Verde e grattacieli, cambia la Fiera

Milano - ex Fiera

Primo «sì» alla riqualificazione del vecchio polo espositivo. Protesta dell'opposizione, pronti i ricorsi al Tar. Via libera del Comune, cantieri entro aprile. Sarà recuperato anche il Vigorelli.

Oltre ai tre grattacieli di Libenskind, Isozaki e Hadid, ci saranno anche 175 mila metri quadrati di spazi verdi e piazze (il 30% in più rispetto al progetto precedente), il palazzo dello Sport sarà trasformato in un giardino invernale con spazi per i bambini, nella parte nord sorgeranno un Museo e un Centro del Design in collaborazione con la Triennale, il velodromo Vigorelli verrà ristrutturato. Ieri la giunta ha dato il via libera all'intervento Citylife per la riqualificazione della vecchia Fiera. Non è l'approvazione definitiva, ma è il primo passo che dovrebbe portare all'apertura dei cantieri in primavera. Secondo l'opposizione è un «blitz» perché il patto era di attendere gli esiti del Consiglio straordinario sulla Fiera del 15 settembre. Ma secondo il Comune è un atto dovuto. Gli abitanti minacciano ricorsi al Tar.

La città cambia. Nel suo cuore. Anzi, nel luogo che la ha sempre caratterizzata nella sua vocazione industriale e di innovazione. Ieri la giunta, con l'assessore all'Urbanistica Gianni Verga, ha adottato il programma integrato di intervento per la riqualificazione del polo interno della Fiera. Non è l'approvazione definitiva, ma è il primo passo che porterà all'apertura dei cantieri prevista per la primavera del 2006. Un «blitz», secondo l'opposizione, perché il patto era quello di attendere gli esiti del Consiglio straordinario sulla Fiera che si dovrà tenere il 15 settembre. Un atto dovuto, secondo il Comune, altrimenti sarebbero scaduti i termini utili e il progetto Fiera sarebbe finito nel cestino.

Una provocazione secondo l'associazione Vivi e progetta un'altra Milano, che ha pronto un secondo ricorso al Tar, perché il progetto è cambiato rispetto a quello iniziale e quindi dovrebbe passare al vaglio del Consiglio comunale. Un atto perfettamente legittimo, secondo l'amministrazione e la Fiera, perché non si tratta di una variante al piano regolatore e la competenza secondo la legge regionale è di pertinenza della giunta e non del Consiglio. Oltre al fatto che nel concorso erano già presenti le linee guida per riqualificare anche l'area del Vigorelli e le piazze che danno sul recinto fieristico. La battaglia si preannuncia aspra.

Cosa cambia rispetto al progetto iniziale di Citylife caratterizzato dai tre grattacieli di Libeskind, Isozaki e Hadid? Che l'area d'intervento si amplia. Comprende anche lo spazio del Vigorelli. E sul velodromo, Palazzo Marino ha dei progetti ben precisi: «Riqualificheremo la struttura - attacca l'assessore Gianni Verga - grazie a un project financing che permetterà oltre allo sport di fare concerti e spettacoli. Il Vigorelli sarà completamente ricoperto». Ma l'intervento si estende anche alle piazze Giulio Cesare, VI Febbraio, Arduino, viale Boezio-Cassiodoro, piazzale Carlo Magno e largo Domodossola. Il cambiamento riguarda soprattutto il verde. Tra spazi verdi e piazze pubbliche pedonali si arriva a 175.000 metri quadrati (più 30 per cento) di cui 90.000 metri di parco. Per aumentare il verde e per mantenere le volumetrie previste gli edifici residenziali sono stati spostati rispetto al centro della Fiera e sono stati innalzati di un piano, «massimo due». Le altre due funzioni che troveranno ospitalità nel vecchio recinto della Fiera riguardano l'infanzia e il design. Il vecchio palazzo dello Sport verrà trasformato in un giardino invernale semiaperto con spazi dedicati ai bambini, verrà costituita una Fondazione e il museo del Bambino. Nella parte nord verrà realizzato il Museo e il Centro del Design in collaborazione con la Triennale.

«È una svolta storica per la città» ha detto il sindaco Gabriele Albertini. «È il segno tangibile della fiducia che sta riprendendo piede a Milano», dice il presidente della Fondazione Fiera Luigi Roth. «Non c'è stato nessun colpo di mano. Adesso c'è tempo un mese per tutte le osservazioni e le controdeduzioni al progetto» spiega il vicesindaco Riccardo De Corato. Non è d'accordo l'opposizione: «È stato un blitz e una mancanza di rispetto istituzionale - attacca Gianni Occhi di Rifondazione -, abbiamo accettato di spostare il Consiglio straordinario a settembre in cambio di precisi impegni dell'Amministrazione a non adottare nel frattempo il piano». «Presenteremo un altro ricorso - dice Donato Mastrodonato dell'associazione Vivi e progetta un'altra Milano - perché questa era una delibera che doveva passare in Consiglio e non in giunta. C'è uno sprezzo assoluto dei cittadini». Posizione opposta a quella del Comitato residenti Fiera: «Il progetto - dicono Bruno Aceto e Luisa Rigobon - è migliorato. Rimane il problema dei parcheggi, ma c'è una buona disponibilità al confronto da parte del Comune e di Citylife».

 

di Maurizio Giannattasio
dal Corriere della sera del 07.09.05


Nel progetto vecchia Fiera più spazio per il verde. Approvato dalla giunta, ora andrà in Consiglio. Un piano di interventi e riqualificazione per 523 milioni.

Sono più vicini i tre arditi grattacieli che sostituiranno i vecchi padiglioni milanesi della Fiera. La giunta ha adottato il piano integrato di intervento, un passaggio amministrativo necessario per il megaprogetto da 523 milioni per uffici, nuove case, funzioni pubbliche (Museo del Design) e riqualificazioni (il Vigorelli come centro multifunzioni). Ora ci sono 30 giorni per le critiche di opposizioni e comitati. Rolando Mastrodonato di "Vivi e progetta un'altra Milano" trova il verde «condominiale, chiuso fra le case, non un parco». La giunta ribatte che il verde passa dai 75.000 metri quadrati del progetto originario a 90.000 nel nucleo centrale, 175.000 in tutto. Il confronto più acceso è rimandato al consiglio comunale straordinario di giovedì 15. Lo hanno chiesto le opposizioni, An, Lega, Udc. Però la decisione finale è riservata alla giunta. 


da La Repubblica del 07.09.05


Roth: nessuna irregolarità, migliorato il progetto Fiera. Il presidente: proteste senza senso, il cambiamento è stato gestito secondo il bando di concorso.

La Fiera? «Nessuna regola del concorso disattesa, nessuna modifiche che non fosse possibile». Il presidente di Fondazione Fiera Milano, Luigi Roth, spiega che il metodo del general contractor è stato seguito in modo corretto. Tanto che ci ha fatto anche un libro, presentato l'altro giorno: «Fiera Milano. La trasformazione del polo urbano».

Dunque non è vero che ai 255 mila metri quadrati del progetto scelto dal concorso se ne sono aggiunti altri 111 mila? Non è vero che il verde passa da 118 mila metri quadrati a 174 mila, con un aumento del 30 per cento? Questo è tutto vero, ma era tutto possibile. Modifica del progetto compresa. Spiega perché Claudio Artusi, amministratore di Sviluppo Sistema Fiera.
«Il concorso prevedeva che ogni progetto fosse valutato sulla base della proposta relativa ai 255 mila metri della vecchia fiera, da adibire metà a verde e metà ad abitazione e servizi. Prevedeva inoltre che ciascuna cordata di progettisti offrisse al Comune una proposta progettuale per cosa fare intorno alla Fiera», ovvero strade, piazze e il Vigorelli.

Trasformazioni, queste ultime, da realizzare anche con i soldi derivanti dagli oneri di urbanizzazione. «Ebbene, mentre il progetto relativa all'area Fiera (i tre grattacieli, parco e abitazioni proposte da CityLife ndr ) va rispettato, quello relativo al contesto è a disposizione del Comune, che l'ha modificato, come in suo potere, in vista della presentazione in Giunta dell'intero Piano integrato di intervento» il 6 settembre.

Insomma un bando «a maglie larghe» che renderebbe vane le proteste dei comitati civici, il disappunto di Italo Rota (della cordata Greenway).
Un bando talmente a «maglie larghe» che disinnesca anche un altro aspetto: le lievi modifiche che sono state apportate anche all'interno della parte di progetto vincolante relativo ai 255 mila metri quadrati della vecchia Fiera. «Il bando - risponde Artusi - prevedeva che in fase di Piano Integrato di Intervento fosse possibile operare delle messe a punto per l'ottimizzazione del progetto presentato». Dunque, il fatto che all'interno si eliminino alcune abitazioni recuperando in altezza le cubature «non costituisce una irregolarità».

 

di Pierluigi Panza
dal Corriere della sera del 28.07.05


GLI ALTRI CASI - Il quartiere che si ribella alle torri. Al posto dei vecchi padiglioni sorgeranno tre grattacieli e altri grandi edifici: "Questa parte della città sarà stravolta". I residenti della zona Fiera: troppo cemento e poco verde. Troppe polemiche il consiglio di zona 8 non ha votato il progetto Citylife, firmato da Libeskind, Hadid e Isozaki. Non è stato dato il parere favorevole. Raccolte tremila firme dagli abitanti: "Saremo travolti dal traffico".

Dicono che le grandi trasformazioni devono avvenire con il consenso dei cittadini. E comunque non solo in nome del dio sviluppo, che in certi precisi casi coincide col dio denaro. Dicono che se il progetto passerà così com'è, con «un po' di finto verde in più», una «specie di giardino condominiale, solo per darci un contentino e indorare la pillola», niente sarà più come prima. Nel senso che sarà peggio. Avvertono poi che «sbatterci in faccia tre grattacieli e dei mostri di 23 piani e imbottire il quartiere di tonnellate di cemento» - pur cemento d'autore - a qualcuno potrebbe costare molto caro: e si riferiscono alle prossime elezioni comunali. «Con le parole non mi impicco - ragiona Amalia Navoni, animosa consigliera di Miracolo a Milano - ma ho la sensazione che l'affare Citylife sposterà molti voti». Gli abitanti della Fiera tradizionalmente se la tirano un po'. È gente ricca, che vota più a destra che altrove. Come case si va dalle belle palazzine liberty agli eleganti edifici di metà anni Novanta, passando da un altrettanto elegante Sessanta. Prezzo medio al metro quadro: 7mila euro. Il panorama, per chi abita dal terzo piano in su, in certi punti e in certe giornate di sole è davvero notevole: le vette del Monte Rosa e del Resegone che si stagliano contro il cielo. Proprio un bel vedere. In cambio di molti vantaggi per quasi un secolo si è sopportato l'inevitabile disagio - traffico e tutto - derivato dalle fiere. Adesso, con il Portello che si sposta nel nuovo futuribile polo di Pero-Rho, alla gente di qui hanno lasciato in dote, al posto della vecchia Fiera, 900 mila metri cubi di abitazioni e uffici. Appunto il progetto Citylife. Tre torri gigantesche (218 metri la più alta), una bella infornata di nuovi palazzi (da 12 a 23 piani), parcheggi sotterranei per 9.500 posti. E, almeno sulla carta, 86 mila metri quadrati di verde. Firmato da tre assi dell'architettura (Libeskind, Isozaki e Hadid) il progetto contribuirà ad accrescere, oltre alle casse di Fondazione Fiera, che incassa 523 milioni di euro, la fama di Milano città verticale. Però non è ancora stato approvato dal consiglio di zona. La votazione avvenuta martedì sera non ha espresso alcun parere: né in un senso né nell'altro. (...) Risultato: niente delibera (l'opposizione aveva fatto passare un emendamento per stravolgerla) e tutti a casa. Se ne riparlerà a settembre.

Ma una cosa è certa: la zona il suo parere alla Fiera - che non è vincolante ma significativo sì - non l'ha dato. «Abbiamo raccolto tremila firme di cittadini contrari al progetto - dice Ronaldo Mastrodonato, presidente dell'associazione "Vivi e progetta un'altra Milano" - I motivi sono tre: le volumetrie spaventose, il traffico che anziché diminuire aumenta, e il verde, che è scarso e stretto tra i nuovi palazzi e le torri. In pratica è una specie di giardino condominiale. Le grandi rivoluzioni urbanistiche - aggiunge - non possono prescindere dal parere dei cittadini». Giorgio Ragazzi, economista e docente universitario, abita in via Giulio Cesare: «Ci troveremo davanti palazzi di 25 piani - dice - con una volumetria che non ha precedenti in nessun altro progetto. Il verde, poi, anziché concentrarlo in un vero parco, lo mettono all'ombra dei questi enormi edifici». Un malpancismo diffuso, destinato a far crescere la protesta. Conclude Michele Sacerdoti, stessa associazione "Vivi e progetta...": «Fino al 21 marzo il verde sarà praticamente sempre all'ombra. E il traffico anziché diminuire aumenterà. Smau e Moda restano al Portello. Il nuovo quartiere porterà una mole di auto superiore a quella che se ne va con il nuovo Polo».

 

di Paolo Berizzi
da La Repubblica del 28.07.05

 

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Commenti

17/09/2006 19:51: la rinascita edile
finalmente anche in italia si sta avendo un rinnovamento edilizio che porterà ad una crescita economica
felice diego

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data pubblicazione: mercoledì 14 settembre 2005
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