La rivoluzione dei professionisti

rassegna stampa

Approvato dal Consiglio dei ministri il decreto sull´esame per entrare negli ordini. La riforma forse già dal 2006, per ogni settore specifici periodi transitori. Cambiano i criteri di accesso: obbligatori tirocinio e laurea triennale.

ROMA - Per agronomi, agrotecnici, architetti, assistenti sociali, attuari, biologi, chimici, commercialisti, consulenti del lavoro, farmacisti, geologi, geometri, giornalisti, ingegneri, periti agrari e industriali, psicologi, statistici, tecnologi alimentare e veterinari inizia una rivoluzione.

L'approvazione da parte del Consiglio dei ministri dei nuovi schemi di accesso alla professione e agli albi interessa esercito di un milione e ottocentomila persone. Il ministro dell'Istruzione Letizia Moratti ha dichiarato che «Il sistema sarà selettivo ma più snello ed aperto per le decine di migliaia di giovani che si affacciano ogni anno al mercato professionale». Ora la riforma dovrà passare al vaglio del Consiglio di Stato e tornare all'esecutivo per l'approvazione finale. È possibile che parta dal 2006 anche se per ogni professione sono previsti degli specifici periodi transitori.

Epocale il cambiamento per giornalisti, consulenti del lavoro, geometri, periti agrari, agrotecnici, periti industriali per cui diventa obbligatorio aver conseguito una laurea triennale per poter accedere all'esame di stato. L'altro requisito è il tirocinio: la sua lunghezza varierà a seconda delle professioni: «È stato introdotto per tutti - spiega il sottosegretario all´istruzione Grazia Siliquini - rinnovato, reso serio e certificato, e sarà svolto anche durante il percorso universitario, per non gravare sui tempi di accesso al mondo del lavoro». Il tirocinio sarà gestito dagli ordini attraverso la supervisione di un tutor iscritto all'albo da almeno cinque anni. Rivista anche la struttura delle prove dell'esame di stato le modalità e i criteri di composizione delle commissioni esaminatrici. Le prove si terranno esclusivamente presso le sedi universitarie.

La rivoluzione dell'obbligo della laurea per i giornalisti è stato accolto con favore dall'ordine nazionale, che era stato uno dei promotori della riforma: «Quando le disposizioni diventeranno operative, i giornalisti - ha spiegato il presidente Lorenzo del Boca - dovranno formarsi all'università con un percorso di studi accademici con una laurea di primo livello, seguito da un master biennale destinato a coniugare preparazione teorica e tirocinio pratico». Anche il sindacato Fnsi è sulle stesse posizioni anche se il segretario Paolo Serventi Longhi ricorda: «Bisogna evitare che tanti giornalisti non risultino penalizzati: i professionisti iscritti all'albo e con contratto da dipendente sono poco meno di 13 mila, mentre sono 30 mila le posizioni da lavoratore autonomo presso l´istituto di previdenza Inpgi. Tolte le possibili duplicazioni, questo significa che decine di migliaia di colleghi non sono laureati e non sono ancora professionisti. Per loro bisogna prevedere un'adeguata fase transitoria». Infatti fino al 2013 quelli che svolgono attività redazionale giornalistica da almeno due anni consecutivi o esercitano di fatto la professione a tempo pieno e in modo continuativo da almeno cinque anni potranno chiedere l'iscrizione all'albo. Fino al 2015 anche geometri, agrotecnici, periti agrari, periti industriali con diploma di scuola superiore potranno tentare l'esame. Per veterinari, farmacisti e psicologi per cui sono stati definite le lauree specialistiche per accedere all´esame, mentre i commercialisti titolari di laurea triennale posso sostenere l´esame di stato sin dal 2006 e non dal 2008. 

 

di Luca Iezzi
da La Repubblica del 23.12.05 


Professioni, il diploma non basta più. Geometri, periti, consulenti del lavoro, giornalisti: per esercitare servono laurea e tirocinio. Approvate le norme che modificano i requisiti per le iscrizioni agli Ordini. In vigore dopo il parere del Consiglio di Stato. Tirocinio per tutti e laurea per geometri e periti. Via alle nuove norme per l’accesso alle professioni. Avvocati divisi, restano fuori dalla riforma. 

Nuovi requisiti per l’iscrizione agli Ordini. Anche le professioni che prima non prescrivevano la laurea ora non potranno essere esercitate se non si avrà il titolo di dottore. Sarà obbligatorio il tirocinio per tutti. Il diploma non sarà più un titolo sufficiente e andrà in soffitta. Lo stabilisce il Dpr approvato ieri da Palazzo Chigi, in vigore non appena il Consiglio di Stato darà il parere. Il ministro Moratti: «Il sistema sarà più selettivo». «Ma - sottolinea il sottosegretario Siliquini - senza numeri chiusi o sbarramenti, al primo posto meritocrazia e trasparenza ». Il riordino non tocca gli avvocati, perché le associazioni di categoria hanno posizioni divergenti. Presto un corso di laurea per gli “007”.

ROMA - Nuovi requisiti per l’iscrizione agli Ordini. Anche le professioni che prima non prescrivevano la laurea ora non potranno essere esercitate se non si avrà il titolo di dottore. Sarà inoltre obbligatorio il tirocinio per tutti. Il diploma non sarà più un titolo sufficiente, dunque andrà in soffitta. Lo stabilisce il Dpr approvato ieri da Palazzo Chigi, in vigore non appena il Consiglio di Stato darà il proprio parere.

L’Italia, si diceva, è il Paese dei geometri e dei periti. Figure che hanno svolto un ruolo di grande rilevanza negli Anni del boom economico. Vale lo stesso discorso per altri professionisti di lungo corso, come i consulenti del lavoro o gli assistenti sociali, ma anche tanti giornalisti cresciuti sul campo. Ora, invece, si cambia. L’Europa chiede nuove regole e l’adeguamento a una legislazione che chiarisca meglio gli sbocchi professionali e tuteli il cittadino-utente, destinatario di prestazioni e consulenze. La normativa attuale, il Dpr 328 del 2001, era piuttosto confusa, con dei buchi e qualche vistosa omissione. «Per il futuro, invece, questa riforma organica introduce meritocrazia e trasparenza - sostiene il sottosegretario all’Università Maria Grazia Siliquini, “madrina” del provvedimento, che dal ministro Letizia Moratti aveva ricevuto la delega.

Nel Dpr non sono compresi gli avvocati. Le associazioni professionali sono spaccate e il Consiglio nazionale forense non è d’accordo con le posizioni espresse dal governo e c’è chi pensa al numero chiuso a causa della «saturazione» del mercato. In ogni caso le professioni giuridiche hanno proprie regole e verranno riformate successivamente. «Ci sono voluti tre anni di lavoro - continua la Siliquini - ma per tutti gli altri ci siamo riusciti. Entreranno i bravi e non ci saranno numeri chiusi nè ostacoli di alcun tipo. Intendo dire che il mondo delle professioni sarà libero, senza barriere d’ingresso. Non significa dequalificazione, anzi, esattamente il contrario. Basterà essere preparati». «Il sistema sarà selettivo e più snello - spiega il ministro Moratti - con un migliore raccordo tra il percorso formativo e gli sbocchi professionali».

Dunque, laurea triennale (almeno) o laurea magistrale. Inoltre cambiano volto gli esami di Stato, dal 2006 si faranno nelle sedi universitarie, e il tirocinio sarà obbligatorio per tutti presso strutture private o pubbliche, riconosciute e accreditate dagli Ordini. Il tirocinio avrà la durata di sei mesi e dovrà essere «effettivo» e «certificato», sotto la guida di un tutor con almeno cinque anni di anzianità e il controllo degli Ordini territoriali. Faranno eccezione ingegneria, psicologia e consulenza del lavoro che avranno il tirocinio della durata di un anno e non di un semestre. Soddisfatti gli Ordini. Dice Sergio Polese, presidente del Consiglio nazionale degli Ingegneri: «Era un provvedimento atteso, al quale abbiamo contribuito tutti. Certo, restano ancora delle cose da definire, ma sappiamo che arriveranno».

«Il Dpr - dichiara il sottosegretario Siliquini - ha richiesto tre anni di lavoro perché ha marciato parallelamente con la revisione delle Classi di laurea, ora all’esame del Cun». La revisione serve ad aggiungere nuovi corsi, ma soprattutto ad eliminarne alcuni, quelli ridondanti o poco rispondenti alle esigenze del mercato. «Tra le new entry - afferma il sottosegretario Siliquini - c’è una classe di laurea che avrà un ruolo strategico per un settore delicatissimo, quello della sicurezza. Dal terrorismo ai ladri di casa, c’è bisogno di tutele e capacità investigative di alto profilo. Da qui nasce il corso di laurea in Sicurezza, investigazioni e criminologia. Potranno iscriversi i civili o gli appartenenti alle Forze dell’ordine».

Tutti gli Ordini professionali hanno due Albi (conseguenza del “3+2”): sezione “A” e “B”. La prima per i laureati triennali, la seconda per i quinquennali. Già con la riforma delle lauree, avviata da Zecchino e completata da Berlinguer, erano state gettate le premesse della laurea per tutti i professionisti. Ma erano solo premesse. Gli alti livelli di conflittualità degli Ordini e la materia complessa hanno reso difficile arrivare al traguardo. C’era il nodo delle «competenze». Soprattutto per ingegneri, architetti e psicologi non era affatto chiaro che cosa dovessero fare «i laureati brevi» o gli «specialisti». «Ora c’è un accordo ampio - sostiene ancora la Siliquini - ad eccezione dell’avvocatura, che continua a litigare. Nonostante un ultimo appello lanciato di recente ancora non abbiamo ricevuto la proposta del Cnf. Le divergenze riguardano la durata delle scuole di specializzazione e il bonus su una parte dell’esame di Stato».

 

di Anna Maria Sersale
da Il Messaggero del 23.12.05


NUOVI ACCESSI ALLE PROFESSIONI - Solo chi ha una laurea potrà diventare giornalista

ROMA - Cambiano i requisiti per diventare giornalista: potrà dare l’esame di Stato solo chi è in possesso di laurea triennale. Lo prevede il decreto che introduce nuovi criteri per l’iscrizione agli ordini professionali approvato ieri dal Consiglio dei ministri. «Su richiesta dell’ordine - ha detto il ministro dell’Istruzione Letizia Moratti - abbiamo elevato il titolo di studio dei giornalisti, prevedendo una formazione universitaria». Obiettivo: un’informazione di qualità migliore che «18 mesi di praticantato non garantiscono». Soddisfatto il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Lorenzo Del Boca: «Il governo ha accolto le nostre proposte per rendere il lavoro dei giornalisti più moderno, efficiente e culturalmente attrezzato». Dopo la laurea triennale, ha aggiunto, gli aspiranti giornalisti dovranno seguire un master biennale che coniughi preparazione teorica e tirocinio pratico. Gad Lerner vede nella decisione del governo «un motivo in più per abolire l’ordine». Anche Enzo Biagi è perplesso: «La scuola si fa frequentando le redazioni. Le regole di grammatica non bastano».

 

dal Corriere della sera del 23.12.05


ESAMI DI STATO  - Professioni, rivisto l'accesso Approvate le nuove regole

Roma - Il Consiglio dei ministri ha approvato su proposta del ministro dell'Istruzione, Letizia Moratti, la riforma dell'accesso alle professioni e dei relativi esami di Stato. Interessati dai giornalisti agli ingegneri, dai biologi ai geologi ma anche i farmacisti, gli assistenti sociali, gli psicologi e i veterinari. Secondo il ministro i professionisti coinvolti sono 1 milione e 800mila, per il Censis molti meno, 860 mila. Il provvedimento riguarda l'accesso alla professione di dottore agronomo e dottore forestale; architetto, pianificatore paesaggista e conservatore; assistente sociale; attuario; biologo; chimico; consulente del lavoro; farmacista; geologo; giornalista; ingegnere; psicologo; statistico, tecnologo alimentare, veterinario agrotecnico, geometra, perito agrario, perito industriale.

Fra le novità, i requisiti per diventare giornalista professionista: all'esame di stato si partecipa solo se si ha la laurea triennale. «Su richiesta dell'Ordine - ha detto il ministro Moratti - abbiamo voluto elevare il titolo di studio dei giornalisti prevedendo una base formativa universitaria» per avere un'informazione qualitativamente migliore che «sicuramente 18 mesi di praticantato non possono garantire». Ma il requisito obbligatorio di una laurea almeno triennale come titolo di accesso è stato esteso anche ad altre categorie: consulenti del lavoro, agrotecnici, geometri, periti agrari e periti industriali.

«Abbiamo voluto dare un forte contributo all'ammodernamento del sistema ordinistico, guardando soprattutto al futuro dei nostri giovani e alla tutela degli interessi dei cittadini, che beneficeranno di professionisti più qualificati - ha sottolineato il ministro - Il sistema sarà selettivo, ma più snello ed aperto per le decine di migliaia di giovani che si affacciano ogni anno sul mercato professionale». La riforma licenziata ieri, che ora passa all'esame del Consiglio di Stato prima della definitiva approvazione da parte dell'esecutivo e che dovrebbe quindi entrare in vigore già dal prossimo anno, contiene lo schema di regolamento che aggiornerà la struttura delle prove di stato nonché la composizione delle commissioni esaminatrici e le modalità di svolgimento delle selezioni, «per renderle più trasparenti e qualificanti». Ad esempio, le prove si terranno esclusivamente presso sedi universitarie ed è stato introdotto l'anonimato e consentito, dove possibile, l'uso delle moderne tecnologie.
Per quanto riguarda l'esame dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (con laurea triennale) viene anticipata al 2006 la possibilità, prima demandata al 2008, di accedere alle sessioni di esame.

Il decreto - ha sottolineato ancora Moratti - è stato messo a punto da una commissione mista formata da rappresentanti dell'università e dei professionisti. Per Moratti, infine, la riforma «assicura un puntuale e forte raccordo tra il percorso formativo e gli sbocchi lavorativi».

 

da Il Gazzettino del 23.12.05


IL PROVVEDIMENTO DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI  - Professioni, adesso servono la laurea e il tirocino 

Cambiano i criteri per l’accesso alle professioni: requisito fondamentale è il tirocinio - che prevede la supervisione di un tutor - introdotto d’ora in avanti per tutte le categorie professionali. È la novità fondamentale della riforma sull'accesso alle professioni e per i relativi esami di Stato, approvata ieri mattina dal Consiglio dei ministri. Il decreto interessa un milione e 800 mila professionisti iscritti agli albi, numero - ha precisato Letizia Moratti ministro dell'Istruzione a Palazzo Chigi - che è aumentato negli ultimi 10 anni del 30%. «Il sistema - ha aggiunto - sarà selettivo ma più snello ed aperto per le decine di migliaia di giovani che si affacciano ogni anno al mercato professionale. Chiunque sia dotato di capacità e voglia di studiare e abbia fatto l'università e un breve ma serio tirocinio può superare gli esami di stato e diventare un professionista, indipendentemente dal ceto sociale o dalla famiglia di provenienza».

La principale novità, oltre al tirocinio, riguarda l’elevazione del titolo di studio, prevedendo così la laurea triennale, per giornalisti, consulenti del lavoro, geometri, periti agrari, agrotecnici, periti industriali. Il tirocinio diventa, quindi, requisito fondamentale per accedere a una professione e partecipare all'esame di stato. Nelle intenzioni del legislatore, durante il tirocinio saranno «assicurate nuove modalità di svolgimento che ne garantiscano la serietà, la continuità, il carattere effettivamente professionalizzante». Potrà essere svolto presso una struttura pubblica o privata accreditata dagli ordini. Il tirocinio sarà gestito dall'ordine attraverso la supervisione di un tutor iscritto all'albo da almeno cinque anni; si prevede anche la verifica del percorso formativo, qualora il tirocinio sia svolto durante il percorso di studi. La durata del tirocinio è di sei mesi tranne per ingegneri, psicologi e consulenti del lavoro per i quali è fissato in un anno.

La riforma varata ieri, dunque, ora passa all’esame del Consiglio di Stato prima della definitiva approvazione da parte dell’esecutivo e che dovrebbe quindi entrare in vigore già dal prossimo anno. 

 

da Il Mattino del 23.12.05


Accesso alle professioni adesso ci vuole la laurea

ROMA – Cambiano i criteri per l'accesso alle professioni: requisito fondamentale è il tirocinio - che prevede la supervisione di un tutor - introdotto d'ora in avanti per tutte le categorie professionali. È il requisito fondamentale della riforma sull'accesso alle professioni e per i relativi esami di stato, approvato dal Consiglio dei ministri. Il decreto interessa un milione e 800 mila professionisti iscritti agli albi, numero - ha precisato Letizia Moratti ministro dell'istruzione a Palazzo Chigi - che è aumentato negli ultimi 10 anni del 30%. «Il sistema - ha aggiunto sarà selettivo ma più snello ed “aperto” per le decine di migliaia di giovani che si affacciano ogni anno al mercato professionale.

Chiunque sia dotato di capacità e voglia di studiare ed abbia fatto l'università ed un breve ma serio tirocinio più superare gli esami di stato e diventare un professionista, indipendentemente dal ceto sociale o dalla famiglia di provenienza». La principale novità, oltre al tirocinio, riguarda l'elevazione del titolo di studio, prevedendo così la laurea triennale, per giornalisti, consulenti del lavoro, geometri, periti agrari, agrotecnici, periti industriali. Il tirocinio diventa, quindi, requisito fondamentale per accedere ad una professione e partecipare all'esame di stato.

Nelle intenzione del legislatore, durante il tirocinio saranno «assicurate nuove modalità di svolgimento che ne garantiscano la serietà, la continuità, il carattere effettivamente professionalizzante». Esso potrà essere svolto presso una struttura pubblica o privata accreditata dagli ordini. Il tirocinio sarà gestito dall'ordine attraverso la supervisione di un tutor iscritto all'albo da almeno cinque anni; si prevede anche la verifica del percorso formativo, qualora il tirocinio sia svolto durante il percorso di studi. La durata del tirocinio è di sei mesi tranne per ingegneri, psicologi e consulenti del lavoro per i quali è fissato in un anno.

La riforma varata ieri, che ora passa all'esame del Consiglio di Stato prima della definitiva approvazione da parte dell'esecutivo e che dovrebbe quindi entrare in vigore già dal prossimo anno, prevede anche lo schema di regolamento che aggiornerà la struttura delle prove dell'esame di stato nonché la composizione delle commissioni esaminatrici e le modalità di svolgimento degli esami di stato, «per renderli più trasparenti e qualificanti». Ad esempio, le prove degli esami di stato si terranno esclusivamente presso sedi universitarie ed è stato introdotto l'anonimato e consentito, dove possibile, l'uso delle moderne tecnologie.

 

da La Gazzetta del sud del 23.12.05


Riforma per l'accesso al lavoro - Tutor e laurea per i professionisti

ROMA - Cambiano i criteri per l'accesso alle professioni: requisito fondamentale è il tirocinio - che prevede la supervisione di un tutor - introdotto d'ora in avanti per tutte le categorie professionali. È il requisito fondamentale della riforma sull'accesso alle professioni e per i relativi esami di stato, approvato ieri dal Consiglio dei ministri. È stato inoltre elevato il titolo di studio, che prevede la laurea triennale per giornalisti, consulenti del lavoro, geometri, periti agrari, agrotecnici, periti industriali. La durata del tirocinio è di sei mesi; per ingegneri, psicologi e consulenti è di un anno.

 

da L'Adige del 23.12.05


Rivoluzione delle professioni  - Laurea obbligatoria anche per i geometri. Il nuovo sistema di accesso Il Consiglio dei ministri approva la riforma. Cambiano gli esami. Professioni, una rivoluzione. Per lavorare, necessari più titoli, più qualifiche, più lauree. Forse il via con nuova disciplina già dagli esami di Stato del 2006.

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto sulla nuova disciplina per l'ammissione all'esame di Stato per l'accesso agli Albi di Ordini e Collegi professionali. Tra le principali novità quella sui giornalisti professionisti: sarà necessaria almeno una laurea triennale. Stesso requisito per geometri e consulenti del lavoro.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri, su proposta del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Letizia Moratti, la riforma dell'accesso alle professioni e dei relativi esami di Stato. «Sono ormai più di un milione e 800mila i professionisti iscritti agli Albi», ha spiegato il ministro, «un numero che è andato via via crescendo, negli ultimi dieci anni, con un incremento del 30% (da 1.399.338 nel 1995 a 1.827.279 al 2005). Dunque, abbiamo voluto focalizzare l'attenzione del Governo sulla riforma del sistema di accesso agli Ordini professionali per dare un forte contributo all'ammodernamento del sistema ordinistico, guardando soprattutto al futuro dei nostri giovani e alla tutela degli interessi dei cittadini, che beneficeranno di professionisti più qualificati». «Il sistema sarà selettivo - ha aggiunto il Ministro Moratti - ma più snello ed aperto per le decine di migliaia di giovani che si affacciano ogni anno sul mercato professionale. Chiunque sia dotato di capacità e di voglia di studiare ed abbia fatto l'Università ed un breve ma serio tirocinio può superare gli esami di Stato e diventare un professionista». «Vengono così interamente ridisciplinati gli esami di Stato per tutte le professioni già comprese nel Dpr 328/2001, e oltre a queste, per gli statistici, i tecnologi alimentari, i giornalisti e i consulenti del lavoro», ha proseguito il Ministro. «Per questi ultimi due, insieme ad agrotecnici, geometri, periti agrari, periti industriali, abbiamo provveduto ad elevare il titolo di accesso, prevedendo tra i requisiti almeno la Laurea triennale».

In parallelo alla riforma dei percorsi universitari (revisione delle Classi di Laurea ex Dm 270/2004), è stato predisposto lo schema di regolamento che aggiornerà la struttura delle prove dell'esame di Stato ed i requisiti per l'accesso agli Ordini (Laurea, laurea magistrale e tirocinio che sarà obbligatorio, serio, continuativo e certificato), nonché del Dm 9/9/1957, relativo alla composizione delle commissioni esaminatrici e le modalità di svolgimento degli esami di Stato, per renderli più trasparenti e qualificanti.

  • LE PROFESSIONI INTERESSATE DAL NUOVO DPR - Lo schema di regolamento aggiornerà la disciplina dei requisiti per l'ammissione all'esame di Stato e le relative prove, nonché la composizione delle commissioni esaminatrici e le modalità di svolgimento degli esami, relativamente alle professioni di dottore agronomo e dottore forestale; architetto, pianificatore paesaggista e conservatore; assistente sociale; attuario; biologo; chimico; consulente del lavoro; farmacista; geologo; giornalista; ingegnere; psicologo; statistico; tecnologo alimentare; veterinario; agrotecnico, geometra, perito agrario, perito industriale. Inoltre, il regolamento disciplina la composizione delle relative commissioni esaminatrici e le modalità di svolgimento degli esami per l'accesso alla professione di dottore commercialista ed esperto contabile, completando le norme presenti nel decreto legislativo 28 giugno 2005, n. 139. Per quest'ultima professione è stato inoltre previsto l'accesso agli esami, fin dall'anno 2006, dei laureati triennali per i quali la normativa precedente demandava tale possibilità al 2008.
  • PRINCIPI E OBIETTIVI - Il Dpr 328/2001 ha costituito un punto di partenza per la riforma del sistema di accesso alle professioni. Infatti, con l'introduzione del «3+2» e l'autonomia didattica degli Atenei è venuto meno lo stretto raccordo tra corsi di laurea e formazione alle professioni: pertanto era necessaria una verifica più seria dell'idoneità ad esercitare una professione. Inoltre è stato rafforzato il metodo del «dialogo progettuale» con gli Ordini professionali.
  • LA COMMISSIONE PER LA RIFORMA - Per elaborare lo schema di revisione è stata inizialmente istituita una specifica Commissione, in seguito sono stati istituiti una serie di tavoli informali, con la presenza di tutti gli Ordini interessati, per completare lo schema finale.
  • I CONTENUTI GENERALI - Il tirocinio è stato posto quale requisito fondamentale per l'accesso alle professioni (sia per la sezione A, sia per la sezione B degli Albi). I giovani, attraverso una formazione universitaria riqualificata grazie all'introduzione dei percorsi ad "Y" e ad un serio tirocinio professionale, si presenteranno più preparati agli esami di Stato. È stato dunque rivisto complessivamente la disciplina del tirocinio, considerato dagli ordini professionali essenziale ai fini della formazione del futuro professionista: introducendolo anche laddove oggi non è previsto; assicurando nuove modalità di svolgimento che ne garantiscano la serietà, la continuità, il carattere effettivamente professionalizzante; aprendo alla possibilità di svolgerlo presso una struttura pubblica o privata accreditata dagli Ordini; ponendolo sotto la gestione e la responsabilità degli Ordini (attraverso la supervisione di un tutor iscritto all'albo da almeno cinque anni) e la verifica del percorso formativo, qualora sia svolto durante il percorso di studi. Il professionista presso il quale il tirocinio viene svolto vigila sull'attività del tirocinante, al fine di verificare che questa sia volta all'apprendimento delle tecniche professionali ed all'acquisizione di esperienze applicative. Il consiglio dell'ordine territoriale verifica l'effettivo svolgimento del tirocinio, anche tramite resoconti del tirocinante o colloqui con questi. Si è concordato con gli Ordini una diversa durata del tirocinio: sei mesi per la maggior parte degli ordini; 1 anno per gli ingegneri, gli psicologi sez. A ed i consulenti del lavoro tenendo conto della possibilità di espletarlo durante il corso di studi universitari, sulla base di accordi stipulati fra Ordini ed Università - nell'ambito di una convenzione quadro concordata tra il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ed il consiglio nazionale. La possibilità di svolgere il tirocinio anche in parte già nel percorso universitario risponde all'esigenza di accrescere il livello di preparazione, senza gravare sulla lunghezza del percorso, in modi da garantire un più rapido accesso al mondo del lavoro, in linea con le tendenza europee. In alcuni casi, è stato anche previsto un «doppio requisito» formativo per l'accesso alla sezione A, e cioè oltre alle classi di laurea specialistica già richieste, anche le corrispondenti classi di laurea che danno accesso alla sezione B, per l'esigenza di garantire che il giovane abbia seguito un percorso formativo completo sul settore in cui intende operare. Una scelta necessaria, vista l'ampia flessibilità che è stato inserito negli ordinamenti didattici con il Dm 270/2004 e che consente, ad esempio, ad un laureato in Lettere di prendere la Laurea Magistrale in Ingegneria. Sono state estese le norme che regolano gli esami di Stato a molte professioni che attualmente non erano comprese. Si segnalano, tra le nuove: consulente del lavoro; giornalista; statistico; tecnologo alimentare; agrotecnico; geometra; perito agrario; perito industriale. Riguardo alle modalità di svolgimento delle prove degli esami di Stato, che si terranno esclusivamente presso sedi universitarie, è stato introdotto l'anonimato, consentito ove necessario l'uso delle moderne tecnologie. E' infine stata aggiornata la composizione delle commissioni esaminatrici. In particolare, è stata prevista una sola commissione esaminatrice per entrambi le sezioni degli albi, debitamente integrata con rappresentanti della sezione B, per le prove d'esame dei laureati triennali. Inoltre, il Ministero potrà inviare un proprio rappresentante presso le sedi di esame per la verifica della regolarità formale delle operazioni di esame.
  • ALCUNI CASI PARTICOLARI - Per i Giornalisti, in accordo con l'Ordine, abbiamo voluto prevedere una base formativa universitaria, elevando il titolo di accesso, per inserirli nel vigente sistema che disciplina l'accesso alle altre professioni, visto che attualmente è previsto il solo praticantato di 18 mesi. Sarà così superato il concetto del giornalista formato solo in azienda, garantendo un accesso più democratico e libero alla professione. Potrà partecipare all'esame di Stato solo chi è in possesso di una Laurea triennale unitamente a: o una laurea specialistica (magistrale) il cui percorso formativo sia almeno per il 50% costituito da attività pratica orientata alla professione di giornalista e disciplinata sulla base di convenzioni con l'ordine; o un master universitario biennale, svolto sulla base di convenzioni con l' ordine; o corsi biennali presso Istituti di formazione al giornalismo, riconosciuti dall'ordine dei giornalisti. Chiaramente sono fatti salvi i diritti di accesso all'esame di Stato per coloro che hanno già svolto o stanno svolgendo il periodo di pratica previsto dal previgente ordinamento, nonché, fino al 2013, per coloro che svolgono attività redazionale giornalistica da almeno due anni consecutivi e coloro che esercitano la professione giornalistica a tempo pieno e in modo continuativo da almeno cinque anni. Con i giornalisti è stato concordato di mantenere alcune peculiarità, come la composizione della Commissione esaminatrice, il cui Presidente sarà scelto tra i magistrati di Tribunale o di Corte d'appello. La Commissione sarà integrata da un rappresentante della Federazione degli Editori (Fieg). I giornalisti concordano nell'effettuare l'esame di Stato solamente presso le Università. Inoltre, si evidenziano altri interventi: i Consulenti del Lavoro, gli Statistici ed i Tecnologi alimentari sono stati finalmente inseriti nella disciplina dell'accesso alle professioni (erano rimasti fuori dal Dpr 328/2001) ed i giovani in possesso dei nuovi titoli potranno partecipare agli esami di Stato: gli Atenei hanno già conferito Lauree "triennali" e Lauree Specialistiche che non hanno attualmente sbocchi nelle professioni. Per i Consulenti del Lavoro, è stato elevato il titolo di accesso, prevedendo almeno una Laurea triennale ed il tirocinio di durata biennale come requisiti indispensabili. Ciò è stato possibile grazie ad un accordo con il Ministero del Lavoro. Per i prossimi cinque anni, sono fatte salve le prerogative dei diplomati di Scuola Superiore e dei laureati con il Vecchio Ordinamento, che saranno ammessi a sostenere l'esame di Stato; Per gli Agrotecnici, geometri, periti agrari, periti industriali, si è provveduto ad elevare definitivamente il titolo d'accesso, prevedendo come requisiti la sola laurea triennale con un successivo tirocinio semestrale. Innanzitutto, per consentire la spendibilità del titolo professionale sull'intero territorio dell'Unione Europea (direttiva n. 89/48/Cee). Inoltre, è stato deciso con i Consigli Nazionali che l'esame di Stato si svolgerà presso le sedi universitarie, invece che presso le scuole, con il conseguente passaggio graduale di competenze. Fino al 2015, sono fatte salve le prerogative dei diplomati di Scuola Superiore, che saranno ammessi a sostenere l'esame di Stato. Anche per i Veterinari ed i Farmacisti sono state definiti le lauree specialistiche per l'accesso alla professione Inoltre, sono ammessi all'esame di Stato per l'accesso alla professione di farmacista anche i laureati del Vecchio Ordinamento in Farmacia o Chimica e tecnologia farmaceutiche. Per l'iscrizione alla sezione A dell'albo degli Psicologi, in deroga alle disposizioni di cui agli articoli 6, comma 2, e 7, comma 2, del decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270, i decreti ministeriali che definiscono la classe di laurea magistrale in psicologia possono prevedere un corso di studio universitario a ciclo unico avente durata quinquennale, previa acquisizione di 300 crediti formativi universitari.
  • LA TEMPISTICA DI ATTUAZIONE - Il Decreto entrerà in vigore dopo che il Consiglio dei Ministri avrà dato il via libera definitivo al testo, che potrà avvenire successivamente al parere del Consiglio di Stato. Se i tempi saranno rispettati, già dalla prima sessione degli esami di Stato del 2006 saranno adottate le nuove discipline.

I professionisti interessati dai geologi agli ingegneri. Sono oltre 860mila. Si attende il parere del Consiglio di Stato. Norme transitorie per i giovani in procinto di accedere al lavoro.

Roma - Dai giornalisti agli ingegneri, dai biologi ai geologi ma anche i farmacisti, gli assistenti sociali, gli psicologi e i veterinari. Sono oltre 860 mila i professionisti interessati dal decreto approvato ieri dal governo che aggiornerà la disciplina dei requisiti per l'ammissione all'esame di Stato e le relative prove, nonchè la composizione delle commissioni esaminatrici e le modalità di svolgimento degli esami. Il provvedimento riguarda l'accesso alla professione di dottore agronomo e dottore forestale (19.103); architetto, pianificatore paesaggista e conservatore (122.608); assistente sociale (31.937); attuario (810); biologo (41.009); chimico (9.877); consulente del lavoro (21.239); farmacista (69.585); geologo (15.094); giornalista (90.218); ingegnere (186.547); psicologo (51.065); statistico, tecnologo alimentare, veterinario 24.107) agrotecnico, geometra, perito agrario, perito industriale (185.152). Secondo il Censis, il totale dei professionisti interessati è 868.351. Il regolamento, si legge in una nota, disciplina inoltre la composizione delle relative commissioni esaminatrici e le modalità di svolgimento degli esami per l'accesso alla professione di dottore commercialista ed esperto contabile, completando le norme presenti nel decreto legislativo 28 giugno 2005, n. 139. Per quest'ultima professione è stato inoltre previsto l'accesso agli esami, fin dall'anno 2006, dei laureati triennali per i quali la normativa precedente demandava tale possibilità al 2008. Il Decreto entrerà in vigore dopo che il Consiglio dei Ministri avrà dato il via libera definitivo al testo, che potrà avvenire successivamente al parere del Consiglio di Stato. Se i tempi saranno rispettati, già dalla prima sessione degli esami di Stato del 2006 saranno adottate le nuove discipline relative ai requisiti di accesso, alle nuove prove d'esame e alle nuove procedure per l'esame di Stato. In generale, per evitare di creare problemi ai giovani, sono state inserite delle norme transitorie atte a garantire le aspettative dei giovani già in procinto di accedere alle professioni.

L'Ordine giornalisti plaude «Accolte nostre richieste» - Del Boca. Biagi: La vera scuola si fa in redazione.

ROMA «Con soddisfazione prendiamo atto che il Consiglio dei Ministri, approvando una serie di disposizioni per il riordino delle professioni, ha accolto le nostre proposte, per rendere il lavoro dei giornalisti più moderno, più efficiente e culturalmente più attrezzato per rispondere alle responsabilità che gli competono». Lo sottolinea il presidente dell'Ordine dei giornalisti Lorenzo Del Boca. Il presidente sottolinea che «prima di entrare in vigore, la legge deve passare al vaglio del Consiglio di Stato ma ci auguriamo che si tratti soltanto di un passaggio burocratico. Quando le disposizioni diventeranno operative, i giornalisti - aggiunge - dovranno formarsi all'università con un percorso di studi accademici che prevedono il conseguimento di una laurea di primo livello, seguito da un master biennale destinato a coniugare preparazione teorica e tirocinio pratico. Come avviene per gli avvocati a giurisprudenza o gli ingegneri al politecnico... L'esame di Stato sarà poi l'ultimo atto per l'abilitazione professionale. Sono tante le accuse che vengono rivolte ai giornalisti - a volte ingiustificabili e altre volte immotivate - ma di una non vogliamoci assumerci la responsabilità: quella di rifiutare di andare a scuola, per studiare e per saperne di più». Del Boca rivolge anche «Un ringraziamento per il ministro Letizia Moratti e - doverosamente - per il sottosegretario Maria Grazia Siliquini che ha seguito l'iter e le procedure che hanno consentito un risultato per noi positivo». 

 

da La Gazzetta del Mezzogiorno del 23.12.05


Laurea breve per i professionisti. La riforma degli Ordini. Previsto anche un tirocinio di almeno sei mesi. Novità pure in diritto fallimentare.

Roma.  Serviranno un lungo tirocinio e almeno una laurea triennale per essere ammessi agli esami di Stato per l'iscrizione agli ordini professionali. Sono le principali novità del decreto approvato ieri in Consiglio dei ministri e che, se saranno rispettati i tempi previsti, saranno in vigore già dalla prima sessione degli esami di Stato del 2006.

Il tirocinio diventa un requisito indispensabile per l'accesso alle professioni e con la riforma viene introdotto anche laddove finora non era previsto. Le nuove norme rivedono le modalità di svolgimento di questo percorso formativo al fine di garantirne «la serietà, la professionalità e il carattere effettivamente professionalizzante».

Sarà possibile svolgere il tirocinio presso una struttura pubblica o privata, purché accreditata dagli Ordini. Il tirocinio sarà sotto la diretta responsabilità degli Ordini che verificheranno il percorso formativo qualora venisse svolto, com'è possibile fare, durante il periodo degli studi universitari.

Di concerto con gli Ordini è stata fissata anche la durata del tirocinio che è di sei mesi per la maggior parte degli ordini. Sale a un anno per gli ingegneri, gli psicologi e i consulenti del lavoro. La riforma estende le norme che regolano gli esami di Stato a molte professioni finora non comprese, come i giornalisti, i consulenti del lavoro, gli statistici, i geometri e i periti agrari e industriali.

Le prove di esame si terranno esclusivamente presso le sedi universitarie. Resta fuori delle nuove regole chi ha già cominciato il percorso per raggiungere il traguardo dell'iscrizione all'Ordine.

I professionisti interessati dal decreto approvato sono più di 860 mila, stando ai dati del Censis: dottori agronomi e dottori forestali (19-103), architetti, pianificatori paesaggisti e conservatori (122.608), assistenti sociali (31.937), attuari (810), biologi (41.009), chimici (9.877), consulenti del lavoro (21.239), farmacisti (69.585), geologi (15.094), giornalisti (90.218), ingegneri (186.547), psicologi (51.065), statistici, tecnologi alimentari, veterinari (24.107), agrotecnici, geometri, periti agrari e periti industriali (185.152).

Il Consiglio dei ministri ha dato altresì il via libera a due decreti attuativi del nuovo diritto fallimentare che tagliano i tempi delle procedure fallimentare. E' la principale novità introdotta dai provvedimenti che prevede, inoltre, soglie per escludere dalla fallibilità i piccoli imprenditori. La gestione delle procedura viene affidata al curatore e al comitato dei creditori e il fallito recupera i diritti civili e, se collabora ed è corretto, può essere ammesso alla cosiddetta «esdebitazione», cioè alla liberazione dei debiti residui.

Le nuove norme incentivano il concordato sia preventivo che fallimentare, affinché le situazioni di crisi emergano sin da subito e aboliscono l'amministrazione controllata considerata uno strumento obsoleto. Il fallimento- commenta soddisfatto il sottosegretario alla Giustizia, Vietti - non è più la via d'uscita che per un numero indefinito di anni costringeva i creditori ad attendere un risultato comunque insoddisfacente della liquidazione dell'impresa fallita, né l'emarginazione dal circuito socio-economico.

 

di Anna Rita Rapetta
da La Sicilia del 23.12.05


Cambia l'accesso alle professioni. Tirocinio e laurea triennale diventano i punti cardine per sostenere l'esame di stato.

Roma - Cambiano i criteri per l'accesso alle professioni: requisito fondamentale è il tirocinio - che prevede la supervisione di un tutor - introdotto d'ora in avanti per tutte le categorie professionali. È il requisito fondamentale della riforma sull'accesso alle professioni e per i relativi esami di Stato, approvato ieri mattina dal Consiglio dei ministri. Il decreto interessa un milione e 800 mila professionisti iscritti agli albi, numero - ha precisato Letizia Moratti ministro dell'istruzione a Palazzo Chigi - che è aumentato negli ultimi 10 anni del 30%. «Il sistema - ha aggiunto - sarà selettivo ma più snello ed "aperto" per le decine di migliaia di giovani che si affacciano ogni anno al mercato professionale. Chiunque sia dotato di capacità e voglia di studiare ed abbia fatto l'università ed un breve ma serio tirocinio più superare gli esami di stato e diventare un professionista, indipendentemente dal ceto sociale o dalla famiglia di provenienza». La principale novità, oltre al tirocinio, riguarda l'elevazione del titolo di studio, prevedendo così la laurea triennale, per giornalisti, consulenti del lavoro, geometri, periti agrari, agrotecnici, periti industriali. «Su richiesta dell'ordine dei giornalisti - ha detto il ministro dell'istruzione Letizia Moratti - abbiamo voluto elevare il titolo di studio dei giornalisti prevedendo una base formativa universitaria». L'obiettivo è avere un'informazione qualitativamente migliore che «sicuramente 18 mesi di praticantato non possono garantire». Il tirocinio diventa, quindi, requisito fondamentale per accedere ad una professione e partecipare all'esame di Stato. Nelle intenzione del legislatore, durante il tirocinio saranno «assicurate nuove modalità di svolgimento che ne garantiscano la serietà, la continuità, il carattere effettivamente professionalizzante». Esso potrà essere svolto presso una struttura pubblica o privata accreditata dagli ordini. Il tirocinio sarà gestito dall'ordine attraverso la supervisione di un tutor iscritto all'albo da almeno cinque anni; si prevede anche la verifica del percorso formativo, qualora il tirocinio sia svolto durante il percorso di studi. La durata del tirocinio è di sei mesi tranne per ingegneri, psicologi e consulenti del lavoro per i quali è fissato in un anno.

La riforma varata ieri, che ora passa all'esame del Consiglio di Stato prima della definitiva approvazione da parte dell'esecutivo e che dovrebbe quindi entrare in vigore già dal prossimo anno, prevede anche lo schema di regolamento che aggiornerà la struttura delle prove dell'esame di stato nonché la composizione delle commissioni esaminatrici e le modalità di svolgimento degli esami di stato, «per renderli più trasparenti e qualificanti». Ad esempio, le prove degli esami di stato si terranno esclusivamente presso sedi universitarie ed è stato introdotto l'anonimato e consentito, dove possibile, l'uso delle moderne tecnologie. Si prevede, fra l'altro, l'anticipo dal 2008 al 2006 dell'obbligo della laurea per il dottore commercialista ed esperto contabile. Il decreto - ha sottolineato ancora Moratti - è stato messo a punto da una commissione mista formata da rappresentanti dell'università e dei professionisti. Per Moratti, infine, la riforma «assicura un puntuale e forte raccordo tra il percorso formativo e gli sbocchi professionali».

 

da La Provincia di Sondrio del 23.12.05


Accesso alle professioni, Cdm dà via libera alla riforma. Tra le novità, i nuovi requisiti per diventare giornalista professionista: all'esame di stato si partecipa solo se si ha la laurea triennale. Oltre 860 mila gli interessati.

ROMA - Via libera dal governo alla riforma dell’accesso alle professioni e dei relativi esami di Stato. Il Consiglio dei Ministri ha approvato oggi, su proposta del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Letizia Moratti, la riforma dell’accesso alle professioni e dei relativi esami di Stato. «Avremo professionisti più qualificati a tutela degli interessi dei cittadini» ha commentato con soddisfazione il ministro. Fra le novità, i nuovi requisiti per diventare giornalista professionista: all’esame di stato si partecipa solo se si ha la laurea triennale. «Su richiesta dell’ordine - ha detto il ministro Moratti - abbiamo voluto elevare il titolo di studio dei giornalisti prevedendo una base formativa universitaria» per avere un’informazione qualitativamente migliore che «sicuramente 18 mesi di praticantato non possono garantire».

La riforma riguarda più di un milione e 800mila i professionisti iscritti agli Albi, un numero, ha spiegato la Moratti, che «è andato via via crescendo, negli ultimi dieci anni, con un incremento del 30% da 1.399.338 nel 1995 a 1.827.279 al 2005». «Abbiamo voluto dare un forte contributo all’ammodernamento del sistema ordinistico, guardando soprattutto al futuro dei nostri giovani e alla tutela degli interessi dei cittadini, che beneficeranno di professionisti più qualificati» ha aggiunto il Ministro «Il sistema -ha proseguito- sarà selettivo, ma più snello ed "aperto" per le decine di migliaia di giovani che si affacciano ogni anno sul mercato professionale».
«Chiunque sia dotato di capacità e di voglia di studiare ed abbia fatto l’Università ed un breve ma serio tirocinio può superare gli esami di Stato e diventare un professionista, indipendentemente dal ceto sociale o dalla famiglia di provenienza» ha aggiunto la Moratti sottolineando che «viene inoltre assicurato un puntuale e forte raccordo tra il percorso formativo e gli sbocchi professionali». «Vengono così interamente ridisciplinati gli esami di Stato per tutte le professioni già comprese nel Dpr 328/2001, e oltre a queste, per gli statistici, i tecnologi alimentari, i giornalisti e i consulenti del lavoro», ha proseguito il Ministro. «Per questi ultimi due, insieme ad agrotecnici, geometri, periti agrari, periti industriali, abbiamo provveduto ad elevare il titolo di accesso, prevedendo tra i requisiti almeno la Laurea triennale».

In parallelo alla riforma dei percorsi universitari (revisione delle Classi di Laurea ex Dm 270/2004), è stato predisposto lo schema di regolamento che aggiornerà la struttura delle prove dell’esame di Stato ed i requisiti per l’accesso agli Ordini (Laurea, laurea magistrale e tirocinio che sarà obbligatorio, serio, continuativo e certificato), nonchè del Dm 9/9/1957, relativo alla composizione delle commissioni esaminatrici e le modalità di svolgimento degli esami di Stato, per renderli più trasparenti e qualificanti.

 

da La Gazzetta del Mezzogiorno del 22.12.05

 

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Commenti

06/01/2006 09:51: mh
Bene, io sono studente al serale geometri e vorrei capire come si attuerà tale e riforma. Spero che sia corretta la notizia che fino al 2015 i diplomati Geometri abbiano la possibilità di effettuare l'esame di stato.
Ludovico Lias

24/02/2006 19:21: Speriamo che non ci taglino le gambe...
Anche io sono uno studente lavoratore al quinto anno ITIS perito elettronico, spero di poter dare l'esame di abilitazione sfruttando il periodo di pratica equivalente svolta in azienda (tre anni) per sostenerlo ad ottobre di quest anno o al max anno prox. Spero che non divenga un esame più difficile di quanto lo sia già inquanto è presumibile che fino al 2015 ci saranno molti iscritti solo diplomati che si cimenteranno nella prova, ma se questa sarà calibrata su argomenti di ingegneria (es: mate 1,2; fisica, problemi di analisi infinitesimale...) allora si che sono guai.... Mi farebbe piacere sapere se a regime si verranno a creare due sez. una per periti (diplomati PIù) e una per ingegnerini (laureati MENO) Saluti e grazie per lo spazio
Marco Lagom

03/03/2006 20:05: Titoli accademici e abilitazioni professionali.
Ragioniere programmatore laureato triennale in economia "ripescato" dalla palude dei falliti universitari ante riforma 3+2. Dal 1988 al 1992 sostenuti 18 dei 24 esami previsti per l'ex titolo quadriennale(da studente lavoratore), poi l'abbandono per dedicarmi a tempo pieno al lavoro (esperto di informatica gestionale e amministrazione aziendale). Una faticosa carriera da studente lavoratore a contatto con Dottoroni che si fregiavano di un titolo "meschinamente" ostentato come rapresentativo di capacità professionali certificate. Nel 2002 conseguimento della laurea triennale previa conversione della carriera universitaria pregressa e perdendo 2 esami dei 18 sostenuti e dovendone sostenere altri 3 + tesi e tirocinio. Che riconoscimenti??! Da "culturalmente limitato" ragioniere ad "abusivo dottorino". Dal 2002 a 2005 tirocinio professionale per la nuova professione di Esperto Contabile (o meglio "interdetto contabile" marcatamente al di sotto dei livelli culturali e professionali accessibili ai "Dottori Commercialisti"). Ora non possiamo neanche accedere agli esami di stato che comunque ci posizioneranno ad un livello più basso dei diplomati "Ragionieri Commercialisti". Considerazione : tutta l'esperienza lavorativa e la formazione didattica che si acquisisce al di fuori del mondo universitario e degli ordini (..lobbies) professionali non ha alcun valore!!? Se i titoli devono devono differenziare sul mercato le professionalità il sistema è tutto sbagliato. La professionalità si acquisisce con l'esperienza e con la formazione continua che può e deve essere anche parallella e/o alternativa a quella universitaria o ordinistica(altrimenti il sistema diventa autoreferenziale: le professioni auto-professionalizzanti). Tra l'altro il sistema dei crediti formativi e l'autonomia didattica rende non confrontabili i percorsi formativi dei nuovi laureati che possono raggiungere il titolo accademico con curriculum didattici molto differenti.
Marco

vedi anche:

Tariffe di avvocati e architetti nel mirino Ue

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L’Antitrust: professionisti troppo cari

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data pubblicazione: martedì 27 dicembre 2005
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