MAXXI, in arrivo 10 milioni di euro

decreto legge approvato dal Governo

DECRETO LEGGE - Dieci milioni di euro per il Maxxi

Arrivano nuovi fondi per il Maxxi: dieci milioni di euro. Il decreto legge, che contiene la norma di finanziamento, è stato approvato ieri dal Consiglio dei ministri. «Riceve così una prima risposta, ancora insufficiente ma tempestiva ed efficace la preoccupazione espressa in modo nemmeno tanto velato da una parte della stampa oltre che dall'architetto Zaha Hadid sulla possibilità che l'opera non potesse essere proseguita per mancanza di fondi - è scritto in una nota del ministero dei Beni culturali -. Il ministro Buttiglione si era impegnato nella recente visita al cantiere ad assicurare il finanziamento necessario alla continuazione dell'opera: anche questo impegno è stato onorato».

 

dal Corriere della sera del 30.12.05


MAXXI, in arrivo 10 milioni di euro 

Il decreto legge «misure urgenti in materia di organizzazione e finanziamento della pubblica amministrazione» contiene una norma di finanziamento per dieci milioni di euro del Centro per la documentazione e valorizzazione delle arti contemporanee (usualmente chiamato Maxxi). Lo spiega una nota del Ministero dei beni e delle attività culturali, che ne commenta l'approvazione da parte del Consiglio dei ministri.

«Riceve così una prima risposta, ancora insufficiente ma tempestiva ed efficace - aggiunge la nota - la preoccupazione espressa in modo nemmeno tanto velato da una parte della stampa oltre che dell'architetto Zaha Hadit sulla possibilità che l'opera non potesse essere proseguita per mancanza di fondi. Il ministro Buttiglione si era impegnato nella recente visita al cantiere ad assicurare il finanziamento necessario alla continuazione dell'opera: anche questo impegno è stato onorato con il decreto legge odierno».

 

da Il Messaggero del 30.12.05


Maxxi - Dieci milioni di euro approvati dal governo

Un finanziamento di dieci milioni di euro per la realizzazione del Centro per la documentazione e valorizzazione delle arti contemporanee (usualmente chiamato Maxxi). Lo contiene il decreto legge sulle misure urgenti in materia di organizzazione e finanziamento della pubblica amministrazione, approvato ieri dal Consiglio dei ministri.

 

dal La Repubblica del 30.12.05


GRANDI OPERE - Maxxi, lavori a rilento Zaha Hadid nel cantiere delusa per i ritardi
I lavori per realizzare il Maxxi, il nuovo museo di arte contemporanea, vanno a rilento per la scarsità dei finanziamenti ministeriali. È emerso ieri durante il sopralluogo del ministro Buttiglione e dell’autrice del progetto, l’anglo-irachena Zaha Hadid. L’architetto si è mostrata delusa per i ritardi, paragonando il Maxxi al Museo di Wolfsburg, avviato negli stessi giorni ma inaugurato da sei mesi. Sopralluogo con il ministro Buttiglione. I soldi arrivano con il contagocce.

Il ministro Rocco Buttiglione si fa scusare il ritardo con un languido baciamano. «Nice to meet you » aggiunge con un sorriso il titolare dei Beni culturali. E nota compiaciuto (sempre in inglese): «Il cantiere procede». Zaha Hadid, la progettista londinese d’origini irachene ormai divenuta una «archistar» internazionale, non si fa intimidire: «Slowly (lentamente)». Così ha inizio la visita del ministro e della architetto ai lavori per la realizzazione del Maxxi, il museo dell’arte del XXI secolo, in corso in via Guido Reni.

È stato il Darc (Dipartimento per l’arte e l’architettura contemporanee guidato da Pio Baldi) a creare le condizioni di un incontro pensato proprio per spingere il governo (ma il ministro delle Infrastrutture, Lunardi, non c’era) ad aprire la borsa. Il problema centrale del cantiere del Maxxi, avviato nel marzo 2003 e giunto solo ad un quarto dell’opera (non al 30% indicato ufficialmente), è il rubinetto finanziario. Ormai parecchi anni fa fu fatta una legge per finanziare l’opera: 110 miliardi di lire. È arrivato l’euro e la stretta dei finanziamenti. Claudio Navarra e Claudio Cerasi, gli appaltatori, si lamentano: «I soldi arrivano col contagocce. Noi firmiamo contratti con i fornitori ma spesso non rientriamo con il ministero erogatore. Così non si può lavorare».

Mentre Buttiglione è inerpicato su scale vertiginose ad ascoltare le spiegazioni dell’ingegnere Marco Odoardi, direttore tecnico, la Hadid resta sotto la pressione di giornalisti e fotografi che vedono giustamente nell’architetto il personaggio da seguire. Al termine della visita, risultata così un po’ sbrindellata, il ministro cerca di trasferire sul collega assente (volutamente, per evitare imbarazzi?) la responsabilità della negligenza finanziaria che colpisce il Maxxi e su «difficoltà tecniche» i ritardi del cantiere. Il suo ministero, spiega, non può che auspicare che gli impegni vengano onorati e che tutto abbia buon fine. La non dissimulata protesta di Navarra, capelli bianchi, cappotto di cammello e viso paonazzo di rabbia, induce Buttiglione a testimoniare pubblica stima «per i costruttori» e spinge Zaha, borsetta golden di Prada, giacca di raso verde e gilet di pelo misterioso, a solidarizzare ai microfoni della conferenza stampa con chi sta realizzando il suo progetto.

Buttiglione non si risparmia in elogi verso il futuro museo, «che sarà esso stesso un’opera d’arte» esaltando la sua storica funzione di vetrina d’eccellenza dell’arte contemporanea italiana. Il ministro dice di «tenere moltissimo» alla sua realizzazione ed ammette i problemi finanziari. Rivolgendosi alla dirigente delle Infrastrutture che sostituisce Lunardi esorta alla «collaborazione» per il buon fine dell’iniziativa. Finora sono stati spesi 20 milioni di euro ma ne occorrono ancora una sessantina. Senza neppure sapere quanti soldi verranno erogati nel 2006 (e quindi quale andamento potrà avere il cantiere nei prossimi mesi) viene annunciato tuttavia che «il museo sarà consegnato entro il dicembre 07». Se andasse così, il ritardo sarà di quasi due anni.

La Hadid, sorridente e spietata (si era intuito dopo il baciamano del ministro) nello spiegare con proiezioni la propria linea progettuale trova modo di confrontare lo stupendo Phaeno Science Center di Wolfsburg (Germania) al Maxxi. E sottolinea, rivolta a Buttiglione: sono due edifici molto simili, i lavori sono iniziati negli stessi giorni e il Phaeno è stato inaugurato sei mesi fa. Il ministro sembra scomodo nella posizione dell’accusato - rappresenta pur sempre il governo - ritenendosi innocente. E dice di «contare sulla sensibilità del ministero delle Infrastrutture per la realizzazione di questa grande opera. Dobbiamo darci tutti da fare - aggiunge - per utilizzare le risorse disponibili. In ogni caso, chi ha preso un impegno deve farne poi fronte». Lo scaricabarile è all’orizzonte.

Zaha, cortese ma tosta, è abituata ai grandi scenari internazionali. Ha cantieri in Spagna, Germania, in Italia da Milano a Salerno. Opere in Usa, GB, dappertutto. Dichiara «interesse» per il Guggenheim di Bilbao (Frank O.Gehry) e sottolinea le difficoltà di progettare in grande. Quanto a Roma, «è necessario bilanciare il vecchio con il nuovo, contestualizzare». La stratificazione dei livelli del futuro Maxxi, dice, viene da un’allusione all’archeologia romana. «La prossima volta che verrò in cantiere - il suo sorriso è una sfida - spero di trovare un sensibile avanzamento dei lavori». Chissà.

 

di Giuseppe Pullara
dal Corriere della sera del 22.12.05


L'allarme della progettista Hadid - Il museo Maxxi in ritardo finiti i soldi per i lavori. Il progetto avviato con una legge ad hoc che però ha poi perso i finanziamenti. Buttiglione: "Li troveremo". Ma l'apertura slitta alla fine del 2007.

Quando sarà terminato sarà il più vasto museo d'Europa, è una delle Grandi Opere messe in cantiere dal governo Berlusconi, è il più importante progetto tra quelli a cui sta lavorando lo studio dell'architetto di fama mondiale Zaha Hadid. Eppure, a quasi tre anni dal via ai lavori, il cantiere di via Guido Reni lascia appena intravedere la struttura avveniristica di quello che sarà il Maxxi, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo: finora è stato realizzato un quarto del lavoro. Mentre un altro progetto di Zaha Hadid, non più difficile né più costoso, iniziato in Germania nello stesso periodo, è stato completato sei mesi fa.

È stata la stessa Hadid a sollevare sommessamente la questione, durante una ricognizione al cantiere fatta dal ministro per i Beni Culturali Rocco Buttiglione. E la risposta è arrivata dal ministro e dalla rappresentante del ministero per le Infrastrutture, Valeria Olivieri: i soldi per l'opera sono finiti e vanno trovati in fretta, anche se, per ora, nessuno sembra mettere in dubbio che i lavori termineranno, forse con qualche mese di ritardo.

«L'opera ha avuto un finanziamento di 80 milioni, 22 dei quali sono già stati spesi. Ora cerchiamo un nuovo finanziamento», ha spiegato la Olivieri. Il problema è che il progetto era stato avviato con una legge ad hoc, che però nella stretta economica ha perso il finanziamento. In parole povere, al momento non ci sono più soldi per questo progetto. Questo a fronte di assicurazioni ribadite anche ieri, sia da Buttiglione che dal ministero per le Infrastrutture, che questi soldi saranno trovati.

Quello che è certo è che per il momento intorno al futuro Maxxi si sono aggregate nuove competenze nel campo dell'edilizia. «Fare questa struttura è come fare una scultura», spiegava ieri uno degli ingegneri della ditta che svolge i lavori. Tutta la costruzione viene fatta con una colata di un particolare tipo di calcestruzzo che permette le linee flessuose delle pareti immaginate dalla Hadid, e che viene prodotto direttamente nel cantiere, mentre per la manodopera sono stati selezionati 70 operai specializzati che devono misurarsi ogni giorno con un innovativo sistema di costruzione, praticamente sconosciuto nel nostro paese. Tutto ciò dovrebbe sfociare, nella seconda metà del 2007, in un museo che sarà un'opera d'arte, colmo a sua volta di opere d'arte. Sempre che i soldi arrivino.

 

di Renata Mambelli
da La Repubblica del 22.12.05


MAXXI ritardi, mini fondi il capolavoro è in affanno

Un architetto superstar. Un progetto unanimemente definito eccezionale, che segna una svolta in una città ricca di tesori architettonici come nessun’altra al mondo. Un ritardo di almeno sei mesi nella sua realizzazione. Un’imbarazzante, per usare un eufemismo, disponibilità di fondi per terminarlo. E un Belpaese senz’altro bellissimo ma che può anche essere irritante, molto irritante.

L’architetto è Zaha Hadid, anglo-irachena famosa in tutto il mondo per l’audacia innovativa delle sue opere, prima donna ad essersi imposta su una scena internazionale sempre dominata dagli uomini. Il progetto è il MAXXI Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo, che esporrà finalmente il meglio dell’arte contemporanea nella sede per eccellenza di quella classica. Il ritardo va misurato su una tabella di marcia che finora ha consentito la realizzazione del 30 per cento dei lavori, frenati da mille problemi, soprattutto economici. Quanto alla disponibilità di fondi, i conti sono chiari e semplici: il progetto Hadid necessita di 80 milioni di euro, ne sono stati utilizzati 22 e, così, ne mancano 58 il cui destino è assai incerto...

«Spero di finire in due anni, credo che ora i lavori andranno avanti più velocemente», ha detto Zaha Hadid, visitando ieri il cantiere con il ministro per i Beni e le Attività Culturali Rocco Buttiglione. Lo slittamento del termine previsto per il completamento dell'opera, fissato in un primo tempo per il 2006, tocca infatti quello della seconda metà del 2007. Ma, per quanto (come ha riconosciuto lo stesso Buttiglione) Hadid non ha voluto lamentarsi dei ritardi, di cui l’architetto anglo-irachena non ha attribuito alcuna colpa all’impresa che li sta eseguendo («con loro abbiamo lavorato bene», ha voluto precisare), è difficile evitare un forte disagio quando, nel corso della conferenza stampa di presentazione, mostra le immagini del Centro per la Scienza di Wolfsburg, in Germania. Perché il Centro, aperto sei mesi fa, è stato iniziato nello stesso mese in cui partiva il cantiere del MAXXI e, come se non bastasse, è molto simile a quello del museo di Roma...

Sul problema dei fondi, Buttiglione è stato deciso. «Noi abbiamo la responsabilità culturale - ha detto - mentre quella economica è del Ministero per le Infrastrutture che se la assunse al momento del varo dell’opera e che, peraltro, di fronte a una Finanziaria molto rigorosa, ha meno problemi di noi». Al suo fianco, Valeria Olivieri, direttore generale del S.I.I.T. Lazio Abruzzo e Sardegna del Ministero per le Infrastrutture, non lo ha contraddetto puntualizzando: «Cerchiamo i finanziamenti per il 2006, sapremo fra qualche giorno quale sarà il loro ammontare. Il nostro impegno è quello di rispettare il termine di fine 2007».

Ma c’è stato, secondo la Olivieri, un altro non trascurabile problema: «Le difficoltà operative iniziali sono derivate anche dal fatto che il progetto della Hadid è molto complesso e inedito per l’Italia». Quello del MAXXI «è il più grande cantiere in azione a Roma», ha precisato Pio Baldi, direttore della DARC Direzione Generale per l'architettura e le arti contemporanee del Ministero per i Beni Culturali, «ed è ad altissima tecnologia: cemento, vetro e ferro non sono mai stati utilizzati in questo modo. Le mura esterne degli edifici sono infatti realizzate in cemento a vista attraverso un procedimento che prevede la colata in speciali strutture, e le maestranze impiegate hanno dovuto essere istruite per questo nuovo genere di costruzione». Bene, questi ostacoli sono stati superati. Rimane la spada di Damocle dei fondi: un’incertezza inammissibile se vorremo davvero mantenere un impegno che darà a Roma un’opera contemporanea degna del suo status di città d’arte unica al mondo.

IL PROGETTO  - Il movimento: idea guida per spazi espositivi variegati 
«Questo è il progetto più importante a cui il mio studio sta lavorando», ha dichiarato Zaha Hadid, «e spero di poterlo vedere andare avanti e completarsi. L'idea che è alla base del progetto è quella di movimento, un movimento generato da linee di forza che, sovrapponendosi, creano diversi livelli. Lo stesso sito, con la sua forma a L, suggerisce e scaturisce queste linee di forza, dando vita a spazi interni ed esterni che si intersecano, senza rinunciare alla robustezza dell'edificio. Le linee si incontrano in maniera sempre diversa generando spazi espositivi variegati e utilizzabili in maniera diversa».

Considerata uno dei massimi architetti contemporanei, esponente di spicco del decostruttivismo, Hadid ha dedicato grande attenzione nel suo lavoro progettuale alle idee di flusso, di campi di forza e di movimento, in perfetta sintonia con i contributi dell’informatica e della fisica moderna. E’ stata premiata nel 2004 con il Pritzker, considerato il Nobel dell’architettura. I suoi progetti più importanti sono il Vitra Fire Station e LFone Pavillion in Germania, il Centro d’arte contemporanea di Cincinnati e l’ampliamento del Museo Ordrupgaard a Copenaghen.

 

di Massimo Di Forti
da Il Messaggero del 22.12.05

 

invia la tua opinione!


 


Commenti

10/02/2006 01.44: la maxxi discarica
avete mai pensato dove siano finiti i detriti della caserma demolita per far posto al maxxi? Grazie all'Ufficio Giardini e a qualche amministratore "illuminato", i materiali di risulta della caserma hanno oscenamente colmato una valle bellissima a Serpentara (Roma Nord), che era anche tutelata dal Piano Paesistico.
massimo viggiani

vedi anche:

MAXXI meraviglia a rischio

La nuova scomessa dell'architettura romana

«La Città Eterna? Rendiamola contemporanea»

Intervista a Kjetil Trædal Thorsen

Maxxi, grande opera senza fondi

A rischio il cantiere di via Reni

Il Maxxi avanza verso il 2007

e non rallenta in curva

Una rete tra i musei del mondo

Centre Pompidou-Maxxi

Un museo per l’arte del nuovo secolo

Intervista a Paolo Colombo, direttore del «MAXXI»

Zaha Hadid prima donna del Pritzker

un articolo di Francesco Dal Co


data pubblicazione: domenica 8 gennaio 2006
iscriviti alle newsletter dell'Ordine feed RSS

Architettura sul web MAXXI, in arrivo 10 milioni di euro