Dopo i confronti, la deregulation cambia passo

DL Bersani - aggiornamento rassegna stampa

Primo ok al decreto Bersani: I ritocchi passano l'esame Senato. Approvato in Commissione al Senato il testo sulle liberalizzazioni (con le modifiche sui Taxi) e il fisco. Non esclusa la fiducia in Aula - Vertice a Palazzo Chigi sui tagli. IL CALENDARIO: Martedì il voto dell'assemblea, il Governo non presenterà altre modifiche.

Primo sì in Commissione Bilancio al Senato alla manovra bis e le liberalizzazione del decreto Bersani. Più taxi (senza cumolo di licenze), farmaci nei supermercati, Iva ridotta al 10% sulle ristrutturazioni edilizie. Si allenta la stretta sul leasing immobiliare, con l'imposta ipo-catastale ridotta. Ieri avvocati in piazza: protesta prorogata fino a martedì.

Con diversi ritocchi, anche bipartisan, la manovra bis taglia il primo traguardo al Senato. Alla fine di una lunga maratona, la Commissione Bilancio di Palazzo Madama ha dato il via libera, in sede referente, al decreto riguardante le liberalizzazioni e le misure anti-evasione. Rispetto al testo originario, torna, dal 1 ottobre, l'Iva agevolata (dal 20% al 10%) sulle ristrutturazioni edilizie, scompare l'aumento su cioccolata, energia e francobolli. E salta la retroattività del regime Iva sugli immobili. Inoltre, dal 2007, le spese sostenute per le intermediazioni immobiliari saranno detraibili fino a mille euro e slitta al 30 giugno 2007 l'invio telematico degli incassi mensili all'amministrazione finanziaria attraverso i registratori di cassa. Stretta sui cosidetti paradisi fiscali, con lo stop alle "triangolazioni" per il rientro in Italia di profitti poco puliti. Novità anche per i conti correnti (nessuna spesa per la chiusura) e la trasmissione telematica dei dati di clienti di banche, poste ed altri intermediari finanziari all'Anagrafe tributaria, che scatterà dal 2005 e non più dal 2001. Recepito l'accordo con i tassisti.

Già lunedì il testo sarà in Aula per ottenere il disco verde del Senato (probabilmente martedì) per poi passare entro la fine della settimana alla Camera per l'approvazione definitiva. Resta probabile il ricorso alla "fiducia" da parte del Governo. Anche se ieri il Consiglio dei ministri non l'avrebbe autorizzata: "decideremo", si è limitato a dire il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Enrico Letta.

Il Governo non dovrebbe presentare nuovi emendamenti per cambiare il provvedimento. Come hanno sottolineato il ministro Pier Luigi Bersani e il presidente della Commissione Bilancio del Senato, Enrico Morando, il testo che approda in Aula è il testo di riferimento. "Ci aspettiamo - dice Morando - che il Governo si sforzi di far uscire dal senato un testo perfettamente coincidente con quello uscito dalla Commissione Bilancio".

L'opposizione conferma le critiche al decreto, ma si dichiara anche soddisfatta per alcuni correttivi recepiti dalla maggioranza. A cominciare da quelli targati Forza Italia alle norme sull'Iva degli immobile e sull'Anagrafe dei conti correnti e da quella della Lega Nord che rende obbligatoria la trasmissione al Fisco dei contratti dei calciatori. La decisione della maggioranza di accogliere questi correttivi ha contribuito ad ammorbidire il braccio di ferro in Commissione velocizzando l'esame del provvedimento e consentendo il via libera nel pomeriggio. In tarda mattinata, l'opposizione ha abbandonato i lavori (ad eccezione di uno sparuto drappello di senatori) protestando contro la decisione della maggioranza di mantenere in vita le deposizioni sull'obbligo per gli operatori finanziari e le banche di comunicare i dati dei loro clienti al fisco.

Quanto alle altre modifiche al Dl, la tracciabilità (con carte di credito o simili) dei pagamenti ai professionisti è diventata graduale e diventano meno severe le sanzioni nei confronti degli enti locali più virtuosi. Sul nodo "Ici-Chiesa", confermato che l'esenzione non varrà per gli immobili ad uso esclusivamente commerciale: no del Governo alla richiesta del relatore, Natale Ripamonti (Verdi), di inserire la parola "prevalentemente". La copertura dei ritocchi che comportano nuovi oneri sarà garantita dalla nuova versione delle misure dell'Iva sugli immobili.

Priorità alle infrastrutture. Al termine del Consiglio dei ministri si è svolta ieri a Palazzo Chigi una colazione di lavoro sul tema centrale dei cantieri e delle opere pubbliche. Un giro di orizzonte informale, che è servito soprattutto per fare il punto sulle iniziative da inserire nella prossima Finanziaria. Al vertice, presieduto da Romano Prodi, hanno preso parte i ministri dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, dello Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani, delle Infrastrutture, Antonio di Pietro, e dei Trasporti, Alessandro Bianchi.

Gli spazi finanziari sono esigui. Con la manovra-bis varata lo scorso 30 giugno, il Governo è corso ai ripari stanziando 2,8 miliardi per Anas e Fs. Si è impedito in tal modo che si fermassero i cantieri Anas e per l'alta velocità. Non sono stati invece stanziati fondi aggiuntivi per la rete ferroviaria ordinaria. Nel Dpef, sono ora indicate le nuove priorità per le grandi opere: ferrovie, metropolitane, interponti e porti necessari per lo sviluppo delle autostrade del mare. Argomento del vertice interministeriale anche il rinnovo ormai prossimo dei vertici delle Fs e la riorganizzazione della holding ferroviaria.

Le correzioni alla manovrina - Immobili e taxi: decreto rivisto

  • Iva e immobili. La Commissione Bilancio di Palazzo Madama ha sciolto il nodo immobiliare recependo, in sostanza, le correzioni proposte con l'emendamento del Governo. in particolare il testo licenziato dalla Commissione non prevede più la retroattività e la restituzione al fisco delle somme già detratte o rimborsate dalle immobiliari sugli acquisti di fabbricati avvenuti dal 1998 al 2005. Dal 1 ottobre al 31 dicembre 2006 tornerà al 10% l'Iva sulle ristrutturazioni edilizie. Non solo: il presidente della Commissione Bilancio, Enrico Morando, ha assicurato che si intende prorogare l'agevolazione per altri tre anni in sede di approvazione della finanziaria.
    (...)
  • Pacchetto sicurezza. Esce con un paio di commi in più dalla Commissione Bilancio del senato l'emendamento sulla sicurezza sui luoghi di lavoro e sulla lotta al sommerso. Un articolo unico, il 36bis, che tra le altre misure, prevede che possano esssere sospesi i lavori nei cantieri edili qualora venga riscontrato dalle forze ispettive l'impiego di personale non in regola in misura pari o superiore al 20%. Le imprese inoltre per tutto il periodo di sospensione non potranno partecipare alla contrattazione pubblica. Sempre nell'ambito dei cantieri edili, a decorrere dal 1 ottobre 2006, tutti gli addetti dovranno essere muniti di tesserino di identità.
  • Compensi professionali. Arriva la tracciabilità, ma gradualmente. Scatta il limite ai pagamenti in contanti dei compensi professionali, ma la soglia scenderà anno dopo anno. Per il primo anno il tetto oltre il quale valgono solo bonifici e moneta elettronica è di 1.000 euro, 500 per il secondo e 100 solo dal terzo.

 

di Dino Persole - Marco Rogari
da Il Sole 24ore del 22.07.06


Le proteste riscrivono i commi. Dopo i blocchi e i confronti con le categorie la deregulation cambia passo. ANCORA IN SOSPESO - le modifiche introdotte in Commissione Bilancio entreranno in vigore solo dopo il voto dell'Aula e il passaggio alla Camera.

Dalla maratona della Commissione Bilancio del senato sono uscite profondamente trasformate molte delle norme contenute nel decreto legge 223/06. Qui accanto [ndr in calce] presentiamo i risultati normativi di tre fra i temi più contestati, ovvero le misure sui taxi [ndr omissis], quelle sulle professioni e quelle sulla vendita dei farmici [ndr omissis]. Il testo - come si nota anche da alcune ripetizioni di numerazione - deve ancora essere sottoposto al coordinamento formale (sempre che venga confermato dall'Aula del Senato e dalla Camera).

Le novità sono tutte legate al filone delle liberalizzazioni, ma il confronto con le categorie ha portato a esiti differenti:

  • le misure per i tassisti sono state integralmente riscritte con un nuovo articolo 6 che sostituirà quello attualmente in vigore;
  • la deregulation per le professioni è stata circoscritta con una serie di modifiche (evidenziate in nero nella scheda al centro) [ndr in calce];
  • le novità per la vendita di farmaci da banco sono state ugualmente precisate con correzioni, (...) rispetto al testo attualmente vigente.

Questi cambiamenti non sono già operanti: se saranno confermati dal dibattito in Aula al senato e dalle successive votazioni alla camera, diventeranno efficaci dopo la pubblicazione in "Gazzetta Ufficiale" della Legge di conversione del Dl 223/06.

 

DOCUMENTI - L'Ordine vigila su pubblicità e società

ARTICOLO 2
Disposizioni urgenti per la tutela dellla concorrenza nel settore dei servizi professionali

1. In conformità al principio comunitario di libera concorrenza ed a quello di libertà di circolazione delle persone e dei servizi, nonchè al fine di assicurare agli utenti un'effettiva facoltà di scelta nell'esercizio dei propri diritti e di comparazione delle prestazioni offerte sul mercato, dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono abrogate le disposizioni legislative e regolamentari che prevedono con riferimento alle attività libero professionali e intellettuali:

a) l'obbligatorietà di tariffe fisse o minime ovvero il divieto di pattuire compensi parametrati al raggiungimento degli obiettivi perseguiti;

b) il divieto, anche parziale, di svolgere pubblicità informativa circa i titoli e le specializzazioni professionali, le caratteristiche del servizio offerto non chè il prezzo e i costi complessivi delle prestazioni, secondo criteri di trasparenza e veridicità del messaggio il cui rispetto è verificato dall'Ordine;

c) il divieto di fornire all'utenza servizi professionali di tipo interdisciplinare da parte di società di persone o associazioni tra professionisti, fermo restando che l'oggetto sociale deve essere esclusivo, che il medesimo professionista non può partecipare a più di una società e che la specifica prestazione deve essere resa da uno o più soci professionisti previamente indicati, sotto la propria personale responsabilità.

2. Sono fatte salve le disposizioni riguardanti l'esercizio delle professioni reso nell'ambito del Servizio sanitario nazionale o in rapporto convenzionale con lo stesso, nonchè l'eventuali tariffe massime prefissate in via generale a tutela degli utenti. Il giudice provvede alla liquidazione delle spese di giudizio e dei compensi professionali, in caso di liquidazione giudiziale e di gratuito patrocinio, sulla base della tariffa professionale. Nelle procedure ad evidenza pubblica, le stazioni appaltanti possono utilizzare le tariffe, ove motivatamente ritenute adeguate, quale criterio o base di riferimento per la determinazione dei compensi per attività professionali.

2-bis. All'articolo 2233 del Codice civile, il terzo comma è sostituito dal seguente: "sono nulli, se non redatti in forma scritta, i patti conclusi tra gli avvocati e i praticanti abilitati con i loro clienti che stabiliscono i compensi parametrati al raggiungimento degli obiettivi perseguiti".

3. Le disposizioni deontologiche e pattizie e i codici di autodisciplina che contengono le prescrizioni di cui al comma 1 sono adeguate, anche con l'adozione di misure a garanzia della qualità delle prestazioni professionali, entro il 1° gennaio 2007. In caso di mancato adeguamento, a decorrere dalla medesima data le norme in contrasto con quanto previsto dal comma 1 sono in ogni caso nulle.

 

di Maria Carla De Cesari - Mauro Meazza
da Il Sole 24ore del 22.07.06


Il contante alza il tetto a mille euro. Nel 2006 meno vincoli sui pagamenti per i professionisti.

ROMA - Controlli anti-evasione sì, ma con calma. Il lungo passaggio in Commissione Bilancio al Senato è valzo anche a smorzare, a colpi di rinvii e graduazioni, lo sprint verso la tracciabilità dei fondi contenuta nel testo originario della manovra bis.

L'obiettivo resta quello di contrastare l'elusione fiscale, ma Palazzo Madama concede un po' di tempo in più per adeguarsi alle misure contenute nella manovra d'estate. Così, resta il divieto per i professionisti di incassare compensi in contanti, ma cambia e diventa graduale la soglia oltre la quale valgono solo i versamenti tramite bonifici, assegni o moneta elettronica: fissata a 1.000 euro per il 2006 e a 500 euro per il 2007. Solo nel 2008 si fermerà a 100 euro, tetto stabilito in origine dal decreto legge.

Un emendamento presentato dal relatore del provvedimento, Natale Ripamonti (Verdi), ha poi cancellato in parte la retroattività dell'obbligo, per gli intermediari finanziari, di trasmettere i dati dei clienti al Fisco. Il termine fissato dal decreto, infatti, slitta dal 2001 al 1° gennaio 2005 e limita così la quantità di dati, dal codice fiscale al tipo di rapporto intrattenuto, che banche e poste devono inviare per via telematica all'amministrazione.

Non solo. Anche l'obbligo per i commercianti di trasmettere al Fisco i dati relativi agli incassi viene rinviato. Una proroga pensata "per venire incontro soprattutto ai titolari di piccoli esercizi - spiega il vicepresidente della commissione Bilancio, Giovanni Legnini (Unione) - in difficoltà di fronte alla messa in pratica della disposizione". L'obbligo di comunicazione scatterà solo dal 30 giugno 2007. I senatori hanno anche votato un incentivo all'adeguamento. L'obiettivo è consentire il trasferimento dei dati per via telematica direttamente dal registratore di cassa, che, però, dovrà essere adattato. I negozianti potranno comunque contare su un bonus governativo di 100 euro per ogni registratore di cassa adeguato. Per questo, i senatori in commissione hanno votato lo stanziamento di 100 milioni di euro nel 2007.

 

di Valentina Maglione
da Il Sole 24ore del 22.07.06


Ristrutturazioni, dal 1° ottobre Iva dimezzata

Una neverending story (o "tormentone", come si direbbe con un linguaggio più "latino") per l'Iva sugli interventi di manutenzione straordinaria. In base a un emendamento approvato dalla Commissione Bilancio del Senato si dovrebbe ritornare (dal 1° ottobre 2006 al 31 dicembre 2006) al "vecchio" regime del 10%, abbandonando l'attuale assetto del 20% che da qualche mese contraddistingue questa tipologia di lavorazioni edilizie. Il Governo ha, poi, annunciato l'intenzione di prorogare in Finanziaria per altri tre anni il regime agevolato.

Le operazioni di manutenzione straordinaria sono gli interventi di recupero del patriminio edilizio esistente che consistono, in sostanza, nelle riparazioni diverse da quelle rese necessarie dall'uso quotidiano ( per esempio il rifacimento di una facciata) o nell'installazione di nuovi impianti o nella radiacale sostituzione di vecchi impianti (si pensi, per esempio, al cablaggio di un edificio oppure al montaggio di un'antenna satellitare, di un videocitofono, di una cabina per sauna o bagnoturco o di un avasca idromassaggio).

Se per anni l'aliquota di questa tipologia di interventi di recupero era stata abbassata dall'ordinario livello del 20% a quello "agevolato" 10% e, corrispondentemente alle spese sostenute dai privati per l'effettuazione di questi interventi, è stata concessa la detraibilità Irpef lorda (prima per il 41 e poi per il 36% dell'importo di tali spese), di recente l'aliquota era stata riassestata al 20% (con il ritorno della detrazione Irpef al 41%, proprio per "assorbire" il maggior carico Iva in capo al committente). sono, invece, rimaste collocate sulla tradizionale aliquota del 10% le operazioni di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia e di ristrutturazione urbanistica.

In un campo come l'edilizia, ove la propensione alla non fatturazione non è prassi sconosciuta, tartassare l'utente finale con un'aliquota elevata significa quasi automaticamente sospingere ai pagamenti "in nero" e togliere stimoli all'effettuazioni di queste operazioni. Combinare, invece, un'aliquota Iva più moderata con una possibilità di detrazione da parte del privato che spende significa, da un lato, creare un "conflitto di interessi" tra chi deve emettere la fattura e chi la vuole ricevere per detrarla dalla propria Irpef e, dall'altro, stimolare le manutenzioni in un'ottica di spinta ad un diligente conservazione.

Annunciare da ora un ritorno dell'aliquota al 10%, con decorrenza dal 1° ottobre stimolerà, però, sicuramente gli interessati ad adeguarsi di conseguenza sospendendo la fatturazione fino all'entrata in vigore delle nuove regole per fruire dell'abbassamento dell'aliquota. Probabilmente, dunque, sarebbe stato più oportuno far coincedere l'annuncio con la decorrenza della riduzioe dell'aliquota.

 

di Angelo Busani
da Il sole 24ore del 22.07.06


Correzioni e obiettivi sbiaditi

Una maggioranza risicata può solo ottenere risultati risicati: questo potrebbe pacificamente dire un osservatore esterno, confrontando la manovra bis così come pensata dal Governo con quanto è finalmente emerso ieri dall'estenuante confronto in Commissione Bilancio al Senato. Contabilmente, il rilievo ci può stare.

Le pressioni più o meno leggittime delle lobby, da una parte, e qualche infelice formulazione delle norme dall'altra (si pensi all'Iva sugli immobili) hanno sgretolato quanto avviato dall'Esecutivo, lasciando spazio a una ridda confusa di correzioni.

Il giudizio è fondato, ma parziale. Per almeno due motivi, il primo nobile, l'altro pratico.

Quello nobile guarda alla costituzione e porta a dire che la missione delle Camere, nel convertire i decreti legge, è proprio quella di adeguare meglio alla volontà popolare quel che l'Esecutivo ha varato d'urgenza. In questo senso la Commissione Bilancio del Senato ha ben interpretato il suo compito: eliminando gli errori (finchè ha potuto), limitando le grossolanità (almeno le più evidenti), aiutando a recepire le obiezioni giunte dai destinatari delle novità normative (quindi svolgendo il suo mandato di rappresentanza).

Il motivo pratico guarda invece alla natura della manovra-bis, nata da esigenze poco conciliabili. Per il momento e per l'enfasi su alcune norme (quelle sulle liberalizzazioni, ma anche quelle anti-evasioni), il decreto è diventato una "legge dei cento giorni", ad alto valore simbolico. Con un simile profilo, ogni cedimento anche minimo dal tracciato iniziale diviene una sconfitta.

Tuttavia, è noto che a guidare la stesura del decreto sia stata soprattutto l'urgenza di raddrizzare i conti. E qui - ci riferiamo soprattutto ai contenuti fiscali - davvero si fatica a valutare sia il telaio originale delle misure sia la fisionomia attuale. Non depongono a favore il ritorno di complicazioni inutili e l'applicazione immediata o anche retroattiva di rincari. Il contrasto all'evasione è necessità sacrosanta e bipartisan, ma deve essere intelligente: se, nel tentativo di razionalizzare il sistema, vince solo l'Erario, quell'obiettivo finale di maggiore equità diventa più sbiadito.

Adesso, in ogni caso, riavremo un testo. Da valutare riga dopo riga, per comprendere se i suoi possibili risultati davvero valevano queste tre settimane di blocchi stradali, scioperi dei professionisti, tensioni politiche e malesseri di Borza. sarebbe bello scoprire che, a fatica e con più di un colpo fuori misura, si sono almeno gettate le basi per qualche miglioramento reale nella vita dei consumatori (intesi come utenti di taxi, di farmaci, di panetterie, di servizi professionali) e nel contrasto all'evasione. Purchè l'iniezione di concorrenza non si riduca a dosi omeopatiche e il contrasto all'evasione non si insabbi nei dettagli.

 

di Mauro Meazza
da Il Sole 24ore del 22.07.06


Manovrina, corretto un po' il tiro. Ieri la commissione bilancio del senato ha dato il via libera al dl 223/2006. Lunedì il testo in aula. Più soft norme per professionisti e imprese [ndr stralcio articolo]

Il governo corregge un po' il tiro su professionisti, imprese e comuni nel decreto Visco-Bersani. Anche se per l'opposizione si tratta solo di misure di facciata che non incidono sull'impianto complessivo del provvedimento. La commissione bilancio del senato ieri ha terminato l'esame dei 1.100 emendamenti al dl 223/2006 (...)

La 5° commissione di palazzo Madama, (...) ha attenuato altre misure inserite nel pacchetto Visco. È stata innanzitutto attenuata, rendendola graduale, la norma che prevede che per pagare un professionista oltre i 100 euro si dovrà ricorrere alla carta di credito o ad altre forme di pagamento rintracciabili. Il tetto è stato, infatti, sollevato a mille euro il primo anno, 500 il secondo e 100 il terzo. Slitta poi dal 1° gennaio 2001 al 1° gennaio 2005 l'obbligo da parte di banche, poste e intermediari finanziari di fornire all'anagrafe tributaria l'elenco dei clienti, i codici fiscali e i dati relativi ai rapporti intrattenuti. (...)

 

di Antonella Gorret
da Italia Oggi del 22.07.06


Vanno in piazza pure gli ingegneri

Anche gli ingegneri in marcia verso Palazzo Chigi. Incalzati, tramite videoconferenza, dagli avvocati, diverse centinaia di professionisti giunti da tutta Italia ieri hanno manifestato con striscioni e fischietti davanti la sede del governo. Quest'ultimo, colpevole secondo la categoria di aver messo "in liquidazione la sicurezza delle opere pubbliche". Dato che l'abolizione delle tariffe minime obbligatorie getta gli appalti pubblici nel caos. La decisione di scendere in piazza è arrivata alla fine di una mattinata incandescente. Che ha visto anche momenti di tensione. Ad aprire il dibattito era stato Ferdinando Luminoso. Il presidente del consiglio nazionale degli ingegneri, attraverso un dossier del centro studi del Cni, ha argomentato gli effetti distorti del decreto Bersani.Ma soprattutto ha commentato l'emendamento del governo all'articolo 2 del Dl approvato in commissione bilancio del senato. Che dà agli enti pubblici la "possibilità' di applicare le tariffe già determinate nelle gare di appalto". Una correzione che, se possibile, ha urtato di più i tecnici. "È l'inizio della fine delle libere professioni intellettuali", ha denunciato Luminoso. "Le imprese, che guadagnano soprattutto sulla realizzazione delle opere offriranno a costo zero la progettazione. E le professioni tecniche saranno cancellate". Raffaele Sirica, presidente degli architetti, presa la parola, l'ha detto chiaramente: "Per noi questa norma sarà uno tsunami". Il clima si è però cominciato a surriscaldare durante la relazione di Pierluigi Mantini. Il responsabile delle professioni de l'Ulivo ha difeso la manovra. Ma ha bocciato la scelta di abrogare tout court i minimi tariffari obbligatori. Una presa di posizione che non è bastata ai professionisti che, durante la mattinata, erano intervenuti per denunciare l'atteggiamento di qualche amministrazione nel rifiutarsi di pagare quanto già pattuito, invocando una nuova negoziazione delle parcelle. Contestazioni ripetute hanno portato lo stesso Luminoso a richiamare la platea ad un atteggiamento più composto. Poi il collegamento con gli avvocati. E l'invito, accolto, di marciare su Palazzo Chigi.

Preoccupato per gli effetti del decreto Bersani, Pietro De Paola, numero uno dei geologi, ha detto: "L'eliminazione delle tariffe minime infligge un colpo mortale agli standard di qualità delle professioni".

 

da Italia Oggi del 22.07.06


Volata notturna per il decreto Bersani. Riviste le regole sugli Ordini: possibile un'applicazione limitata delle tariffe minime. Lavori a oltranza della commissione Bilancio con una serie di correzioni al testo. Si va verso il voto di fiducia.

ROMA - Per la seconda serata consecutiva, ieri, la commissione Bilancio del Senato ha fatto la prova della seduta notturna. E se martedì, prima di mezzanotte, le stanze di Palazzo Madama si sono svuotate, ieri sera i lavori sono andati avanti a oltranza. D'altra parte, sul tavolo c'erano la discussione e l'approvazione degli emendamenti al decreto legge 223/2006,che contiene la manovra bis.

Contatti e trattative tra maggioranza e opposizione non sono però stati sufficienti a raggiungere l'intesa sul pacchetto fiscale. La discussione riparte quindi oggi. L'obiettivo resta quello di rispettare un calendario di appuntamenti serrati.

Il passaggio in aula al Senato è, infatti, previsto per lunedì, l'approdo a Montecitorio per venerdì 28 luglio, mentre la Camera dovrebbe procedere al voto la prima settimana di agosto. Questo mentre dalla Casa delle libertà è arrivato l'invito al Governo a non chiudere subito la partita, modificare ancora il testo e farlo tornare, in terza lettura, al Senato.

Un'eventualità che l'Unione, per ora, non sembra prendere in considerazione: oggi, infatti, il Consiglio dei ministri deciderà se «blindare» la manovra bis a Palazzo Madama con il voto di fiducia. In questo caso «sul decreto legge non ci saranno maxi-emendamenti del Governo - ha precisato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti - e il testo sul quale si procederà sarà quello che esce dalla commissione Bilancio del Senato».

Il documento destinato a uscire dalla commissione, passato sotto il fuoco incrociato dei 1.100 emendamenti presentati da maggioranza, opposizione e Governo, ha più di una differenza rispetto al testo originario del decreto legge. A cominciare dall'articolo 2 del pacchetto «liberalizzazioni»: sulle disposizioni dettate a tutela della concorrenza nei servizi professionali si sono concentrati emendamenti del Governo e dell'opposizione. E una correzione è arrivata con l'approvazione di due sub-emendamenti di Giovanni Legnini (Ulivo). Così l'apertura alla pubblicità diventa più vincolata: spot sì, ma informativi e nel rispetto dei «criteri di trasparenza e veridicità» verificati dagli Ordini.

Gli avvocati possono stabilire con i clienti i compensi professionali, ma in forma scritta, a pena di nullità. Resta la cancellazione delle tariffe minime, ma intervengono alcune correzioni: devono essere rispettate dal giudice, quando provvede alla liquidazione dei compensi e possono farvi riferimento gli enti pubblici appaltanti.

Durante la maratona degli ultimi due giorni i senatori hanno anche cancellato le spese per la chiusura dei conti correnti bancari, recepito l'accordo siglato nei giorni scorsi tra Governo e tassisti e stabilito che la vendita dei farmaci da banco sarà possibile anche al supermercato, ma solo «con l'assistenza personale e diretta al cliente» di farmacisti iscritti all'Ordine. Non solo: nei preventivi e nelle polizze delle assicurazioni vanno evidenziati il premio di tariffa, la provvigione dell'intermediario e lo sconto riconosciuto all'assicurato. E poi un emendamento del Governo mette un freno alle coniniissioni attive «a tempo indeterminato»: ogni organismo istituito dagli enti pubblici
avrà una durata non superiore ai tre anni e le proroghe saranno possibili solo per gli enti che dimostrino la loro utilità. E l'esecutivo avrebbe già individuato 73 commissioni "inutili" delle 665 attive.

Modifiche importanti riguardano anche le norme sulle società strumentali a Regioni ed enti locali. Il provvedimento ora precisa che l'ambito applicativo non comprende i servizi pubblici locali, ma solo le società esterne che svolgono attività proprie degli enti, e in favore degli enti stessi. Non solo: è stata introdotta una clausola di salvaguardia che prevede che la sanzione della nullità scatta solo per i contratti che saranno conclusi dopo l'entrata in vigore della disposizione.

Le principali correzioni

  • Professionisti - Ammessa la pubblicità, ma solo se informativa e se rispetta i criteri di «trasparenza e veridicità». Novità per gli avvocati: i patti conclusi con i clienti che stabiliscono i compensi professionali devono essere redatti in forma scritta, a pena di nullità. Corretta anche la cancellazione delle tariffe minime, che vanno rispettate quando è ilgiudice a liquidare i compensi. La possibilità di far riferimento alle tariffe per determinare i compensi, soprattutto di ingegneri e architetti, è prevista anche per gli enti appaltanti nelle procedure a evidenza pubblica. (...)

 

di Valentina Maglione
da Il Sole 24ore del 21.07.06


LIBERALIZZAZIONI - Professionisti in piazza. Oggi manifestazioni contro le liberalizzazioni nelle piazze di varie città. Professionisti, è il giorno della protesta. I MOTIVI DELLO SCIOPERO - La mobilitazione generale è stata organizzata per chiedere al Governo di rivedere l'intervento sugli Albi.

È il giorno della prova di forza degli avvocati contro la liberalizzazione della manovra bis varata dal Governo e corretta (ma in modo ritenuto inadeguato) dal Senato. I legali, in sciopero dal 10 luglio, si ritroveranno a Roma, al cinema Adriano e, dopo la serrata dei farmacisti, guideranno la protesta dei liberi professionisti contro la «mercificazione» dei servizi intellettuali. Altre proteste sono promosse, a Roma, dagli ingegneri e, a Padova, dal coordinamento degli Ordini del Centro Nord.

ROMA - Farmacisti, avvocati, architetti, ingegneri e veterinari, odontoiatri, geologi... Tutti sotto la stessa bandiera: quella del no al decreto Bersani. Scendono oggi nelle piazze d'Italia per indurre il legislatore a modificare le norme sulle professioni, contenute nella manovra bis (articolo 2 del decreto legge 223).
«Non vorremmo - ha detto il presidente dell'Oua, Michelina Grillo, confermando l'assemblea generale dell'avvocatura che si tiene questa mattina al cinema Adriano di Roma - che dopo l'accordo raggiunto con i tassisti, qualcuno pensasse di mostrare i muscoli con gli avvocati». I legali restano fermi sulla loro posizione, ma «la porta rimane aperta al dialogo».

Si dicono pronti al confronto i farmacisti, all'indomani di uno sciopero quasi totale. «L'obiettivo di estendere la vendita dei medicinali senza obbligo di prescrizione ad altri esercizi - ha scritto il presidente di Federfarma Giorgio Siri in una lettera inviata ieri al ministro per le Attività produttive Pierluigi Bersani - è stato pienamente recepito dalla categoria che non intende opporsi a questa possibilità». I farmacisti propongono di prevedere, però, confezioni ridotte per la vendita nei supermercati, «per evitare sprechi e abusi». Inoltre, l'elenco dei medicinali in libera vendita dovrebbe essere deciso dall'Agenzia del farmaco.

La protesta dei professionisti si svolgerà in contemporanea a Roma e a Padova, dove questa mattina si sono dati appuntamento i rappresentanti degli Ordini del Nord Italia.
«Abbiamo presentato in Parlamento alcune proposte che sono state anche apprezzate dalla commissione - ha sottolineato Raffaele Sirica, presidente del Cup, il coordìnamento degli Ordini - ma nell'emendamento del Governo non sono state tenute in considerazione».

«Si tratta - glì fa eco Giuseppe Cappochin, presidente del Cup Veneto e coordinatore del Forum delle professioni intellettuali del Nord Italia - di difendere l'interesse pubblico connesso all'esercìzìo delle professioni intellettuali contro i rischi di un falso iperliberismo e l'equiparazione dei servizi a prodotti industriali da vendere al prezzo pìù basso».

Insieme al Cup, a Roma ci sono anche gli ingegneri del Cni. «Le nostre perplessìtà - ha spiegato il presidente Ferdinando Luminoso - sono rivolte soprattutto all'abolìzìone dei minimi tariffari. Specialmente in settori come quello dei lavori pubblici e della sicurezza, risparmiare comporterà un taglio alla qualità e quindi un danno per i consumatori».
Anche i veterinari hanno organizzato la loro protesta: sulle porte di 6.500 ambulatori sono esposti i manifesti anti-decreto. Secondo l'Anmvi, la manovra «è un pericoloso incoraggiamento alla malasanità, all'abusivismo professionale e alla concorrenza sleale». Per il segretario nazionale del sindacato veterinari di medicina pubblica, Aldo Grasselli, «le professioni sanitarie non possono essere lasciate a un sistema di competizione esclusivamente mercantile. Medici e veterinari non possono essere equiparati ai gommisti, ai carrozzieri e agli avvocati».
Adesione «totale» alla manifestazione è annunciata anche dai dentisti dell'Andi.
Confprofessioni, la confederazione che riunisce alcune sigle sindacali dei professionisti, ha proclamato «lo stato di agitazione permanente». Venerdì prossimo è già annunciata la mobilitazione di dottori commercialisti e ragionieri.

 

di Francesca Milano
da Il Sole 24ore del 21.07.06


Dl Visco-Bersani, il governo decide la fiducia. Niente maxiemendamento

Nessun maxiemendamento al decreto legge Visco-Bersani e quindi il "testo su cui si procederà sarà quello che uscirà dalla commissione bilancio del senato". Lo ha assicurato ieri il ministro per i rapporti con il parlamento Vannino Chiti che ha anche chiarito che "se il governo metterà la fiducia dipenderà eventualmente da una questione di tempi perché il provvedimento deve andare alla Camera, che potrebbe anche modificarlo". Comunque, sottolinea il ministro, "domani (oggi per chi legge, ndr) decideremo per entrambi i provvedimenti (dl Bersani e ddl su missioni italiane all'estero)".

L'esame del testo, che approderà lunedì prossimo nell'aula di palazzo madama e il 28 luglio alla camera, è proseguito nella tarda serata, dopo che la maggioranza ha deciso di accogliere alcuni emendamenti al pacchetto fiscale presentati dell'opposizione.
Nella giornata di ieri sono stati approvati gli emendamenti annunciati nei giorni scorsi (...): dalle correzioni all'Iva sugli immobili alla forma scritta, pena la nullità, degli accordi sui compensi tra avvocati e clienti, fino dalle modifiche alle condizioni contrattuali fra banche e clienti sulla comunicazione scritta delle variazioni, al giro di vite per commissioni e comitati delle amministrazioni pubbliche (attualmente 665) che porterà alla soppressione di 73 organi e al taglio di spese non inferiore al 30% per le altre; inoltre è prevista la durata massima di tre anni dell'organo, mentre l'eventuale proroga dovrà essere valutata dalla presidenza del consiglio e dal ministero competente sulla base di un'apposita relazione di fine mandato che ne dimostri l'utilità.

Il relatore del provvedimento Natale Ripamonti ha poi assicurato che in aula la maggioranza "cercherà di rimediare ai tagli effettuati alla protezione civile che rappresenta una grande risorsa per tutto il paese", L'allarme risorse era stato lanciato ieri mattina nel corso di un'audizione alla commissione ambiente di palazzo Madama dal responsabile Guido Bertolaso che ha sottolineato come la manovra correttiva ha "limitato di 39 milioni le spese di gestione quotidiana tra cui quelle per il personale e le missioni del dipartimento", che vanno ad aggiungersi al taglio del 50% delle risorse subito negli ultimi sei mesi.

"C'è stato un confronto molto serio nelle commissioni del senato: il governo e la maggioranza sono andati a questo confronto in modo del tutto aperto. Si sta lavorando seriamente", sottolinea Chiti. "Sono state raggiunge intese e accolti emendamenti dell'opposizione. Quindi mi sembra il segno che sia il modo giusto di lavorare". Soddisfatto anche il ministro per lo sviluppo economico Pierluigi Bersani per il via libera a tutti i suoi articoli nel provvedimento: "Garantisco che andremo avanti con le liberalizzazioni".

Non la pensa allo stesso modo l'azzurro Maurizio Sacconi secondo cui "governo e maggioranza hanno respinto in commissione bilancio gli emendamenti di Forza Italia per creare più concorrenza". In particolare, spiega Sacconi, "è stata respinta la proposta di portare subito a gara tutti i servizi locali di pubblica utilità, quella di togliere l'obbligo della presenza del farmacista per la vendita dei farmaci di automedicazione, anche con distributori automatici, quelle volte a liberalizzare la somministrazione nei panifici, i patronati dei sindacati, la scelta dei lavoratori per la previdenza complementare. Se a ciò si aggiunge la totale ritirata sui taxi, la promessa liberalizzatrice di Bersani si rivela un bluff" .

Intanto anche i veterinari sul piede di guerra contro il provvedimento. Secondo l'Anmvi (Associazione nazionale medici veterinari italiani) il decreto assimila "la sanità animale alle attività economiche" e stravolge "l'impianto giuridico delle professioni sanitarie". Infine, Asso-Intrattenimento chiede la soppressione dell'incremento dal 10 al 20% dell'aliquota Iva per le consumazioni obbligatorie in discoteca o, in alternativa, che il provvedimento venga esteso anche ai pubblici esercizi, ai circoli e ai centri sociali che adottano lo stesso sistema di ingresso.

 

di Giuditta Panaino
da Italia Oggi del 21.07.06

 

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data pubblicazione: domenica 23 luglio 2006
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