Prg, la città nuova nasce nella notte
Maratona nell'aula Giulio Cesare
CAMPIDOGLIO - Nella notte della storia ecco il Piano regolatore. Maratona nell’aula Giulio Cesare per il Piano regolatore. Drastica riduzione per il cemento, sì alla rete ecologica.
Il momento storico è arrivato in nottata: con il voto favorevole di tutto il centrosinistra (contrari Alleanza nazionale, Forza Italia e Udc) il Consiglio comunale ha approvato il quinto Piano regolatore generale della sua storia. Il senso di un evento speciale per la città è nelle parole di molti esponenti dell’Ulivo che parlano di «evento epocale per la città». A 40 anni di distanza dall’ultimo Prg e a quasi cento dal Piano del sindaco Nathan.
Nella storia della capitale quello approvato in nottata dal Consiglio comunale è il quinto Piano regolatore generale, cioè lo strumento urbanistico destinato a disegnare lo sviluppo edilizio e territoriale dei prossimi decenni. Basta forse solo questo per rendere solenne ed emozionante un momento atteso da molti anni e che sarà di certo ricordato, finendo probabilmente nei libri di storia. A distanza di 40 anni dall’ultimo Piano regolatore adottato, e addirittura a quasi 100 da quello presentato in Consiglio con il sindaco Ernesto Nathan nel 1909. Dopo 3 anni di lavori nell’aula «Giulio Cesare» e una estenuante maratona (solo ieri oltre 14 ore), il voto finale è arrivato grazie a ritmi record per approvare o respingere alcune migliaia di emendamenti: a favore si è espresso, compatto come non mai, tutto il centrosinistra. Contrari An, Forza Italia e Udc.
Grande soddisfazione dal sindaco Veltroni, sorridente e commosso. «Si tratta di un evento epocale, non solo per i contenuti, ma anche per il metodo», commenta il senatore Esterino Montino, segretario della Federazione Ds di Roma. Per Goffredo Bettini, capolista dei Ds al Senato, «è un fatto storico che rimarrà una delle tappe fondamentali del cammino democratico di Roma».
Il documento urbanistico è frutto anche di una gigantesca mole di osservazioni (oltre 11.500) fatte da municipi, associazioni e comitati cittadini. Molte di queste modifiche sono state accolte, e la scelta della partecipazione si è rivelata alla fine vincente. Come, del resto, gli incontri con l’opposizione, che hanno permesso di evitare un ostruzionismo dannoso soprattutto per la città. E il taglio di tre milioni di metri cubi di cemento nelle zone periferiche di Acilia, Romanina e Torre Spaccata, chiesto a gran voce dal mondo ambientalista, ha sciolto gli ultimi dubbi.
«Questo per noi - osserva Silvio Di Francia, coordinatore della maggioranza - è un segnale importante da parte di una città che crede nel futuro. Determinante il fatto che sia stato discusso pubblicamente in Consiglio comunale, di fronte all’opinione pubblica. Vanno ringraziati i comitati, le associazioni, le categorie e i singoli cittadini - aggiunge Di Francia - che hanno prima osservato il piano, poi discusso, promosso tavoli di confronto, obiettato e infine emendato il Prg».
Dalla maggioranza all’opposizione, tutte le forze politiche si sono sentite coinvolte in questo evento che lascerà a lungo il segno nella capitale. Per Patrizia Sentinelli, capogruppo di Prc, «la riduzione delle cubature, la tutela di quasi 500 mila metri quadri di aree agricole, l’approvazione della rete ecologica e l’impegno per la definizione delle aree previste dalla 167, sono andate nella direzione da noi indicata». Sempre dalla maggioranza, la soddisfazione dell’assessore all’Ambiente, Dario Esposito, che sottolinea: «La rete ecologica è uno strumento importantissimo per la pianificazione urbanistica della città che mette sotto tutela lo straordinario patrimonio naturalistico di cui dispone e salvaguarda la biodiversità in ambito urbano».
Il candidato sindaco di Forza Italia, Alfredo Antoniozzi, «prende atto dello sforzo dell’amministrazione comunale» per avere recepito le sue proposte. «Non abbiamo ostacolato l’approvazione del Prg - aggiunge - ma non condividiamo in pieno le scelte fatte». E Antonio Tajani (FI) ribadisce: «Siamo convinti che questa approvazione porterà una nuova apertura e maggior dialogo fra tutte le forze politiche nella prossima consiliatura, dialogo che potrà solo apportare benefici a tutta la cittadinanza». «Miglioramenti sull’emergenza casa» se li attribuisce, invece, Gianfranco Bafundi (Udc) che ha comunque votato contro «perché manca una visione di insieme per il futuro sviluppo armonico della città».
Se Legambiente è molto soddisfatta per la rete ecologica «tassello fondamentale per la salvaguardare la biodiversità», critiche arrivano invece dall’associazione Italia Nostra, che ha definito il piano «inaccettabile»: per la presidente Mirella Belvisi, «il maxiemendamento rende edificabili ulteriori aree agricole ancora intatte, cancella numerose zone destinate al verde pubblico e a servizi di quartiere».
di Francesco Di Frischia - Flavia Fiorentino
dal Corriere della sera del 22.03.06
Ecco come sarà la Roma del futuro. Parchi, nuovi quartieri, metropolitane: piano regolatore al via. La maggioranza: svolta storica. An e FI: voto contrario ma siamo soddisfatti. Rifondazione: una mediazione onorevole. Legambiente: la rete ecologica permetterà la tutela di parchi, fossi e sistema delle acque. Costruttori: è uno strumento fondamentale, che va verso una città multicentrica.
Meno cemento di quel che si temeva, meno polemiche di quel che pareva assicurato: a 97 anni dal precedente della giunta di Ernesto Nathan il consiglio comunale della Capitale ha varato nella notte - salvo imprevisti che al momento di andare in stampa sembrano del tutto scongiurati: anche la seconda parte del maxi emendamento sulla rete ecologica è stata approvata ieri con ampia maggioranza - il suo Piano regolatore nato in un dibattito democratico ampio e non calato dall'alto.
Il nuovo Prg mette d'accordo tutti. Le cubature sono tornate al di sotto dei 64 milioni di metri cubi complessivi previsti nel piano adottato nel 2003, grazie a una manovra che ha visto l´aumento di 1,2 milioni di metri cubi spesi per migliorare le "centralità metropolitane" (erano 2,2 milioni prima del taglio effettuato dal maxi emendamento) compensati con una serie di voci: 800mila metri cubi sono stati risparmiati non concedendo compensazioni ai proprietari delle aree su cui insisterà il parco del Pineto; 250mila metri cubi tagliati cambiando cappello agli 8mila appartamenti di edilizia residenziale pubblica, spostati in un ambito in cui le cubature erano già previste; 100mila metri cubi stralciati dagli ambiti territoriali di Capannelle, Pontina e Tor de Cenci; altri 415mila metri cubi tagliati dalla "sostituzione della città esistente", nella quale sono rimasti 300mila metri cubi per diradamenti e ricostruzioni. Nel complesso, con altre voci di minore impatto, rispetto alle controdeduzioni di giunta sono spariti tre milioni di metri cubi.
Apprezza e festeggia Legambiente: «La rete ecologica è un tassello fondamentale per salvaguardare la biodiversità: averla approvata alla scala 1:10.000 permetterà la tutela integrale di parchi, agro romano, aste fluviali, fossi e sistema delle acque», dice Lorenzo Parlati. E apprezzano anche i costruttori: «È uno strumento fondamentale - dice Silvano Susi, presidente dell'Acer - che contiene idee decisamente interessanti: la Roma multicentrica, con punti di aggregazione sociale nelle periferie, e le norme sul recupero delle aree abusive, sulle demolizioni e le ricostruzioni».
An si è astenuta sui maxi emendamenti e vota contro al complessivo Prg, ma non ha fatto ostruzioni. Rifondazione ha virato a 180 gradi rispetto alle forti opposizioni delle scorse settimane: «L'approvazione della rete ecologica - festeggia oggi Patrizia Sentinelli - è una grande vittoria». Per il coordinatore di maggioranza, Silvio Di Francia, «il piano migliora il saldo ambientale in qualità e in quantità». L'Udc rivendica: «Grazie a noi è migliore riguardo all'emergenza casa». Urla contro solo Italia Nostra: «Continua a essere inaccettabile: rende edificabili aree agricole intatte». E se An sostiene che «un chilometro di cemento di Corviale potrà essere abbattuto e ricostruito», il leader dei Ds Esterino Montino avverte: «Dopo 40 anni Roma avrà il suo nuovo Prg: un evento epocale per i contenuti ma anche per il metodo».
L'INTERVISTA - Dal sì ambientalista al beneplacito dei costruttori: Morassut spiega il "grande consenso". "Una metropoli aperta e integrata con più scelte e occasioni di lavoro".
- Dal "sì" ambientalista al beneplacito dei costruttori, dal dietrofront conciliante dell´ala sinistra capitolina al non ostruzionismo di An. Assessore Morassut, tutti d'accordo... senza mercanteggiare?
«Ci sono stati dibattiti, conflitti e confronti, ma non è mai mancata l'unità della maggioranza sugli obiettivi fondamentali. Né le sostanziali autonomie dal sistema degli interessi, coi quali abbiamo dialogato senza mai rinunciare a un cristallino rispetto delle reciproche funzioni». - È la prima approvazione in consiglio dal 1909.
«Il che dà la cifra della trasparenza usata in questi anni dalla giunta». - Avete disegnato la città del futuro. Come sarà?
«Spero diventerà più facile spostarsi e accedere dall'esterno. Sarà la conquista di una grande libertà, e penso possa contribuire a rendere Roma una città aperta internazionale nel segno di dialogo, pace e grandi eventi». - Tra vent'anni i giovani vi ringrazieranno?
«Sviluppando queste nuove funzioni Roma darà più scelta e più occasioni di lavoro creativo». - Ha il profumo dei sogni...
«Con la nuova fiera, il Centro congressi, la Città dei giovani, la Città delle arti, il palazzo dello sport di Calatrava e la rete dei musei, tra cinque anni ci saranno i vettori di quest´economia che genera possibilità di lavoro». - E le periferie?
«C'è già solidarietà collettiva, spazi e verde ma servono i servizi di qualità e l'integrazione con il sistema ambientale». - Quale sarà la carta vincente di Roma?
«È l´unica città che riuscirà a coniugare la sua storia e il suo sviluppo».
I TOPONIMI - Periferie disegnate da chi le abita
Per 80 nuclei urbani sorti abusivamente negli anni ‘80 e sanati nel '94, i cosiddetti "toponimi", la riqualificazione passa per lo sviluppo dei piani particolareggiati di cui dovranno autonomamente dotarsi: saranno promossi direttamente dai comitati dei cittadini. Tra i toponimi Colle Regillo, Casal Monastero, Fosso Pietroso e Santa Fumia.
AMBIENTE TUTELATO - Tre nuovi parchi agricoli comunali
Agli 87.800 ettari di ambiente tutelato si sono aggiunti 360 ettari di "verde e servizi pubblici" trasformati in "agro romano", dunque integralmente tutelati. Il nuovo prg istituisce i "parchi agricoli comunali" di Casal di Marmo (375 ha), Arrone Galeria (7.883 ha) e Rocca Cencia, 200 ettari al confine con il comune di Monte Compatri.
NUOVE CENTRALITÀ - Meno cemento, più servizi
Il Prg identifica 19 "centralità metropolitane" tra cui Acilia Madonnetta, Romanina e Torre Spaccata, in cui sviluppare la crescita portando servizi di qualità: la cubatura totale è 4,1 milioni di mc contro i 2,9 mln all´adozione nel 2003 e i 5,1 mln delle controdeduzioni di giunta.
LA MOBILITÀ - Le metropolitane oltre il raccordo
Il sistema della mobilità prevede la cura del ferro con l'estensione delle linee della metropolitana alle periferie ma anche i tre passanti e le Ferrovie metropolitane. Poi c'è la circonvallazione interna con l'avvio di uno studio di fattibilità per la galleria tra Nomentana e Appia. Non è previsto, invece, il secondo Gra.
PROGRAMMI INTEGRATI - Privati e pubblico risanano insieme
La città costruita abusivamente prima del piano regolatore del '62 costituisce i "programmi integrati" per il risanamento in cui intervengono insieme i privati e il pubblico: riguarda Torre Maura, Giardinetti, Ottavia, Torre Angela...
LA CITTÀ CONSOLIDATA - Diradamenti e ricostruzioni
La "città consolidata", che si estende per undicimila ettari, è quella dei grandi quartieri popolari realizzati su iniziativa privata con indici di edificabilità altissimi. È il caso di Tiburtino, Prenestino, Marconi o Tuscolano. Sono previsti diradamenti e sostituzioni edilizie. Corviale e Laurentino 38 sono tra i quartieri inseriti dal Prg nella città consolidata.
di Paolo G. Brera
da La Repubblica del 22.03.06
Roma ha il nuovo Piano regolatore: «Regole e partecipazione, ecco il nuovo Prg». In Consiglio comunale maratona notturna per l’approvazione. Tra i cardini della normativa il verde, il policentrismo e la cura del ferro. L’ultima “mappa” era del 1962. Dopo il via libera al secondo maxiemendamento, una lunghissima maratona per approvare il piano regolatore. Veltroni: «Giornata storica». Il sì del Consiglio comunale è arrivato quasi alle tre di notte con xx voti a favorevoli.
Roma ha un nuovo piano regolatore. In nottata, poco dopo le due, il Prg è stato approvato dal consiglio comunale, dopo una lunga maratona. Una «giornata storica» annunciata già in mattinata dal sindaco Walter Veltroni, che aveva salutato «l’inizio speciale della primavera per Roma» e che è stato presente nell’aula Giulio Cesare per buona parte del pomeriggio. Dopo il via libera del consiglio comunale capitolino, ora tocca alla Regione dare il nulla osta definitivo.
La nuova “mappa” della Capitale poggia su cinque punti fondamentali: la tutela del verde, con più di due terzi del territorio comunale soggetto a vincoli; l’ampliamento della Città storica fuori dalle Mura Aureliane; l’idea di una Capitale policentrica, che valorizzi le periferie; lo sviluppo intenso del trasporto su ferro; l’apertura della metropoli al suo hinterland. Alla fine il piano ha incassato i voti favorevoli della sola maggioranza. Ma l’opposizione di centrodestra ha rinunciato all’ostruzionismo, giocando un ruolo costruttivo. Ieri è passato il maxi-emendamento che comprende l’adozione della rete ecologica, che consiste in un sistema di protezione ambientale (fossi, siti di rilevanza ambientale, corsi d’acqua) vincolante per tutto il territorio del Comune di Roma.
Una notte storica. La storia di Roma, certo, scritta dal consiglio comunale che questa notte, poco dopo le due, ha approvato il nuovo Piano regolatore generale della Capitale. Una maratona di 15 ore terminata con le ultime dichiarazioni di voto lette tra volti esausti, cravatte allentate e polsini delle camicie sbottonati. Questo Prg, di cui è padre Giuseppe Carlos Venuti, è il sesto dal 1873, il primo da quarantaquattro anni a questa parte: l’ultimo, redatto da Piccinato, risaliva al 1962. Ma è soprattutto il primo strumento urbanistico votato da un’assemblea cittadina, peraltro dopo un lungo confronto tra i due schieramenti politici e i vari pezzi della città. Una «giornata storica» annunciata già in mattinata dal sindaco Walter Veltroni, che aveva salutato «l’inizio speciale della primavera per Roma» e che è stato presente nell’aula Giulio Cesare per buona parte della maratona. Un tour de force che soltanto ieri è durato oltre 14 ore, escluse le tre di pausa serale - dalle 19,30 alle 22,30 - decise dai capigruppo per dare un po’ di riposo ai consiglieri. Tra i banchi c’era la giunta capitolina al completo, quasi a sancire la solennità del momento.
Acquisito il via libera del consiglio comunale capitolino, ora tocca la Regione dare il nulla osta definitivo, ma non ci saranno problemi. La nuova “mappa” della Capitale è fatta, dopo almeno otto anni di lavoro: un iter cominciato nel ’98 con l’assessore Mimmo Cecchini durante il secondo mandato di Francesco Rutelli. Il piano ha mantenuto quell’idea originaria, con i cinque punti cardinali: la tutela del verde, con più di due terzi del territorio comunale soggetto a vincoli; l’ampliamento della Città storica fuori dalla Mura Aureliane; l’idea di una Capitale policentrica, che valorizzi le periferie; lo sviluppo intenso del trasporto su ferro; l’apertura della metropoli al suo hinterland.
«Oggi vanno ringraziati anche i comitati, le associazioni, le categorie e i singoli cittadini che hanno prima osservato il piano, poi discusso, promosso tavoli di confronto, obiettato, emendato il Prg - sottolinea euforico Silvio Di Francia, coordinatore della maggioranza capitolina - Tutti hanno scommesso sul primato delle regole e della partecipazione e ciò ha consentito al piano di migliorare il saldo ambientale, puntare al miglioramento della qualità della vita nelle periferie e dare regole uguali per tutti allo sviluppo». Aver accelerato i tempi, aggiunge Di Francia, «ha dato un colpo definitivo alla vecchia immagine di una città ferma, governata dalle scelte caso per caso e da uno sviluppo disordinato».
Strada facendo il piano è stato riveduto e corretto: il risultato finale è frutto di una serie di mediazioni. Forse non il migliore, ma comunque è tutto ciò che era oggettivamente possibile fare. Di «tappa storica», comunque, parlano tutti i consiglieri comunali che hanno accompagnato il lungo iter procedurale di questo piano, che definisce lo sviluppo della Capitale almeno per i prossimi dieci anni. Alla fine il piano ha incassato i voti favorevoli della sola maggioranza. Ma l’opposizione di centrodestra ha rinunciato all’ostruzionismo, accettando il confronto. Tanto che i consiglieri di An - che hanno comunque presentato 1.600 emendamenti, per la statistica esaminati al ritmo forsennato di uno ogni dodici secondi quando la seduta era presieduta da Giuseppe Mannino, ogni sei-sette con Monica Cirinnà e Fabio Sabbatani Schiuma - si sono astenuti su entrambi i maxi-emendamenti presentati dal centrosinistra. Lunedì quello delle cosiddette “controdeduzioni”, dopo gli incontri con le associazioni dei cittadini e con l’opposizione, con la caduta delle compensazioni di Tor Marancia, rimbalzate dal Pigneto al Pescaccio, il destino dei grandi complessi popolari, la riduzione delle volumetrie, con due milioni e mezzo di metri cubi in meno, la disponibilità di aree pubbliche la realizzazione 7000 nuovi alloggi tra cooperative e case popolari. «E il prolungamento della metropolitana B da Tor Pagnotta a Castel di Leva e della metro C fino alla Cassia, all’altezza della zona di Tomba di Nerone», ricorda l’assessore capitolino all’Urbanistica Roberto Morassut, grande artefice del nuovo Prg. Più lungo anche il braccio meridionale della futura linea D, che dall’Eur proseguirà per la Laurentina, fino al quartiere “Roma 70”.
Ieri, invece, è passato il maxi emendamento con l’adozione della rete ecologica, che consiste in un sistema di protezione ambientale (fossi, siti di rilevanza ambientale, corsi d’acqua) vincolante per tutto il territorio comunale di Roma. Trentaquattro voti favorevoli e sette astenuti, invece, per l’emendamento su “l’azzonamento e il dimensionamento delle aree urbane”: «Si tratta di una riduzione di circa 3 milioni di metri cubi nelle zone di Acilia, Romanina e Torre Spaccata - spiega Morassut - Dall’esito del voto si evince un’operazione politica di grandissimo respiro, in cui l’opposizione ha rinunciato all’ostruzionismo in favore del confronto».
Alleanza nazionale, peraltro, si ascrive «il potenziamento della vocazione sportiva del quadrante che si sviluppa dal Foro italico verso il Tevere; i capisaldi architettonici urbanistici per piazza Mazzini e piazza Vittorio; il riutilizzo delle aree militari; l’inserimento del secondo piano dell’edilizia economica e popolare all’interno del Prg e il miglioramento delle periferie come Vigne Nuove, Corviale, Tor Sapienza e Casilino 23, che non saranno classificate più come città storica», come sottolinea il capogruppo Sergio Marchi. «Grazie all’impegno dell’Udc il piano regolatore è migliore riguardo all’emergenza casa - aggiunge il capogruppo del partito centrista Gianfranco Bafundi - anche se nel Prg manca una visione di insieme per il futuro sviluppo armonico della città».
LA PAROLACHIAVE: PIANO REGOLATORE GENERALE
Il Prg disciplina l’assetto dell'incremento edilizio e lo sviluppo in generale del territorio comunale. Indica: la rete delle principali vie di comunicazione stradali, ferroviarie e navigabili e dei relativi impianti; la divisione in zone del territorio, precisando quelle destinate all’espansione dell’aggregato urbano e la determinazione dei vincoli e dei caratteri da osservare in ciascuna zona; le aree destinate a formare spazi di uso pubblico o sottoposte a speciali servitù; le aree da riservare a edifici pubblici o di uso pubblico nonché a opere e impianti di interesse collettivo o sociale; i vincoli da osservare nelle zone a carattere storico, ambientale, paesistico.
La prima “mappa” risale al 1873
Il primo piano regolatore di Roma risale a 133 anni fa: correva il 1873 e la città, che allora contava appena duecentomila abitanti, era diventata Capitale del Regno d’Italia da due anni. Le prime norme urbanistiche regolavano soltanto l’area dell’attuale I Municipio - all’interno alle Mura Aureliane - con l’aggiunta dei Prati di Castello. Dieci anni dopo arriva il secondo, per la necessità di utilizzare i fondi messi a disposizione dello Stato per la nuova Capitale. Poi si passa al 1909 - il sindaco era Ernesto Nathan - con la localizzazione della zona industriale e dei Mercati generali all’Ostiense. Il quarto Prg è quello redatto da Piacentini nel 1931, in pieno Ventennio fascista: gli sventramenti dei vecchi quartieri aprono grandi spazi intorno ai siti più noti di Roma, dal Campidoglio al Teatro di Marcello, dal Pantheon all’Augusteo. L’essenza di questo piano sta nell’individuazione di una direttrice Nord-Sud, con l’espansione della città nell’area settentrionale e in quella verso il mare.
Il quinto piano, quello in vigore fino a oggi, è invece datato 1962, anche se l’avvio della sua preparazione risale a otto anni prima. Con le nuove norme si individuano nuove aree industriali a Est della città, tra la Tiburtina e la Prenestina, sancendo la riconversione dell’Ostiense. Viene inoltre previsto un nuovo sistema direzionale orientale (Sdo), compreso tra Pietralata e l’Eur. Viene reintrodotta la tutela del centro storico, dopo i radicali interventi voluti da Mussolini, e si delimitano due grandi cunei verdi nella città: il parco dell’Appia antica e quello di Vejo. Dopo di allora ci sono state soltanto modifiche, anche se sostanziali, come quella per il recupero urbanistico dei nuclei abusivi, la variante di salvaguardia e il cosiddetto “piano delle certezze”.
di Fabio Rossi - Claudio Marincola
da Il Messaggero del 22.03.06
Non c’è più un solo centro, ma tante centralità. Città storica, consolidata, da ristrutturare o della trasformazione, ecco come si opererà.
IL NUOVO Prg prevede la suddivisione del territorio comunale in alcuni ambiti specifici. Una classificazione che è una vera e propria nuova grammatica del territorio.
CITTÀ STORICA. Si supera il concetto di «centro storico» e si attribuisce il valore storico oltre le Mura Aureliane e in generale a tutti gli insediamenti otto - novecenteschi.
CITTÀ CONSOLIDATA. Riguarda tutte le parti della città formate in seguito ai Prg del 1931 e del 1962. Gli interventi previsti sono finalizzati al mantenimento o completamento dell'impianto urbanistico, al miglioramento della qualità architettonica, dei servizi e degli spazi verdi.
CITTÀ DA RISTRUTTURARE. Sono quelle parti di città che non hanno un assetto deifnitivo. Sono tutti i nuclei residenziali e produttivi realizzati abusivamente. Sono previsti interventi per organizzazione dei servizi, infrastrutture, collegamenti con la città.
CITTÀ DELLA TRASFORMAZIONE. Sono tutti gli insediamenti di nuova edificazione che contribuiscono alla riqualificazione degli ambienti più svantaggiati e periferici.
CENTRALITÀ LOCALI. Valorizzazione di spazi e attrezzature per creare tante «città locali».
Nuova vita per Centro carni e deposito Atac - SONO in tutto 13 i programmi di intervento che vengono recepiti automaticamente dal Prg. L’inserimento è stato reso possibile grazie ad un emendamento proposto dalla giunta e varato dal Consiglio comunale. Si tratta di grandi interventi alcuni già in fase di realizzazione, altri già inseriti negli Accordi di Programma. Dalla trasformazione e riqualificazione dei complessi edilizi del Centro Carni al programma di intervento per il recupero e la trasformazione del Velodromo Olimpico e la nuova edificazione, ad esso collegata, dell’area denominata «Oceano Pacifico». Ma non solo, nell’elenco delle opere è stato inserito anche il programma di trasformazione urbanistica «Cittadella dello Sport» a Torrevecchia, meglio nota come «Cittadella della Roma». E ancora, la ristrutturazione del deposito Atac in via Lega Lombarda e quella inserita nel nuovo Accordo di Programma per l’area «Nuova Fiorentini» con la realizzazione della nuova sede del V Municipio. Importanti poi gli interventi inseriti per il IV Municipio e che prevedono, edilizia residenziale nel settore urbano Bufalotta-Casal Boccone e programma di opere pubbliche con finanziamento privato per Museo della Shoah, del tratto Bufalotta-Viadotto dei Presidenti, infrastruttura viaria interquartiere Bufalotta-Ponte Mammolo-viale Togliatti, una nuova sede per uffici del IV Municipio e di alloggi di edilizia residenziale pubblica. Per la riqualificazione urbanistica, architettonica ed ambientale è stato inserito il comprensorio Muratella-Magliana (ex Alitalia) e la demolizione delle torri di viale Europa e costruzione di un complesso edilizio per residenze, uffici e commercio. Nuove residenze poi a Collatina, dove la riqualificazione prevede anche un edificio per depositi e allestimenti scenici del Teatro dell’Opera. Vita nuova per il Residence Roma di via Bravetta dove si prevede la ristrutturazione e la destinazione ad uso abitativo, bonifica aree e dotazione di servizi e verde pubblico. Cambio di destinazione da ricettivo ad abitazioni poi del complesso immobiliare di via Tiburtina n. 994 e ristrutturazione dell’ex mercato comunale di via Mozart a Museo Multimediale.
Cinque architetti per il Prg dei bambini - Programmazione anche per i più piccoli: dai percorsi casa-scuola agli spazi per giocare
GIOCHI nei giardini pubblici, monumenti da adottare, cortili condominiali, marciapiedi a misura di bambino, percorsi casa-scuola, ludoteche, teatri, luoghi dove praticare sport, fattorie educative. È il Piano regolatore dei bambini, contenuto nel più vasto Prg, che trova il suo soggetto propulsore nella scuola. A redigerlo, cinque giovani architetti consulenti di Risorse per Roma, in collaborazione con l’ufficio «Prg per le bambine e i bambini» che hanno ascoltato direttamente le richieste dei più piccoli, facendo anche conoscere loro il territorio e redigendo una Carta municipale per la città dei piccoli. Obiettivo del documento, far entrare le esigenze della comunità scolastica nella programmazione urbanistica, individuando i bambini come nuovo soggetto sociale, cercando di trasmettere loro una coscienza civica. «Quando i municipi si doteranno della carta degli obiettivi - spiegano gli architetti - questa entrerà a far parte a tutti gli effetti del documento previsto dalle norme tecniche. E finalmente anche i bambini avranno il loro Piano regolatore».
di S. N.
da Il Tempo del 22.03.06
Piano regolatore, la capitale cambia volto. Dopo oltre quarant’anni la città ha un nuovo Prg, il documento finale approvato nella notte dopo più di 14 ore di consiglio.
La città avrà un nuovo Piano regolatore. La notizia arriva in nottata, dopo più di 14 ore di consiglio protratto a oltranza. È dal 1909, quando il sindaco era Ernesto Nathan, che l'aula Giulio Cesare non aveva l'ultima parola sul Piano. Quello più recente, risalente al 1962, infatti, fu, sì, adottato dal Consiglio comunale, ma l'approvazione definitiva venne affidata al Commissario prefettizio.
Il documento varato ieri raccoglie le diverse istanze su aree verdi, infrastrutture e mobilità, centralità e periferie, pervenute dalle associazioni ambientaliste, dai cittadini, ma anche dall'opposizione. «Tutto ciò - spiega Silvio Di Francia, coordinatore della maggioranza - ha consentito al Piano di migliorare il saldo ambientale, di confermare l'originalità delle centralità urbane e di avere regole uguali per tutti sullo sviluppo della città».
Rispetto al Prg votato tre anni fa, quindi prima dell'approvazione delle controdeduzioni in giunta e del passaggio nei vari municipi, il documento prevede, così come richiesto da verdi e Rifondazione, una riduzione di circa 3 milioni di metri cubi. Ieri notte è stata votata anche la delibera, non contenuta nel Prg, ma strettamente connessa, riguardante la ex legge 167: sono state così individuate le aree destinate all'edilizia residenziale pubblica. La città avrà poi la cosiddetta “rete ecologica”, che identifica, nel dettaglio tutti i luoghi ecologicamente rilevanti per la città (fossi, stagni, boschi), creando un vero e proprio sistema con tutele e condizioni di qualificazione specifiche.
Cambiamenti in vista anche per le periferie, in particolare per Corviale, Vigne Nuove, Tor Sapienza e Casilino 23. Vengono recepite dal Piano regolatore anche alcuni grandi opere, in fase di progettazione o di inizio lavori, come la costruzione dei tre campus universitari a Pietralata e a Tor Vergata, la realizzazione del Palazzetto dello sport destinato ad ospitare i mondiali di nuoto del 2009 e ancora le grandi opere e le infrastrutture sull'asse Ponte Galeria - Eur per i servizi alla nuova Fiera di Roma. Previsto anche il sottopasso dell'Appia Antica che collegherà viale Palmiro Togliatti all'Eur, salvaguardando il parco dell'Appia Antica e quello di Tor Marancia. Per quanto riguarda le metropolitane sono state accolte le richieste di An sulle linee B e D.
Novità anche per la metro C, che sarà diramata dalla stazione Farnesina fino a Grottarossa, con stazioni in piazza Giuochi Delfici, Parco di Veio, Villa San Pietro, Tomba di Nerone. Ma per il futuro sono previsti ulteriori cambiamenti, proposti da Forza Italia: metropolitana lungo la Cassia, raddoppio del ponte sul Tevere Magliana Eur, allargamento di tutte le Consolari.
«La giunta - dichiara il candidato sindaco azzurro, Alfredo Antoniozzi - ha fatto sapere che ha intenzione di sedersi ad un tavolo con la Regione, la Provincia e l'Anas per discuterne». «Con queste opere infrastrutturali - continua Antoniozzi - la città cambia volto e il Prg acquista spessore». Sergio Marchi, capogruppo di An, invece, sottolinea che «Alleanza nazionale non condivide lo spirito complessivo del Prg, per questo abbiamo votato contro». «Ma - aggiunge Marchi - siamo soddisfatti, perché senza il nostro contributo il Piano sarebbe stato modesto, in sostanza quello adottato due anni fa».
Dopo il voto favorevole del consiglio, ora tocca alla Regione, che del documento dovrà solo valutare la congruità delle norme giuridiche in esso contenute e i criteri generali, oltre alle grandi infrastrutture che interessano il territorio extracomunale. La Pisana ha 150 giorni di tempo per rendere esecutivo il Piano.
«Ma non è una risposta alle esigenze dei cittadini»
«Il Prg predisposto dal Comune ha una grave mancanza: quella di non aver individuato le aree da destinare all'edilizia pubblica, non rispondendo in questa maniera alle esigenze dei cittadini, specie di quelli meno abbienti». Parla così del nuovo piano regolatore Luciano Ciocchetti, segretario regionale Udc, durante un convegno organizzato dal partito sull'emergenza abitativa a Roma. «È un piano che si appoggia sempre di più sul principio della deroga e dell'accordo di programma in variante - spiega - senza ricercare una corretta gestione urbanistica dei territori. Ma soprattutto non è stato previsto un solo metro quadrato per l'edilizia pubblica. Ricordo che circa 700 milioni di euro, stanziati dalla precedente giunta regionale di centrodestra, non si sono potuti attivare perché il Comune non ha trovato le aree. La Regione, nella passata legislatura, ha cercato di aiutare il Comune, ma questo ha risposto sempre picche. Abbiamo stanziato ingenti fondi finalizzati all'edilizia pubblica agevolata o sovvenzionata per oltre mille milioni di euro (219,6 per l'attività delle Ater e 849, 9 milioni per l'edilizia convenzionata), e gran parte di queste somme hanno riguardato la capitale. La giunta guidata da Veltroni non ha ritenuto però opportuno individuare aree per lo svolgimento dei programmi di edilizia pubblica». Ciocchetti ha poi lanciato alcune proposte: «Sulla politica abitativa occorre pensare a quartieri, non più ghetto come lo sono oggi, ma integrati dove l'effetto città si realizza coniugando l'edilizia privata convenzionata con quella pubblica e con servizi a scala di quartieri diffusi e sufficienti. A tal fine si dovrebbe prevedere, nei piani attuativi, con una apposita normativa di piano regolatore, la possibilità di edificare insieme all'edilizia privata una quota di edilizia pubblica, con l'utilizzo per ambedue dei comparti dei servizi e delle necessarie integrazioni dei quartieri. Tutto ciò può essere realizzato in tempi adeguati purché si abbia la volontà di affrontare in questi termini la questione, senza rincorrere l'individuazione delle aree per gli interventi di edilizia pubblica nelle aree agricole e con un accordo forte con il mondo imprenditoriale, verso il quale le giunte di sinistra si sono dimostrate, spesso, troppo prone». «Un fallimento su tutta la linea. Non si può definire in altro modo la politica abitativa e urbanistica portata avanti negli ultimi 13 anni dalle amministrazioni capitoline di centrosinistra». Questo è invece il commento di Dino Gasperini, consigliere nazionale Udc. Che spiega: «Dopo il fallimento dell'Iloc (Istituto locazioni del Comune), dopo il fallimento dei bandi fatti dal Comune per prendere in affitto case da assegnare a prezzo di mercato, vedi vicenda Tintoretto, arriva un nuovo Prg senz'anima, con numerose mancanze, a cominciare dalla totale assenza di aree per l'edilizia pubblica. Aggiungiamo che scompare lo Sdo e con esso, quindi, scompare la possibilità di delocalizzare gli uffici».
«Adesso si potrà abbattere Corviale»
«Con l'approvazione del secondo maxiemendamento An ha ottenuto importanti risultati su temi fondamentali come periferie, ospedali, infrastrutture e istituti religiosi. Anche un chilometro di cemento, quello che prende il nome di Corviale, potrà essere abbattuto e ricostruito secondo modelli urbani a misura d'uomo». Lo afferma il consigliere comunale di An Marco Marsilio. «Nelle modifiche delle norme tecniche di attuazione - ha aggiunto - è stato inserito un chiaro riferimento all'estensione dei programmi integrati anche ai tessuti T3 della città consolidata. Grazie a questa norma, le periferie come Corviale potranno conoscere una nuova stagione di riscatto con radicali interventi di riqualificazione». Il declassamento dei «mostri» delle periferie è stato salutato favorevolmente dal capogruppo regionale di An, architetto Fabio Rampelli e dall'architetto Cristiano Rosponi, responsabile del Centro studi architettura razionalista.
di Michela Giachetta
da Il Giornale del 22.03.06
- Argomenti di Architettura - Il nuovo Piano Regolatore
rassegna stampa a partire dalla data di approvazione (20/03/03)
- La rassegna stampa dell'iter di approvazione del PRG
raccolta di articoli a partire dal mese di giugno 2002
vedi anche:
La Regione dà a Roma tutti i poteri
Nuovo Piano Regolatore
Il PRG esce dalle controdeduzioni
lo strumento urbanistico della Capitale
Piano regolatore, ecco le correzioni
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