Nuovo allarme per il Maxxi

Cantiere fermo, un danno all'arte e alla città

Musei - Allarme per il Maxxi - Bettini e Melandri: stanziare subito 15 milioni di euro. Il ministro Buttiglione replica: non si possono usare i fondi del lotto.

Nuovo allarme per il Maxxi (museo nazionale per le arti contemporanee). A lanciare l’appello per un rifinanziamento del cantiere sono stati ieri mattina Giovanna Melandri, capolista dei Ds nell’Ulivo, e Goffredo Bettini, presidente dell’Auditorium Musica per Roma, nel corso di una conferenza stampa. La proposta dei due esponenti diessini è questa: destinare al museo 15 dei 66 milioni di euro dei proventi del lotto che proprio in queste ore sono oggetto di ridefinizione da parte del ministro dei Beni culturali Rocco Buttiglione. I 15 milioni si sommerebbero ai 10 dei quali è già prevista l’approvazione per il Maxxi, il 14 marzo, dal Senato.

La somma dei due finanziamenti consentirebbe, secondo Bettini e Melandri, di far lavorare il cantiere per un anno «in tranquillità». La storia del Maxxi comincia nel 1997 quando il ministro della Difesa Beniamino Andreatta cede al ministro dei Beni culturali Walter Veltroni l’area delle ex caserme di via Guido Reni. Due anni dopo è ministro dei Beni culturali Giovanna Melandri, che prevede la realizzazione, insieme al ministero dei Lavori pubblici, di un museo di arte contemporanea e bandisce un concorso internazionale per il progetto che viene vinto dall’architetto anglo-irachena Zaha Hadid. Nel febbraio 2001 partono i lavori che avrebbero dovuto concludersi nel primo semestre del 2006. In realtà ne sono stati realizzati soltanto il 25-30 per cento. Secondo la Melandri, per colpa del ministro Giuliano Urbani, che avrebbe bloccato il cantiere per due anni.

L’esponente diessina aggiunge che il costo complessivo dell’opera è di oltre 83 milioni di euro, di cui 69 per i lavori e i restanti per il funzionamento della struttura. Fino ad ora, sostiene Melandri, ne sono stati stanziati solo 22. E aggiunge: «Vogliamo lanciare un allarme grave e avanzare una proposta al governo uscente, che proprio ieri ha approvato alla Camera un decreto che stanzia 10 milioni di euro per l’avanzamento dei lavori del museo. Tale cifra consentirà di non bloccare il cantiere, ma solo fino a luglio».

Per Bettini si tratta «di un cazzotto alla ricostruzione del tessuto urbano del Flaminio, progettato per diventare l’asse attrezzato della cultura, quindi il definanziamento o i finanziamenti a goccioline del cantiere hanno una ricaduta drammatica anche sull’urbanistica della città».

Sull’invito a destinare al museo una cifra maggiore della quota derivante dalle estrazioni del lotto, ha subito risposto il ministro Rocco Buttiglione: «I fondi del lotto sono destinati a progetti specifici, mentre il Maxxi, in base a disposizioni che proprio l’onorevole Melandri dovrebbe essere la prima a conoscere, è finanziato come una "grande opera" ed i capitoli di spesa fanno capo al ministero per le Infrastrutture. È un po’ come chiedere al ministero dei Beni culturali di finanziare un’opera meritoria come potrebbe essere quella di un traforo che, invece, rientra nelle competenze delle "grandi opere"» E aggiunge: «Sono il primo a volere il completamento dei lavori per il Maxxi, tanto è vero che nonostante i tagli alla finanziaria sono riuscito a stanziare 10 milioni di euro che servono a far fronte alle urgenze immediate, ma non posso sottrarre ai beni culturali, a cui sono destinati, i fondi del lotto».

 

di Lauretta Colonnelli
dal Corriere della sera del 10.03.06


"Dal Lotto 15 milioni per il Maxxi". I Ds: "Così Buttiglione può trovare i fondi per il museo". Giovanna Melandri e Goffredo Bettini: "Cantiere fermo, un danno all'arte e alla città".  "I ritardi, uno schiaffo al rilancio dell´area Cancellato anche l´Audiovisivo all'Eur".  Il ministro: "Dipende da Lunardi".

Stornare 15 dei 66 milioni del Lotto. E versarli nelle esangui casse del gigantesco cantiere del Maxxi. I cui lavori languono da mesi in via Guido Reni. È la richiesta che Giovanna Melandri e Goffredo Bettini hanno fatto al ministro dei Beni culturali, Rocco Buttiglione, impegnato a riprogrammare i finanziamenti del gioco Lotto dopo la revoca decisa il 26 gennaio.

«Da 5 anni il governo taglia i fondi che stanziammo nel 1999 per la costruzione del museo di Zaha Hadid», dichiara l'ex ministro, ai Beni culturali quando furono impegnati i primi 60 milioni per il nuovo centro dell'arte contemporanea e fu bandito il concorso internazionale. «Il cantiere, altamente tecnologico, è quasi fermo - denuncia Melandri - e le strutture rischiano un irreversibile deperimento: così si fa un danno enorme al sistema dell'arte contemporanea europea».

I guasti sul piano locale sono evidenziati da Bettini, presidente della Fondazione Musica per Roma: «Solo il 25% del museo è stato completato, di questo passo ci vorranno altri 20 anni. E questo ritardo è un cazzotto al rilancio urbanistico del quartiere che, attraverso il Ponte della Musica, deve diventare un polo cittadino tra cultura e sport, tra Auditorium, Maxxi e Foro Italico».
Per adesso sono stati spesi circa 22 milioni. Ne mancano almeno 60 per raggiungere gli 83 previsti nel 1999.

«Sono il primo a volere il completamento del Maxxi - è la risposta di Buttiglione - tanto è vero che, nonostante i tagli della Finanziaria, sono riuscito a far stanziare 10 milioni di euro» (sui quali s'attende il sì del Senato per il 14 marzo). Ma sul Lotto Buttiglione gira la patata bollente al collega Lunardi: «Il Maxxi è finanziato come una "Grande opera" e i capitoli relativi di spesa fanno capo al ministero per le Infrastrutture. Non facciamo confusione. Piuttosto, lavoriamo insieme perché le opere come il Maxxi possano essere sostenute al momento opportuno da tutti». Di un «impegno che vada al di là degli schieramenti politici», parla del resto Bettini. E se lo sforzo bipartisan non bastasse? «Rifinanzieremo il cantiere quando andremo al governo», è la promessa di Bettini.

«Trovo triste che Buttiglione si sia lavato le mani del Maxxi, progetto che fin dall'inizio si è basato sulla collaborazione tra i ministeri delle Infrastrutture e dei Beni culturali» è la controreplica della Melandri. Che ricorda come i tagli del governo Berlusconi abbiano mandato in fumo un altro museo immaginato dal centrosinistra per Roma: «sì, il museo dell'Audiovisivo previsto al Colosseo quadrato all'Eur».

 

di Carlo Alberto Bucci
da La Repubblica del 10.03.06


Il Maxxi rischia di rimanere a secco

Il Maxxi rischia di rimanere a secco. Che vuol dire cantiere chiuso, operai a casa, ingegneri e geometri impiegati altrove, struttura destinata ad un progressivo e lento deterioramento. Ruggine.

È il rischio che secondo i deputati ds Goffredo Bettini e Giovanna Melandri corre il Museo di Arte contemporanea di via Guido Reni, al Flaminio. Un’opera di grande architettura che porta la firma di Zaha Hadid. «La maggioranza deciderà il prossimo 14 marzo se finanziare con 10 milioni il proseguimento dei lavori, ma quei soldi comunque basterebbero solo fino a luglio, chiediamo al ministro Buttiglione di destinare altri 15 milioni di euro, servirebbero a far continuare i lavori per un altro anno».

Dove prenderli? I due deputati non hanno dubbi: «Il ministro ricorra agli introiti del lotto, 66 milioni di euro che stanno per essere ripartiti».

Si tratta di un cantiere altamente tecnologico (anche ieri sono venuti a visitarlo esperti e studenti). Un eventuale nuovo stop metterebbe a rischio i lavori fatti finora. In base ai dati elencati da Bettini e Melandri, rispettivamente presidente di Musica per Roma ed ex ministro ai Beni culturali, l’attuale avanzamento dei lavori si aggira intorno al 25/30%. Mancano 40 milioni di euro per completare l’opera e circa 15 milioni per far funzionare il Museo.

La storia del Maxxi iniziò nel 1997 quando l’allora ministro ai Beni culturali Walter Veltroni ottenne dalla Difesa la cessione di un’area di tre ettari al quartiere Flaminio compresa tra via Guido Reni, via Masaccio e via Pinturicchio. D’allora si è andati avanti a singhiozzo. Nel biennio 2001-2003, prosciugati i fondi, il cantiere si bloccò. «Non è mai stato a pieno regime - conferma Bettini - in questi anni hanno lavorato 80 operai contro i 150 previsti. È un cazzotto alla ricostruzione del tessuto urbano del Flaminio progettato per diventare l’asse attrezzato della cultura».

E Buttiglione? Il ministro ha deluso le aspettative dei due deputati: «I fondi del lotto sono destinati a progetti specifici, mentre per il Maxxi sono previsti quelli per le grandi opere, sono il primo a volere il completamento dei lavori per il Maxxi, tanto è vero che nonostante i tagli della finanziaria, sono riuscito a far stanziare 10 milioni di euro per le urgenze immediate».

Che ne pensa di utilizzare i fondi del lotto? «Sono già destinati a progetti specifici - ha risposto Buttiglione - mentre il Maxxi in base a disposizioni che proprio l'onorevole Melandri dovrebbe essere la prima a conoscere, è finanziato come una grande opera ed i capitoli relativi di spesa fanno capo al ministero per le Infrastrutture. È un po’ come chiedere al ministero dei Beni culturali di finanziare un'opera meritoria come potrebbe essere quella di un traforo».

E la Melandri: « Trovo veramente triste che il ministro si sia pubblicamente lavato le mani del Maxxi, progetto che fin dall'inizio si è basato sulla collaborazione tra ministero delle Infrastrutture e Beni culturali».

 

di Claudio Marincola
da Il Messaggero del 10.03.06

 

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Commenti

11/03/2006 10:37: 9-aprile-2006
Non vedo il problema: è scontato che la sinistra andrà al governo e saprà di certo trovare i soldi necessari come per altro, per tutto quello che sta promettendo.....fino a luglio i 10 milioni stanziati bastano no? poi potranno chiedere ai loro prodi-ghi amici il resto, inutile polemizzare ora col governo uscente. D'altra parte ci ricordiamo tutti (ahimé) che col governo Amato di sinistra, quando sono serviti i soldi, non hanno fatto una grinza a prenderli direttamente dal conto corrente ( e nemmeno sono scesi in piazza i sindacati tanto sensibili ad aumenti di 50-100 euro ... eppure i loro "poveri" conti sono stati alleggeriti invece che esentati visto il basso reddito). In ogni caso a rimetterci è come sempre l'Architettura e la Città. Saluti
arch. Claudio Flabiano

vedi anche:

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data pubblicazione: sabato 11 marzo 2006
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