La Regione dà a Roma tutti i poteri

Nuovo Piano Regolatore

URBANISTICA  - Piano regolatore la Regione dà a Roma tutti i poteri.

Pochi articoli di legge che possono davvero snellire le procedure urbanistiche della Capitale. Una piccola, grande rivoluzione, col nuovo Piano regolatore di Roma in via di completamento. Ieri la giunta regionale ha dato il via libera alla proposta di legge sulle deleghe urbanistiche al Campidoglio e a tutti i Comuni laziali. Serve a «semplificare e decentrare le procedure e le competenze per l'approvazione sia dei Piani regolatori generali, e loro varianti, sia dei Piani territoriali generali».

Nella sostanza, per la prima volta nella storia della Capitale e di tutti gli altri 378 comuni laziali, i singoli Comuni, inclusa Roma, non dovranno attendere una media di cinque, sei persino dieci anni prima di vedere approvate dalla Regione le manovre urbanistiche del proprio territorio. Nel caso della capitale, ad esempio, dal giorno successivo in cui il consiglio comunale darà il via libera al complesso "corpus" delle controdeduzioni del nuovo Prg, il sindaco e il presidente della Regione potrà convocare la cosiddetta "conferenza di coo-programmazione" e da quel momento il nuovo Piano, ed è questa la principale novità, dovrà essere approvato in tempi certi, "non oltre i 150 giorni" dalla prima conferenza. Spiega Massimo Pompili, il diessino assessore all'Urbanistica: «Negli uffici ho trovato piani urbanistici che giacevano anche da dieci anni. Arretrati assurdi. Ho velocizzato quanto più possibile, in sei mesi abbiamo approvato circa 120 manovre urbanistiche locali. Ma il punto non era solo correre, serviva una riforma più profonda per interrompere la tortuosa filiera della burocrazia e dare poteri al decentramento».

Ed ecco la sua nuova legge, per ora collegata alla Finanziaria regionale fino all'ok definitivo. Cosa cambia per Roma? Una volta che il consiglio comunale avrà deliberato le sue "controdeduzioni" entro aprile (ma col dubbio di tempi più lunghi, in vista delle Comunali di primavera) potrà scattare il nuovo meccanismo del conto alla rovescia dei 150 giorni. Ancora Pompili: «Dopo gli anni bui della destra in Regione, riconosciamo di nuovo a Roma la dignità di Capitale. E alzano la testa anche gli altri comuni del Lazio».

 

di Simona Casalini
da La Repubblica del 18.01.06


URBANISTICA  - È stata approvata dalla Giunta regionale la proposta di legge su deleghe urbanistiche al Comune, alle Province e ai Comuni.

La normativa semplifica e decentra le procedure e le competenze per l'approvazione sia dei Piani regolatori generali e varianti, sia dei Piani territoriali provinciali generali.

 

da Il Messaggero del 18.01.06


Prg a rischio, 12 mila intoppi in vista. Lo strumento urbanistico potrebbe slittare al dopo elezioni per lo sbarramento dell’opposizione. Marchi, An: «Vogliamo ridiscutere tutte le osservazioni al Piano regolatore». La reazione dell’assessore all’Urbanistica, Roberto Morassut, è immediata: «An non trova di meglio che ritardare l’arrivo di regole per tutti, alimentando di fatto abusivismo e speculazioni». I costruttori chiedono certezze: «Il nuovo Prg della città deve, in ogni caso, essere approvato entro la fine del 2006». Morassut: «Ostruzionismo che aiuta gli speculatori».

L’approvazione del Piano regolatore di Roma potrebbe slittare a dopo le elezioni. An ha intenzione di esaminare in Commissione tutte le 12 mila «deduzioni», anche quelle già giudicate «inammissibili» dalla giunta: troppe, forse, per chiudere la partita prima delle amministrative. Il capogruppo di An in consiglio comunale, Sergio Marchi, conferma: «Non ci sono i tempi, i Municipi devono avere il Prg per un altro mese e noi vogliamo discutere in commissione urbanistica tutte le 12 mila osservazioni, anche quelle giudicate inammissibili dalla giunta».

La reazione dell’assessore all’Urbanistica, Roberto Morassut, è con tono di voce calmo ma concetti durissimi: «An non trova di meglio che ritardare l’arrivo di regole per tutti, alimentando di fatto abusivismo e speculazioni. Evidentemente quel partito non ha compreso le lezioni impartite dall’elettorato romano, e continua a fare sempre la stessa cosa, ostacolare». Dopo un lavoro di anni, quasi dodicimila «osservazioni», e un «piano da 40 miliardi di investimenti - come disse Veltroni a dicembre - in grado di creare 500 mila posti di lavoro in dieci anni»: adesso, l’obiettivo di veder nascere la normativa che stabilirà come e dove crescerà Roma, rischia di essere rimandata. Come detto, a dopo le elezioni. Ecco perché: «Non ci sono i tempi, i Municipi devono avere il Prg per un altro mese e noi vogliamo discutere in commissione urbanistica tutte le 12 mila osservazioni, anche quelle giudicate inammissibili dalla Giunta», dice il capogruppo di An in consiglio comunale, Sergio Marchi. Ma la risposta della maggioranza è immediata: «Domani inizieremo l’esame in commissione - dice Silvio Di Francia - e verificheremo i tempi, che comunque ci sono. Questi signori comunque sembrano disinteressati alle regole che il piano regolatore rappresenta. Piuttosto, sembrano voler obbedire al diktat di Alemanno». Il ministro e candidato sindaco, sul Corriere di martedì, era stato chiaro: «Dobbiamo contrastare Veltroni con i fatti, ad esempio dobbiamo fare in modo che il Prg non sia approvato entro questa legislatura». Nel breve volgere di ventiquattr’ore, la speranza di Alemanno sembra diventare realtà: «Non ci sono tempi per un lavoro serio», dice Marchi. E il Prg di Roma, così, rischia di slittare.

«Non vorrei che si confondesse: questo non è ostruzionismo - dice Marchi - il discorso è legato ai tempi. I Municipi hanno avuto, tolta la pausa natalizia, due settimane per esaminare il Prg. Noi chiediamo un mese in più. E se anche non fosse concesso, la Commissione, che comincerebbe a lavorare ai primi di febbraio, dovrebbe esaminare dodicimila osservazioni in meno di un mese, visto che poi il consiglio si scioglierà. Anche lavorando dieci ore al giorno, sembra impossibile riuscire a completare il lavoro». Ma di osservazioni non ne erano rimaste molte meno? «Sì, perché il 54 per cento sono state giudicate inammissibili dalla Giunta. Ma noi vogliamo esaminare anche quelle, proprio per garantire i cittadini».

L’assessore Morassut sorride: «È evidente, al di là delle parole, che si tratta di ostruzionismo. Ma il Piano regolatore sarà controdedotto e approvato. L’ostruzionismo non sarà che un vano e disperato tentativo di ritardare un processo giusto e irreversibile». Che, da anni, aspetta di essere completato.

 

di Alessandro Capponi
dal Corriere della sera del 12.01.06


I COSTRUTTORI - «Ma la cosa più importante è la scadenza di fine d’anno». Silvano Susi: «Ognuno è libero di contribuire al dibattito. Purché si faccia in maniera "costruttiva"».

 

Il nuovo piano regolatore? Prevede 65 milioni di metri cubi, con possibilità di oltre 16 miliardi di euro di investimenti nelle costruzioni. Ancora: lavoro per 350 mila addetti, circa 35 mila l’anno. Nuove soluzioni per l’emergenza casa e una boccata di ossigeno per l’economia perchè l’edilizia rappresenta il 27% del Pil del Lazio. «Non ne hanno quindi bisogno solo i costruttori, ma tutta la città e tutti i romani», dice Silvano Susi. Il presidente dell’Acer, l’associazione romana dei costruttori, guarda con un po’ di disincanto all’idea di migliaia di emendamenti e di ostruzionismo da parte dell’opposizione nell’aula di Giulio Cesare sulla nuova carta della città.

  • Non la preocupa l’ipotesi che l’approvazione del PRG da parte del consiglio comunale possa slittare alla prossima consigliatura?
    «Tutti sanno che il precedente "Piano" è vecchio ormai di oltre 40 anni. E quindi è opportuno e indispensabile varare il nuovo. Tutta la città, infatti, ha bisogno di regole certe, ed in particolare del nuovo piano regolatore che è la "Carta costituzionale" del nostro territorio».
  • Allora è grave non approvarlo con rapidità?
    «L’importante non è il momento finale della discussione nell’aula di Giulio Cesare, ma la sua defintiva approvazione, che come il sindaco Walter Veltroni ha più volte dichiarato deve avvenire entro la fine di quest’anno».
  • Ma se la discussione slitta alla prossima consigliatura i tempi diventano più stretti.
    «L’iter tecnico si deve sviluppare entro un periodo che comprenda la rielezione del sindaco, il rinnovo del consiglio comunale e del governo della città. Ma ripeto per noi l’importante è che la scadenza della fine di quest’anno venga rispettata, comprendendo anche i passaggi con la Regione».
  • E quali sono i passaggi necessari con la Regione?
    «Dal momento in cui il "Piano" è approvato la documentazione passa dal Comune alla Regione. Poi entro 30 giorni il sindaco, d’intesa con la Pisana, deve convocare la Conferenza di co-pianificazione. E da quel momento devono trascorrere altri 120 giorni perchè l’iter sia concluso. Da parte sua la Regione sta discutendo, ma non ha ancora approvato, un disegno di legge per semplificare le procedure urbanistiche: non, però, per variare le competenze in relazione alla definitiva approvazione del piano».
  • Cosa potrebbe accadere qualora il Piano regolatore non venga approvato entro il 2006?
    «Che tutta una serie di strumenti innovativi del Piano regolatore, come le "multicentralità", per cui la città non è più mono-centrica, ma vi sono una nuova serie di centralità, come La Romanina o Acilia, nonchè le norme sulla demolizione-ricostruzione, che riguardano la parte consolidata della capitale, non potrebbero entrare in fuzione».
  • Si parla di migliaia di emendamenti: che ne pensa?
    «Naturalmente ognuno è libero di contribuire al dibattito nel modo che ritiene più opportuno. Purchè si faccia in maniera "costruttiva". Io ricordo solo che le osservazioni al piano di tutti i cittadini romani sono ottomila. Superare questa cifra sarebbe forse esagerato. E per noi costruttori, ad esempio, le deduzioni sono nell’ordine di qualche decina».
  • Allora?
    «Allora il mandato che i cittadini hanno dato ai consiglieri comunali è quello di lavorare nell’interesse della città. E sono convinto che questo è quello che l’aula di Giulio Cesare farà».

 

di Lilli Garrone
dal Corriere della sera del 12.01.06

 

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data pubblicazione: giovedì 19 gennaio 2006
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