ma sopratutto URGENTE!

Io vorrei non farmi sopraffare dalla facile indignazione del momento che attraversa la società civile, vorrei riuscire a mantenere la lucidità della programmazione e pianificazione per fare qualcosa di utile, di sostanziale. Il mio ruolo di tecnico lo impone! Come il medico deve mantenere distacco e professionalità verso ciò che umanamente lo coinvolgerebbe, così il tecnico deve riuscire a capire le modalità necessarie ad evitare in futuro tragedie simili, dare soluzioni a problemi terribili ma risolvibili.

Non possiamo piangere i morti e dimenticare!
Non dobbiamo soccombere all'indifferenza!
Non vogliamo rinunciare alla Vita!

Dobbiamo continuare a credere che ci sia la possibilità - e la volontà - di mettere in sicurezza il patrimonio edilizio del nostro paese affinché ci sia un futuro per tutti noi e per le generazioni future.

 

di Aldo Olivo, architetto consigliere OAR
del 26.01.14

 

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Commenti

01/02/2014 13.30: basta solo parole...spendere soldi veri per NOI
devono essere messi a regime dei soldi veri veri veri, no il gioco delle 3 carte della finanza, per fare tutto quello che c'è da fare! ieri ho letto su adnkronos che il presidente della regione lazio Zingaretti ha detto "serve una programmazione urbanistica e una cura del territorio e bisogna fare attenzione a come si decide. lo sviluppo non si può basare sul consumo indiscriminato e frettoloso del territorio". signori quando cavolo le mettiamo in pratica ste paroleeee??? vogliamo crearli o no questi posti di lavoro o almeno creare le condizioni per lavorare tutti tutti tutti, non solo gli amici degli amici, in questa direzione???? scusate lo sfogo ma basta non se ne può più.
palombi21140

03/02/2014 10.50: .
In qualità di tecnico specializzato nel restauro dei monumenti e nel recupero del patrimonio edilizio sottolineo il profondo divario tra la competenza dei tecnici responsabili dei settori urbanistici comunali e, talvolta, delle stesse soprintendenze, e la competenza e responsabilità che sarebbe doveroso perseguire. Oltre al monitoraggio obbligatorio e la Carta del Rischio estesa al patrimonio edilizio minore, sarebbe necessario una specifica legislazione in materia di recupero che vincoli le Amministrazioni a dotarsi di tecnici specializzati, e a emettere bandi di gara altrettanto specifici. Cosa che, come tutti sanno, non avviene.
Arch. Maria Talani

03/02/2014 14.30: risposta ad arch. Talani
Architetto rispetto e condivido le sue parole. leggendo il suo pensiero di "vincolare le amministrazioni a dotarsi di tecnici specializzati" mi viene spontaneo dirle questo. secondo me, alla luce delle ineguagliabili e inestimabili caratteristiche che connotano il territorio italiano nel suo complesso, ogni comune, anche quello di 100 abitanti, dovrebbe avere in pianta stabile almeno un geologo,un sismologo e un conservatore di beni culturali e queste 3 figure dovrebbero contare più del sindaco...si signori lo ripeto più del sindaco!
palombi21140


data pubblicazione: venerdì 31 gennaio 2014
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