Tangenziale e metrò, chiesti nuovi fondi

i grandi progetti per la capitale

Sottovia e metrò, il Comune batte cassa. Il sindaco incontra Lunardi: chiesto un miliardo per prolungare la linea «C».

Ricorre alla lingua inglese e pronuncia le parole «no news». Il sindaco sembra aver perduto le speranze di ottenere dal governo i «Poteri speciali» per il traffico. Ma l'amarezza è mitigata dall'incontro con il ministro per le Infrastrutture Pietro Lunardi, al quale Walter Veltroni ha chiesto un pacchetto di milioni di euro per le opere necessarie a Roma. E soprattutto ha sollecitato lo stanziamento di altri fondi, un miliardo e 109 milioni, per la linea «C» del metrò: alla tratta da Pantano a Vigna Clara (già finanziata dal Cipe con 3 miliardi, ma ne è arrivato uno e mezzo) si vorrebbe aggiungere il prolungamento per Tor di Quinto e tre diramazioni: Teano-Ponte Mammolo, Prenestino-Colli Aniene e fino a Tor Vergata.

«No news». Il sindaco ricorre alla lingua inglese per indicare lo stato di fermo dei «Poteri speciali» sul traffico, richiesti più volte dal Campidoglio al Governo, l'ultima poche settimane fa con la nuova Giunta regionale guidata da Piero Marrazzo. «Non si riesce ad averli, ne prendo atto - ha aggiunto Walter Veltroni - ormai sono passati molti mesi, anzi molti anni, e siamo entrati nella fase finale della consigliatura. Mi dispiace che non si possano avere gli stessi poteri che ha il sindaco di Milano o quello di Palermo. È così, a questo punto sono portato a considerarla una questione che evidentemente non si può affrontare». L'amarezza per la mancata attribuzione dei «Poteri speciali» (...) è stata mitigata dall'incontro avuto in precedenza con il ministro delle Infrastrutture Piero Lunardi, dove il sindaco si è recato con l'assessore all'Urbanistica Roberto Morassut, e dove si è parlato dei grandi progetti per la capitale: dalle diramazioni della linea «C» al prolungamento della «B1» alla Bufalotta, all'interramento della Tangeziale est, al sottopasso dell'Appia antica e al raddoppio della via del Mare.

«Tutti progetti infrastrutturali importanti per Roma - ha spiegato Veltroni -, che speriamo possano essere finanziati dal Cipe. Sono progetti per i quali il Comune da solo non può farcela, per i quali abbiamo trovato il massimo di disponibilità e di attenzione da parte del ministro Lunardi». Si tratta di opere per le quali potrebbero arrivare in parte finanziamenti anche privati, oltre che attraverso lo strumento della legge Obiettivo. E il sindaco ha voluto sottolineare anche lo spirito di collaborazione con il ministro delle Infrastrutture: «Da parte mia - ha sottolineato - questo spirito continuerà». Nonostante le elezioni? «Sono tra un anno, non domani mattina - ha risposto Veltroni -. Ci sono differenze politiche, ma poi ci sono interessi comuni del paese che vengono prima. Abituiamoci a fare le campagne elettorali negli ultimi 30 giorni, altrimenti è sempre campagna elettorale».

Il Campidoglio ha comunque richiesto un bel pacchetto di milioni: da un miliardo e 109 milioni per le diramazioni della linea «C» della metropolitana, già finanziata dal Cipe nel tratto fondamentale Pantano-Vigna Clara con tre miliardi (finora, però, ne sono arrivati uno e mezzo), ai 200 milioni per il progetto che prevede la demolizione della Tangeziale est nel tratto che, da largo Passamonti, passa sopra lo scalo San Lorenzo e arriva a viale Castrense: il Comune per quest'opera ha già stanziato 20 milioni. Il programma prevede la sostituzione della Tangenziale con un sottopasso di circa 3 chilometri che parte dall'intersezione dell'autostrada con L'Aquila e passa sotto l'attuale tracciato della ferrovia arrivando fino al Tuscolano.

 

Le opere già progettate

  • METROPOLITANE - Per il prolungamento della linea «C» da Vigna Clara a Tor di Quinto, oltre che per una diramazione da Teano a Ponte Mammolo, da Prenestino a Colli Aniene, e la quarta fino a Tor Vergata il Campidoglio ha chiesto un miliardo e 109 milioni di euro. Si è parlato anche del prolungamento della «B1» fino alla Bufalotta e della linea «D», dall'Eur a Talenti: tutte opere per le quali esistono i progetti preliminari, come prevede la legge Obiettivo.
  • SOTTOPASSI - Per il sottovia dell'Appia Antica occorrerebbero 400 milioni di euro: ma il Comune prevede che circa 200 milioni potrebbero essere trovati con interventi privati in project financing . Altri 200 milioni per interrare la Tangenziale est da San Lorenzo al Tuscolano, mentre 67 milioni servirebbero per l'interramento dell'Olimpica ricompomendo la frattura che si è creata all'altezza di Villa Doria Pamphilj.
  • VIA DEL MARE E OSTIENSE - Per il progetto di adeguamento della via del Mare e dell'Ostiense il costo è di altri 200 milioni di euro: 70 milioni sono quelli stanziati dal Campidoglio, sono 130 quelli richiesti al Cipe.

 

di Lilli Garrone
dal Corriere della sera del 10.08.05


IL GOVERNO DELLA CITTÀ - Metrò & sopraelevata vertice Veltroni-Lunardi. Dal raddoppio della via del Mare alle fermate della linea C, al prolungamento della B, all'abbattimento della Tangenziale Est. "Dal governo i fondi per la mobilità". Per la nuova tangenziale interrata richiesti 200 milioni di euro al Cipe.

Sul tavolo del ministro delle Infrastrutture e trasporti da ieri poggia un «faldone imponente, pieno di carte importanti»: così il sindaco Walter Veltroni descrive i progetti consegnati al termine dell'incontro col ministro Pietro Lunardi. Le carte illustrano una rete fatta di binari e asfalto, di gallerie del metrò, tunnel stradali, raddoppi, svincoli. E sopraelevate, magari da abbattere: come nel caso della Tangenziale Est. «Si tratta di un sistema destinato a rivoluzionare i collegamenti tra l'Eur e i quartieri Tuscolano, Casilino, Salario e Nomentano», ha spiegato l'assessore capitolino all'Urbanistica, Roberto Morassut. Ma, per prendere forma, il futuro viario della Capitale ha bisogno che il governo co-finanzi l'impresa. E ora il Comune, d'intesa con Provincia di Roma e Regione Lazio, si prepara a presentare il piano di interventi al Cipe.

La futura carta dei trasporti romana prevede nuove fermate per la metrò C; il prolungamento della B1; e il progetto della D - «una linea strategica per Roma» ha sottolineato il sindaco - che va da via Ojetti all'Eur. Poi l'interramento dell'Olimpica per riunificare Villa Pamphili. E il sottovia dell'Appia Antica, lungo 6 chilometri, da via Palmiro Togliatti allo svincolo del Tintoretto, che costa 400 milioni di euro la metà dei quali sono stati chiesti al Cipe.

Nella lista dei desiderata ci sono anche i fondi per il raddoppio della via del Mare, «intervento assolutamente necessario per la Capitale» sostiene il sindaco, e «il cui costo è di circa 200 milioni di euro, 70 stanziati dal Comune e in restanti richiesti al Cipe», aggiunge Morassut. Infine, ma non ultimo, l'abbattimento della Tangenziale Est e l'interramento del tratto della sopraelevata che da San Lorenzo prosegue sulla Prenestina, «per restituire a quel quartiere la bellezza che ha perduto nel corso di questi anni. E il costo per questo intervento è di circa 200 milioni di euro» ha aggiunto Veltroni. Si tratta di piani e studi che «hanno già un certo stato di avanzamento progettuale» e che «il Comune non può finanziare da solo». Ma per i quali il Campidoglio, ha assicurato il sindaco, «ha trovato il massimo di attenzione e disponibilità da parte del ministro Lunardi».

Incrociando le linee della metropolitana e quella della Nuova circonvallazione interna (la Nci, linea interrata che sostituirà la Tangenziale Est consentendone l'abbattimento), si svela un futuro roseo per la viabilità (e per la qualità della vita) del Pigneto. Una delle 30 fermate della linea C, che collegherà piazzale Clodio alla Casilina andando anche oltre il Gra, è prevista proprio nella borgata novecentesca sulla Prenestina. Che sarà anche servita dalla nuova tangenziale interrata, la Nci, la sostituta della Tangenziale Est da demolire. «Ricoperto sarà anche il vallo ferroviario, così da riunire sulla testa dei binari del treno e del metrò, e sulle corsie della strada, il quartiere separato in due, attraverso una grande piazza» ha sottolineato Morassut.

L'operazione "Tangenziale Est addio" prevede l'abbattimento della sopraelevata che da largo Passamonti passa sulle teste degli abitanti di San Lorenzo e si dirama con le rampe sulla Casilina e sulla Prenestina. Il progetto per demolire quest'ultima rampa «è già pronto - ha annunciato l'assessore - e finanziato con circa 20 milioni di euro del Comune». Ma le ruspe restano nei garage poiché «la zona di via La Spezia e del Pigneto è già interessata dal cantiere della metrò C e una demolizione congestionerebbe quelle strade». Il tracciato della Nci corre sottoterra e va dallo Scalo di San Lorenzo fino all'Arco di Travertino. «Ma poi si immetterà nel sottopasso dell'Appia Antica. Comunque - conclude Morassut - i 200 milioni chiesti al Cipe servono per il primo tratto, fino al Tuscolano». 

 

di Carlo Alberto Bucci
da La Repubblica del 10.08.05


Grandi opere e poteri speciali in lista d'attesa. Dall'abbattimento della Tangenziale al ricongiungimento dell'Appia Antica: un sistema di sottovia di 11 chilometri. Chiesti altri fondi per la metro C. Veltroni incontra Lunardi: « Prendo atto che la Capitale non sarà come Milano e Palermo».

La lista dei desideri è lunga: comincia con l'abbattimento della tangenziale est, il raddoppio della via del Mare, il sottopasso dell'Appia Antica e termina con il potenziamento delle linee della metro e l'interramento dell'Olimpica per riunire Villa Pamphili. Ora che anche il ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi la conosce - i faldoni con i progetti, il costo, i tempi di realizzazione sono sul suo tavolo da ieri mattina - il sindaco pensa che «queste opere, molte delle quali in una fase progettuale già avanzata, possano essere finanziate dal Cipe». Anche perché si tratta di infrastrutture che il Comune non può finanziare completamente da solo, «lo abbiamo già fatto per il Passante a Nord-ovest e lo svincolo del Tintoretto», ricorda Veltroni. E allora ecco il lungo incontro con il ministro «con il quale abbiamo trovato il massimo di attenzione e disponibilità». Alcune di queste opere potrebbero essere cofinanziate da soggetti pubblici o privati al quaranta, cinquanta per cento, e in alcuni casi anche attraverso lo strumento della legge obiettivo. Ora che il percorso di lavoro è iniziato, ci saranno altri incontri al ministero di Porta Pia, tra Lunardi e Veltroni, «per decidere scadenze e interventi, perché esistono valori unitari che vengono prima delle ragioni di divisione. Da parte mia questo spirito continuerà sempre».

Collaborazione con il governo è vero, peccato però quei poteri speciali sul traffico mai arrivati... Ormai sono passati mesi, anni, «non si riesce ad averli, mi dispiace che Roma non possa avere gli stessi poteri che hanno le città di Milano, Palermo. Ne prendo atto, evidentemente è una questione che non si può affrontare».

E allora meglio concentrarsi sulle opere da realizzare: l'interramento della sopraelevata della tangenziale est da San Lorenzo al Gra e il sottopasso dell'Appia Antica creano un sistema di sottovia lungo undici chilometri. «Una rivoluzione tra l'Eur e i quartieri Tuscolano, Casilino Salario e Nomentano», spiega l'assessore all'Urbanistica Roberto Morassut presente all'incontro con Lunardi, insieme all'assessore ai Lavori Pubblici, Giancarlo D'Alessandro.

Il progetto complessivo messo a punto dal Campidoglio prevede la demolizione totale della sopraelevata della tangenziale est quella che da largo Passamonti, passa sopra lo scalo di San Lorenzo e arriva a viale Castrense, più le due diramazioni sulla via Casilina e la via Prenestina. Il progetto per la demolizione della rampa di via Prenestina è pronto e finanziato con 20 milioni di euro del Comune. «Per quanto riguarda la sopraelevata che va da San Lorenzo a viale Castrense, la soluzione messa a punto - ha detto Morassut - è quella di sostituirla con un sottopasso di cinque chilometri che va dall'intersezione della tangenziale con la A/24, passa sotto lo scalo di San Lorenzo e l'attuale tracciato della ferrovia fino al Tuscolano, e poi sotto la stazione Casilina, via dell'Acqua Bullicante, Arco di Travertino per poi immettersi nel sottopasso dell'Appia Antica, altra opera di cui si è chiesto il finanziamento. Per l'interramento della tangenziale est, la richiesta al Cipe è quella di finanziare un primo lotto, dallo Scalo San Lorenzo al Tuscolano, per un totale di 200 milioni di euro. Sul tavolo del ministro Lunardi anche i prolungamenti della metro C relativo alla diramazione fino a Tor Vergata (il Comune chiede però un finanziamento ulteriore di un miliardo e 109 milioni per le diramazioni della metro C), per quella della B1 (da piazza Bologna a Conca d'Oro) fino alla Bufalotta, e della quarta linea, la D, dall'Eur a Talenti: la società Romametropolitane sta già realizzando i progetti preliminari su tutti i prolungamenti.

 

di Beatrice Picchi
da Il Messaggero del 10.08.05


Tangenziale, vertice con Lunardi. Martedì l'incontro del sindaco con il ministro. Da Casal Bertone all'Arco di Travertino nuovo percorso oltre la ferrovia. Uno studio di fattibilità per abbatterla. I fondi chiesti al Governo. Si chiama Nci e farà da volano alla ripresa di Prenestina, Pigneto e Mandrione.

La Nuova circonvallazione interna (Nci) si può fare. Ed è giusto che si faccia per il bene di San Lorenzo, della Prenestina e di tutta la città. Perché le auto viaggeranno in sotterranea allentando la pressione del traffico. E perché - sul piano ambientale - sarà possibile demolire la Tangenziale Est. Questa la prima conclusione della verifica di fattibilità che, affidata dal Comune a una società esterna, è stata anticipata al sindaco Walter Veltroni. La bontà della verifica ha convinto tecnici e amministratori. Tanto che Veltroni martedì illustrerà l'anticipazione dello studio (ancora in corso) al ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi, anche in vista del possibile inserimento dell´intervento all'interno della "legge obiettivo".

L'ipotesi della Nci è la stessa che, prospettata nell'ambito della discussione sul nuovo Piano regolatore, venne accantonata dando la priorità a un possibile potenziamento, come alternativa alla tangenziale, di via Palmiro Togliatti. Ma piuttosto che aumentare i chilometri di asfalto a cielo aperto, col rischio calcolato che un consistente flusso di auto dal Gra si trasferisca sulla Togliatti, meglio scendere sottoterra.

Gli esperti hanno riportato sul terreno il disegno del tracciato della Nuova circonvallazione interna. E hanno stabilito che è possibile andare avanti col progetto, nella direzione che da Casal Bertone porta all'Arco di Travertino. Si tratta di un percorso di 4 chilometri circa che, tra tunnel artificiali e gallerie, porterà la Nci a correre al fianco della ferrovia. La strada sotterranea toccherà via Fieramosca, passerò sotto la Prenestina, correrà lungo il Pigneto e giungerà alla Stazione Tuscolana. Un breve tratto all'aria aperta e poi di nuovo giù. Sotto il Mandrione e fino all'Arco di Travertino. Per riemergere in prossimità dell'omonima stazione della metropolitana.

L'interramento del traffico cittadino è uno dei grandi pregi dell'ipotesi Nci, tanto più che l'infrastruttura farà da volano alla riqualificazione su scala urbana del quartiere toccato dal tracciato. L'altro pregio è che sarà possibile demolire quella sorta di rampa da montagne russe che inonda di smog e rumore le case di San Lorenzo e della Prenestina.

L'abbattimento della Tangenziale Est non è però un passo obbligato. Secondo alcuni studi, una volta che si sposta il traffico altrove, il "loop" che costeggia il Verano potrebbe essere trasformato in pista ciclabile o giardino pensile. Un nuovo belvedere sulla città del Novecento.

 

di Carlo Alberto Bucci
da La Repubblica del 06.08.05


IL CASO - Fra allagamenti e rifiuti il destino senza auto della «Tangenziale bis». Da pochi giorni riaperto il cantiere: le quattro corsie saranno coperte da una galleria.

Prima presentata (il progetto). Poi realizzata, a fatica e con tanto di stop, per via di un imprevisto ritrovamento archeologico («dei resti del più antico ponte di Roma», disse la Soprintendenza). Infine inaugurata, sul filo di lana, per il grande Giubileo del 2000. E successivamente inaugurata per la seconda volta, l'anno dopo, in occasione dell'apertura ufficiale al traffico automobilistico: «Un'ampia strada - si disse - di un chilometro e ottocento metri, a quattro corsie, che permetterà di alleggerire il traffico della Tangenziale est in uno dei tratti più congestionati». Era, appunto, il 2001. Ma quella strada - che fu un po' iperbolicamente ribattezzata Tangenziale bis - in realtà non è mai stata utilizzata se non da un esiguo numero di automobilisti, prima di essere chiusa, ormai molti mesi fa, subito dopo un allagamento (non per pioggia, ma per un guasto).

Oggi, quella «Tangenziale bis» - che all'anagrafe toponomastica risulta chiamarsi «Circonvallazione della Stazione Tiburtina» - non è (da tempo) se non il simulacro di quell'opera pubblica che fu: una surreale distesa di graffiti, televisori abbandonati, improvvisati giacigli per senza tetto, bottiglie di vetro e rifiuti ovunque.

Da qualche giorno (ufficialmente da gennaio) in quel lungo tratto di strada fervono di nuovo lavori. Stavolta, si spera, risolutivi: quelle quattro corsie a cielo aperto verranno infatti «tombate», come risulta da progetto; ovvero coperte da una galleria. E costituiranno una porzione minima del ben più ampio progetto di realizzazione della nuova «Circonvallazione interna», destinata a sostituire definitivamente la Tangenziale est tra la Batteria Nomentana (a nord) e l'imbocco dell'autostrada per L'Aquila (a sud).

I lavori dovrebbero durare grosso modo due anni e mezzo (700 giorni lavorativi) e costeranno circa 90 milioni di euro. Ma questo è solo l'avvio di un complesso e ambizioso programma di grandi opere infrastrutturali in quella zona della città, strettamente legate anche alla realizzazione della nuova Stazione Tiburtina, destinato a diventare il primo scalo ferroviario della capitale per i treni dell'Alta velocità.

Fin qui, il futuro. Un futuro nel quale la «Circonvallazione della stazione Tiburtina» giungerà con una sua storia e un suo primato: quello di strada meno conosciuta e meno percorsa dai romani, eccezion fatta per qualche raro automobilista, per gli abitanti della zona e per gruppi di tifosi facinorosi in trasferta a Roma. Tanto infatti quella strada fu poco utilizzata, che la Questura ha deciso di farne in questi anni un uso del tutto singolare: una sorta di corsia preferenziale dove incanalare i supporter più scalmanati, quelli in arrivo sull'ultimo binario dell'adiacente stazione Tiburtina. Da lì, gli ultras venivano infatti collocati in un corridoio sotterraneo, oggi chiuso, e controllati uno a uno, prima di uscire nella piazzola della nuova strada, da dove venivano caricati sui pullman e scortati allo stadio. Il tutto in pochi istanti e tramite uno stradone sempre deserto.

La Tangenziale bis, a causa della velocità con cui si poteva percorrere, è stata inoltre una valida alternativa a un traffico asfissiante anche per i pochissimi romani che ai tempi riuscirono a «scovarla». Dopo le inaugurazioni infatti quelle quattro ampie corsie, benché regolarmente aperte al traffico, non furono mai davvero segnalate, ad esempio tramite cartelli, come alternative alla tangenziale est. Benché nelle ore di punta la «Circonvallazione» permettesse di scavalcare (in un paio di minuti al massimo) un tratto di strada - tra la Stazione e via dei Monti Tiburtini - che al clou del traffico si percorre a volte anche in un'ora.

«La circonvallazione fin dall'inizio fu realizzata come un'opera propedeutica ai successivi interventi che oggi stiamo realizzando» spiegano nell'attuale cantiere (dove comunque lavora un'impresa diversa da quella che realizzò la «Tangenziale bis», mentre la committenza - Comune e Rete Ferroviaria Italiana spa - è la stessa). «Non si è trattato proprio di una falsa spesa. Ma di una sorta di primo lotto. Magari si poteva evitare la semiapertura al pubblico. È vero però che gli svincoli costruiti all'epoca non avrebbero potuto sopportare un gran traffico. E poi allora si era in piena smania inauguratrice...».

 

di Edoardo Sassi
dal Corriere della sera del 07.07.05

 

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Commenti

18/09/2005 12:47: Linea D
Ma l' "ipotetica" linea D, non sarebbe piu' logica farla proseguire per la Portuense e non per l'Eur (quartiere ga' servito dalla linea B)?? Spero veramente che il progetto sia rivisto: il Portuense e' un quartiere altamente popolato e scarsamente dotato di trasporto su ferro.
mzbello

10/10/2005 15:59: rampa prenestina
Non mi è chiara una cosa: che significa che il progetto di demolizione della rampa è pronto e finanziato ma le ruspe rimangono ferme perche' in zona ci sono altri cantieri (metro C)? Bisognerà aspettare che sia terminato il primo lotto della metro C per vedere demolita la rampa Prenestina?
paolo verdi

24/05/2006 11:09: Linea D: e la tratta funzionale?
Dalla rassegna stampa desumo che la tempistica della linea D (instabilità politica permettendo) sarà: nel 2018 aprirà la "tratta prioritaria" della linea D (una dozzina di km da Prati Fiscali a Fermi, cioè poco più della metà di quella complessiva, di cui non è invece chiara la data prevista). Leggo però con sollievo che già tre anni prima, nel 2015, dovrebbe partire una prima "tratta funzionale" della linea D, peccato che nessuno abbia precisato quale sia questa tratta, almeno che io sappia. Qualcuno di voi su questo forum saprebbe indicarmi quale sia questa tratta funzionale? (posso solo presumerla ancor più breve di quella prioritaria). Grazie
Gianluigi

vedi anche:

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Tangenziale Est, tre anni per la nuova viabilità

Il Passante a nord ovest esce dal tunnel

rassegna stampa dell'inaugurazione

Tintoretto, apre lo svincolo.

un cavalcavia e un sottovia

Tangenziale, si abbatte nel 2005

si comincerà dalla rampa Prenestina


data pubblicazione: mercoledì 31 agosto 2005
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