Il PRG esce dalle controdeduzioni
lo strumento urbanistico della Capitale
Il nuovo Prg: casa, verde e mobilità. Presentato dopo le controdeduzioni, previsti investimenti per 40 miliardi. Esce dalle controdeduzioni lo strumento urbanistico della Capitale. Le stime del Campidoglio sul nuovo Prg: «In 10 anni sarà boom dell'occupazione».
Quaranta miliardi di investimenti e mezzo milione di posti di lavoro in 10 anni: è la stima sul nuovo Prg del sindaco Veltroni. Il Piano è stato presentato ieri dopo il confronto con le oltre 7 mila controdeduzioni inoltrate dalla sua presentazione, nel settembre 2003. Per Veltroni le linee guida del Prg restano invariate: ambiente, mobilità e decentramento. Le aree verdi tutelate salgono al 68% del territorio comunale. Sono previsti due parchi in più (Casal del Marmo e Arrone-Galeria), oltre a 350 ettari dedicati ad agricoltura e agriturismo. Per i trasporti si pensa al prolungamento fino a 597 chilometri della rete ferroviaria, mentre 18 sono le aree periferiche su cui puntare per uno sviluppo armonico e «policentrico» di Roma. Ma non mancano le polemiche. Per Alemanno, candidato sindaco di An, «Il Prg non ha un disegno unitario, è solo una sommatoria di varianti».
«Un piano da 40 miliardi di investimenti pubblici e privati, che creerà 500 mila posti di lavoro nei prossimi dieci anni». Parola del sindaco: i giochi sono fatti, ecco il nuovo Piano regolatore come emerge dalla valanga di osservazioni (7.040 in 4.266 documenti, solo una su 4 è stata ritenuta «accoglibile» o «parzialmente accoglibile») inoltrati dalla sua pubblicazione, nel settembre 2003. Nel presentarlo ieri Veltroni ne ha ribadito le linee guida: ambiente, trasporti e decentramento e emergenza casa. Con dati finanziari e di sviluppo dell’occupazione che potrebbero dare un indirizzo preciso al futuro della città. Il verde: la tutela ambientale riguarda ormai il 68% del territorio del Comune. La cosiddetta «Rete ecologica» copre 87.800 ettari, rispetto agli originari 82.800. «Riteniamo importanti per la città anche l’agricoltura e l’agriturismo - sottolinea Veltroni - tanto da avervi destinato 350 ettari. E credo che Roma si confermi il Comune con più zone verdi d’Europa». Tanto da contare in futuro su due parchi in più: quello di Casal del Marmo (375 ettari) e quello dell’Arrone - Galeria, che ne tutela 7.883.
Altro principio fondante del Prg è quello della mobilità, meglio se su ferro. «Il nostro modello comprende il recupero di strutture esistenti e la realizzazione di nuove», spiega ancora Veltroni. Ed ecco le cifre: l’estensione complessiva della rete di ferrovie cittadine immaginata dal nuovo Prg copre 597 chilometri, con 298 stazioni, contro i 482 chilometri e i 168 scali ante Piano. Per il trasporto su gomma l’assessore all’Urbanistica Roberto Morassut annuncia di avere reinserito nel Prg la Circonvallazione interna dell’area centrale, dalla Nomentana all’Appia: «Sono 4 chilometri tutti in galleria, tranne uno svincolo sulla Tuscolana, all’altezza della stazione». Oltre alla demolizione dei viadotti di San Lorenzo, «veri orrori».
Novità anche sul problema casa e sulla «città policentrica», come ama definirla il sindaco. Il Comune ha individuato 18 aree periferiche, definite Centralità, su cui puntare. Dieci (Bufalotta, Pietralata, Polo tecnologico, Ponte di Nona, Tor Vergata, Ostiense, Castellaccio, Alitalia - Magliana, Fiera di Roma, Massimina) sono «a pianificazione definita», mentre per le altre 8 (Saxa Rubra, Ponte Mammolo, Torre Spaccata, Anagnina, Acilia-Madonnetta, S. Maria della Pietà, La Storta, Cesano) gli interventi urbanistici e strutturali sono ancora da programmare. Le Centralità «definite» sono pari al 75% della superficie utile lorda per questa componente del Prg. Quelle «da pianificare» passano da 3 milioni di metri cubi ai circa 5 attuali. Saranno destinati ad infrastrutture pubbliche, «anche per i piani di edilizia sociale e di riqualificazione urbana», rileva ancora Morassut. E puntualizza il sindaco: «Neanche un metro cubo in più di agro romano verrà consumato, lavoriamo sulla densità». Ora tocca ai Municipi, che dovranno emettere i propri pareri, poi ci sarà il dibattito delle Commissioni consiliari e ancora le controdeduzioni in Giunta. Infine il dibattito in aula, l’approvazione e l’invio alla Regione. «Contiamo di terminare tutto entro il 2006», annuncia Veltroni.
Ma scoppia la polemica. Gianni Alemanno, ministro dell’Agricoltura e candidato sindaco di An: «Il Prg, di cui la Giunta cerca disperatamente di completare l’iter prima della fine della consiliatura, non rappresenta nulla di storico né di positivo per lo sviluppo di Roma. È solo una sommatoria di varianti urbanistiche prive di un disegno unitario: per soddisfare gli interessi più o meno legittimi di parte del settore edilizio romano».
Risale al 1873 il primo Piano regolatore di Roma
Risale al 1873 il primo Piano regolatore di Roma, all’epoca giovane capitale del Regno. La città post-unitaria era abitata da circa 200 mila cittadini e compresa per lo più nell’area interna alle Mura Aureliane.
Dieci anni dopo, 1883, Alessandro Viviani, già autore del primo, firma anche il secondo piano urbanistico, nato per poter utilizzare gli ingenti finanziamenti messi a disposizione dello Stato al fine di attrezzare la città. Sono gli anni della «febbre edilizia», che in poco tempo porterà all’apertura di numerosissimi cantieri e alla produzione di oltre 20 mila vani l’anno.
Entrambi i piani dell’epoca, 1873 e 1883, indirizzano lo sviluppo della città - ministeriale e residenziale - soprattutto nell’area dell’Esquilino, attigua alla stazione Termini, nella zona dei Prati di Castello e in nella nuova zona industriale prevista nel quadrante Ostiense.
Nel 1909 è il sindaco Ernesto Nathan a far approvare il Piano regolatore del 1909, redatto da Edmondo Sanjust di Teulada: è un piano di espansione edilizia extra moenia, con sviluppo dunque, per la prima volta, anche al di fuori delle Mura. Nascono tra gli altri, privilegiando i due tipi edilizi del fabbricato e del villino, i quartieri Flaminio, Mazzini, la «città-giardino» a nord (Nomentana), il quartiere modello della Garbatella a sud e i nuovi Mercati Generali.
Nel 1931 Benito Mussolini vara il quarto Piano, preparato in pochi mesi da un gruppo di accademici, tra i quali spicca la firma di Marcello Piacentini: il documento, ispirato al mito di una Nuova Roma, è dimensionato per due milioni di cittadini (mentre i residenti erano poco più di un milione). Il disegno del piano fascista, oltre a intervenire su molte aree centrali, individua anche nel modello della «palazzina» borghese il volano di uno sviluppo edilizio residenziale che a questo modello impronterà anche gli anni del dopoguerra.
Si arriva dunque, in pieno boom economico, al 1962: data dell’ultimo piano, quello con la gestazione più travagliata e che ha subito, negli anni, ripetute modifiche e molte varianti.
Il Piano regolatore una città può averlo o no
Il Piano regolatore una città può averlo o no, come ha scelto di fare Milano. Il Piano, poi, può essere giusto o sbagliato: quello di Roma del 1962 (agli sgoccioli, ma ancora in vigore) prevedeva, per esempio, cinque milioni di abitanti in pochi anni e autostrade cittadine per far circolare tante macchine. Un Piano di sviluppo urbano può essere rigido, se prevede la precisa utilizzazione di ogni centimetro del territorio per decenni, o flessibile, se offre una struttura chiara ma soluzioni da dare nel tempo. Un Piano può essere coraggioso, con novità rivoluzionarie ma anche opportunista, perché media per contentare tutti.
È dal 1873 che lo sviluppo di Roma è sempre stato governato da Piani di ogni tipo: cinque, fino a questi anni. E tuttavia lo sfacelo urbanistico che pesa sulla città è sotto gli occhi di tutti. Tant’è che da una dozzina d’anni il Campidoglio lavora a riqualificare e recuperare quartieri centrali e periferici. L’esistenza di un Piano regolatore, dunque, non garantisce quasi nulla: difficile credere in una Roma simile ad una grande Sabbioneta per la presenza di un nuovo progetto di crescita urbana. È tuttavia molto importante che la città stia per avere un nuovo Piano ad oltre quarant’anni da quello dell’«Asse attrezzato». Stato, Chiesa e poteri fondiari, che in passato hanno ostacolato lo sviluppo ordinato di Roma, hanno meno peso, per ragioni diverse, sulla destinazione del suolo cittadino (129 mila ettari). Questa volta le condizioni per attuare le intenzioni - buone, per definizione - del Prg potrebbero essere favorevoli.
La giunta comunale ha fissato ieri la sua proposta finale, che passerà al confronto in consiglio. Le periferie dovrebbero rinascere con il «policentrismo», il consumo di territorio verde dovrebbe cessare. Dovrebbe essere rilanciato il trasporto pubblico e su ferro: meno traffico, meno smog. Il nuovo Piano è «riformista» perché tiene conto degli interessi del mercato (non solo edilizio) ma elenca regole per lo sviluppo (a proposito, le nuove edificazioni saranno precedute dai progetti per la mobilità o da rotaie vere?). Il Prg andrà tuttavia alla prova della sua qualità nella gestione politica che ne verrà fatta, come dimostra la storia dei Piani precedenti. La sua «flessibilità» potrebbe finire per variarne natura e scopi. Con stralunate varianti e maliziose deroghe (qualcuna è già in corso) l’«urbanistica contrattata» potrebbe diventare una malattia del nuovo Piano e non una sua risorsa. Prima diventerà operativo, prima si chiuderà la gabbia delle regole. E meglio sarà per mantenerlo sano.
di E. Palma - E. Sassi
dal Corriere della sera del 07.12.05
IL GOVERNO DELLA CITTÀ - Piano regolatore: giù la tangenziale, galleria Appia-Nomentana. Al via l'esproprio di Villa Albani. Sindaco e assessori illustrano le novità del documento urbanistico dopo l'approvazione delle modifiche proposte dai cittadini. In tre aree cittadine i progetti di Piano, Rogers e Fuksas. Aumentano aree verdi e nuove edificazioni.
L'abbattimento della Tangenziale; l'avvio delle procedure di esproprio di Villa Albani, gioiello nel verde tra Salaria e Nomentana; avanti a realizzare una circonvallazione in galleria tra l'Appia e la Nomentana; l'intervento in tre diverse zone della città di altrettanti architetti-star, Richard Rogers, Renzo Piano e Massimiliano Fuksas. Anche queste sono le "cifre portanti" del nuovo piano regolatore di Roma, illustrato ieri dal sindaco Veltroni, dall'assessorre all'urbanistica Roberto Morassut, dal responsabile dell'ufficio Piano regolatore Dany Modigliani all'indomani dell'approvazione in giunta delle cosiddette "controdeduzioni", le risposte del governo cittadino alle migliaia di richieste di aggiustamenti, come iter di legge vuole prima dell'approvazione definitiva. Una sorta di maxi-riesame dal quale però «il Piano emerge confermato nelle sue scelte fondamentali, la crescita di qualità della Capitale. Un sistema di città policentrica, la priorità al trasporto pubblico e la valorizzazione del verde», così ha detto Veltroni.
Dopo il passaggio delle "controdeduzioni", ora si andrà all'approvazione prima dei Municipi e poi del Consiglio comunale. Nel complesso, i ritocchi hanno comportato da una parte un aumento delle aree verdi a protezione totale - dagli 82mila 800 ettari del piano in prima stesura agli 87mila 800 dopo le controdeduzioni - e dall'altra un aumento di circa 2 milioni di metri cubi di nuove edificazioni, oltre i circa 64 milioni previsti, ma «tutti per finalità pubbliche e senza ulteriore "consumo di territorio", piuttosto "densificando" i progetti in periferia». Nuove cubature che derivano anche dalle "compensazioni" dovute ai proprietari di aree verdi come quelle di Tor Marancia, restate tali ma con l'obbligo di offrire altrove ai costruttori altre aree edificabili.
Il nuovo Prg offre inoltre, registra Morassut, una potenziale di offerta di 108.897 abitazioni, che soddisfare la domanda prevista nel decennio 2001-2011 ma, insieme, offrirà circa 68 mila stanze per edilizia sociale. Ed è stata cancellata, annota l'assessore all'Ambiente Dario Esposito, anche la previsione di poter costruire dentro il S. Maria della Pietà. Sono inoltre previsti nel Prg incentivi alle nuove edificazioni con principi di bio-architettura. Duro il giudizio di Legambiente: «Il testo licenziato dalla Giunta è preoccupante, annulla il risultato più evidente ottenuto dagli ambientalisti in sette mesi di confronto: si prevedono nuove edificazioni lontane dal trasporto su ferro, ad esempio Tor Pagnotta, Cecchignola o Infernetto, si realizzano vere e proprie nuove città in ambiti agricoli, ad esempio a Grottarossa o Magliana. Si profila come un piano molto più privato che pubblico». Se ne riparlerà in consiglio comunale.
Quando la manovra urbanistica sarà davvero operativa? Per il sindaco sarebbe un buon risultato "entro il 2006" ma la Regione potrebbe velocizzare molto i tempi.
di Simona Casalini
da La Repubblica del 07.12.05
Piano regolatore allo sprint: «Più verde e trasporto su ferro per una città policentrica».
Manca ancora l’ultimo allungo e poi - «entro la fine del 2006», come ribadisce il sindaco Walter Veltroni» - Roma avrà un piano regolatore atteso da decenni. Un documento di programmazione urbanistica che verterà sui tre assi portanti dell’ambiente, della mobilità e delle risposte da dare all’emergenza abitativa: i valori aggiunti delle 1.805 controdeduzioni al nuovo Prg che sono state accolte (su 7.040 presentate) nel testo licenziato dalla giunta comunale e presentato da Veltroni, con l’assessore all’urbanistica Roberto Morassut e al coordinatore della maggioranza capitolina Silvio Di Francia. Ora il piano passerà al vaglio dei Municipi e delle commissioni consiliari, prima della definitiva approvazione del consiglio comunale.
«Il Prg emerge confermato nelle sue scelte fondamentali, indirizzate verso la crescita di qualità di Roma - spiega Veltroni - Il nuovo piano significala costruzione di un sistema di città policentrica, la priorità al trasporto pubblico e la valorizzazione della dimensione verde». Il sindaco elenca i punti fondamentali: «Sulla base delle controdeduzioni - sottolinea - il sistema ambientale, cioè l’insieme dei parchi e dell’agro romano, passa da 82800 a 87800 ettari, il 68 per cento del territorio».
Arriva anche un incremento delle aree agricole, pari a 350 ettari. «Istituiamo anche due nuovi parchi - aggiunge il sindaco - Quello di Casal del Marmo di 375 ettari e quello dell’Arrone-Galeria di 7883.
Per la mobilità, invece, passiamo da 482 a 597 chilometri di binari, tra ferrovie e metropolitane, e da 168 a 298 stazioni». Il piano punta a decongestionare il centro, individuando 18 nuove centralità. «Per questo è stato previsto un aumento di due milioni di metri cubi, delineato da decisioni già prese dal consiglio comunale. L’aumento non intaccherà l’agro romano».
La Capitale avrà il segno dei grandi architetti, da Renzo Piano a Massimiliano Fuksas. Sarà invece firmato da Richard Rogers il quartiere situato nella zona Alitalia-Magliana. «Non si tratterà semplicemente della costruzione di qualche immobile - dice l’assessore al patrimonio Claudio Minelli - ma della riqualificazione di un intero quartiere, attraverso demolizioni e ricostruzioni». Prevista anche la demolizione della sopraelevata di San Lorenzo: torna così il progetto della circonvallazione Nomentana-Appia. «Ho proposto una soluzione interamente in galleria, se si eccettua uno svincolo sulla Tuscolana, all’altezza della stazione», sottolinea Morassut.
Novità anche per l’offerta abitativa. «Nel decennio 2001-2011 saranno messe sul mercato 108.897 nuove abitazioni - dice Veltroni - Il 23 per cento sarà edilizia residenziale pubblica». L’aumento di volumetrie, aggiunge Morassut, «sarà utilizzato dall’amministrazione per le previsioni edificatorie pubbliche, i piani di edilizia sociale e per i programmi di riqualificazione urbana».
Critico il ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno, candidato di An al Campidoglio: «È solo una sommatoria di varianti urbanistiche prive di un disegno unitario», sostiene.
di Fabio Rossi
da Il Messaggero del 07.12.05
- Argomenti di Architettura - Il nuovo Piano Regolatore
rassegna stampa a partire dalla data di approvazione (20/03/03)
- La rassegna stampa dell'iter di approvazione del PRG
raccolta di articoli a partire dal mese di giugno 2002
- Il Nuovo Piano Regolatore del Comune di Roma
tutti gli elaborati del Piano on-line sul sito del Comune di Roma
vedi anche:
Piano regolatore, ecco le correzioni
il progetto della nuova Roma
Il Parco dell’Appia, dal centro ai Castelli
«Va realizzata la viabilità»
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